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La Radice Superiore delle Lettere

Domanda: Qual è la radice superiore delle lettere nere? Da dove deriva la loro forza?

Risposta: Dalla punta della Yod (la decima lettera dell’alfabeto ebraico). L’Ari ha scritto in un poema:

Sappi che, prima che le emanazioni fossero emanate e le creature create,

la semplice Luce Superiore colmava tutta l’esistenza.

Non esisteva nessun posto libero né di aria vuota e né di spazio,

ma tutto era colmo di quella semplice Luce dell’Ein Sof- Infinito”.

Non aveva distinzione, né di inizio né di fine,

ma tutto era un’unica semplice Luce uguale in un’unica uguaglianza

ed essa è quella che viene chiamata “Or Ein Sof- Luce Infinita”.

E quando si innalzò nel Suo semplice desiderio, il creare i Mondi e l’emanare gli emanati …

 Ed allora il desiderio di ricevere fu rivelato, qualcosa che era opposto alla Luce.

La Luce è dazione ed amore. All’improvviso, all’interno della dazione e dell’amore qualcosa di nero appare per differenziarsi dalla dazione e l’amore. In verità, è una piccola goccia, qualcosa che non è simile alla Luce, qualcosa di diverso da essa, che è stata creata in essa ed è proprio chiamata “creatura”. Tutto il resto si è sviluppato da essa. Tutto il resto è stato determinato di conseguenza da questa sottile differenza dalla Luce, che ha cominciato a svilupparsi a causa della Luce ed ha cominciato a sentirsi e a diventare familiare con la sua opposizione con la Luce.

Allora noi parliamo del quarto livello nelle fasi della Luce Diretta, riguardo Ein Sof (infinito), le restrizioni e la continuazione dello sviluppo della creatura, ma in verità non cambia niente: resta la stessa piccola differenza dalla Luce. La sola cosa che cresce in essa è la sensazione della misura in cui è opposta alla Luce, ma in sé è solo leggermente differente dalla Luce.

Quindi, il Creatore ha creato solo la punta della Yod e tutto il resto si è sviluppato da questo punto. Questa è la radice delle lettere.
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(Dalla 2° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.01. 2012, Lo Zohar)

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Scritti di Baal HaSulam, Lettere, Lettera 2
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Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pagina 17, Articolo “La Fionda – Pietra”, Punto 206, Lezione 61
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TES, Pagina 6, Punto 29, Lezione 22
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KFS, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot, Pagina 350, Punto 94, Lezione 41
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 12.02.2012

Preparazione alla Lezione
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Rabash (Rav Baruch Ashlag), Articolo 2 “Riguardo l’ Amore degli Amici”
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Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pagina 16, Articolo “La Fionda – Pietra”, Punto 204, Lezione 60
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TES, Pagina 6, Punto 26, Lezione 21
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KFS, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot, Pagina 349, Punto 91, Lezione 40
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Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.02.2012

Gli Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 10 “Quale grado dovrebbe conseguire l’uomo in modo da non reincarnarsi più?”
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Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pagina 14,  Articolo “La Fionda – Pietra”, Punto 202, Lezione 59°
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KFS, Prefazione a Il Libro dello Zohar, Pagina 421, Punto 28, Lezione 15°
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KFS, “La Pace”, Pagina 265, (Inizia con “Ora è di vitale importanza per noi…”), Lezione 10°
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Preparazione alla Lezione
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Preparazione al Congresso di Arava
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KFS, Prefazione al Commentario della Scala, Pagina 708, Punto 66
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Scritti di Rabash, Articolo 3
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Scritti di Baal HaSulam, Igrot, Lettera 18
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Lezione quotidiana di Kabbalah del 09.02.2012

Preparazione alla Lezione
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Gli Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 16 “Qual è il giorno di Dio e la notte di Dio, nel Lavoro
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Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Articolo “La Preghiera per il Povero”, Punto 198, Lezione 58°
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TES, Pagina 6, Punto 26, Ohr Pnimi, Lezione 20ç
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KFS, Introduzione a Lo Studio delle Dieci Sefirot, Pagina 345, Punto 87, Lezione 39°
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Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.02.2012

Preparazione
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Gli Scritti di Rabash, Lettera 46
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Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Articolo “La Preghiera per i Poveri”, Punto 195, Lezione 57°
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TES, Pagina 6, Punto 26 ( Inizia con “Tuttavia, il Rav conta quattro divisioni…”), Lezione 19°
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KFS, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot, Pagina 345, Punto 79, Lezione 38°
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Il segreto proibito è aperto a tutti i bambini

Domanda: Perché il Baal HaSulam “nell’Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot” scrive della parte proibita della saggezza della Kabbalah, che i Kabbalisti possono rivelare quello che appartiene ai “Sapori della Torà”, ma non possono rivelare la parte che appartiene alle prime tre Sefirot o “testa del Partzuf”?

Risposta: Anche se i Kabbalisti parlassero di qualcosa che è “proibito”, noi non capiremmo niente. È come parlare di qualcosa vicino ad un bambino senza avere il bisogno di fare attenzione perché il bambino comunque non ascolterà o capirà ancora niente; lui non connette le parole che sente ad alcun significato. Proprio come quando noi leggiamo il Libro dello Zohar, le singole parole sono comprensibili, ma per noi esse formano delle frasi senza senso.

“I segreti della Torà” non sono delle informazioni che ci sono attentamente nascoste, è semplicemente il nostro cervello, che al momento si trova su un livello bestiale ordinario, a non poterli percepire. Così per noi restano un segreto, come tutta la realtà. Per favore, ti è tutto rivelato, guarda! Vedi qualcosa? Chi è colpevole per il fatto che non hai i mezzi per percepire? Sviluppali e vedrai la realtà. È la stessa cosa quando si affrontano i “segreti della Torà”.

Noi studiamo nello “Studio delle Dieci Sefirot” quello che appartiene alla testa del mondo di Atzilut, la testa di Arich Anpin e sappiamo che ci sono le parti di RADLA (Reish delo Eiyada), le parti del suo “cervello” (Mocha de Avirah, Kruma de Avirah) che ci sono nascoste nella Luce superiore. Ma noi studiamo tutto quello che appartiene ai “sapori della Torà” e non i suoi “segreti” in questo sistema. La differenza è che i “sapori” si relazionano ai pensieri dell’essere creato ed i “segreti della Torà” si relazionano ai pensieri del Creatore.

Potrebbe non esserci alcun punto che menziona questo, se non ci fossero persone che reclamano che è proibito studiare la saggezza della Kabbalah perché è un segreto. Non ci sono segreti in essa, al contrario, la saggezza della Kabbalah ci rivela la realtà! Non rivela dei “segreti proibiti”, per rivelare i segreti devi raggiungerli tu stesso per preparare i tuoi vasi, i tuoi desideri, i tuoi vasi di percezione. Se tu prepari tutti i desideri che appartengono alle sette Sefirot più basse (ZAT) nella piena elevatezza della scala spirituale, allora cominci a scoprire la loro parte superiore (GAR). Tu sarai pronto per questa rivelazione e scoprirai questo segreto tu stesso.

Ogni grado dei 125 gradi è diviso in due parti: la parte superiore e quella inferiore (GAR e ZAT). La parte inferiore di ogni grado può essere raggiunta ed è una grande virtù se una persona la realizza perché allora scopre le azioni del Creatore come buono e benefattore. La Luce che è vestita nella testa del corpo del Partzuf è chiamata “sapori” come è detto: “Assaggia e vedi che il Signore è buono”.

Ma noi non scopriamo ancora la parte superiore, la testa del grado. Sarà possibile scoprirla dopo che la sua parte inferiore, il “corpo” sarà corretto. Persino la testa del livello più basso, Malchut de Assiya, è un segreto per il momento. Noi possiamo parlare di tutto quello che appartiene ai “corpi”, di tutto quello che appartiene all’essere creato, al suo lavoro ed alla sua correzione, ma è “proibito” parlare dei “segreti”, delle teste di tutti i gradi, ovvero è impossibile parlare di essi perché noi non possiamo realizzarli al momento e ci confonderebbero soltanto; questo perché cominciamo a discutere di un’area che non possiamo percepire. Non ci sono cellule e canali nel nostro cervello che possano percepire questa dimensione superiore, ma gradualmente noi ci sviluppiamo e ci avviciniamo alla sua percezione.

“Non rivelare il segreto” significa: “non mettere un ostacolo davanti ad un cieco”, ma lascialo avanzare gradualmente fino a che possa vedere. Proprio come noi insegniamo gradualmente ai bambini e li lasciamo sviluppare, è così che dovremmo sviluppare anche noi stessi.
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(Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.01.2012, “Lo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Articolo “La Preghiera per i Poveri”, Punto 194, Lezione 56
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TES, Pagina 6, Punto 26, Lezione 18
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KFS, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot, Pagina 345, Punto 79, Lezione 37
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Costruire l’impianto che produrrà me stesso

Tutto il nostro lavoro sta nel costruire l’ambiente. Dopo tutto non puoi creare te stesso da solo. Questo è quello che dobbiamo costruire per l’umanità in questi giorni. Se dovessi correggere me stesso, cosa dovrei fare? Avrei semplicemente bisogno di creare intorno a me un ambiente, dei media ed un sistema di istruzione, così che io potrei essere il prodotto di questo ambiente.

Ma creandolo, io correggo me stesso. Questo perché attraverso il processo di creazione io ho già cominciato a sentire come dovrebbe essere costruito e come io dovrei esistere in esso, e di conseguenza, in che forma l’ambiente dovrebbe esistere così che interesserà me. Io sento ora come dovrei costruirlo e quindi lui prenderà la forma che dovrà poi influenzarmi.

Nel processo della costruzione di se stessi,noi ci uniamo nella mente operativa e capiamo quello che il Creatore ha voluto fare con la frammentazione, perché lui preparò certi blocchi per le costruzioni, legno e materiali di costruzione per noi, e perché noi dovremmo costruire questa casa. Grazie a questo noi cominciamo a scoprirlo. Sembra che fossimo noi a costruire l’ambiente affinché questo ci corregga, e affinché l’io corretto sia incorporato in esso … ma questo non è proprio così. Con la costruzione dell’ambiente noi otteniamo la conoscenza del Creatore.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.01.2012, Lo Zohar)

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