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Il primo contatto con la spiritualità

Ho ricevuto una domanda: Oltre a pensare a studiare insieme e a desiderare di correggere noi stessi, quale dovrebbe essere il nostro collegamento mentre leggiamo Lo Zohar ?

La mia risposta: Il collegamento con il testo dello Zohar verrà più tardi, inizierai a sentire come ti stimola. Lo Zohar tocca gli strati più profondi del cuore come se fosse una lettera molto personale, intima, una lettera che cambia la vita, scritta da qualcuno che ti è molto caro.

Potrai passare diversi stati, immergerti in diversi pensieri ed azioni, tuttavia, quando torni allo Zohar tu senti come esso ti rafforzi. Riempie, calma, accarezza, ti abbraccia e ti avvolge. Questo testo espressa lo stato dell’anima, che è in completa adesione con il Creatore.

Dopo che la persona sente la prima sensazione di spiritualità, sa già cosa significa. Non può più viverne senza. Per lui è un messaggio interiore molto personale dall’Alto, come “acqua fresca per un’anima affaticata”.

La prima sensazione viene seguita da altre più complesse e ricche che esplodono in un grande dramma. Comunque, abbiamo bisogno prima di un contatto iniziale che richiede diversi anni di lavoro serio. Se lo facciamo insieme e lo desideriamo veramente, aiutandoci e costringendoci uno con l’altro, ci vorrà meno tempo.

Abbiamo bisogno di stabilire un contatto con la spiritualità. Forse non sarà nemmeno l’iniziale adesione, ma una certa anticipazione e sensazione che trascenda i limiti della nostra realtà ordinaria. Tutto rimane uguale apparentemente, tuttavia sopra sta iniziando uno stato dal quale una persona si unisce allo Zohar.

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Aiuto contro te stesso

Ho ricevuto una domanda: Durante le lezioni sullo Zohar mi trovo sempre in guerra con me stesso. Cosa posso fare per mantenere l’intenzione giusta?

La mia risposta: Quello è lo stato naturale per i principianti. Cerca di utilizzare il tempo della lezione per capire lo scopo della tua sofferenza. Chi è che soffre in te? È il tuo corpo, il desiderio di ricevere che resiste. Tu hai un corpo, l’ego ed il punto nel cuore che aspira al Creatore. Stai esaminando il tuo stato da l’ego o dal punto nel cuore?. Se tu sei uno con il punto nel cuore, allora lo Zohar splende su di te, ma questa Luce è opposta al tuo ego. Si sente avversa a te, come una persona che parla contro di te.

Immagina di sedere di fronte a tua moglie mentre lei ti critica, dicendoti che qualcosa non va in te, e tu ascolti e sei d’accordo con le sue critiche, comprendendo che tu hai bisogno di correggerti. Il tuo ego non corretto non vuole ascoltare ma tu dici a te stesso “Non sono io che non voglio ascoltare, ma l’ego che il Creatore ha creato deliberatamente in me. Io, tuttavia, voglio ascoltare ed amarla, perché lei mi sta segnalando le mie vere mancanze che hanno bisogno di correzione”.

Visualizza questa scena finché capirai che veramente hai bisogno di sederti e aderire ad ogni singola parola dello Zohar. Non ti piace quello che ascolti? È meraviglioso! Non sei interessato in scoprire questo? Assolutamente! Lo Zohar sta aprendo i tuoi occhi a la completa verità, quindi infuriandoti e questo è grande. Questo è precisamente quello che deve fare. Cosi è come la Luce t’influenza, mostrandoti quanto sei incorretto. Precisamente allora tu gioirai e desidererai aderirti a esso.

Adesso hai due punti: Malchut incorretto e la scintilla che devi collegare alla Luce. Vai con la Luce contro il tuo Malchut incorretto, e lo Zohar cesserà di irritarti. Inizierai a lavorare in te con quello che esso sveglia in te.

Pratica questo in casa con tua moglie per un po’ ed allora il lavoro con lo Zohar non sembrerà cosi duro.

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L’Uguaglianza Spirituale

Lo Zohar, capitolo Vaigash, punto 126: “Esiste un firmamento al di sopra del firmamento e questo firmamento li domina tutti, cioè, tre firmamenti nei quali la destra e la sinistra sono una al di sopra dell’altra. Il firmamento del mezzo li governa entrambi, li sottomette e li mescola l’uno nell’altro …

Sotto il firmamento le sue ali erano rette”, a causa del fatto che tutti loro esercitano il loro dominio su ciò che gli è stato affidato, poiché la linea media stabilisce l’illuminazione dei due insieme, nella quale la linea di destra illumina dall’alto verso il basso e la sinistra, dal basso verso l’alto. Per questo l’ala destra è uguale all’ala sinistra …

Come si può valutare se la linea destra e quella sinistra sono uguali? Secondo la quantità, il peso o la forza? Hanno qualità totalmente differenti. Non abbiamo nessuna possibilità di valutare questo secondo una misura esteriore del nostro mondo. “Sono uguali” significa che esse si completano l’un l’altra, in maniera tale che ognuna di esse da all’altra tutto il necessario. Hassadim della linea destra completa totalmente Chokhmà della linea sinistra; e Chokhmà illumina Hassadim con tutta la sua forza.

Questo significa che sono uguali. Cioè, esse sono socie ed ognuna da tutto affinché sia possibile la loro connessione mutua in maniera ottimale. Questa si chiama la Linea Media. Per questo sono considerate uguali. Forse Hassadim fornisce il 90% e Chokhmà solo il 10%, e nel successivo livello la proporzione sarà 70% e 30%, oppure 99% ed 1%; però questa si chiama uguaglianza perché ognuna riempie l’altra. Hanno la stessa intenzione, lo stesso pensiero, lo stesso calcolo, e per questo vengono definite uguali. La proporzione tra loro non deve essere assolutamente 50% e 50%. Nella spiritualità, uguaglianza significa che io ti riempio con tutto ciò che desideri da me. Allora siamo uguali.

Cercate sempre la Perfezione!

Domanda: Se comincio a sentire dentro di me tutto quello che sta avvenendo nella mia vita di tutti i giorni, è un segnale dell’avanzamento, come risultato della lettura del Libro dello Zohar?

Risposta: No. Quando leggo il libro dello Zohar per me non esiste la vita di tutti i giorni. Ho l’embrione dell’anima, il punto nel cuore e adesso mi trovo con l’anima nel sistema superiore, del quale mi parla lo Zohar. Come unire a questo minuto punto, nel quale non c’è niente, sentimentalmente e razionalmente, tutte queste qualità: le tre linee, le ascese, le discese e le azioni spirituali?

È proprio quello che cerco. Come essere in esse, come sentirle, sperimentarle lì, in ZON del Mondo di Atzilut? Non voglio niente di questo mondo, ne per me stesso, ne per i miei amici, così come li percepisco nei miei cinque sensi di percezione. Per non parlare di tutto il mondo! Perché ne ho bisogno?

Questo mondo non esiste, lo immagino solo all’interno del mio ego, il desiderio di piacere. Se mi elevo ad un livello più alto, il livello della dazione, della fede al di sopra della ragione, vedrò tutto in un altro modo. Non voglio dedicarmi a questo mondo! Voglio solo elevarmi e fondermi con il mondo superiore! Ci provo obbiettivamente, non lascio questo mondo;

però, lo studio del libro dello Zohar, così come tutta la scienza della Kabbalah, allo lo scopo di scoprire il mondo superiore e portarlo al nostro mondo, non succederà mai! Il mondo spirituale non entrerà mai in quello materiale. Al contrario è il mondo materiale che salirà verso le sue radici, il mondo spirituale. Di seguito, attraverso il mondo materiale, vedrò il mondo spirituale, però prima, devo percepire la spiritualità.

Per questo, prima della lezione, devo cercare di disconnettermi da tutto quello che ho in questo mondo. Perché adesso sto studiando la perfezione, la spiritualità, il Creatore.

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Il mondo è stato creato nella benedizione

Lo Zohar, Capitolo “VaYigash (Allora Giuda si avvicinò)”, Articolo 2: Tuttavia, tutto fu creato nella Torah, e tutto fu perfetto nella Torah. E siccome la Torah comincia con Bet, il mondo fu creato in Bet. È così perché prima che il Creatore creasse il mondo, la Nukvà, tutte le lettere vennero dinanzi a Lui ed entrarono una alla volta in ordine contrario, nell’ordine di Tav-Shin-Reish-Kof e non nell’ordine di Aleph-Bet-Gimel-Dalet.

Articolo 3: La lettera Tav venne dinanzi a Lui e disse, “Tu desideri creare il mondo con me”. Il Creatore replicò, “No, poiché molti giusti sono destinati a morire in te … Ecco perché il mondo non sarà creato in te”.

Articolo 4: Le tre lettere, Shin-Kof-Reish, si avvicinarono ciascuna per conto proprio. Il Creatore disse loro, “Voi siete inadatte affinché il mondo venga creato in voi, perché voi siete lettere usate per leggere Sheker [falsità], ed una bugia è indegna di elevarsi davanti a Me”.

Ciò può essere comparato a come noi chiediamo al Creatore di aiutarci ad unire il desiderio (Kli). Le lettere sono la formazione di Malchut. Essenzialmente, è questa che noi stiamo cercando di costruire dai nostri punti nel cuore.

Da qui, se noi arriviamo al Creatore con il nostro desiderio (sebbene adesso non lo capiamo), piangendo come bambini che non sanno esattamente cosa chiedere, funziona come se ci stessimo appellando al Creatore in tutti i tipi di forme e lettere. Non abbiamo ancora niente in cambio fino a che scopriamo il desiderio corretto o la lettera corretta.

Articolo 5: Le lettere Peh e Tzadik si avvicinarono, e così fecero tutte quelle fino a che esse raggiunsero la lettera Chaf.Keter [Keter è scritto con la Chaf in Ebraico], quelle superiori e quelle inferiori furono scosse, finché tutto venne ad esistere nella lettera Bet, che è il segno per Beracha [benedizione], ed in essa il mondo fu perfetto e creato. Quando la Chaf discese da

Dobbiamo acquisire un desiderio, uno stato nel quale solo la benedizione dall’Alto può dare vita al nostro vaso spirituale. Solo se uniamo la forza della dazione e diventiamo uno con il Creatore (e non attraverso qualsiasi nostro altro sforzo) possiamo acquisire il Kli spirituale.

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Il significato di “Comandamento” nella spiritualità

Ho ricevuto una domanda: Il capitolo dello Zohar che stiamo leggendo si chiama Comandamento (Tetzaveh). Cosa significa “Comandamento”, in spiritualità?

La mia risposta: Questo si riferisce al comandamento che ci è stato assegnato. Per unirci al lavoro del Creatore, dobbiamo prima di tutto cercare di riconoscere il nostro desiderio e il motivo della nostra creazione. Dobbiamo sentire il nostro stato di essere opposti al Creatore in modo di diventare “creature”.

Non è comunque sufficiente. Questa é solo la prima identificazione della propria natura. Dopo aver fatto questo, l’uomo deve cercare si assomigliarsi al Creatore e dopo scoprirà di essere incapace di farlo. Quando nonostante tutto lui insiste ad andare avanti e lotta per arrivare al livello successivo di riconoscere se stesso, scopre che non ha desiderio di diventare similare al Creatore. Oltre ad essere opposto al Creatore ed essere incapace di diventare similare a Lui, non lo desidera nemmeno.

Tuttavia, mentre attraversa questo processo, ogni volta che l’uomo innalza il significato del Creatore, l’importanza del traguardo, e vede il suo stato come basso ed insignificante, continua a ricercare fino a che scopre che esiste un sistema di collegamento tra le anime, e da questo, può ricevere una forza addizionale. Desidererà allora, e sarà capace, di rivelare tutta la sua opposizione al Creatore, la sua mancanza di desiderio e l’opportunità di diventare similare a Lui. Allo stesso tempo sentirà un bisogno pressante di correzione, di raggiungimento di dazione per il Creatore, che supererà molte volte quello che avrebbe ottenuto da se.

Allora, equipaggiato di questo “pesante ammonimento”, che lui ha ottenuto attraverso il potere del gruppo con la proprietà della garanzia mutua (dentro la quale esiste il Creatore come garante e supporta tutto il sistema), l’uomo arriva e ricorre a Lui. L’uomo adesso ha qualcosa verso cui fare ricorso, prima non poteva fare una richiesta corretta.

Questo è il modo in cui l’uomo raggiunge l’influenza della Luce che Riforma. Lui ha realizzato la sua libera scelta ed è arrivato in uno stato nel quale il Creatore gli concede la forza. Allora, dentro la Luce, lui inizia a vedere quello che deve correggere, com’è scritto “Nella Tua Luce noi vedremo La Luce”. L’uomo inizia a vedere l’ordine del Creatore: correggere tutte le sue 613 proprietà, una a una.

Ora l’uomo ha capito come ogni proprietà, forza e desiderio sono corrotti, come devono essere corretti, quello che ci guadagna con la correzione e come influenza l’intero sistema comune. Il Creatore è rivelato attraverso il sistema comune. Allora gradualmente, attraversa l’intero processo della Tora ed i comandamenti, corregge tutti i sui desideri con l’intenzione di dazione per il bene della dazione e perfino per l’intenzione di ricevere per il bene della dazione, che non è per il bene del piacere, ma piuttosto per il bene del Superiore.

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L’esilio è un grado spirituale

Lo Zohar, Capitolo Vaigash (Ieudà gli si avvicinò), articolo 120: … Ed è anche scritto, “Io discenderò con te in Egitto”, cioè la Divinità discese in esilio con lui, e in tutti i lati in cui Israele fu esiliato, la Divinità si esiliò con essi.

In altro modo, non sarebbe un esilio. Esilio significa che ti senti in occultamento. Senti che la spiritualità (il Creatore) esiste e senza dubbio, vedi solo il suo contrario. Questa spiritualità brilla in te in una maniera che ti permette di sentire la presenza del Creatore, ma in maniera occulta. È solo allora che si chiama esilio.

Se la tua sensazione di occultamento del Creatore è assente, questo non è esilio. Fino a dove ti concerne, Egli semplicemente non esiste; ciò significa che esisti in un livello inferiore alla spiritualità. L’esilio è una sensazione spirituale che è al di sopra del livello del nostro mondo. Per tanto, non possiamo dire che la gente di questo mondo si trova in esilio.

Tuttavia, se intuisci che qui deve esserci qualcosa di spirituale, se hai questa sensazione, oppure hai in qualche modo familiarizzato con ciò che è nascosto, allora sei in esilio. Questa è una connessione che brilla attraverso il suo contrario, con una luce nera invece di una bianca. Da ciò si deduce che “Israele in Egitto” è un grado spirituale. Avete una Luce, un’illuminazione speciale, in modo da non separarvi dalla spiritualità; considerando che siamo “come bestie mortali” finché non abbiamo la sensazione dell’esilio.

Oggi, leggendo il Libro dello Zohar,poco a poco, ci svegliamo dalla nostra esistenza bestiale e la realtà del nostro esilio sta diventando più evidente. Non è poca cosa il poter ascendere al livello dell’esilio. Per riuscirci, hai bisogno di sentire veramente l’occultamento, l’aspirazione (il desiderio) per il mondo spirituale; hai bisogno di distinguere tra le tenebre che è Lui che si occulta da te e come puoi acchiapparLo.

L’esilio è il contrario del grado spirituale chiamato rivelazione. La sensazione ed il lavoro di questo lato contrario è parte dell’opera del Creatore.

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Il nostro lavoro è di preparare il desiderio

In accordo ai Kabbalisti, lo Zohar è la parte più efficace di tutta la Torah e di tutti i libri di Kabbalah. Perché? Questi libri sono chiamati santi (la proprietà di Binà) perché sono scritti dalle vette dell’acquisizione spirituale. Quindi, leggendoli, possiamo attrarre su di noi la Luce che ci riporta al Creatore (alla somiglianza con Lui).

Tuttavia, possiamo correggere il desiderio di ricevere solo attraverso il desiderio di correggerci perché non c’è Luce, non c’è riempimento senza un desiderio. Da qui, dobbiamo chiedere che la Luce agisca su di noi e ci trasformi. Questa Luce è chiamata “Luce Circondante” perché brilla su di noi da lontano. Sotto l’influenza della Luce, la nostra “cattiva intenzione” si trasforma in una “buona intenzione”. Allora, nella misura in cui il desiderio assomiglia alla Luce, questa lo riempie.

Dunque prepararsi allo studio della Torah significa acquisire il desiderio per la correzione. Questo desiderio è preceduto dalla comprensione che la nostra natura è cattiva (per noi). Il male nella nostra natura è la nostra incapacità ad unirci! La nostra unione è proprio il vaso in cui la nostra vita spirituale Superiore può essere rivelata.

Per questa ragione, dobbiamo tentare di stabilire una connessione reciproca ed unirci. Ciò è esposto negli scritti in cui Israele si trovava ai piedi del Monte Sinai: “come un uomo con un cuore”, “tutti gli Israeliani sono amici” e “ama il tuo prossimo come te stesso”. Dopo aver scoperto la nostra incapacità ad unirci e cominciare a sentire cosa ci impedisce di raggiungere il nostro buono stato, allora MAN, una vera preghiera, il desiderio di diventare corretto, emergerà in noi.

Cioè, la preparazione per lo studio della Torah equivale ai tuoi sforzi per unirti, sentendo quanto siamo incapaci di farlo e realizzando questo stato come cattivo, come un ostacolo sul cammino verso il bene. Cioè, lo studio della Torah viene dopo la corretta preparazione; MAN emerge da sé.

Possiamo pensare e chiarire tutto questo già mentre leggiamo Il Libro dello Zohar. Nel frattempo la Luce ci aiuterà nel nostro lavoro.