Pubblicato nella 'Natura' Categoria

Cosa possiamo imparare dai lupi sulla cura reciproca?

In un branco di lupi, l’ordine di movimento è molto rivelatore. In testa camminano tre lupi anziani o deboli. Dietro di loro seguono alcuni dei più forti. Poi viene il corpo principale del branco, quello che viene protetto, seguito ancora una volta da lupi robusti. E il capobranco cammina per ultimo, assicurandosi che nessuno resti indietro. Questo dimostra che essere un capobranco non significa stare in testa e mettersi in mostra. Il capobranco è colui che garantisce che tutti arrivino sani e salvi.

La responsabilità principale di un capo è prendersi cura della sicurezza di ogni membro del gruppo, senza eccezioni, compresi i più deboli e gli anziani che camminano in testa. È proprio così che si valuta un vero capo. La sua forza non si misura con il dominio, ma con la capacità di proteggere, guidare e assumersi la responsabilità per tutti.

Nei lupi questo meccanismo funziona in modo naturale. Per gli esseri umani è molto più difficile. L’umanità si è profondamente corrotta nel corso dei millenni. Nei branchi di animali, l’istinto agisce in modo chiaro e preciso. C’è una comprensione innata della necessità. Vivono secondo natura e, di conseguenza, la loro organizzazione favorisce la sopravvivenza.

Noi esseri umani, però, spesso ci comportiamo diversamente. Tutti cercano di sfuggire alle responsabilità, di evitare di essere chiamati a rispondere, di lasciare che qualcun altro si occupi dei problemi. Una persona dice: “Non mi riguarda” e cerca una via d’uscita invece di assumersi la responsabilità.

Tuttavia, se vogliamo una società sana, dobbiamo imparare dalla natura. Un leader deve vedere tutti e camminare al loro fianco, assicurandosi che nessuno venga lasciato indietro. Dobbiamo costruire una comunità, un “branco”, per così dire, in cui le persone si uniscano volontariamente perché vedono che tutti si prendono cura gli uni degli altri.

Quando dico “noi”, intendo un gruppo che vive secondo questi principi. Le persone si uniranno a un gruppo del genere perché sentiranno che c’è una responsabilità reciproca, che tutti sono protetti e sostenuti. Non c’è altra strada. Se vogliamo preservare noi stessi, crescere i nostri figli e garantire sicurezza agli anziani, alle donne e alle generazioni future, dobbiamo organizzare la nostra società in questo modo.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, condotto dal Kabbalista Dr. Michael Laitman il 26 dicembre 2025.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”

 

In che modo gli esseri umani potrebbero trarre beneficio dallo studio delle dinamiche sociali dei branchi di lupi come modelli per le società umane?

In un branco di lupi, esiste un notevole senso di responsabilità reciproca. I lupi sono capaci di prendersi cura di un membro del branco disabile, invalido o anziano. Nutrono il membro anziano con cibo masticato, proprio come fanno con i cuccioli e rimangono vicini fino al punto di condividere i loro fardelli. In questo senso, il branco si prende cura di tutti i suoi membri.

Tuttavia, in natura vigono anche dure leggi di sopravvivenza. Negli anni di fame estrema, quando il branco non è in grado di sfamare tutti, potrebbe non essere più in grado di assumersi la responsabilità di nutrire i più deboli. In questi casi, gli individui più anziani accettano questa realtà. La natura opera secondo la legge di sopravvivenza dell’intero sistema. Pertanto, ci sono individui che si sacrificano affinché il branco nel suo insieme possa continuare a vivere.

Normalmente, il branco si prende cura di tutti, giovani, deboli e anziani. Questo è l’istinto naturale di un organismo collettivo. Tuttavia, quando le circostanze diventano così difficili da impedire al gruppo di sostenere i più deboli, la decisione viene presa in base a ciò che garantirà nel modo più ottimale la sopravvivenza della generazione successiva. I giovani e i forti vengono preservati perché rappresentano il futuro del branco.

Da ciò si evince che il principio fondamentale in natura è la sopravvivenza dell’intera comunità. La vita del gruppo prevale sulla vita del singolo. Da questo possiamo trarre importanti conclusioni per la società umana.

Abbiamo ancora molto da imparare, persino dai lupi. L’umanità deve riflettere profondamente su come è organizzata la nostra società. Dobbiamo chiederci come ristrutturarla affinché diventi più sana, più equilibrata e affinché il valore della responsabilità reciproca diventi un valore fondamentale. Per fare ciò è necessaria una seria educazione degli adulti, dei bambini e delle generazioni future.

Siamo responsabili per diverse generazioni a venire. Pertanto, sarebbe saggio iniziare fin da ora a ripensare e modificare l’ordine sociale, affinché la società futura sia più armoniosa e stabile di quella in cui viviamo oggi.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 29 dicembre 2025.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Cosa è meglio per la società: la rivoluzione o la riforma sociale?

A livello terreno, in questo mondo, con queste mani e questa testa, non possiamo cambiare nulla in meglio. Immaginiamo di poter costruire, riformare, rovesciare e migliorare, ma in realtà non possiamo correggere la radice di nulla. Ogni nostro tentativo di migliorare la società, di migliorare il mondo, non è altro che lo stesso vecchio gioco. L’umanità continua a ripeterlo, pensando che questa volta avrà successo, che questa volta troverà il leader, il sistema o la riforma giusti.

Tuttavia, il problema non è la mancanza di un leader. Il problema è che non sappiamo come usare le forze della natura. Non comprendiamo il sistema in cui esistiamo. Questo è ciò che spiega la saggezza della Kabbalah. Essa insegna come accedere alla forza positiva della natura e come attirarla su di noi affinché ci trasformi e, attraverso di noi, trasformi il mondo.

Cos’è il mondo? Il mondo è ciò che percepiamo e sentiamo intorno a noi. Se guardiamo ogni cosa attraverso una lente negativa, cioè attraverso l’egoismo, la critica e l’odio, allora vediamo un mondo cattivo. Se invece guardiamo con occhi corretti e benevoli, allora vediamo un mondo diverso. Il mondo è la nostra percezione.

Pertanto, la vera questione non è come cambiare gli altri o i sistemi esterni, ma come trasformare il nostro atteggiamento da negativo in positivo. Questa è l’essenza stessa della Kabbalah. È una saggezza di ricezione (“Kabbalah” significa “ricezione” in ebraico), ovvero come possiamo ricevere in un modo che apporti un reale beneficio agli altri, al mondo, alla natura, all’universo e, in definitiva, al nostro vero io. Ci insegna come relazionarci in modo ottimale, armonioso ed equilibrato con il luogo in cui esistiamo. Quando la nostra percezione cambia, il mondo cambia.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 5 febbraio 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Quali sono alcune delle ragioni della perdita di fiducia nel sistema medico moderno?

Sono nato e cresciuto in una famiglia di medici. Mia madre era ginecologa, mio ​​padre dentista e anche i miei zii erano medici. Se qualcuno si ammalava all’improvviso, c’era subito un fonendoscopio, farmaci, visite e tutti sapevano cosa fare. Le cure venivano somministrate in modo naturale, come parte della vita familiare. In questo senso, l’intero sistema sanitario era dentro casa mia. C’erano cura, attenzione e vicinanza.

Questo è esattamente il sentimento che dovrebbe esistere tra un medico e un paziente, la sensazione di essere membri di un’unica famiglia. Senza questo, non c’è vera fiducia. Oggi, tuttavia, i medici non possono permettersi un simile atteggiamento. Sono sovraccarichi e sopraffatti dai pazienti. Nessun regalo o gratitudine può cambiare il fatto che siano semplicemente sommersi dal lavoro. Il sistema stesso impedisce un’ autentica connessione umana.

Abbiamo quindi bisogno di un sistema completamente diverso, che non dia importanza ai farmaci, ma alla persona, simile all’approccio dell’antica medicina cinese. L’assistenza sanitaria dovrebbe abbracciare l’intera vita di una persona. Dovrebbe essere una vera e propria tecnologia della vita: come una persona nasce, cosa respira e cosa consuma, come l’ambiente la influenza, come il suo corpo reagisce a tutto questo come sistema biologico all’interno di un sistema circostante più ampio. Dovrebbe includere il modo in cui vive, si sposa, procrea, invecchia e muore.

L’intera sequenza della vita di una persona deve essere vista come un sistema in equilibrio con la natura. Per questo, una persona deve essere integralmente connessa con la natura, vivendo secondo le sue leggi, comprendendo ciò che essa richiede e come sintonizzarsi in una reciproca interconnessione. Proprio come l’armonia all’interno del corpo significa salute e l’equilibrio nella natura significa salute ambientale, così deve esserci omeostasi tra noi e il nostro ambiente.

Oggi rompiamo questo equilibrio. Turbiamo non solo l’equilibrio della natura, ma anche il nostro equilibrio interiore e, soprattutto, l’equilibrio tra noi stessi e il mondo circostante. Non  siamo affatto in conformi ad esso. La natura opera secondo la legge dell’autostabilizzazione: si riceve tanto quanto si dà. È così che si mantiene l’equilibrio. Noi, tuttavia, siamo in completa opposizione a questo principio. Consumiamo incessantemente la natura e non restituiamo altro che inquinamento e distruzione.

Tutto dipende dall’educazione umana, in primo luogo dall’educazione ambientale. Per “educazione ambientale” non intendo semplicemente il modo in cui le persone si relazionano con i livelli inanimati, vegetativi e animati della natura che ci circonda, ma principalmente con gli esseri umani. Pertanto, la chiamo “educazione integrale” perché per cambiare l’atteggiamento dell’umanità verso la natura e la società, dobbiamo cambiare l’essere umano. Viviamo in una società che ci influenza costantemente in modo negativo e noi la influenziamo allo stesso modo. Il nostro egoismo, ovvero il nostro desiderio di godere a spese degli altri e della natura, ci spinge a consumare, a dominare, a guadagnare, persino a rubare, a qualsiasi costo, senza dare nulla in cambio. Pertanto, sia l’individuo che la società necessitano di correzione.

La conclusione è che l’essere umano deve cambiare. Siamo la fonte di tutti i problemi del mondo. Purtroppo, questo punto non riceve quasi alcuna attenzione.

Da un lato, la crisi globale ci sta mettendo sotto pressione e continuerà a farlo. La natura non ha dubbi. Quando lo squilibrio diventa troppo grande, le specie scompaiono. L’umanità potrebbe affrontare lo stesso destino. Le crisi ambientali, sociali ed economiche si stanno intensificando. La nostra mancanza di equilibrio con la natura non porta da nessuna parte.

D’altra parte, possediamo un metodo che spiega come trasformare l’essere umano e renderlo parte integrante della natura. Allora inizieremo a vedere la natura, inanimata, vegetativa, animale e umana, come un unico organismo. È interessante notare che questo è anche il fondamento della medicina cinese. Essa non tratta la persona come un’unità isolata, ma come parte di un sistema completo e interconnesso.

Se adottiamo questa visione, sia il medico che il paziente cambieranno. Il medico non si limiterà più a prescrivere farmaci e il paziente non si limiterà più a pretendere un sollievo. Entrambi comprenderanno che la guarigione inizia con il ripristino dell’equilibrio tra l’essere umano e la natura nel suo complesso.

Basato sul programma “La medicina del futuro” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 7 aprile 2013.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Puoi spiegare in che modo la società funziona come un organismo?

Affinché una società funzioni veramente come un organismo, deve iniziare a percepire se stessa come un tutto unico. In tale stato, emergono una mente collettiva, sensazioni, bisogni e una percezione reciproca della realtà. La società cessa di essere un insieme di individui separati e diventa un organismo unificato che percepisce tutti i livelli della natura come interconnessi e interdipendenti.

Quando includiamo questo vasto sistema della natura dentro di noi, quando iniziamo a percepirlo interiormente, iniziamo ad assorbirne il programma. Non percepiamo più la realtà in frammenti, ma come un unico processo integrale. È come se sentissimo che la nostra origine risale a  miliardi di anni fa e che continuerà per miliardi di anni nel futuro, perché siamo inclusi nell’immenso organismo della natura integrale. Allora, iniziamo a percepire le miriadi di forze che agiscono al suo interno e a comprendere come ci influenzano e come noi, consapevolmente e in modo mirato, possiamo influenzare noi stessi, il nostro destino e il nostro futuro. Diventiamo l’unico elemento attivo nella natura, agendo consapevolmente al di sopra dei nostri istinti.

Tale conseguimento è possibile quando siamo integralmente inclusi in ogni livello della natura. Allora ci eleviamo al livello più alto della natura, a quello che chiamiamo “il livello del Creatore”. In verità, non esiste un Creatore separato come entità esterna. La natura stessa è il Creatore. Raggiungere tale livello significa raggiungere l’equivalenza con la legge integrale della natura.

La ragione per cui oggi società e organismo sembrano concetti diversi è che la nostra società è frammentata, disgregata e interiormente disconnessa. È come un corpo gravemente malato i cui  sistemi sono sbilanciati e non si sostengono più a vicenda. Questa è esattamente la condizione della società moderna, di cui stiamo disperatamente cercando di impedire il crollo completo. Tuttavia, quando tutti i sistemi esistono in reciproco sostegno ed equilibrio, ciascuno per il bene del tutto e il tutto per il bene di ciascuno, allora la società funziona come un organismo, proprio come il corpo umano. In tale stato, la distinzione tra “società” e “organismo” scompare completamente.

È interessante notare che quelle che chiamiamo comunità primitive erano, per molti versi, società integrali. La loro integrazione esisteva a livello istintivo, simile al mondo animale. La natura le teneva insieme automaticamente attraverso la sua legge generale. La differenza tra umani e animali è che in noi si è sviluppato l’egoismo, il desiderio di godere di noi stessi a spese degli altri. Al di sopra della nostra natura animale, l’egoismo cresce e ci separa. Oggi, proprio a causa di questo egoismo, siamo tenuti a unirci a un livello superiore, consapevolmente, al di sopra di esso e insieme ad esso.

Gli animali mantengono una connessione istintiva. Gli esseri umani hanno bisogno di unirsi consapevolmente. L’egoismo non annulla l’integrazione; la eleva a un livello completamente nuovo. Una volta corretto, l’egoismo diventa il mezzo attraverso il quale raggiungiamo la forma più alta e completa di unità.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Cosa dovrei fare quando mi succede qualcosa di negativo?

Tutto quello che mi viene richiesto è di comprendere che qualsiasi cosa che mi arriva proviene dalla natura, dall’unica fonte che ha creato e governa ogni cosa, e mi spinge verso l’obiettivo di raggiungere l’equilibrio con la natura.

Ogni tipo di influenza che agisca su di me è data solo con l’intento di indirizzarmi più precisamente verso questo obiettivo. Pertanto, la domanda è sempre: come posso usare ciò che sto ricevendo ora per orientarmi con più vigore verso l’obiettivo? Innanzitutto, devo connettermi con l’obiettivo stesso e solo allora osservare su cosa esattamente questa influenza agisce dentro di me. Contro cosa è diretta? Di norma, è diretta contro il mio egoismo, cioè contro il mio desiderio di godere per il mio tornaconto personale a spese degli altri, perché non c’è nient’altro in me. Tuttavia, la forza della natura che opera costantemente su di noi in tutti i nostri desideri, pensieri e stati d’animo tocca sempre un aspetto specifico dell’egoismo, uno dei suoi attributi, manifestazioni o nicchie nascoste.

Di solito, il colpo più forte e doloroso all’egoismo è una violazione dell’orgoglio, una violazione del sé. Temiamo la vergogna più di ogni altra cosa. Siamo terrorizzati di essere sminuiti e umiliati agli occhi degli altri, di perdere il nostro senso interiore di importanza. La sconfitta dell’orgoglio, la sconfitta dell'”io”, è la sensazione più potente che possiamo provare. Siamo pronti a morire piuttosto che dover provare una simile sensazione, perché la vergogna annulla l’umano dentro di noi. Distrugge il sé, lasciando dietro di noi solo un corpo animale. Non possiamo accettare di rimanere semplicemente animali. Non possiamo scendere a quel livello. Ecco perché siamo pronti a tutto pur di evitare la vergogna.

Proprio questo sentimento, la minaccia della vergogna, il crollo dell’io egoistico, è lo stimolo più forte che la natura ci offre per spingerci verso la meta. La saggezza della Kabbalah spiega che l’intero sistema della creazione, l’intera genesi dei mondi, ha avuto origine da questo sentimento primordiale di vergogna. Pertanto, per noi, è lo strumento più efficace per la correzione.

Se impariamo a percepirci correttamente, a risvegliare costantemente un’analisi interiore di noi stessi, a riconoscere la vergogna e allo stesso tempo a superarla, allora diventa più facile per noi lavorare sul nostro egoismo in ogni sua forma. La vergogna non diventa una distruzione, ma una guida, una forza che ci dirige verso l’equilibrio con la forza positiva e altruistica della natura, verso l’ascesa spirituale.

Basato su una conversazione sull’educazione integrale con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 30 maggio 2012.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

In una frase, cosa dovrei sapere?

Dovresti sapere come entrare in connessione positiva con gli altri per attrarre la forza positiva che risiede nella natura e, così facendo, entrare in un equilibrio armonioso con gli altri e con la natura.

Basato sulla lezione del primo giorno del convegno mondiale di Kabbalah di Guadalajara del 17 luglio 2015.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Qual è la più grande tragedia dell’umanità?

Tutta la negatività che l’umanità ha sperimentato nel corso della storia, tra tutti i popoli e in tutti i tempi, non era altro che sofferenza derivante dal nostro crescente distacco reciproco. Non siamo riusciti a comprendere che la legge della natura è l’opposto: che dobbiamo avvicinarci, unirci e imparare a connetterci armoniosamente. Oggi, questa sofferenza accumulata sta iniziando a rivelarsi apertamente, incalzandoci da ogni direzione, e non lo fa per distruggerci, ma per sollecitare la nostra connessione.

Quando finalmente inizieremo a muoverci nella giusta direzione, saremo persino grati per tutta la sofferenza, perché ne comprenderemo lo scopo. Vedremo che non si trattava di un dolore insensato, ma di una forza che ci ha guidato verso la correzione della nostra natura: dal suo innato stato egoistico, un desiderio di godere solo per il proprio tornaconto, a uno stato altruistico, in armonia con la forza altruistica della natura. Allora scopriremo che esiste un’unica direzione generale per il nostro sviluppo, un movimento verso una felicità grande e duratura che deriva dal raggiungimento dell’equilibrio con la forza altruistica della natura.

Questo sta già accadendo. Senza eccezioni, tutto ciò che si sta svolgendo oggi fa parte di questo movimento. Potrebbe apparire oscuro, caotico e crudele, ma la sua direzione interiore è unicamente quella di guidarci verso una connessione armoniosa tra noi e, attraverso questa connessione, raggiungere la forma più autentica di felicità, quella dell’eternità e della perfezione.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 1° settembre 2026.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Cosa accadrà al 100% quest’anno?

Uno dei miei studenti mi ha chiesto di descrivere, punto per punto, come si sarebbe svolto l’anno successivo.

I Kabbalisti hanno effettivamente una comprensione generale della direzione in cui si sta muovendo l’umanità. Comprendono il processo nel suo complesso e ciò che dovrebbe accadere. Ma d’altra parte, non possono farlo in modo dettagliato perché questa comprensione non significa quasi nulla quando si tratta di come si manifesterà concretamente nella realtà. Stiamo entrando in una fase di sviluppo completamente nuova, un movimento interiore che non è mai esistito prima nella storia umana.

Esiste, naturalmente, una descrizione esteriore del percorso, un quadro generale di ciò che dovrebbe accadere. Tuttavia, la forma in cui apparirà nelle nostre vite dipende interamente dal nostro libero arbitrio. Dipende da come rispondiamo al processo, se lo percorriamo con maggiore o minore successo, rapidamente o lentamente, dolcemente o dolorosamente, consapevolmente o inconsapevolmente.

Pertanto, non posso dire con certezza cosa accadrà esattamente passo dopo passo. So cosa deve accadere in termini di legge e piano generale della natura. Tuttavia, la sua attuazione può essere dilatata e deformata con innumerevoli varianti e condizioni. È come ” +C ” in un integrale. L’integrale in sé ha una soluzione chiara, ma ” +C ” , la costante aggiuntiva, può essere qualsiasi cosa, a seconda di come lo si risolve e a quale livello lo si risolve.

Quel ” +C ” è il nostro libero arbitrio. Sono le nostre decisioni, la nostra consapevolezza, la nostra partecipazione interiore. Questo è ciò che determina come si svolgerà l’anno.

Basato sul programma “I Got a Call. 2011” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman dell’11 settembre 2010.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

In che modo le persone si lasciano andare a pettegolezzi dannosi e come è possibile fermarli?

In tutto il mondo, le persone si prendono regolarmente di mira a vicenda con le parole. Alcuni lo fanno apertamente e rozzamente, altri in modo più astuto e lento, attraverso voci, allusioni e umiliazioni sottili, per non diventare un nemico visibile. Questo deriva dalla nostra natura: sminuire l’altro, allontanarlo dal nostro cammino, sentirci più sicuri e superiori a sue spese. Inoltre, noi stessi non proviamo alcun danno diretto e immediato parlando negativamente degli altri, perché dentro di noi siamo convinti che non ci lascino vivere, che siano nostri nemici, che ci ostacolino e quindi debbano essere neutralizzati.

Perché ci è stata data una tale natura? Per un solo scopo: affinché alla fine correggiamo il nostro egoismo e arriviamo a riconoscere che “ama il prossimo tuo come te stesso” non è uno slogan morale, ma la legge fondamentale della natura. Senza rivelare quanto sia profondamente distruttivo il nostro egoismo, non sentiremmo mai il bisogno di cambiare.

A un certo punto, questo comportamento negativo deve iniziare a ferirci interiormente. Dobbiamo raggiungere uno stato di disgusto verso noi stessi, di vergogna per ciò che vive dentro di noi. Osservando guerre, omicidi, violenza diretta e indiretta, dobbiamo renderci conto che tutto ciò non accade al di fuori di noi. È tutto dentro di noi.

Io sono la fonte. Io sono l’assassino. Questo momento, in cui tutto si rivolge verso l’interno, è il momento più importante nella vita di una persona.

Questa consapevolezza giunge al momento della rivelazione, quando ci convinciamo di essere pieni di male, quando la nostra vera natura si svela così chiaramente che non possiamo più tollerarla. Allora, naturalmente e inevitabilmente, ci rivolgiamo alla forza superiore che ci ha creato. Questo di solito non avviene con calma o gradualmente; arriva con un duro colpo interiore, una spinta brusca che ci costringe ad affrontare noi stessi con onestà.

Prima di ciò, c’è sempre un certo impulso e una certa preparazione, ma la rivelazione stessa è decisiva. Quando avviene, la preghiera diventa naturale. Non è una preghiera recitata con parole lette o memorizzate, ma un grido interiore. Arriviamo a comprendere che tutto dipende solo dalla forza superiore. Giudichiamo noi stessi, non gli altri e, correggendoci, iniziamo a correggere il mondo che ci circonda.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 3 dicembre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”