Pubblicato nella 'Zohar' Categoria

Torah, Porzione Settimanale – 28.05.10

Il Libro dello Zohar, Porzione Settimanale “ Bealutcha”, Brani Selezionati
Video / Audio

L’unione pacifica delle forze opposte nella linea di mezzo

Lo Zohar, Capitolo “VaEra (Ed io Sono Apparso)”, Articolo 41: Anche, il sud aderisce all’est perché il calore nel sud aderisce al calore nell’est. E l’est aderisce anche al nord perché il suo vapore umido aderisce al vapore umido nel nord. Ne risulta che il sud e l’est sono legati reciprocamente attraverso il calore in entrambi; l’est ed il nord – attraverso il vapore umido in essi; il nord e l’ovest – attraverso il freddo in entrambi; l’ovest ed il sud attraverso il secco in entrambi; e tutti sono inclusi gli uni negli altri, appesi in giù l’uno nell’altro.

Se non stiamo costruendo la linea di mezzo, allora le forze (del nord e del sud) che sono reciprocamente opposte stanno crescendo. Poiché esse non giungono alla riconciliazione attraverso la linea di mezzo, si scontrano e tentano di cancellarsi reciprocamente. Questo causa un’esplosione. Allora proprio come un vulcano esplode in Islanda nel nostro mondo, una guerra comincia a divampare all’interno di una persona oppure all’esterno tra persone. Tutto avviene perché queste due linee, la destra e la sinistra, hanno raggiunto una certa grandezza e si sono scontrate piuttosto che unirsi pacificamente nella linea di mezzo.

Le persone sono le sole a dover compiere la connessione attraverso la linea di mezzo al nostro livello. Allora la pace arriverà anche per tutti i precedenti livelli inferiori. Abbiamo pronta per noi la capacità di creare la linea di mezzo. Se non la costruiamo, allora un corto circuito avverrà tra i due poli e ciò condurrà a disordini su tutti i livelli: inanimato (problemi di l’ecologia), vegetale, animale ed umano, oppure su tutti i livelli contemporaneamente. Tutto ciò avviene perché non abbiamo raggiunto la corretta connessione nella linea di mezzo.

La linea di sinistra e quella di destra nascondono un grande pericolo quando sono in connessione diretta. Se la Luce ed il vaso si connettono senza lo schermo, allora avviene “la frammentazione dei Kelim”, ma solo su bassi livelli. Lo Zohar dice che anche se il Nord ed il Sud, l’Est e l’Ovest sono opposti gli uni agli altri, ciascuno di essi ha la capacità di complementare l’altro. Tuttavia, se non forniamo loro una connessione attraverso la linea di mezzo, si incontreranno comunque, senza equilibrio e mancanti di pace, come nemici …

La spiritualità è l’unione dell’oscurità e della Luce

Lo Zohar, capitolo VaEra, punto 90: … “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore”, significa con ambedue le inclinazioni, l’inclinazione al bene e l’inclinazione al male, affinché le cattive qualità dell’inclinazione al male diventino buone …

Allora certamente non ci sarà differenza tra l’inclinazione al bene e l’inclinazione al male ed esse saranno una.

Nel nostro mondo non ci accorgiamo della differenza qualitativa tra il male ed il bene. Per questo non capiamo che queste due qualità si decretano l’un l’altra e si assecondano e non può esistere l’una senza l’altra.

Vorremmo immediatamente annientare tutto il male e lasciar esistere solo il bene; ciò che in questo istante consideriamo come bene.

La spiritualità si rivela nella differenza tra qualità opposte e non nell’aspirazione ad escludere od eliminare una di esse.

Entrambe le qualità esistono per la loro rivelazione e lo stesso stato spirituale si allinea ad entrambe le qualità unite, alla Luce e all’oscurità.

Inizialmente, non abbiamo le corrette definizioni interiori e non ci è chiaro cosa è la Luce e cosa è l’oscurità.

Dopo averle distinte, chiariamo che questa è la Luce e questa è l’oscurità, e preferiamo la Luce al posto dell’oscurità. Allora, prendiamo tutta la Luce e tutta l’oscurità, e dalla totalità di queste due, creiamo il nostro stato spirituale.

Non sopprimiamo nessuna di esse, perché se ne annulli una, scompare l’altra. Per questo creiamo la linea media tra queste due.

Nel nostro mondo una tale struttura non esiste, questo fenomeno, la linea media, non è conosciuto. Tentiamo sempre di sradicare i fenomeni indesiderati e sgradevoli. Ci sembra che non dovrebbero esistere in questo mondo;

ma nella spiritualità c’è posto per tutto e tutto deve esistere eternamente. Solo quando si uniscono tra loro in modo corretto, ci sarà un luogo per la loro esistenza unita e non separata.

Per questo i peccatori ed i giusti, la ricezione e la dazione, la fede e la conoscenza, si basano gli uni sugli altri.

Per questo, per il conseguimento dell’obbiettivo, sono ugualmente importanti. Come è scritto: “L’uomo deve ringraziare tanto il male, quanto il bene”.

La correzione del male si rivela nel suo uso corretto, insieme al bene, dove ambedue, uniti ed uguali, partecipano alla rivelazione della loro Fonte, il Creatore.

La linea media, l’anima, si crea da queste due e rivela la loro Fonte, il Creatore.

Materiale correlato:

Laitman blog: Unire gli opposti va oltre la velocità della luce
Laitman blog: Al di sopra dell’odio fino all’amore

Lezione quotidiana di Kabbalah – 25.05.2010

Il Libro dello Zohar, Capitolo “VaYicra”, Articolo 248
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag, Prefazione al Commentario del Sulam, Punto 20
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag, Introduzione allo studio delle Dieci Sefirot, Punto 5
Video / Audio

Rav Baruch Ashlag, “ Essi aiutano l’amico”
Video / Audio

Come crescere per raggiungere lo Zohar


La cosa più importante mentre leggiamo lo Zohar è di unirsi con il testo. Se ci ricordiamo che la Luce ci influenza, ciò è sufficiente.

Un piccolo bambino vive tra gli adulti, ma cosa capisce dalle loro conversazioni e comportamenti? Conosce il loro mondo? No, gli è del tutto segreto. Siamo costruiti dalla natura come un bambino fra gli adulti: senza capire niente od essere pronto a farlo, un bambino percepisce tutto per mezzo della “luce circostante”.

Questa è la maniera in cui lo sviluppo ha luogo: gradualmente, indirettamente, dall’esterno, un bambino comincia ad assorbire tutto dagli adulti e si sintonizza con loro senza capire cosa stia accadendo anzi tempo. Entrando in loro attraverso il suo desiderio, comincia a sentire e poi a capire. Questo sviluppa nuovi sensi e desideri (Kelim) in lui, e poi la mente.

Quando siamo adulti, non ci sviluppiamo, ma semplicemente riempiamo noi stessi con la conoscenza e la sensazione. I nostri sensi non si sviluppano più a lungo. Possono solo svilupparsi a condizione che una persona entri in un “area” nella quale anche senza capire o sentire niente, desideri diventare simile ad essa. Per mezzo del suo desiderio e della spinta, senza capire o conoscere niente, comincia ad assorbire forze da questa area e ciò la sviluppa.

Gli adulti non subiscono lo stesso sviluppo interiore dei bambini. Essi sentono semplicemente i loro precedenti desideri. Sia nel nostro mondo che in quello spirituale, nuovi desideri possono crescere solo quando vuoi sentire e scoprire dove sei.

Quando leggo lo Zohar, non so di cosa sta parlando; però, siccome desidero rivelare questo quadro, sviluppo i sensi attraverso ciò che la mia anima percepisce. Ecco perché è scritto “Lo studio non avviene attraverso la ragione” (Lo HaHacham Lomed).
Il nostro sviluppo spirituale ha luogo esattamente nello stesso modo in cui un bambino si sviluppa nel nostro mondo. Può avvenire solo quando il livello più basso si annulla completamente prima del Livello Superiore. Dopotutto, stiamo imparando a sentire un nuovo, intero mondo!

I cabalisti scrivono riguardo a questo in molti articoli. Baal HaSulam scrive in “Un Discorso in Celebrazione della Conclusione dello Zohar” che uno studente deve cancellare se stesso innanzi al Rav, come fanno i bambini innanzi agli adulti. Questo è l’unico modo in cui puoi ottenere uno stato più alto.

Materiale correlato:

Lezione di Shamati 40 “Fede nel Rav”

Canzoni spirituali

Lo Zohar, Capitolo “Shemot (Esodo)”, Articolo 40: Noi apriamo i nostri occhi e vediamo le ruote della santa Merkava viaggiare nei loro viaggi, ed il suono del canto, dolce alle orecchie, a Binà, e bello per il cuore, Malchut, elevandosi e cadendo e camminando, e non viaggiando. … e Hokhmà è ottenuta solo viaggiando da una linea all’altra nei tre punti – Holam, Shuruk, Hirik – il suono del canto viene sentito. Questa è l’illuminazione di Hokhmà per le orecchie, che sono Binà, primariamente attraverso la linea di mezzo, Tifferet, chiamata “voce”. Ed è impartita da lui, dal cuore, a Malchut.

Ho ricevuto una domanda: Il canto è un elevata azione spirituale che genera “l’illuminazione di Hokhmà per le orecchie, che sono Binà”, la Luce di Hassadim. Come è connesso questo alla musica prodotta da Bnei Baruch?

La mia risposta: Mi piacciono molto le canzoni scritte dai miei studenti Moti Mor e Arkadi Duchin. Esse sono nate da un’impressione di una persona che è già nel cammino spirituale ed aspira alla spiritualità. Il fatto che essi non abbiano già raggiunto livelli elevati non importa.

Baal HaSulam scrive che anche una semplice persona può intuitivamente assegnare nomi corretti e connettere rami corporei alle loro radici spirituali. Per esempio tempo fa, qualche persona ha visto il Monte degli Ulivi a Gerusalemme ed ha pensato che fosse buono per la crescita degli alberi di olive. Pertanto lo chiamò il Monte degli Ulivi. Oggi noi accettiamo questo appellativo come sacro.

Baal HaSulam spiega che a causa di ciò lo spirituale riveste il corporeo e la connessione tra la radice ed il ramo si manifesta. La radice spirituale interessa il suo ramo, e questo come se “parlasse” ad alta voce della radice , naturalmente, senza neanche sapere il perché.

Quindi, quelli che studiano la Kabbalah creano la giusta arte anche se non hanno ancora raggiunto le vette dell’assoluta sensazione spirituale o raggiunto la vera natura del suono ed il profondo significato delle parole. La profondità e la ricchezza dell’impressione che possiedono è molto più grande dell’impressione che essi stessi realizzano. Ogni cosa che una persona genera dalla sua connessione con la Fonte porta già all’interno una scintilla spirituale.

Aprendo lo Zohar – 23.05.2010

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Art. 89, “Il Conduttore di Somari
Video / Audio

La Luce alla soglia della rivelazione


Lag B’Omer (il 33° giorno di Omer) è un giorno speciale, in cui la Luce comincia ad entrare in Malchut dalle Sefirot Superiori. La Luce ci arriva dall’infinito, passando attraverso il Mondo di Adam Kadmon, poi attraverso il Mondo di Atzilut, poi attraverso i Partzufim Atik, Arich Anpin, Aba ve Ima e Zeir Anpin, fino a raggiungere l’anima.

Zeir Anpin contiene sette le Sefirot, ciascuna delle quali contiene sette Sefirot. Complessivamente, 7×7=49. Malchut è la 50° Sefirà. Così contiamo i giorni di Omer, l’ingresso della Luce in Zeir Anpin e nel 50° giorno, in Malchut, quando le nostre anime, che sono incluse in Malchut, cominciano a ricevere la Luce.

L’unione (Zivug) di Zeir Anpin con Malchut ha luogo nel 50° giorno, ma la luce entra completamente in Zeir Anpin nel 33° giorno, quando entra nella Sefirà Hod de Hod. Quindi ci sono Chesed, Gevurà, Tifferet e Netzah, con sette Sefirot all’interno di ognuna di esse. Questo somma a 28, e ci sono altre 5 Sefirot in Hod (Chesed, Gevurà, Tifferet, Netzah, e Hod), che equivale a 33 (Lamed Ghimel – Lag).

In questi giorni celebriamo l’ingresso della Luce in Malchut di Zeir Anpin, che significa che la Luce Superiore entra nel sistema in basso, il quale già si relaziona con le anime. Se raggiunge questo posto, allora non c’è dubbio che riceveremo questa Luce. Cominciamo a sentirla e a prepararci alla sua rivelazione.

Il periodo dal 33° al 50° giorno è già preparazione. La Luce continua a discendere più in basso e si adatta per entrare nell’anima. Una persona che è già nel mondo spirituale sente questa preparazione che ha luogo prima della ricezione di questa speciale Luce Superiore, chiamata Zohar.

Ecco perché celebriamo questo giorno. Rabbi Shimon lasciò questo mondo perché completò questa missione. Non aveva nient’altro da compiere in questo mondo perché passò in basso la Luce Superiore attraverso le Sefirot a Malchut de Zeir Anpin. Con questo, completò il suo lavoro.

Insieme ai suoi studenti, egli diresse l’intera Luce dell’Infinito attraverso se stesso come uno speciale filtro, preparandola ad essere ricevuta dalle nostre anime. Questo è il lavoro più grande che hanno compiuto. Adesso, quando guardiamo in questo libro, anche senza capire le parole, con il nostro desiderio ci uniamo al sistema che hanno preparato per noi ed attraverso il quale riceviamo la Luce.

Materiale correlato:

Laitman blog: La Luce dello Zohar
Laitman blog: Il filtro per i desideri
Notte di Lag Ba’Omer

Cosa celebriamo in Lag B’Omer?


In Lag B’Omer celebriamo il passaggio del grande kabbalista Rabbi Shimon Bar Yochai, autore dello Zohar. Egli fu una persona speciale e la rivelazione che ha compiuto preannuncia la dazione della Torah, la scienza della correzione all’intero mondo.

L’umanità si è sviluppata da una generazione all’altra nei dolori della nascita finché giunse Abramo, che rivelò la scienza della Kabbalah al di sopra della crisi che si sviluppò nell’Antica Babilonia. Allora la nazione di Israele attese la schiavitù egizia e l’esodo da essa, seguita dalla costruzione del Primo e del Secondo Tempio, così come altre ascese e discese. Tutti gli eventi orribili che sono avvenuti in questa nazione ed in tutta la storia umana in generale, sembrano essere una prova senza fine.

Tuttavia, l’intero cammino che abbiamo attraversato fino all’arrivo di Rabbi Shimon è stata solo la nostra preparazione alla correzione. Dopo la distruzione del Secondo Tempio, la nazione di Israele perse alla fine la sensazione della spiritualità e da ciò, entrò in esilio; ma poi abbiamo ricevuto questo dono dall’alto, segnato dall’arrivo di un saggio dai tempi del Tempio (un Tanà), un cabalista di grande statura. La sua anima speciale incorporò tutte le precedenti anime e le unì in essa. Ecco perché, insieme ai suoi studenti, poté raggiungere una elevatezza straordinaria, la correzione finale nella sua generazione.

Baal HaSulam scrive che non c’è stato mai nella storia un conseguimento più elevato di quello avutosi ai tempi del Rashbi e della sua generazione. Una cosa simile può accadere ancora solo alla Fine della Correzione e noi adesso, ne siamo alla soglia.

Lo Zohar è il nome della Luce che viene rivelata in GAR del Mondo di Atzilut, nelle sue radici, che è un posto speciale – “la mente nascosta” del sistema di Arich Anpin. Rabbi Shimon fu unico in ciò, fu capace di connettere questo livello incredibilmente elevato con il nostro mondo. Il suo conseguimento lo piazzò sul livello della Correzione Finale, proprio come prima della distruzione del Tempio; allo stesso tempo, egli visse una vita materiale regolare nei tempi successivi alla distruzione del Secondo Tempio. Ciò avvenne quando la nazione cadde del tutto dal livello dell’amore fraterno all’odio senza fine, e questa caduta causò una scomparsa completa della sensazione spirituale.

A causa del fatto che Rabbi Shimon unì questi due poli completamente differenti in lui, fu capace di scrivere questo grande Libro, che significa fare una rivelazione. Senza di esso, non avremmo avuto l’opportunità di correggere le nostre anime ed attrarre la Luce che Riforma.

Materiale correlato:

Rabbi Shimon Bar-Yochai
Laitman blog: Il sistema di Rashbi ravviva l’anima comune

Le percezioni si raggiungono prima o dopo il Machsom?

Domanda: Tutte le qualità che leggiamo nello Zohar si percepiscono nella tappa della preparazione o dopo aver oltrepassato il Machsom?

Risposta: Prima di oltrepassare il Machsom, cominciamo a distinguere in noi differenti reazioni su questi nomi e denominazioni.

Nella misura in cui desidero ascendere al di sopra del mio desiderio di ricevere piacere, comincio a distinguere tra i desideri di dazione e ricezione. Non esiste nient’altro da rivelare.

È scritto: “In futuro, l’angelo della morte diventerà l’angelo della santità”. Cioè, non esistono desideri cattivi o buoni, ma desideri per la dazione o la ricezione. Tutto dipende da come li uso.

Tutta la differenza tra Aman, Terach, Abramo, Elazar, Rachele e Lavan risiede solo nell’intenzione per la dazione o la ricezione, e nella loro potenza.

Per questo, nella misura in cui l’uomo di sforza nell’intenzione di dare, percepire, capire, chiarire l’intenzione attraverso il gruppo, reagirà in differenti maniere su ogni uomo e ogni determinazione.

Fino ad un livello tale che si riveleranno i suoi “sapori” e sensazioni: quelli gradevoli e sgradevoli, quelli luminosi e fastidiosi. Egli comincia a distinguere le differenti sfumature in essi;

però, dopo il Machsom, l’uomo le rivela in maniera chiara e precisa, poiché esse si rivestono in lui e in pratica le rivela.