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Lezione quotidiana di Kabbalah – 09.11.09

Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah
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Gli scritti del Baal HaSulam, Lettera 39, 1927, pag. 118
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 14, lezione 6
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Articolo di Baal HaSulam, “La Saggezza della Kabbalah e la Sua Essenza,” lezione 6
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La nostra imprudenza è la ragione della crisi globale


Come osano gli uomini dichiarare di non essere parte del sistema della natura? Allora cosa sono, se non sono parte della natura? Mille anni fa, o un secolo fa, essi erano controllati dalla natura, ma adesso non lo sono? E perché non lo è il mondo? Perché l’uomo si è creato un po’ di “giocattoli” – macchine e aeroplani? Tutto ciò che è stato fatto è stato solo di prendere degli elementi diversi e di mescolarli insieme, ed è saltata fuori la plastica e la gomma da masticare. Ma cosa ci ha fatto separare dalla natura?

Il fatto è che non siamo stati separati dalla natura. Tutte le scienze, inclusa la teoria di Darwin, dicono che siamo il risultato dell’evoluzione dei livelli inanimato, vegetativo ed animato della natura. Allora perché l’uomo si è posto improvvisamente al di sopra della natura, separandosi dal sistema completo dell’universo? Perché ha improvvisamente scavalcato i suoi confini e ha detto, “Io sono libero!” Ma da che cosa è libero?

Allora adesso, a causa del nostro insensato egoismo, e perché pensiamo senza ragionare di essere liberi, stiamo affrontando una crisi. Il fatto è che non siamo liberi, e che esistiamo dentro il sistema completo e globale della Natura (il Creatore). Perciò, dobbiamo comportarci in armonia con il sistema.

Noi siamo dentro il Creatore. Egli ci controlla, e non c’è nessun altro a parte Lui. Non abbiamo alcuna possibilità di agire liberamente, a nessun proposito. Anche la sensazione che ci fa sentire di trovarci in una posizione opposta alla Sua ci è data da Lui, al fine di innalzarci.

(Dalla 3 parte della lezione quotidiana di Kabbalah, su “Introduzione al Talmud Eser Sefirot”)

Lezione quotidiana di Kabbalah– 08.11.09

Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah
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Gli scritti di Baal HaSulam, Lettera 39, 1927, Pag. 118
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 14, Lezione 5
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Articolo di Baal HaSulam, “La Saggezza della Kabbalah e la Sua Essenza,” Lezione 5
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Un uomo è come un albero in un campo


E’ scritto “Un uomo è come un albero in un campo”. Un albero può essere piantato in un campo che è benedetto dal Creatore, dove sarà bagnato dall’acqua e scaldato dal sole ogni volta che ne avrà bisogno. O l’albero – l’uomo – può essere piantato in una terra sterile e secca, dove l’uomo non sarà in grado di crescere. Oppure, anche se cresce, sarà come un albero selvatico che non porta frutti.

Quando arriva lo sviluppo spirituale, è l’uomo che determina il suo posto. Il suo atteggiamento verso i libri, il maestro, e gli amici può cambiare la terra e il sole, l’umidità, e tutte le altre condizioni necessarie per la sua crescita.

L’uomo comincia ricevendo il “punto nel cuore” – il seme spirituale, ed egli deve poi decidere dove piantarlo e come assorbire la forza dell’ambiente che gli serve per far sì che il suo seme diventi un albero. Se egli sceglie il giusto ambiente, egli potrà richiedere ad esso la forza della dazione – “la pioggia”. Questa forza gli permetterà di crescere dal mondo materiale verso un livello più alto. Le sue intenzioni di dare ( la dazione) germoglieranno “dal suolo”.

Dobbiamo prenderci cura del nostro “albero”, cioè dobbiamo scegliere dei desideri che possono essere corretti, e poi organizzarli adeguatamente così che in futuro possano crescere e darci una giusta forma – una forma che sia simile al Creatore. Questo è tutto il lavoro che dobbiamo fare.

Quindi, si può dire che l’albero sembrerà crescere da solo. Tuttavia, a cominciare dal momento in cui è un seme, ci sono molte azioni che dipendono da noi. L’albero non può crescere indipendentemente da noi, ma solo in virtù dei nostri desideri.

(Dalla 3 parte della lezione quotidiana di Kabbalah)

La rivelazione del Creatore è la chiamata dei tempi


Il mondo ha raggiunto  uno stato in cui le persone non si sentiranno più bene fino a quando non si avvicineranno al Creatore comprendendo  il metodo della Kabbalah.

Se noi ci avviciamo a Lui, ci sentiremo bene, altrimenti, staremo male.Ciò è determinato dalle forze della natura, oppure dalla legge globale alla quale dobbiamo assimilarci poichè esistiamo all’interno di un sistema unico. Inoltre non ha importanza se il termine che usiamo è  natura, Creatore, sistema globale oppure  singola anima.

Lezione quotidiana di Kabbalah– 05.11.09

Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah
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Gli scritti del Baal HaSulam, Lettera 39, 1927
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, articolo 11
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Articolo del Baal HaSulam, “La Saggezza della Kabbalah e la Sua Essenza,” Lezione 4
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I desideri non conoscono distanze


La domanda che ho ricevuto: Ci sono migliaia di persone in tutto il mondo che studiano con noi attraverso la televisione ed internet. Possono vedere le lezioni e comprare i libri di Kabbalah. Ma cosa dovrebbero fare se non hanno un gruppo fisico nelle loro vicinanze a cui unirsi per ricevere le forze necessarie?

La mia risposta: Che differenza fa dove si trova una persona quando ascolta una lezione – davanti allo schermo della Tv, o nella sala dove mi trovo io a tenere la lezione? Un uomo si trova dovunque desideri essere. Ecco perché sento vicini a me migliaia di uomini e i loro desideri, mentre potrei non percepire qualcun altro che mi è seduto accanto.

Non fa differenza in quale parte del mondo un uomo si trovi. La distanza potrebbe anche essergli di aiuto. Sento come gli uomini che si riuniscono in diverse parti del pianeta creino un’enorme forza partecipando alle lezioni quotidiane.

Questo succede perché la forza individuale di ogni uomo è moltiplicata dalla distanza e dalla debolezza che sente per il fatto di essere molto lontano da noi e di non riuscire a percepire una diretta influenza. Questo aggiunge una forza tremenda.

Quindi, non importa in quale angolo del mondo si trovano i nostri amici, essi ci sono molto vicini.

(Dalla 3 parte della lezione giornaliera di Kabbalah).

Lezione quotidiana di Kabbalah – 04.11.09

Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 6
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Articolo del Baal HaSulam, “La Saggezza della Kabbalah e la Sua Essenza,” lezione 3
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Gli scritti del Baal HaSulam, lettera 30, 1927
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I nostri desideri possono fare delle magie


La domanda che ho ricevuto: Hai detto che quando un uomo legge un testo scritto da un grande Kabbalista, egli può vedere apparire improvvisamente nel testo delle parole in più, come se fossero anch’esse stampate nel libro. Questo effetto si ha anche quando si tratta di un libro tradotto dall’Ebraico in altre lingue, come l’inglese, lo spagnolo e il russo?

La mia risposta: Non fa differenza il modo in cui libro è stato stampato e quale fonte o lingua sia usata. Dal momento che il testo originale è stato scritto da una persona che aveva raggiunto una realizzazione spirituale, allora anche quando il libro è tradotto in altre lingue da un traduttore preparato e professionista, si vedranno allora tutti questi fenomeni. Questo perché essi dipendono dalla tua aspirazione a comprendere e realizzare ciò che c’è scritto in questi libri.

In base ai tuoi desideri attuali, vedi il libro e delle parole stampate in esso. Se il tuo desiderio cambia, allora invece che un libro con delle parole stampate, vedrai una sorgente o un sistema che ti porta la Luce. Lo vedrai come un appagamento spirituale.

(Dalla seconda lezione del Congresso nord Americano di Buffalo).

Lezione quotidiana di Kabbalah – 03.11.09

Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 4
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Baal HaSulam Articolo “La Saggezza della Kabbalah e la Sua Essenza,” Lezione 2
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Baal Sulam, Lettera 38, 1927, pag. 116
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