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L’arma più forte

Baal HaSulam, “La saggezza della Kabbalah e la filosofia”: Similmente, tutte le immagini fisse che conosciamo e usiamo per indicare materiali sono inconsistenti e non esistono nel loro proprio significato. Soprattutto, loro solo si vestono e si spogliano delle forme sotto l’influenza di condizioni come il caldo o il freddo.

Durante la lezione noi pensiamo riguardo alla forza che “dirige” il materiale che realmente non esiste. Se durante la lettura stiamo insieme, noi costantemente penseremo al gruppo unito e vorremmo scoprire la forza generale tra noi, allora scopriremo un mondo integrale e vivremo in esso più chiaramente, più emozionalmente e in una maniera più intensa che la nostra vita attuale.

Questa non è fantasia. Evoca queste forze. Ora stai guardando agli amici dormendo e loro ti guardano alla stessa maniera. Allora evoca queste forze insieme e comprenderai che esistono mondi tra voi e che tutto dipende dalla vicinanza e unità nella mente e nei sentimenti, nel vostro anelare e nell’inclinazione, nel desiderio di sentire l’essenza insieme. Improvvisamente vedrai come le forze astratte diventano qualcosa di reale e concreto.

Precedentemente avevi prestato attenzione a “sgrezzare” le forze corporali: caldo, freddo, pressione, ecc. Ma esistono forze più sottili e potenti in una persona persino quelle che operano nel micro-mondo a livello subatomico. Queste forze sottili ti rivelano la vera materialità. Quando entri in questo campo, scopri che è l’inizio e la fine di tutto, che tutta la creazione è qua nel suo piano. Qua, comunque, non c’è niente tranne che la falsa, artificiale, esterna immagine che è costruita per confonderti e farti focalizzare sulla correzione da falsi incentivi senza prendere il tuo libero arbitrio e quindi non trasformarti in un robot.

Questa realizzazione dovrebbe focalizzarci nello scopo principale, sullo sviluppo delle forze che esistono tra noi. Loro sono le nostre “armi” contro il male, contro tutti i problemi. Anche nel tuo mondo immaginario le forze subatomiche sono molto più forti delle forze ordinarie del macro-mondo. Molta energia è richiesta per causare una collisione tra particelle. Noi, comunque, entriamo nel campo delle nostre forze personali che operano tra gli amici. Questa è una tale grande intensità che non può essere misurata dai mezzi che deteniamo in questo mondo.

E’ una forza reale. Noi dobbiamo solo raggiungerla e apprendere come gestirla, giacché non sarà rivelata senza un’intenzione di dare, per il bene degli altri.

Domanda: Questo significa che ci sono forze in me che mi consentono di scoprire una nuova realtà? Come posso trovarle?

Risposta: Comincia ad agire, esercitati, ripara le connessioni con gli amici e attraverso questo consentigli di connetterli a te. Comincia ad evocarli allorché loro ti imprimeranno l’importanza dello scopo. Noi dovremmo fare questo sforzo tutti i giorni, ogni momento, perché il desiderio di ricevere si rinnova continuamente e ci chiede di rinnovare le nostre relazioni, per intero Ha-Va-Ya-H. Questo è tutto il nostro lavoro.

Se evochi e sistemi le forze che ti connettono con gli amici il più correttamente possibile, la forza della dazione e la forza della ricezione, scoprirai che le relazioni tra voi sono molto più importanti che il mondo corporale.

Arriverà, giacché studi e ti aspetti la Luce che Riforma ed essa t’influenzerà. Improvvisamente scoprirai che le relazioni tra voi sono la cosa più importante e allora comincerai a scoprire una nuova materia spirituale, che è molto più reale e concreta che quello che ti circonda oggigiorno. Sarà così potente, pesante e reale che la figura temporanea e immaginaria di questo mondo si dissolverà sul suo sfondo.
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(Dalla 4° Lezione quotidiana di Kabbalah 18.12.2012, “La Saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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“Le cicale controllano i cicli dei loro predatori”

Nelle notizie (da Science Magazine): “Il Periodo delle cicale ha un ciclo di vita così strano che alcuni hanno sostenuto che loro sono in grado di contare, e hanno una particolare affinità per i numeri primi. Questo perché le loro nidiate emergono dopo lunghi periodi di tempo, in Nord America, in cui appaiono in massa dal sottosuolo ogni 13 o 17 anni. Ora, due ricercatori sostengono che i cicli delle cicale rappresentano il tempo necessario per ‘progettare’ il numero dei loro nemici mortali, uccelli predatori. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, le popolazioni di questi uccelli diminuiscono sensibilmente nell’anno in cui le cicale emergono con tutto il loro ronzio di gloria, gli scienziati riferiscono sulla questione nell’ultimo numero di The American Naturalist. […]

“Eppure i misteri restano. ‘Ancora non si dispone di una buona teoria che spieghi come l’ingegniosità degli impulsi delle cicale fanno sì che le popolazioni di uccelli predatori raggiungano il loro punto più basso esattamente i 13 e i 17 anni dopo’, dice Walt Koenig, un ecologo comportamentale presso la Cornell University e autore principale dello studio. ‘Questo resta ancora un grattacapo per noi.’ “

Il mio commento: Tutto è controllato dallo stesso programma in cui siamo inclusi tutti come un intero, integrandoci l’uno all’altro per portare tutto ciò che esiste allo stesso obiettivo, quando l’intera moltitudine potrà, grazie al lavoro cosciente dell’uomo di unirsi con i propri simili, aderire al governo superiore.
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Dall’individuale al generale

Domanda: Il risveglio del punto nel cuore indica nella persona il vicolo cieco dello sviluppo materiale?

Risposta: Non direi che è il vicolo cieco dello sviluppo materiale, sebbene una persona possa, in tutto ciò che fa, qualunque cosa possa fare oggi, sentire che ha raggiunto un punto morto in tutti gli ambiti di azione nel nostro mondo.

In realtà questo non è un vicolo cieco di sviluppo, ma un vicolo cieco del paradigma di oggi. Se cambiamo, allora inizieremo a percepire in modo naturale un livello completamente diverso dell’universo. Tuttavia, in una cognizione egoistica, individuale, non nell’ unione, in lotta con qualcun’altro, comprendiamo che non possiamo ottenere di più, e non possiamo avanzare oltre.

Il livello successivo di sviluppo dell’umanità è l’unione globale e la creazione di un corpo comune di realizzazione. È per questo che la gente non può continuare a svilupparsi individualmente. Osserviamo questo in tutto ciò che ci sta accadendo. Abbiamo raggiunto un punto morto, non solo nel campo delle scienze, ma anche in tutto il resto. Cioè, abbiamo raggiunto un certo limite oltre il quale tutto diventa una sfocatura, come se scomparisse. I nostri organi di percezione egoistici, che sono solo diretti verso la ricezione, non riescono più a ricevere. Per farli espandere, dobbiamo cominciare a connetterli fra loro.

Ognuno di noi ha un punto nel cuore, un’aspirazione verso una maggiore, o il cosiddetto “fuori da questo mondo”, un raggiungimento non egoistico, il desiderio di andare dal singolo al generale. Se cominciamo a collegare questi punti, per creare una connessione tra noi, allora la connessione di almeno dieci punti dà il sensore di potenza, che è in grado di percepire lo stato successivo: il mondo superiore. Questo stato è seguito da un ulteriore sviluppo, che si svolge non in un individuo, ma in una coscienza e in una percezione collettiva. Qui sta la differenza tra il nostro mondo e il livello successivo. Solo in questo!

Quindi, se oggi abbiamo raggiunto un vicolo cieco, è solo un vicolo cieco della nostra realizzazione individuale del mondo. Collegando l’aspirazione verso il mondo superiore, siamo in grado di creare un nuovo organo di percezione per il livello successivo.

È per questo che oggi il nostro mondo attuale ci spinge fuori da noi stessi, ci mostra che dobbiamo diventare integrati, interdipendenti, e uniti. Questo è il motivo per il quale nel mondo viene rivelata una tale interazione e interdipendenza. Attraverso tutto questo, ci viene mostrato gradualmente il successivo, a poco a poco stiamo rivelando il livello successivo del nostro mondo.

Speriamo che si possa raggiungere questo livello. Poi dovremo insegnare questo a tutti gli altri. In questo momento siamo alle fasi iniziali dell’approccio a questo regno successivo.
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(Dalla Lezione virtuale del 02.12.2012)

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La guerra moderna dei Maccabei contro l’egoismo globale

Ora, dopo 2000 anni di esilio torniamo alla torre di Babele, che nel frattempo è cresciuta ancora di più. Siamo tornati al grande dolore dell’ego, alla torre enorme di egoismo umano che abbiamo eretto e ci troviamo in un vicolo cieco senza sapere cosa dobbiamo fare con le nostre vite.

Tutto ciò che abbiamo costruito sulle fondamenta dell’ egoismo non ci porta alcuna soluzione: siamo rimasti senza nulla, tutto ciò che abbiamo costruito nel mondo si sta sgretolando ed è travolto dalla crisi.

Oggi, dovremmo fare riferimento alla stessa soluzione che è stata trovata nei tempi antichi, ai tempi di Abramo – l’unione. Tuttavia, non solo il gruppo, che è stato poi chiamato “il popolo di Israele”, dovrebbe unirsi, ma il mondo intero deve finalmente connettersi e per sempre.

A titolo di esempio, usiamo la rivolta dei Maccabei a cui è dedicata la festa di Hanukkah. Questa storia è accaduta al tempo del Secondo Tempio e della sua distruzione. Come sempre, la forza egoistica, che a quel tempo si chiamava “il potere greco”, mise in pericolo il gruppo, che veniva chiamato “Israele”, il potere greco cercò di separare Israele.

E in questa categoria di “autorità greche” sono stati inclusi molti che erano già nel gruppo di Israele. In altre parole, le persone che vivevano in un livello spirituale, scesero nella massa dal livello spirituale al nostro piano materiale nel momento in cui hanno iniziato ad agire secondo il loro egoismo, invece di elevarsi al di sopra di esso e connettersi con gli altri.

Quindi, gli effetti dell’egoismo globale, che apparve sotto forma di “greci” portò alla distruzione del Tempio.

La storia ci dice che a quel tempo ebbe luogo una rivolta dei Maccabei, essi cominciarono a combattere questo potere. Era più una guerra spirituale che un combattimento materiale. Il loro unico obiettivo era quello di portare la loro gente all’unione. Con il raggiungimento dell’unione, raggiunsero la vittoria: riuscirono a correggere gli ebrei che seguivano i Greci e le loro usanze, e gli invasori greci furono costretti a ritirarsi.

In questo modo sono stati in grado di ricostruire il Tempio (Beit HaMikdash), poi l’edificio (Beit) di amore e dazione reciproca, e così ottennero la correzione.

Dobbiamo imparare da questa storia come raggiungere la correzione quando ci troviamo in una crisi profonda. Oggi, la risoluzione è sempre la stessa. Si differenzia dalla situazione precedente solo per il fatto che a quel tempo avevano un gruppo di Maccabei che erano noti a tutta la nazione come una famiglia distinta, una dinastia di sacerdoti.

Oggi, non c’è niente di simile. Siamo in una confusione totale e non abbiamo più idea di come vivere. Sembra che abbiamo uno stato di Israele sulla terra di Israele e che abbiamo costruito la nazione di Israele, ma nessuna di loro corrisponde alla definizione interiore data da Abramo.

Tuttavia, questa situazione può essere corretta in un istante. In effetti, nel momento in cui ci uniremo insieme nella mutua garanzia, susciteremo la forza superiore secondo la legge dell’equivalenza della forma che ci unirà in un tutt’uno. Questo è il modo in cui ritroveremo la felicità e la gioia e ci sentiremo potenti.

Diventiamo felici perché riveliamo la forza superiore che regna di nuovo tra di noi, e apre il mondo spirituale. Dopo che ci connetteremo anche solo un po’, solo per modificare la nostra predisposizione e la direzione, sentiremo subito che la forza superiore ci dà la forza dall’interno.

Non abbiamo bisogno di combattere più a lungo, il Creatore lotterà per noi, dal momento che è l’unica forza che in precedenza stava elevando il nostro egoismo e ci stava mettendo in difficoltà, in particolare per farci salire sopra di loro. Se cerchiamo di elevarci sopra di loro e di fare il minimo sforzo per raggiungerlo, la forza superiore completerà il lavoro per noi. Ecco perché i greci hanno semplicemente abbandonato.

Questo è ciò che si chiama una “guerra spirituale”.
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(Da Kab.TV “I Kabbalisti scrivono” del 04.12.2012)

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Quando le parole finiscono

Domanda: Tu hai detto che nel corso della serata di unione tenutasi a Gerusalemme ti sono mancate le parole e la forza di parlare perché dal gruppo non sentivi provenire un desiderio. Che cosa ci viene richiesto, qui ed ora? In che modo dobbiamo formare un tale desiderio e fornirlo a te in modo che tu possa avere le parole necessarie da condividere con noi?

Risposta: Questa è stata davvero una rivelazione molto interessante e toccante per me. Non ho mai, di solito, difficoltà a parlare perché io vivo in quello che dico. E, in generale, così come uno parla della sua famiglia o del suo interessante lavoro, parlo di ciò che è più importante per me senza fine e in combinazione con qualsiasi altra cosa. Ma improvvisamente ho scoperto che non ero in grado di parlare. Ed è successo anche prima della manifestazione, poco prima non riuscivo semplicemente a capire cosa mi stesse succedendo.

A Gerusalemme, c’è stato un incontro serio con un pubblico vasto. Circa un terzo di esso, 1000 persone su 3000, erano persone venute solo perché erano state invitate. Non si trattava di nostri studenti, di nostri amici. E nella mia presentazione volevo davvero parlare bene. Perché con i miei studenti, con coloro che desiderano conoscere e sono coinvolti, con loro sono in contatto.

Essi camminano al mio fianco: nelle salite, nelle discese, sperimentiamo il percorso tutti insieme. Ma in questo caso, con i tanti nuovi partecipanti, volevo mostrare loro quello che stiamo facendo, quello che offriamo … e non avevo alcuna forza di parlare, continuavo a guardare l’orologio: un minuto, due minuti passati. Volevo riuscire a parlare almeno per una mezz’ora, non sapevo cosa fare con me stesso. E poi mi è diventato tutto chiaro: non mi ero preparato abbastanza bene per parlare con queste persone. Doveva avvenire su un livello completamente diverso, a livello di unione con il gruppo.

Normalmente, parlo a nome mio. Voglio dire, gli studenti mi danno il loro appoggio e io li sento, sento la nostra unione comune, collettiva, ma io continuo a parlare per me stesso. Qui non era il caso. Qui, avevo bisogno della disponibilità del gruppo in modo che in quei minuti, quando ero sul palco, avrei dovuto sentire gli amici come se fossero stati accanto a me, completamente. Questo è il desiderio, il bisogno che sentivo.

In altre parole, il sostegno deve essere non solo nella simpatia, ma nell’aiuto reciproco: “L’amico andò e lo stiamo sostenendo.” No, io sono lì con lui! Io sono con lui ora, allo stesso tempo! Non avevo mai sentito un tale bisogno di unione.

Io assorbo l’energia dei miei studenti, al fine di fornire loro quello che vogliono. Sento il loro desiderio, tutti i tipi di sfumature, le fluttuazioni nel loro stato d’animo, e in generale, i diversi stati spirituali. E anche se non è colpa degli amici visto che non li avevo preparati per questo, ma in quel momento tutto quello che volevo era che loro fossero consapevolmente “dentro di me”. Questo è ciò che mi mancava.

In verità, siamo saliti ad un livello totalmente nuovo, dove dobbiamo fare tutto insieme. Non ci sono più “io” e “tu”; lavoriamo insieme alla creazione di un potere dei nostri desideri unificati, le nostre aspirazioni verso la rivelazione del mondo, affinchè potremo sentire una vera forza in questa unione. Se dico una cosa, voi siete con me, e se voi la sentite, io sono con voi.

Questo è il tipo di inclusione reciproca di cui abbiamo bisogno, ed è ciò che abbiamo appreso due giorni fa a Gerusalemme: la nostra connessione sta diventando reciproca. E sono molto soddisfatto! Ciò significa che un sacco di miei studenti si stanno avvicinando sempre di più al mio livello e ora, in questo grado, siamo in grado di comunicare l’uno con l’altro.

Spero che in seguito continueremo ad interagire in questo modo l’uno con l’altro, rappresentando un tutto integrale. Non esiste nessun insegnante, docente, e non esistono studenti che ascoltano, esiste piuttosto una cosa comune, tutto il desiderio che vuole rivelare il senso della vita! Penso che ce la possiamo fare.
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(Dal Congresso di Novosibirsk del 07.12.2012, Lezione 1)

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Una valvola che blocca l’arteria principale

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar“, articolo 69: Ma se, Dio non voglia, fosse il contrario, che una persona di Israele degradasse la virtù dell’interiorità della Torà e dei suoi segreti, che si occupa della condotta delle nostre anime e dei suoi gradi, e la percezione ed i gusti delle Mitzvot (precetti) per quanto riguarda il vantaggio di esteriorità della Torà, che riguarda solo la parte pratica? Inoltre, anche se si impegnasse di tanto in tanto nell’interiorità della Torà, e dedicasse un po’ del proprio tempo ad essa, quando non è né notte né giorno, come se fosse ridondante, attraverso ciò disonorerebbe e degraderebbe l’interiorità del mondo , che sono i figli di Israele, e migliorerebbe l’esteriorità del mondo, ossia le Nazioni del Mondo. Essi umilierebbero e infamerebbero i figli d’Israele, e considererebbero Israele come superflua, come se, Dio non voglia, il mondo non ne avesse bisogno.

Attraverso ciò, inoltre, si farebbero sopraffare anche dall’esteriorità delle Nazioni del mondo con la loro stessa interiorità, per la peggiore tra le Nazioni del Mondo, i distruttori e coloro che nuociono al mondo, si eleverebbero al di sopra della loro interiorità, che sono i Giusti delle Nazioni del mondo. E poi compirebbero la rovina e il massacro efferato a cui la nostra generazione ha assistito…

Quando la nazione israeliana arresta il processo di correzione, riceve in cambio il colpo di tutte le corruzioni che non ha corretto nel mondo. Quando, invece, adempiamo il metodo della correzione (e ci sono tutte le condizioni per farlo), attiriamo la Luce superiore per il mondo intero, la forza superiore che organizza tutti i desideri e corregge tutte le anime. Questa Luce arriva a tutti, e quindi vedremo come il loro atteggiamento verso di noi comincerà a cambiare. Non abbiamo quindi nulla da rimproverare ai i nostri nemici, siamo noi ad averli resi in quel modo. Noi soffriamo a causa della nostra stoltezza, perché non svolgiamo il nostro ruolo.

È detto: “Ho creato l’inclinazione al male, ho creato la Torà come spezia, dato che la Luce che si trova in essa, riforma”. Se correggiamo noi stessi, le nostre correzioni passeranno direttamente a tutti gli altri attraverso tubi aperti.

Ma se non lo facciamo, allora il mondo rimarrà incorretto a causa nostra, e si rivolgerà a noi facendoci pressione e pretendendo da noi. Poi dovremo comunque ancora avanzare attraverso la correzione, ma attraverso la via della sofferenza, dal momento che ci siamo rifiutati di ascoltare la giusta via e di svolgere il nostro ruolo.

Non abbiamo scelta. Ora, dopo così tanti attacchi missilistici lo abbiamo capito un po’ di più. Vediamo che ci troviamo in un vicolo cieco e che siamo totalmente impotenti. Non c’è più tempo per pensare, e noi siamo così indietro e dobbiamo apportare correzioni maggiori rispetto a quelle che abbiamo già fatto.

La responsabilità maggiore è nostra, di coloro che si occupano di correzione interiore. Se avessimo fatto le correzioni in tempo, non ci sarebbe stato alcun conflitto a Gaza e non ci sarebbe nessun missile. I problemi materiali sarebbero totalmente scomparsi, essi non sarebbero semplicemente in grado di esistere nel nostro mondo. Ci innalzeremmo al di sopra di tutta la materia come un disco volante.

Siamo tutti da biasimare per ciò che sta accadendo, tutti coloro che hanno l’interiorità della Torà. Le stesse persone che si definivano la “nazione di Israele”, che lasciarono Babele con Abramo e che fondarono la nazione in base al principio di “ama il tuo amico come te stesso”, “mutua garanzia”, e “un solo uomo con un solo cuore”, ora per loro è giunto il momento perfetto per connettersi ed effettuare la correzione.

Nel momento e nella misura in cui essi eseguiranno la correzione, essa passerà gratuitamente su tutti gli altri e si diffonderà in tutto il sistema che ci lega e che è in attesa di un riempimento. Siamo la valvola che blocca l’arteria, che non permette alla Luce superiore di passare attraverso di essa.

Tutte le nazioni, pertanto, avvertendo la mancanza di appagamento, mostrano odio verso di noi in modi diversi.. I nostri vicini al di là del confine sognano di distruggerci, e questo è espressione della loro mancanza di correzione, che noi non gli abbiamo fornito.

In base alla struttura del mondo, avremmo dovuto passare questa correzione a loro. È come una persona a cui devo un milione di dollari, perché? Perché questo è il modo in cui è fatto il mondo, secondo tutte le condizioni. Se non gli do il milione di dollari, avrà delle lamentele verso di me, e io risponderò che non so nulla al riguardo e che non so quello che tutti vogliono da me.

Mi rivolgo alle Nazioni Unite e al mondo intero per cercare aiuto, e gli altri paesi dicono: “Sai una cosa, pensiamo che tu abbia ragione” Questo avviene perché anche loro hanno una sensazione simile, ma sono più distanti da me. Anche loro ritengono che devo loro qualcosa, non un milione di dollari, come il vicino di casa, ma diciamo dieci dollari, e così nel frattempo possono attendere.

Ma sentono di avere un debito che sta crescendo di giorno in giorno e l’interesse sta crescendo. Quindi non dovremmo sperare che la prossima volta arrivino da noi con un mazzo di fiori.
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(Dalla terza parte della Lezione quitidiana di Kabbalah del 23.11.2012, Un discorso per il completamento dello Zohar)

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Il Potere della mutua garanzia: Provala e vedrai

Tutti gli esìli che il popolo d’Israele ha attraversato erano tutti esìli dalla mutua garanzia. E ogni volta, le sofferenze aumentavano in misura tale che il gruppo di Abramo si riconnetteva nuovamente. Ma alla fine il desiderio di ricevere crebbe così tanto che l’amore fraterno si trasformò in odio infondato. Il Tempio fu distrutto, la garanzia mutua venne spezzata, e le persone si ritrovarono nell’ultimo esilio che continua fino ai giorni nostri.

Oggi, come ci dice Baal HaSulam, il popolo di Israele è come un sacco di noci, che sono insieme solo a causa di circostanze esterne. L’odio da parte delle altre nazioni, in una certa misura, li costringe a connettersi, ma questa connessione non esiste interiormente o nelle connessioni fisiche, che sono tipiche delle altre nazioni. Tra il popolo di Israele, esisteva solamente la connessione della mutua garanzia quando il loro riconoscimento, la comprensione, e i loro sforzi erano diretti a stare insieme.

Ogni altra nazione è unita da una forza naturale “istintiva”, mentre la nazione israeliana deve lavorare sulle sue connessioni, altrimenti questo lavoro viene fatto dall’odio di coloro che si trovano intorno ad essa, non lasciandole altra scelta. In tal caso, la nazione di Israele è connessa solo al livello della natura, non si sviluppa e rimane in esilio poiché di per sé non avanza verso la connessione, di propria iniziativa,e non desidera scoprire la qualità della dazione e dell’amore, che è “il campione del mondo” (אלוף), la lettera ebraica Aleph (א) fa la differenza tra l’esilio (גלות – Galut-diaspora) e la redenzione (גאולה – Gheula).

Quando i figli di Israele aspirano a scoprire la dazione e l’amore nella connessione tra di loro, escono dall’esilio. Così oggi sono in esilio e non sono ancora una nazione. Li tiene insieme solo una serie di problemi, in modo che non si disperdano, affinché siano in grado di svolgere il loro ruolo trasmettendo questo messaggio a tutto il mondo, portando, infine, soddisfazione al Creatore.

Questa è la situazione attuale. Ciò significa che i figli di Israele dovrebbero investire in questo tutto il loro potere, per passare dalla pressione esterna alla pressione interna. Quando la pressione interna li obbligherà a connettersi più dei missili e delle altre rivelazioni di odio generale, la pressione esterna si arresterà. Il popolo d’Israele deve essere costantemente obbligato a connettersi, per superare la pressione di fattori esterni.

Ma oggi la gente è pronta a parlare di connessione ed è semplicemente una vergogna. È la situazione sbagliata quando il Creatore evoca la connessione tramite i nemici delle nazioni del mondo. Questo non è il vero lavoro della nazione israeliana e non c’è niente di cui essere orgogliosi. La gente non stabilisce buone relazioni tra loro e le forze esterne compiono questo lavoro. Nel frattempo, dobbiamo sviluppare i nostri poteri interiori trasformandoli in connessione e quindi tutta la pressione esterna si fermerà. Scomparirà semplicemente.

È molto facile testare questo in quanto la connessione interna reciproca non costa niente, non ha bisogno di nulla, tranne per un desiderio e una decisione. Quindi cerchiamo di provare e vedere quali vantaggi porterà. Non vi è alcun dubbio che guarirà la società, sarà utile al paese, e sarà benefico per tutti. Il numero degli incidenti stradali e della criminalità si ridurranno. Al tempo stesso, seguiremo e vedremo se esso aiutera’ ad aumentare il nostro senso di sicurezza e se colpira’ i nostri nemici. Io sono per provarlo.
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(Dalla quarta parte della lezione di Kabbalah del 16.11.2012, Scritti di Baal HaSulam)

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Io vi aspetto a Novosibirsk!

Domanda: L’ascesa che si prova durante un congresso viene coltivata di proposito, durante i pasti, le lezioni, e le pause. Dopo il congresso abbiamo bisogno di organizzare l’unione nella nostra vita quotidiana?

Risposta: Certo! Un congresso è necessario affinché non passi invano, in modo che dopo che iniziamo un lavoro serio sull’unione in questa regione, creiamo un gruppo serio siberiano, composto da ragazzi seri che si uniranno davvero nella regione degli Urali, in modo che si sentano veramente padroni e comincino a lavorare bene tra di loro.

Possono fare uno sforzo, hanno un buon ambiente lì – un ambiente spiritualmente pulito. Quindi, penso che saranno in grado di fare molto. È un ottimo posto per il lavoro spirituale. Spero di sentire questo, ci connetteremo a loro, e poi avanzeremo insieme.

Vi auguro tutto il meglio! E ancora una volta chiedo: chi può, venga, voglio vedere tutti voi. Non si può perdere! Si può solo vincere! Venite, così da non pentirvene dopo.

Io vi aspetto a Novosibirsk!
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(Dalla Lezione virtuale del 25.11.2012)

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La salvezza si trova nella connessione

Rabash, Lettera 34: Come è detto: “E il Signore sarà per voi una luce eterna.” Quando? Quando sarete tutti una sola società, come è scritto, “ognuno di voi viva questo giorno.”

Di solito, se qualcuno prende un mucchio di rami, può romperli tutti in una volta? Se presi uno alla volta, però, anche un bambino può romperli. Allo stesso modo, troviamo che Israele non sarà ricompensato fino a quando non saranno tutti una società, come si dice, “In quei giorni e in quel tempo, dice il Signore, i figli d’Israele verranno, loro e i figli di Giuda insieme. “Così, quando sono uniti, ricevono il volto della Divinità. Ho presentato le parole del Midrash in modo che non crediate che il problema di un gruppo, che è l’amore degli amici, si riferisca al chassidismo. È piuttosto l’insegnamento dei nostri saggi, che hanno visto come è stata necessaria per la ricezione del volto della Divinita’, l’unione dei cuori in un unico gruppo.

Possiamo solo sentire la connessione con la Luce da un vaso intero e perfetto, un vaso in cui tutti i desideri per lo scopo di ricevere sono coperti da un Masach (schermo), che li trasforma in desideri con lo scopo di dare. Questo è possibile solo quando vi è la connessione, in quanto a chi posso esprimere la mia intenzione di dare? Solo verso gli altri! Quindi, attraverso la connessione dei nostri desideri e intenzioni nel cuore e nella mente, ricostruiamo il vaso in frantumi e attraverso ciò ci avviciniamo alla Luce, fino a quando alla fine essa può illuminaci.

Se, nel frattempo, cerchiamo solo di avvicinarci ad un altro, evochiamo su di noi un’illuminazione a distanza, che si chiama la Luce Circostante. Questa è la legge che conosciamo dalla saggezza della Kabbalah, che è la legge di tutta la realtà, la legge della natura.

Quindi la condizione per ricevere aiuto dall’Alto per la rivelazione della Luce è la nostra connessione. Se vogliamo migliorare la nostra condizione, non ci sono altri metodi, tranne quello. Non ha senso cercare qualcos’altro sprecando i nostri sforzi. Dobbiamo solo anelare per la connessione attraverso cui evocheremo e attireremo la Luce che Riforma.

Se non agiamo in direzione della connessione, non verrà fuori nulla di buono dai nostri sforzi. Quindi, nella situazione così difficile e tesa in cui oggi si trova il popolo di Israele, dovremmo provare a connetterci più che possiamo e raggiungere l’unione. È attraverso questo che attiriamo la Luce più vicina a noi, e la avviciniamo a tutti. Di conseguenza avanziamo ad uno stato migliore in modo migliore, attraverso la Luce.

Dovremmo farlo prima che le sofferenze ci raggiungano e ci obblighino a connetterci facendo pressione su di noi. Dobbiamo sempre avere la tendenza a connetterci grazie alla nostra buona volontà e non perché siamo costretti a farlo. Questa è la differenza tra la “via della Luce” (affrettare il tempo) e la “via della sofferenza”, il processo naturale di sviluppo (nel suo tempo).

Cerchiamo di capire che la connessione attira su di noi l’influenza della forza del bene e spieghiamolo a tutti. Più persone si uniranno a questa connessione e unione, per sentir questa condizione e comprensione che più divulghiamo e pubblicizziamo attraverso ogni canale disponibile, attraverso Internet e TV, più persone sentiranno di essa e si uniranno ad essa, più vicini saremo alla Luce buona. La luce è l’unica cosa che funziona. È uno spreco di energie pensare che esistano altre azioni che possano migliorare la nostra situazione, tranne la connessione e l’unione.
[93194]

Noi non temiamo nessuna data

Domanda: Attualmente l’intero Internet pullula di prognosi su alcuni eventi spiacevoli che si svolgeranno nel mese di dicembre 2012. Che cosa ha da dire su questo la Kabbalah? Si prega di rassicurare il mondo

Risposta: Come posso calmarti?

Io credo che tutto dipenda da noi, tu compreso. Io non intendo calmarti, ma l’esatto contrario, perché in realtà noi esistiamo in una forte libertà di scelta e Dicembre e l’intero anno prossimo dipende da noi. Inoltre, questi stati, che dobbiamo attraversare, sono determinati solo dal nostro gruppo mondiale e da nessun altro.

Quindi, io non calmerò nessuno di voi. Al contrario, voi dovete sentire chiaramente che l’intero mondo dipende da voi. Bisogna rendersi conto di questo, che significa che dobbiamo prendere seriamente il nostro compito, una costante aspirazione reciproca nei vostri cuori.

Senti come i nostri cuori si stanno raccogliendo sempre di più in una sfera? Solo questo può salvare la nostra situazione e renderlo meraviglioso. Sarà meraviglioso, nel senso che ci ricorderemo che dobbiamo essere più vicini e più uniti fino ad arrivare tutti in un unico cuore insieme. Allora non avremo paura di nessun calendario.
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(Dal congresso di Georgia 06.11.2012, Lezione 3)

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