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Ci sono esercizi mentali che aiutano a rafforzare la fiducia in situazioni sconosciute?

Immagina di essere un bambino. Pensa a quanto sia bello e piacevole avere un fratello o una sorella maggiore, forte e saggia, che si dedica a te, che ti sostiene, pronta ad aiutarti. È così che dobbiamo sentirci nella società umana nel suo insieme. Ognuno di noi dovrebbe sentire di appartenere a una società di successo e di essere in rapporto con gli altri non come individui, ma come una società coesa, come un gruppo di cui siamo tutti membri.  Inoltre, dovremmo sentire che il nostro cosiddetto gruppo è il più forte, il migliore e il più valido di tutti. Di conseguenza, saremmo fieri del nostro insieme, della nostra posizione e sentiremmo la vita come appagante e degna di essere vissuta.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

 

Solo l’Unità Salverà il Mondo

Se la totale rovina che sono destinati a portare nel mondo non è ancora evidente, possono aspettare una terza guerra mondiale, o una quarta. Le bombe faranno il loro lavoro (Baal HaSulam, Gli Scritti dell’Ultima Generazione).

Domanda: La situazione odierna nel mondo fa sì che le parole di Baal HaSulam sulla terza e quarta guerra mondiale sembrino particolarmente attuali. Cosa dovrebbero sentire le persone ogni giorno per allontanarsi da questo stato?

Risposta: Nelle parole di Baal HaSulam, le persone dovrebbero vedere precise istruzioni per le azioni richieste che riveleranno loro il segreto della creazione, e poi tutto sarà sistemato. Stiamo lavorando in questa direzione.

Domanda: Baal HaSulam scrive che ognuno dovrebbe prendere solo ciò che è necessario per l’esistenza e indirizzare il resto dei propri sforzi a beneficio del prossimo e del Creatore. Come possono quelli che oggi vogliono usare armi nucleari cambiare improvvisamente e cominciare a prendersi cura del benessere del prossimo?

Risposta: Questo arriverà alla persona dall’alto, “trasformeranno le loro spade in aratri”. Tutto ciò avverrà, ma non nel modo in cui pensiamo. Il Creatore metterà altri pensieri nella testa delle persone e allora inizieranno ad agire in quel modo. Tanto che se dirai a qualcuno, “Ieri pensavi diversamente,” non ti crederanno.

Domanda: Che tipo di comprensione dovrebbe essere trasmessa al pubblico ogni giorno?

Risposta: Dopo esserci consultati, dobbiamo testare le nostre conclusioni su un gruppo e poi portare questa conoscenza al mondo affinché le persone non rifiutino ciò che presentiamo loro.

Dobbiamo dare loro la comprensione che la nostra natura malvagia, egoista, ci allontana l’uno dall’altro ed è la causa di tutta la nostra sofferenza. Questo è il primo punto.

In secondo luogo, non possiamo correggere l’egoismo attraverso decisioni politiche, economiche o di altro tipo, ma solo con l’aiuto della nostra connessione e del desiderio di rivelare questo punto dentro di noi che unisce ognuno con gli altri. In questa forma inizieremo ad avvicinarci l’uno all’altro e in questa misura sentiremo come avvicinarsi ci salva e ci solleva al di sopra di tutta la natura.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 18/06/24, Scritti di Baal HaSulam “Gli scritti dell’ultima generazione”.

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Vivere in un unico Organismo, nel Bore.

Domanda: Cos’è questo salto? Amore?

Risposta: L’amore è uno stato in cui tratti gli altri con il desiderio di dazione completa e ti sforzi di diventare come il Bore nelle azioni.

Commento: Non riesco ancora a cogliere la differenza. Supponiamo che una persona lavori come un organo nel corpo. Riceve le cose più necessarie per sé stesso e dà tutto il resto per il bene dell’intero organismo. Grazie a questo, l’organismo vive.

La mia risposta: Sì, questo è se parliamo del sistema interno dell’organismo.

Domanda: Quindi, possiamo dire che i nostri organi sono altruisti? Ma non diciamo comunque che si amano. Cos’è quindi l’amore?

Risposta: L’amore, come dice Baal HaSulam, è uno stato in cui ogni organo sente tutti gli altri organi e li aiuta a funzionare correttamente.

Domanda: E a livello umano?

Risposta: Non esiste uno stato del genere tra le persone. Esiste solo a livello del sistema interno dell’organismo.

Domanda: Cosa intendevano i nostri saggi quando scrissero “Ama il tuo prossimo come te stesso”? Qual è questa fase quando le persone raggiungono uno stato del genere?

Risposta: Si tratta di una fase del nostro sviluppo interno in cui ci rendiamo conto che dobbiamo connetterci attraverso buone connessioni. Cioè, è uno stato emotivo in cui una persona vive direttamente la vita della società. Allora ci sentiamo l’un l’altro come se vivessimo in un solo organismo.

Domanda: E questo organismo è il Bore o una forza superiore?

Risposta: È il Bore. Esattamente!

 

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From KabTV’s “Era of the Last Generation” 5/9/24

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In cosa consiste essenzialmente lo sviluppo sociale?

Quando diventiamo adulti, inevitabilmente ci confrontiamo gli uni con gli altri, non solo all’interno dei nostri legami familiari, ma anche nelle interazioni sociali. Ciò che ci lega sono i bisogni della nostra esistenza terrena.

Senza connessioni sociali, l’autosufficienza sarebbe irraggiungibile, soprattutto nel mondo di oggi, dove l’interconnessione globale è fondamentale per il nostro benessere.

Se esaminiamo gli oggetti del nostro ambiente, come quelli che attualmente si trovano nei nostri appartamenti e nelle nostre case, scopriremo che praticamente l’intero pianeta contribuisce a plasmare i nostri spazi abitativi.

Ora si pone la domanda: cosa viene dopo? Ciò che segue è la nostra necessità di cooperare gli uni con gli altri, non solo per creare alleanze egoistiche e organizzare la nostra vita, ma soprattutto per raggiungere l’armonia con la natura.

La natura ci spinge a stabilire connessioni armoniose tra di noi. Nella misura in cui si interconnette con vari livelli, l’inanimato, il vegetale e l’animale, ci obbliga a formare una struttura sociale unificata caratterizzata da sostegno reciproco, integrazione, incoraggiamento, unione e inclusione in un’unica immagine coesa. È per questo che siamo stati creati come esseri sociali e tale unificazione è il prossimo stadio di sviluppo a cui siamo condotti.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.  

Peggio degli animali

Questa mattina, dato che stiamo studiando l’influenza dell’ambiente sociale, uno studente, spinto dalle discussioni in cerchio che stavamo facendo, ha posto con sconcerto una domanda sul tema.  Ha detto: “Studiamo che acquisiamo tutte le nostre abitudini dall’ambiente. Recentemente, cose date per scontate per migliaia di anni vengono messe in discussione e cioè gli uomini vogliono essere donne, le donne vogliono essere uomini, i bambini vogliono essere trattati come fossero gatti e gli insegnanti devono soddisfare i desideri degli alunni. Dove andremo a finire? Quanto in basso cadremo?”

La mia risposta è stata semplice e immediata: ”Diventeremo peggio degli animali, in tutto”. Mi spiego meglio: gli esseri umani possiedono caratteristiche che vanno oltre il livello animale. Questi attributi ci hanno portato a sviluppare arti, culture, religioni, etica e varie forme di governo. In una parola, hanno creato quella che chiamiamo “ civilizzazione”.

Tuttavia, quando  ne facciamo un uso improprio, questi attributi ci abbrutiscono e ci rendono inferiori a qualsiasi animale. Quando applichiamo la moralità umana agli istinti animali, che non hanno nulla a che fare con la moralità bensì lavorano in noi come in qualsiasi altro corpo animale, deformiamo la nostra percezione del mondo e creiamo distorsioni nella società.

Gli animali non fanno domande di genere e non riflettono su quale specie sono. Sono semplicemente come la biologia li ha creati. Quando introduciamo moralità nella biologia, che appartiene esclusivamente al regno degli istinti, roviniamo i nostri istinti e compromettiamo la nostra biologia.

Gli umani possono essere al di sopra di tutta la realtà o completamente al di sotto. Se abbandoniamo il livello animale e ci concentriamo su quello umano, migliorando la società attraverso maggior solidarietà e preoccupazione reciproca, eleviamo l’umanità al di sopra di tutta la creazione. Ancor di più, così facendo, diamo un contributo al mondo in cui viviamo. Al contrario, quando ci concentriamo invece nel confondere la biologia, diventiamo inferiori agli animali, perché alteriamo la società e danneggiamo la nostra etica e i nostri corpi.

L’unico modo per fare le cose giuste è occuparci delle questioni umane piuttosto che di quelle del corpo. Se ci preoccupiamo solo di aumentare la coesione sociale e la responsabilità reciproca, la gente si sentirà sicura rispetto a come è e a come comportarsi. E questo di conseguenza renderà tutti più calmi e più felici. Tutti si sentiranno connessi alle loro comunità e il nuovo livello di coesione sarà così appagante che le persone smetteranno di chiedersi se sono uomini, donne o gatti.

Famiglia: la prossima generazione

Un nuovo documentario in Israele parla di una tendenza in crescita in Israele: il matrimonio aperto. Il film presenta coppie che esprimono una sensazione di stagnazione nel loro matrimonio e desiderano “dare vitalità” alla loro relazione. Il matrimonio aperto è solo una sfaccettatura di un fenomeno molto più ampio di deturpazione e dissoluzione accelerata dell’unità familiare nel tentativo di “rinfrescare” le relazioni delle persone e “rivitalizzare” le loro vite.

Capisco la fonte di questo bisogno. Gli umani sono esseri dinamici.  Come tali, hanno bisogno di cambiamenti e innovazioni costanti. Questo non ha nulla a che vedere con il fatto che siamo, o non siamo, intrinsecamente monogami.

La percezione attuale è che le persone abbiano una famiglia, crescano dei figli, li portino all’indipendenza e passino a miglior vita. Ci aspettiamo che questo continui per l’eternità, ma questa non è la nostra vocazione; è la vocazione degli animali e noi abbiamo dentro di noi qualcosa che non appartiene al regno animale: non solo viviamo, ma ci chiediamo quale sia lo scopo della vita. Che lo sappiamo o no, la nostra vita non è dedicata a vivere, ma a capire perché viviamo.

Nella maggior parte delle persone la domanda sullo scopo della vita è ancora sopita, ma in molte altre, e in un numero sempre maggiore ogni giorno, si è risvegliata e chiede risposte. Per queste persone nulla è scontato, mettono in discussione tutto e hanno bisogno di capire perché fanno quello che fanno. Non è un desiderio di distruggere, ma l’urgenza di capire, di comprendere tutto ciò che accade al livello più profondo.

Questa pulsione è la causa della frantumazione delle nostre istituzioni sociali tradizionali. La troviamo non solo nelle nostre case, ma in ogni aspetto della nostra vita. Mettiamo in discussione l’istruzione, i sistemi economici, le forme di governo, la religione e la famiglia.

Anche se non riusciamo a trovare risposte, la messa in discussione dei sistemi esistenti ha un valore cruciale. Diffidare e rifuggire da essi ci libera dalle catene della tradizione e dei vincoli morali, e il senso di libertà ci permette di sviluppare qualcosa di completamente nuovo, che non è l’anarchia, ma relazioni più sane e soddisfacenti. Una società di questo tipo sarà quella in cui tutti si impegnano spontaneamente e consapevolmente.

In una società di questo tipo, le persone si impegnano non solo per la propria famiglia, ma per l’intera comunità e, infine, per tutta l’umanità. Inoltre, si impegnano nella stessa misura, e anche di più, di quanto si impegnino attualmente nei confronti delle loro famiglie. Tuttavia, devono scegliere questo impegno liberamente e non possono essere costretti a rimanere impegnati se decidono di andarsene. Forse al momento è difficile immaginare un tale impegno, ma l’umanità è comunque diretta verso di esso.

In una società di questo tipo, in cui tutti si dedicano a tutti gli altri, tutti si preoccupano di tutti gli altri e i naturali sentimenti di estraneità e sospetto non determinano più il quadro sociale.

In una società di questo tipo i legami familiari saranno molto forti e solidi, ma non perché le persone saranno costrette a rimanere monogame. L’intero scopo della relazione cambierà, rendendo irrilevanti le questioni della monogamia e della fedeltà.

In questa società futura, le persone si concentreranno più sulla loro vita spirituale che su quella fisica. Coltiveranno i loro legami spirituali piuttosto che concentrarsi sulle loro azioni fisiche. Queste persone non si giudicheranno in base alla loro capacità di soddisfare i propri capricci, ma in base al loro contributo alla comunità.

Vivere in una comunità di questo tipo significa che tutti coloro che vi circondano si preoccupano per voi e vi aiutano a crescere. Il risultato naturale sarà che vorrete fare lo stesso per loro.

Quando le persone agiscono a questo livello, si sentono libere perché sono libere di dare e ricevono da tutti. Non hanno bisogno di “rinfrescare” le loro relazioni perché esse non diventano mai stantie. Più le persone danno e ricevono, più crescono e cambiano, e il dinamismo delle relazioni le mantiene nuove e vitali.

Certo, non siamo ancora arrivati a questo punto, ma l’umanità sta andando in questa direzione. La velocità con cui ci arriveremo dipende da noi e, a mio parere, prima lo faremo meglio sarà.

Il cambiamento è l’unica certezza

Il mondo sta cambiando molto velocemente, e il ritmo sembra crescere in maniera esponenziale.  Da un lato, ogni nuova forma di tecnologia, e ce ne sono infinite, promette di rendere il mondo un posto migliore. Dall’altro, nuove tecnologie vengono usate quasi invariabilmente per sfruttare altre persone, impoverire la terra di metalli preziosi e altri materiali di valore, o inquinare l’aria, l’acqua e il suolo che sostiene ogni forma di vita sulla Terra, inclusa la nostra.

Tuttavia, il cambiamento è in atto e non possiamo fermarlo. Il clima sta diventando sempre più irregolare e inclemente, in tutto il mondo scoppiano guerre, alcune delle quali con conseguenze potenzialmente catastrofiche, e le economie crollano mentre i prezzi salgono alle stelle e la povertà incombe. Per capire cosa sta succedendo e come affrontarlo, dobbiamo comprendere lo scopo dei cambiamenti.

Prima di capire il loro scopo, dobbiamo riconoscere la loro direzione. I cambiamenti stanno portando a ciò che sembra entropia, termine scientifico che indica il “disordine totale”. In realtà, però, le cose si stanno muovendo verso l’equilibrio, verso uno stato di bilanciamento, con pressioni e densità uguali. Le particelle, tutte le particelle, e anche gli esseri umani sono particelle, si stanno distribuendo in modo più uniforme. Proprio come il vento si calma quando la pressione dell’aria diminuisce perché la densità dell’aria è diventata più uniforme, così le particelle si stanno uniformando nel sistema globale. Pertanto, ciò che gli scienziati definiscono entropia è in realtà un aumento dell’ordine.

L’universo è iniziato nel momento di minore uniformità. A un certo punto, la pressione era troppo grande per essere contenuta, così il punto che era l’universo condensato è esploso. Da allora, le cose si sono mosse verso un crescente equilibrio, o uniformità.

Se comprendiamo la direzione dell’evoluzione, verso l’equilibrio, o l’uniformità, ci renderemo conto che questo è lo scopo di tutto ciò che accade: condurci verso l’equilibrio. Poiché c’è una chiara direzione dell’evoluzione, e la realtà non l’ha ancora raggiunta, la natura continua a spingere verso un crescente equilibrio. Di conseguenza, l’unica cosa garantita nella realtà è che ieri non è come oggi e che oggi non sarà come domani. Il cambiamento è l’unica certezza.

Il motivo per cui percepiamo il mondo come caotico è che stiamo opponendo resistenza al processo. Il nostro ego vuole che ciò che è familiare rimanga e che i cambiamenti siano sicuri e sotto controllo. Poiché il mondo non si comporta come vogliamo, cerchiamo di cambiarlo. Quando falliamo, sentiamo il mondo come ostile. Combattiamo contro la natura, ma la natura non cede. Quando cerchiamo di trattenere il progresso della natura, questa accumula pressione, che alla fine ci esplode in faccia. Se lasciassimo scorrere i cambiamenti al loro ritmo, non li sentiremmo ostili.

Inoltre, l’equilibrio e l’uniformità sono le ultime cose che il nostro ego desidera. Vuole sovranità e unicità. Vuole che tutto si concentri su di sé. Questo, ancora una volta, contraddice il flusso della natura verso l’uniformità e l’equilibrio e ci mette in contrasto con la realtà.

Tuttavia, la natura costringerà anche la società umana a giocare secondo le sue regole e a diventare equilibrata. La concentrazione del potere nelle mani di pochi sfruttatori contraddice il flusso dell’evoluzione ed è quindi destinata a scomparire. Non è una questione di chi governerà, ma dello scopo stesso del governare. Lo sfruttamento non esiste in natura e quindi non può esistere nella società umana. Esiste solo l’equilibrio, l’armonia.

Se adattiamo la società umana al tessuto della natura, sentiremo che essa ci sostiene e la vita sarà una passeggiata senza sforzo. Se continuiamo a ribellarci alla natura e a cercare di sfruttarci a vicenda, le nostre lotte contro la natura e le nostre guerre reciproche si intensificheranno sempre di più, fino a quando, dopo il caos, chiunque sia rimasto rinuncerà al dominio dell’ego e concorderà che l’equilibrio è l’unica via sostenibile.

Ci serve un mondo nuovo

Uno studente mi ha scritto dicendo che oggi tante persone credono che serva un mondo nuovo. Ha chiesto “ se tu dovessi costruire il mondo da capo, da dove inizieresti?” Gli ho risposto che inizierei con un Paese, un Paese autosufficiente. Poi chiederei un po’ di tempo per sviluppare il popolo, sviluppare la società.

Il problema è che siamo tutti come bambini che si aspettano che il mondo funzioni come vogliamo noi semplicemente perché lo vogliamo. Non funziona così. Per far sì che le cose funzionino come vogliamo noi, dobbiamo imparare come farlo accadere, come farlo correttamente.

Con imparare, non intendo dire che dovremmo apprendere il mondo, ma noi stessi. Dobbiamo cambiare noi per poter costruire un mondo dove otterremo ciò che vogliamo, senza inquinare l’aria, la terra e l’acqua, senza eliminare specie intere di piante e animali, e alla fine distruggere noi stessi.

Il cambiamento che dobbiamo apportare in noi riguarda il nostro rapporto con la società, l’importanza che attribuiamo alla società in cui viviamo, non a noi stessi. In altre parole, le connessioni tra noi dovrebbero essere la nostra priorità, in opposizione alla nostra tendenza attuale di concentrarci su di noi.

Solo una volta cambiati noi, i prodotti che creiamo contribuiranno al mondo intero. Dato che la nostra mentalità cambierà dal narcisismo alla considerazione reciproca, tutto ciò che facciamo avrà come obiettivo servire gli altri piuttosto che soltanto noi.

Questo non vuol dire che non avremo più oggetti personali o che non avremo bisogno di cose personali, ma il modo in cui li creeremo e useremo includerà intrinsecamente il pensiero del bene comune. Di conseguenza, non dovremo più preoccuparci di creare prodotti sostenibili o usare prodotti che rispettino l’ambiente poiché sarà la nostra natura lavorare per il beneficio di tutti.

In altre parole, il livello al quale eleviamo l’umanità corrisponde al livello al quale si innalzerà la società. Il successo di un paese non dipende dagli avanzamenti tecnologici, dai governi o dai paradigmi educativi. Il successo di un paese dipende da quanto le persone tengono a mente il bene comune. La coesione sociale e la responsabilità reciproca sono gli unici fattori che determinano il destino di una nazione.

Una volta che avremo costruito un paese modello per l’umanità, sarà possibile riprodurlo in tutto il resto del mondo. Questa è stata la mia risposta allo studente che ha chiesto come costruire un nuovo mondo.

Dove sono finiti tutti i bambini?


 

E’ stata portata alla mia attenzione una notizia pubblicata nel The Wall Street Journal un paio di settimane fa. Diceva che “Il numero di bambini nati in America nell’ultimo anno è il più basso degli ultimi quattro decenni”. “Il tasso di fertilità totale” continuava “è crollato a 1.64… il più basso tasso mai registrato”, e aggiunge che “le nascite totali erano più basse registrate dal 1979”. Se si considera l’alto numero di immigrati che si riversano negli Stati Uniti ogni anno, con tassi di nascita molto più elevati di quelli delle donne americane, e che per mantenere le dimensioni della popolazione (livelli di sostituzione) è necessario un tasso di nascita del 2.1, è evidente che negli USA le cose stanno cambiando.

In molti sensi, gli Stati Uniti sono in declino da diversi decenni. Per quanto riguarda i tassi di fertilità, credo che con 1.6 non si sia toccato ancora il fondo. In una generazione in cui i genitori non si godono i loro figli, non c’è da sorprendersi che non vogliano averli.

La struttura naturale della famiglia è ormai scomparsa. Le famiglie in cui entrambi i genitori sono a casa, e in cui per entrambi sia il primo matrimonio, sono obsolete. Di conseguenza, i bambini di oggi non si aspettano nemmeno una struttura familiare tradizionale e organica. Le persone crescono sole, vivono nelle proprie camere fin dalla tenera età, e spesso sono lasciati a se stessi anche nei contesti sociali, come a scuola.

Perché le persone in uno stato tale vorrebbero fare figli? Non si sentono connessi agli altri e non hanno alcun desiderio di avere figli propri, che dovrebbero allevare, solo per diventare lontani da loro come lo sono loro dai propri genitori.

Quindi, anziché fare figli, le persone preferiscono passare il tempo seguendo i propri capricci e concentrandosi sui propri sogni, e raramente mettere su famiglia è uno di questi. Se si aggiunge il fatto che allevare figli è molto costoso, allora l’idea intera sembra totalmente sgradevole. L’unica cosa che attrae i giovani d’oggi, e anche i meno giovani ormai, è il motto “Prenditi cura di te stesso, null’altro è importante”.

In aggiunta, il tasso di immigrazione attuale supera le 200.000 persone che attraversano il confine meridionale ogni mese. Con un tasso di fertilità molto più elevato di quello delle donne americane, l’afflusso sta creando una trasformazione fondamentale. L’equilibrio etnico sta cambiando.

Questo processo non sarebbe così significativo se fosse semplicemente uno spostamento nell’equilibrio delle etnie. Il punto è che gli immigrati arrivano negli USA da un contesto completamente diverso con un sistema di valori totalmente diverso da quello della maggior parte degli americani.

L’americano di quaranta o cinquant’anni fa ormai non c’è più. La psicologia di tanti americani, i loro valori e l’approccio alla vita, sono già molto diversi da quelli che dominavano nel paese fino a pochi decenni fa, e i cambiamenti continuano.

Alla fine, si formerà una nuova società ed emergerà una società coesa in America. Ciò che rimane da vedere è quando e , cosa più importante, a che costo l’America arriverà a questo punto.

La Società della gioia

La società del futuro è una società che vive secondo il principio “ama il tuo  prossimo come te stesso”, una società di gioia, sorrisi e riavvicinamento.

Domanda: Come si sente una persona al suo interno dal punto di vista della percezione della realtà? Sente il suo vicino, sente la struttura sociale?

Risposta: Sente se stesso in un ambiente che è assolutamente identico a quello che esiste dentro di sé. Dopotutto, il confine della percezione che ci sono io e qualcosa all’esterno di me viene distrutto, livellato.  Non c’è differenza tra il suo stato interiore e l’ambiente esterno.

Allo stesso tempo, la sensazione del nostro mondo egoistico, chiuso, spigoloso, limitato dal tempo, scompare.

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From KabTV’s “Kabbalah Express” 6/24/22

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