Pubblicato nella 'Studio della Kabbalah' Categoria

Domande riguardanti le lezioni registrate, la conoscenza e la divulgazione

Domanda: Recentemente hai detto che quando studiavi con Rabash ascoltavi la lezione che avevi registrato tre volte al giorno. Consigli ai tuoi studenti di fare lo stesso, se possibile?

Risposta: Almeno una volta.

Domanda: Inoltre, per coloro che partecipano ai workshop, è utile rivedere questa azione di gruppo e ascoltare la registrazione dal gruppo centrale, se il tempo lo permette?

Risposta: No.

Domanda: “Caro Signor Laitman,

Dopo aver preso parte a diversi corsi di BB e aver letto il tuo blog per più di due anni, ho questa domanda:

Perché dici sempre: “Io non la penso così …. Penso che questo non accadrà …. Credo che questo non sia il modo giusto …. Penso che il Creatore non accetterà questo ….. Tra i così tanti pensieri che si trovano dentro di te, c’è dello spazio lasciato per il sapere? “

Risposta: Tutto nasce dalla conoscenza della Natura, del Creatore, questa è la vera conoscenza.

Domanda: Professore, ho dei dubbi. Lei è uno scienziato, giusto? Segue un percorso empirico. Questo particolare modo di divulgare la scienza della Kabbalah è una sua ricerca scientifica? La questione stessa è più ampia, ma questa è la sua tesi. Accetterò una risposta-tesi.

Risposta: Cosa non corrisponde a ciò che è detto nelle nostre fonti?
[94312]

Materiale correlato:

Laitman blog: Un sistema che divora sé stesso
Laitman blog: Un Workshop è un discorso da cuore a cuore

Il Mondo Superiore è aperto a tutti

Una persona che arriva alla saggezza della Kabbalah diventa veramente schiava. Quando entra in questo sistema, rende davvero se stesso schiavo. Non vi è nulla di terribile poiché è impossibile conseguire tale sistema in qualsiasi altro modo. Se tu ti recassi da esperti speciali di yoga o di qualsiasi altro sistema, ti direbbero la stessa cosa: se vuoi raggiungere la nostra saggezza, la nostra tecnica, il nostro sistema, è necessario rimuovere temporaneamente le altre cose, altrimenti non sarai in grado di sentirla in profondità.

Tra l’altro, la saggezza della Kabbalah non è così rigorosa come gli altri sistemi, dal momento che non separa la persona da questo mondo. Egli deve essere sposato, allevare i figli, lavorare, essere connesso con il mondo, e non astenersi dal fare le cose, inoltre non deve fare diete, non deve fare speciali esercizi fisici, o di respirazione o di postura. Ha bisogno di essere una persona totalmente normale di questo mondo. Non ci si aspetta nulla da lui tranne una sola cosa, cioè, i desideri e le intenzioni interiori verso lo scopo. Questa è in particolare la condizione più difficile, ma in linea di principio, l’unica condizione.

Tutto il resto non è importante. Non è importante ciò che mangia, cosa beve, come vive, o che tipo di professione svolge, certo, a patto che non sia un comportamento antisociale. Una persona può essere intelligente o semplice. Non ha importanza. Nel raggiungere il mondo superiore, l’età o il livello di istruzione non ha nessuna importanza. È aperta assolutamente a tutti! Una persona non è limitata in niente.
[93478]

(Dal Congresso di Giorgia del 06.11.2012, Lezione 3)

Materiale correlato:

Laitman blog: Fino a quando una persona si trasforma in un essere umano
Laitman blog: Ego, non sono tuo

La salvezza si trova nella connessione

Rabash, Lettera 34: Come è detto: “E il Signore sarà per voi una luce eterna.” Quando? Quando sarete tutti una sola società, come è scritto, “ognuno di voi viva questo giorno.”

Di solito, se qualcuno prende un mucchio di rami, può romperli tutti in una volta? Se presi uno alla volta, però, anche un bambino può romperli. Allo stesso modo, troviamo che Israele non sarà ricompensato fino a quando non saranno tutti una società, come si dice, “In quei giorni e in quel tempo, dice il Signore, i figli d’Israele verranno, loro e i figli di Giuda insieme. “Così, quando sono uniti, ricevono il volto della Divinità. Ho presentato le parole del Midrash in modo che non crediate che il problema di un gruppo, che è l’amore degli amici, si riferisca al chassidismo. È piuttosto l’insegnamento dei nostri saggi, che hanno visto come è stata necessaria per la ricezione del volto della Divinita’, l’unione dei cuori in un unico gruppo.

Possiamo solo sentire la connessione con la Luce da un vaso intero e perfetto, un vaso in cui tutti i desideri per lo scopo di ricevere sono coperti da un Masach (schermo), che li trasforma in desideri con lo scopo di dare. Questo è possibile solo quando vi è la connessione, in quanto a chi posso esprimere la mia intenzione di dare? Solo verso gli altri! Quindi, attraverso la connessione dei nostri desideri e intenzioni nel cuore e nella mente, ricostruiamo il vaso in frantumi e attraverso ciò ci avviciniamo alla Luce, fino a quando alla fine essa può illuminaci.

Se, nel frattempo, cerchiamo solo di avvicinarci ad un altro, evochiamo su di noi un’illuminazione a distanza, che si chiama la Luce Circostante. Questa è la legge che conosciamo dalla saggezza della Kabbalah, che è la legge di tutta la realtà, la legge della natura.

Quindi la condizione per ricevere aiuto dall’Alto per la rivelazione della Luce è la nostra connessione. Se vogliamo migliorare la nostra condizione, non ci sono altri metodi, tranne quello. Non ha senso cercare qualcos’altro sprecando i nostri sforzi. Dobbiamo solo anelare per la connessione attraverso cui evocheremo e attireremo la Luce che Riforma.

Se non agiamo in direzione della connessione, non verrà fuori nulla di buono dai nostri sforzi. Quindi, nella situazione così difficile e tesa in cui oggi si trova il popolo di Israele, dovremmo provare a connetterci più che possiamo e raggiungere l’unione. È attraverso questo che attiriamo la Luce più vicina a noi, e la avviciniamo a tutti. Di conseguenza avanziamo ad uno stato migliore in modo migliore, attraverso la Luce.

Dovremmo farlo prima che le sofferenze ci raggiungano e ci obblighino a connetterci facendo pressione su di noi. Dobbiamo sempre avere la tendenza a connetterci grazie alla nostra buona volontà e non perché siamo costretti a farlo. Questa è la differenza tra la “via della Luce” (affrettare il tempo) e la “via della sofferenza”, il processo naturale di sviluppo (nel suo tempo).

Cerchiamo di capire che la connessione attira su di noi l’influenza della forza del bene e spieghiamolo a tutti. Più persone si uniranno a questa connessione e unione, per sentir questa condizione e comprensione che più divulghiamo e pubblicizziamo attraverso ogni canale disponibile, attraverso Internet e TV, più persone sentiranno di essa e si uniranno ad essa, più vicini saremo alla Luce buona. La luce è l’unica cosa che funziona. È uno spreco di energie pensare che esistano altre azioni che possano migliorare la nostra situazione, tranne la connessione e l’unione.
[93194]

L’attuale fase di sviluppo della Kabbalah

Le più recenti fonti scritte della saggezza della Kabbalah sono datate circa 500 anni fa. Questi sono i libri scritti dal Santo ARI. Circa 20 volumi dei suoi scritti rivelano nel dettaglio l’intero sistema di controllo di questo mondo e la sua interazione con il mondo superiore.

I libri dell’ ARI spiegano non solo il modo in cui questo mondo è controllato dalle forze superiori, ma anche il nostro impatto su di loro, l’influenza inversa, e come questo influenza ancora una volta l’innesco delle azioni delle forze superiori su di noi. I libri dell’ ARI descrivono tutte queste interazioni tra il controllo superiore e noi, il nostro libero arbitrio, i nostri destini, le precedenti reincarnazioni e così via. Essi forniscono una descrizione molto seria e dettagliata di tutto quello che c’è.

Tuttavia, si sono rivelate insufficienti. Nel XX secolo (400-500 anni dopo l’ARI), un altro Kabbalista, Baal HaSulam (“il padrone della scala” in ebraico), appare. Perché? Perché lui ha descritto dettagliatamente la “Scala” che uno deve salire per ascendere da questo mondo, dallo stato massimo in cui una persona ordinaria si ritrova, al culmine del suo sviluppo.

Non si tratta di crescita fisica, nemmeno si parla del suo sviluppo intellettuale. Vediamo che non c’è niente di cui vantarsene in questo mondo. Piuttosto, si tratta di avanzamento che ognuno di noi deve compiere: per raggiungere il mondo superiore, il sistema di controllo. Si tratta della nostra realizzazione del mondo eterno, perfetto, che è oltre la nostra percezione. Baal HaSulam ha presentato una metodologia moderna che noi stiamo usando in questo momento.

Suo figlio Rabash ha sviluppato il metodo del padre ulteriormente e l’ha reso più pratico. Egli ha creato un metodo concreto, passo dopo passo, con istruzioni descritte in numerosi articoli. Questi articoli mostrano chiaramente come cambiando noi stessi, espandendo i nostri organi di percezione, possiamo cominciare a percepire l’universo nascosto a noi dalle nostre limitazioni.

È risaputo che siamo limitati. Possiamo sentire solo entro una certa gamma di suoni, vediamo un limitato spettro di luce e così via. In altre parole, tutti i nostri sensi, visione, udito, odore, tatto e gusto — sono limitati. Mentre qui stiamo parlando di altri organi di percezione, non quelli che abbiamo attualmente.

Al fine di ampliare i nostri organi di percezione, abbiamo inventato più periferiche, quali telescopi e microscopi per gli occhi, numerosi tipi di radar, localizzatori e così via. Tuttavia,è più importante per noi capire quali ulteriori organi di percezione abbiamo bisogno al fine di percepire il mondo intorno a noi.
[92385]

(Dal congresso in Georgia 05.11.2012, lezione 1)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il ruolo dei Kabbalisti in ogni Generazione
Laitman blog: La Kabbalah da Abramo fino ad oggi

Preparatevi a varcare la soglia del Palazzo del Re

Rabash, “Le tre linee:” Prima che ad una persona le sia concesso di uscire dall’amore di sé stesso e di fare tutto al fine della dazione, che si chiama Lishma (per il Suo nome), la persona studia diverse cose così come sono, ma sono solo nomi senza commenti, quindi lui non ha nessun raggiungimento nella materia che sta studiando, poiché non sa nulla circa le radici superiori che sono chiamate con i nomi Santi delle Sefirot o Partzufim.

E possiamo imparare la materia superiore, chiamata la saggezza della Kabbalah, solo sulla via del merito, dal momento che questa puo’ portare alla persona il desiderio e la passione di aderire al Creatore, poiché queste sono questioni Sante riferendosi ai Santi nomi … e quando la persona studia la materia superiore al fine di avvicinarsi alla santità, viene portato alla vicinanza delle luci, quindi egli vuole che questo studio lo porti al fatto che gli sarà concesso di puntare tutte le sue azioni al fine della dazione, e questo è chiamato lavorando in preparazione, come quando una persona si prepara per essere pronto a entrare nel Palazzo del Re e di aderirsi a lui.

Ci sono diverse fasi nel lavoro di preparazione. Nella prima fase di studio una persona ascolta, ma lui non sente, poiché egli non sa di cosa si parla. Tutti i termini di cui si parla nei libri di Kabbalah sono nascosti alla persona — egli non li sente e non li vede; Egli non discerne se stesso o il suo ambiente. Quindi egli immagina ciò che sente e ciò che desidera.

Lui non lavora con questi concetti e non può discernerli o rispondere a loro, lui pensa che il faraone è una persona che regna nell’Egitto, che è un paese lontano, che il Creatore è molto distante e che Israele è qualcuno che è nato da una famiglia ebrea. Gli mancano i concetti e le regole spirituali, quindi lui non può sentire immediatamente una reazione interiore, quando li ascolta.

Se lui sente parlare di un dolore nel cuore, alla testa, al braccio o alla gamba, egli può subito immaginarlo. Sentirebbe subito una reazione alla parola che sta sentendo, ma i termini Kabbalistici non evocano alcuna reazione in lui, e quindi, nel frattempo, lui studia senza attribuire tutto questo a se stesso. Ma la Luce circostante opera su di lui e lo riforma, e nella misura in cui la persona fa tutto quanto in suo potere, lo porta sempre più vicino al mondo superiore.

La cosa principale è che in un primo momento la persona non sa che l’unico modo per avanzare è sottomettendo se stesso al gruppo, l’insegnante e ai libri. Dopo tutto, egli è come un bambino che deve rispettare il più grande, il livello superiore a lui. Da questo accorcia o allunga il tempo. La preparazione può richiedere diversi anni, fino a quando lui si avvicina abbastanza alla luce e inizia a sentire come la luce opera in lui e comincia a discernere ogni attributo in lui. Questo può durare 20-30 anni.

Tutto dipende dalla misura in cui la persona può sottomettere se stesso prima all’insegnante, al gruppo e allo studio con tutti i mezzi che ha. È il periodo di studio di Yenika (infanzia) quando uno deve aderirsi e dedicarsi al livello superiore, quando deve annullare la sua mente e tutto ciò che sa quanto più possibile. Poi c’è la fase di maggiore consapevolezza, quando una persona inizia già a discernere questi attributi in lui e ha l’esperienza delle salite e delle discese.

Nella terza fase già capisce che è il Creatore che evoca queste salite e discese in lui, come quando lo chiama, “Vieni al faraone!” Il Creatore è sempre sul lato destro e Faraone è sul lato sinistro, e la persona rimane in mezzo tra queste due forze. Ma fino a quando questo non è in realtà rivelato dentro di lui, egli può solo immaginare che questo è il modo in accordo alle proprie reazioni. Alla fine lui grida dal momento che non può uscire da se stesso e liberarsi della dominazione del Faraone e allora le viene concesso il riscatto.

Da questo momento in poi la strada non è affatto più facile. La persona vede semplicemente tutto ciò che le accade lungo questa strada in modo diverso. La redenzione diventa l’occasione per la dazione per lui, per salire sopra se stesso e lavorare trascurando le proprie spiacevoli sensazioni interiori.

Così egli avanza e il suo avanzamento è determinato dalla rivalutazione dei suoi valori.
[93000]

(Dalla preparazione alla lezione di Kabbalah del 15.11.2012)

Materiale correlato:

Laitman blog: Analizzare l’ inizio prima di arrivare alla linea finale
Laitman blog: Fusione spirituale

Il ruolo dei Kabbalisti in ogni Generazione

Domanda: Qual è stato il ruolo dei kabbalisti prima della rivelazione della Kabbalah ai nostri giorni? O semplicemente era il trasferimento di informazioni da una generazione all’altra?

Risposta: Il ruolo dei Kabalisti era quello di sviluppare sempre più la Kabbalah in ogni generazione fino ai nostri tempi. Non c’era un altro uso in pratica. C’erano diversi Kabbalisti in ogni generazione che dovevano continuare a svilupparla nella loro generazione.

Un Kabbalista è una persona che è interessata al sistema di gestione del nostro mondo: perché, per che cosa, e come lavorare con esso. Rivela questo sistema, lo studia, e lo descrive in base al suo livello.

Un Kabbalista della prossima generazione è su un piano diverso rispetto al Kabbalista del passato. Proprio come tutte le altre persone, si evolve con altre esigenze e in base a quelle egli sviluppa ulteriormente la Kabbalah. In altre parole, lo sviluppo dell’umanità e della Kabbalah sono parallele, fino a quando la gente comincia ad averne bisogno, allora la Kabbalah viene rivelata.
[92312]

(Dal Congresso di Giorgia 05.11.2012, lezione 1)

Materiale correlato:

Laitman blog: Dove è il “Gruppo di Abramo” oggi?
Laitman blog: Passare la correzione al mondo

Mobilitazione generale

Solo la nostra persistenza nel sentire la necessità di una connessione ci può salvare. Smettiamola di giocare con altre cose sperando che con il tempo qualcosa cambi, abbastanza per avere a che fare con altre cose. Tutte le attività correlate sono necessarie solo per sostenere la cosa principale: comprendere la necessità della connessione.

Fino a quando non ci riusciremo deve esserci uno sforzo collettivo incessante. Non dobbiamo scappare o deviare da questo obiettivo verso qualsiasi altra direzione. Qualunque cosa facciamo serve solo a rafforzare i nostri sforzi per la connessione. Dobbiamo sentire la preoccupazione che va da cuore a cuore, fino a quando non ci riusciremo. Non ci sono concessioni qui e le condizioni sono note: il continuo raggiungimento delle Reshimot (i geni informativi), secondo il principio “Ho lavorato e ho trovato”. Se siamo in grado, lo superiamo, e se non ci riusciamo, no. Deve essere un obiettivo chiaro davanti ai nostri occhi e noi tutti dobbiamo mobilitarci per la missione.

Ci sono nuovi studenti che ancora non capiscono e non sentono la disperazione totale, ci sono vecchi studenti che sono cresciuti troppo deboli e si sono trovati coinvolti nella routine. Ma nel complesso, dobbiamo rafforzarci reciprocamente. La preghiera non può essere che per la connessione, altrimenti non viene ascoltata. Se non desideriamo la connessione, la reciproca dazione, dare al Creatore, allora tutto il resto è la “pozione della morte.” Dobbiamo completamente chiarire questo.

La cosa principale è la preoccupazione generale. Anche se, nel mio cuore, non sento realmente la preoccupazione, tuttavia devo mostrarlo agli altri. Anche se al momento non sono entusiasta verso lo scopo della creazione, devo comunque agire prima degli altri. Altrimenti non devo far parte della società.

Deve essere la condizione principale: una persona si trova nella società per rafforzare i cuori degli amici che sono sulla via di raggiungere l’obiettivo, aumentando l’importanza e la grandezza dello scopo. Se non lo fa, non c’è posto per lei qui. È meglio che a raggiungere l’obiettivo siano poche persone, perché quale sarebbe altrimenti l’utilizzo di tutti i milioni di persone intorno a noi, se non hanno raggiunto nulla e se la forza spirituale non governa il livello corporeo?

La società dovrebbe quindi esigere da tutti: è necessario mantenere l’obbligo per rafforzare gli amici verso la grandezza dello scopo, la grandezza della connessione, oppure rinunciare. Proprio così.

Per quanto riguarda i principianti, la missione gli dovrebbe essere chiarita nella misura in cui possono percepire, dal momento che a parte questo non c’è nulla.

Devono trascorrere molti anni prima che una persona cominci in qualche misura a sentire e percepire il messaggio. Ma abbiamo accumulato abbastanza esperienza, competenze, conoscenza delle fonti, lo sforzo per realizzarlo. Per di più, la realtà esterna esige che lo facciamo.
[89718]

(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 05.10.2012)

Materiale correlato:

Laitman blog: Alleati nella guerra contro il Faraone
Laitman blog: Il filtro per i desideri

La scala dei Kabbalisti

Baal Ha Sulam, “Lo Shofar del Messia”: E per questo, Rashbi si permise e svelò la saggezza nascosta nei suoi libri, Lo Zohar e il Tikkunim. Comunque, è stato fatto con molta cura, dal momento che lo permise solo a Rabbi Abba, il quale può svelare con allusioni, allora solo i saggi dei bambini di Israele vorrebbero comprendere e non i saggi delle nazioni.

Un Kabbalista che raggiunge il mondo spirituale è come uno scienziato che scopre qualcosa di grandioso. Se gli chiedete di spiegare la sua scoperta, lui non troverà le parole per questo e non sarà in grado di trovare una definizione compiuta e coerente. Al fine di compiere ciò, noi necessitiamo di metodologisti che pavimentino la maniera per le persone al vertice della conoscenza.

Quindi se noi stiamo parlando riguardo la prima convergenza, Rabbi Abba potrebbe riscrivere le parole di Rabbi Shimon allorché loro illuminino anche i principianti, per coloro che giacciono ai piedi della saggezza della Kabbalah, e aiutino coloro che avanzano. Lui ha arrangiato il materiale in una tale maniera coerente allorché ci possa essere una transizione lenta da “grado a grado”, da un livello all’altro. Anche se una persona ordinaria volesse qualcosa, come un bambino che apre la sua bocca istintivamente, sarebbe abbastanza. Dopo tutto, lui già possiede un sistema digestivo, il che significa che il cibo che riceve dai migliori lo aiuterà a crescere.

Questo è quello che Rabbi Abba sapeva riguardo a come si potesse fare: per svelare con allusioni, così permettendo anche al principiante di approcciare ai segreti. Rabbi Shimon raggiuse tutto il mondo e Rabbi Abba sapeva come portare in basso le sue parole e arrangiarle per farci ascendere. Questo è perché il Libro dello Zohar è come una scala spirituale per noi.

Baal Ha Sulam adattò il Libro dello Zohar anche per i tempi moderni attraverso il suo Commentario al Libro dello Zohar. Noi pensiamo abbia addizionato termini Kabbalistici, ma non è questo, è qualcos’altro.

Le spiegazioni addizionali non aggiungono nulla da sole. Al contrario, loro possono distanziare una persona che vuole imparare da questo libro dall’essenza interna. Questo perché una persona semplicemente riempie se stessa con conoscenza.

No, Baal Ha Sulam ha mitigato la nostra strada ancor più affinché noi dovessimo comprendere e avanzare sia con la mente che con le nostre emozioni. I Kabbalisti erano scocciati e si assicurarono di pavimentare questo cammino, la scala, e di offrirci l’accesso a questo.

Domanda: Anche noi vorremmo diffondere la saggezza della Kabbalah in maniera chiara e allo stesso tempo con un “riempimento” che faccia avanzare le persone. Come possiamo farlo?

Risposta: E’ stampato in noi a livello istintivo perché noi studiamo col metodo che i Kabbalisti ci hanno passato. Una persona che studia qui ed è dedicata al cammino ce l’ha grazie alla connessione tra Rabbi Shimon e Rabbi Abba.

Dopo tutto, qualsiasi cosa origina dal Libro dello Zohar e solo quella radice spirituale è scritta per tutte le generazioni: il raggiungimento superiore (Rabbi Shimon) e il cammino, l’accesso ad esso (Rabbi Abba). Tutti gli altri amici del gruppo di Rabbi Shimon, incluso il figlio Rabbi Elazar che parla della fine della correzione sono incorporati in questo sistema.

Allora questo è il significato di “svelare con allusioni”: anche durante l’occultamento, tutto quello di cui ha bisogno una persona ci è rivelato in questo cammino.
[87679]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 05.09.2012,, “Lo Shofar del Messia”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il mistero del Libro dello Zohar
Laitman blog: I Kabbalisti sono anime che ridanno vita alla generazione

La rivelazione avviene sempre all’improvviso

Domanda: La luce influisce su una persona di più quando essa capisce che cosa sta leggendo oppure quando è totalmente confusa e applica gli sforzi per mantenere l’intenzione?

Risposta: È impossibile saperlo. La luce influenza tutto il tempo, ma la persona non può sentire questo effetto immediatamente, ma solo col passare del tempo. Forse dopo due settimane, o anche in un momento inappropriato, improvvisamente la rivelazione succede. Tu non sai come accadrà perché ci sono tante condizioni interne ed esterne che di conseguenza ti portano a una tale scoperta.
[88299]

(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.09.2012, Lo zohar)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il metodo che porta alla Luce
Laitman blog: La scienza di nascere dentro la Luce

Come parlare di un mondo sconosciuto

Domanda: Perché è molto più facile mantenere la giusta intenzione mentre si legge lo Studio delle Dieci Sefirot rispetto a quando si legge Lo Zohar?

Risposta: Il fatto è che abbiamo bisogno di un linguaggio per le spiegazioni. Dopo tutto, non vi sono parole nel mondo spirituale e i Kabbalisti devono parlare il linguaggio dei rami, che ci confonde.

Il linguaggio dei rami va bene per coloro che sono già nel mondo spirituale. Se sono sopra il Machsom, non ho alcun problema a comprendere, non importa il linguaggio della spiegazione. Questo avviene perché sento davvero questo mondo, lo comprendo, e lo percepisco dal livello dei 125 gradini in cui sono asceso. Capirò ciò che sta avvenendo dalla spiegazione, allo stesso modo in cui capisco una favola di questo mondo che mi è familiare.

Se però sono sotto il Machsom, non sono in grado di capire il linguaggio allegorico dei rami. Mi è più facile comprendere il linguaggio del TES, che è costituito da termini tecnici e utilizza definizioni spirituali, nomi della Luce, Sefirot, Partzufim, e le altezze dei livelli. In qualche modo riesco a capirlo; almeno mi è chiaro che il 120° grado è inferiore al 125°, e che Nefesh è più piccola di Ruach. Anche se non capisco cosa sia, posso compararli e valutarli in qualche maniera. E ciò è molto importante. Anche se non sento questi concetti nel mio cuore, almeno posso separarli in livelli nella mia mente: Reshimot Dalet/Ghimel, Ghimel/Bet, Partzufim AB, SAG, MA, BON.

Qui ognuno può essere saggio se ha studiato il materiale. Seppure non ha raggiunto praticamente niente, quanto meno ha imparato la terminologia ed è in grado di spiegarsi. Ecco perché è davvero fondamentale per noi e non saremmo in grado di esprimere nulla senza di essa. In fondo, i Kabbalisti devono stabilire una certa connessione con noi in modo da utilizzarla per portarci la Luce che Riforma.

Necessitano di un certo filo che li colleghi a noi per riuscire a versare di continuo la medicina attraverso ciò dentro di noi. Altrimenti non saremmo in grado di connetterci con loro poiché essi sono in un altro mondo che è separato da noi. Non vediamo i canali dai quali l’informazione fluisce fino a noi.

I Kabbalisti creano questo canale raccontandoci di Partzufim AB, SAG, MA, e BON. E noi li studiamo nella teoria e stabiliamo una connessione esterna con loro, essenzialmente senza alcuna comprensione, ma soltanto ripetendo obbedientemente le parole dopo di loro, in questo modo esprimiamo il nostro desiderio di ricevere la medicina da loro, la Luce della correzione, ed è per questo che la riceviamo. Ma questa connessione è necessaria.

Se i Kabbalisti, anziché parlare nel linguaggio del TES (Talmud Eser SefirotLo Studio delle Dieci Sefirot), parlassero il linguaggio del Tanakh, tu all’improvviso ti immagineresti che stanno parlando di questo mondo e che stai capendo ogni cosa. Il problema è tutto qui, le persone non capiscono che la leggenda appartiene al mondo spirituale, le azioni della dazione (chiamate la Santa Binà, le qualità della dazione), ed attribuiscono ciò al nostro mondo, e questo genera tutte le religioni e tutte le credenze.

Ad ogni modo, non appena le nozioni di gruppo, connessione, e divulgazione diventano più vicine, sentirai che il materiale nel TES sta divenendo più chiaro. Non sarai mai in grado di capirlo puramente nella teoria con la tua mente. Si possono memorizzare tutti i mondi, ma non si avanzerà oltre a questo. Se una persona desidera avanzare attraverso la realizzazione sensoriale dentro il suo desiderio, allora non capirà il TES fino a quando non lo collegherà a qualche correzione personale di sé stessa, già ottenuta. Già prima del Machsom, inizierà a percepire il significato interiore delle nozioni, e sarà più facile per essa studiare.

Quando una persona avanza correttamente, il raggiungimento si sposta dal sentimento alla mente. Questo è il motivo per cui non serve avere una grande mente per imparare. La conoscenza teorica non è legata all’avanzamento spirituale in alcun modo.
[78056]

(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah 16.05.2012, “Lo Studio delle Dieci Sefirot”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il telecomando di tutte le anime
Laitman blog: Il Libro dei libri