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Studiate con felicità

Quando leggiamo Lo Zohar, abbiamo bisogno di mantenere l’intenzione ed immaginare qualcosa davanti agli occhi invece che concentrarci solamente sulle parole. Questo disegno immaginario fatto di percezioni deve comprendere i due seguenti elementi:

1. La felicità di abbracciare la Torà, qualcosa di veramente meraviglioso, che non siamo ancora nella condizione di apprezzare;
2. Il desiderio, il bisogno, di connetterci e di fonderci con il testo.

Questa è la ragione per cui devo sperimentare la felicità che deriva dal rispetto della Torà e dalla comprensione dell’importanza dello scopo verso il quale siamo connessi. E devo anche percepire il desidero di meritare tutte queste qualità della dazione in modo che mi possano rivestire, ed entrare nel mio vaso spirituale, e allora diventerò veramente colui che dona, che emana la Luce.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 05.07.2011, Shamati N.5)

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Viviamo!

Lo Zohar, Capitolo “Trumà (Donazione),” Paragrafo 432: …tutti gli uomini nel mondo sanno che moriranno e ritorneranno alla polvere, e perciò in molti si pentono e ritornano dal loro Signore a causa di questa paura. Essi temono di peccare davanti a Lui.

Domanda: Qual è il significato di “morire”?

Risposta: “Morire” o “vivere” si riferisce al desiderio. Secondo lo Zohar, “vivo” significa donare e “morto” significa ricevere.

Nella spiritualità non c’è la vita o la morte. Parliamo di vita e di morte nel nostro mondo perché percepiamo solamente una forma di esistenza e vediamo che questa forma sembra scomparire davanti ai nostri occhi. Noi pensiamo che la vita sia il corpo quando respira, e che la morte sia quando smette di respirare.

Ma per un uomo che incomincia a percepire la spiritualità, questa distinzione risulta molto strana: come è possibile che questa sia l’indicazione attraverso la quale stabiliamo la differenza tra ciò che esiste e ciò che non esiste, tra ciò che è vivo e ciò che è morto? Questo succede perché l’uomo che inizia a percepire la spiritualità si sposta verso una differente percezione dell’esistenza; e le nozioni terrene di vita e di morte per lui perdono di significato.

Se un uomo si sposta verso un livello più importante di percezione, in cui la dazione è considerata la vita e la ricezione è la morte, allora quest’uomo si eleva al di sopra del livello animale verso il livello umano, e per lui la vita significa l’esistenza al livello umano e la morte l’esistenza al livello animato. Egli non collega la vita e la morte all’esistenza del corpo animato.

Allora, il corpo animato scompare dalla sua sensazione, perdendo di significato nella definizione del suo stato, di vita e di morte. Anche se il corpo muore, l’uomo si trova già in un diverso livello di desiderio nella sensazione di vita e di morte rispetto alla spiritualità, ed egli è unito a loro.

Perciò, questo mondo non gli fa più provare delle interruzioni nel processo di sviluppo dell’anima.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’08.07.2011)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 22.07.2011

Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 23
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Il Libro dello Zohar, Trumà (Donazione) 2, Punto 721, Lezione 30
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KFS, Prefazione Generale, Punto 3, Lezione 3
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KFS, “L’ Insegnamento della Kabbalah e la sua essenza”, Pagina 31
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 99 “ Lui non ha detto Malvagi o Giusti”
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 21.07.2011

Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 174 “Occultamento”
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Il Libro dello Zohar, Trumà (Donazione) 2, “Quando un Popolo numeroso è la Gloria del Re”, Punto 694, Lezione 29
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TES, Parte 1, Tabella di Risposte per Argomento, Punto 92, Lezione 44
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KFS, Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 583, Punto 35, Lezione 23
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KFS, “L’ Arvut (La Mutua Garanzia)”, Pagina 255, Punto 22, Lezione 7
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 20.07.2011

KFS, Pag. 295 “Secondo quanto è spiegato riguardo Ama il tuo Amico come te stesso”
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Il Libro dello Zohar, Trumà (Donazione) 2, “Con tutto il tuo cuore, con tutta la tua Anima, con tutte le tue Forze”, Punto 671, Lezione 28
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TES, Parte 1, Tabella di Risposte per Argomento, Punto 90, Lezione 43
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KFS, Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 582, Punto 33, Lezione 22
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KFS, “L’ Arvut (La Garanzia Mutua)”, Pagina 255, Punto 22, Lezione 6
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo 35 “Riguardo la vitalità della Kedusha”
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Il Libro dello Zohar, Trumà (Donazione) 2, “Ed ero accanto a Lui un Amon (Apprendista)”, Punto 640, Lezione 27
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TES, Parte 1, Tabella di Risposte per Argomento, Punto 83, Lezione 42
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 145 “Cosa significa dare la Saggezza specificatamente ai Saggi”
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Il Libro dello Zohar, Trumà (Donazione) 2, “Le Lettere”, Punto 622, Lezione 26
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TES, Parte 1, Tabella di Risposte per Argomento, Punto 88, Lezione 41
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KFS, Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 579, Punto 28, Lezione 20
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KFS, “L’ Arvut (La Mutua Garanzia)”, Pagina 253, Punto 19, Lezione 4
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E’ meglio essere diligenti che intelligenti

Domanda: Perché i progressi più grandi avvengono proprio mentre si legge il Libro dello Zohar, senza capirci niente, ma mantenendo ferma l’intenzione?

Risposta: Lo studio della Kabbalah non richiede delle speciali capacità mentali, perché non si impara con la testa. Al contrario, gli uomini che si considerano intelligenti, che riescono nello studio, che assimilano i concetti velocemente ed hanno una mente acuta, di solito non vanno avanti molto bene nella Kabbalah.

Questo succede perché la mente e le impressioni delle loro capacità mentali li fermano, facendoli deviare verso uno studio razionale di questa scienza, invece di conseguirla essendo leali con il gruppo. Questo è un problema.

Direi che sono proprio gli uomini comuni, quelli che appartengono alla “media”, ad avere maggior successo nell’avanzamento spirituale. Gli intelligentoni ed i saccenti, che arrivano per studiare la Kabbalah, di solito cascano subito. E’ come se si tuffassero di testa in un mare profondo, e “risalissero” dopo molti anni, una volta che l’acqua ha lavato via tutto il loro orgoglio, i sentimenti di superiorità e di potere.

Speriamo di fare parte di coloro che ce la fanno ad entrare in questa materia, piuttosto che fare parte di coloro che hanno una mente brillante.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.05.2011 Lo Zohar)

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