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Equilibrio collettivo

Domanda: Gli uomini hanno delle sensibilità che differiscono. Esiste l’eventualità che qualcuno non riesca ad integrarsi nell’unione che si manifesta durante i workshop?

Risposta: E’ quasi impossibile, perché gli uomini che siedono insieme in cerchio si influenzano a vicenda. E questa è la ragione per cui il più insensibile tra loro acquista gentilezza, tenerezza e sensibilità dagli altri, ed il più sensibile realizza un equilibrio attraverso gli altri. Tutto raggiunge un comune denominatore.

Gli uomini non hanno nulla di personale perché tutto cambia nella collettività. Tu dici che alcuni di loro si sentono così e qualcun altro si sente in modo diverso. Non c’è più “qualcuno” – ogni uomo include tutti gli altri in se stesso.
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(Da Kab TV “Segreti Professionali” 08.02.2013)

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Le necessità del mondo immaginario, tutto per il vero mondo

Domanda: Baal HaSulam dice nell’articolo “Un discorso al completamento dello Zohar” che l’anima si riveste del corpo nel nostro mondo. Che cosa vuol dire?

Risposta: “Il corpo di questo mondo” significa il desiderio di ricevere solo per se stessi. Qui riempie tutto lo spazio (vedi il disegno), e c’è anche il punto nel cuore (•), la parte posteriore di Nefesh di Kedusha. Essa è stata frantumata, il che significa che vuole anche ricevere per se stessa, ma può essere trasformata nel suo stato opposto.

Domanda: Dove si trova il desiderio del punto nel cuore?

Risposta: Per prima cosa senti che il desiderio esiste ed incominci a notare il fatto che questo desiderio non ha un posto fisico in cui si trova. Questo desiderio è l’essenza della creazione spirituale.

Oggi vedi davanti a te i livelli inanimato, vegetativo, ed animato della natura, così come vedi gli uomini. Tutto questo è il mondo immaginario. Non guardarlo, mettilo da parte, non è la cosa principale.

Oltre a questo, c’è il desiderio di ricevere nel quale c’è una scintilla. Dobbiamo prenderci cura di queste scintille. Diamo al mondo immaginario le necessità basilari ma non siamo obbligati a fare niente più di questo perché è tutta un’illusione. Dovresti dare tutto alla parte principale.

Ciò significa che devi isolare il punto nel cuore da tutto ciò che si trova dentro il desiderio di ricevere. Dovresti differenziarlo all’interno del desiderio e tirarlo fuori più che puoi, separarlo dal desiderio di ricevere, e svilupparlo. Il desiderio stesso dovrebbe essere ristretto e annullato. Allora ci sarà una connessione che lo aiuterà e poi ci saranno parecchi altri passaggi…

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(Dalla 4.a lezione quotidiana della Kabbalah del 03.02.2013, “Un discorso per il completamento dello Zohar”).

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Un desiderio, un punto, e la Luce

Baal HaSulam, Introduzione al Libro dello Zohar, punto 66: Si tenga presente che in tutto esiste l’interiorità e l’esteriorità. Nel mondo in generale, Israele, i discendenti di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, sono considerati l’interiorità del mondo.

Israele” sono coloro che hanno una propensione per le tre linee, per la dazione. Queste tre linee simboleggiano Abramo, Isacco e Giacobbe, e Israele aspira ad integrarle in modo che la forza della dazione e la forza di ricevere si connettano e raggiungano l’adesione con il Creatore nella linea di mezzo.

Dopo tutto, nella realtà esistono solo queste due forze – la forza di ricezione e la forza della dazione. Il primo si riferisce alla creatura e il secondo al Creatore.

Se la forza della dazione è anche nella creatura, una scintilla o un punto nel desiderio di ricevere, allora attraverso ciò la creatura può costruire la linea di mezzo. Il desiderio è la linea di sinistra, e il punto nel desiderio, la scintilla del Masach (schermo) prima della frantumazione, è la linea destra, e la Luce che è stato chiamata ad operare alla saldatura fornisce loro la linea di mezzo, al di sopra della ragione, dare al di sopra del ricevere.

Quindi abbiamo bisogno del desiderio e del punto che si trova in esso (●) e anche la tensione (Δ) tra di loro, a causa della quale una persona si sente male. Poi il suo punto riceve l’impulso di conoscere il Creatore. E in questo caso, tutti i suoi desideri diventano un mezzo che aiuta il punto nel cuore a raggiungere il Creatore.

Questo è il motivo per cui la Luce inizialmente, scendendo, ha creato un desiderio potente come se stessa. Ora, quando la creatura usa questo desiderio, può raggiungere il Creatore e salire a Lui.

“Abramo” è il punto di dazione, e quando una persona lo usa correttamente e guarda il desiderio da esso, egli è chiamato “Isacco.” E poi c’è la combinazione di essi, “Giacobbe”, la linea di mezzo. Abbiamo bisogno di queste tre componenti.

Domanda: Se la Luce e il desiderio hanno lo stesso potere, da dove proviene la differenza (Δ) tra di loro?

Risposta: La scintilla della Luce, o il Creatore, entra nel desiderio e in essa evoca un sentimento di un’altra natura, di un’altra essenza.

Allora una persona si sente male a causa della sua diversità con questa natura nell’ uso del suo desiderio.

La verità è che nessuno di noi sa che cosa sia il desiderio di ricevere, ma tutti conoscono i suoi benefici. Quindi non stiamo parlando del desiderio, ma dell’intenzione allo scopo di ricevere, viviamo nella volontà egoistica e non nel desiderio, e non si sente in sé.

La nostra intera percezione, il nostro intero programma, si basa solo sulla nostra intenzione, il nostro egocentrismo. La differenza non è tra due desideri, il desiderio di ricevere e il desiderio di dare, ma tra due caratteristiche fondamentali.

Le paragono non in base alle dimensioni ma secondo una differenza qualitativa. In effetti, sento la differenza, il divario tra il Creatore e la creatura. Questo è ciò che mi spinge a cominciare il percorso al livello del Creatore, ad una equivalenza della forma con Lui. Altrimenti non avrei ricevuto un tale impulso.
Successivamente salgo i livelli della somiglianza, i livelli attraverso i quali una persona si porta ad una equivalenza della forma con il Creatore.

Ci sono persone in cui esistono le tre linee e altre no. In realtà, esistono in tutti, perché alla fine tutti devono raggiungere lo stesso stato. La frantumazione è stata totale, l’incorporazione era totale, e la correzione deve anche essere totale.

Ancora, le tre linee non sono espresse in tutti allo stesso tempo. Nel desiderio generale c’è una parte superiore – GE, o in altre parole coloro nei quali il punto nel cuore (•) è già salito ed è stato rivelato, e vi è una parte inferiore, AHP, quelli in cui essa è ancora nascosta al di sotto. Di conseguenza, quelle sopra vengono attirate per l’unione (Yechud), al Creatore, e così sono chiamati “gli ebrei” (Yehudi). In basso, le persone hanno una quantità enorme di desideri, ognuno vive apparentemente nel proprio mondo, e così sono chiamati “le nazioni del mondo.” Al di sopra, tutti vogliono connettersi a un punto per poter raggiungere il Creatore mentre in basso, questo punto non è stato ancora rivelato e non significa ancora nulla, e così i diversi desideri attirare la gente in direzioni diverse.

Ma “l’individuo e il generale sono uguali”, e ogni persona è un piccolo mondo, così questo sistema, questa struttura, esiste già in tutti. Anche se nel cuore di una persona viene rivelato il punto, ci sono anche molti altri desideri, anche se possono essere nascosti al momento in attesa che venga il loro turno. Ognuno ha desideri che nel frattempo non accompagnano il punto nel cuore.

Eppure, le persone che dall’ Alto hanno ricevuto la base per le tre linee devono sentire che sono responsabili per la correzione del mondo.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.01.2013, “Discorso per il completamento dello Zohar”)

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Le porte al territorio del Creatore

La cosa più strana nella saggezza della Kabbalah avviene quando un principiante sente il messaggio riguardo “amore, unità, e inclusione reciproca” che sono totalmente contrari ai nostri desideri naturali. All’inizio, la Kabbalah ci appare come convenzionale, una scienza difficile: “Voglio comprendere il sistema, studiare i fenomeni dietro la facciata della natura, comprendere la forza superiore e i principi del Suo lavoro, studiare le leggi dell’universo e trovare le cause nascoste della storia…” In altre parole, una persona tende a studiare formule concrete e poi lui scopre che è tutto riguardante l’amore.

C’è qualcuno che seriamente indirizza questo soggetto? Hollywood? Le persone serie stanno sedute a Wall Street, mentre l’amore è dominio di compagni e “Bohemiene…”

Si impiega molto tempo per iniziare a comprendere il messaggio dell’amore. S’impiegano anni per avere questa informazione “va sotto la tua pelle” e raggiungere il cuore di ognuno. Il nostro egoismo non vuole accettare cose come l’amore, e neanche permette il messaggio che solo attraverso l’unità noi riveliamo una nuova realtà e che solo grazie all’amore noi ci eleviamo al nostro stato più elevato, diventare più gentili d’animo e riveliamo i nuovi mondi. La nostra esperienza materiale non provvede alcun esempio dall’alto, neanche questo prova questi stati in alcuna via.

Alcune persone sono maggiormente inclini ad accettare queste idee; agli altri, questo messaggio è veramente difficile da apprendere. Dipende dal fatto di essere pronti nelle nostre anime e sulla “profondità” del nostro desiderio (Aviut). Richiede anche persistenza, diligenza e un senso di totale necessità per raggiungere questo stato. Se entrambi questi fattori, un forte rigetto e un’attrazione travolgente, forzandoci a stare nel nostro cammino non importa cosa, allora, anche prima di raggiungere l’amore, noi continuiamo a scoprire che tutto dipende dalle nostre qualità. La Luce superiore ci influenza e iniziano diverse impressioni in noi; così, noi cominciamo a realizzare che i nostri cambiamenti interni o chiudono o aprono l’immagine del mondo superiore a noi.

Qualcosa “clicca” dentro di noi e cominciamo a vedere molto di più e avere sensazioni molto più acute di prima. Noi continuiamo a penetrare nella struttura della realtà; noi acquisiamo una più chiara ed ampia comprensione di ciò… Tutto dipende dal nostro cuore. E’ il posto dove sentiamo e distinguiamo tra tutti e tutte le cose che sono nel nostro campo di visione e sensazione.

Allora, la “porta” si chiude, come se un vestito nero scendesse sulle nostre sensazioni e l’intelletto, e ora di nuovo, noi ci fermiamo di comprendere e sentire qualunque cosa, come se camminassimo in un sogno e potessimo difficilmente far fronte alle nostre responsabilità. Il tempo passa, la porta si apre ancora, e così, si richiude. Quindi gradualmente noi cominciamo a realizzare che tutto dipende nel livello di apertura o chiusura della nostra mente e dei sensi.

E allora noi penetriamo profondamente dentro il centro del meccanismo che apre e chiude le porte. Dopo che siamo passati attraverso tutti questi stati molte volte, noi realizziamo che le “porte” ci mandano non solo verso qualcosa al di fuori di noi, ma verso gli altri. Quando ci sentiamo estremamente vicini a loro, i nostri occhi e le orecchie si aprono e avanziamo. Quando siamo più lontani da loro, tutto si spegne.

Questa è la via in cui la Luce ci impatta, così gradualmente formando la connessione tra le nostre sensazioni e la mente e costruendo la nostra attitudine verso gli amici, aggiungiamo maggior garanzia mutua, sensazioni profonde e aperte l’un l’altro, facendoci familiari con il mondo superiore e lo stato superiore. In questa fase, una persona realizza che questo mondo non è da qualche parte nelle nuvole, non è nemmeno dietro l’orizzonte, ma è soprattutto nelle nostre sensazioni: Più ci apriamo agli altri, maggiormente ci eleviamo.

Gradualmente, noi approcciamo i “bordi” e cominciamo a distinguere i dettagli del nostro desiderio di ricevere. Noi separiamo questo in diversi step e livelli; in visione di questo, costruiamo i desideri vicini alla mente.

Impiega diverso tempo. Noi dobbiamo includerci nel gruppo più che possiamo; letteralmente “buttarci” nel gruppo come dentro al mare; “perderci” in questo, dissolverci negli amici. Da questo tipo di “auto-annullamento,” uno si “immerge” negli altri e realizza che “non è importante cosa riceviamo da questa connessione e inclusione mutua. Tutto ciò che arriva dai nostri amici è territorio del Creatore. Tutto ciò che è in me è territorio dell’inclinazione maligna, “l’angelo della morte.”

Quando uno realizza così tanto, il requisito “di amare il prossimo come te stesso,” emerge. Uno sente che ha bisogno di loro e si sforza di relazionarsi a loro come se fossero veramente vicini a lui, come una madre che permanentemente abbraccia internamente il suo bimbo al fine di proteggerlo dai pericoli.

Da questo punto di vista è più facile avanzare, giacché uno ha già costruito il suo cammino correttamente: Uno già conosce che tutto è dentro di lui, dentro le sue sensazioni, nella sua attitudine verso gli amici e vicini, che nei fatti sono parti della sua stessa anima. Lui comprende che invece di vedere esternamente nella forma di natura inanimata, vegetativa e animata, lui deve osservare “dettagli” esterni che sono prodotti dalla sua mente e i suoi sensi come qualcosa che gli appartiene, ma allo stesso tempo sono separati da lui dalle “nuvole” e la “polvere” che coprono la sua percezione del mondo. Significa che uno deve ritornare a una visione chiara, anche se c’è confusione creata dall’inclinazione maligna; lui tende a unire la corretta visione del mondo e diventa un sentimento e intelletto unificato.

Questa è l’essenza del nostro lavoro. Se noi gestiamo questo, gradualmente ascendiamo la scala dei mondi. Al grado della nostra abilità nel ritornare nelle nostre parti “esterne”, li sentiamo come se fossimo riempiti dalla Luce superiore.
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(Dalla 2° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 16.01.2013, “Amore degli amici”)

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Il piacere spirituale è uguale per tutti?

Domanda: Qual è la differenza tra il piacere che vive un uomo e una donna nello stato della mente integrale comune? si tratta dello stesso piacere?

Risposta: Ogni persona ha i propri piaceri perché ognuno ha la propria radice ed i suoi legami con gli altri. Sono strettamente soggettivi. Perciò, è impossibile dire come gli uomini siano diversi dalle donne nel loro stato di piacere e di appagamento.

Questa differenza può essere spiegata nell’immagine di ciò che esiste nel nostro mondo. Infatti, c’è una differenza nel modo in cui un uomo percepisce il nostro mondo e nel modo in cui lo fa una donna. Un uomo, in qualche modo, è capace di sentire quello che un altro uomo sta vivendo. Invece, non è in grado di sentire quello che vive una donna. Non la può comprendere, perché la donna ha una visione completamente diversa del mondo.

L’uomo e la donna sono due mondi. Lo stesso vale per la spiritualità. Essendo la parte maschile nel mondo spirituale, è impossibile immaginare cosa vive la parte femminile o della donna. Si possono attirare ed includere i desideri della donna in noi stessi per soddisfarli, però, non facendolo al posto di lei, ma per lei.

Domanda: Però, alla fine non dovrebbe manifestarsi da qualche parte?

Risposta: Alla fine, si manifesta nella complementarietà reciproca, nel reciproco legame, ma si tratta ancora di un legame di due opposti.
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(Da Kab TV “Conversazioni con Michael Laitman,” 03.11.2012)

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Il nostro universo è simulato

Opinione (Silas Beane, fisico): “C’è una nota ipotesi secondo la quale è probabile che viviamo in una simulazione. L’idea è che nel futuro, gli umani potranno simulare interi universi con assoluta facilità. E data la vastità del tempo che abbiamo davanti, il numero di queste simulazioni è probabile che siano moltissime. Quindi, se facciamo la domanda: ‘Viviamo in una sola vera realtà o in una delle tante simulazioni?’ la risposta, statisticamente parlando, è che molto probabile che stiamo vivendo in una simulazione[…]

“Nel nostro universo, le leggi della fisica sono le stesse in ogni direzione. Ma in una griglia di connessioni questo cambia perché non si ha più una continuità spazio-tempo, e le leggi della fisica dipenderebbero dalla direzione…Ho tenuto una conferenza su questo argomento l’altra settimana e si è rivelata straordinaria. Metà delle persone mi guardava come se avessi avuto dei problemi e l’altra metà era molto entusiasta”.

Il mio commento: Lo capisco perfettamente, ma come sempre quando si presenta una svolta, gli scienziati vanno a picchiare contro l’ignoranza, e si devono preparare alle critiche e aspettare pazientemente fino a quando le persone non maturano…
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Un caleidoscopio di forme spirituali

Quando ci muoviamo verso la correzione di noi stessi, tutte le nostre intenzioni devono essere orientate in direzione dell’unione, e nessuna deve avere natura personale. I nostri punti nel cuore sono la sola cosa personale che abbiamo. Può questo punto nel cuore preoccuparsi di qualcosa tranne che il raggiungimento dell’unione con il resto del nostro corpo collettivo, dal quale alla fine riceverà la spiritualità?

Questa è la ragione per cui i nostri sforzi di unirci al nostro corpo collettivo ci rivelano le sue varie forme e caratteristiche di cui leggiamo nella Torà: il faraone, un angelo, Mosè, Abramo, Isacco, Giacobbe, e molti altri. Chi sono? Essi sono l’immagine che tutta l’umanità, il gruppo, ed il mondo acquisiscono in base al livello del loro conseguimento.

Il quadro descritto nella Torà è la forma dell’anima generale che cambia e rivela se stessa in continuazione in una nuova forma. Tuttavia, questa rivelazione si manifesta solamente a condizione che noi aspiriamo senza sosta all’unione. Il Libro dello Zohar parla di questo. Ogni parola ed ogni frase del Libro dello Zohar rappresentano una profonda e graduale rivelazione che prosegue finché non si svela del tutto agli “occhi di tutto Israele”. Non è un caso che queste parole siano la frase finale della Torà.

Quando siamo connessi, riveliamo solamente le forme spirituali.
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(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 01.01.2013, Lo Zohar)

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Non vergognarti del cambiamento

Baal HaSulam, “Corpo e Anima”: E loro rappresenteranno il corpo come una macchina elettronica con fili che vengono tirati dal corpo alla mente e operano tramite incontri con cose esterne.

In più, loro mandano le sensazioni di dolore o piacere alla mente, ed essa istruisce i comandi all’organo.

Domanda: Tutto quello che il corpo sente è realmente la nostra vita come un “film” in cui è proiettata?

Risposta: Ci sono due approcci che vengono qui integrati, il soggettivo e l’oggettivo. Nel complesso, se già vedi, se percepisci una figura certa del mondo, non puoi cancellarla e dire che è la tua immaginazione. Potrebbe essere la tua immaginazione, ma questa “immaginazione” è la nostra vita e noi dobbiamo accettarla come un fatto.

Domanda: Quindi dov’è la verità?

Risposta: Non c’è verità. Tutto è relativo riguardo a una persona. Ci sono sette miliardi di persone sulla terra e ognuno detiene la sua verità. Dopo tutto, noi non abbiamo una scala assoluta in accordo alla quale misuriamo la verità. Noi siamo tutti appesi nello spazio, come la terra, come tutto l’universo; chi conosce dove siamo “appesi?” Sei vivo ora, ma in un momento potresti morire e chi sta controllando questo? In che mani sono i fili?

Nel nostro stato corrente, quando non ci sono standard di base, noi non misuriamo le cose accuratamente. Abbiamo stabilito molti sistemi e unità di misura, che sono relativi: il meridiano di Greenwich, un kilogrammo, un watt, un ohm, ma questi sono unità relative per misure comparative. Loro confermano solo il fatto che non c’è nulla su cui ci possiamo afferrare e che in realtà non possiamo misurare alcuna cosa.

Non conosciamo cosa sia la verità, e siamo d’accordo su un certo quadro di riferimento di comparazioni nominali giacché noi necessitiamo un linguaggio comune al fine di condurre una vita normale. Altrimenti, come riusciremmo a tenere la connessione tra noi e viverla insieme? Allora non c’è realtà. Nessuna ne ha bisogno. Se le persone scoprono qualcosa che è assoluto, io vorrei accettarlo come un fatto, e preferisco la mia propria “verità.” E’ vero che possiamo raggiungere valori assoluti, ma il nostro ego non ci lascerà farlo e quindi siamo immersi in relatività e instabilità.

Noi dobbiamo abituarci a questo stato e ad accettarlo, ad accettarlo come un fatto. E’ normale mostrare che sono cambiato in relazione a ieri. Una persona che avanza comprende che nulla è certo e stabile. Se ciò che era buono ieri, sembra buono ancora oggi significa che sono “inanimato”, nemmeno al livello “vegetativo”, ma al livello di natura “inanimata.” Al livello “parlante”, comunque, ho visto “un mondo opposto” ogni giorno. Dopo tutto, ogni livello è opposto da quello che ha preceduto.

Nel cammino spirituale, non aggiungo semplicemente a quello che esiste già; io mi sto trasformando ogni istante e non c’è nulla di cui vergognarsi. Non c’è necessità di essere una “pietra indistruttibile”; noi tutti stiamo costantemente cambiando, il che è un bene. Solo i bambini piccoli che sono costantemente inquieti e agitati possono crescere.

Dunque, noi non possiamo determinare che tutto sia assoluto, e allora dobbiamo credere che “un giudice ha solo ciò che i suoi occhi possono vedere,” e accettare questa figura come reale. C’è solo una realtà – che non c’è nulla di stabile e che tutto cambia riguardo a una persona.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 31.12.2012, “Corpo e Anima”)

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Una guida per la realtà superiore

Ogni volta che cominciamo a studiare i libri dei kabbalisti e, soprattutto, Il Libro dello Zohar, dobbiamo prima di tutto essere grati per lo stato con cui siamo stati premiati. Abbiamo la fortuna di studiare l’attributo della dazione, il mondo della dazione, e la connessione alla fonte di energia che ci può elevare al di sopra del livello animato fino al livello del parlante. Allora saremo in dazione e ameremo gli altri ed il Creatore.

Ciò significa che dobbiamo valutare lo “strumento”, i mezzi, che abbiamo ora – il libro speciale, che leggendolo determina il mio legame con il mondo superiore. Se lo apprezzo, se sono attratto verso l’alto e provo timore, poi leggendolo posso eseguire diverse azioni su me stesso. Non serve solo per cambiare, ma per diventare compatibile a ciò che si trova al di fuori di me.

Sembra che ci sia un grande mondo intorno a me e per ora è vero, ma poi scopro che è tutto costruito dai vasi, dai miei desideri. Io li percepirò come parti del mio corpo e con questo stabilirò il mio atteggiamento nei confronti della Forza Superiore che mi ha creato e aderirò ad essa.

Il libro mi dovrebbe fornire tutto questo. Quindi, devo valorizzare il sistema gigante che è intorno a me. Un libro di Kabbalah, proprio come una guida, mi aiuta a prendere confidenza con la realtà in cui mi trovo, e mi dice come usarla al fine di conoscere la Forza Superiore e aderire ad essa.

Per prima cosa dobbiamo valorizzare la nuova prospettiva che ci viene rivelata. Poi di conseguenza possiamo rivolgerci alla Forza Superiore con una richiesta, in quanto l’obiettivo è così sublime, grande e meraviglioso, che ho sicuramente voglia di raggiungerlo.

Poi comincio a operare il mio desiderio, per ricevere o dare, in base a quanto devo chiarirlo. Al fine di chiarire il desiderio correttamente devono essere compilate diverse condizioni:

  1. Riconosco la grandezza della fonte.
  2. Quando vedo che è grande, voglio che mi influenzi correttamente. Dopo tutto, questa forza può essere un “elisir di lunga vita” o una “pozione di morte”, tutto dipende dal mio atteggiamento e da quello che voglio da esso. Al fine di stabilire il giusto atteggiamento verso di essa, mi viene dato un gruppo. Se cerco di raggiungere una “preghiera di molti” insieme con gli amici, la nostra richiesta sarà giusta e saremo premiati con un “elisir di lunga vita”. Una persona non può sapere se sta chiedendo la cosa giusta per sè, e così le viene dato uno strumento chiamato “amici”, grazie al quale può rivolgersi senza dubbio correttamente alla forza superiore e chiedere le cose giuste.

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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 03.10.2012, Lo Zohar)

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La formula del cambiamento

Domanda: Come parte del mio lavoro, sono stato in contatto con diversi professori e tra le varie cose abbiamo parlato di Kabbalah. Io devo dire che loro hanno compreso i principi, ma non credono in questo.

isposta: Vero. Loro hanno un approccio razionale. “Noi abbiamo studiato così tanto riguardo il nostro mondo tramite scienze differenti che la figura è chiara nel complesso.

Ma qui questo tizio che non sembrava “pazzo” è venuto e ha cominciato a parlare riguardo qualche concetto che noi non siamo sicuri da dove li prenda. Lui dice che questa è la base di tutte le scienze e lui lega tutto alla Luce e ai vasi.”

“Noi non sappiamo nulla riguardo a questo. Noi non vediamo nessuna evidenza riguardo a quello che ci racconta. Le sue spiegazioni potrebbero sembrare logiche, ma lui ha stabilito la sua saggezza su assunzioni virtuali. ‘Supponiamo che è così’, dice, e su questa assunzione lui basa un’intera filosofia perfetta.”

“Ma perché dovremmo accettarla come una scienza, se secondo i nostri standard non è una scienza? Una scienza è tale in modo che possa essere studiata e pensata. Lui sta dicendo che la sua scienza richiede solamente vivere in accordo a questa e al cambiamento interiore. Noi non abbiamo mai sentito nulla come questo. Cosa significa ‘cambiare la natura umana’? Noi abbiamo una cultura e un’educazione, noi insegniamo ai nostri figli a essere educati, empatici; cosa potrebbe essere meglio? Cos’ha questo a che fare con la scienza?

Gli scienziati non possono comprendere la relatività della loro percezione. Loro non comprendono che le variazioni in una persona cambiano la sua realtà giacché è creato tutto da risposte interne.

La saggezza della Kabbalah spiega quest’accurata connessione reciproca; nell’estensione in cui cambio me stesso, il mondo che percepisco cambia. Questa è la formula chiave che ha un coefficiente fisso e un parametro variabile che riflette i vasi, i miei desideri, la mia sensitività, le mie intenzioni, i miei pensieri, eccetera; loro cambiano e così il mondo cambia.

X sono io, K è il coefficiente fisso e Y è il mondo. Io parlo a coloro che vogliono ascoltare questo. Ma gli scienziati non sono pronti per questo. Loro mancano di un nuovo desiderio che li spinga fuori di questo mondo. Se non si sono sviluppati per raggiungerlo, loro non ascolteranno. Uno deve essere sensitivo non solo ai fenomeni del mondo ma anche ai fenomeni del mondo spirituale.

Domanda: Quindi cosa significa questo? Tutte quelle persone intelligenti, studenti, non ci possono comprendere?

Risposta: Loro sono realmente i più “resistenti” giacché sono sicuri di avere delle basi solide.

Domanda: Allora chi possiamo cambiare?

Risposta: C’è una fiaba Kabbalistica riguardante un uomo chiamato Ptachiya che è arrivato in una città e prese tutte le persone “vuote” portandole verso il deserto. Dopo tutto, se la nuova domanda riguardo il sapore della vita è evocata in una persona lui sente che è miserabile e vuoto.

Comunque, se una persona non sente questo, se non ha alcun vaso, nessun desiderio che si combini, significa che non ha raggiunto un certo livello di percezione. Noi non fermiamo la divulgazione, ovviamente, ma solo una persona che ha il punto nel cuore può ascoltare il messaggio della saggezza della Kabbalah. L’alternativa è sentire che sei un animale sconfitto che non ha luogo per scappare dai colpi infiniti che ha preso. Allora sarà in grado di seguirci, solo per sbarazzarsi dei problemi.
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(Dalla 4° parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah 02.01.2013, “Corpo e Anima”)

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