Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Fa dei tuoi desideri una candela che la Luce possa accendere


La domanda che ho ricevuto: Qual è il significato del verso, “Il comandamento è la candela e la Torah è la Luce?”

La mia risposta: Nella scienza della Kabbalah, un comandamento significa la correzione della tua intenzione da “per il godimento personale” all’intenzione “lasciar godere gli altri”. Come avviene? Con l’aiuto della Luce chiamata Torah, che “accende” il tuo desiderio come una fiamma accende uno stoppino nell’olio o nella cera.

Ci sono 613 desideri nell’anima. Ma i desideri sono solo la cera o l’olio. Lo stoppino nel desiderio è creato dai nostri sforzi per cambiare la nostra intenzione in una che sia per la dazione. Allora, la Luce lo accende.

Dobbiamo preparare i nostri desideri così che ognuno di essi possa diventare una candela. Nella misura in cui ci sforzeremo, il Creatore farà ardere le luci dentro di noi come per magia, ed improvvisamente ci sarà la Luce dentro di noi e noi saremo uguali alla Luce, al Creatore.

Noi siamo fatti di un materiale che non può accendersi da sé. La cera o l’olio non possono ardere da soli. Ci si deve aggiungere uno stoppino, che è rappresentato dai nostri sforzi per superare l’egoismo.

Abbiamo bisogno dei giusti ingrediente: la Luce Superiore, lo schermo (lo stoppino) e il desiderio di godere (la materia che può bruciare). Allora diventeremo come la Luce.

I libri di Kabbalah sono per tutti


Ho ricevuto una domanda: Per chi i cabalisti hanno scritto i loro libri?

La mia risposta: Baal HaSulam scrive nell’ Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot (articolo 155) che i cabalisti hanno obbligato tutti a leggere questi libri, perché quando essi vengono letti, coloro che li leggono mettono sé stessi sotto l’influenza della loro forza correttrice. Ciò avviene anche se il contenuto ed il significato dei libri non vengono capiti.

Dunque, i libri di Kabbalah sono destinati sia a coloro che vogliono intraprendere il cammino per rivelare la spiritualità, che a coloro che hanno già rivelato il mondo spirituale. Quelli che vogliono avanzare usano questi libri come mezzi di correzione (Sgulà), e quelli che hanno già rivelato lo spirituale, li usano come un manuale che li guidi sul loro cammino.

La grande maggioranza dei cabalisti hanno scritto i loro libri non per i principianti, ma per quelli che hanno già raggiunto la spiritualità. Solo poche anime speciali (Baal HaSulam, Ramchal) esercitarono grandi sforzi per scrivere libri, per irradiare una Luce speciale per quelli che aspirano a raggiungere la spiritualità.

Faccia a faccia con il Punto nel Cuore


In ogni persona si sveglia il punto nel cuore, per lo meno una volta nel corso della sua vita. Però la gente generalmente, pensa che il vuoto e le sensazioni sgradevoli che sperimenta, si debbano a cause quotidiane e non capisce che è la sua anima che si sveglia ed esige di essere sviluppata.

La maggioranza delle persone non prestano attenzione a questi momenti che arrivano durante differenti cicli di vita. Non capiscono che essi ci spingono ad iniziare lo sviluppo spirituale dell’anima e pensano che tutto avvenga per cause ordinarie e non per l’elevato scopo superiore.

Comunque, dopo essere stata svegliata molte volte in questo modo,  la persona comincia a capire perché si sente male. Questa comprensione si chiama “riconoscimento del male”: la persona prende coscienza che si sente male non a causa del vuoto, ma a causa della menzogna e dell’assenza della verità. Lo sperimenta in tal modo che è disposta ad ascoltare la verità, non importa quanto amara possa essere.

È pronta a sopportare l’assenza di “riempimento” e preferisce realizzare una restrizione del suo egoismo per avvicinarsi leggermente alla dazione. La persona deve comprendere che quando le domande difficili la torturano, quando la sua mente è afflitta e si sente impotente, questo è l’inizio della rivelazione dell’anima. A questo punto, non ha altra scelta se non di svilupparla, poiché al contrario, prolungherà soltanto la sua sofferenza.

Uscire da se stessi per ascoltare il Creatore

rav-and-kids3Domanda: cosa significa sentire la voce del Creatore? Vuol dire solo ricordare che non c’è niente a parte Lui?

Risposta: No, abbiamo bisogno di sentire questa Voce interiore dentro di noi, come risultato dell’azione della Luce Circondante. Bisogna aumentare un po’ la sensibilità dell’anima, per farci sentire la necessità di ascoltare il Creatore che ci parla. Questa Forza Superiore vuole rivelarsi e chiama il nostro cuore, però noi, ancora non possiamo sentirla.

Lui si trova dentro di me, ma non lo sento, cosa mi manca? La verità è che non apprezzo sufficientemente l’attributo della dazione, uscire da me stesso ed elevarmi al di sopra del mio egoismo. Tuttavia, se esco da me stesso verso il gruppo, sentirò la sua Voce all’interno della connessione tra noi.

Non ho nessun apparato ricettivo dentro di me con il quale possa captare il Creatore. Questo apparato si trova al di fuori di me, nella connessione tra le persone che aspirano al Creatore. Se l’attributo della dazione comincia a dominare le mie qualità, allora sentirò il Creatore.

Cerca nel tuo cuore per sapere cosa puoi discutere con Lui. Non è importante se è bene o male, ma deve provenire dal fondo del tuo cuore. Questa è quella che si chiama una preghiera: un lavoro del cuore sui tuoi pensieri, le tue intenzioni ed i tuoi desideri, tutto quello che può essere connesso al Creatore.

Lezione quotidiana di Kabbalah– 26.11.09

Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah
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Baal HaSulam, lettera (Igeret) 48, 1927
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 42, lezione 16
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Articolo “Il Corpo e l’Anima”, lezione 4
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La Rivelazione del Creatore è un upgrade del programma della Creazione


Domanda: Cosa significa “la rivelazione del Creatore alla creazione”?

Risposta: La rivelazione del Creatore alla creazione significa che la creazione, il desiderio di godere, acquisisce l’attributo del Creatore che è la Dazione. Quando la creazione raggiunge questa Meta, ottiene la forza, il desiderio e l’intenzione che nell’insieme di chiamano “Dazione”. Questo è ciò che significa che la creazione rivela il Creatore.

La rivelazione del Creatore, l’attributo della dazione, avviene all’interno della creazione stessa e vuol dire che essa riceve un nuovo programma amministrativo che la mette in moto. Precedentemente, il suo desiderio di godere si azionava con i piaceri che sentiva nel presente e nel futuro, adesso però, il suo desiderio di godere si controlla mediante i piaceri che sente e scopre all’interno degli altri.

Questa si chiama “rivelazione del Creatore all’interno della creazione”. Il proposito della saggezza della Kabbalah è facilitare questa rivelazione, realizzare un upgrade nel nostro programma interno che regga il nostro desiderio, la nostra materia, per passare dalla ricezione alla dazione. La rivelazione dell’attributo della dazione all’interno dell’uomo si chiama rivelazione del Creatore.

L’uomo è l’artefice della sua stessa anima

laitman_2009-08_2936Tutto il materiale della creazione è un desiderio creato dal Creatore, il Quale invia anche la Luce che lo riempie. L’uomo è la corretta correlazione tra la Luce ed il desiderio e finché le sue azioni provengono sempre dal desiderio,  sono dunque determinate dal Creatore.

Comunque, se aspiriamo a raggiungere la connessione tra noi, aiutandoci a vicenda, agendo “in direzione del  Creatore” che ha creato questa separazione tra noi, questa diventa veramente una nostra azione.

La qualità che la Creatura acquisisce attraverso la sua azione è chiamata “anima”. Quest’anima inizialmente non esiste in noi ed il Creatore non può darcene una. Piuttosto, un’anima è creata dal nostro desiderio di connetterci al di sopra del nostro egoismo.

Tutti gli stati che discendono dal Mondo dell’Infinito fino al nostro mondo (l’ultima tappa) esistono in noi sotto forma di documenti che possono essere capiti solo attraverso i nostri sforzi per l’unificazione. La nostra discesa deriva dalla separazione e la nostra ascesa è l’azione del muoversi in direzione dell’unificazione.

La domanda di un bambino: perché abbiamo bisogno dell’egoismo?


La domanda che ho ricevuto: Perché il Creatore ci ha dato l’egoismo se prima o poi dobbiamo liberarcene e unirci tra di noi?

La mia risposta: Gli uomini imparano il mondo attraverso la comparazione degli opposti, come il caldo con il freddo, il bianco con il nero, e così via. Noi percepiamo una cosa sulla base delle esperienze di un altro uomo. Se tutto fosse solo bianco o solo nero, allora non percepiremmo niente. Abbiamo sempre bisogno del contrasto, come la differenza tra i colori, le sensazioni e i luoghi. Ciò che realmente sentiamo è la distanza tra le cose e non ogni cosa di per se stessa.

Il Creatore è la pura qualità della dazione. Tuttavia, io non posso percepire questa qualità a meno che non mi trovi nella posizione opposta rispetto ad essa. Allora ci saranno due “abitanti” che vivono dentro di me: un mostro chiamato l’inclinazione maligna, e il suo opposto – il bellissimo Creatore, l’inclinazione benigna. La profonda e intima opposizione tra le due inclinazioni mi darà la capacità di distinguerle.

Prima di scoprire l’inclinazione maligna dentro di me, posso avere solo una tenue sensazione di questo mondo, la sensazione più piccola possibile. Ma attraverso la rivelazione di questa inclinazione, posso scoprire il Creatore, che si trova nella posizione opposta al mio egoismo.

Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno dell’egoismo, perché sia il nostro “aiutante” dalla posizione opposta. Poiché l’egoismo è opposto al Creatore, esso ci aiuta a raggiungere e a percepire il Creatore.

Tu chi sarai: colui che guida l’asino o l’asino?

laitman_2008-12-25_8472_wp1Il desiderio (Homer) è come l’asino (Hamor) che è controllato da colui che lo cavalca (l’intezione). In passato gli asini erano usati per far girare la macina del grano. Il muso dell’asino veniva infilato in un sacco pieno di grano, e così l’asino mangiava intanto che camminava in circolo per far girare la ruota.

Se non gli veniva dato da mangiare, non faceva neanche un passo. Allo stesso modo, la nostra sostanza egoistica è come un asino: non si mette in moto a meno che non riceva una ricompensa!

L’intenzione che controlla il nostro “asino” è chiamata “uomo”. Essa rappresenta colui che cavalca l’asino e che stabilisce dove l’animale andrà.

Il desiderio non comprende le intenzioni, e ciò ci mette in grado di controllarlo. Lasciate che il vostro desiderio se la goda, aggiungeteci soltanto un’intenzione. Questo è il motivo per cui è scritto che più un uomo è elevato e più grande è il suo desiderio egoistico. Tuttavia, egli sa come far godere il desiderio egoistico per domarlo e condurlo verso un obbiettivo corretto.

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Lezione quotidiana di Kabbalah– 25.11.09

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