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Tango con il Creatore


Domanda: Cosa fare se senti che proprio tutto è controllato dall’Alto?

Risposta:E’ meraviglioso se una persona si sente controllata dall’Alto al 100% !

Perché pensi di dover fare qualcosa per questo? Se io ritengo che il Creatore mi vede, vuol dire che sono con Lui, in ogni Suo movimento, “corpo e anima”, allora va molto bene (il corpo è il mio desiderio, e l’anima è il mezzo attraverso cui ricevo le Sue istruzioni).

Sento il Suo desiderio e immediatamente cambio anche i miei desideri, sentendo come mi fondo con Lui, ripetendo tutti i suoi passi dietro a Lui. Noi avanziamo insieme fino alla correzione completa, affinché non si potranno distinguere i Suoi desideri dai miei, e chi è il primo di noi e chi il secondo. Io mi muovo, avanzo seguendo i suoi passi senza nessuna sosta. Questo stato si chiama Gmar Tikkun (fine della correzione), dove non c’è differenza tra me e Lui!

Le donne e la presa di decisioni

Domanda dal blog in ebraico: Prima lei diceva che le donne non devono prendere decisioni.

Questa settimana è stata creato il direttivo che include 2 donne, che a proposito, rispetto molto.

Tuttavia non capisco; se le donne non possono prendere decisioni, come mai una così importante commissione, il cui obbiettivo è prendere decisioni, può includere delle donne?

Risposta: Quando rispondevo a questa domanda prima, mi riferivo al fatto che le donne non possono prendere decisioni per conto loro, ma insieme agli uomini.

Allo stesso modo, le donne devono aiutare gli uomini nel prendere le decisioni. Non a caso fu detto ad Abramo: “Obbedisci a tutto quello che ti dice Sara”.

Mi farebbe piacere se a questo direttivo si aggiungessero ancora più uomini e donne, a condizione che possano prendere decisioni di gruppo e siano pronti ad annullarsi, negando il loro ego e prendendo decisioni insieme ad altri.

Il direttivo è come una famiglia: il padre e la madre decidono insieme riguardo ai loro figli, ovvero tutta la comunità.

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“Io voglio” significa io ho il diritto


Malgrado il mio egoismo, le qualità negative ed i cattivi stati che attraverso, vado avanti, sono capace, pronto e qualificato per ricevere una forza dall’Alto, che mi aiuterà a rivelare il Mondo Superiore. Il mio compito è quello di aspirare alla meta tutto quello che posso.

Anche se sono molto lontano di avere intenzioni pure, anche se le mie “qualifiche” sono dubbiose – tutto questo non è importante. Questo è quello che sono io adesso, le mi attuali proprietà e lo stato in corso.

Se una persona, non importa quale sia la sua situazione, vuole ricevere la forza per la correzione e per l’avanzamento spirituale, allora lo merita. Il Creatore dice “Invocami ed io pagherò per i tuoi sforzi”.

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Che cosa è il “peccato” e che cosa è il peccato di una donna?

Una domanda che ho ricevuto: Che cosa è il “peccato” dal punto di vista della Kabbalah?

La mia risposta: il peccato è la separazione dal Creatore, indipendentemente dal livello spirituale di una persona. Si può attraversare il 99% della scala spirituale o anche solo l’1% ma non importa quanto sia potente la sua connessione con il Creatore, se si disconnette da questa connessione, è considerato peccato. Cade in ricezione, invece di dare, in cui il dare è sinonimo di connessione.

Ci sono vari livelli di peccato. Il peccato più piccolo è quando una persona si separa dal Creatore, ma non ha ancora perso la sua connessione o la sua somiglianza con il Creatore. Un peccato più grande è quando il Creatore svanisce, il che significa che le qualità di una persona sono opposte al Creatore. Un peccato che è ancora più grande è quando una persona si immerge nel buio e si sente il lato opposto del Creatore. Ma il peccato più grande di tutti è quando una persona diventa opposta al Creatore e si unisce al Faraone mediante il suo odio nei confronti del Creatore. Ci sono, quindi, diversi livelli di peccato, da una semplice distanza ad una totale opposizione.

L’opposto del peccato è il “comandamento” – l’unità, l’adesione, la vicinanza. Ha anche diversi livelli, proprio come le tre fasi del concepimento, l’alimentazione, e l’età adulta, che sono diversi gradi di aderenza. Sia il peccato (separazione) che il comandamento (vicinanza) può avere luogo ed essere vissuto solo in un gruppo, perché il gruppo è l’unità di desideri o delle anime. E attraverso di esse, queste qualità sono avvertite in relazione al Creatore. Tutto il bene e il male vengono misurati all’interno della connessione di una persona con l’ambiente. Questo è l’unico modo per controllare e correggere qualsiasi stato (spirituale o corporeo), e l’unico modo per preservare e rafforzare sempre l’unità e l’amore.

Il peccato di una donna è pensare che non vi è alcuna differenza tra il lavoro spirituale di uomini e donne, e di essere del parere che tutto deve essere completamente uguale, fino a cancellare tutte le differenze e i confini. Il mio consiglio è quello di cercare di sviluppare il sentimento interiore di unità e di amore per le altre donne a Bnei Baruch, fino al punto di amarle.Vedere quanto siete capaci di fare questo. Questo vi permetterà di capire ciò che la natura richiede veramente ad una donna: aiutare e sostenere gli uomini, perché loro sono in grado di raggiungere l’unità delle anime.

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E l’oscurità brillerà come Luce


La domanda che ho ricevuto: Qual è la differenza tra l’oscurità e la Luce nella spiritualità?

La mia risposta: Quando un uomo porta la Luce di Hassadim nell’oscurità, egli rivela che quell’oscurità è la Luce di Hochma. Questa è la definizione che dà la Kabbalah sulla differenza tra oscurità e Luce.

La notte si ha quando la Luce di Hassadim è assente, e il giorno si ha quando la Luce di Hassadim è presente. La Luce di Hochma è sempre presente perché Hochma è essenzialmente il Creatore.

Perciò, essa brilla sempre al 100%. Ma dopo lo Tzimtzum Alef, la Luce di Hochma viene rivelata solo nella misura in cui la Luce di Hassadim ( l’intenzione di donare) è generata dall’uomo.

Quindi, anche l’oscurità e la sofferenza che percepiamo oggi ci arrivano dal Creatore. Significa che la Luce Superiore si sta avvicinando, ma noi la percepiamo come l’oscurità, il male, e tutti i problemi che ci assillano, perché siamo ancora opposti ad essa.

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Tutta la nostra vita è un gioco tra il livello superiore e quello inferiore


Tutti i problemi che abbiamo nella vita sono causati dalla Luce Superiore che ci influenza. La percepiamo come oscurità invece che come Luce dentro i nostri desideri egoistici (i nostri Kelim non corretti) , e ci ritroviamo a domandarci, “Perché mi sento così male?”

In sostanza, ci stiamo facendo una domanda sulla ragione del nostro stato. Per trovare la risposta, dobbiamo renderci conto che la ragione è l’opposizione delle nostre qualità al Livello Superiore ( il AHP di Colui che è Superiore). Mentre avanziamo nella spiritualità, la nostra domanda cambia lentamente per arrivare al punto cui, finalmente, domandiamo a Colui che è Superiore “Mostraci cosa fare!” Ed allora accettiamo tutte le condizioni che Lui ci pone.

Oggi, per la prima volta nella storia, ci siamo collegati all’interno di una connessione egoistica globale, che ci ha resi opposti al Creatore. Prima che ciò avvenisse, ognuno di noi si è sviluppato individualmente per migliaia di anni, senza essere in opposizione al Livello Superiore (il AHP di Colui che è Superiore), perché Lui (la Forza che Dona) è uno ed indivisibile, mentre noi (coloro che sono dominati) eravamo disconnessi tra di noi.

Ora, essendoci connessi come un solo sistema, stiamo rivelando la nostra opposizione a Colui che è Superiore (o il AHP di Colui che è Superiore). Egli è Uno solo, e anche noi siamo diventati una sola cosa, ma opposta a Lui. Egli è l’espressione della nostra forma corretta, che vediamo in confronto alla nostra che non è corretta, cioè la forma egoistica. Ed è a causa della nostra natura opposta che sentiamo la sofferenza e le crisi.

Dipende da noi desiderare il cambiamento e chiedere a Colui che è Superiore di correggerci e di renderci simili a Lui. Saremo allora colmati con la sensazione della Luce (la sensazione della dazione e dell’amore) e ci innalzeremo al livello di Colui che è Superiore.

La nostra riuscita lungo questo percorso e la nostra capacità di renderlo più veloce e piacevole dipende da come teniamo bene a mente che tutto ciò che succede nel mondo è il gioco che il Creatore sta giocando con noi; un gioco del Livello Superiore con quello inferiore.

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Correggetevi e vedrete la verità


La domanda che ho ricevuto: Cosa dovrei fare praticamente durante il processo di correzione?

La mia risposta: Dobbiamo renderci conto che il nostro stato attuale è il risultato della distruzione della qualità della dazione dentro di noi con il conseguente esilio dalla percezione dello spazio spirituale (il Creatore).

Questo è avvenuto a causa della perdita della qualità della dazione. A causa di questa perdita e dell’esilio, ci odiamo tra di noi, sebbene siamo dipendenti gli uni dagli altri. A causa di questa interdipendenza, io non posso chiedere la correzione per me stesso; posso solo chiederla per tutti. Devo desiderare di correggere le relazioni tra gli uomini.

Dobbiamo comprendere l’essenza della nostra reciproca inclusione gli uni negli altri. Nessuno è un individuo indipendente. Ma per vedere questa verità, dobbiamo correggere le nostre sensazioni. Dobbiamo chiederlo alla Luce Superiore; solo la Luce Superiore può aiutarci ad acquisire la giusta prospettiva per vedere il quadro reale del mondo.

A causa dei problemi che aumentano, oggi l’umanità deve rivelare di essere un vaso rotto che deve riunirsi. Questo processo comprende la scoperta degli elementi di questo stato: la montagna dell’odio (il Monte Sinai) da una parte, e l’importanza dello scopo (la connessione con il Creatore) dall’altra parte.

Il Creatore ascolta il desiderio della donna

rav-bambini1Nukva (il desiderio femminile) riceve tutto da Zeir Anpin (il suo sposo) incluso la Luce della correzione, che fa di lei un recipiente (Kli) chiamato “la notte”, e la Luce del Riempimento, che la riempie quando raggiunge lo stato adulto e riceve la Luce della dazione che si chiama “il giorno”. Le ore del giorno sono differenti stati in cui essa riceve la Luce per dare in diversi gradi.

Il tempo è il cambio dell’illuminazione all’interno di Nukva, dipendendo da fino a che punto è preparata per l’unione con Zeir Anpin e quanta Luce di Correzione riceve da lui, ossia il tempo è le diverse tappe della correzione di Nukva, che deve attraversare poco a poco. Essa non determina quale tappa stia attraversando, determina solo la velocità con la quale si effettuano questi cambiamenti.

Dopo la mattina, arriva obbligatoriamente il mezzogiorno e dopo il mezzogiorno, la sera e dopo, la notte; quest’ordine non si può cambiare, però la velocità con la quale gli stati si vanno a rimpiazzare, dipende solamente dalla sua richiesta (Hitaruta de Letata: risveglio dal basso). Se lei non vuole, dall’alto non arriverà niente.

Questa legge funziona anche nel mondo spirituale, nelle relazioni tra l’inferiore e Superiore, il Creatore e la creazione. Lo stesso vediamo nel nostro mondo. Ci sembra che il desiderio maschile regga il mondo, però in realtà, tutto è determinato dal desiderio femminile. È proprio il suo desiderio ciò che origina i cambiamenti nel mondo.

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La geografia kabbalistica

La rivelazione del Creatore avviene nella Luce di Chokhmà. La Luce di Hassadim, dazione per la dazione, è semplicemente la preparazione affinché l’anima riceva la Luce. Attraversiamo il Machsom, acquisiamo l’attributo della dazione (per la dazione, l’attributo di Binà) e restiamo in questo stato durante il periodo della correzione “40 anni nel deserto”, fino a che finalmente lo acquisiamo riempiendo i nostri desideri con la Luce di Hassadim.

Più in avanti cominciamo a “ricevere per dare” (“entrare nella Terra di Israele”, la parola “Eretz” significa “terra” e deriva dalla parola “Ratzon”, “desiderio”; Isra-el vuol dire “Diretto al Creatore”). Utilizziamo il nostro desiderio di ricevere per la la dazione, rivelando il Creatore (la Luce di Chokhmà nella Luce di Hassadim). Per tanto, si dice che il Creatore si rivela solamente nella “Terra d’Israele” (il desiderio di dare), e l’esodo di Israele si chiama esilio (dalla dazione e dalla spiritualità).

Tra le parole “esilio” (Golah) e “redenzione” (Ge’oola) c’è soltanto una lettera di differenza, “Alef”, che rappresenta il Creatore (il primo e unico nel mondo). “La Terra di Israele” è un desiderio all’interno del quale riceviamo per dare. Questi desideri attraverso i quali non posso ricevere e rivelare il Creatore, servono soltanto per dare per il beneficio della dazione, significa che non sono ancora nella Terra d’Israele, però sono vicino.

Di conseguenza, la Kabbalah descrive diverse aree come cerchi intorno alla Terra d’Israele. Poco a poco ci allontaniamo da Babilonia e conquistiamo questa terra, correggendo i nostri desideri passo a passo. Stiamo parlando dello stesso desiderio, un desiderio che è costante, ciò che cambia è il nostro atteggiamento nei suoi confronti.

Lascio Babilonia, arrivo e parto dall’Egitto nella misura in cui attraverso diversi desideri che hanno l’intenzione rivolta a me stesso. Sono d’accordo a restringere questi desideri, il che significa attraversare il Mare Ultimo.

Sono preparato ad elevarmi al di sopra del mio egoismo, al di sopra del Monte Sinai (la montagna dell’odio) e connettermi con i desideri sconosciuti (“Ama il tuo prossimo come te stesso”).

Io non acquisisco gli stessi desideri dal mio prossimo, anzi li rivolto verso l’esterno come un guanto, “per il beneficio del mio prossimo” invece che per me stesso.

Più in avanti, sono pronto per ricevere piacere attraverso questi desideri, però non per me stesso come prima, ma per la dazione, per il beneficio del mio prossimo. I suoi desideri diventano più importanti per me rispetto ai miei (qualcosa come un riempimento “indiretto” dei miei desideri) in contrasto con il riempimento “diretto”.

È così vediamo che, tutte le nazioni descritte nella Torà (Egitto, Monte Sinai, quaranta anni nel deserto, la Terra d’Israele) rappresentano azioni spirituali all’interno di una persona e del desiderio stesso. L’unica cosa che cambia è la nostra attitudine verso la maniera di implementare i nostri desideri, e vediamo che ciò che pensavamo essere geografia e storia, è un ritratto interiore.

Gradualmente, arriveremo alla prospettiva corretta e ci scandalizzeremo :“Come potevamo sbagliare tanto, pensando che la Torà ci insegnasse gli avvenimenti storici esterni e la geografia?” Non riusciremo a credere che in un determinato momento, considerassimo la Torà come un racconto storico. Sarà per noi molto facile comprendere che parla dei desideri umani, attraverso i quali raggiungiamo la spiritualità. Ciò che resterà al di fuori di noi sarà solamente “Olam Amedumeh”, un mondo di illusioni.

La nave della mia anima


Domanda: Come l’amore per il prossimo diventa l’amore per il Creatore?

Risposta: Non vi è alcuna transizione . L’amore per il Creatore non mette un punto su l’amore del prossimo. Semplicemente si manifesta il sistema di comunicazione di tutti i desideri dell’universo, che è l’io. “Il prossimo” scompare “da fuori” e si rivela “dentro”, come una parte di me.

Nel mondo dell’Infinito, eravamo un desiderio insieme, e poi siamo scesi sulla scala spirituale, e i desideri si sono allontanati – e cominciammo a sentirci come siamo oggi – come le persone in questo mondo.

Noi pensiamo che siamo estranei, lontani gli uni dagli altri. Tuttavia, correggendo se stesso verso l’unione, io svelo la verità: siamo – un unico sistema. E il fatto che sentivo prima tutti frammentati – è stato un mio errore. Torno da perdita di coscienza alla coscienza – alla coscienza dell’integrità.
In questo caso, non cambia nulla, tranne che il mio sguardo, l’atteggiamento, la percezione – e si scopre che non c’è “noi” ma “io”.

Non si tratta di belle parole che “vicini” – la mia anima.
Fuga fuori di me oggi, io trovo tutti i desideri esterna della mia anima. L’anima vive al di fuori dell’uomo , anima – è il desiderio “estraneo”, che trovo la spiritualità, il suo stato eterno.

Ora il mio senso di sé è immaginario . In cambio, rivelando il desiderio di quelli intorno a me (del prossimo), improvvisamente capisco: loro sono io e la mia anima.

In precedenza, mi hanno mostrato “il film “, come se io mi trovassi in corpo ed ero costretto a prendermi cura di esso. Si scopre che tutti i miei veri desideri, sono al di fuori di me – questa è il vaso della mia anima, e la luce che li riempie, la luce dell’anima – è il Creatore.