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Lezione quotidiana di Kabbalah – 27.03.2011

Preparazione al Congresso in New Jersey: “La Preghiera di molti”, Lezione 5
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Introduzione al Libro dello Zohar, Art. “Yitro”, “Onora tuo padre”, Punto 485, Lezione 10
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Talmud Eser Sefirot, Parte 9, Lez. 15
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Argomento della Lezione: “I Principi dell’ Educazione Globale”, Lezione 10
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Dallo schermo terreno a quello spirituale

Lo Zohar, capitolo “Itrò”, articolo 180: … Dobbiamo vedere le forme delle persone in sei discernimenti e conoscere la saggezza esaustivamente. Questi sono i capelli, gli occhi, il naso, le labbra, il volto e le mani, cioè le linee delle mani.

La scienza della Kabbalah spiega tutte le qualità spirituali usando parole terrene. Questo perché non ci sono parole e lettere nel mondo spirituale, ma solo sensazione, realizzazione e comprensione. Pertanto, non abbiamo altro modo di esprimere e comunicare le impressioni e l’informazione spirituale di una persona ad un’altra. È per questo che prendiamo le parole del nostro mondo perché questo, questa realtà terrena, è un’impronta della realtà superiore e tutto quello che esiste nel nostro mondo ha le radici nel mondo spirituale.

Pertanto, quando lo Zohar parla dei lineamenti del volto di una persona, dei suoi organi interni o delle parti del corpo, tutto questo descrive le forze corrispondenti che agiscono nello spazio spirituale, cioè tra le anime, all’interno della loro connessione. In questo modo, usando “il linguaggio dei rami”, comunichiamo informazioni sul mondo spirituale da una persona all’altra.

Ciò può essere paragonato alle forze elettriche mediante le quali creiamo un’immagine nello schermo del computer. All’interno di questo ci sono delle forze elettriche, ma le usiamo per tracciare le immagini che vogliamo.

Possiamo parlare delle forze elettriche interne usando i loro risultati esterni, i termini grafici, i colori e le figure geometriche. Possiamo nominare queste forze elettriche mediante la loro immagine grafica, anche quando non sono colori, linee o immagini. È solo che la loro manifestazione esterna crea per noi quelle forme ed usiamo i nomi di queste forme per nominare queste forze.

Pertanto dobbiamo capire che gli autori dello Zohar non si impegnarono nel misticismo fisico, nella fisiologia o in altre cose, ma desideravano descrivere in dettaglio la struttura interna dell’anima. Una persona che è nel mondo spirituale visualizza tutto ciò che è scritto nello Zohar nel senso spirituale, sapendo che questo parla della spiritualità. Lei vede questo perché l’impressione spirituale è molto più potente di quella terrena. Pertanto, osserva le immagini prima di qualsiasi altra cosa.

D’altra parte, una persona che si trova solo nel mondo materiale e per il momento percepisce solo la realtà materiale nel suo schermo, dietro le parole dello Zohar vede le immagini materiali.

Così, leggendo lo Zohar, cerchiamo di andare da uno schermo all’altro, dallo schermo esteriore, nel quale ci vengono proiettate delle immagini materiali, alla struttura interna dell’anima. Cerchiamo di immaginare le qualità dell’anima e anche quando non capiamo di cosa stia parlando lo Zohar, i nostri sforzi evocano la Luce che ci corregge.

Baal HaSulam scrive quanto segue “nell’Introduzione al Talmud Eser Sefirot”:… Pertanto dobbiamo chiederci, perché allora i kabbalisti obbligavano ogni persona a studiare la saggezza della Kabbalah? Esiste davvero qualcosa di grande in questo, degno di essere pubblicizzato: esiste un meraviglioso, inestimabile rimedio per coloro che si occupano della saggezza della Kabbalah. Anche quando non capiscono quello che si sta imparando, attraverso l’anelo ed il grande desiderio di capire ciò che stanno imparando, risvegliano su di loro le Luci che circondano la loro anima.

Il nostro desiderio non deve essere di capire, ma di sentire questa immagine spirituale interna. Da questo stesso desiderio attraiamo la Luce che ci corregge. Allora abbiamo accesso alla sensazione di questo mondo interiore.

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.03.2011, lo Zohar)

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L’abc della spiritualità per le casalinghe

Domanda: Se una persona non è abituata all’approccio scientifico, gli sarà difficile studiare la scienza della Kabbalah e il Libro dello Zohar?

Risposta: Non fa alcuna differenza! La Kabbalah è uno strumento che può essere usato da chiunque. Ogni casalinga qualsiasi che vive nell’angolo più sperduto del mondo si ritroverà ad usare in qualche misura questa scienza per rivelare la radice della sua anima.

Dopotutto, ogni casalinga usa il mondo materiale in un certo modo per provvedere alle necessità della propria esistenza, per allevare i figli, e per vivere. Anche per la vita quotidiana della famiglia ha bisogno di qualche genere di connessione con il mondo e, perciò, deve sapere come è fatto il mondo almeno a  livello elementare.

Nello stesso modo, lei dovrà rivelare la vita spirituale. Non ha altra scelta! Dovrà annullarsi in una certa misura per acquisire questa vita. Lei dovrà ricevere la Luce della correzione ed incominciare a studiare il sistema. Nessuna persona lo potrà evitare.
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(Dalla 2 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.03.2011, Lo Zohar)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 25.03.2011

Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 1861
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Introduzione al Libro dello Zohar, Art. “Yitro”, “Tu non avrai”, Punto 444, Lezione 9
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Rav Yehuda Ashlag, Introduzione alla Saggezza della Kabbalah, Punto 8, Lezione 3
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Argomento della Lezione: “I Principi dell’ Educazione Globale”, Lezione 8
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Le caratteristiche speciali dell’anima

Lo Zohar , Capitolo “Yitro (Jethro),” paragrafo 190: Questo è un uomo arrabbiato, ma non si vede. Egli mantiene la sua calma, finge di essere saggio quando non lo è, e solleva sempre la testa per guardare. Al di fuori, egli è litigioso, ma nella sua casa non lo è. Egli non prende in considerazione la Torà per osservarla. Le parole degli uomini sono per lui un fastidio e risponde loro animosamente.

Lo Zohar parla della persona che è in noi, la quale è in continua fase di rivelazione. Ci sono 125 starti dentro il nostro comune desiderio di godere, ed ognuno di essi contiene i propri strati o livelli interiori. Ed ogni volta, dentro un nuovo desiderio viene rivelato uno nuovo livello o strato di qualità – una nuova immagine della persona dentro di me, l’immagine della mia equivalenza con il Creatore, l’immagine del Creatore dentro di me, l’immagine della mia somiglianza ed opposizione al Creatore.

La totale combinazione delle qualità interiori ed esteriori che sono presenti in Rosh (la testa), Toch (il corpo), Sof (i limiti del Partzuf dell’anima), i Kelim (desideri) che possono essere usati, ed i desideri che per adesso non possono essere usati poiché non c’è lo schermo sopra di essi, così come i desideri che non possono essere usati fino alla completa correzione, chiamati “Lev HaEven” (il cuore di pietra)—tutto l’insieme di questi desideri è chiamato l’essere umano che è in noi.

In ogni preciso momento del mio cammino nell’avanzamento verso lo stato dell’essere umano perfetto, io rivelo l’immagine dell’essere umano in me. Come posso riconoscere che tipo di persona viene ora rivelata in me e chi sono io in questo momento, in base ai segni interiori ed esteriori che scopro dentro di me?

Attraverso tutte le varie speciali caratteristiche che rivelo nelle Sefirot di Rosh, Toch, e Sof del Partzuf della mia anima, posso dire quale immagine è adesso evidente dentro di me. E’ come se leggessi la mia carta di identità che riporta una descrizione dettagliata delle mie caratteristiche.

Da qui capisco chi e cosa sono. Conosco me stesso, cioè le mie qualità, quali tra esse funzionano per il bene della dazione, quali no, quali sono ancora egoistiche, quanto le ho ristrette, in che misura sono nella Klipà, e in che misura sono passibili di correzione.

Tutto questo rappresenta l’immagine di una persona e non c’è niente oltre a questo. Questa immagine ingloba tutto.

Perciò, mentre leggiamo questo capitolo del Libro dello Zohar, dobbiamo continuamente pensare ai nostri stati spirituali come se srotolassimo la piccola di un film davanti ai nostri occhi, la rivela continuamente una nuova immagine della persona che è in me, fino a quando tutte queste immagini non si riuniranno insieme ed io raggiungerò un unico stato. Ad ogni modo, anche tutte le immagini precedenti vengono salvate. Allora, sulla base di tutti i peccati e di tutte le trasgressioni, io conseguirò l’immagine vera e perfetta: l’essere umano che è uguale al Creatore.

(Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.03.2011, Lo Zohar)

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Parte 2: Introduzione al Libro dello Zohar, Art. “Yitro”, “Sulle ali delle aquile”, Punto 314, Lezione 6
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Parte 3: Talmud Eser Sefirot, Parte 9, Punto 17, Lez. 12
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Parte 4: Argomento della Lezione: “I Principi dell’ Educazione Globale”, Lezione 5
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Argomento della Lezione: “Preparazione al Congresso in New Jersey”
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Introduzione al Libro dello Zohar, Art. “Yitro”, “Sulle ali delle aquile”, Punto 282, Lezione 5
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Argomento della Lezione: “I Principi dell’ Educazione Globale” Lezione 4
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Parte 1: Shamati, articolo 37 “Un articolo di Purim
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Parte 2: Il Libro dello Zohar “Yitro”: Articolo: “ E Mosè fu con Dio” Punto 245, Lezione 4
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Parte 3: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Parte 15, Pag. 1803, Punto 200
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