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Capire al primo tentativo

Domanda: Come trasmettiamo ad una persona una visione supplementare della realtà affinché possa rendersi conto che c’è qualcos’altro lì fuori, oltre alla sua prospettiva abituale?

Risposta: Fino a che la persona non si sia sviluppata ad un certo punto ed abbia cercato con ogni tipo di filosofia e metodologia che derivano dal suo innato egoismo, non c’è niente che tu possa fare. Per avere una visione chiara, deve per prima cosa arrivare ad una profonda delusione ed insoddisfazione del mondo nel quale vive.

  1. Prima scopro che mi sento male. Questa è una tappa obbligatoria.
  2. Devo inoltre sentire chiaramente che non migliorerà.
  3. La cosa più importante è che mi renda conto che la causa di tutti i mali è il mio stesso egoismo.
  4. Quindi, tutte le mie azioni peggiorano solo le cose, come è scritto: “Meglio che ti siedi e non fai niente”. È meglio che tu tenga la bocca chiusa e non ti muova, poiché qualunque movimento tu faccia ha le sue radici nel tuo egoismo e porta ad un male più grande nel mondo.
  5. Quindi, la persona comincia a cercare una soluzione ed un modo di viverlo. Questi discernimenti includono tutti i cammini attraversati in precedenza e le esperienze come la religione, la filosofia e la scienza. Dopotutto, anche la scienza si è sviluppata in maniera egoistica e non ci aiuterà ad uscire dalla realtà fisica. Pertanto, esaminiamo tutto questo e concludiamo che niente lo può chiarire.
  6. Alla fine, saremo disposti a seguire il consiglio dei kabbalisti.

Così lungo è il cammino che richiede senza dubbio l’esistenza del sistema della circolazione della Kabbalah. Al contrario, non arriveremo mai a vedere l’umanità sottoporsi a questo cammino evolutivo ed arrivare a qualche risultato positivo. Una persona può chiedersi:

  • Quante volte deve sentire dolore prima che decida di non sopportarlo più?
  • Quante volte deve dire che non vuole più soffrire fin quando ammetta finalmente di dover cambiare qualcosa?
  • Quante volte ha bisogno di capire che bisogna fare qualcosa in questo senso?

Pertanto, per ottenere qualche risultato, dobbiamo passare attraverso molteplici azioni che ci portano problemi, dolore e sofferenza.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.01.2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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Poteri Soprannaturali

Domanda: Esistono i poteri soprannaturali nel nostro mondo?

Risposta: Il naturale ed il soprannaturale si valutano in relazione all’uomo, in conformità alla sua natura ed al suo livello di sviluppo. Per esempio, se mostrassimo un aereo ad una persona vissuta 500 anni fa, proverebbe una gran trepidazione nel veder volare questo uccello di metallo a grandi altezze, che neppure muove le ali!

Tuttavia, il soprannaturale, si conserva in funzione di quanto è più potente di me. Proprio adesso c’è qualcosa che mi controlla, però domani, io la controllerò. Il soprannaturale è quello che “è al di sopra della mia natura”, quello che non raggiungerò mai in maniera naturale.

La natura del nostro mondo è completamente egoista. È il desiderio di ricevere piacere da tutto quello che è possibile, di avvicinarmi a quello che mi porta beneficio ed allontanarmi da quello che mi danneggia. La natura opposta, la dazione e l’amore, si trova al di sopra di questo livello.

Le forze della dazione e dell’amore sono più grandi della nostra natura, poiché non hanno le limitazioni che derivano dal percepire tutto soltanto per il piacere dell’individuo. Queste forze possono attivarsi a condizione che si acquisiscano, quando la persona si eleva al di sopra della sua natura, verso la natura opposta. Allora avrà una percezione della realtà diversa, come è scritto “Ho visto un mondo opposto”. Questa realtà non è limitata dal tempo, dallo spazio e dal movimento, è infinita ed armoniosa, senza scontri né frontiere. Una volta raggiunta, esistiamo al suo interno.

Per il momento non sentiamo questa realtà perché le nostre qualità sono opposte ad essa; però coloro che hanno acquisito queste qualità al di sopra della loro natura, la percepiscono. Potremmo dire che la persona, che chiamiamo cabalista, ha poteri soprannaturali.
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(Dal programma “Chiedilo al kabbalista” del 23.06.2010)

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Il complicato cammino del raggiungimento della semplicità divina

Domanda: Se tutto nel nostro mondo ha origine nelle radici superiori, da dove vengono tutti i tipi di oggetti inventati artificialmente, quelli che non esistono in natura, come ad esempio un veicolo con le ruote?

Risposta: Tutta la natura è un’ immagine che appare in me e tutto questo discende a me dall’ Alto. Nel mondo spirituale, non ci sono automobili, ma esiste la nozione stessa, al contrario come potremmo completarla?

Nella loro forma visibile, le radici del mondo superiore si manifestano a noi come quattro livelli della natura: inanimato, vegetale, animato e parlante. Il resto discende a noi sotto forma di pensiero. Tutte le nostre invenzioni artificiali (come i missili e le automobili) hanno la loro radice nel pensiero superiore e non sono il risultato della nostra osservazione della natura. Non si espandono in maniera diretta, obbligatoria dall’ Alto verso il basso, ma sono inventati dall’ uomo che completa se stesso con tutte quelle cose della quali ha carenza in questo mondo.

I quattro stati della Luce Diretta si espandono dall’ alto verso il basso, dal Mondo dell’ Infinito a questo mondo materiale, portando progressivamente i mondi, i Partzufim, le Sefirot e le loro molteplici combinazioni. In ogni grado, tutto quello che è presente nell’ inferiore, tutte le sue forme, vengono dal superiore, anche se crediamo che nel livello inferiore ci possano essere forme più sviluppate perché la loro mancanza di perfezione richiede di trovare maggiore diversità e combinazioni della materia.

In alto, nel Mondo dell’ Infinito, tutto si fonde in una totalità, nell’ unità integrale. Quanto è semplice in comparazione al nostro mondo complesso; però in essenza, questo nostro mondo non è il più ricco, ma deve semplicemente dividersi in un numero così grande di integranti.

In basso ci sono milioni di elementi della natura: i minerali, le piante, gli animali e l’ uomo ed in ognuno di essi, c’ è un’ innumerevole moltitudine di dettagli; però, nella misura in cui ascendiamo i gradini dei mondi, vediamo sempre meno.

Dopotutto, per decifrare il concetto di unità che esiste in Alto, nell’ Infinito, abbiamo bisogno di innumerevoli elementi che quando si uniscono correttamente, possono ricreare questa totalità nel nostro mondo. È naturale che esista un’ enorme differenza tra i gradi superiori e quelli inferiori, in base alla misura nella quale l’ inferiore è più materiale e di conseguenza, richiede più dettagli.

Inoltre, non c’ è niente nell’ inferiore che non esista nel superiore. Semplicemente, i dettagli individuali che si rivelano nell’ inferiore si vincolano come un tutt’ uno nel superiore e quindi vengono percepiti da noi come un tutt’uno. In realtà, però, non è un insieme. Così come nel Mondo dell’ Infinito, tutto si fonde in un tutt’uno in relazione al suo obbiettivo di dare e non vediamo nessuna divisione. Comunque, questo non significa che tutte queste definizioni non esistano.

Nel Mondo dell’ Infinito, ci sono innumerevoli elementi, ma tutti sono legati in un insieme e pertanto, vengono chiamati semplice Luce infinita che riempie tutta la creazione; ma in realtà, non è una “semplice” Luce di Nefesh, ma NaRaNChaI de NaRaNChaI (Nefesh, Ruach, Neshamà, Hayà, Yechidà), che è “620 volte” più grande di quello che viene percepito solo come semplice.

Il grado inferiore arriva a conoscersi solo in una forma così “complessa”. Creiamo molte cose diverse solo a causa della nostra debolezza, dato che in altro modo, saremmo incapaci di raggiungere il superiore. Quando raggiungiamo il grado più alto, non abbiamo bisogno per altro tempo di tutti questi supplementi.

Tutta l’ abbondanza dei dettagli che ho nel mio grado inferiore, ha la sua radice in ciò che ho aggiunto per completare la mia relazione con il grado più alto; però dall’alto verso il basso, sono gli stessi elementi che continuano a discendere fino a me.

Lo stesso Mondo dell’ Infinito è presente nel nostro mondo e tutta la varietà dei dettagli che aggiungo o rivelo in natura derivano dal fatto che sono incapace di percepire questo “semplice” Mondo dell’ Infinito. Tutto intorno a me è considerato come il mondo immaginario. Tutti i mondi sono semplicemente “occultamenti che scompaiono” del Mondo dell’ Infinito, dove non c’ è nient’ altro che il desiderio (il desiderio di ricevere) riempito con la semplice Luce.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7.02.2011, “L’ Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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Rivelare la realtà che descrive lo Zohar

Lo Zohar, Capitolo “Va Yera (E il Signore apparve)”, punto 126…All’ inizio Rabbi Aha pensò che ci fosse Dever in città, per cui una preghiera è richiesta per portare indietro Nukva alla qualità di Rachamim. Ed è per questo che disse loro di pregare. Ma quando senti che c’erano molteplici morti, e quando gli fu detto che questo e quello erano morti, e questo e quello stavano per morire, lui vide che si trattava di una piaga, e la preghiera non aiuta con una piaga. Questo è cosi poiché questo non richiede la mitigazione nella qualità di Rachamim. Piuttosto, si richiede l’ incenso, per rivelare la linea centrale in questo ed incorporare le linee una nell’ altra.

Le sensazioni interne di una persona che riconosce le proprie innumerevoli proprietà e che impara fino che punto si trova dallo stato di correzione si chiamano “infezioni”, “epidemie”, “avvenimenti di molteplici morti” o “condizioni vicino alla morte”.

La piaga (Dever) viene contrapposta da un “saggio” che vive all’ interno di ognuno di noi; questa qualità unica è chiamata “Rabbi Aha”. Gli autori dello Zohar sono, infatti, la fonte di qualità superiori, le quali sono presenti in ogni anima, anche tu le possiedi!

Ed è cosi perché noi dimoriamo in un sistema olografico nel quale ognuno di noi è incluso in tutte le sue parti. Perciò, Rabbi Aha è presente anche nella mia anima, lui lotta contro la piaga e guarisce molte “persone malate”, che alcune volte muoiono e altre volte riescono a sopravvivere.

Il mio compito è quello d’ immaginare e di sentire esattamente dove si trovano dentro di me. Dove si trovano tutte queste qualità? Io lotto per sentirle. Se io sono un “piccolo mondo”, allora devo localizzare queste qualità dentro di me. Io anelo rivelarle.

Dal momento in cui io rivelo la qualità descritta nello Zohar, io inizio a viverci. Io voglio identificarmi con gli uomini giusti e perfino con i peccatori. Voglio unirmi a tutti. Qualsiasi e ogni cosa in questo mondo è mia e manifesta se stessa nella mia anima, che è nascosta da me. Finché non riuscirò a rivelare perlomeno una piccola parte di esso, io non potrò sentire quello che è descritto nel Libro dello Zohar.

Perfino una rivelazione parziale fa sì che io possa “leggere” e sentire meglio me stesso; la mia consapevolezza su di me emerge ed io riesco a spiegare chi sono io. Ma, al momento, Lo Zohar ci è completamente occulto. Stiamo aspettando che la Luce agisca su di noi e inizi il processo di rivelazione di una nuova realtà all’ interno di ognuno di noi.

Un problema comune a sette miliardi di persone

Noi pensiamo che ognuno di noi abbia le proprie faccende ed i propri problemi. “Desidero raggiungere la spiritualità e non mi interessa del resto del mondo. A volte ci penso agli altri ma, in sostanza, qual è il problema? Dov’ è il mondo e dove sono io?

Ovviamente, si tratta di una risposta egoistica. Ma cosa può fare un uomo? Abbiamo solamente una scelta da fare: pensare fortemente al modo in cui siamo tutti collegati gli uni con gli altri. La Kabbalah dice che tutti gli esseri umani sono interconnessi. Noi già lo sentiamo e oggi ne siamo, chi più chi meno, consapevoli.

Tuttavia, questa consapevolezza non ha dato ancora dei risultati. E’ evidente che i governi e gli stessi individui, non importa quanto siano intelligenti, ancora non sono in grado di cambiare e continuano a vivere dentro i loro personali gusci egoistici. Ma il problema è di fatto globale e lo si può risolvere solamente se siamo connessi tra di noi.

La saggezza della Kabbalah dice che tutti noi siamo degli individui separati legati insieme da diversi tipi di connessioni. Si tratta di sistema enorme, complesso, molto intricato e molto sfaccettato, composto da sette miliardi di parti.

In questo sistema, io posso percepire il mio “io” dentro me stesso, e poi percepisco il mondo. Oppure, posso percepire ciò che è al di fuori di me: le altre parti ed i legami tra me e tutti gli altri. In questo caso, percepirò il mondo superiore al di fuori di me.

E’ considerato superiore perché io sono governato da ciò che mi viene fornito da ogni altra persona. Tutto ciò che avviene in me, avviene perché i legami esistenti tra tutti e sette i miliardi di uomini si svolgono in me.

Allora, come risolvere il problema che la Natura ci costringe a fronteggiare oggi? Sembra che dobbiamo trovare una connessione benevola tra di noi perché è questo sistema nella sua completezza che ci manda tutti questi segnali di pericolo. Serve che ci stacchiamo da noi stessi ed incominciamo a percepire lo spazio circostante.

Al di fuori di me, c’è il mondo dell’infinito. Dunque, dobbiamo fare tutti un passo fuori e provare a camminare nello spazio che c’è tra di noi. Nessuno lo può percepire dentro a se stesso.
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(Dalla 2 lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

La Kabbalah: la rivelazione dell’ intera realtà dentro di noi

Domanda: Che cos’ è la saggezza della Kabbalah?

Risposta: Un certa influenza discende su di noi dalla radice superiore (il pensiero della creazione) dall’ Alto verso il basso attraverso tutti i mondi e alla fine raggiunge il punto finale, questo mondo. Include le parti esteriori e quelle interiori: i cinque mondi superiori e gli esseri creati.

L’ intero universo è composto da mondi e anime che esistono dentro i mondi. La saggezza della Kabbalah esamina ogni cosa tranne la radice precisa: il modo in cui si diffonde dall’Alto verso il basso poi ritorna dal basso in alto, il che succede relativamente alla persona che realizza questi conseguimenti.

Dentro a questo sistema c’è qualcuno a cui si riferisce come ad un “uomo” (finora, non sappiamo chi egli sia). Tutto ciò che viene rivelato rispetto a lui è chiamato la saggezza della Kabbalah.

In questo momento, io esisto nella realtà di questo mondo, e percepisco ogni cosa attraverso i cinque sensi: vista, udito, gusto, olfatto e tatto. I cinque sensi mi aiutano a rivelare e percepire tutto quello che succede al di fuori di me, ma io non so effettivamente cosa sta succedendo lì fuori.

I fisici dicono che noi siamo sotto l’ influenza di onde e che non esistono altro che queste onde. I chimici dicono che queste sono reazioni tra certe sostanze e molecole. Ad ogni modo, ciò che conta è che io percepisco certe influenze e a queste influenze reagisco. Questa è la mia percezione interiore, mentre altri potrebbero reagire in un modo diverso.

Noi siamo tutti uomini, e funzioniamo tutti nello stesso modo. Per questa ragione, siamo portati a percepire le stesse cose. Un altro essere percepirebbe una diversa realtà. Ogni essere percepisce il mondo in base alle sue proprietà, al suo carattere, e alle sue informazioni genetiche. Gli uomini, gli animali, gli insetti, le piante, e perfino le rocce si percepiscono e percepiscono l’ambiente circostante in modi diversi..

Tuttavia, la Kabbalah parla solamente del modo in cui gli esseri umani percepiscono il mondo. Sebbene ci siano delle differenze anche qui, noi continuiamo ad avere delle percezioni comuni. Noi continuiamo piuttosto a comprenderci allo stesso modo. Le nostre impressioni coincidono così tanto con i livelli inanimato, vegetativo ed animato che ci sentiamo completamente una cosa sola con tutti questi livelli.

Le difficoltà nella percezione incominciano solo al livello umano dove la psicologia, le caratteristiche individuali, le percezioni, e le sensazioni incominciano. Se esaminiamo solamente l’influenza sui cinque sensi che non sono stati ancora deformati dai fattori della percezione psicologica, allora ci riferiamo ad ogni cosa che percepiamo in essi come ad una percezione di questo mondo, fino a qui senza che i nostri nervi e i nostri pensieri si siano stratificati su di essa.

Quando conseguiremo tutti i cinque mondi spirituali in questo modo, conseguiremo ciò che si chiama la saggezza della Kabbalah: l’ intera discesa dall’ Alto verso il basso, dal principio alla fine e indietro dalla fine al principio, tutti gli oggetti e i sistemi, le cause e le conseguenze, ogni cosa fino proprio all’ultimo dettaglio. Dunque, la Kabbalah spiega chi è l’uomo, il suo scopo, le ragioni della necessità di discendere dall’ Alto verso il basso, e cosa ci aspetta alla fine dell’ ascesa.

Questa saggezza comprende tutto. Comprende la fisica, la chimica e la vita dell’ uomo in questo mondo. Tutto è compreso in essa. La Kabbakah è la rivelazione dell’ intera realtà dentro l’ uomo che la consegue.

L’ uomo sale attraverso i mondi spirituali e consegue la realtà in una delle sue fasi: il primo, il secondo, il terzo livello, e così avanti. Quando l’ uomo sale al livello successivo, risulta chiaro che tutti i precedenti livelli sono compresi in questo nuovo livello.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.01.2011 “L’ essenza della saggezza della Kabbalah”)

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Svegliati nel mondo spirituale

Nella porzione settimanale della ToràTrumà” (Offerta) non si parla della nostra falsa realtà in questo mondo illusorio, che percepiamo nel nostro desiderio. Perché è illusorio? Perché ci è stata data questa forma del nostro stato inconscio, dove ci sembra di esistere.

Ci sono film che mostrano come tutto il mondo dorma in un sonno profondo, dov’ è sonnambulo e tutto ha luogo nel sogno. Questo è lo stato nel quale siamo oggi, perché siamo separati dalla vera realtà. La nostra realtà è una specie di sogno, per la qual cosa è scritto: “Eravamo come in un sogno”.

Ci sembra di esistere nella realtà, come il cavaliere che è andato in cielo e per compensare la sofferenza che ha dovuto sopportare, ha ricevuto la realtà che ha nel mondo terreno; una sposa, un figlio, una casa, un carro ed un buon cavallo. Questo significa che una persona riceve quello che desidera. È scritto nel Libro dello Zohar che ad una persona nel mondo a venire viene chiesto: “Cosa volevi?”. Certamente, nessuno domanda niente a nessuno e niente di questo ha luogo, però alla fine la persona riceve quello che desidera.

La stessa cosa avviene nella nostra realtà. In questo momento esistiamo in un mondo immaginario, ma quando cominciamo in maniera indipendente la costruzione della vera realtà, dobbiamo costruire il cammino di cui si parla in questa porzione della Torà. Quando lavoro sul mio desiderio, se trasformo gradualmente la mia intenzione egoista nell’intenzione di dare, allora ottengo un nuovo Kli nel quale rivelo una nuova realtà. Costruisco il Tabernacolo e durante il processo, rivelo sempre di più il mondo spirituale, fino a che si rivela pienamente.
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(Dalla lezione sulla porzione settimanale della Torà del 04.02.2011)

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L’ intenzione corretta rivela il mondo

Domanda: Stiamo facendo l’ offerta corretta per il Tabernacolo, oppure è il Creatore che lo costruisce, sistemando pezzo per pezzo? E chi è l’architetto?

Risposta: E’ chiaro che non capiamo il nostro lavoro, come un bambino di due anni che cresce senza sapere cosa diventerà quando ne avrà tre. Non pianifica il processo della sua crescita e non si può formare solo all’ età di tre anni. Allo stesso modo, facciamo una Menorà (un candelabro con sette bracci) lanciando un pezzo d’ oro nel fuoco e dopo lasciamo che sorga per conto proprio. Però, come avviene “per conto proprio”?

Il fatto è che non puoi fare niente da solo. Se prepari l’ intenzione (non l’ azione ma unicamente l’ intenzione), se le integri la linea di mezzo, allora la Luce darà alla tua materia proprio la forma che deve assumere. Questa materia non può prendere altra forma. In altre parole, ha già questa forma, devi solamente rivelarla facendo in modo che la tua intenzione ti riveli questa immagine.

Entri in un mondo che è stato preparato in anticipo. Rivelando i “fiori”, la “Menorà”, la “tavola”, “l’ onyx e le altre pietre”, riveli quello che già esiste. Sei tu che stai rinnovando la tua percezione. Tu la riveli; si rivela a te e dentro di te. Costruisci la tua visione, la tua percezione, la tua comprensione e la tua accettazione. Secondo la misura della tua accettazione, non vedi la forma esterna, ma vedi che tutto è dentro di te. La tua visione diventa interna.

Adesso quello che vedi ti sembra esterno, ma nella spiritualità vedi che tutto è all’ interno. In quel momento la tua percezione sarà autentica. Non avrai più l’ illusione che hai adesso, all’ interno della quale ti sembra che il mondo esista al di fuori di te, che esistete tu ed il mondo.

Nella spiritualità, questa falsità non esiste, senti che tutto si trova dentro di te, all’ interno dell’ anima, con la quale ti identifichi.
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(Dalla lezione sulla porzione settimanale della Torà del 04.02.2011)

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Acceleratore spirituale di particelle

Domanda: Dove è la nostra libera scelta nel leggere lo Zohar?

Risposta: Leggiamo lo Zohar per realizzare la nostra libertà di scelta. Al contrario, non ci sarebbe bisogno dello Zohar o di tutta la saggezza della Kabbalah. Perché ne ho bisogno? È per conoscere il numero degli angeli nel cielo? Che differenza ci sarebbe se li contassi per nome? Ancora non sappiamo cosa sono “i cieli” o “gli angeli”, altrimenti li disegnerei con le ali.

Per questa ragione mi avvicino alla lettura dello Zohar, allo studio della saggezza della Kabbalah, al lavoro nel gruppo ed al lavoro spirituale per realizzare il mio libero arbitrio, al fine di ricevere il rimedio miracoloso, la Segulà, attraverso tutti questi mezzi.

Il libro davanti a me è un determinato dispositivo artificiale che mi connette al mondo spirituale, del quale non sono conscio e non ho neppure nessun’ idea delle sue proprietà. Tuttavia, i kabbalisti dicono che ho un certo “adattatore” che può connettermi con un mondo sconosciuto.

Diciamo che c’ è una nozione di un “micro mondo” nella fisica quantistica, un mondo di particelle elementari. A prescindere dal fatto che vivo tra loro, non le sento, ma i fisici dicono che è impossibile creare uno strumento che ti aiuterà a raggiungere questo mondo ed a cominciare a percepirlo. È per questo che stanno costruendo diversi dispositivi, come gli acceleratori di particelle (elementari).

In questo modo, esistono strumenti che ci aiutano a percepire il mondo interiore delle particelle che si occultano nel mondo che attualmente sentiamo. Possiamo raggiungere un mondo nel quale non siamo capaci di percepire niente, perché i nostri sensi non funzionano al suo livello.

La saggezza della Kabbalah mi da anche uno strumento, la lettura dello Zohar, che può aiutarmi a raggiungere il mondo spirituale nascosto, e funziona! Devi solo utilizzarlo.

Tuttavia, utilizzando lo strumento della Kabbalah, sei tu a cambiare e questo strumento si trasforma nel tuo strumento interiore. Al contrario, gli scienziati che studiano le scienze terrene non cambiano. Perfezionano soltanto i loro strumenti e li rendono più potenti. Per questa ragione, quello che stanno facendo si chiama il mondo esteriore, al di fuori dell’ uomo.

Nella Kabbalah lavoriamo con il mondo interiore perché così possiamo cambiare la nostra natura e al tempo stesso, cominciamo improvvisamente a percepire i fenomeni che prima erano completamente al di fuori delle nostre sensazioni.

Non miglioriamo la sensibilità che già abbiamo, come i musicisti che percepiscono i suoni molto meglio di noi, o gli artisti che percepiscono i colori molto meglio. La Kabbalah ci aiuta a raggiungere uno stato nel quale le proprietà che prima non avevamo, vengono sviluppate dentro di noi.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.12.2010, “Introduzione al Libro dello Zohar”, articolo “Voi siete miei amici”)

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C’ è stato davvero un Adam HaRishon?

Domanda: Cosa ne è stato di Adam HaRishon dopo la sua trasgressione?

Risposta: Lo descriviamo come se fosse stato un Adam prima e dopo il peccato. Eva, il serpente, la mela, l’ Albero della Vita, il Giardino dell’Eden, in verità nessuno di loro esiste.

Un sistema discende dall’ Alto ed organizza i gradi spirituali sminuendo le Luci nei vasi (Kelim). Impiegando il libero arbitrio, acquisiamo un nuovo vaso, nel quale avvengono diversi fenomeni. Fino ad allora, non c’ è nient’ altro che il Creatore, Elokim.

In effetti, chi può percepire Adamo nella spiritualità? Se non esistiamo nel mondo spirituale, non esiste niente, salvo qualche idea astratta sulla quale non possiamo dire niente. Tutto esiste solamente in relazione ad una persona.

Allora, come sanno i kabbalisti della discesa del sistema dall’ Alto verso il basso? Possono farlo basandosi sulle loro autentiche realizzazioni dal basso verso l’ alto; però, può qualcuno parlare di qualcosa che è esistito prima di lui? Un kabbalista raggiunge gli avvenimenti del mondo spirituale e li descrive, dopo anche io comprendo ciò che è scritto. Per me, lui è parte dello stesso sistema di Adamo.

Qualsiasi kabbalista che mi passa la conoscenza di una realtà spirituale è un sistema anziché una persona. Dobbiamo anche vedere gli amici e tutto il mondo in questo modo; siamo un sistema. Lavorando correttamente, manifestiamo i risultati corretti, ma se agiamo in maniera sbagliata, anche i risultati saranno erronei.

I kabbalisti raggiungono le radici all’ interno di se stessi, nei loro Kelim. Non può esistere niente al di fuori del mio Kli. Dopo aver creato un Kli, si manifesta qualcosa immediatamente in esso dentro di me. Mi rendo conto che le sue radici sono nel Mondo dell’ Infinito (Ein Sof) e questo attraversa i gradi della riduzione mentre discende fino a me.

Tuttavia, se non ho un filo di connessione con l’ infinito, allora non ci sono neppure i mondi tra di noi. Essi esistono solamente se li sveglio alla vita, se voglio unirmi nel Creatore. Allora, si stabilisce immediatamente una connessione tra di noi e questo, di fatto, è il sistema dei mondi.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.12.2010. Beit Shaar HaKavanot)

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