Ho ricevuto una domanda: Cos’è l’unità? È una sensazione interiore o la rivelazione di una forza?
La mia risposta: L’unità è una nuova realtà della quale non abbiamo la minima idea. È un nuovo tema che non abbiamo sperimentato anteriormente e che ha le proprietà del mondo spirituale: le proprietà di dazione. Quando entriamo in questa materia e viviamo in essa, iniziamo a rivelare una nuova dimensione, come se ci trovassimo in un altro pianeta. Noi riveliamo questa dimensione all’interno delle proprietà di questa materia: la dazione.
Perciò, unità non significa solamente collegamento, buone relazioni o fiducia. Ē la rivelazione di una nuova proprietà che non esiste nel nostro mondo. Quando noi acquisiamo questa proprietà, noi diventiamo similari al Creatore, noi riveliamo queste qualità all’interno della nostra mente e nei nostri sentimenti, in unità con Lui.
Non c’é nient’altro che noi possiamo fare oltre che raggiungere l’unità. È nel nostro potere farlo. A tale riguardo è scritto: “Dovremmo far e dovremmo sentire”. Questo significa che possiamo svolgere diverse azioni, tirare fuori il nostro sforzo e fare tutto quello che è in nostro potere. Possiamo studiare insieme mentre ci uniamo come raccomandano i Kabbalisti e come RABASH scrive nei suoi articoli.
Tuttavia, non abbiamo successo in questo. Dobbiamo arrivare allo stato descritto come “E loro urlarono per questo lavoro”. È un urlo interiore che ci incita ad unirci e non siamo capaci di farlo. Solamente con questo stato e questo schermo interiore succederà. Deve essere una vera preghiera, una vera invocazione.
Abbiamo già costruito le vere fondamenta. Adesso dobbiamo soltanto raggiungere la proprietà di unità. La nuova materia che verrà rivelata come il collegamento con altri è la materia spirituale. A questo punto è già un vaso spirituale che esisteva prima della rottura. Nel momento stesso in cui la riveleremo, che riveleremo l’esistenza spirituale, il Creatore verrà rivelato.
Perciò, durante la giornata, ognuno di noi e noi tutti dobbiamo urlare, quanto sia possibile, di tenere soltanto a questo.
Ho ricevuto una domanda: Oltre a pensare a studiare insieme e a desiderare di correggere noi stessi, quale dovrebbe essere il nostro collegamento mentre leggiamo Lo Zohar ?
La mia risposta: Il collegamento con il testo dello Zohar verrà più tardi, inizierai a sentire come ti stimola. Lo Zohar tocca gli strati più profondi del cuore come se fosse una lettera molto personale, intima, una lettera che cambia la vita, scritta da qualcuno che ti è molto caro.
Potrai passare diversi stati, immergerti in diversi pensieri ed azioni, tuttavia, quando torni allo Zohar tu senti come esso ti rafforzi. Riempie, calma, accarezza, ti abbraccia e ti avvolge. Questo testo espressa lo stato dell’anima, che è in completa adesione con il Creatore.
Dopo che la persona sente la prima sensazione di spiritualità, sa già cosa significa. Non può più viverne senza. Per lui è un messaggio interiore molto personale dall’Alto, come “acqua fresca per un’anima affaticata”.
La prima sensazione viene seguita da altre più complesse e ricche che esplodono in un grande dramma. Comunque, abbiamo bisogno prima di un contatto iniziale che richiede diversi anni di lavoro serio. Se lo facciamo insieme e lo desideriamo veramente, aiutandoci e costringendoci uno con l’altro, ci vorrà meno tempo.
Abbiamo bisogno di stabilire un contatto con la spiritualità. Forse non sarà nemmeno l’iniziale adesione, ma una certa anticipazione e sensazione che trascenda i limiti della nostra realtà ordinaria. Tutto rimane uguale apparentemente, tuttavia sopra sta iniziando uno stato dal quale una persona si unisce allo Zohar.
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Ho ricevuto una domanda: Durante le lezioni sullo Zohar mi trovo sempre in guerra con me stesso. Cosa posso fare per mantenere l’intenzione giusta?
La mia risposta: Quello è lo stato naturale per i principianti. Cerca di utilizzare il tempo della lezione per capire lo scopo della tua sofferenza. Chi è che soffre in te? È il tuo corpo, il desiderio di ricevere che resiste. Tu hai un corpo, l’ego ed il punto nel cuore che aspira al Creatore. Stai esaminando il tuo stato da l’ego o dal punto nel cuore?. Se tu sei uno con il punto nel cuore, allora lo Zohar splende su di te, ma questa Luce è opposta al tuo ego. Si sente avversa a te, come una persona che parla contro di te.
Immagina di sedere di fronte a tua moglie mentre lei ti critica, dicendoti che qualcosa non va in te, e tu ascolti e sei d’accordo con le sue critiche, comprendendo che tu hai bisogno di correggerti. Il tuo ego non corretto non vuole ascoltare ma tu dici a te stesso “Non sono io che non voglio ascoltare, ma l’ego che il Creatore ha creato deliberatamente in me. Io, tuttavia, voglio ascoltare ed amarla, perché lei mi sta segnalando le mie vere mancanze che hanno bisogno di correzione”.
Visualizza questa scena finché capirai che veramente hai bisogno di sederti e aderire ad ogni singola parola dello Zohar. Non ti piace quello che ascolti? È meraviglioso! Non sei interessato in scoprire questo? Assolutamente! Lo Zohar sta aprendo i tuoi occhi a la completa verità, quindi infuriandoti e questo è grande. Questo è precisamente quello che deve fare. Cosi è come la Luce t’influenza, mostrandoti quanto sei incorretto. Precisamente allora tu gioirai e desidererai aderirti a esso.
Adesso hai due punti: Malchut incorretto e la scintilla che devi collegare alla Luce. Vai con la Luce contro il tuo Malchut incorretto, e lo Zohar cesserà di irritarti. Inizierai a lavorare in te con quello che esso sveglia in te.
Pratica questo in casa con tua moglie per un po’ ed allora il lavoro con lo Zohar non sembrerà cosi duro.
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Lo Zohar, capitolo Vaigash, punto 126: “Esiste un firmamento al di sopra del firmamento e questo firmamento li domina tutti, cioè, tre firmamenti nei quali la destra e la sinistra sono una al di sopra dell’altra. Il firmamento del mezzo li governa entrambi, li sottomette e li mescola l’uno nell’altro …
Sotto il firmamento le sue ali erano rette”, a causa del fatto che tutti loro esercitano il loro dominio su ciò che gli è stato affidato, poiché la linea media stabilisce l’illuminazione dei due insieme, nella quale la linea di destra illumina dall’alto verso il basso e la sinistra, dal basso verso l’alto. Per questo l’ala destra è uguale all’ala sinistra …
Come si può valutare se la linea destra e quella sinistra sono uguali? Secondo la quantità, il peso o la forza? Hanno qualità totalmente differenti. Non abbiamo nessuna possibilità di valutare questo secondo una misura esteriore del nostro mondo. “Sono uguali” significa che esse si completano l’un l’altra, in maniera tale che ognuna di esse da all’altra tutto il necessario. Hassadim della linea destra completa totalmente Chokhmà della linea sinistra; e Chokhmà illumina Hassadim con tutta la sua forza.
Questo significa che sono uguali. Cioè, esse sono socie ed ognuna da tutto affinché sia possibile la loro connessione mutua in maniera ottimale. Questa si chiama la Linea Media. Per questo sono considerate uguali. Forse Hassadim fornisce il 90% e Chokhmà solo il 10%, e nel successivo livello la proporzione sarà 70% e 30%, oppure 99% ed 1%; però questa si chiama uguaglianza perché ognuna riempie l’altra. Hanno la stessa intenzione, lo stesso pensiero, lo stesso calcolo, e per questo vengono definite uguali. La proporzione tra loro non deve essere assolutamente 50% e 50%. Nella spiritualità, uguaglianza significa che io ti riempio con tutto ciò che desideri da me. Allora siamo uguali.
Domanda: Se comincio a sentire dentro di me tutto quello che sta avvenendo nella mia vita di tutti i giorni, è un segnale dell’avanzamento, come risultato della lettura del Libro dello Zohar?
Risposta: No. Quando leggo il libro dello Zohar per me non esiste la vita di tutti i giorni. Ho l’embrione dell’anima, il punto nel cuore e adesso mi trovo con l’anima nel sistema superiore, del quale mi parla lo Zohar. Come unire a questo minuto punto, nel quale non c’è niente, sentimentalmente e razionalmente, tutte queste qualità: le tre linee, le ascese, le discese e le azioni spirituali?
È proprio quello che cerco. Come essere in esse, come sentirle, sperimentarle lì, in ZON del Mondo di Atzilut? Non voglio niente di questo mondo, ne per me stesso, ne per i miei amici, così come li percepisco nei miei cinque sensi di percezione. Per non parlare di tutto il mondo! Perché ne ho bisogno?
Questo mondo non esiste, lo immagino solo all’interno del mio ego, il desiderio di piacere. Se mi elevo ad un livello più alto, il livello della dazione, della fede al di sopra della ragione, vedrò tutto in un altro modo. Non voglio dedicarmi a questo mondo! Voglio solo elevarmi e fondermi con il mondo superiore! Ci provo obbiettivamente, non lascio questo mondo;
però, lo studio del libro dello Zohar, così come tutta la scienza della Kabbalah, allo lo scopo di scoprire il mondo superiore e portarlo al nostro mondo, non succederà mai! Il mondo spirituale non entrerà mai in quello materiale. Al contrario è il mondo materiale che salirà verso le sue radici, il mondo spirituale. Di seguito, attraverso il mondo materiale, vedrò il mondo spirituale, però prima, devo percepire la spiritualità.
Per questo, prima della lezione, devo cercare di disconnettermi da tutto quello che ho in questo mondo. Perché adesso sto studiando la perfezione, la spiritualità, il Creatore.
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Lo Zohar, Capitolo “VaYigash (Allora Giuda si avvicinò)”, Articolo 2: Tuttavia, tutto fu creato nella Torah, e tutto fu perfetto nella Torah. E siccome la Torah comincia con Bet, il mondo fu creato in Bet. È così perché prima che il Creatore creasse il mondo, la Nukvà, tutte le lettere vennero dinanzi a Lui ed entrarono una alla volta in ordine contrario, nell’ordine di Tav-Shin-Reish-Kof e non nell’ordine di Aleph-Bet-Gimel-Dalet.
Articolo 3: La lettera Tav venne dinanzi a Lui e disse, “Tu desideri creare il mondo con me”. Il Creatore replicò, “No, poiché molti giusti sono destinati a morire in te … Ecco perché il mondo non sarà creato in te”.
Articolo 4: Le tre lettere, Shin-Kof-Reish, si avvicinarono ciascuna per conto proprio. Il Creatore disse loro, “Voi siete inadatte affinché il mondo venga creato in voi, perché voi siete lettere usate per leggere Sheker [falsità], ed una bugia è indegna di elevarsi davanti a Me”.
Ciò può essere comparato a come noi chiediamo al Creatore di aiutarci ad unire il desiderio (Kli). Le lettere sono la formazione di Malchut. Essenzialmente, è questa che noi stiamo cercando di costruire dai nostri punti nel cuore.
Da qui, se noi arriviamo al Creatore con il nostro desiderio (sebbene adesso non lo capiamo), piangendo come bambini che non sanno esattamente cosa chiedere, funziona come se ci stessimo appellando al Creatore in tutti i tipi di forme e lettere. Non abbiamo ancora niente in cambio fino a che scopriamo il desiderio corretto o la lettera corretta.
Articolo 5: Le lettere Peh e Tzadik si avvicinarono, e così fecero tutte quelle fino a che esse raggiunsero la lettera Chaf.Keter [Keter è scritto con la Chaf in Ebraico], quelle superiori e quelle inferiori furono scosse, finché tutto venne ad esistere nella lettera Bet, che è il segno per Beracha [benedizione], ed in essa il mondo fu perfetto e creato. Quando la Chaf discese da
Dobbiamo acquisire un desiderio, uno stato nel quale solo la benedizione dall’Alto può dare vita al nostro vaso spirituale. Solo se uniamo la forza della dazione e diventiamo uno con il Creatore (e non attraverso qualsiasi nostro altro sforzo) possiamo acquisire il Kli spirituale.
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