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Come aprire il muro

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come possiamo capire quello che leggiamo prima di trascendere il Machsom (barriera)? Sembra che in questa vita corporea tutto sta cambiando costantemente e le cose si rivelano essere l’opposto del contrario del contrario.

Risposta: Sembra cha avanziamo troppo lentamente, ma secondo la mia esperienza, posso dire che se i Kabbalisti non avessero determinato e disposto l’ordine del lavoro spirituale per noi, non saremmo in grado di avanzare così veloce e raggiungere i vasi di dazione, l’anima, nella nostra vita. Non capiamo quanto sia diversa la situazione spirituale dallo stato corporeo. È la natura contraria. Però pensiamo che sia una semplice aggiunta a quello che abbiamo già in questa vita.

Dobbiamo lavorare secondo il metodo di Baal HaSulam e Rabash e lo studio del Commentario del Sulam al Libro dello Zohar, la Prefazione della Saggezza della Kabbalah e TES, ma questo deve essere accompagnato dalla divulgazione, perché questo ci fornisce il vaso spirituale. Non siamo in realtà il vaso; noi siamo il punto di Bina, la nazione d’Israele che è solo un conduttore, un adattatore, un tubo. Se questo tubo non è connesso a nulla, poi non funziona, è guasto e allora diventerà un blocco di pietra.

Nella spiritualità non c’è nessuna porta che si apre per lasciarti entrare nella spiritualità. Al contrario, c’è un muro davanti a te e al momento che sei pronto, vedi un’apertura nella parete ed entri. Non fa nessuna differenza, dove ti trovi in quel momento.

Non hai bisogno di occuparti di trovare l’apertura. Non guadare l’apertura, ma cerca come si può aprire il muro. Dobbiamo occuparci di costruire il vaso, una connessione, e poi saremo in grado di attraversare velocemente.

I Kabbalisti ci hanno lasciato abbastanza materiale in modo da poter costruire noi stessi. Ora stiamo cominciando una fase nuova di divulgazione. È solo grazie alla rivelazione e alla divulgazione della saggezza della Kabbalah che possiamo uscire in questo mondo ed essere premiati con il vero lavoro spirituale e la correzione del mondo.

Però i Kabbalisti hanno scritto poco sulla divulgazione; ci dicono solo i principi generali. Dobbiamo cercare il modo di lavorare con il pubblico e come farlo ora da noi stessi. Perché non ci hanno detto di tutto specificamente e perché non hanno preparato un manuale per la divulgazione in modo da non commettere errori?

Non c’è tale manuale. Costantemente aspetto, come un uomo affamato, per la rivelazione della prossima fase a secondo del lavoro che facciamo. Se vogliamo avanzare, dobbiamo scoprire le successive fasi da noi stessi. Insieme scriviamo il metodo della correzione del mondo ai nostri giorni.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana della Kabbalah 23.05.2014, Shamati #8 “Qual è la Differenza fra l’ Ombra di Kedusha e l’ Ombra della Sitra Achra”)

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Sicuri del successo al cento per cento

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come si può mai perdere la fiducia nel raggiungimento dell’obiettivo?

Risposta: È necessario ricevere fiducia dal gruppo. La fiducia è un’illuminazione dall’Ohr MaKif (La Luce Circostante) dall’Alto che, come tutte le Ohrot (Luci) raggiunge una persona tramite l’ambiente.

Il gruppo deve darti una sensazione di fiducia anche prima di sentire la Luce, anche se può essere che gli amici stessi non hanno questa sensazione. Però ognuno deve connettersi, integrarsi con gli altri e mostrare che lui è pieno di fiducia. Infatti, questo è falso, perché nessuno di loro ha fiducia! Però è necessario influenzarsi reciprocamente mostrando di avere fiducia.

Fondamentalmente, questa è psicologia, e tu sei in un ambiente psicologico, così il gruppo può dare a te la fiducia completa con successo. Se vedi che gli amici sono rilassati, in questo modo anche tu sei rilassato. Però sentirai questa fiducia solo al grado che hai investito in loro.

Questa fiducia deve essere creativa, accrescendo la fede della correttezza e giustizia del percorso, l’abilità a raggiungere l’obbiettivo, e che è impossibile non fare nulla e che tutto arriva da solo. Abbiamo bisogno di fiducia in modo che se faremo tutto il possibile, sicuramente raggiungeremo il nostro obiettivo, invece di essere rilassati e sentire che tutto va bene senza i nostri sforzi. Questa non è fiducia ma distruzione e morte.

Domanda: Come posso rimanere fiducioso quando vengo al gruppo pensando tutto il tempo ai miei problemi materiali?

Risposta: Allora si vuole sradicare tutti i problemi e avere la fiducia necessaria per superarli, innalzandosi al di sopra di essi, e andare verso il Creatore tramite la connessione con il gruppo?

Non è così che ci si dovrebbe sbarazzare di tutti i problemi, ma in modo che i problemi non ti svincolino dal sentiero e dall’obiettivo. Altrimenti si inizierà a chiedere al Creatore di allontanare tutti i disturbi perché non si vuole avanzare.

Domanda: Però questa è la mia natura!

Risposta: Certamente è la tua natura, ma tu vuoi essere al di sopra di essa? Hai una scelta per pensare a tutti i tuoi problemi come una punizione ingiusta che si desidera rimuovere, o ci si vuole innalzare oltre i problemi e andare avanti salendo al di sopra di loro. La vostra libera scelta si trova fra questo e quello.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana della Kabbalah 25.05.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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L’era dell’eccessiva fermentazione dell’ego

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Articolo 61: La risposta è che il mondo, nel corso dei 6000 anni della sua esistenza, è come un Partzuf diviso in tre parti: Rosh (testa), Toch (interno), Sof (fine), ossia HBD (Hochmà, Bina, Daat), HGT (Hesed, Gevura, Tifferet), NHY (Netzah, Hod, Yesod). Questo è ciò che i nostri saggi hanno scritto: “I primi 2.000 anni di Tohu (caos), i secondi 2.000 anni di Torà, e gli ultimi 2000 anni sono i giorni del Messia”. (Sanhedrin 97a).

Ora, nella nostra generazione, dal momento che ci stiamo avvicinando alla fine degli ultimi 2.000 anni, ci viene dato il permesso di rivelare in tutto il mondo le parole dello Zohar, in modo tale che dalla nostra generazione in poi le parole dello Zohar saranno sempre più rivelate al mondo, fino a quando verrà rivelata la misura completa, come il Creatore desidera.

Domanda: Dove siamo situati su questo schizzo dei tre periodi di 2.000 anni ciascuno?

Risposta: Sul suo fondo. Abbiamo attraversato tutti i periodi dal principio della creazione ai nostri giorni, e oggi siamo vicini alla fine della correzione.

Domanda: L’impressione è che siamo più vicini al completamento della distruzione…

Risposta: Questo è corretto, perché per raggiungere la correzione, dobbiamo prima di tutto riconoscere la distruzione. E quindi stiamo attraversando il periodo di riconoscimento del male nel peggiore stato dei Kelim (i desideri) che sono difficili da risvegliare, per muoversi verso qualcosa. Queste condizioni sono appropriate alla fine della correzione.

Si dice circa i “giorni del Messia” che in questi tempi l’insolenza aumenterà. I Kelim saranno i peggiori, i più crudeli e i più egoisti; coloro che sono passati attraverso l’ “eccessiva fermentazione”. Le persone in questo periodo iniziano a “mangiare se stesse”, anche per il progresso, il guadagno egoistico non sarà più importante come lo era prima. Il riconoscimento del male è arrivato. Capiscono che l’ego alla fine non gli permetterà più di avere successo in qualsiasi cosa. E quindi, appariranno anche l’indifferenza e un accordo con la morte. Alla gente non importa se ci sarà una guerra, anche una guerra mondiale. A loro basta un’iniezione per dimenticare tutto e che li lasci in pace.

La tendenza di oggi non è più rivolta al proseguimento dello sviluppo egoistico. Al contrario, l’ego è diventato una crescita cancerosa che “spazza via” tutto quello che può, e ora esso stesso muore, portando con sé l’indebolimento del “corpo”. E così stiamo vivendo nell’ultimo periodo più importante delle correzioni, che “sigilla” l’intero processo. E la nostra preoccupazione deve essere: come costruire e realizzare il nostro lavoro correttamente.

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Articolo 63: …questa è la regola in tutti i Partzufim (plurale di Partzuf) dei mondi e delle anime, che i più puri sono i primi ad essere selezionati nel Partzuf. Pertanto, i Kelim più puri, HBD, sono stati selezionati prima nel mondo e nelle anime. Così, le anime dei primi 2000 anni erano molto più Elevate. Eppure, non potevano ricevere la piena misura della Luce, a causa della mancanza delle parti inferiori del mondo e in se stessi, che sono NHYM HGT.

E poi, nei secondi 2.000 anni, quando i Kelim di HGT sono stati selezionati nel mondo e nelle anime, le anime erano effettivamente molto pure. Questo perché il merito dei Kelim di HGT è vicino a quello di HBD. Tuttavia, le Luci erano ancora nascoste nel mondo, per l’assenza, nel mondo e nelle anime, di Kelim Chazeh dal basso. Così, nella nostra generazione, anche se l’essenza delle anime è la peggiore, ed è per questo che finora non potevano essere selezionate per Kedusha, sono quelle che completano il Partzuf del mondo e il Partzuf delle anime rispetto ai Kelim, e il lavoro viene completato solo attraverso di loro. Questo perché oggi, quando i Kelim di NHY sono in fase di completamento, e tutti i Kelim, Rosh, Toch, Sof sono nel Partzuf, le misure piene di Luce, di Rosh, Toch, e Sof, vengono ora estese a tutti coloro che ne sono degni, che significa NRN completa (Nefesh, Ruach, Neshamah). Quindi, solo dopo il completamento di queste anime umili può manifestarsi la Luce Superiore, e non prima.

È possibile rivelare la Luce di Neshamà solo a condizione che la Luce di Nefesh scenda nei nostri Kelim, al nostro livello. Nei primi 2000 anni la Luce di Nefesh entra nel terzo Partzuf superiore. Nei successivi 2000 anni è scesa nel terzo medio e la Luce di Ruach entra nel primo terzo, e, infine, negli ultimi duemila anni, la Luce di Nefesh e la Luce di Ruach scendono ancora più in basso e fanno si che la Luce di Neshamà entri nel Partzuf. E poi noi acquisiamo NRN.

Pertanto è possibile rivelare Luci superiori solo se ci prendiamo cura dei Kelim inferiori. E quindi la nostra generazione è così importante dal punto di vista dei Kelim, per correggere i desideri più “densi” di seguito e attraverso questo riveliamo le Luci superiori più grandi. Anche se veniamo nutriti solo dalla Luce più piccola, Nefesh de Nefesh, il prendersi cura dei Kelim “più densi” ci rende possibile risvegliare le Luci più grandi all’interno dell’intero sistema.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.09.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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L’ascesa pratica sulla scala Spirituale

Dr. Michael LaitmanLa salita pratica sulla scala spirituale da un livello all’altro si realizza in questo modo: Supponiamo che raccogliamo dieci persone e una forza di rifiuto reciproco di un chilo opera. Se superiamo questo rifiuto, allora ci eleviamo al primo livello.

Al primo livello ci sono dieci persone, come prima, ma l’odio tra di noi è cresciuto fino a meno dieci chilogrammi invece di meno di un chilogrammo. Ciò significa che potrebbe essere che con la continua ascesa, avremo bisogno di lavorare con un numero maggiore di persone. Questo potrebbe essere in relazione alla qualità e potrebbe essere sia in quantità e in qualità.

Un gruppo è una certa quantità di persone che prendono un obbligo su sé stessi per essere connessi come una persona con un cuore. Se siamo pronti per questo, allora in base a questo obiettivo, che non abbiamo ancora raggiunto, siamo già chiamati un gruppo kabbalistico. Nel momento in cui si raggiunge il primo grado di connessione come uno, immediatamente la Luce superiore viene scoperta e il Creatore si rivela all’interno della nostra connessione.

Abbiamo lavorato sodo sul nostro ego e abbiamo raggiunto questo primo livello, il più debole, la Luce di Nefesh (Ohr Ha Nefesh) (Luce dell’anima). Dopo questo a noi si rivelerà ancora un più grande desiderio egoistico su cui dobbiamo lavorare. Improvvisamente tra di noi c’è un odio ardente e le differenze di opinione che dobbiamo superare richiedono un lavoro ancora più difficile. E quando ci connettiamo, l’ Ohr Ha Ruach (la Luce dello Spirito) si rivela.

Dopo questo ancora più ego si risveglia in noi, quindi per superare e connetterci, è necessario dare ancora maggiore impegno. È così che scopriamo l’Ohr Ha Neshamà (La luce dell’anima), e dopo questo anche Haya (l’ultima correzione di Malchut ) e poi Yechidà.

L’ego cresce tutto il tempo e abbiamo superarlo collegandoci più strettamente raggiungendo sempre maggiore rivelazione del Creatore. Questi livelli sono chiamati: Nefesh, Ruach, Neshamah, Haya, Yechida- NRNHY.

Mentre l’ego continua a crescere, il lavoro diventa sempre più difficile, e noi siamo sempre più distaccati gli uni dagli altri, quindi siamo in grado di connetterci in un grado ancora maggiore. Questo è il lavoro che il gruppo deve fare.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno,” Giorno Due 10.05.2014, Lezione 3)

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Quando il Libro ti legge

Domanda: Che cosa ci dovremmo aspettare da Il Libro dello Zohar durante la lezione?

Risposta: Non conosco un libro che sia più pittoresco, più bello e romantico che Il Libro dello Zohar. Esso coglie tutte le qualità e i sensi della persona e suona sulle loro corde.

Esistono diverse tipologie di letterature: poesie, romanzi, libri storici e scientifici. Ma i loro scrittori non sono in grado di esprimere qualcosa di più del nostro livello materiale molto limitato. E le nostre parole non sono predisposte per trasmettere qualcos’altro.

Ma quando tu leggi Lo Zohar organizzi la tua interiorità in base a ciò che Il Libro dice, il libro apre una porta dentro di te e per te. E lì, nel profondo, ti da’ la vita, dipinge un quadro, fornisce un esempio di ciò che è scritto nelle sue parole e nelle sue lettere.

Nulla in realtà può essere paragonato a Il Libro dello Zohar; niente può elevarsi a quell’altezza artistica da cui è stato scritto. Il libro di Shamati tocca qualcosa dentro di te, Lo Studio delle Dieci Sefirot, la Gemara, produce anche alcune azioni dentro di te. E si può leggere il Shulchan Aruch (Il Codice delle leggi) e sentire movimenti interiori secondo la cooperazione reciproca tra la Luce e i vasi. Ma tutto questo è “prosa” rispetto a Lo Zohar, rispetto ai suoi “testi” mescolati con una sensazione impareggiabile.

E Baal HaSulam, con il suo commento, è entrato nel flusso dello Zohar, si è connesso alle anime che l’hanno scritto. Quando ho letto il Commentario del Sulam, ho sentito sempre più chiaramente che questo è il risultato del lavoro di tutti e dieci autori che hanno scritto Lo Zohar, e ai nostri giorni questo si esprime solo attraverso Baal HaSulam. È come se stessero cantando in un coro, in una cappella, completandosi e continuando a vicenda, e ognuno continua la musica ed inserisce le sue note con precisione dove richiesto.

Questo è ciò che un libro vero è: la rivelazione spirituale all’interno di una persona. Il Libro prepara una persona, dirige, organizza, e lo riempie. Esso fa tutto, e la persona sente solo il risultato di quello che Il Libro fa dentro di lui.

Il Libro attiva la persona e gli fa attraversare una serie di stati. Non hai bisogno di nulla oltre questo. Si sviluppa in te, ti cambia, e ti porta avanti. Tutte le parti dello spettacolo che tu senti dentro di te sono chiamate Il Libro. Non si tratta di alcune pagine che vengono stampate in una tipografia.
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