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Scambio di disperazione con anticipazione

Baal HaSulam, L’Arvut” (La Garanzia Mutua): Con questa responsabilità collettiva, ogni membro della nazione è stato liberato dal preoccuparsi delle esigenze del proprio corpo e potrebbe mantenere la Mitzvà, “Ama il tuo amico come te stesso” nella più alta misura, e dare tutto ciò che aveva a qualsiasi persona bisognosa, dal momento che non è più curato per l’esistenza del proprio corpo, come egli sapeva con certezza che era circondato da seicentomila amanti fedeli, che stavano pronti a provvedere per lui.

Ci sono due discernimenti qui.

In primo luogo, la garanzia reciproca e il mutuo interesse di una persona libera dalle preoccupazioni su se stesso. Ognuno si appoggia sugli altri e tutti si sentono bene. Questa è la “terapia psicologica” per sbarazzarsi della paura.

Secondo, attualmente ci connettiamo per essere collegati con il superiore per noi. Noi vogliamo l’unità, perché lo vediamo come un modo per raggiungere questa connessione. Aneliamo sempre verso l’alto e ogni nostra azione di seguito deve essere finalizzata alla meta finale e non per l’auto-sedazione. Diverso da una squadra di calcio che si collega per avere successo, la nostra connessione è per elevarci verso l’alto. Anche se con questo ci sbarazzassimo di tutti i nostri problemi, non è la tranquillità che stiamo cercando. Stiamo semplicemente cambiando i problemi precedenti e i problemi che ci spingono ad unirci, verso disturbi e problemi di una diversa qualità che vengono creati quando ci uniamo con il Creatore.

Questo si chiama “paura superiore,” e questo è dove l’amore risiede. La paura è una nave, e l’amore è il ripieno. Ora mi sento impaurito di fronte al Creatore, non di fronte alla minaccia di guai, vergogna, disperazione, ecc io cambio tutto ciò che per la paura di essere vicino al Creatore, il desiderio di andare a Lui, per essere vicino a lui in dazione. Questo è il mio obiettivo.

Quando avrò nostalgia per esso? Quando non importa ciò che è dietro di me, fintanto che aumenta la mia attrazione in avanti.

Così scambiamo i problemi corporei con problemi spirituali chiamati “dolori d’amore”.

Domanda: Ma se gli amici mi sostengono assolutamente, non spengono il mio problema principale, non è che così facendo sfuma il mio desiderio di avvicinarmi al Creatore?

Risposta: Se mi inserisco nel gruppo correttamente, acquisisco nuove paure invece che le vecchie paure. Nessuno mi sta promettendo una vita tranquilla, c’è un’avventura che mi inquieta in anticipo, che gli alpinisti, i pionieri, i viaggiatori hanno già sperimentato nel mondo. La loro preoccupazione è l’anticipazione, sono costantemente in avanzamento verso qualcosa di meglio, così mi sento anche un deficit sul sentiero spirituale, ma anticipare la gioia, con questa anticipazione è meglio che la stessa gioia.

Sappiamo per esperienza che il piacere scompare immediatamente, ma l’anticipazione può far sentire una persona viva per molti anni. In spiritualità, questo è davvero un riempimento, che chiamiamo con l’aiuto della luce ritornante, al di sopra del desiderio di ricevere, rivestito in dazione….
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(Dalla quarta parte delle Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2012, “L’Arvut”  (La Garanzia Mutua)

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Un Kli per la ricezione della Luce

Dr. Michael LaitmanDomanda: Scrive Rabash: Questo è come la Luce e il Kli – la sofferenza che viene sopportata per qualcosa è il Kli che può ricevere la Luce se esso si libera dalla sofferenza. (Dall’articolo, “Che cosa è una benedizione,” … chi ha fatto i miracoli per me in questo posto nel lavoro? Come posso liberare me stesso dalla sofferenza anche prima di ricevere la Luce? Pensavo che la Luce è specificamente quella che ci libera dalla sofferenza.

Risposta: Il Kli per la ricezione della Luce non è il desiderio di essere riempito con piacere ma il desiderio di sentire come gli altri hanno piacere da me. Il mio piacere è in questo. Però non lavoro per il suo bene. Piacere per me è solo un indicatore, un mezzo per misurare quello che ho veramente raggiunto la dazione per gli altri.

Si chiama “liberando me stesso dalla sofferenza,” perché non ho nessun altro pensiero o intenzione per quanto riguarda me stesso. Sono interessato solo a quello che è fuori di me; pertanto merito là di scoprire il Creatore.

Queste sofferenze di amore ci sono quando non mi trovo nel desiderio di dare. Soffro per questo, e non per il mio bene. Se soffri per te stesso, ti trovi in questo mondo materiale e non sei per nulla diretto verso il Creatore. Essere diretto verso il Creatore significa voler essere come Lui, identificare te stesso con Lui, e prendere esempio da Lui. Ed essere come il Creatore significa pensare a ciò che è fuori di te.

La mia sofferenza diventa completamente diversa perché diventa sofferenza d’amore dalla mia mancanza d’abilità di donare agli altri e dalla preoccupazione che dando agli altri, sto facendo questo per il mio bene e non per il Suo bene, significa non per il bene della dazione, e senza l’intenzione di ricevere una ricompensa. Domando il potere al Creatore che mi aiuti a diventare come Lui.

Domanda: E, in un caso come questo, aiuta sempre il Creatore?

Risposta: Se stai veramente chiedendo per questo, Lui ti deve aiutare. Semplicemente non hai mai chiesto. Soltanto hai bisogno di voler essere come Lui, almeno un po’.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.04.2014, Scritti del Rabash)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 29.04.2014

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Non una festività istituzionale, ma un balzo spirituale

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual’è il significato del vaso che abbiamo preso dagli Egizi?

Risposta: Senza di loro siamo incapaci di rivelare la Luce (il Creatore) perché tutto quello che siamo capaci di fare è di modificare l’intenzione. L’Egitto è l’intenzione per il proprio benessere.

La terra di Israele (Eretz Isarael) è un desirerio (ratzon) direttamente verso il Creatore (Yashar-El). Lo stesso desiderio che esiste in Egitto si trasforma in Israele dopo aver cambiato la propria intenzione.

Abbiamo solo un desiderio. Quando lo riveliamo all’inizio sembra come l’antica Babilonia perché tutto ci pare così confuso. E’ un egoismo enorme che mischia tutti gli stati assieme. La prima volta siamo usciti dal nostro ego grazie al metodo di Abramo, secondo il quale ci sforziamo di innalzarci al di sopra della nostra volontà di ricevere e di staccarci dai nostri stati precedenti più che possiamo.

Questo fenomeno è chiamato “Abramo”. Abramo ci guida fuori da Babilonia e ci separa dal nostro consueto egoismo corporale.

All’inizio, quando uno viene ad un gruppo, gli viene insegnato come lavorare oltre il prorio egoismo ed a connettersi con gli amici. Mentre si compie questo tentativo di raggiungere l’unità, improvvisamente uno prova una caduta terribile.

Questo è l’ingresso in Egitto: una intenzione ancora più egoista e dura. Si desidera ricevere tutti i mondi. E’ un’intenzione maggiormente egoistica e concentrata. Si desidera persino usare la saggezza della Kabbalah allo scopo di accrescere il proprio benessere personale. Questo è detto il potere del Faraone.

Se continuiamo a lavorare, il gruppo e la Luce Circostante ci influenza. Noi non percepiamo la Luce, ma notiamo le conseguenze del suo impatto su di noi. Sentiamo di essere obbligati ad uscire dal nostro egoismo, di liberarcene. Pratichiamo gli sforzi e abbiamo l’esperienza dei guai e di molti problemi che ci aiutano a staccarci dal nostro ego.

A volte cadiamo a fondo nel nostro egoismo. A volte ci stacchiamo dall’ego e ci innalziamo al di sopra di esso. Andiamo attraverso molti su e giù. Il nostro egoismo (il faraone) continua a ricevere coltpi sino a che non ci liberiamo da esso.

Il primo scollegamento dall’intenzione egoistica è chiamato l’esodo dall’Egitto. Questo è quanto speriamo di attraversare tutti assieme quando ci uniamo. Vi posso anticipare che questa Pesach che sta arrivando non sarà solo una festa comandata per noi e che noi sperimenteremo un balzo spirituale.

Cosa cambierà dentro di noi se succede questo balzo? Prima di tutto la Babilonia si tramuterà nella sensazione che siamo in Egitto, nella schiavitù, sempre all’interno del desiderio di ricevere. Tutto dipende dalla nostra percezione. In Babilonia tutti agivano entro il loro egoismo e questo era considerato normale visto che questa è la natura umana.

Ma noi non siamo più in accordo con questo stato e vogliamo innalzarci al di sopra dell’ego. Quando abbiamo provato ad innalzarci siamo passati da Babilonia alla terra di Canaan, la futura terra di Israele. Là abbiamo improvvisamente sentito che non potevamo farcela con il metodo che stavamo adottando, e che dobbiamo stare all’interno del desiderio di ricevere, altrimenti non potremo avanzare per nulla. Ovvero questo significa che siamo entrati in Egitto.

Quando comprendiamo la necessità di cambiare le intenzioni da egoistiche a tese alla dazione, iniziamo a lavorare sull’uscita dall’Egitto e continuiamo il nostro lavoro siano a che non riusciremo a disconnetterci dalle nostre intenzioni egoistiche. Lo scollegamento da queste ultime è l’uscita dall’Egitto.

Allora non siamo più sicuri di quanto dovrebbe essere fatto di seguito: ci siamo scollegati dall’egoismo, ed adesso? A questo punto iniziamo ad acquisire l’intenzione di dare che aggiungiamo al di sopra dello stesso desiderio che avevamo quando eravamo in Egitto. Ecco perché ogni comandamento che osserviamo, ogni azione di dazione, è solo un ricordo del nostro esodo dall’Egitto.

Uso il desiderio che prima era detto Babilonia, e poi Egitto, e poi si è trasformato nel Deserto del Sinai e poi finalmente è diventato la terra di Israele. Il desiderio rimane lo stesso, ma l’intenzione migliora ad ogni passo.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 3.04.2014, Domande e Risposte con Rav Laitman)

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Il prossimo mondo per il faraone

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è il significato interiore di “ed essi costruirono città di stoccaggio”?

Risposta: Il desiderio di ricevere costruisce queste città e avanza così verso l’obiettivo che sembra buono e utile per l’ego. Ho questo mondo, ma in esso e in questa vita,intendo anche raggiungere il prossimo mondo. Mi aspetto di salire oltre questa vita e vedere i due mondi, per sbarazzarmi di tutti i miei problemi e della questione della vita e della morte.

La morte è il problema più grave per l’uomo. Una persona ha tutto oggi e il mondo è abbondante. Se avessimo dato alla gente che ha vissuto 100 anni fa quello che ha oggi un uomo comune, non potevamo descrivere la gioia immensa che avrebbe sperimentato.

Immaginare che doveva lavare i panni nel fiume, mangiare solo pane e cipolle, bere acqua sporca e vivere senza strutture come acqua ed elettricità, e anche vivere solo un mezzo o un terzo della speranza di vita che abbiamo oggi. Oggi abbiamo tutto, e vediamo la disperazione e la perdita d’interesse nella vita che la gente dappertutto sente. Come può essere?

Oggi una persona non chiede riguardo alla vita in sé e come gestirla. Nel passato, la sua preoccupazione principale era di fornire cibo per sé e per la sua famiglia, lui non pensava al fatto che un giorno poteva morire.

Però oggi ci si pensa e ci si chiede, “Perché sto vivendo se alla fine morirò?”In questo caso, la vita non vale più di tanto e quindi c’è una domanda crescente per gli antidepressivi e i farmaci. Questa è una domanda cruciale per una persona siccome se vivessimo per sempre, non avremmo nessuna preoccupazione.

Così, le persone che vogliono scoprire il segreto della vita sono attratte dal misticismo. Il segreto della vita non fa parte della vita in sé: nella vita non c’è un segreto. Il segreto è nel punto/senso della morte, nel quale scompariamo quando lo spirito della vita ci lascia. Questo è da dove viene la domanda “qual è il senso della mia vita?” Ci si chiede, “Qual è stata la mia vita se ora è finita?”

Una persona vuole trovare una risposta a questa domanda, e se non può farlo, lui è pronto a distruggere il mondo intero. Allora quando la gente viene a studiare la saggezza della Kabbalah, sono molto felice, pensando che ora capiranno ciò che riguarda la vita e la morte e vedranno il prossimo mondo mentre vivono ancora. Se si affrettano ad acquisire nuove conquiste e acquisizioni.

Questo significa che l’ego, Faraone, inghiotte il desiderio per il Creatore chiamato YasharEl, e lo usa per se stesso. Esso permette a una persona di avanzare nello studio della saggezza della Kabbalah: per studiare di più ed essere attivo. Ancora più importante è che raggiunge il suo obiettivo, scopre il prossimo mondo, e le porte del Faraone. Questo ci dice Faraone, o l’ego. E non è forse vero che tutti voi studiate per questo obiettivo?

A volte bramiamo maggiormente per la spiritualità e poi Faraone tira tutto a sé. Poi cadiamo e saliamo ancora. Si alternano contrazioni ed espansioni, come i polmoni o il cuore, come delle pompe o le fasi di corrente alternata. Ogni processo dinamico e ogni movimento devono avere due stati polari.
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 (Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.04.2014, Shamati 86)

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Io sono là, non qua

Dr. Michael LaitmanDomanda: Potrebbe essere che il grido dalla schiavitù in Egitto non è la mia frustrazione, ma la nostra frustrazione comune?

Risposta: In effetti, comincio a vedere me stesso come un uomo integrale. Io non sono io, ma la mia connessione con gli altri, la reciproca integrazione. Io prendo la decisione che io sono il mio collegamento col gruppo, che io non sono qua nel mio corpo ma là nel gruppo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 02.04.2014, Scritti del Rabash)

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Una rete da pesca in un mare di Luce

Dr. Michael LaitmanDomanda: L’anno scorso non ho frequentato le lezioni, ma ho studiato per 11 anni e voglio sapere, dove sta la rivelazione del Creatore? Ho già rinunciato, la mia vita passa, ed io non ho raggiunto la rivelazione. Dove si trova il Creatore? Devo trovarlo durante questa vita.

Risposta: Dove si trova il Creatore? Il Creatore (Bore) si chiama “vieni e vedi” (Bo-Re). “Vieni (Bo) significa preparare un posto con le caratteristiche che rendono possibile al Creatore di diventare rivelato. La forma del tuo vaso deve essere in equivalenza con la forma del Creatore.

Se tu vuoi che Lui sia rivelato, devi preparare la forma adatta. Supponiamo che sei arrivato al negozio e hai comprato una rete da pesca, invece di usarla per la cattura dei pesci, tu volevi versare cento chilogrammi di zucchero in essa. Funziona questo? No, perché hai bisogno di un sacco per lo zucchero!

Tu vieni al negozio per comprare un sacco, ma questa volta non hai bisogno di comprare lo zucchero ma acqua o succo. È adatto un sacco per l’acqua? Non è adatto.

Ogni volta si avanza in questo modo, raggiungendo il prossimo stato e nel frattempo chiarendo che il tuo vaso non è un vaso. Fondamentalmente hai bisogno di portare la tua mancanza, il tuo vaso, in corrispondenza precisa della prima minima quota di Luce.

Questa corrispondenza è essenziale, e questa si chiama “vieni” (Bo). Pertanto è detto, “Vieni al Faraone,” “vieni (Bo) e vedi” (il Creatore). Il Faraone fa parte del Creatore, il Suo livello preparatorio, l’Achoraim (posteriore).

Non c’è niente che tu possa fare al riguardo, è un prerequisito. Non sei in accordo con la creazione intera, e ti capisco. Mille persone passano davanti a me, ma chi è rimasto, rimane. Sono anche felice per coloro che ci hanno lasciato, perché nonostante tutto, qualcosa rimane in loro. Un giorno torneranno per continuare, se non in questa generazione, poi nella prossima.

Attraverso le tue lamentele non si cambia la legge della natura secondo il tuo desiderio. Non abbiamo scelta: soltanto inclinare le nostre teste e lavorare. Il problema principale è che dimentichiamo che tutto il lavoro non viene fatto all’interno di una persona, ma fra le persone. Invece di un vaso, una tazza, arriviamo con una rete da pesca chiedendoci: “certo che voglio farlo, allora perché il Creatore non dà a me, perché non si rivela?”

Però che cosa si vuole ottenere, e dove si vuole ottenerlo? Se si vuole acquisire il potere di dazione, esso si rivela in un posto nel quale vi è la necessità per esso. E la necessità per la dazione si trova fra te e qualcun altro. Prepara un posto come questo e vedrai che la dazione sarà rivelata. Non c’è nulla più semplice di questo.

Non è molto semplice fare questo con la nostra natura egoistica. Però la soluzione è veramente nelle nostre mani: Il Creatore è fra te e un amico. Ti prego, vai avanti e rivelaLo.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana della Kabbalah 11.04.2014, Scritti di Rabash)

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché problemi fisici si sono aggiunti a noi se stiamo provando a connetterci l’uno con l’altro?

Risposta: I problemi fisici si sono aggiunti a noi per aiutarci a connetterci sempre di più. Allora in quale altro modo è possibile aiutarti e quali problemi devono essere aggiunti? Problemi spirituali? Non hai nemmeno prestato attenzione a loro. I problemi spirituali ti riguardano?

Se qualche disastro fosse successo in una città lontana, e di ciò ti rammaricavi come se fosse successo a te, poi non avresti avuto bisogno di ricevere problemi. Però non mi dispiace dei guai degli altri, e quindi, i problemi si avvicinano a te.

Se vi doveste dispiacere di ciò che succede lontano da voi, come se questi fossero davvero i vostri problemi, poi non avreste più bisogno di nulla. Si potrebbe soffrire e sentire il dolore che avviene in un’altra città come se stesse succedendo a te, senza alcuna differenza. Al grado del tuo avanzamento spirituale, sentirai i problemi del mondo intero come se fossero i tuoi.

Significa che sei connesso con loro. Poi sarai pronto a chiedere per il loro bene, e ciò non sarà chiamato che stai chiedendo per te stesso. C’è qualcosa e il suo opposto qui. Da un lato, senti le mancanze degli altri come tue, e dall’altro, puoi chiedere per loro conto.

Non sarà preso in considerazione che stai chiedendo egoisticamente per te stesso perché tu hai acquisito queste mancanze dagli altri tramite tuoi sforzi. Ti sei connesso con tutti loro e hai sentito le loro mancanze come tue. Dato che hai pagato per queste mancanze con il tuo sforzo, tu hai il permesso di chiedere per il loro bene.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana della Kabbalah 06.04.2014 Scritti di Rabash)

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