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L’evoluzione dei desideri – 12′ Parte

Dove ci porta la saggezza della Kabbalah?

Senza usare mezzi termini, sappiamo che la natura di tutti è quella di usare la vita di tutte le altre creature del mondo per il proprio beneficio. Ogni cosa che la persona dà al vicino è fatta solo forzatamente, per coercizione. (Baal HaSulam, “La Pace nel Mondo”).

Domanda: Baal HaSulam scrive che tutti usano gli altri in diversi modi. Solo il 10% delle persone ha un orientamento altruistico. Tuttavia, come sottolinea Baal HaSulam, sono altruisti egoisti, agiscono cioè per amor proprio.

A che cosa ci vuole condurre la Kabbalah?

Risposta: Prima di tutto la Kabbalah ci insegna com’è la nostra natura: siamo estremamente egoisti a tutti i livelli. Ma non abbiamo bisogno di correggerci ai livelli inanimato, animale e vegetale perché non siamo in grado di farlo.

Abbiamo bisogno di correggerci solo al livello umano, cioè, nella società. Dobbiamo creare una società in cui si sia armoniosamente connessi l’un l’altro, sostituendoci e supportandoci.

Solo in una rete di connessione gli uni con gli altri, nella corretta comunicazione fra noi, possiamo andare al di sopra dell’egoismo. E dopo, tutti gli altri livelli dell’egoismo – inanimato, vegetale e animale, raggiungeranno il livello umano.

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Dalla trasmissione di Kab TV “Concetti di base della Saggezza della Kabbalah”, 03/12/2018

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Il Creatore è una costante in continua evoluzione

Nota: La maggior parte delle pratiche spirituali afferma che il Creatore cambia la Sua attitudine verso una persona a seconda del comportamento della persona. Sulla base di questo, sono state stabilite molte diverse pratiche che discutono su come interagire con il Creatore.

La Kabbalah ci dice che il Creatore è una forza o una legge della natura che non cambia mai atteggiamento nei confronti della persona.

Il mio commento: Il Creatore è una costante immutabile. Siamo noi che cambiamo e ci sembra che il mondo stia cambiando rispetto a noi. In realtà, il mondo è il mio riflesso e io sono l’unico che cambia.

Domanda: Ma vediamo che a volte la forza superiore ha un effetto positivo su di noi e a volte questo effetto è negativo. Da cosa dipende questo?

Risposta: Questo avviene perché sto cambiando e la forza chiamata Creatore è costante. L’assoluto non può cambiare perché è perfetto. È la proprietà della bontà assoluta, della connessione ultima, dell’amore assoluto.

Io sto cambiando e, a seconda dei miei cambiamenti in relazione al Creatore, mi sembra che sia Lui a cambiare; quindi, lo vedo a volte buono e talvolta cattivo.

Ad esempio, una madre ama suo figlio sempre nella stessa maniera. Ma se lo chiedi al bambino, ti direbbe: “La mamma oggi è stata cattiva e invece ieri era brava”, questo perché lui sta interpretando il comportamento di sua madre in base alla propria condotta.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

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Due mondi: radici e rami

Osservazione: Nel corso della storia, e ancora oggi, nel mondo sono stati creati migliaia di sistemi di credenze.

Se osserviamo la realtà dalla prospettiva della Kabbalah, da un lato c’è un costante sviluppo della società umana e delle credenze come fenomeno culturale. D’altra parte c’è un cambiamento interno nell’umanità, cioè i nostri desideri stanno cambiando e, di conseguenza, le nostre credenze cambiano dal paganesimo al monoteismo, ecc.

Qual è la differenza tra la Kabbalah e le varie credenze dal punto di vista dello sviluppo interiore? Ad esempio, c’è una regola molto importante nella Kabbalah in base alla quale tutti i processi che si verificano nei mondi spirituali devono manifestarsi almeno una volta anche nel mondo materiale.

Il mio commento: I mondi spirituali sono la radice di tutto ciò che accade e il nostro mondo è una conseguenza o un ramo di quella radice. Pertanto, tutto ciò che esiste nei mondi superiori deve in qualche modo manifestarsi nel nostro mondo, almeno una volta, in una forma particolare.

Ad esempio, una forza molto potente o qualche azione particolare nel mondo superiore potrebbe manifestarsi nel nostro mondo come un evento o una forza appena percettibile.

Il fatto è che la radice superiore deve sempre entrare in contatto con il nostro mondo e creare il suo ramo in esso. Procedendo da quel ramo, possiamo imparare qualcosa sulla radice stessa.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

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Le fasi dello sviluppo della creazione

Il Creatore emana la Luce (+) della realizzazione e della soddisfazione, che dà alla luce un desiderio per essa, il Kli (vaso) (-).
La Luce è lo stadio 0 (Keter). Il primo stadio, Hochma, è già un desiderio di ricevere che vuole godere della Luce. Questo desiderio è naturale, istintivo. Di solito lo raffiguriamo sotto forma di un vaso che riceve la Luce.

Dopo che la Luce ha creato il desiderio, esso ha iniziato a trasformarsi. Ora il desiderio vuole essere come la Luce e, quindi, rifiuta il piacere. La Luce trasferisce gradualmente le sue proprietà di dazione e il desiderio, che ora vuole donare da solo ed essere simile alla Luce, si svuota. Questa è la terza fase, Bina.

Domanda: Se nella prima fase volevo ricevere, poi nella seconda fase, sotto l’influenza della Luce, improvvisamente voglio dare, diventare come la Luce?

Risposta: Sotto l’influenza della Luce inizi a cambiare.
Il terzo stadio è molto interessante. È opposto al primo stadio, nel senso che qui l’essere creato raggiunge lo stato opposto a quello in cui è stato creato. Successivamente, Bina decide: “Se voglio donare, devo realizzare me stesso”. Pertanto, con il suo desiderio di donare, crea un nuovo stadio chiamato Zeir Anpin.
Questo è un desiderio di ricevere, ma molto piccolo, non grande come il livello di Hochma.

Domanda: Perché la seconda fase è insufficiente? Dopotutto, diventiamo come la forza superiore che dona.

Risposta: No. Diventiamo come la forza superiore nella nostra intenzione, ma non nella nostra forma. Non concediamo nulla a Bina, semplicemente rifiutiamo di ricevere. Ma quando Bina si realizza in Zeir Anpin, il terzo stadio, è così che si realizza come simile al Creatore.
Pertanto, Keter è la proprietà del Creatore di donare. Hochma è la realizzazione di questo desiderio, la dazione. Bina riceve la proprietà che Hochma le passa e, a sua volta, rifiuta di ricevere.
Ma per ora, non ha nulla da dare e non vuole nemmeno farlo.
Nella terza fase Zeir Anpin, Bina realizza la sua proprietà di dazione. È come se le avesse dato la luce, creando questa proprietà successiva e soddisfacendola.

Domanda: Quindi, in questa terza fase, io do e prendo un po’, contemporaneamente?

Risposta: Sì. Zeir Anpin è complesso ed è composto come se fosse formato da due parti, così come Bina. Anche Hochma è composta da due parti così come Keter. Il che significa che il desiderio di ricevere è sempre presente.

Quando Zeir Anpin è completamente riempito da Bina, inizia a sentire che ciò che è più importante è essere riempiti piuttosto che rifiutarsi di ricevere. Pertanto, la proprietà che desidera essere riempita si chiama Malchut (regno), il regno dei desideri.

Malchut è completamente opposto a Keter. Significa che alla fine la creazione, che è completamente opposta al Creatore, vuole realizzare ciò che ha pianificato per essa. Significa che il Creatore vuole concedere e Malchut vuole ricevere ciò che Keter vuole concedere.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 27/11/2018

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Per ogni tipo di anima

Domanda: Ho sentito dire che una sola pagina di un testo scritto da un kabbalista è sufficiente per accedere alla spiritualità. Perché allora sono stati scritti così tanti libri, migliaia di pagine?

Risposta: In primo luogo, ogni persona ha il proprio destino, il proprio tipo di anima, il proprio cammino spirituale. A me piace una cosa e a te ne piace una completamente diversa.

Ognuno di noi si muove verso il Creatore in modo diverso e ad una diversa velocità. Qualcuno cammina a sinistra, qualcuno a destra, qualcuno indugia rimanendo mezzo passo indietro, ecc.

Non ho mai trovato ripetizioni nelle lettere o negli articoli di Baal HaSulam e Rabash, oppure testi nei quali non ci fosse da attingere anche una sola parola.

Ma questo non importa. Dopotutto, quando noi studiamo questo materiale, arriviamo allo stato in cui tutto ciò viene elaborato dentro di noi, frammentato fino a raggiungere un risultato.

Domanda: Se il libro Shamati evoca una tempesta di sentimenti in me, questa è la prova che esso si adatta al mio tipo di anima e alla mia destinazione?

Risposta: Certo.

Domanda: È così che si possono verificare i libri?

Risposta: No. Comunque, i libri di Baal HaSulam e Rabash sono tutto ciò che hai. Ti consiglio di non perderti dietro agli altri.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 10/03/2019

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Ogni nuovo stato è migliore del precedente

Domanda: Quando leggo le lettere di Baal HaSulam e provo la sensazione di avanzare insieme all’autore attraverso gli stati che egli descrive, come posso fare in modo di non lasciare questo movimento interiore con lui? Come posso essere sempre con l’autore?

Risposta: Ci vogliono davvero molti sforzi per riuscire in questo, ma anche se non riesci al primo tentativo, non preoccuparti, ci ritornerai comunque. Cosa ancora più importante, non cercare di rimanere in un particolare stato spirituale. I veri kabbalisti hanno persino chiesto di dimenticare tutto e ricominciare da capo. Immagina quanto avevano compreso che i nuovi stati sono migliori dei precedenti. Non devi mai avere paura di niente! Abbandonati a questa corrente e lascia che ti faccia avanzare nel cammino spirituale.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 20/03/2019

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La settimana del libro e il popolo del libro

Nonostante la crescente popolarità degli smartphone, è evidente che anche quest’anno sono stati scritti e pubblicati molti nuovi libri in tutto il mondo. È indubbio che sia la pubblicazione dei libri che il loro consumo siano notevolmente aumentati. Sempre più persone comprano e leggono libri.

I libri non moriranno mai. Certo, è molto comodo lavorare su un computer per preparare e modificare testi e immagini. Tuttavia, per avere l’impressione completa di un’opera d’arte letteraria, essa deve essere stampata. Il libro ha una radice spirituale che mette insieme “il libro, l’autore e la storia (SeferSofer-Sipur)”.

Un libro non è necessariamente un volume stampato. Può essere una pergamena o un’incisione su pietra, ma non potrà mai essere ciò che appare su uno schermo, perché un tale testo non è il risultato dell’opera di mani umane. Il libro è scritto da una persona che ha fatto uno sforzo nella stesura delle pagine, al quale si aggiungono gli sforzi di altre persone che lo hanno impaginato e stampato. Quando tengo un libro fra le mani e lo leggo, sento che appartiene a me e mi connetto personalmente al suo contenuto.

Tuttavia, non posso connettermi con lo schermo di un computer poiché non ha una radice spirituale. Un computer, uno schermo o un tablet, non esistono in natura, mentre un libro sì. Il libro viene creato con materiali naturali per preservare la conoscenza e farne un ricordo in natura. Non potrò mai avere un legame con lo schermo del computer come con un libro stampato perché, una volta spento il computer, tutto scompare. La sensazione proviene dalla radice spirituale che è presente nel libro. Esiste un’associazione tra la radice spirituale della persona e quella del libro che permette la nostra connessione. Niente, tuttavia, mi collega a un computer. Se confronti l’impressione ricevuta dalla stessa opera nel formato di un libro rispetto a quella sullo schermo di un computer, scoprirai che il testo stampato ha un effetto molto maggiore su di te.

La radice spirituale di un libro è connessa alla radice dell’anima e noi possiamo percepirla. Quando leggo un libro, la mia anima si unisce alla radice spirituale del libro e ne riceve piacere. Non si può mai ricevere tale soddisfazione dallo schermo del computer. I giovani di oggi faticano a capirlo perché stiamo tutti pian piano dimenticando i libri stampati e viviamo sempre più in un mondo virtuale. I computer sono fatti di plastica, che nutre e alleva conoscenze di plastica e cuori di plastica.

Non serve a molto stampare un testo che ci appare sullo schermo del computer, perché un attimo dopo lo schermo mostrerà qualcos’altro. Il testo appare e poi scompare, puoi modificarlo mille volte, perché di fatto non si trova lì. Ma se prendo un libro, questo conterrà per sempre i pensieri e i desideri dell’autore.

Devi tenere un libro tra le mani e leggerlo, una pagina dopo l’altra, perché è l’espressione della radice spirituale. Quindi, la tecnologia può continuare a svilupparsi, ma il libro è eterno perché contiene una radice spirituale. Leggere un libro apporta un certo piacere che non realizziamo quando leggiamo uno schermo. Leggendo da uno schermo, raggiungiamo la conoscenza, ma dal libro riceviamo delle sensazioni.
La carta stampata del libro unisce: il libro – l’autore – la storia (Sefer-Sofer-Sipur). Ci sono uno scrittore e la sua storia trasmessa nel libro. Un lettore riceve conoscenza dall’autore e diventa parte di lui. Attraverso la narrazione, l’autore è in grado di trasmettere la propria storia all’interno del libro e condividere la radice della propria anima con il lettore. Non c’è altro modo per trasmettere un’impressione interiore da una persona all’altra.

La conoscenza scientifica, le tabelle e ogni tipo di informazione possono essere trasferite tramite il computer. Ma un libro denso di emozioni che risvegliano nell’anima amore e sensazioni di unione non è comparabile ad un computer.

Il popolo di Israele è chiamato “Il popolo del libro”, perché sono stati loro a dare al mondo il libro più importante che parla dello scopo di questo mondo e della struttura dell’intero sistema dell’universo. Esiste un solo libro e tutti gli altri sono le sue conseguenze, i suoi piccoli rami. Il libro della Torah spiega l’esistenza dell’intero sistema del mondo e la nostra missione in un tale sistema.

Se leggo ora un libro kabbalistico, sto influenzando il suo autore, sebbene egli sia morto duemila anni fa, perché sto usando il risultato del suo lavoro. Attraverso la nostra connessione, attraverso l’unione nei nostri cuori e anime, attraverso il mio desiderio di influenzare l’autore, ho un impatto su di lui. Innalzo la sua anima mentre lui eleva la mia.

Dalla trasmissione di KabTV “Conversazione su ‘La settimana del libro’”, 13/06/2019

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Quando si finisce di studiare la saggezza della Kabbalah?

Domanda: Esiste un momento nel quale si può dire di aver finito di studiare la saggezza della Kabbalah?

Risposta: No. La fine dello studio della Kabbalah si trova nell’infinito. Continuiamo il nostro progresso nei mondi superiori anche dopo aver lasciato questo mondo, fuori dai nostri corpi. Quindi non preoccuparti e vai avanti.

Domanda: A quale stato finale deve arrivare la persona?

Risposta: Lo stato finale è la connessione con tutti gli esseri creati e con il Creatore in una sola unione, in un desiderio comune.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 10/03/2019

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I manoscritti non bruciano

Domanda: Perché Baal HaSulam ha bruciato circa 50 dei suoi articoli come “L’Ultima Generazione” e “La Pace nel Mondo”? Cosa abbiamo perso?

Risposta: Non posso dire cosa abbiamo perso. Semplicemente egli non ha terminato la maggior parte di questi articoli perché gli è stato vietato di pubblicarli.

Ci sono molti oppositori della Kabbalah. Oggigiorno vediamo anche su Internet quanti detrattori abbiamo. Ma questo non ci impedisce di divulgare la saggezza della Kabbalah.

Un tempo, la divulgazione era impossibile. Una richiesta formale fu presentata al mandato britannico, che era allora responsabile del paese, e a Baal HaSulam fu vietato di pubblicare i suoi articoli. Pertanto, egli disse: “Questo è un segno sicuro che non devo scrivere”.

È un peccato, ovviamente, perché abbiamo perso una quantità enorme di materiale unico. Tuttavia, probabilmente, doveva essere così. Altrimenti ci sarebbe stato troppo materiale per noi e non avremmo saputo cosa farne.

Domanda: Perché dici spesso che il rogo dei manoscritti è anche una rivelazione?

Risposta: Il fatto è che quando un kabbalista scrive e poi brucia i propri scritti, significa che quel materiale era già stato scritto nel nostro mondo, già suonato, letto e passato attraverso le sensazioni dell’uomo. Cioè, la forza superiore si è realizzata in questa persona. E se è già stata realizzata in qualcuno, sentita da lui, allora sarà realizzabile da altri. Dopo di ciò, si può bruciare tutto, non importa più.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah in lingua russa, 10/03/2019

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La struttura del desiderio spirituale

Domanda: Cos’è la struttura del desiderio spirituale? Come differisce dalla struttura del mio desiderio materiale?

Risposta: Il desiderio spirituale è composto dalle Dieci Sefirot: nove Sefirot terminanti con Malchut.

La luce superiore che si diffonde attraverso le quattro fasi della luce, forma nove Sefirot: Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin, la quale si compone di sei Sefirot. Passando attraverso di esse la luce costruisce i cinque gradi – Malchut.

Le prime nove proprietà sono le proprietà della dazione e Malchut è la proprietà della ricezione.

Quando Malchut diventa come le nove Sefirot un’unione si realizza fra essa e la qualità della dazione.

Tuttavia, essa può ricevere la luce superiore ma solo se ha uno schermo (restrizione) per ricevere la luce superiore.

Così, le loro connessioni nascono dall’unione di Malchut con le nove Sefirot.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 25/11/2018

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