Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Il vero piacere proviene dalla dazione


Il Creatore desidera che la creazione diventi uguale a Lui, e sia eterna e perfetta. Perciò, attraverso un’esplosione Egli ha impiantato la Sua qualità di dare nella qualità della creazione di ricevere. A causa di questa rottura nel Mondo Superiore, noi siamo nati in questo mondo come dei piccoli egoisti. Ma nel corso del nostro sviluppo, la qualità della dazione comincia ad essere rivelata dentro di noi.

Particolarmente nella nostra generazione, in cui noi come umanità abbiamo raggiunto il più grande egoismo possibile, ne stiamo scoprendo il suo vuoto. Ecco perché c’è così tanta depressione tra la gente. Ma improvvisamente, proprio in questa precisa situazione, come un raggio di luce in un regno tenebroso, possiamo trovare l’ingresso al Mondo Superiore!

Un nuovo desiderio ci spinge da qualche parte e ci infonde speranza. Nella nostra generazione, molte persone sentono già la dipendenza al loro egoismo naturale, che si è sviluppato dentro di noi nel corso di molti millenni.

Nelle precedenti generazioni, questa piccola scintilla chiamata “punto nel cuore”, il germoglio di un’intenzione altruistica, veniva risvegliata solo in persone scelte e speciali che divennero poi dei Kabbalisti. Ad ogni modo, oggi milioni di persone stanno sentendo questa nuova qualità che si è risvegliata in loro. Essa li spinge avanti e richiede di essere messa in pratica. Precedentemente, eravamo spinti in avanti dall’egoismo, ma ora l’egoismo non vede più nulla nel mondo che valga la pena di essere rincorso.

Questo nuovo desiderio incomincia con la domanda, “ Qual è il significato della mia vita?” Sentiamo il vuoto e vediamo che è impossibile ricevere altri appagamenti egoistici.  C’è anche un altro lato della domanda, “Da cosa posso ricevere piacere?” La sua formulazione opposta è. “A chi posso dare piacere?” Ciò avviene quando un uomo incomincia a sentire il bisogno di dare. Egli sente che può trovare il vero piacere nel dare!

Come assaporare veramente il Creatore

La domanda che ho ricevuto: In una delle tute lezioni hai fatto l’esempio di un bambino che si mette tutto in bocca, percependo così il mondo attraverso il gusto. Mi ricordo la frase. “ Assapora e vedi come è buono il Creatore.” Ma come posso assaporarLo?

La mia risposta: Assaporare o assaggiare qualcosa non significa che la si prova per poi dire che non piace. La frase parla del fatto che è solo assaggiando o assaporando il Creatore che puoi essere sicuro che Lui (la qualità della dazione) è buono e meritevole. Lo saprai “assagiandoLo” cioè, percependoLo dentro di te. Questo è ciò che i Kabbalisti intendono quando dicono che per prima cosa devi provare, come quando si va in cerca di un’occasione e poi si rifiuta di comperare.

Tuttavia, nella spiritualità, prima si deve fare l’acquisto, e poi, una volta che si è comperato qualcosa e si è messo questo qualcosa sotto i denti, si saprà cosa c’è veramente dentro. Questo perché si sarà allora d’accordo a dare invece che ricevere, e si scoprirà che niente può essere meglio di questo!

La formula per il Livello Superiore sei “Tu+1”

michael-laitman_24Domanda: nel nostro mondo, se desidero ottenere qualche informazione necessaria per compiere un’azione, posso scegliere tra una varietà di canali televisivi, stazioni radio e libri. Perché allora non posso ricevere informazioni dal mondo spirituale, per sapere come devo agire? Dopotutto, sono completamente controllato dall’Alto.

Risposta: il problema esiste solamente dalla tua prospettiva e non da quella del Livello Superiore. Tutto il problema radica nel fatto che tu non senti come ti dirigono dall’Alto. Non percepisci i fili che ti tirano come una marionetta.

È impossibile sentire il Livello Superiore ed il Suo governo, fino a che non sviluppi l’organo appropriato con il quale tu possa percepirlo. Il Livello Superiore si trova dentro di te ed è per questo che non lo senti. Devi cercare di unirti con l’ambiente esterno come se fosse te stesso. Per questo ci troviamo in uno stato nel quale abbiamo la sensazione che le altre persone ci siano estranee, affinché cerchiamo di connetterci ad esse come se fossero parte di noi.

Se utilizzi l’ambiente corretto (il gruppo, consultare l’articolo di Baal HaSulam, La Libertà) per creare la qualità interiore che ti permetta di percepire il prossimo come te stesso (cioè, qualcuno che ti è vicino perché ha la stesso scopo da raggiungere, il Creatore), allora attraverso questa stessa qualità, percepirai il Mondo Superiore, il Creatore ed il Suo governo su di te e sul mondo intero. Potrai sentire i fili che ti mettono in movimento.

Il Livello Superiore non si trova in nessuna parte al di sopra di te. Il Livello Superiore è il tuo successivo livello (“Io+1”). Oggi per me, questo livello è il Creatore, domani questo sarò io, ed il Creatore sarà un livello più elevato.

Il linguaggio è il programma della connessione umana


Domanda: perché ci sono tante parole nel nostro mondo, mentre non c’è ne è nessuna nel mondo spirituale?

Risposta: nel nostro mondo, l’egoismo ci separa dagli altri e ci forza a sviluppare ogni tipo di connessione egoistica, al di sopra di tutte le differenze tra noi. In questo modo sono stati creati i linguaggi.

Il linguaggio è un  programma che ci da la capacità della connessione. Assomiglia molto al software, il programma di un computer che contiene il linguaggio che rende possibile creare connessioni tra le differenti parti del sistema operativo e la memoria. Il computer di per sé, è una cassa vuota con un buon numero di microchip, ma il programma istallato descrive come interagiscono tutti questi microchip e sistemi. Il linguaggio è molto simile poiché è solo un programma di connessione tra noi.

Tutto il nostro sviluppo, radica solamente sullo sviluppo del nostro linguaggio, dai livelli egoistici dell’inanimato, vegetale e animato, al linguaggio “umano” della dazione. Questo è tutto ciò che facciamo. Tutti i tipi di connessioni tra noi, come la cultura, la religione, l’educazione, il commercio, la produzione ed altri tipi di connessioni create dalla società lungo il corso della storia dell’umanità, sono riflessi dello sviluppo del linguaggio, la connessione tra noi.

Per mezzo del linguaggio, nelle sue diverse forme, le persone stanno provando egoisticamente a compensare la mancanza di connessioni altruistiche tra loro, le quali sono scomparse dopo la frammentazione dell’Anima unica, in una moltitudine di anime. Attraverso il nostro sviluppo, abbiamo aspirato a creare interconnessioni egoistiche tra noi per compensare la mancanza di connessioni altruistiche, spirituali.

Lo sviluppo di Internet, le comunicazioni mobili, gli scambi commerciali e culturali, ci hanno portato connessioni globali egoistiche. Però la crisi provocata da queste connessioni è la crisi delle connessioni scorrette tra noi, ed è per questo che adesso sentiamo che deve esserci un altro tipo di connessione, un altro linguaggio che sia unico per tutti. Questo linguaggio è quello della dazione e della rivelazione del Creatore tra noi.

Ogni persona ha il proprio egoismo ed il proprio linguaggio, così le persone devono ora rivelare che il momento che viviamo è quello in cui tutti i linguaggi del mondo si trasformeranno in un solo linguaggio di dazione reciproca.

Il miracolo dei testi Kabbalistici

È risaputo che se si abbandona un bambino piccolo in un bosco, crescerà come un animale. Allo stesso modo, se lo integriamo all’ interno di una determinata società, crescerà in accordo ad essa.

La persona cresce e si sviluppa sotto l’ influenza dell’ ambiente che le presenta esempi e modelli specifici di condotta che dopo deve seguire.

Come percepiamo il nostro mondo? In accordo al nostro sviluppo, a ciò che ci hanno insegnato a focalizzare e in altre parole, in conformità ai nostri desideri. Questo ci fa vedere determinate immagini del nostro mondo, a percepirle in maniera specifica, ad elaborarle al nostro interno e a reagire ad esse.

Tuttavia, riguardo al mondo spirituale, non abbiamo nessun modello di condotta, né immagini, né sensazioni, o comprensione di ciò che è. In altre parole, se in qualche modo l’immagine della spiritualità si innalzasse davanti a noi, non saremmo capaci di percepirla.

Così stanno le cose: in realtà, tutto esiste qui davanti a noi, però percepiamo solo una piccola parte di ciò che esiste, perché non abbiamo dentro di noi i modelli e le immagini appropriati.

Per questo i kabbalisti scrivono i libri per noi, parlandoci del Mondo Superiore. Essi ci avvicinano a questo mondo, o più esattamente, abbassano un poco il Mondo Spirituale verso di noi, in maniera tale che quando leggiamo riguardo ad esso e ci sforziamo per capirlo e sentirlo, ci riempiamo con i suoi modelli, anche se non li capiamo e non li sentiamo.

Ciò avviene grazie ad un attributo speciale che si chiama “Sgula” – miracolo. Evochiamo da lontano queste immagini spirituali verso di noi, anche se non le sentiamo chiaramente. In questo modo ci prepariamo per sentirle.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 19.11.09

Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah
Video /Audio

Gli scritti del Baal HaSulam, lettera 45, 1927, pag. 133
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 33, lezione 14
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“La Saggezza della Kabbalah e la Sua Essenza,” lezione 14
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Il Creatore è il nostro ottenimento più intimo


Il Creatore è la qualità corretta della persona. Il Creatore si rivela all’interno dell’essere creato ed è per questo che in ebraico Lo si chiama Bo-re (Vieni e vedi).

La persona deve raggiungere il suo stato corretto, il suo io corretto, ed allora vedrà le sue qualità corrette e le chiamerà “Creatore”. La persona rivela il Creatore soltanto all’interno dei suoi vasi di percezione corretti. Non sente niente al di fuori di sé stesso.

Percepiamo tutta la realtà, tutto ciò che esiste dentro di noi, nelle nostre sensazioni.  Per questo il libro dello Zohar dichiara che tutti i mondi e tutto quello che li riempie, incluso il Creatore, esistono all’interno della persona. Si deve al fatto che la persona li sente soltanto nel suo interiore. Tutto sembra esistere soltanto all’esterno, al di fuori di noi.

Questa illusione ci viene data intenzionalmente, affinché, contrastando la percezione  di “fuori” e “dentro”, acquisiamo la capacità di vedere il mondo, noi stessi ed il Creatore da un lato come pure da dentro.  Allora potremo sentire la creazione come Lui: prima della creazione, nel processo della sua creazione e nei futuri “stati più elevati”.

La percezione spirituale si costruisce sul sentire i desideri “degli altri”, che l’uomo annette a sé stesso per mezzo del desiderio di dare loro ed amarli. In questo modo, il desiderio della persona cresce e, nella misura in cui si unisce agli altri desideri, continua a rivelare una realtà più grande e più ampia.

Nel nostro mondo riveliamo il Mondo di Assiyà, nel quale ogni persona è imprigionata in sé stessa, all’interno del suo desiderio egoistico.  Però, quando comincia ad unirsi al gruppo, che è simile al suo desiderio per il Creatore, allora nella misura in cui si unisce con i suoi desideri, rivela il Mondo di Yetzirà.

Unendosi con l’ambiente in un unico e totale desiderio, la persona rivela la qualità della dazione che ha acquisito e che si chiama “Creatore”. Il fenomeno che rivela nel suo desiderio corretto si chiama Luce e la sua fonte più profonda si chiama Creatore.

Ma allora, un desiderio ancora più egoista si rivela all’interno della persona. Questo è il suo “io” e, cercando di unirsi al gruppo al di sopra del desiderio egoistico, raggiunge il Mondo di Berià.

In questo modo riveliamo i cinque mondi. Baal HaSulam scrive nell’Introduzione alla Saggezza della Kabbalah  che tutti i mondi esistono all’interno della persona. La saggezza della Kabbalah è la rivelazione del Creatore agli esseri creati, all’interno dell’essere creato, cioè, all’interno dei suoi desideri corretti (i sensi). Rivelando l’attributo della dazione, raggiungeremo anche la sua Fonte, il suo Fondatore. Questo capacità profonda si chiama Creatore.

Lezione quotidiana di Kabbalah –17.11.09

Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah
Video / Audio

Gli scritti di Baal HaSulam, lettera 44, 1927, pag. 130
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 30, lezione 12
Video (inglese) / Audio (inglese)

“La Saggezza della Kabbalah e la sua Essenza,” lezione 12
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La fisica del sesto senso


Domanda: per sentire la spiritualità, dobbiamo sviluppare il sesto senso, che non appartiene al corpo fisico. Come funziona?

Risposta: tutte le nostre sensazioni le riceviamo attraverso i nostri organi sensoriali. Nel cervello si trasformano in procedimenti elettrici e chimici, si comparano con ciò che abbiamo registrato nella memoria, si riconoscono e si rappresentano nella coscienza come un’immagine già preparata o un concetto.

La mia percezione si compone di due parti: “io” e “ciò che sento”. Tutto avviene all’interno del desiderio, poiché il desiderio di ricevere piacere è la materia del mondo. Lo stesso desiderio non si trova nelle cellule del corpo, del quale posso soltanto esaminare le sue reazioni ai miei desideri ed alle mie intenzioni.

Posso esaminare bene i processi elettrici o chimici del corpo, tuttavia, in questo modo, valuto soltanto la reazione del corpo ma in nessuna maniera ciò che avviene all’interno del desiderio. Non c’è niente con cui esaminare il desiderio in sé.

Per esempio: provo una bibita, il suo sapore, il suo odore, sento il piacere. È possibile valutare le differenti reazioni del corpo a questa bibita, però, in qualsiasi caso, si tratterà di una valutazione della reazione del corpo e non di una valutazione del desiderio.

Di conseguenza, tutto il desiderio è virtuale, tanto nel mondo materiale, quanto in quello spirituale. Il desiderio in sé, egoista o altruista, non è localizzato nella materia.

(Estratto della prima lezione durante il Congresso in Buffalo, New York)

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Insieme saliremo ad un nuovo grado spirituale


Domanda: domani comincia il Congresso Euroasiatico di Kabbalah in Turchia. Cosa posso ricevere dagli amici che vedo una volta all’anno o per la prima volta nella mia vita?

Risposta: ieri sono ritornato dagli Stati Uniti, dal congresso di Buffalo. Insieme ai miei vecchi alunni c’erano persone lì che non avevo mai visto prima nella mia vita. Tuttavia, ho ricevuto da loro una grande impressione. Sono persone che vivono molto lontane le une dalle altre, sono molto diverse per la loro natura, per i loro punti di vista sulla vita, però, siamo riusciti a diventare amici, a prescindere da tutte le nostre differenze. Questa è la cosa più importante!

Le differenze tra noi sono come una resistenza in un circuito elettrico. Lì, esistiamo voi ed io, con l’opposizione tra noi e, al di sopra di quest’odio, stabiliamo una connessione tra tutti.
Più diversi e distanti siamo, più falliamo nella nostra comprensione reciproca, ma nonostante ciò ci sforziamo per unire l’interiorità, per rivelare dentro di noi la dazione reciproca e la rivelazione del Mondo Superiore.

Al congresso parteciperanno 1400 persone, provenienti dalla Francia al Giappone, dall’Islanda all’Oceania.

Proprio per questo, per essere persone che vedo in rare occasioni, tanto estranee a me per i loro costumi, le loro opinioni, la loro mentalità, se ci eleviamo al di sopra di tutte queste differenze e desideriamo unirci nell’amore reciproco, allora all’interno di questa unione, riveleremo il Creatore.
Per questo spero che l’unione che raggiungeremo durante il Congresso in Turchia, ci serva per ottenere un grande avanzamento.

(Estratto della lezione sull’articolo, L’essenza della saggezza della Kabbalah del 21 Ottobre 2009).