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Lezione quotidiana di Kabbalah – 20.12.09

Il Libro dello Zohar – Selezioni, capitolo “E Giacobbe mandò”, articolo 21
Il Libro dello Zohar forma un senso spirituale dentro di noi capace di percepire la realtà che non è ancora visibile a noi, il mondo nascosto. Si trova dove è nascosto il segreto della nostra vita.
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“Prefazione della Saggezza della Kabbalah,” articolo 79, lezione 33
Nelle sette Sefirot inferiori, Bina discerne i desideri di quello che si trova sotto. Bina quindi diventa una madre che capisce il suo bambino, e il bambino ha qualcuno verso cui piangere.
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“L’occultamento e la rivelazione del Creatore”
Ogni persona sente il mondo in base ai suoi desideri, e i desideri dipendono dalla Luce che influisce su di loro.
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I tre elementi del nostro sviluppo spirituale


1. Il maestro o l’istruttore che mi guida verso lo scopo e che mi spiega i passaggi che mi portano al suo raggiungimento.

2. I libri ( testi autentici) sono la sorgente della Luce Circostante che mi corregge, e in misura minore, sono una fonte di conoscenza e di esempi.
3. Il gruppo o l’ambiente che annienta ogni sentimento di invidia (Kinat Sofrim) e di gelosia per risvegliare la mia aspirazione a raggiungere la qualità della dazione nonostante la presenza del desiderio egoistico che mi domina.

Un esercizio di routine per entrare nel mondo spirituale

laitman_2009-03_79581L’unica cosa che può aiutare una persona a studiare e rivelare il Libro dello Zohar, sono gli esercizi costanti, attraverso i quali il lettore desidera sentire il testo dentro di sé. In altro modo, per lui, questo libro resterà chiuso per sempre.

Se soltanto tirassimo via questo “tappo” dalle nostre sensazioni, apriremmo un cammino affinché le sensazioni spirituali più elevate, confluiscano in abbondanza verso di noi dall’Alto. Allora, si rivelerà a noi il nostro mondo interiore.

In altro modo, col passare dei giorni, una persona deve ostinatamente aspettare la nascita di una risposta interiore dalle parole dello Zohar. Allora, come per il bambino che scopre il mondo, nasceranno spontaneamente dall’interno le impressioni di una realtà più elevata (il Mondo Superiore) che si nasconde dentro di noi.

Materiale correlato:

Dalla lezione dello Zohar 25-11-2009
Laitman  blog:La serva e la padrona descritte nel Libro dello Zohar sono dentro di voi

Lezione quotidiana di Kabbalah – 18.12.09

Preparazione alla Lezione
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Shamati n.26 “Il future dell’uomo dipende ed è legato alla gratitudine per il passato”
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”, articolo 17
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“La Saggezza della Kabbalah e la Filosofia”, lezione 3
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Il permesso dall’Alto


La domanda che ho ricevuto: Baal HaSulam scrisse di aver ricevuto il permesso dall’Alto per svelare la saggezza della Kabbalah. Che cosa significa “il permesso dall’Alto”?

La mia risposta: Quando un Kabbalista raggiunge un alto livello di realizzazione, dice di aver ricevuto “un permesso dall’Alto”. Egli accetta la sua nuova missione, si sente obbligato a compierla e comincia ad agire. Questo fa parte della missione che è stata messa sulle spalle di tutti i grandi Kabbalisti, a cominciare con Abramo e così in avanti. L’esempio più lampante è stato Mosè, che fu una guida spirituale per il suo popolo.

“Il permesso dall’Alto” comprende la conoscenza della struttura dell’universo, la metodologia per rivelare il Creatore e per educare gli uomini alla correzione personale, sia in questo momento che in una certa misura anche nel futuro. Colui che riceve “il permesso dall’Alto” diventa un collegamento attraverso il quale la conoscenza più elevata scende verso il basso, in base alla capacità di coloro che si trovano al di sotto del Kabbalista di assorbire e di imparare.

Il permesso dall’Alto include in sé un vasto sistema per condurre tutta l’umanità verso uno stato di armonia con il Creatore. Avere “il permesso dall’Alto” significa che un essere umano è diventato un rappresentante del Creatore, un legame tra il Creatore e la Sua creazione. Infatti, se un uomo non ricevesse “il permesso dall’Alto”, non farebbe che confondere gli altri. Non sarebbe in grado di presentare in modo adeguato l’obbiettivo, la sua importanza, i metodi per raggiungerlo, e neppure il significato di questi metodi.

L’obbiettivo è di diventare una sola entità con il Creatore. Il metodo per raggiungere questo obbiettivo si trova nella correzione dei nostri desideri umani con l’aiuto della Luce che ci riporta alla Sorgente. Si inizia questo percorso con lo studio della Kabbalah e desiderando di correggersi, desiderio che viene emanato dal “punto nel cuore”. Immediatamente il punto nel cuore guida il nostro desiderio verso l’unione (“ama il tuo prossimo”) con “i punti nel cuore” dei nostri compagni del gruppo.

Se un uomo scopre questo sistema, lo comprende, e lo assimila nel suo essere, significa che ha ricevuto “il permesso dall’Alto”.

Sforzarsi per sentire una dimensione diversa


La saggezza della Kabbalah non viene percepita da nostri sensi e dal nostro intelletto perché nascosta. Appartiene ad una diversa dimensione, che non siamo in grado di percepire o di esplorare direttamente.

Diversamente dagli animali che non sono in grado di comprendere la musica creata dagli umani, noi possediamo un’immaginazione potente e la proprietà basilare che si chiama il punto nel cuore, che ci permette di trasformarci. E’ per questo fine che studiamo la Kabbalah, che possiamo raggiungere solo attraverso una connessione con questa saggezza eterna. E questo è il lavoro più importante che abbiamo al mondo.

Non importa quanta strada un uomo riesca a fare nella Kabbalah, o quanto riesca a capire. Semplicemente studiando la saggezza eterna della Kabbalah, che va oltre questo mondo e che è al di sopra della nostra consapevolezza, si esprime il desiderio di uscire da questo mondo, che già di per sé è espressione di un desiderio grande e senza tempo. Ogni momento che spendiamo studiando la Kabbalah con l’intenzione di avvicinarci ad una nuova realtà e per acquisirne la consapevolezza  è un momento ben speso.

E’scritto che dopo la morte del corpo, all’anima vengono fatte solo due domande: “Hai studiato la Torah? Ti aspettavi la salvezza?” La domanda “Hai studiato la Torah?” significa: Hai provato ad attirare la Luce che ti riporta alla Sorgente? E la domanda, “Ti aspettavi la salvezza?” significa: Credevi che la Luce facesse questo lavoro per te, ti sei sforzato per trasformati in un essere che “dona”?

Se non uomo offre anche la minima attenzione alla saggezza della Kabbalah e la studia, egli fa avanzare anche l’intero gruppo di anime che gli sono vicine nel sistema generale chiamato “Adamo”.

Tutto il nostro mondo è un film che sta venendo proiettato dentro di noi


I nostri desideri esistono al di fuori dei nostri corpi. In passato, tuttavia, gli uomini pensavano che le qualità della persona fossero contenute nel suo cuore, il che significava che se si fosse potuto cambiare il cuore della persona, anche la persona sarebbe cambiata. Ma il primo trapianto di cuore ha provato la falsità di tutte queste congetture, dimostrando che il cuore è soltanto una pompa. Lo stesso vale per il cervello; infatti, non lo si può nemmeno chiamare computer.

Per quanto riguarda il corpo, non è altro che un’immagine alla quale ci rapportiamo come fosse la nostra esistenza. Mentre il nostro vero IO – l’IO spirituale – va oltre questa immagine.

Questo mondo che vediamo è formato esclusivamente dentro le nostre sensazioni, dentro di noi. Lo schermo tridimensionale che vediamo non sta disegnando veramente il mondo che abbiamo intorno, ma raffigura le forze che ci sono dentro di noi. Non vediamo niente altro al di fuori di questo, e questa è la ragione per cui ci sembra di essere circondanti da un mondo che vive.

Ciò che ci circonda è uno schermo panoramico. Noi conosciamo solamente quello che percepiamo, e percepiamo solo ciò che ci sta venendo mostrato in questo momento. E’ solo quando ci appare lo scenario spirituale che ci rendiamo conto di aver guardato un film per tutto questo tempo.

La scienza della Kabbalah è un metodo che ci aiuta a passare verso una nuova percezione. E questo è esattamente ciò che ci dovremmo aspettare dalla Kabbalah. Non dovremmo desiderare una conoscenza vuota e teorica dai libri della Kabbalah, ma la visione di un altro mondo che è più elevato – dovremmo desiderare una chiara visione di noi stessi e del Creatore.

Nella scienza della Kabbalah lo strumento di ricerca è l’intenzione di dare


Domanda: Perché lo studio delle scienze tradizionali non ha bisogno della Luce Circondante, mentre per lo studio della Kabbalah, è assolutamente necessaria? In cosa consiste la differenza tra loro?

Risposta: Le scienze regolari, si studiano con l’aiuto del desiderio egoista e non è richiesto che l’investigatore realizzi qualcosa che non sia terreno. Queste scienze non escono dai confini della ricerca della materia egoistica, il nostro desiderio di ricevere piacere. Questo desiderio è quello che ci fa credere che esista un mondo enorme intorno a noi, che investighiamo. Però la realtà, è che stiamo investigando il nostro desiderio interiore nei livelli inanimato, vegetale, animato ed umano, che esistono dentro di noi.

Tutti gli animali, le piante, la natura illimitata, tutto ciò che studiamo nelle nostre scienze terrene, si manifestano dentro il nostro desiderio di ricevere piacere.
Per questo, come risultato, scopriamo soltanto il nostro desiderio. A questo si dedicano tutte le nostre scienze: la fisica, la biologia, la chimica, l’astronomia ecc. Tutto ciò sta dentro di noi.

Anche la scienza della Kabbalah si trova dentro di noi. L’unica differenza, è che la scienza corrente esamina i nostri desideri egoistici nella sua forma originale che ci è stata data inizialmente, mentre la scienza della Kabbalah esamina i nostri desideri dopo che questi hanno acquisito l’intenzione di dare. Tuttavia, è necessario acquisire per prima cosa l’intenzione per compiere la ricerca.

Per questo, un ricercatore del nostro desiderio corporale di ricevere piacere non deve cambiare se stesso. Lui studia i fenomeni che si manifestano nel suo desiderio egoista. Per questo, ha bisogno soltanto della sua ragione e della logica.

Però, chi vuole esaminare cosa avviene nel desiderio di ricevere piacere con l’intenzione di dare, un cabalista, deve acquisire l’intenzione di dare, perché quello è il suo strumento di ricerca.

Sovrapporre il Cerchio dell’Infinito sul quadrato del Mondo Fisico

laitman_20090527_8144_w_thumbIl mondo spirituale è costruito come una struttura analoga alla nostra e non come una struttura distinta o addirittura digitale. Noi lo immaginiamo separato perché il nostro cervello non è in grado di comprendere una struttura analoga alla nostra. Non saremo mai in grado, con il nostro intelletto, di capire come possa funzionare un sistema analogo al nostro.

Anche quando studiamo il corpo umano, un sistema in cui ogni cosa è interconnessa, continuiamo a percepire l’organismo come un sistema separato dove ogni parte funziona per conto suo, sia che si tratti del cuore, dei reni, o degli altri organi. Se interpretiamo il corpo come un sistema separato, facciamo delle valutazioni che possono essere fatte solo su qualcosa che è separato dall’insieme. Solo la medicina orientale applica un approccio parziale e puramente superficiale per comprendere il nostro corpo come un solo insieme.

C’è una contraddizione tra l’illimitata proprietà della luce di “dare” e lo “schermo” limitato che opera la correzione attraverso i nostri desideri egoistici per renderli conformi alle proprietà della Luce. C’è un’ opposizione tra il mondo rotondo della dazione infinita e il mondo quadrato della creazione (il nostro mondo fisico).

Noi valutiamo le proprietà della Luce attraverso il Kli-vaso, proprio come valutiamo la completezza tra la connessione e la somma delle sue parti distinte. Nella spiritualità, ogni nuovo stato costituisce un nuovo mondo e di conseguenza una nuova correlazione tra i suoi elementi.

Nel sistema delle anime, tutti sono connessi ed ogni cambiamento che io compio cambia anche lo stato di tutto il sistema, e vice-versa. E’ impossibile percepire questa realtà spirituale con il nostro intelletto separato; siamo limitati automaticamente dalla nostra inabilità a fare delle valutazioni che vadano oltre gli elementi distinti che stiamo considerando.

A coloro che cominciano a sentire il mondo più elevato viene fornito un nuovo insieme di elementi (strumenti) per vivere in questo nuovo sistema. Essi cominciano a comprendere e percepire la dazione di tutti come parte di un solo insieme e sono quindi in grado di sovrapporre il cerchio al quadrato – i sistemi analoghi ma distinti. Solo avendo entrambe le forze – la dazione e la ricezione, possiamo mettere insieme questi due sistemi.

Siete invitati al primo congresso virtuale di Kabbalah


La domanda che ho ricevuto: Tu dici che il successo di un uomo nel raggiungimento della correzione dipende dalla sua presenza nel gruppo. Dal 22 al 24 gennaio prossimi si terrà un Congresso virtuale internazionale di Kabbalah. Altri Congressi saranno tenuti in tutto il mondo nello stesso momento. Tutti sono invitati, compresi coloro che studiano da soli tramite internet. A questi ultimi viene offerta l’opportunità di unirsi ai gruppi locali. Cosa puoi dire a coloro che stanno ancora decidendo se andare al Congresso oppure no?

La mia risposta: Oggi un uomo non può starsene seduto a casa senza fare alcuno sforzo per unirsi agli altri uomini che studiano la Kabbalah. Nel caso lo facesse, perderebbe molto. Questo congresso è previsto specialmente per riunire insieme le persone che vivono in posti lontani. Questo è il momento migliore per riunirsi agli altri nel vostro paese o nella vostra città, e per incontrare altre persone che come voi stanno lavorando sullo sviluppo spirituale. Durante il Congresso, vi potrete incontrare.

Una connessione virtuale è una cosa buona, ma la connessione fisica è necessaria. Non è un caso che stiamo vivendo in un mondo materiale. La connessione fisica serve per iniziare lo sviluppo di tutte le conseguenti connessioni spirituali.

Durante il Congresso io sarò in Italia, a presentare il nuovo libro. Non vi sto invitando a venire al Congresso in Italia, che sarà un evento esclusivamente locale. Invece, provate ad organizzare dei Congressi nelle vostre città quando si svolgono altri Congressi in altri posti del mondo.