Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

La saggezza viene con l’esperienza

Dr. Michael LaitmanDomanda: C’è una barzelletta su due tori, uno vecchio e uno giovane, che videro una mandria di mucche. Il giovane toro gridò: “Corriamo a loro!” Tuttavia, il vecchio toro lo fermò: “No, è meglio che le avviciniamo gradualmente, e poi tutta la mandria sarà nostra.”

Penso che la nostra divulgazione è come i tentativi del giovane toro di conquistare rapidamente le mucche. Quando saremo abbastanza maturi e avvicineremo l’intero “branco” gradualmente per conquistarlo?

Risposta: Quando comincerete ad agire come il vecchio toro? Quando invecchierete? Al momento, siete ancora giovani.

La ricerca è infinita. Non otterrete una ricetta già pronta da nessuno, perché non siete in grado di percepirla.

Ancora dovete passare attraverso alcune fasi, viverle, superarle e accumulare esperienza. Poi, come il vecchio toro, comprenderete cosa si deve fare.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 24.04.2014, Domande e risposte con il Dr. Laitman)

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Il valore più elevato dell’ ambiente

Dr. Michael LaitmanDomanda: Al fine di tenere il bastone in mano e non lasciare che si trasformi in serpente è necessario lavorare sul nostro ambiente costantemente?

Risposta: È giusto, ma è necessario lavorare sull’ ambiente non tenendo il bastone in mano, ma perché vediamo il nostro futuro stato corretto in esso. Ciò significa che l’ambiente non è un mezzo, ma ha valore in sé: è un sistema superiore.

All’ interno dell’ ambiente “bastone” e “serpente” si rivelano, e anche la forma del Borè (Creatore), che si chiama “Bo-Re” (Vieni e Vedi). Nella giusta connessione tra gli amici, la Luce Superiore comincia ad essere rivelata e splende, e scopriamo il vaso con la Luce.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.04.2014, Shamati 59 “Riguardo il Bastone e il Serpente“)

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Impara a guardare te stesso da un lato

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il mio desiderio di ricevere mi domina. Come posso guardare a me stesso da un lato; cosa mi permette di farlo?

Risposta: Questa possibilità è già insita nella nostra Reshimo (gene spirituale). Non è per caso che ci sentiamo attratti fuori da noi stessi e che ci vediamo da un lato, anche se può essere molto spiacevole. Questo desiderio ha già le sue radici nella Reshimo.

In quale vaso sento il risveglio? Nella parte che può essere diversa dal livello animale che c’è dentro di me. E’ la Luce a venire ed ad iniziare a far le dovute differenze, a togliere la buccia, a togliere l’ego da me stesso, e io sento un risveglio, e ne risulta un sentimento di gioia. Vedo il mondo con altri occhi e lo sento in modo differente.

Questo ha già radici nella Reshimo, e la Reshimo proviene da un livello superiore. Questo è l’inizio del mio lavoro: sino a che punto posso aggiungere il mio sforzo a questa Reshimo e cerco di unirmi adesso, per poter vedere il mio intero livello animale da un lato e da sopra di esso.

Allora poi chiedo alla Luce superiore di aiutarmi ed inizio a capire perchè I Kabbalisti dicono che abbiamo bisogno di un gruppo per poter predenre esempio dai suoi componenti, per aderire a loro invece che a me stesso. Far sì che il proprio desiderio divenga il desiderio del Creatore e del tuo amico e servire gli altri invece che servire te stesso.

Tutto questo proviene dal fatto che una persona deve innalzarsi dal livello animale al livello del parlante. Per porter compiere questa cosa, devo preparare tutti i mezzi. Preparo un mini mondo, ovvero il gruppo e la divulgazione, e con il loro aiuto attiro la Luce che Riforma che mi porta sempre più lontano dal mio animale così che non richieda più delle necessità basilari. Ovviamente c’è una lotta costante, visto che più mi allontano dall’animale più questo mi tira indietro per darmi l’opportunità di crescere.
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(Dalla Prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 5.04.14, Scritti del Rabash)

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Nascere nel Sistema di Adam HaRishon

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual’è la differenza tra realizzare una Reshimo da soli o assieme agli altri?

Risposta: Io realizzo la mia particolare Reshimo come una parte della Reshimo del gruppo. Ma la Luce Superiore considera solo la Reshimo del gruppo. La luce non sarà rivelata sino a che questa Reshimo collettiva non avrà raggiunto un’intensità sufficiente a realizzarla all’interno della nostra connessione. Non c’è alcun conto privato per nessuno di noi.

Questa è la condizione per ricevere la Torà, come un solo uomo con un solo cuore, ovvero secondo la Reshimo collettiva. Possono esserci miglioni di Reshimo individucali, ma non potranno innalzarsi al prossimo livello sino a che non sono connesse in una Reshimo collettiva.

Siamo, al momento, al livello dell’animale e abbiamo bisogno di realizzare una Reshimo dal livello del parlante. Questa è una Reshimo collettiva che possiamo raccogliere tutti assieme e che deve essere della sufficiente quantità e qualità. Non si può sapere cosa questo sia esattamente, ma è solo chiaro che l’ammontare di tutti i nostri patti moltiplicati per la loro qualità, per l’intensità del nostro sforzo, deve collegarci ad un livello più elevato di Reshimo.

Tutta la materia inanimata è equipollente ad una sola pianta, Tutte le piante ad un solo animale, e tutti gli animali ad uno solo essere del livello del parlante. Quindi, abbiamo bisogno di tutte le Reshimot dell’animato per connetterci e ricevere una Reshimo del parlante.

E questa è chiamata la Reshimo collettiva del gruppo, che potrebbe includere sotto, entro di se un milione di persone. Non importa quanti sono, la cosa più importante è che la nostra Reshimo otterrà qualitativamente l’intensità di una Reshimo del prossimo livello. Allora nasceremo.

Quando siamo nati in un nuovo mondo, non ci sarà uno di noi laggiù, piuttosto ci saremo “noi”. Quando nasci, sentirai immediatamente un Sistema che ti include e nel quale ti trovi assieme a Rabbi Shimon e Adam HaRishon. Allora inizierai già a considerare le anime.
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(Dalla Seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 4.05.2014, Lo Zohar)

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La luce dentro un cristallo

Cosa sono le nostre caratteristiche e come sono collegate al desiderio? Dopo tutto il desiderio di ricevere piacere, tutto quello che abbiamo, dipende innanzitutto dalla potenza (P), ma c’è un altro parametro che permetta di misurarlo? Sì esiste, si tratta del limite (H). Oltre a differenti gradazioni di potenza si distingue anche in differenti gradi di limitazione.

Inizialmente nessuno dei miei desideri è soggetto ad alcun limite, ma quando prendo un desiderio ed inizio ad imporgli una restrizione, emerge una forma che mi conferisce una determinata caratteristica.

Ognuna è creata da una specifica restrizione sulla forza di un determinato desiderio. I miei desideri si trovano distribuiti lungo la scala della potenza, ma non è sufficiente:  la loro limitazione crea precisamente dentro di me le forme o le caratteristiche.

Immaginiamoci totalmente nella forma di un grosso cristallo a sua volta composto da cristalli molto piccoli. La luce circostante si riversa sul cristallo, ma come fa ad entrarvi e a raggiungere ciascun piccolo cristallo? Come si espande e si diffonde tra di loro? Come riempie la struttura generale? Ognuno partecipa a questo: ogni parte limita le altre e delimita l’amico passandogli la luce, ed ogni parte riceve la luce dall’amico dopo che é passata attraverso gli altri.

L’esempio di una struttura cristallina forse renderà più semplice capire come la luce passi attraverso tutti e fluisca lungo tutti gli assi. Questo è dovuto alla corrispondenza mutua e totale delle nostre caratteristiche, e ovviamente ogni piccolo cristallo ha la sua struttura interiore.

Non possiamo cambiarla ma possiamo deformarla e distorcere la connessione, allora avremo bisogno di un tempo molto lungo per la correzione. Questo significa che l’unica cosa di cui il mondo ha bisogno è un’ottimizzazione della connessione tra le persone. La cosa più importante è la connessione tra di noi, ed è questo il motivo per cui incoraggiamo costantemente le persone ad unirsi al di là di tutte le differenze.

In realtà, visto che io sono un segmento insostituibile del sistema comune, le mie caratteristiche  corrispondono precisamente a quelle di tutti gli altri e quindi non possiamo provare a cambiare qualcosa nell’uomo, sopprimerne una qualunque parte, tagliarne via un pezzo, o al contrario tentare che egli sviluppi qualcosa di estraneo, ma dobbiamo solo assicurarci che si sviluppi nella giusta connessione con gli altri mentre ogni cosa si preserva silente dentro di lui sino al momento giusto.

Per questo non tocchiamo i lati spirituali di un uomo. La disperazione, l’euforia, la confusione, non importa quel che gli ha preso, noi offriamo unicamente del supporto generale, avvolgendolo nel nostro tepore, mentre ci atteniamo invariabilmente al principio “cresci un ragazzo secondo il suo modo di essere”. In fondo tutte le caratteristiche di un uomo sono conformi a quelle dell’intera umanità e se qualcosa dentro di lui viene ferito, a tutta l’umanità succede la stessa cosa.

Questo é un aspetto molto importante nell’ educazione.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 02.01.2012, “La Libertà”)

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