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La scienza a proposito della natura della dazione

Domanda: Io capisco la spiegazione su come il mondo stia diventando globale e che tutti noi abbiamo bisogno di unirci. Si tratta di una conclusione specificamente scientifica. Ma non capisco da dove arriva la forza che realizza l’unione, che cos’è la Luce Circostante? Non suona un po’ come misticismo?

Risposta: I libri che spiegano la struttura del mondo superiore (Talmud Eser Sefirot) non riguardano il misticismo, ma una scienza in senso stretto nella quale ci sono due forze in funzione: la Luce e il desiderio, o dazione e ricezione. Tutte le formule derivano da queste due forze, proprio come nella matematica dove ci sono due concetti: da 0 a 1, o come nella fisica che esamina sempre due forze e la loro interazione.

Lo stesso vale per la scienza della Kabbalah, in quanto fornisce la base per il totale conseguimento della realtà e di tutte le altre scienze che descrivono questa realtà. Non ci vedo niente di mistico in tutto questo.

Sono d’accordo che è scritto in un linguaggio a cui l’uomo di oggi non è molto abituato e può quindi risultare poco chiaro, tuttavia le sue conclusioni sono precise, scientifiche e logiche. Ci sentiamo confusi dal testo perché non sappiamo come interpretarlo nel modo corretto. Ma in sostanza il testo parla solamente della volontà di godere che prende la forma della dazione, e allora si dice che si ha un “corpo” spirituale, un Partzuf.

Il desiderio è la materia. Per esempio, nel nostro mondo ci sono diversi tipi di materia: inanimata, vegetativa, animata e parlante. Tutti questi generi sono rappresentati anche il desiderio di godere, che prende delle forme esteriori diverse in base al genere di appartenenza, e di conseguenza noi vediamo molti tipi di piante e di animali.

Lo stesso desiderio di godere funziona nel mondo spirituale. Però, nel nostro mondo lo fa in tutte le forme possibili di egoismo, mentre nel mondo spirituale assume le forme della dazione piuttosto che della ricezione. Questa è la ragione per cui non possiamo riconoscerle in questo momento, poiché non abbiamo la capacità di vedere come vede la Luce della dazione. Dunque, non distinguiamo queste immagini.

Adesso noi ci realizziamo in noi stessi e negli altri attraverso il desiderio di assorbire tutto dentro di noi, cioè di ricevere. Tutta la nostra visione si basa su questo. Questa è la ragione precisa per cui vediamo il mondo come lo vediamo intorno a noi – tutte le possibili forme di ricezione nel desiderio di godere. Noi riveliamo tutte queste forme, le studiamo, e sulla base di esse costruiamo la scienza.

Tuttavia, esiste una forma diversa di desiderio – la dazione, in cui ci irradiamo al di fuori di noi stessi. Quando il desiderio incomincia a lavorare in questo modo, di conseguenza prende delle forme diverse: inanimate, vegetative, animate e parlanti, che sono tutti i possibili livelli di dazione, la combinazione di differenti forze di dazione che operano in esso.

La scienza della Kabbalah studia precisamente queste forme. I Kabbalisti, che hanno conseguito la qualità della dazione, ognuno in base al proprio livello, scrivono le loro osservazioni proprio come gli altri scienziati scrivono delle forme di ricezione di questo mondo. Quindi, ci sono le scienze di questo mondo, che riguardano la nostra natura terrena, e c’è la scienza della natura della dazione che si chiama “Kabbalah”.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana da Kabbalah del 15.02.2011 , Gli scritti del Rabash)

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La cosa più importante è la connessione con la radice!

Tutta la scienza è un linguaggio. Tuttavia nella scienza normale, spieghi le tue realizzazioni allo stesso livello nel quale le realizzi (nello stesso mondo), mentre utilizzando il linguaggio della Kabbalah, spieghi quello che realizzi in relazione alla radice. Questa è la differenza tra la scienza normale e la scienza della Kabbalah. Registri ogni fenomeno che studi e realizzi in questo mondo, nello stesso livello in cui lo realizzi e lo ricerchi. Comunque nella Kabbalah, non realizzi la materia stessa, ma la sua connessione con la radice. Questa è la cosa più importante!

Baal HaSulam scrive quanto segue nell’articolo “L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza”: … la fisica è solo la conoscenza delle strutture di un tipo particolare esistente in un mondo particolare. È unica nel suo tema e nessun’altra saggezza è inclusa in essa.

Non è così per la saggezza della verità, dato che è la conoscenza della totalità dell’inanimato, vegetale, animato e parlante in tutti i mondi, con tutti i loro esempi e condotte, come furono inclusi nel pensiero del Creatore, cioè nel proposito. Per questa ragione, tutti gli insegnamenti del mondo, dal più piccolo di essi al più grande, sono meravigliosamente inclusi in essa …

La connessione con la radice è unica per la scienza della Kabbalah. Questo è ciò che le permette di includere tutte le altre scienze in sé. Tu puoi spiegare in questo momento le qualità di un determinato argomento o la connessione tra i fenomeni, ma questo non spiega l’essenza delle cose e dei fenomeni.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.02.2011, “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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La Kabbalah è la scienza dell’ amore

Una persona arriva alla Kabbalah dopo aver risvegliato la necessità di apprendere la Forza Superiore nascosta, il proposito e la ragione della sua esistenza ed il significato della sua vita. Nella misura in cui attraversa gli stati del suo sviluppo spirituale, la persona arriva ad un punto critico e comincia a pensare alla maniera in cui raggiungere il mondo spirituale.

Precedentemente era solita pensare che la spiritualità poteva essere raggiunta con ciò che aveva, cioè con i cinque sensi, con la sua mente e la sua percezione abituata alla realtà; però, in un determinato momento, la persona comincia a sentire che il mondo spirituale non può essere rivelato in questa maniera e che per farlo, ha bisogno di cambiare se stessa. È allora che ricorda un famoso detto: “Ho creato l’inclinazione al male e la Torà per la sua correzione, perché la Luce contenuta in essa riporta alla Fonte”.

Ogni persona immagina il mondo spirituale alla propria maniera. La saggezza della Kabbalah viene definita come la proprietà dell’amore e della dazione, nella quale la persona esce dalle sue proprietà egoistiche e comincia a rivelare la realtà più elevata nelle proprietà della dazione che sono opposte alle sue.

I kabbalisti spiegano che è necessario che sviluppiamo l’attributo della dazione, cioè che realizziamo la correzione del cuore (desiderio). Ciò significa che se in questo momento il nostro desiderio lavora per ricevere, dobbiamo cambiarlo col fine di percepire i desideri degli altri come nostri. Tutto il metodo consiste nella correzione del nostro ego, i cui desideri lo consumano tutto, per mezzo dello sviluppo di un senso al di sopra di questo, il che significa uscire dal nostro desiderio.

Nel momento in cui arrivai a studiare la Kabbalah, quando avevo più di 20 anni di educazione, ero uno scienziato ed un impresario, mentre tutti i kabbalisti con i quali studiavo erano persone semplici. Ricordo di aver avuto una conversazione con il Rabash, nella quale mi disse che cominciò il suo lavoro facendo l’assistente di un fabbro, dopo fece il calzolaio ed alla fine lavorò nell’ufficio di un esattore delle tasse. Tuttavia, io ero convinto che sarei stato capace di realizzare di più con la mia mente. Mi ci volle tempo per capire che la Kabbalah è una scienza dei sentimenti e che abbiamo bisogno di correggere il nostro cuore.

La saggezza della Kabbalah spiega che la mente si risveglia in noi solo nella misura in cui il cuore la impiega. Il cuore vuole sapere ciò che sta sentendo e perché, da dove vengono i sentimenti e come si possono cambiare; ed allora il cuore impiega la mente.

È risaputo che la nostra mente funziona meglio quando affrontiamo i problemi e la miseria. La necessità che nasce sviluppa la mente. Così, la funzione del sistema chiamata “mente” esiste per aiutarci a riempire il nostro desiderio.

La saggezza della Kabbalah è una scienza dello sviluppo del sentimento dell’amore. In altre parole, ho bisogno di acquisire la capacità di connettermi ai desideri degli altri o ne ho bisogno e li accetto come miei. La mia preoccupazione per i bisogni dell’altro come per i miei, si chiama “il mio amore per lui”. Ciò non ha relazione con il ricevere il riempimento o il piacere di qualcun altro, ma al contrario, il mio piacere verrà dal riempimento altrui.

Le persone che cominciano a studiare la Kabbalah acquisiscono nuovi sentimenti nel cuore che permettono loro di cominciare gradualmente a comprendere che in realtà c’è infinito riempimento e piacere nell’essere capaci di uscire da se stessi e riempire gli altri. Ciò da alla persona un’opportunità incessante ed illimitata che rivela improvvisamente una nuova percezione della realtà, un nuovo orizzonte per lei.

Ciò si deve al fatto che la persona che esce da se stessa e comincia a sentire le necessità degli altri invece delle proprie, smette di percepire se stessa ed arriva gradualmente ad uno stato in cui non deve più badare a sé. Quando troviamo l’attributo della dazione, in questo riceviamo il riempimento ed acquisiamo il Mondo Superiore attraverso di esso, arrivando ad essere come il Creatore.
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(Dalla mia lettura nella hall di “Kabbalah L’Am” del 21.12.2010)

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La Kabbalah ha dato luogo a tutte le scienze

Domanda: Mi piacerebbe chiedere degli scienziati che hanno scoperto la Kabbalah attraverso la scienza esterna.

Risposta: Nel corso di migliaia di anni, molti scienziati come Platone ed Aristotele, arrivarono alla Kabbalah. Non possiamo neppure immaginare fino a che punto tutti gli scienziati antichi fossero connessi tra loro e conoscessero la Kabbalah.

Newton imparò l’ ebraico per studiare la Kabbalah, ha intere opere ed articoli basata su di essa. La Kabbalah non è una scienza antica, obsoleta. In verità, è una scienza ben conosciuta, ad eccezione degli ultimi cento anni, quando invece di far fronte alla vera scienza, gli scienziati si sono impegnati nella tecnologia.

Alcuni scienziati raggiunsero la Kabbalah a causa del fatto che studiarono dagli antichi kabbalisti. Ciò è particolarmente vero per quelli che vissero tra l’800 A.C. e l’ era volgare. Durante questi 700-800 anni, molti scienziati “esteriori” andarono dai kabbalisti per studiare. Fu allora che nacquero la filosofia e tutte le altre scienze.

Gli scienziati del Medioevo arrivarono a questa per conto proprio. Loro non avevano la realizzazione pratica della Kabbalah, ma sentirono quello che era in realtà questa saggezza; non avevano nessuno dal quale imparare perché a quel tempo tutto era nascosto. Dal 16° secolo D.C. in avanti, la Kabbalah cominciò ad essere rivelata ancora una volta.

Sappiamo che il Ramchal, un grande kabbalista del 16° secolo, aprì dei centri di Kabbalah in tutta l’ Europa. Parallelamente a lui, un grande kabbalista, Abraham Abulafia, “solcò” letteralmente tutta l’ Europa con la diffusione della Kabbalah e la insegnò anche al Papa romano. Andarono in tutte le direzioni per accelerare il processo della correzione.

Tuttavia, questi scienziati “esteriori” conseguirono tutto in gran parte attraverso i loro sforzi. A loro giudizio la Kabbalah è una fonte di conoscenza generale, ma non più di questo. Anche se nelle loro opere possiamo vedere l’ ammirazione genuina verso la Kabbalah, non sento che l’ hanno realizzata interiormente. Comunque, ciò che hanno fatto è una grande impresa.
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(Dalla 3° lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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Calpestare un pianeta sconosciuto

Domanda: In cosa si differenzia la Kabbalah dalla psicologia, che anche insegna alle persone a connettersi le une alle altre?

Risposta: Nella sua parte pratica dello studio la psicologia va bene e si include nella Kabbalah. La saggezza della Kabbalah contiene tutta la conoscenza sulla natura di questo mondo. Essa parla di tutto quello che succede dal principio alla fine della creazione e per questa ragione include in sé tutte le scienze di questo mondo. Solo che la Kabbalah non le descrive in dettaglio poiché questo non è il suo obbiettivo.

La psicologia, come osservazione pratica di certi tipi di comportamenti nel nostro mondo, è stata corretta fino al giorno d’ oggi; però adesso la sua abilità di mantenere la linea è discutibile, poiché stiamo entrando in un nuovo mondo completamente globale. Un sistema globale sta cominciando ad agire su di noi, ed esso non considera ogni individuo separatamente o la sua relazione personale con l’ altro, ma accede a tutti in connessione con tutti.

Noi non sappiamo come avvicinare il mondo in questa maniera. Non abbiamo una scienza che possa spiegare questo approccio verso di noi.

Non potremmo sviluppare una scienza su un comportamento di sistemi analoghi e globali e sulle leggi dell’ esistenza di tutti i suoi componenti perché noi, dal canto nostro, saremmo differenti dentro. Una persona può sviluppare solo le forme presenti dentro di sé, dentro la sua natura;

però, se non sento la mia connessione con gli altri, non sono capace di sviluppare una scienza in merito. Questo è il problema! Adesso stiamo entrando in un mondo del quale non sappiamo niente, assolutamente niente! E non scopriremo niente su di esso fin quando, organicamente, non ci sentiremo connessi a tutti.

Così, adesso risulta che solo i kabbalisti sono capaci di sviluppare una scienza per noi al di sopra di questa realtà ordinaria e terrena che adesso sta cominciando a rivelarsi in noi ed a nessun altro. Tutti gli altri sembreranno essere completamente indifesi e non sapranno cosa fare con tutti i problemi e le catastrofi che vivranno. Gli specialisti non saranno capaci di offrire niente, tantomeno gli psicologi, i fisici, i matematici ed i biologi.

All’ improvviso cominceremo a renderci conto che la nostra scienza attuale, con tutto il suo desiderio, smetterà lentamente di funzionare in questo nuovo stato. Ciò è dovuto al fatto che una nuova rete integrale di forze sta agendo in noi, la quale prende in considerazione la connessione generale di ognuno con tutti.

Capisci la difficile situazione nella quale ci troviamo? È per questo che abbiamo bisogno di diffondere la scienza della Kabbalah il più rapidamente possibile, affinché le persone si rendano conto di cosa hanno davanti. Se ci fosse solo un piccolo impulso in avanti, una quantità minima di accordo e comprensione, per lo meno una certa conoscenza e desiderio di capire, questo cambierebbe tutto il quadro e la vita sarebbe più facile per il mondo.

Adesso un tifone si avvicina all’ Australia e cosa possono fare le persone? Piangere soltanto! Stanno cercando di fortificare le abitazioni, di mettere più chiodi nelle pareti, ma questo li aiuterà davvero contro la furia di questi elementi?
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.02.2011, “Lo studio della Saggezza della Kabbalah”)

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Studia la Kabbalah e questa ti spiegherà tutto

La Kabbalah è un sistema di conoscenza ed un metodo della rivelazione della forza superiore in tutte le sue manifestazioni, in tutte le generazioni fino alla fine della nostra esistenza in questo mondo. Non solo ci spiega lo scopo della creazione, ciò che sta avvenendo e ciò che avverrà, ma ci eleva!

Nessun’ altra scienza ci cambia in qualche modo, dato che esse spiegano solo come possiamo trarre beneficio con il loro aiuto, per migliorare in qualche modo il mondo intorno a noi, mentre la saggezza della Kabbalah è un metodo per elevare la persona dal nostro mondo a quello superiore.

Per mezzo dello studio della Kabbalah, cominci ad ascendere, a cambiare la tua forma interiore e ad alterare la tua essenza. Cominci ad aprire gli occhi a te stesso ed al mondo intero ed ascendi davvero al livello successivo. Non è la scienza ordinaria, nella quale resti “nell’ esteriorità” separato da questa, è un metodo di auto trasformazione, di ascesa. Questa è forse la sua parte più importante.

Speriamo che alla fine, attraverso la nostra circolazione, raggiungiamo uno stato nel quale la gente sappia che tipo di metodo è questo e che tutta la scienza, ancora una volta torni a riunirsi. Come ha spiegato chiaramente e concisamente Paracelso nel suo trattato “Paragranum” (Das Buch Paragranum): “Studia la Kabbalah (artem cabbalisticam), questa ti spiegherà tutto!”.

Oggigiorno ogni scienza esiste nel suo ridotto campo d’ azione, ed in ognuno ci sono migliaia di differenti nicchie occupate da scienziati che non sanno come parlare gli uni agli altri. La Kabbalah, tuttavia, ha l’ intenzione di riunire tutte queste scienze e servire ad esse come una base comune, per elevarle tutte verso l’ unico scopo e verso la conoscenza comune. Questo è ciò che la rende così speciale.

In ultima istanza, la persona capisce che il mondo in cui vive è unito, completo, globale ed integrale, che è quello al quale oggi tutti noi dovremmo aspirare.
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(Dalla 3° lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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Come riconoscere un vero Kabbalista

Baal HaSulam, “La saggezza della Kabbalah e la filosofia”: e come il Re Salomone non ha potuto evitare che Asmodeo si sedesse sul suo trono, pretendendo di essere lui non appena arrivò a Gerusalemme, i saggi della Kabbalah osservano la teologia filosofica e si lamentano che ha rubato il guscio superiore della loro saggezza, che Platone ed i suoi predecessori greci hanno acquisito studiando con i discepoli dei profeti di Israele. Essi hanno rubato gli elementi di base della saggezza di Israele ed hanno vestito un mantello che non era di loro proprietà. Fino ad oggi, la teologia filosofica si è seduta sul trono della Kabbalah, essendo l’ereditiera della sua padrona.

I filosofi greci studiarono dai profeti, visto che la Kabbalah era aperta a tutti dall’epoca di Abramo. Tuttavia, non potettero ascendere fino all’altura della realizzazione spirituale, perché questo esige enormi sforzi. È per questo che i filosofi presero solo la parte esterna di questa saggezza, il loro obbiettivo non era correggere la natura umana, ma solo acquisire conoscenza.

Il primo segno mediante il quale si può distinguere un kabbalista è vedere di chi è studente. È impossibile, ottenere la spiritualità, senza essere un devoto studente vicino ad un vero kabbalista. Anche se essere uno studente di un vero kabbalista, non garantisce ancora il successo spirituale, per lo meno è la prima condizione necessaria per arrivare a questo.

Il secondo segno di un kabbalista è che il metodo che sta offrendo deve essere diretto solo alla correzione dell’ egoismo dell’ uomo. Questo è precisamente quello che colloca la Kabbalah a parte dagli antichi filosofi greci (religioni, credenze, metodi spirituali, ecc). Essi rubarono la coperta esterna della Kabbalah (il discorso dei mondi superiori, il mondo a venire, ricompensa e castigo e così via) e cominciarono ad usarlo ed a svilupparlo egoisticamente, con il fine di manipolare piuttosto che di correggere la natura umana.

Questi sono i due segni principali che differenziano un kabbalista da un non kabbalista. Per di più, non solo la filosofia ma tutti i metodi in generale, incluso quelli scientifici, impiegati dall’ uomo con la speranza di correggere il mondo ed ottenere una vita migliore, corretta, e più o meno sopportabile, dimostrano eventualmente la loro falsità.

Può non manifestarsi nelle conclusioni scientifiche in sé, ma nell’affermazione che in questo modo è possibile correggere il mondo e portare la felicità all’ umanità. Fino a che non sia chiaro come il giorno, le persone regolari nelle quali non si è ancora risvegliata un’urgenza speciale verso la spiritualità (il punto nel cuore), non tratteranno seriamente la Kabbalah.

Così, solo chi ha studiato da un riconosciuto kabbalista può essere lui stesso un kabbalista. Un autentico kabbalista offre inoltre un metodo di correzione dell’ egoismo, non tutta una serie di “miracoli” od azioni fisiche con l’ aiuto delle quali si suppone che si riceva una ricompensa o un castigo dall’ Alto.

In altre parole, questa non è né una religione, né un sistema di credenze, né filosofia, né teologia, e neppure le scienze naturali del nostro mondo, ma un metodo per correggere il nostro egoismo con il proposito di ottenere l’ unità e l’ amore. Questo metodo può essere rivelato alle masse solo dopo che l’ umanità si sia convinta che tutti gli altri metodi non possono portarla alla salvezza.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 11.01.2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”).

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L’ eterna ricerca della spiritualità

Tutta l’ umanità, eccetto i kabbalisti, è certamente impegnata a cercare di raggiungere la spiritualità, il Creatore. Ciò si applica anche ai secolari che non hanno niente a che vedere con la spiritualità e conducono un tipo di vita semplice, animale.

Tuttavia, se guardiamo un po’ più in profondità, tutte le loro azioni ti diranno che anche loro la stanno cercando. Tutto il mondo la sta cercando a modo proprio, attraverso la cultura, la musica e la letteratura; però trattano queste cose come se fossero una specie di divinità, qualcosa di elevato, grande ed eterno. Si relazionano anche con la scienza allo stesso modo.

La ricerca di risposte scientifiche è anche adorare altri dei, perché le persone stanno cercando di raggiungere la spiritualità attraverso la scienza, scoprendo quello che è nascosto nella natura. Loro stanno cercando nel livello dei loro piccoli desideri.

Tuttavia, non sanno neppure cosa stanno facendo. In verità, oltre alla sua vita animale, l’ umanità sta cercando solo la spiritualità. La gente, semplicemente non la conosce e continua a vagare come le vacche in un prato.

Ogni persona sente che sta cercando nella maniera corretta, in accordo all’ Aviut (spessore) del suo desiderio; ma con l’ egoismo crescente di generazione in generazione, la ricerca di una persona si avvicina alla saggezza della Kabbalah; e quando si avvicina alla Kabbalah, cominciano le domande: “Qual è il significato della mia vita? Perché sto vivendo? È tutta una follia, voglio essere in un altro livello. Voglio conoscere il Creatore, voglio rivelarlo”.

Non voleva rivelare la spiritualità precedentemente? Anteriormente, credeva di poter rivelare la spiritualità scoprendo una nuova legge della natura, per mezzo della creazione dell’ arte o della letteratura, o per mezzo delle preghiere o della meditazione; ma dopo tutte queste ricerche, la gente arriva ad uno stato in cui deve semplicemente raggiungere il Creatore nei suoi nuovi organi di percezione, che si stanno rivelando. Questa è la saggezza della Kabbalah.

Abramo prese con lui gente simile. Tuttavia, non ci stiamo riferendo all’uomo che andò nella terra di Canaan, ma al desiderio di ricevere di tutta l’umanità, che è la classificazione in sé in accordo alla sua affiliazione con questi insegnamenti. Questo è proprio quello di cui ci parla la Torà: un desiderio globale, universale.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.12.2010, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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Solo un Saggio può riconoscere un Saggio

Nell’ articolo “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia“, Baal HaSulam parla di un racconto del saggio Re Salomone, che era stato ingannato, esiliato da Gerusalemme, e lasciato senza soldi e oggetti personali, andò di porta in porta nel suo regno, ma ovunque andasse, nessuno credeva fosse un re.

La domanda è: Perchè non ha notato nessuno che fosse un saggio, e perché non ha dimostrato la sua saggezza a loro? La risposta è che ci sono “tre ostacoli” nel rilevare la saggezza (della Kabbalah):

  1. Perché la Kabbalah contiene la verità, è impossibile comprendere senza aver raccolto tutte le sue parti e studiarle appieno. Senza aver raggiunto questo obiettivo, non si può scoprire la sua natura universale e integrale. Ma per raggiungere questo obiettivo, la conoscenza della sua verità autentica deve essere diffusa tra tutte le masse.
  2. Il demone Asmodeo (l’ egoista, immagine rovesciata di verità e di connessione), vestiti gli abiti di Re Salomone ne prese il suo trono. Allo stesso modo, la filosofia si è messa sul trono della Kabbalah. Di qui, la difficoltà di rivelare la verità alle masse cresce. Dopo tutto, la saggezza della Kabbalah è profonda e richiede l’ esercizio di uno sforzo, mentre la filosofia è falsa, facile da assorbire e non accetta nozioni di nessuno. Pertanto, l’egoismo, il cuore, gravita nel parere che non vi è alcuna necessità di studiare la Kabbalah e si ha abbastanza per essere soddisfatti con la filosofia.
  3. Asmodeus ha sostenuto che il Re Salomone era pazzo, proprio come la filosofia ridicolizza e tenta di sfidare la saggezza della Kabbalah.

In altre parole, il riconoscere la verità della saggezza della Kabbalah è una sfida. Quando la si vuole presentare alle masse, esse dicono che non ne hanno bisogno perché hanno tutto ciò di cui hanno bisogno. La gente pensa di essere abbastanza saggia, e tutto ciò che la Kabbalah dice, quel mondo di sopra, è una fantasia, non una verità autentica, per l’ uomo che non la vede.

Così, sembra che sia impossibile raggiungere le masse con la Kabbalah in modo da far capire loro che è giusta e che contiene la verità e una soluzione. Dopo tutto, sono in uno stato in cui non sono in grado di vedere e riconoscere che è l’ unico mezzo di salvezza.

E così, fino a quando il re Salomone non raggiunse l’ Assemblea Suprema dei Saggi (il Sinedrio), che erano Kabbalisti loro stessi, e mentre camminava in mezzo al suo popolo, come narra la favola, nessuno era riuscito a riconoscere in lui il re, il più grande e il più saggio di tutti. Dopo tutto, per capirlo, voi stessi dovete avere la stessa saggezza e consapevolezza che ha lui. E se non le si possiedono, non si capisce nulla.

I saggi della Kabbalah del Sinedrio erano gli unici che sono riusciti a scoprire l’ inganno. Ma dove li trovi oggi?
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.01.2011, “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia”)

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La legge universale della natura

La maggior parte delle persone capisce che solo una forza agisce nel mondo; chiamiamola forza della Natura. Loro le danno diversi nomi: forza o Dio. Comunque, non è una persona, ma la legge, l’ equazione universale di tutta la natura, ed Einstein stava cercando di connettere in una tutte le altre leggi ed equazioni che agiscono in tutti i livelli dell’ esistenza.

La Kabbalah trovò una simile equazione universale alcuni eoni fa; da un lato c’ è la Luce (Y), dall’ altro il desiderio di ricevere (X) e nel mezzo la funzione (F) che li connette tra loro, li eguaglia: uno schermo anti-egoista. Questa è la formula ed è molto semplice!

Il nostro desiderio viene “moltiplicato” per lo schermo e si uguaglia alla Luce che noi, nella misura della nostra ricerca di questa formula, siamo capaci di accettare. Non c’ è nient’ altro eccetto questi tre componenti!

La Luce, però, è un valore costante e non cambia; intanto, il desiderio cambia costantemente, tuttavia, avviene indipendentemente da noi. Il nostro lavoro è di continuare a mantenere lo schermo: l’ equilibrio tra la Luce ed il desiderio.

È l’unica equazione che esiste in natura. Tutte le altre leggi derivano da questa: le leggi della chimica e della fisica (nel livello inanimato del desiderio), la botanica e la biologia (nel livello vegetale), la zoologia e la medicina (nel livello animato), la psicologia (nel livello della percezione umana) ed alla fine, le leggi del livello parlante (nel livello dei mondi superiori).

Tutto è governato dalla stessa, unica, semplice equazione. È un peccato che Einstein non sia qui oggi, avrebbe finalmente messo a riposo la sua mente; però, a dire il vero, egli si stava muovendo nella direzione giusta, cercando di connettere la luce (la vita) con la massa (la materia, il desiderio).
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13 Dicembre 2010, “Una serva che eredita dalla sua padrona”)

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