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L’esilio è creato dal Creatore

Lo Zohar, capitolo Shemot, punto 59: … Il Creatore non ha mai abbandonato Israele nell’esilio, prima che Lui ha messo la Sua divinità con loro.

È ancora di più con Giacobbe, che quando lui discese in esilio, il Creatore e la Sua Divinità e i superiori supremi e le Merkavot, tutti discendono con Giacobbe … Questa è la condotta del Creatore in tutti gli esili …

Cosa significa “La Sua Divinità discende con il popolo di Israele in esilio?” Pensiamo che ci sia qualcosa in cui il Creatore non agisca; però esiste solo una forza che funziona in tutta la creazione ed in noi: il Creatore o la Luce.

L’esilio è uno stato speciale del desiderio (della creazione) che la Luce crea particolarmente per abbassarlo, per allontanarlo da Sé e creare in esso il desiderio per Lei.

La Luce determina esattamente tutti gli stati dell’esilio, tutti i problemi che si riveleranno nel desiderio di ricevere, tutte le vacuità, tutte le disgrazie.

L’opposto della Luce (del Creatore) funziona nell’esilio come è detto: “Ho indurito il cuore del Faraone”. Il Creatore fece anche il diluvio ecc …

Poiché “Non c’è nessuno a parte Lui”. L’esilio è una forma dell’influenza della Luce (del Creatore) attraverso la sua parte inversa, in un modo accuratamente misurato, esatto, in tutte le qualità, contro ogni desiderio, in tutte le connessioni tra di esse.

Per questo, senza dubbio, il Creatore (la Luce) si trova in esilio insieme al popolo, influenzandolo ed appoggiandolo sempre.

Egli stesso crea questo esilio attraverso la sua parte inversa ed oscura, come è detto dal re Davide: “Mi hai spinto da dietro e davanti (attraverso la Luce e l’oscurità)”.

Quando la Luce non richiede più di influenzare attraverso la parte opposta (attraverso l’oscurità), quando stimola sufficientemente il desiderio (Kli) e questo aspira realmente alla parte illuminata (verso la dazione), la Luce attrae il Kli dall’esilio verso la liberazione;

però solo la Luce è l’unica forza che agisce da dietro e davanti e per questo tutto l’esilio è la preparazione alla nostra liberazione.

L’importanza della divulgazione della scienza della Kabbalah, parte 1

Baal HaSulam, La prefazione al libro Panim Meirot:

La nostra liberazione dalle sofferenze e l’arrivo del Messia significano la rivelazione del Creatore, come è detto: “E non verrà insegnato di più ad un uno rispetto ad un altro riguardo al Creatore perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande”.

Quando i figli di Israele troveranno la ragione perfetta si riempiranno con essa e la diffonderanno a tutti i popoli del mondo attraverso le frontiere di Israele, come è detto: “Si riempirà la terra con la conoscenza del Creatore e fluiranno al Creatore ed ai suoi beni”.

Per questo è detto nel libro dello Zohar: “Grazie a questo libro, usciranno i figli di Israele dall’esilio”. Allora otterremo la liberazione definitiva solo attraverso la divulgazione di massa della scienza della Kabbalah. È detto dai saggi: “La Sua Luce riporta alla Fonte”; cioè, solamente la Luce contenuta nel libro è capace di riportare la persona alla sua Fonte.

Per questo, per prima cosa, dobbiamo diffondere la scienza della Kabbalah alle masse affinché arrivi il Messia, il Liberatore. La divulgazione della scienza della Kabbalah e l’arrivo del Messia dipendono l’una dall’altro. Per questo dobbiamo fondare scuole e scrivere libri, per accelerare la divulgazione della scienza al popolo.

Le azioni del Creatore sono le leggi della Natura e non possono essere un inganno. Per questo i saggi hanno detto: “Se non ci riescono da soli, le sofferenze li aiuteranno”. Il che non lo farà la ragione, lo farà il tempo; cioè, esiste un cammino di sofferenze che li aiuta a separarsi dal vassoio del cibo animale, per salire lungo la scala della perfezione.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 05.05.2010

Preparazione alla Lezione:  Shamati 103
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Il Libro dello Zohar, Capitolo “VaEra”, Articolo 157
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 128, Lezione 39
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Rav Yehuda Ashlag “Matan Torah (Il Dono della Torah)” Lezione 7
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Perché affrettarsi ad uscire dall’Egitto?

Domanda: Non è chiaro perché l’uscita dall’Egitto fu così affrettata. Quando tempo richiede la preparazione della pasta di pane: 20 minuti? Non potevano aspettare? Perché tanta fretta?

Risposta: Fretta significa che il seguente stato si scopre all’improvviso, non nell’ordine dei gradini. Non posso prevederlo in anticipo ed aspettare.

A causa del mio stato, non posso sapere se ciò accadrà in un minuto. La chiamiamo “urgenza”, “fretta”.

L’uscita dall’Egitto è simile alla nascita, si sviluppa grazie ad una forza esterna. L’inferiore non determina niente.

Egli si sforzava, studiava, seguiva i consigli dei cabalisti nella divulgazione della Kabbalah, nell’unione con gli amici, arrivò al punto culminante del desiderio di raggiungere il Mondo Superiore …

È scritto che la liberazione arriva all’improvviso, “quando non la aspetti per niente”, quando i pensieri della gente non sono preparati in assoluto al suo arrivo. Arriva nella generazione totalmente disillusa, quando l’uomo ha perso la speranza ed ha alzato le mani.

L’uscita dall’Egitto è la scoperta della Luce GaR di Hokhmà. Per uscire dall’Egitto, l’anima deve raggiungere con un salto, lo stato di Gadlut Bet (lo stato maggiore 2) dallo stato di Katnut Alef (lo stato piccolo 1), saltando i gradini Katnut AlefGadlut AlefKatnut Bet – Gadlut Bet.

Questa si chiama “fretta”. Ti tirano fuori e vedi il nuovo mondo.

Entrando nel mondo spirituale


Lo Zohar ci parla del sistema superiore che include tutti noi. Tuttavia, non è necessario spiegarlo nei minimi particolari perché dobbiamo semplicemente ascoltare la storia ed attendere di esserne influenzati. Successivamente, il quadro si fa chiaro come se emergesse dalla nebbia. È come un bambino che prende dimestichezza con il mondo, apprendendo le cose nuove intorno a lui, come sono collegate e come interagire con esse.

Similmente, noi cresciamo in modo naturale nel nuovo mondo. Ora siamo diretti verso quel mondo e la sua visione inizia ad essere più chiara. Prima iniziamo a “sentire” qualcosa e dopo incominciamo a riconoscere questi suoni. Questo è il modo in cui entriamo nelle sensazioni del mondo spirituale.

Pertanto, non ha senso spiegare un sacco di cose visto che la spiritualità deve essere rivelata attraverso le sensazioni nel desiderio piuttosto che nella mente. Invece di studiare la spiritualità teoricamente ed esserne soddisfatti, noi dobbiamo entrare nel mondo spirituale.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 04.05.2010

Preparazione alla Lezione: Shamati 137
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Il Libro dello Zohar, Capitolo “VaEra”, Articolo 128
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 122, Lezione 38
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Rav Yehuda Ashlag “Matan Torah (Il Dono della Torah)” Lezione 6
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Noi causiamo i nostri danni


Lo Zohar, capitolo “Chayei Sarah (la vita di Sara)”, Item 41: Tali sono le vie del creatore. Se Egli concede il benessere ad una persona lo fa per sostenere il mondo e far rispettare i Suoi comandamenti. Se la persona considera il suo benessere come parte del suo orgoglio sarà colpito dalle conseguenze negative, infatti è scritto, ” Il benessere conservato per il possessore è per il suo male”.

…In modo analogo, quando il Creatore diede loro la bellezza del bene superiore di Adam ha Rishon, Egli lo concesse allo scopo di far rispettare il Suoi comandamenti e che fosse fatta la Sua volontà. Essi non lo fecero ma furono orgogliosi e per questo motivo furono colpiti nella stessa bellezza nella quale furono benedetti.

Pertanto, quando una persona grida “perchè il Creatore mi tratta in questa maniera?” deve capire che la persona stessa è la fonte del danno. Siamo noi stessi a causare i colpi a cui siamo sottoposti per non aver utilizzato in modo corretto le opportunità di ripresa offerte dal Creatore. Noi inciampiamo in queste opportunità, cadiamo e infine abbattiamo noi stessi. Questo è ciò che ci dice lo Zohar, “Essi furono colpiti nella stessa bellezza nella quale furono benedetti.”

Aprendo lo Zohar – 03.05.2010

Il Libro dello Zohar – Brani selezionati: “VaEra”, Punto 128
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Il ruscello che irriga le anime

Lo Zohar, capitolo Vaiera, punto 424: … Il frutto degli atti del Creatore è del fiume che fluisce ed esce dall’Eden, cioè ZA e le anime dei giusti. In altre parole, la sua azione sono le anime dei giusti.

E questa è la fortuna della quale tutte le buone benedizioni e le piogge fluiscono, come è scritto “Per irrigare il giardino”. Fluisce ed irriga dall’alto verso il basso perché i figli dipendono da questa fortuna e non da nessun altro luogo …

Tutti i nostri gradini di ascesa e di correzione dipendono dalla “sorte” (Mazal): dalle Luci che provengono dall’alto “come gocce”, una dietro l’altra, le quali filtrano dalla testa di Arich Anpin attraverso la sua barba; e siccome arrivano con recesso, abbiamo la possibilità di correggerci.

Le correzioni ci succedono gradualmente, passo dopo passo, perché la Luce Superiore ci arriva in piccole porzioni perché l’essere umano non può liberarsi del suo egoismo in un colpo solo. Non è possibile perché è la nostra natura!

Per questo percepiamo l’aggravamento del cuore. Passiamo al di sopra di esso, ma dopo arriva un’altra volta, ed ancora una volta passiamo al di sopra di esso; ed in questa maniera “goccia dopo goccia” riceviamo le correzioni.

Tutto ciò è dovuto alla rivelazione delle gocce della Luce di Hokhmà che ci porta il ruscello (Zeir Anpin) che fluisce, esce dall’Eden (Binà) ed irriga le nostre anime.

Gli spiriti vagabondano nei mondi …

Zohar, capitolo Tazria, Quando una donna da alla luce, punto 117: abbiamo imparato che esistono spiriti superiori, tra quelli che furono fatti dagli spiriti della sinistra di Adam HaRishon.

Questi non si aggrappano in basso in questo mondo ed essi sono sospesi nell’aria ed ascoltano ciò che ascoltano dall’alto. Alcuni di loro conoscono altri spiriti in basso in questo mondo ed appaiono alle persone nei loro sogni e le allertano.

Certamente non si tratta degli esseri umani che sognano di questo. Lo Zohar non dice una sola parola sulla nostra realtà, sul nostro mondo.

Passo dopo passo, mentre leggiamo sempre più, cominciamo a sentire che siamo in un sistema nel quale agiscono le forze, i desideri.

Quando una persona vede che è connessa con essi ed agisce attraverso essi, percepisce se stessa come se fosse parte di un personaggio, una forza, un carattere che viene denominato come un animale, un uccello o una pianta.

Certamente non sono gli animali, gli uccelli o le piante che vediamo nel nostro mondo; però in questa maniera la persona sente le parti della realtà spirituale, le forze spirituali che la fanno funzionare.

Per questo Lo Zohar lo scrive in questa maniera. In realtà questa maniera è più vicina a ciò che presto cominceremo a percepire al principio della nostra sensazione del mondo spirituale.