Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Per il progresso spirituale, si ha bisogno di una costante accelerazione e non di una velocità costante


La domanda che ho ricevuto: Perché è scritto che uno sforzo è solo qualcosa che va al di là dell’ordinario?

La mia risposta: Con riferimento al lavoro spirituale, noi parliamo sempre di accelerazione e non di velocità. C’è un principio della relatività molto noto il quale dice che se un oggetto si muove ad una velocità costante, allora è come se non si muovesse affatto. Se si applica questa considerazione agli altri, forse c’è del movimento, ma con riferimento a te, c’è l’immobilità. E nella Kabbalah, noi misuriamo tutti i cambiamenti relativi all’uomo in se stesso.

Perciò, se stiamo agendo secondo abitudine e compiamo le nostre solite azioni abituali, che non ci richiedono di aggiungere dei nuovi sforzi in nessun  momento, allora non cambiamo. Se non aggiungo uno sforzo, allora non salirò al livello successivo, e ciò significa che non compirò un movimento spirituale.

Quindi, puoi verificare il tuo avanzamento, nonostante l’assenza di ogni reazione, attraverso l’accumulo di sforzi che metti nella correzione, nella dazione, e nell’unione e nello studio. Quello che devi controllare è ciò che hai aggiunto a ciò avevi ieri!

L’aumento costante dello sforzo dovrebbe diventare una tua abitudine. Ti devi abituare ad una costante accelerazione. Ciò di cui abbiamo bisogno è una costante accelerazione, non una costante velocità! Questa cosa deve diventare un’abitudine.

Ascendere verso il Creatore lungo tre livelli del desiderio

michael-laitman_15La domanda che ho ricevuto: Qual è lo scopo della creazione, e dove siamo noi sulla scala spirituale che ci porta a raggiungere questo scopo?

La mia risposta: Lo scopo della creazione è di raggiungere l’adesione con il Creatore. La Kabbalah usa diverse tecniche per esprimere l’essenza delle categorie e delle qualità del mondo nascosto che il lettore non percepisce.

Al fine di distinguere la differenza tra il Creatore e la creazione, noi diciamo che il Creatore è “al di sopra” e che la creazione è “al di sotto” con riferimento all’importanza delle loro qualità. Quando poi misuriamo la distanza o l’altezza tra loro, considerato che non si tratta di una distanza fisica, vediamo che è una differenza di qualità, cioè il grado della separazione dell’uomo dal Creatore assoluto.

Se un uomo non ha nemmeno un solo desiderio di essere uguale al Creatore (la qualità della dazione), allora quest’uomo non ha raggiunto nemmeno il primo livello della scala tra lui e il Creatore. Se invece ha reso almeno una minima porzione dei suoi desideri uguali al Creatore, allora egli ascende al primo grado. Se è poi in grado di utilizzare una più grande porzione dei suoi desideri per il bene della dazione, allora ascende al secondo livello.

Queste “porzioni” sono preparate per noi fin dal principio. Sono chiare e sempre diverse tra loro in dieci Sefirot. Ogni volta, io ricevo un forte e ben definito aumento del desiderio, e correggendo la mia intenzione dalla ricezione alla dazione, ascendo.

Alla fine dovrò rendere uguale al Creatore tutto il desiderio che è stato creato in me. Tuttavia, questo desiderio è al momento mi è nascosto e mi viene rivelato nella misura in cui sono in grado di usarlo per il bene della dazione. Questa è la ragione per cui l’intero universo è diviso in tre mondi:

  • Questo mondo, che percepisco proprio come ogni altro uomo, anche se all’interno del desiderio “per il mio solo bene”
  • Il mondo che è nascosto da me, che è il desiderio che io non sono ancora in grado di usare per il bene della dazione, ed è questa la ragione per cui questo mondo non mi viene rivelato.
  • Il Mondo Superiore che mi viene rivelato, che è il desiderio che sono in grado di utilizzare per il bene della dazione, ed è questa la ragione per cui percepisco il Creatore dentro la mia equivalenza di forma con Lui.

Ogni cosa avviene dentro il solo, comune desiderio che è stato creato dal Creatore. Non c’è nulla al mondo a parte questo desiderio. Ogni cosa che è nascosta e rivelata costituisce il solo desiderio che è stato creato. Quindi, ciò che mi è tenuto nascosto oggi mi sarà rivelato domani. E dunque, una parte ulteriore della realtà passerà dall’essere nascosta all’essere rivelata.

Lezione Quotidiana di Kabbah– 24.11.09

Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah
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Baal HaSulam, lettera n.46, 1927
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 37, lezione 16
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Articolo “Il Corpo e l’Anima” – Lezione 2
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Il Libro dello Zohar – Selezioni, capitolo “Noah,” articolo 482
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Ascolta e sentirai il Creatore che ti parla


La velocità dell’avanzamento spirituale di un uomo dipende da quanto attentamente l’uomo collega (alla spiritualità) tutto ciò che gli succede nella vita e se non lascia trascorrere un solo momento senza collegarlo alla spiritualità. Un uomo non deve stare fermo proprio come fa un bambino e deve usare ogni singolo momento. A questo proposito, l’ambiente in cui l’uomo si trova è molto importante. L’ambiente velocizza lo sviluppo di un uomo dandogli la giusta direzione e spingendolo sempre in avanti.

Con l’aiuto dell’ambiente, un uomo può scoprire che anche i momenti più tranquilli hanno molta importanza. E’ particolarmente in questi momenti che un uomo scopre l’atteggiamento amorevole che il Creatore ha verso di lui. E’ come scoprire un nuovo mondo nelle profondità di un mare che è tranquillo in superficie.

Non lasciate che la vita passi via. Non dovremmo perdere un solo momento, poiché ogni momento è un’opportunità per collegarci al Creatore. Questo è ciò che viene chiamato “la vita che ritorna alla sua Sorgente”. Dobbiamo capire ciò che Lui ci vuole dire attraverso ogni circostanza che Lui ci manda. La nostra vita intera è una conversazione tra noi e il Creatore, ma poiché lasciamo andare questi momenti, non Lo sentiamo! Se solo ascoltassimo, sentiremmo la voce del Creatore in ogni momento.

Questo è il modo in cui colleghiamo il tempo materiale alla spiritualità. Questi tempi si uniscono in uno solo e noi vediamo il quadro della spiritualità. Se un uomo percepisce il tempo come un numero di azioni, allora egli è pronto a guardare alla sua vita come un processo spirituale. Ad ogni modo, solo l’ambiente è in grado di metterci in sintonia con questo atteggiamento verso la vita.

Lezione quotidiana di Kabbalah– 23.11.09

Preparazione alla lezione
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Baal HaSulam, lettera 45, 1927, lezione 3
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Articolo “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 37, lezione 16
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Articolo, “Il Corpo e l’Anima” lezione 1
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Il Libro dello Zohar – Selezioni, capitolo “Noah,” articolo 122
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Lo scopo della Kabbalah è di causare la correzione del mondo intero

laitman_20090528_0059_w_thumbLa saggezza della Kabbalah fu rivelata ad Abramo nell’antica Babilonia, come un metodo per l’unione delle anime.

Egli propose questo metodo ai babilonesi, quando scoppiò per la prima volta la crisi globale. Adesso, il mondo si trova di nuovo di fronte alla stessa situazione ed alla crisi.

Lo scopo della Kabbalah è la correzione del mondo senza eccezioni. Per questa ragione, non è possibile rinchiuderla all’interno di limiti artificiali, in un ambiente ristretto, posto che tutte le anime devono riunirsi in un solo Kli e ritornare allo stato dell’Infinito.

La correzione delle anime non ha niente a che vedere con la nostra attività in questo mondo. Ogni persona può cominciare a correggere la sua anima, non importa dove viva o a cosa si dedichi. Non è richiesta nessuna preparazione speciale. La persona che sente un vuoto interiore arriva alla Kabbalah, mentre quella che è “piena” sta aspettando “in fila” il suo turno.

“Tutta l’umanità alla fine del suo sviluppo deve arrivare inevitabilmente alla rivelazione del Creatore”.

Baal HaSulam, “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah”

Le cose che sembrano simili possono essere opposte


Domanda: La Kabbalah parla della dazione, dell’unione. Non le sembra che ciò assomigli alle ideologie comuniste che tanto spaventano la gente?

Risposta: L’idea del comunismo non era cattiva in sé, però il problema è stato che non hanno avuto i mezzi per cambiare la natura umana. Questo è quanto accaduto nella Russia socialista e nei Kibbutz in Israele. Non avevano il metodo corretto.

Sembrerebbe che i kabalisti impieghino le stesse parole e lo stesso scopo, tuttavia, i comunisti erano laici, mentre la Kabbalah parla del Creatore. Comunque ciò è irrilevante, posto che il Creatore è la natura altruistica e la creazione è una persona che desidera riempirsi, questo è tutto. La differenza fondamentale tra la Kabbalah ed il comunismo radica in qualcos’altro: come si può trasformare la natura umana completamente egoista, in modo che la gente cominci ad amare il suo prossimo?

Se solo i socialisti avessero avuto la possibilità di cambiare la loro natura egoista! Però nessun potere o metodo del nostro mondo è capace di cambiare la natura umana, perché tutto il nostro mondo è egoista. Tutti i desideri, le azioni ed i pensieri dell’uomo sono egoistici e per tanto non esiste nel nostro mondo nessuna forza che possa correggerci.

Però, quando appare nell’uomo “il punto nel cuore”, che è l’embrione dell’attributo della dazione (Binà), lui può trasformarsi ed acquisire l’attributo della dazione con il metodo della correzione della Kabbalah. Questo gli permetterà di unirsi con le altre anime ed in questa unione, scoprire la Forza Superiore che ci ha creati: il Creatore.

Il socialismo, il comunismo ed altri metodi parlano di qualcosa che potrebbe confondersi con la Kabbalah. Tuttavia l’unico modo di realizzare l’unificazione e rivelare la Forma Superiore della vita (che è spirituale ed eterna) è solo con l’aiuto di una forza esterna: il Creatore.

Il Baal HaSulam e Rabash ci hanno aperto la porta del Mondo Spirituale

Domanda: Oltre alle opere del Baal HaSulam, studiamo anche le opere del Rabash. Cosa ci danno queste opere?

Risposta: Rabash ci spiega dettagliatamente le tappe del lavoro interiore, tuttavia, noi non comprendiamo tutta la profondità e la grandezza delle sue spiegazioni. Ci sono passaggi nei quali Baal HaSulam da spiegazioni molto concise per i principianti ed il Rabash si prolunga in esse, creando così una porta molto larga per coloro i quali vogliano avere accesso al lavoro spirituale.

Quando la persona legge riga dopo riga, sperimenta differenti sensazioni. È così che Rabash, con le sue spiegazioni dettagliate, porta per mano il lettore, come se fosse un bambino, da un gioco all’altro e da un’impressione all’altra.

Tuttavia, non bisogna pensare che i suoi articoli siano destinati soltanto ai principianti. In essi si nasconde un’enorme profondità. È solo che Rabash si chinava sempre davanti a suo padre, Baal HaSulam, e pensava che non c’era niente da aggiungere dopo Baal HaSulam. Per questa ragione, non pubblicò niente di suo e non scrisse molti testi, a causa della sua modestia. Però lui fu un grande cabalista ed abbiamo ancora il compito di rivelarlo.

Solo un uomo che abbia raggiunto una realizzazione spirituale può imparare la scienza della Kabbalah

michael-laitman_221Un studente che studia la scienza della Kabbalah ha un problema: per comprendere ciò che il maestro sta dicendo, egli deve essere al suo livello. Il maestro potrebbe stare parlando di livelli spirituali molto elevati, ma poiché tutti i livelli sono simili tra loro ed ognuno ha le stesse caratteristiche di tutti gli altri, lo studente può comprendere al limite ciò che si dice in base al suo attuale livello spirituale.

Tuttavia, se lo studente non è ancora asceso a nessun livello spirituale ed esiste solo in questo mondo, allora egli non può comprendere il linguaggio dei rami. Il linguaggio dei rami significa che una persona raggiunge le cose che esistono in questo mondo, i rami, così come le loro radici a livello spirituale. Allora egli ha una chiara comprensione della connessione tra i due e può capire ciò che il maestro dice.

Ma se lo studente non raggiunge le radici, allora non può capire ciò che il maestro sta dicendo. Il maestro dirà delle parole che lo studente non potrà decifrare. Quando una persona realizza solo questo mondo, non raggiunge i rami perché non conosce le loro radici. I rami sono ciò che discende dalle radici. Non può esserci un ramo senza una radice o una radice senza un ramo. Il linguaggio dei rami non può nemmeno incominciare a meno che un uomo non raggiunga l’essenza spirituale, la radice dei rami.

Perciò, uno studente non può comprendere il maestro finché non comprende le radici spirituali. Solo allora sarà in grado di comprendere tutte le connessioni tra le radici e i rami spiegate dalle parole del maestro. Sfortunatamente, questa è una realtà. Perciò, lo studio della scienza della Kabbalah è solo per coloro che possiedono una realizzazione della spiritualità.

Fin tanto che un uomo non ha una realizzazione spirituale, egli deve avere ben chiaro che non sta studiando la scienza della Kabbalah. Egli sta solo usando la sua “qualità meravigliosa” (Segula) per rivelare le radici. Questa è la ragione per cui studiamo.

Perciò, non dovremmo confonderci provando a raccogliere delle informazioni su “qualcosa”, ma dovremmo concentrarci solo sul fatto che abbiamo bisogno della Luce che Riforma, e che ne abbiamo bisogno il più velocemente possibile. Se noi raggiungiamo le radici con l’aiuto della Luce, allora capiremo di cosa parla la Kabbalah. Allora, quando studieremo i concetti descritti nei libri, staremo studiando questa scienza.
Per il momento, dunque, non la stiamo studiando perché non conosciamo il collegamento tra le radici ed i rami, poiché non abbiamo ancora compreso le radici.

La scienza della Kabbalah comincia con una realizzazione spirituale, e non prima. Prima, si può solo aspirare ad evocare l’influenza della Luce su di noi (Segula).

Non abbiate paura di fare degli errori


Se un uomo avanza nel modo corretto, allora non è fiducioso o sicuro di sé circa il percorso spirituale. Egli non crede arrogantemente di conoscere la sua vita e  tutto ciò che gli deve succedere, ma piuttosto, egli ha fiducia solo di Colui che lo domina e che compie tutte le azioni. Egli sa che deve solo unirsi a colui che Domina e che Dona, Colui che Governa dall’Alto. Questa è la chiave per avanzare correttamente.

Tuttavia, se un uomo ha fiducia in sé ed è orgoglioso, pensa di sapere tutto, allora non capirà nemmeno di essere lungo il percorso di un padrone di poca importanza e che non può sapere che cosa sia veramente la spiritualità perché non l’ha sperimentata.

Non si dovrebbe avere vergogna di ammettere i propri errori. Il vero cammino si ha quando si rivelano i propri errori e li si corregge, solo per scoprire altri errori, e così avanti.

Materiale correlato:

Lettera 32 di Baal HaSulam
Come rivelare il Creatore