Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

La torre del Cremlino fino al cielo


Perché il Creatore ha disperso i costruttori della Torre di Babele? Dopo tutto, essi volevano solo unirsi e costruire una città per se stessi. Perché scoppiò l’inimicizia tra loro? La risposta è che questa doveva essere rivelata.

A prescindere dal fatto che riuscirono a connettersi, la loro unione poté sopravvivere per breve tempo, perché non erano uniti nella meta, al grado successivo. Essi approfittarono il più possibile del grado in cui si trovavano, come la Russia sovietica, che durante un momento della sua storia, riuscì a mietere successi. Cominciò anche a competere con gli Stati Uniti, però dopo, cominciò il collasso. Perché avvenne? Ciò fu dovuto al fatto che utilizzò tutte le opportunità corrispondenti al suo livello e dopo non ebbe dove andare.

Il passo successivo sarebbe stato di ascendere, a partire dal suo stato attuale, da un’unione obbligatoria al grado seguente, l’unione per il pensiero e per scelta. Però non avevano né la forza, né i mezzi per riuscirci. Non avevano con cosa compensare la crescita dell’ego, lo sviluppo egoista all’interno del sistema.

Quando la gente cresce, non viene più soddisfatta dagli stimoli precedenti; non affronta più lo stesso male che l’ha obbligata ad unirsi nella sofferenza e per questo arriva una nuova tappa e con essa si sgretola tutta l’unione precedente. La stessa cosa è accaduta tempo fa nell’antica Babilonia.

Per la Russia, non c’è futuro, eccetto nella correzione immediata, utilizzando il metodo della correzione. Questo paese in particolare, può raggiungere la meta, e potrebbe riuscirci più rapidamente delle altre nazioni, se solo il suo popolo potesse adottare la meta ed il metodo della Kabbalah come sua idea nazionale; e se questo fosse il caso, all’interno di una generazione riuscirebbero a creare un impero spirituale e materiale! Questa possibilità, in teoria esiste.

In caso contrario, saremo testimoni della distruzione totale e della disintegrazione della Torre di Babele Russa.

I disturbi e i desideri estranei sono il materiale che possiamo trasformare in amore


La domanda che ho ricevuto: Come mi dovrei comportare con i fortissimi desideri che ho, come il desiderio per l’onore, il potere e la fama, quando mi rendo conto di esserne dominato?

La mia risposta: Non dovresti fare nulla, e certamente non dovresti provare a distruggerli! Dovresti solo innalzare l’importanza dello scopo – la rivelazione del Creatore, che si realizza in questi stessi desideri una volta che sono stati corretti. L’importanza dello scopo deve essere maggiore di tutti i desideri e le aspirazioni che ti spingono in diverse direzioni, e maggiore di tutti i pensieri che scombussolano la tua mente.

Non ti dovresti concentrare sui tuoi problemi. Infatti, nei sei tu il tuo medico e non sei tu ad avere il potere di correggerli. Dovresti solo innalzare l’importanza dello scopo e innalzarti al di sopra di tutti i tuoi problemi, come se non li considerassi affatto. Dovresti aspirare allo scopo usandoli come base. In che modo? Chiedendo al gruppo di darti la percezione della grandezza della spiritualità, della dazione, e dell’unità con il Creatore; in altre parole – la grandezza della connessione e dell’amore.

In questo caso, tutti questi desideri saranno attaccati “dal basso” alla tua intenzione dei raggiungere il Creatore, e questo è il modo in cui saranno impiegati nella forma giusta. Ogni volta che questi pensieri e questi desideri si presentano in te, ti dovresti preoccupare di aumentare la grandezza del Creatore, della qualità della dazione, e della connessione con le altre anime. Allora tutti quei “peccatori” di cui prenderai coscienza, cioè tutti i disturbi e i pensieri estranei, aggiungeranno una speciale direzione al tuo atteggiamento verso il prossimo. La tua semplice intenzione di raggiungere la dazione e il Creatore assumerà una forma speciale e otterrà una forza e una potenza maggiore.

Dobbiamo trasformare l’odio in amore, perché senno, l’amore non avrà alcuna forma. Che cosa ami, come, perché e cosa che ne ricavi? La Luce che arriva dall’Alto è una Forza pura; trasforma il tuo lato negativo in positivo, il male in bene, ma non può compiere alcuna azione nel vuoto. Trasforma l’odio, la repulsione, i disturbi e la confusione in bene.

Questa è la ragione per cui non dovremmo cancellare tutti questi disturbi, ma piuttosto, dovremmo aspirare alla Luce che Riforma usando i disturbi come base. Nel frattempo, i disturbi e le interferenze continueranno ad aumentare, perché altrimenti, non avremmo nulla da poter trasformare in bene.

L’Hanukkah è la festa della Luce dentro di noi


Quando un uomo usa correttamente le tre qualità che ha dentro di sé, che si chiamano “la candela”, “l’olio” e “lo stoppino”, raggiunge allora uno stato che si chiama “Hanukkah,” che deriva dalla parola “Hanu Ko” – “Fermati qui”. L’uomo può dunque tirare un pochino il fiato a metà del cammino.

“L’olio” è la nostra materia, il desiderio di godere, il contenuto del vaso o Kli. Quest’olio non è in grado di ardere da solo usando la Luce che attiriamo dall’esterno. Può solo accendersi con l’aiuto di uno stoppino. Lo stoppino deve essere immerso nell’olio, ma una parte deve restare al di fuori, poiché lo stoppino rappresenta lo schermo che costruiamo al di fuori dei nostri desideri egoistici (fuori dall’olio).

La sola parte dei desideri egoistici che è in grado di splendere (di essere in contatto con la Luce Superiore) è la parte che riusciamo a includere dietro lo schermo. Detto diversamente, solo l’olio che ha saturato lo stoppino può accendersi. Questo può avvenire solo a condizione che l’olio permei lo stoppino ma che una parte resti al di sopra del livello dell’olio  (l’egoismo) sollevandosi verso Bina – la Luce della dazione. Solo allora l’olio sarà in grado di splendere!

La Luce emana dall’estremità superiore dello stoppino, nella parte in cui lo stoppino esce e perde il contatto con l’olio, l’egoismo. La Luce Riflessa è il fuoco che sale dal basso verso l’alto, raggiungendo Keter delle dieci sefirot della Luce Riflessa. A questo punto non esiste più nessun contatto tra la Luce Riflessa e la forza del desiderio di ricevere, l’egoismo, che fornisce la forza per accendere il fuoco. L’olio sale verso l’alto lungo lo stoppino, e questo è l’unico punto in cui avviene il contatto, o l’equivalenza della forma tra l’olio nello stoppino e la Luce. Essi possono brillare solo insieme. La Luce non si può manifestare finché non si connette con lo stoppino e l’olio che vi è dentro.

Immaginando una candela che arde, possiamo comprendere il lavoro personale di un uomo lungo il cammino spirituale e cosa dobbiamo fare affinché la nostra anima ottenga l’equivalenza con la Luce, il Creatore. Il desiderio non scompare, deve essere invece attaccato completamente allo schermo, allo stoppino. Da qui creiamo la via di mezzo dentro di noi, nella misura in cui siamo in grado di portare l’olio (il desiderio) dentro lo stoppino.

Lo schermo può includere solo una piccola parte del desiderio. Lo stoppino rappresenta questa parte, la linea sottile che è la misura della somiglianza tra il nostro desiderio e la Luce. Lo schermo, o la via di mezzo, è composto da queste due forze – l’olio e lo stoppino, la linea di destra e quella di sinistra. La linea di destra è la dazione e la Luce, e la linea di sinistra è la ricezione, l’olio. La via di mezzo, che noi creiamo dalle due Qualità Superiori della ricezione e della dazione, è chiamata la nostra anima.

Materiale correlato:

Possiamo influenzare l’evoluzione


Domanda: Non è misticismo la Luce Circondante?

Risposta: Chi ci potrebbe spiegare come cresce il bambino e diventa un adulto? Perché non resta come ieri? Semplicemente ci abituiamo a vedere come ciò accada, però in realtà, non abbiamo una spiegazione.

La scienza ci può parlare delle diverse tappe attraverso le quali deve passare il bambino, così come quale tappa venga prima di un’altra, però non può spiegarci perché accada così. Può descrivere ciò che avviene all’interno della materia, però non può vedere la causa che esiste al di fuori della materia che la spinge verso questo sviluppo.

La risposta è che il bambino è colpito dalla stessa Luce Circondante che agisce in tutte le altre parti della natura, incluso il cabalista. Ogni persona deve passare attraverso molte reincarnazioni per raggiungere la meta finale. Per questo, la Forza Superiore, agisce all’interno della materia e crea la natura vegetale, animata ed umana con la natura inanimata. In altro modo, tutta la materia resterebbe morta ed invariabile.

Tuttavia, il proposito di questa materia è di svilupparsi. Il Governo Superiore è anche presente come una forza in questo mondo, però nessuna delle scienze lo sospetta. Per questo ho lasciato la scienza, perché volevo imparare: da dove scaturisce la forza della vita? Dov’è? Si trova negli atomi, nelle molecole, nelle cellule o nei suoi sottosistemi? Tuttavia, la scienza non esplora questo, e per tanto, a cosa ci potrebbe servire, se non può aiutarci a scoprire la cosa più importante e nemmeno prova a scoprire cos’è?

La Luce Circondante è la Forza Superiore che non può essere captata da nessuno strumento fisico. Vediamo solo le conseguenze o gli effetti, come il bambino che si sviluppa anno dopo anno. Questo è evidente. La forza che ci porta da una tappa all’altra si chiama Luce Circondante. Tuttavia, ciò è vero solo in relazione ad una persona che attrae questa forza da sé, consciamente, desiderando svilupparsi. D’altro canto, nel nostro mondo, questa Luce origina l’evoluzione naturale, seguendo il cammino che si chiama “a suo tempo”. La locomotrice dell’evoluzione avanza a questa velocità e la Forza Superiore agisce all’interno della materia e la spinge verso la meta.

Se entri nel mondo spirituale, potrai investigare qualunque tappa dell’evoluzione, incluso i dinosauri, se questo ti interessa, poiché tutte le forme precedenti, erano predeterminate ed dovevano svilupparsi per formare una certa combinazione della qualità della dazione e della ricezione.

Solo ultimamente ci siamo sviluppati verso un tale stato che possiamo attrarre noi stessi questa forza della vita che si chiama Luce Circondante.

L’intelletto è l’unione dei desideri


Domanda: Il mio intelletto può percepire con facilità tutto ciò che è scritto nel Il Libro dello Zohar?

Risposta: L’intelletto percepisce solo ciò che sento. Può percepire ciò che sento nella mia materia, nel desiderio.

Anche nelle scienze matematiche, nelle quali trattiamo solamente con i numeri, dentro di noi, questi numeri sono posti in ordine in conformità con il nostro desiderio: piccolo o grande. In primo luogo, tutto deve ordinarsi nel nostro materiale ed il materiale sono le nostre sensazioni. Non c’è niente da fare, così ci ha fatti il Creatore.

Solo dopo, faccio funzionare il mio cervello e comincio a differenziare i numeri: ciò sembra essere grande e questo è minore, questo è positivo e questo è negativo. Così funziono; e per questo dobbiamo anzitutto, sviluppare le nostre sensazioni, il nostro desiderio di ricevere e le sue differenti forme, così come il desiderio di dare.

Il nostro cervello, il nostro intelletto, ci aiuta a creare le connessioni tra i differenti livelli del desiderio di ricevere il piacere ed il desiderio di dare. Proprio per questo è predestinata la nostra ragione. Essa connette per noi, le differenti forme del desiderio.

Dove sta la mistica e dove sta la scienza?


La scienza convenzionale vuole penetrare nella materia del mondo spirituale attraverso la materia fisica, studiando il nostro mondo con i cinque sensi e con l’aiuto di un assistente: la mente. Tuttavia, ciò è impossibile per una ragione: la materia del nostro mondo si percepisce a condizione che la nostra percezione sia egoista; e la materia spirituale si può sentire solo attraverso l’attributo della dazione.

In altre parole, il nostro apprendimento dipende dagli attributi della persona: se sono altruistici o egoistici. Se una persona è egoista (cioè che gli attributi sono della ricezione) allora è impossibile che studi il mondo spirituale, l’attributo della dazione. Solamente elevandoci al di sopra del nostro innato egoismo, verso l’attributo della dazione, possiamo studiare l’egoismo da fuori obbiettivamente. Allora, perché siamo stati dotati, in primo luogo, di qualità egoistiche? Perché, se una persona entrasse nella spiritualità senza prima essere esistita all’interno delle qualità egoistiche, non avrebbe mai potuto identificarla e comprenderla.

Tra questi due attributi non c’è nessuna connessione, sono come l’acqua ed il fuoco, l’una non comprende l’altra. Per questo si dice del mondo spirituale: “Mi sono sforzato e ho trovato”. Se una persona fa lo sforzo, attiva il sistema che più in avanti, le darà l’attributo della dazione, e comincerà a capire cosa è questo. Però, fino ad allora, tutte le parole sul mondo spirituale non avranno alcun senso.

Restando nel desiderio egoista, nessuna ricerca ci permetterà di capire il mondo spirituale e l’anima. Per questo, bisogna cambiare per prima cosa le nostre qualità a favore degli attributi altruistici. Tuttavia, se provi, senza cambiare te stesso, ad investigare il mondo nel quale esisti, allora starai entrando nel regno del misticismo. Cadrai nel pericolo di definire la spiritualità scorrettamente, pensando che non è dazione ma qualche avventura “nell’aldilà”.

Solamente l’attributo della dazione può essere “dell’aldilà”, perché qui c’è solo la materia, l’attributo di ricevere. Il mondo spirituale è la dazione e l’amore, che esiste al di sopra del nostro ego. La sua esistenza non dipende dalla possibilità che i nostri corpi animali vivano o muoiano, perché non è connesso assolutamente al corpo. Non dipende nemmeno dallo sviluppo del nostro intelletto.

Per questo, gli studi del mondo “spirituale” prima di ricevere gli attributi della dazione, vengono denominati misticismo, perché sono qualcosa di inventato. La Kabbalah, d’altra parte, è una scienza, perché nella misura in cui acquisisci l’attributo della dazione dentro di te, puoi già esaminare tutto ciò che avviene nelle tue qualità di ricezione e di dazione. Su questa ricerca si basa tutta la scienza.

Il microscopio spirituale


Il mondo spirituale è un mondo di forze che agiscono seguendo leggi, alcune delle quali comprendiamo, mentre alcuni loro aspetti continuano ad essere sconosciuti, la stessa cosa avviene con le scienze convenzionali che esplorano la natura di questo mondo. Comprendiamo alcune parti del mondo spirituale, mentre altre restano nascoste.

Dobbiamo impiegare un approccio strettamente scientifico e serio nell’investigare la spiritualità, come facciamo studiando la natura fisica. Ciò che è nascosto adesso, si rivelerà l’indomani. La scienza della Kabbalah ci fornisce gli strumenti di ricerca che potrebbero paragonarsi ad un microscopio dentro di noi, che possiamo utilizzare per studiare le forze spirituali, le forze della dazione.

Tuttavia, devo avere la forza della dazione per misure queste forze, per studiarle e discernerle. L’essere umano interpreta tutte le conoscenze e le esperienze che riceve attraverso se stesso.

Dopo aver sviluppato le mie forze di dazione, le adatto, come farei con un microscopio molto sensibile, per penetrare nella profondità della materia (il desiderio) nel quale osservo i diversi fenomeni (di ricezione e dazione), in accordo alla sensibilità del mio vaso di percezione (Kli).

In qualunque scienza noi realizziamo la funzione di uno strumento, perché in fin dei conti, siamo noi a ricevere la conoscenza e fino ad un certo punto, lo facciamo soggettivamente. Però, quando studiamo la scienza della Kabbalah, lo facciamo coscientemente e diventiamo uno strumento di ricerca. Tuttavia, lo stesso studio, deve essere puramente scientifico. La nostra ricerca diventa obbiettiva poiché la nostra natura ci spinge ad esserlo.

In molte occasioni i cabalisti hanno detto: “Per le Tue azioni Ti conoscerò”. “Conosci il tuo Creatore e servilo”. “Poiché tutti Mi conosceranno, dal più piccolo al più grande”.

In tutto l’universo ci sono solamente due forze, due attributi: la Luce (l’attributo della dazione), e il desiderio di godere (l’attributo della ricezione). Tutto il resto deriva da essi.

La stessa cosa si applica alla matematica: c’è lo zero ed un valore differente da esso. Tutto il resto si deduce da questi valori ed è semplicemente una questione di calcolo. La fisica è la stessa cosa: ci sono due forze che sono diverse l’una dall’altra.

Quanto detto in precedenza si applica anche alla Luce Superiore. Quando appare un punto, un poco più oscuro della Luce, abbiamo due diverse proprietà. È lì che comincia il progresso e nasce la scienza della Kabbalah.

Come in qualsiasi altra scienza, la Kabbalah studia le discrepanze tra due forze (fenomeni). Ciò è possibile aumentando le differenze tra loro, con l’aiuto del microscopio (analisi), o trovando punti di connessione (sintesi).

Tutta la scienza si basa sulla scoperta di interazioni tra due forze: il Creatore (la dazione) e la creazione (la ricezione) in tutti i livelli di manifestazione nel desiderio (la materia). È impossibile identificare e studiare una forza senza l’altra. Per questo, per mezzo dell’analisi e della sintesi, studiamo l’interazione tra di loro e da qui, arriviamo a certe conclusioni. “Non esiste il Creatore senza la creazione e non esiste la creazione senza il Creatore”.

Per questo è un errore considerare solamente una forza e non condurrebbe a conclusioni scientifiche, ma anzi, a deliberazioni su una forma astratta.

Quando dico: “L’attributo della dazione”, a cosa mi sto riferendo? Cosa è? A chi da? Chi influenza? Dove sono le sue manifestazioni? Come so che è dazione? La risposta è: capisco l’opposto.

Puoi vedere la differenze unicamente comparando gli opposti, studiando chi è colui che riceve. Non possiamo semplicemente dire che qualcosa è positivo, perché, in relazione a cosa è positivo. Dove si trova il negativo?

In altre parole, non puoi riconoscere qualcosa per conto tuo, lo puoi fare solamente in relazione a qualcos’altro. Tutto il fondamento di qualsiasi scienza radica nelle comparazioni. Non esiste nell’universo niente, eccetto queste due forze.

Per questo osserviamo questo approccio strettamente nella scienza della Kabbalah; e se tu ti allontani dalla materia e dalla forma che definisce la materia, diventa misticismo.

Non c’è rottura, ma conoscenza della Luce


Domanda: Perché una persona deve attraversare tante rotture? C’è il peccato di Adam HaRishon, l’intossicazione di Noè, l’animosità tra Caino ed Abele, la distruzione del Tempio ed altre. Perché non attraversiamo la rottura una volta e dopo procediamo a correggere tutto?

Risposta: La rottura è necessaria affinché il nostro desiderio di ricevere prenda coscienza di se stesso, senta che sta nel lato della ricezione e qualcuno gli da; qualcuno desidera dargli ed aspetta una reazione particolare in cambio. Tutto ciò si fa affinché la creazione apprenda non solo a ricevere, ma anche ad essere simile al Datore. La creazione deve capire che la ricezione e la dazione sono solo mezzi di connessione del Creatore con la creazione. È un cammino per portare la creazione alla dazione, alla somiglianza con il Creatore ed aiutarla ad ascendere al Suo livello.

Quando il desiderio egoista comincia a capire e sentire tutto questo, diventa “umano”. La ricezione e la dazione sono solo azioni ausiliari che aiutano una persona ad elevarsi al livello del Creatore. Tutte le rotture avvengono per svilupparci e portarci a questo livello. Tutti gli stati, i sentimenti e le realizzazioni che attraversiamo, sono necessarie, poiché senza di esse non saremmo capaci di ottenere la Fine della Correzione.

Non possiamo arrivarci con un solo salto, perché la saggezza arriva con l’esperienza. Dobbiamo passare attraverso molti stati e compararli; dobbiamo sperimentare molti conflitti interiori e lottare per poterli capire. Il nostro compito non consiste nell’investigare il desiderio di godere che abbiamo, ma anzi, attraverso le sue reazioni, studiare la Luce, il Creatore. Non sentiamo la Luce stessa; non abbiamo la capacità di percepirla e capirla. Tuttavia, attraversando i diversi strati del desiderio di godere, gli stati rotti o non corretti, nel trovarci vuoti o pieni di Luce, studiamo ciò che avviene al di fuori del nostro desiderio egoista.

Non sappiamo cosa realmente accada “fuori”. Sentiamo solamente i cambiamenti che avvengono dentro di noi e li compariamo. È così che studiamo il terzo componente: la Luce. Anche se non sappiamo niente sulla Luce e non possiamo sentirla, siamo capaci, tuttavia, di raggiungerla per mezzo delle Sue azioni. Però ciò non può avvenire di colpo.

Quanto più completo diventa il desiderio di una persona, più contraddizioni e “tonalità” contiene, più grande è l’abilità di una persona per riconoscere la Luce ed il Creatore. Per tanto, non dobbiamo pensare che qualcuno stia deliberatamente collocando degli ostacoli sul nostro cammino. La natura del nostro desiderio egoista che è opposto alla Luce, richiede che realizzi queste azioni, per capire cosa è Luce che è tanto lontana.

“Non ti creerai idoli”

laitman_2009-08_26221La domanda che ho ricevuto: Chi è “un adoratore di idoli” nella Kabbalah?

La mia risposta: Tu lo sei! Senza rendertene conto, ogni minuto crei degli idoli dal niente.

Se non colleghi tutto ciò che ti succede con la Sola Forza, chiamata “Il Solo, l’Unico ed Invisibile”, se non attribuisci ogni cosa sempre ad una sola causa e non consideri ogni altra cosa come semplice manifestazione di questa Unica forza, allora sei un adoratore di idoli.

Per esempio, tua moglie ti dice qualcosa di poco carino. Devi capire che questa cosa arriva dal Creatore, e che lei è solo una marionetta che, in questo modo, dimostra l’atteggiamento del Creatore verso di te. Se, al contrario, tu colleghi ogni cosa a lei, allora sei un “adoratore di idoli”. Tu di devi relazionare al Creatore attraverso di lei piuttosto che relazionare a lei ciò che succede. Ci devono essere due componenti in gioco.

Dovremmo capire che è il Creatore a condurre il gioco, e Lui si presenta a noi in questo modo di proposito così che noi possiamo unire tutte le diverse e opposte manifestazioni di Lui in una sola forma e in una sola Fonte: il Creatore. Tuttavia, questo è possibile solo a condizione che si usi tutto il mondo per collegarlo alla nostra percezione in una cosa sola, e per collegarlo ad una sola Fonte.

Lezione quotidiana di kabbalah – 15.01.10

Preparazione alla Lezione, Parte 1, Parte 2
Video / Audio

Il Libro dello Zohar Capitolo “Nell’Ottavo Giorno”, Articolo 98
Video / Audio