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Un esame di Kabbalah

Domanda: Quando io leggo i suoi libri, io sento la rivelazione di un mondo nuovo. Tuttavia, appena li chiudo, ricordo soltanto me stesso. Come faccio a rimanere con la sensazione che avevo mentre leggevo?

Risposta: Tu non devi ricordare niente, ma piuttosto dimentica, ed è meraviglioso se lo fai! Dopo tutto, se non dimentichi, agisci in base a quello che ho scritto nei libri, conforme alla mia mente e sentimento. Se leggi molto, rileggi quello che hai già letto e continui a dimenticare, tu accumuli le tue sensazioni interiori. Hai bisogno di fare questo, e questo è il tuo adempimento.

Più dimentichi e meglio é. Una persona deve uscire dalla lezione e non ricordare nulla, poiché la saggezza della Kabbalah non è come altre scienze del nostro mondo che richiedono la memorizzazione. Quando si studia all’università, bisogna ricordare la conoscenza e dopo dimostrarlo in un esame. In Kabbalah, l’esame testimonia quello che ho costruito dentro di me come risultato di quello che ho letto e ascoltato.

Perciò, io raccomando vivamente a tutti di avere un set dei nostri libri. Leggeteli a casa, mentre vi spostate in autobus o in treno, nella pausa pranzo, in qualsiasi occasione abbiate per aprire un libro. Attraverso il libro vi connetterete alla radice spirituale.
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Mondo spirituale per principianti

Domanda: Dobbiamo utilizzare parole che parlino delle leggi della natura nelle lezioni per principianti e solamente più avanti introdurre la terminologia Kabbalistica?

Risposta: No, noi possiamo parlare apertamente con le persone che vengono da noi con il punto nel cuore e farli progredire gradualmente. Se parlassimo con loro sulle leggi della natura, penserebbero che stiamo predicando fisica o psicologia. Hanno bisogno di sentire sulla struttura del mondo spirituale. Questo è il loro modo di sforzarsi, e noi dobbiamo procurarglielo.
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Lo sviluppo perfeziona le connessioni

I testi kabbalistici sono scritti in ebraico ed aramaico, come se usassero il lato destro e quello sinistro dello stesso linguaggio; però, in realtà, la lingua non importa. Tutto può essere scritto in inglese, greco o tedesco, non fa nessuna differenza quale lingua utilizziamo.

Non importa quali simboli scegliamo. La chiave è che siano adeguati per esprimere le proprietà che esistono nel livello della ricezione, affinché con il loro aiuto, possiamo elevare il nostro desiderio al livello della dazione.

Il linguaggio dei rami non è come le lingue di questo mondo. Questo articola il desiderio con tutte le sue proprietà, dato che attrae la Luce che Riforma e ci cambia, affinché possiamo arrivare al passo successivo. Linguaggio significa connessione, esso ha un uso simile in questo mondo, ma si utilizza in maniera semplice, tridimensionale.

Quando dico qualcosa, esprimo la mia connessione con questa idea in base alla misura nella quale io la capisco, la sento o mi preoccupo di essa. Il linguaggio dei rami non è una spiegazione comune della mia attitudine, ma una spiegazione dell’elevazione, dell’azione stessa dell’ascesa. Il linguaggio ci insegna a connetterci al livello superiore partendo da quello inferiore.

Qualsiasi linguaggio esprime connessione, non c’è nient’altro eccetto le connessioni. L’universo è composto di vari elementi e quello principale per noi è la connessione tra tutti loro. Il nostro sviluppo cerca di perfezionare le connessioni. È così che si definisce l’avanzamento.

Ogni volta riveliamo una connessione più autentica tra le parti della realtà, fin quando riveliamo il Mondo dell’Infinito, nel quale tutte le connessioni sono aperte. Questa connessione si chiama “Creatore”, l’attributo della dazione che governa tutte le parti.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.07.2011, Talmud Eser Sefirot)

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Lo Zohar aiuterà tutti

Domanda: Possiamo utilizzare la lettura del Libro dello Zohar per correggere le difficili condizioni nelle quali molte persone del mondo si trovano attualmente? La saggezza della Kabbalah è stata rivelata e tutti possono leggere lo Zohar. Aiuterebbe una persona che non sente la necessità del gruppo, studiare e capire?

Risposta: Dobbiamo renderci conto che, in realtà, l’uso della saggezza della Kabbalah è efficace solo se la persona vuole avanzare verso la correzione. Vediamo che passa del tempo fin quando le persone che vengono a studiare la saggezza della Kabbalah, si uniscono al gruppo e cominciano a capire ed ascoltare quello che sta succedendo. Questi sono cambiamenti interiori molto lenti nella persona, tappa dopo tappa.

Pertanto, dobbiamo capire che la “Segulà”, “un effetto speciale della Luce”, comincia molto prima che la persona si renda conto di essere sotto la sua influenza. La Luce che Riforma lavora nella persona come un bebè che ancora non sa come si sta sviluppando, a quale scopo, o verso dove deve avanzare. Lui si sente attratto da un gioco interessante e gioca con i suoi giocattoli ed amici del gruppo.

Siamo nel gruppo e questo è il nostro ambiente. Ci sono persone che non hanno un gruppo, ma questo non importa. La chiave è che in qualche modo, utilizzino i mezzi per attrarre la Luce che Riforma: il Libro dello Zohar, le opere del Baal HaSulam, gli articoli e le lettere del Rabash, la musica kabbalistica, le canzoni.

Pertanto, la lettura del Libro dello Zohar, in qualsiasi condizione, anche se una persona non sta ancora pensando al gruppo ed all’unità, ma vuole migliorare la sua vita, anche così aiuta. Se tutto il mondo è già entrato nella tappa di sviluppo nella quale possiamo ottenere l’unità tra di noi, allora l’uso delle fonti che portano la Luce che corregge è benefico.

Non tutti devono sedersi con noi e con migliaia di persone in tutto il mondo durante le lezioni del mattino. Dobbiamo anche risvegliare le persone che non hanno una connessione con noi, le quali non hanno mai sentito che devono studiare per il bene dell’unità tra le persone. Baal HaSulam dice che siamo entrati nel periodo del Messia e tutta l’umanità deve avanzare in questa direzione.

Pertanto, è desiderabile che una persona si connetta alle fonti primarie, anche senza nessun tipo di intenzione.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.06.2011, Lo Zohar)

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Studiate con felicità

Quando leggiamo Lo Zohar, abbiamo bisogno di mantenere l’intenzione ed immaginare qualcosa davanti agli occhi invece che concentrarci solamente sulle parole. Questo disegno immaginario fatto di percezioni deve comprendere i due seguenti elementi:

1. La felicità di abbracciare la Torà, qualcosa di veramente meraviglioso, che non siamo ancora nella condizione di apprezzare;
2. Il desiderio, il bisogno, di connetterci e di fonderci con il testo.

Questa è la ragione per cui devo sperimentare la felicità che deriva dal rispetto della Torà e dalla comprensione dell’importanza dello scopo verso il quale siamo connessi. E devo anche percepire il desidero di meritare tutte queste qualità della dazione in modo che mi possano rivestire, ed entrare nel mio vaso spirituale, e allora diventerò veramente colui che dona, che emana la Luce.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 05.07.2011, Shamati N.5)

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E’ meglio essere diligenti che intelligenti

Domanda: Perché i progressi più grandi avvengono proprio mentre si legge il Libro dello Zohar, senza capirci niente, ma mantenendo ferma l’intenzione?

Risposta: Lo studio della Kabbalah non richiede delle speciali capacità mentali, perché non si impara con la testa. Al contrario, gli uomini che si considerano intelligenti, che riescono nello studio, che assimilano i concetti velocemente ed hanno una mente acuta, di solito non vanno avanti molto bene nella Kabbalah.

Questo succede perché la mente e le impressioni delle loro capacità mentali li fermano, facendoli deviare verso uno studio razionale di questa scienza, invece di conseguirla essendo leali con il gruppo. Questo è un problema.

Direi che sono proprio gli uomini comuni, quelli che appartengono alla “media”, ad avere maggior successo nell’avanzamento spirituale. Gli intelligentoni ed i saccenti, che arrivano per studiare la Kabbalah, di solito cascano subito. E’ come se si tuffassero di testa in un mare profondo, e “risalissero” dopo molti anni, una volta che l’acqua ha lavato via tutto il loro orgoglio, i sentimenti di superiorità e di potere.

Speriamo di fare parte di coloro che ce la fanno ad entrare in questa materia, piuttosto che fare parte di coloro che hanno una mente brillante.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.05.2011 Lo Zohar)

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Definire i termini è la chiave per lo studio della Kabbalah

Alla fine della “Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot”, punto 156, Baal HaSulam scrive che adottare le definizioni è di primaria importanza nello studio della Kabbalah. Devono essere a nostra disposizione, piazzati nelle nostre menti come in uno scaffale di libri in modo che io possa prendere il termine giusto anche senza pensare come io deva comprendere, sentire e immaginare il significato nascosto dietro ogni parola nel testo.

Altrimenti confonderò me stesso e genererò in me un’impressione e percezione sbagliate che non corrispondono alla verità. Questa è una chiave per lo studio della saggezza della Kabbalah. Se non decifri correttamente ciò che è scritto, ti confonderai completamente.

Non stiamo studiando con lo scopo di sapere quanti angeli siano in cielo e quali siano i loro nomi, e non stiamo memorizzando quali oggetti spirituali (Parzufim) esistono da qualche parte la fuori. Dobbiamo apprendere che tutto quello che è stato scritto è all’interno di noi, all’interno della nostra anima e che ancora non abbiamo rivelato.

Lasciamo che questo sistema spirituale sia ancora occulto per noi, ma all’interno di noi e non fuori da qualche parte. Non stiamo parlando sugli angeli in cielo, ma sulle forze interiori dell’uomo. Tutto è all’interno dell’uomo, e non esiste nient’altro oltre lui. Ci sembra che esistono altre persone intorno a noi, ma in realtà, sono tutte parti di me. È per questo motivo che la frase “ama il tuo prossimo come te stesso” sembra di parlare di un’altra persona finché arrivi a comprendere che si tratta di te, te stesso, e tutto appartiene a te.

I termini Kabbalistici devono sapersi a memoria, il che significa che devi essere attaccato al loro significato spirituale vero e non di immaginarlo nella tua attuale percezione. Quando mi trovo con parole come “sole”, “luna”, “su”, “giù”, “entrare” e “uscire” della Luce, tutti i termini più tecnici, e perfino quelli che sono scarsamente relativi a questo mondo, io devo ancora controllare me stesso per sapere se sto rimanendo nelle giuste definizioni. Questo eliminerà il 99% di confusione e sbagli.

Inoltre, non avrò bisogno di lunghe spiegazioni se io adotto le giuste definizioni. È per questo che è cosi importante studiare le appendici di ogni capitolo di Lo Studio delle Dieci Sefirot: “Tabella di domande e risposte sul significato delle parole”. Questo è perfino più importante che studiare il testo principale del libro.

Anche se ancora non riusciamo a ricordare tutte queste definizioni, a comprenderle o a sentirle, per lo meno dobbiamo vedere come queste definizioni spirituali differiscono da quelle dentro di noi perché generalmente abbiamo già un certo disegno materiale su ognuna di queste parole e concetti.
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(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.06.2011, Talmud Eser Sefirot)

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Una nuova storia su Cappuccetto rosso

Domanda: Cosa succede “dietro le quinte” delle mie azioni quando, durante la lettura del Libro dello Zohar, compio dei ripetuti sforzi per mantenere l’intenzione, ma mi sembra che non servano a niente?

Risposta: Gli sforzi che fai determinano la qualità della tua percezione, della tua sensibilità, e poi arrivi a capire, arrivi alla rivelazione. Tutto è davanti ai tuoi occhi, ma la tua mancanza di sensibilità non ti permette di rivelare il sistema di connessione tra le anime di cui il Libro dello Zohar ti parla. I tuoi sforzi e le tue preghiere costruiscono gli strumenti di percezione dentro di te per farti percepire l’intero quadro.

Domanda: Io provo continuamente a rinnovare la mia intenzione, ma mi sembra di fare gli stessi sforzi e percepire le stesse cose di una settimana fa, è come se niente cambiasse…

Risposta: Supponiamo che io sia in mezzo a dei musicisti. Guardandoli, mi rendo conto di come ascoltino ogni suono e distinguano la combinazione di suoni diversi, e capisco come tutto questo sia per loro importante. Mentre li guardo, imparo a come trattare i suoni. Quindi, come risultato dei miei sforzi, aumento la mia sensibilità ed incomincio a percepirli.

Allora faccio delle domande ai musicisti e loro mi spiegano delle cose, ma io non capisco le loro spiegazioni. “Una quarta” “Una quinta”, “glissando”, “forte” – queste parole non mi dicono niente, proprio come la terminologia del Libro dello Zohar che non riesco a decifrare.

Ma io voglio imparare! E questa è la ragione per cui divento un po’ più sensibile e cerco di percepire queste parole. Allora, poiché siamo in un sistema speciale, in base ai miei sforzi, al mio desiderio e alla mia aspirazione, incomincio a sentire. Anche un bambino si sviluppa in questo modo: vuole diventare grande e corre sempre, non sta mai fermo e continua a cercare qualcosa.

Noi domandiamo: come fanno i bambini a guardare lo stesso cartone animato o ad ascoltare la stessa storia per un milione di volte? E’ a noi che sembra un milione di volte, perché noi non ci sviluppiamo più. Ma un bambino vive in quella storia. Se oggi ascolta la storia di Cappuccetto Rosso, gli sembra una storia completamente nuova, non come quella di ieri. Noi lo guardiamo e pensiamo, “Va bene, gli racconterò una storia. Siediti in silenzio, mettiti tranquillo, e goditi il divertimento…” Ma lui ascolta questa storia come se fosse una nuova storia ogni volta! E anche se la sa a memoria, quando la ripete con noi, rivive tutto daccapo. E’ uguale a come dover mangiare oggi anche se si ha già mangiato ieri. Questo è ciò che succede anche a lui!

Perciò, tutto il nostro lavoro consiste nel sviluppare la nostra sensibilità e nell’acquisire nuove qualità di percezione.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.06.2011, Lo Zohar)

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Facciamo in modo che il Libro dello Zohar parli di noi

Domanda: Da una parte, tutto il nostro lavoro consiste nella correzione della connessione reciproca tra gli uomini. Dall’altra parte, la correzione viene compiuta attraverso il Libro dello Zohar. Come posso legare insieme le due cose?

Risposta: La correzione avviene per mezzo della Luce occultata nei testi scritti dai Kabbalisti. Però, avviene a condizione che desideriamo percepire e comprendere la realtà che essi descrivono, in modo che tutto ciò che è scritto in questi testi si rivestirà in noi e ci ritroveremo ad avere tra di noi lo stesso sistema di relazioni che avevano tra di loro.

Tutto questo comporta una connessione tra tutte le anime, in misura tale che ci faccia raggiungere l’unione, diventando un sistema unito: Malchut dell’Infinito. Se io mi sforzo di raggiungere l’unione come è detto ne “Ama il tuo prossimo come te stesso”, se io lo desidero, allora il Libro dello Zohar inizierà a parlare di me.

Di conseguenza, riceverò la forza della correzione dal Libro dello Zohar e piano piano avanzerò attraverso la lettura. Infatti, il libro in se stesso non contiene nulla, ma leggendolo e desiderando di essere in questo sistema, io attiro il potere del campo di forza che risiede in Malchut dell’Infinito – e perciò raggiungo questo sistema.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.06.2011, Lo Zohar)

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Il bisogno di imparare i termini Kabbalistici

Domanda: Se è così importante conoscere l’esatto significato dei termini Kabbalistici ( al punto di suddividerli in uno schedario ed impararli a memoria), perché hai detto che studiamo il testo “Lo studio delle dieci Sefirot” non tanto per comprenderlo intellettualmente, ma, soprattutto, per attirare la Luce Circostante che funziona come una “miracolosa” forza nascosta?

Risposta: Noi studiamo i termini Kabbalistici non per comprenderli intellettualmente, ma per avvicinarci al significato autentico del testo.

Quando leggo di ciò che “più elevato” o “più basso” nel mondo spirituale e lo paragono a ciò che è considerato “più elevato e più basso” nel mondo corporale, mi rendo conto di quanto lontano sono dalla verità. Questa considerazione mi guida al riconoscimento del male, del mio errore. E questa sensazione rigenera le mie qualità, risveglia il mio desiderio di cambiare e di richiamare la forza superiore che mi correggerà.

Infatti, se con la mia mente fisica capisco che le definizioni di ciò che viene descritto nei testi sono corrette ( per esempio, “la Luce”, “il Creatore”, “il sole”, “un cerchio”), l’amarezza causata dalla distanza tra me e la verità cresce. E questa sofferenza diventa una preghiera. Questo genere di studio non è inteso per l’intelletto.

Effettuiamo le nostre valutazioni non con la mente, ma con le nostre proprietà. Il corretto apprendimento delle definizioni ci porta al desiderio di essere dentro di esse, invece che ad una comprensione astratta del loro significato!

Ciò significa che io stesso desiderio essere trasformato in modo che queste definizioni mi descrivano, in modo che diventino il mio riferimento ed il mio linguaggio. Io voglio ascoltare “più elevato-più basso” e capire che qualcosa è più elevato e più basso in termini di importanza rispetto alla dazione, mentre “destra e sinistra” si riferisce alla Luce di Hochmà (Saggezza) e alla Luce di Hassadim (Misericordia).

(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.06.2011, Talmud Eser Sefirot)

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