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Lo scopo della creazione e lo sviluppo del desiderio

Domanda: Quali sono le qualità del Creatore?

Risposta: Il Creatore è la qualità della bontà assoluta e dell’amore assoluto. Il pensiero della creazione è “la creazione della creatura”, che può arrivare ad essere uguale al Creatore e ad ascendere al suo livello. Se avessimo avuto le caratteristiche del Creatore sin dall’inizio, saremmo esistiti in Lui, senza però percepire di esistere. Dobbiamo sentire la nostra differenza con il Creatore, per sentire simultaneamente noi stessi e la nostra somiglianza con Lui: ciò che siamo, ciò che è il Creatore e tutta questa distanza fra noi, sono come un senso di distanza e contraddizione, similitudine ed uguaglianza.

Questa è la ragione per cui tutto il sistema della creazione, che opera in noi per portarci al livello nel quale noi assomigliamo a Lui, fu creato dal Creatore.

La prima cosa che il Creatore ha creato è stato il desiderio di ricevere.

Il desiderio è disceso dal Creatore in accordo a cinque fasi di discesa, fino a quando ha raggiunto il livello del nostro mondo nel quale il desiderio si sviluppa ed evolve e tutto nel mondo ha origine: l’universo, la Terra, gli altri pianeti e noi.

Adesso cominciamo a maturare il desiderio di ritornare al Creatore e raggiungeremo lo stato nel quale diventeremo simili a Lui ed ascenderemo al Suo livello. Questo succede in accordo con la nostra ascesa attraverso i livelli dei 5 mondi, o 125 livelli.

Domanda: Come abbiamo scoperto che la nostra missione è davvero l’ascesa spirituale?

Risposta: Stando nello stato più basso, cominciando a sentire una certa inclinazione per ascendere verso l’alto. Questa inclinazione si chiama punto nel cuore, ed è ciò che ci spinge in avanti.

A partire da questo momento, dall’istante nel quale l’essere creato comincia a sentire il desiderio di elevarsi, viene considerato un essere umano, Adam, in accordo al suo scopo, perché desidera il punto superiore, chiamato Adam, che significa assomigliare al Creatore (Domeh).

Così il pensiero della creazione include cinque mondi, la discesa dell’essere creato verso il basso, la creazione dell’anima e finalmente la sua correzione.

Domanda: Sembra che la nostra evoluzione debba per forza raggiungere il suo scopo, in un certo punto?

Risposta: La nostra evoluzione arriverà al suo scopo, e lo farà molto presto. È un processo di accelerazione costante. Questa è la ragione per cui si è sviluppato prima lo spazio, poi la Terra e infine l’uomo. Ci sviluppiamo in una maniera talmente turbolenta che ogni giorno è molto diverso sia da quello precedente che da quello successivo. Il Creatore ha creato un desiderio di ricevere che si sviluppa, discende e diventa sempre più egoista.

Poi quando l’anima ha origine, il desiderio acquisisce un’intenzione. Prima il punto più basso è un’intenzione egoistica, per il mio beneficio; poi il desiderio comincia a salire e cambia l’intenzione da egoistica in altruistica. Il desiderio cambia sempre secondo l’intenzione, poiché in sé è indifferente, è solo materia: tutta la materia nella natura.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 2/04/17

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I vantaggi dello studio virtuale

Domanda: Studiamo online all’Accademia di Kabbalah di Mosca. Qual è il punto di forza di un gruppo virtuale? Su cosa vale la pena lavorare? A cosa si dovrebbe prestare maggior attenzione?

Risposta: In ogni società ci sono caratteristiche e qualità potenzialmente positive o negative.
L’unicità di un gruppo virtuale è l’enorme distanza fra di voi e, infatti, non vi state influenzando reciprocamente in modo fisico. Vi influenzate l’un l’altro solamente attraverso le vostre proprietà interiori o, per meglio dire, quella parte che percepite attraverso i canali di comunicazione. E così è molto più facile.

Da un lato, posso connettermi con dieci amici in un gruppo virtuale molto più rapidamente che con una connessione fisica perché attraverso uno schermo, attraverso i media di comunicazione, solo quello che vogliamo inviarci l’un l’altro viene trasmesso. Quindi, è molto più semplice.

D’altro canto, però, c’è un pubblico illimitato; miliardi di persone nel mondo possono connettersi.
Le nostre connessioni oggi sono universali, avvengono in varie forme virtuali e comunichiamo fra di noi in diversi orari del giorno e così via.

In generale, se scegliete correttamente il sistema di comunicazione fra voi, allora potete essere molto mobili e flessibili, così che migliorerete costantemente la connessione fra voi sino a che in essa ci sarà una reale scoperta del Creatore.

Domanda: Come dovremmo organizzare il lavoro pratico?

Risposta: Il lavoro pratico si concretizza solo attraverso la connessione fra voi. Tutto viene facilmente compreso solo nella connessione fra le persone, connessione nella quale annulliamo il nostro ego per creare una buona unione fra noi nel luogo dove il Creatore sarà rivelato. Questo è il lavoro pratico.

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Da una videoconferenza con gli studenti del Learning Center russo (MAK), 21/05/17

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Il Libro dello Zohar – Il cuore comprende

Domanda: Uno dei principi fondamentali dello studio de Il Libro dello Zohar è che il cuore comprende. Che cosa significa questo?

Risposta: Quando leggiamo Il Libro dello Zohar, accettiamo la condizione che Il Libro agisca sui nostri sentimenti ma non sulla nostra mente, che è invece un mero prodotto del nostro mondo.

Le nostre sensazioni possono assomigliare al mondo superiore, in qualche modo, e noi stiamo solo aspettando il momento in cui esse si risveglieranno in noi. Questo è chiamato il cuore comprende.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 12/02/17

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Che cosa rappresenta un nome?

Domanda: Che cos’è un nome?

Risposta: Il nome è l’indicatore di una caratteristica o di un’azione specifica.

La combinazione delle lettere rappresenta in quale maniera è stato creato il nome all’interno della creazione.

Supponi che io abbia un desiderio che prende forma sotto l’influenza di una Luce particolare.

C’è una struttura speciale in questo desiderio, una collezione di forze e caratteristiche. Tutte riunite formano un nome.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 5/03/17

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Che cosa ci suggerisce la saggezza della Kabbalah?

Domanda: La saggezza della Kabbalah ci suggerisce di aumentare l’egoismo dentro di noi in modo che, alla fine, capiremo che è inutile?

Risposta: La saggezza della Kabbalah non suggerisce di impegnarci nell’aumentare il nostro egoismo. Ci dice solo come possiamo assomigliare al Creatore.

Ciò significa che se la mia natura è il desiderio di ricevere per me stesso, sarò in grado di ricevere solo con l’intenzione di concedere agli altri. Se non ho questa intenzione, non riceverò nulla.

Posso quindi ottimizzare la mia somiglianza con il Creatore secondo la mia intenzione di concedere agli altri. Se non ho questa intenzione, significa che non faccio nulla.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 26/02/17

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Le dieci Sefirot: Le fondamenta della creazione

Baal HaSulam, “Prefazione a Il Libro dello Zohar”, 2) In primo luogo, devi sapere che tutto ciò che è detto ne Il Libro dello Zohar, e anche nelle sue leggende, rappresenta la denominazione delle dieci Sefirot, chiamate KHB (Keter, Hochma, Bina), HGT (Hesed, Gevura, Tifferet), NHYM (Netzach, Hod, Yesod, Malchut) e i loro cambiamenti di ordine. Proprio come le ventidue lettere della lingua parlata, le cui permutazioni bastano a scoprire ogni oggetto e ogni concetto, i concetti e le variazioni dei concetti, nelle dieci Sefirot bastano a rivelare tutta la saggezza del libro dei Cieli….

Domanda: Cosa sono le dieci Sefirot?

Risposta: Il fondamento dell’universo è la Luce, la luce non visibile agli occhi, ma un’energia speciale che si diffonde, emana, crea, riempie e cambia tutto. Nel suo stato primordiale, si chiama Keter (corona).

Diffondendosi dall’alto verso il basso, la Luce crea un punto: un desiderio che inizia a crescere sotto la sua influenza.

Dallo stato zero, dove il punto rappresenta semplicemente una proprietà della Luce, esso cambia nel primo stato e inizia a sentire ciò che desidera. Questa prima espansione del desiderio è chiamata Hochma.

Nella seconda fase il desiderio, sotto l’influenza della Luce, si trasforma nella sua proprietà opposta, la proprietà di Bina. Desidera ancora, ma solo per dare.

Il desiderio inizia a percepire le proprietà della Luce (la dazione) e diventa simile ad essa, come un bambino nei confronti di un adulto quando percepisce le sue qualità, abitudini e opinioni.

La terza tappa del desiderio di Bina è di essere simile a Keter. Dal momento che Keter ha creato la proprietà di Hochma, anche Bina genera la proprietà successiva, Zeir Anpin (ZA), che in aramaico significa piccolo volto. Piccolo perché non viene da Keter, ma dalla sua somiglianza.

Poi il desiderio acquisisce l’aspirazione a ricevere di più: l’intera enorme Luce che viene dalla fase zero. Questa è la quarta fase o Malchut dalla parola “regno”: il regno del desiderio.

Oltre a queste quattro parti che esistono in natura, non è stato creato altro. L’intero universo, i pianeti, gli organi interni dell’uomo, la nostra psicologia, la mente, qualsiasi sistema, qualunque cosa noi nominiamo, consiste di queste parti e della loro gerarchia.

Zeir Anpin, a sua volta, consiste di sei parti. Così, l’intera creazione rappresenta le dieci parti, o dieci Sefirot. La Sefira, dalla parola “luminosità”, è la luminescenza di una determinata caratteristica.

Ogni Sefira è un intero sistema di forze che interagiscono fra loro.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 5/03/17

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L’invidia è una cosa positiva

Domanda: E’ una cosa positiva o negativa, se io non ho domande durante lo studio, ma invidio gli amici che hanno sempre qualcosa da chiederti?

Risposta: E’ una cosa positiva invidiare, ma si dovrebbe trattare di invidia positiva, che significa, che tu desideri essere come loro e non che loro smettessero di porre domande.

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Da una videoconferenza con gli studenti del Learning Center, 21/05/17

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Come avere tempo

Domanda: Tutti noi ci siamo accorti già da un po’ che il tempo vola. Quali dovrebbero esse le nostre priorità nello studio e nell’avanzamento spirituale?

Risposta: Infatti, il tempo vola via molto rapidamente. E noi possiamo svilupparci ancora più velocemente, non materialmente come nel nostro mondo, ma spiritualmente, se ci comportiamo come bambini, e obbediamo a ciò che i kabbalisti ci dicono senza sollevare nessuna critica. Tutto dipende da noi.

Riunitevi insieme in un gruppo, cercate di raggiungere l’unione e la reciproca preoccupazione fra voi, in modo da avere un solo ed unico desiderio per la spiritualità. Connettetevi in questo desiderio e scioglietevi in esso. E poi, attraverso il punto che si trova sull’altro lato dell’ego, sentirete il mondo superiore, il potere più elevato. Questo è ciò che dovete scoprire.

L’unione fra noi è l’opportunità di “penetrare” attraverso il confine fra il nostro mondo e il mondo spirituale. L’avanzamento si concretizza solo attraverso l’unione fra noi. La realizzazione è sempre interna, in una connessione emotiva fra noi.

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Da una videoconferenza con gli studenti del Learning Center, 21/05/17

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Leggere correttamente Il Libro dello Zohar

Domanda: Come si deve legge correttamente Il Libro dello Zohar, e quale è l’ordine di lettura?

Risposta: Il libro dello Zohar deve essere letto con i commenti; infatti, senza di loro, è impossibile capirlo.

Alcuni anni fa, durante il lavoro di gruppo, abbiamo pubblicato un libro preparato per il popolo e così lo abbiamo chiamato, Zohar per il Popolo. Come risultato di questo lavoro, oggi ognuno può leggere il libro e capirlo. Abbiamo tradotto il testo dall’aramaico all’ebraico e “semplificato” il testo senza distorcerlo.

In origine, la struttura de Il Libro dello Zohar era divisa in diverse parti: il testo stesso, il commento sul testo e così via. Abbiamo unito le diverse parti in modo armonioso in un unico testo che è suddiviso in sezioni numerate che consentono di leggerlo facilmente e continuamente.

Lo Zohar per il Popolo è il materiale che è stato ben elaborato e tradotto, non solo nella lingua ebraica, ma anche in russo e in inglese. Raccomando vivamente di familiarizzare con il libro e di provare a studiarlo.

Le lezioni che apprendiamo dal libro Lo Zohar per il Popolo iniziano ad essere sentite dagli studenti presenti in una lezione come un “flusso spirituale” ben definito, che passa attraverso di loro. Il libro lavora dentro di essi e lascia fuori i pensieri e i calcoli egoistici.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 5/02/17

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La fede secondo la saggezza della Kabbalah

Domanda: La fede al di sopra della ragione è il concetto fondamentale nella Kabbalah. Ma il concetto di fede appartiene tradizionalmente alle religioni. Che cos’è la fede nella Kabbalah?

Risposta: La fede viene definita come la qualità della dazione nella Kabbalah. Ma questo non viene accettato dalle religioni. Tutti i termini kabbalistici hanno avuto origine migliaia di anni prima della comparsa delle religioni.

La religione ebraica è nata 2.000 anni fa. Prima di allora, gli ebrei avevano solo la Kabbalah e le persone esistevano percependo contemporaneamente i due mondi: il nostro mondo e il mondo superiore. In seguito, sono caduti dalla percezione del mondo superiore e sono rimasti solamente nella percezione del nostro mondo, e ciò che ne è risultato divenne noto come il giudaismo, una religione.

La nazione ebraica perse la condizione di “Ama il prossimo tuo come te stesso” e cominciò ad impegnarsi nell’adempimento di routine quali i comandamenti – le Mitzvot. Da qui è apparso il cristianesimo, con tutti i suoi rami e più tardi, l’islamismo. L’ebraismo, il cristianesimo e l’islamismo non appartengono alla Kabbalah.

La Kabbalah esplora il mondo superiore e porta una persona alla sua rivelazione mentre vive in questo mondo. Ecco perché nella Kabbalah non c’è bisogno di credere in qualcosa. Nella Kabbalah, la fede è chiamata la qualità della dazione, la qualità dell’influenzare gli altri.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 22/01/17

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