Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 16.05.2014

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Igrot, Lettera 17
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Workshop
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Zohar per tutti, Parashat “Emor”, Brani Selezionati
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione alla Saggezza della Kabbalah”
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “Il Dono della Torà” Punto 4
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Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam “Cosa significa “La Torà è chiamata Linea di Mezzo” nel lavoro
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Zohar per tutti, Brani selezionati
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Workshop
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Il valore più elevato dell’ ambiente

Dr. Michael LaitmanDomanda: Al fine di tenere il bastone in mano e non lasciare che si trasformi in serpente è necessario lavorare sul nostro ambiente costantemente?

Risposta: È giusto, ma è necessario lavorare sull’ ambiente non tenendo il bastone in mano, ma perché vediamo il nostro futuro stato corretto in esso. Ciò significa che l’ambiente non è un mezzo, ma ha valore in sé: è un sistema superiore.

All’ interno dell’ ambiente “bastone” e “serpente” si rivelano, e anche la forma del Borè (Creatore), che si chiama “Bo-Re” (Vieni e Vedi). Nella giusta connessione tra gli amici, la Luce Superiore comincia ad essere rivelata e splende, e scopriamo il vaso con la Luce.
[133682]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.04.2014, Shamati 59 “Riguardo il Bastone e il Serpente“)

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Zohar per tutti, Parashat “Emor”, Brani Selezionati
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione alla Saggezza della Kabbalah”
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Scritti di Baal HaSulam, “Il Dono della Torà”
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Impara a guardare te stesso da un lato

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il mio desiderio di ricevere mi domina. Come posso guardare a me stesso da un lato; cosa mi permette di farlo?

Risposta: Questa possibilità è già insita nella nostra Reshimo (gene spirituale). Non è per caso che ci sentiamo attratti fuori da noi stessi e che ci vediamo da un lato, anche se può essere molto spiacevole. Questo desiderio ha già le sue radici nella Reshimo.

In quale vaso sento il risveglio? Nella parte che può essere diversa dal livello animale che c’è dentro di me. E’ la Luce a venire ed ad iniziare a far le dovute differenze, a togliere la buccia, a togliere l’ego da me stesso, e io sento un risveglio, e ne risulta un sentimento di gioia. Vedo il mondo con altri occhi e lo sento in modo differente.

Questo ha già radici nella Reshimo, e la Reshimo proviene da un livello superiore. Questo è l’inizio del mio lavoro: sino a che punto posso aggiungere il mio sforzo a questa Reshimo e cerco di unirmi adesso, per poter vedere il mio intero livello animale da un lato e da sopra di esso.

Allora poi chiedo alla Luce superiore di aiutarmi ed inizio a capire perchè I Kabbalisti dicono che abbiamo bisogno di un gruppo per poter predenre esempio dai suoi componenti, per aderire a loro invece che a me stesso. Far sì che il proprio desiderio divenga il desiderio del Creatore e del tuo amico e servire gli altri invece che servire te stesso.

Tutto questo proviene dal fatto che una persona deve innalzarsi dal livello animale al livello del parlante. Per porter compiere questa cosa, devo preparare tutti i mezzi. Preparo un mini mondo, ovvero il gruppo e la divulgazione, e con il loro aiuto attiro la Luce che Riforma che mi porta sempre più lontano dal mio animale così che non richieda più delle necessità basilari. Ovviamente c’è una lotta costante, visto che più mi allontano dall’animale più questo mi tira indietro per darmi l’opportunità di crescere.
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(Dalla Prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 5.04.14, Scritti del Rabash)

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Zohar per tutti, Parashat “Emor”, Articolo “Il conteggio di Omer
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione alla Saggezza della Kabbalah”
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Scritti di Baal HaSulam, “Il Dono della Torà
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Nascere nel Sistema di Adam HaRishon

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual’è la differenza tra realizzare una Reshimo da soli o assieme agli altri?

Risposta: Io realizzo la mia particolare Reshimo come una parte della Reshimo del gruppo. Ma la Luce Superiore considera solo la Reshimo del gruppo. La luce non sarà rivelata sino a che questa Reshimo collettiva non avrà raggiunto un’intensità sufficiente a realizzarla all’interno della nostra connessione. Non c’è alcun conto privato per nessuno di noi.

Questa è la condizione per ricevere la Torà, come un solo uomo con un solo cuore, ovvero secondo la Reshimo collettiva. Possono esserci miglioni di Reshimo individucali, ma non potranno innalzarsi al prossimo livello sino a che non sono connesse in una Reshimo collettiva.

Siamo, al momento, al livello dell’animale e abbiamo bisogno di realizzare una Reshimo dal livello del parlante. Questa è una Reshimo collettiva che possiamo raccogliere tutti assieme e che deve essere della sufficiente quantità e qualità. Non si può sapere cosa questo sia esattamente, ma è solo chiaro che l’ammontare di tutti i nostri patti moltiplicati per la loro qualità, per l’intensità del nostro sforzo, deve collegarci ad un livello più elevato di Reshimo.

Tutta la materia inanimata è equipollente ad una sola pianta, Tutte le piante ad un solo animale, e tutti gli animali ad uno solo essere del livello del parlante. Quindi, abbiamo bisogno di tutte le Reshimot dell’animato per connetterci e ricevere una Reshimo del parlante.

E questa è chiamata la Reshimo collettiva del gruppo, che potrebbe includere sotto, entro di se un milione di persone. Non importa quanti sono, la cosa più importante è che la nostra Reshimo otterrà qualitativamente l’intensità di una Reshimo del prossimo livello. Allora nasceremo.

Quando siamo nati in un nuovo mondo, non ci sarà uno di noi laggiù, piuttosto ci saremo “noi”. Quando nasci, sentirai immediatamente un Sistema che ti include e nel quale ti trovi assieme a Rabbi Shimon e Adam HaRishon. Allora inizierai già a considerare le anime.
[134393]

(Dalla Seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 4.05.2014, Lo Zohar)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 12.05.2014

Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 3 “Il caso dell’ ottenimento Spirituale”
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 175 “E se la Via è troppo lunga per te”
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La luce dentro un cristallo

Cosa sono le nostre caratteristiche e come sono collegate al desiderio? Dopo tutto il desiderio di ricevere piacere, tutto quello che abbiamo, dipende innanzitutto dalla potenza (P), ma c’è un altro parametro che permetta di misurarlo? Sì esiste, si tratta del limite (H). Oltre a differenti gradazioni di potenza si distingue anche in differenti gradi di limitazione.

Inizialmente nessuno dei miei desideri è soggetto ad alcun limite, ma quando prendo un desiderio ed inizio ad imporgli una restrizione, emerge una forma che mi conferisce una determinata caratteristica.

Ognuna è creata da una specifica restrizione sulla forza di un determinato desiderio. I miei desideri si trovano distribuiti lungo la scala della potenza, ma non è sufficiente:  la loro limitazione crea precisamente dentro di me le forme o le caratteristiche.

Immaginiamoci totalmente nella forma di un grosso cristallo a sua volta composto da cristalli molto piccoli. La luce circostante si riversa sul cristallo, ma come fa ad entrarvi e a raggiungere ciascun piccolo cristallo? Come si espande e si diffonde tra di loro? Come riempie la struttura generale? Ognuno partecipa a questo: ogni parte limita le altre e delimita l’amico passandogli la luce, ed ogni parte riceve la luce dall’amico dopo che é passata attraverso gli altri.

L’esempio di una struttura cristallina forse renderà più semplice capire come la luce passi attraverso tutti e fluisca lungo tutti gli assi. Questo è dovuto alla corrispondenza mutua e totale delle nostre caratteristiche, e ovviamente ogni piccolo cristallo ha la sua struttura interiore.

Non possiamo cambiarla ma possiamo deformarla e distorcere la connessione, allora avremo bisogno di un tempo molto lungo per la correzione. Questo significa che l’unica cosa di cui il mondo ha bisogno è un’ottimizzazione della connessione tra le persone. La cosa più importante è la connessione tra di noi, ed è questo il motivo per cui incoraggiamo costantemente le persone ad unirsi al di là di tutte le differenze.

In realtà, visto che io sono un segmento insostituibile del sistema comune, le mie caratteristiche  corrispondono precisamente a quelle di tutti gli altri e quindi non possiamo provare a cambiare qualcosa nell’uomo, sopprimerne una qualunque parte, tagliarne via un pezzo, o al contrario tentare che egli sviluppi qualcosa di estraneo, ma dobbiamo solo assicurarci che si sviluppi nella giusta connessione con gli altri mentre ogni cosa si preserva silente dentro di lui sino al momento giusto.

Per questo non tocchiamo i lati spirituali di un uomo. La disperazione, l’euforia, la confusione, non importa quel che gli ha preso, noi offriamo unicamente del supporto generale, avvolgendolo nel nostro tepore, mentre ci atteniamo invariabilmente al principio “cresci un ragazzo secondo il suo modo di essere”. In fondo tutte le caratteristiche di un uomo sono conformi a quelle dell’intera umanità e se qualcosa dentro di lui viene ferito, a tutta l’umanità succede la stessa cosa.

Questo é un aspetto molto importante nell’ educazione.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 02.01.2012, “La Libertà”)

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Non Fuggire dal lavoro ma da te stesso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è la schiavitù di una persona in Egitto?

Risposta: Egli cerca di connettersi con gli altri e ogni volta ha un po’ di successo attraverso qualche nuova prova, ma i frutti di questa connessione vanno al Faraone che li succhia da dietro il collo. Questo significa che l’ego ruba tutto e lo tiene all’interno di se stesso. Una persona sente di non avere nulla. Questo è ciò che ci accade.

Poi, come è detto, (Giobbe 20:15): “Egli vomiterà le ricchezze che ha inghiottito”. Il potere dell’ego ingoia i frutti del lavoro e poi li sputa fuori, vomita dando tutto indietro alla persona, tutto insieme.

Domanda: Quando accadrà questo finalmente?

Risposta: Quando si accumula una quantità sufficiente di sforzi che sono stati inghiottiti dall’ego, questo consente alla persona di salire al bene della dazione. Non è possibile fare una scorta di sforzi negativi, impressioni negative, in qualsiasi altro modo. Non puoi lavorare se sono tutti davanti a te.

Anche se un po’ ti viene mostrato, prendi in considerazione quello che hai, questo è male e ciò che è male ti scappa immediatamente. E in questo modo non scappi ma continuerai a lavorare, le tue delusioni scompariranno. Questo ci da’ l’opportunità di continuare a ritornare ripetutamente sulle delusioni delle nostre abilità.

In seguito, la delusione accumulata e di conseguenza la necessità per il gruppo, deve essere così grande che tu gridi e vuoi andar via. Non significa scappare dal lavoro, ma scappare dal tuo ego!

Ci sono alcune condizioni che devono maturare e accumularsi. Questo è un processo cumulativo; nulla può essere fatto su di esso. Allo scopo di aiutarti con questo, ci sono il buio e l’assorbimento dei tuoi fallimenti. E poi devi essere ispirato dal gruppo, dallo studio, e dall’insegnante, e ogni giorno hai bisogno di alzarti in piedi di nuovo.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.04.2014, Scritti del Rabash)

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