Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lo Zohar vi accoglie nel mondo dei desideri


Quando si legge Lo Zohar, dobbiamo provare ad impegnarci al massimo per allontanare tutte le immagini fisiche che ci possono venire suggerite dalla nostra immaginazione. Dobbiamo combattere la tentazione di materializzare i concetti, e dobbiamo pensare solo alla cosa che è stata creata – il desiderio, dentro il quale ci sono all’opera due forze soltanto: la ricezione e la dazione, che si presentano in molteplici forme.

Questo desiderio generale è diviso in molti singoli desideri perché viene influenzato dalla Luce, e questa influenza provoca la manifestazione di diverse qualità e di diverse inclinazioni verso la dazione o verso la ricezione. Diversi desideri stabiliscono delle diverse connessioni tra di loro, come l’opposizione, l’adesione, o il reciproco conflitto.

Stiamo comunque parlando sempre del nostro unico desiderio – la sola materia della creazione, la sola cosa che il Creatore ha creato. La Luce influenza il desiderio, e in base al forza (volume ) del desiderio, esso include l’influenza della Luce in modo differente e si regola in corrispondenza della Luce.

Lo Zohar ci parla specificamente dell’influenza della Luce sul desiderio, sebbene di solito non menzioni la Luce come la causa originale e parli invece di ciò che succede nel desiderio. E lo stesso avviene nel nostro mondo, nel quale vediamo le azioni e le conseguenze dell’influenza della Luce, e trattiamo tutto come “quella cosa che è accaduta” senza collegarla alla causa originale delle azioni.

Molte azioni sono compiute sotto l’influenza della Luce dentro il desiderio. Tuttavia, c’è una piccola parte di azioni che originano dal desiderio stesso: questa parte si chiama libero arbitrio. Noi siamo in grado di distinguere questo desiderio libero ( libero arbitrio) dall’insieme di tutte le azioni, e se lo direzioniamo nel modo adeguato, sarà chiamato “essere umano”.

Perciò, stiamo parlando solo delle sfumature delle qualità dentro il desiderio. Non ci sono figure immaginarie.

Lezione quotidiana di kabbalah – 07.02.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “Il Lebbroso,” Articolo 20
Il mondo è una tavolozza di colori dei desideri delle anime, da cui io creo la mia immagine
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 147, Lezione 61
Non c’è differenza tra i Kelim di ricezione e quelli di dare. Quando correggo i Kelim di ricezione, li uso per dare.
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“Introduzione a Il Libro dello Zohar,” Articolo 28, Lezione 13
Mai andare in battaglia contro se stessi. Solo la Luce, la Forza della Correzione può cambiare la natura umana dalla ricezione al dare.
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Su cosa riflettere prima di leggere lo Zohar


Quando una persona comincia a leggere Il Libro dello Zohar, spesso si trova in uno stato di “sonno” e da qui deve incominciare ad accordarsi con ciò che legge per penetrarne il significato. In base a quanto è corretta l’intenzione della persona, a come si posiziona, a come mette di impegno e a come si spinge verso una particolare direzione, allora questa persona si muoverà in avanti verso la giusta direzione mentre legge il libro. Perciò, è importante separare le proprie sensazioni e i propri pensieri da tutte le faccende terrene e ri-orientarli nel modo in cui è scritto nello Zohar.

Ci sono molti modi per “organizzarsi” e per prepararsi a leggere il testo dello Zohar. Eccone uno:
Solo una cosa è stata creata: il desiderio di essere colmati dalla Luce (Il Creatore). Questo desiderio, dentro l’uomo, può essere colmato rendendosi più grandi, più elevati, più forti, e più potenti degli altri uomini. In un altro modo, lo stesso desiderio può essere colmato anche al di fuori di noi stessi, colmando gli altri. In questo caso, più colmiamo gli altri, e più siamo colmanti con la sensazione dell’appagamento degli altri. Misurando questo appagamento dentro di noi, noi stessi ne siamo appagati.

In entrambi i casi si usa l’intensità (il volume) del desiderio, tutti e cinque i suoi livelli (o strati), ma lo si usa o per il proprio tornaconto o per il bene degli altri. Lo Zohar ci parla delle sensazioni che si provano nel desiderio di dare, nella dazione. Lo Zohar dice che il desiderio di appagare se stessi è innaturale, perché ciò che è naturale è il Creatore. Il Creatore, la qualità della dazione, è opposto al modo in cui siamo abituati a sentire perché siamo nati con questa percezione.

Lo Zohar costruisce la nostra anima


Studiando il Libro dello Zohar, ogni uomo distingue esattamente cosa serve alla sua anima. Quando si legge Lo Zohar, ognuno di noi riceve le sue impressioni, che sono diverse per ognuno di noi.

Tutto il contenuto del Libro dello Zohar deve attraversarci. Tuttavia, lo sviluppo di un uomo non avviene per mezzo dell’influenza della narrazione in se stessa, ma per mezzo della Luce che Corregge. La Luce illumina il desiderio dell’uomo, la sua materia, che contiene degli elementi informativi, Reshimot. E’ un lavoro simile a quello delle cellule staminali – la base fondamentale di tutte le cellule del corpo umano.

Mentre la Luce influenza la nostra materia, risveglia i Reshimot che sono dentro la materia e che sono unici e specifici per l’anima di ogni persona. Con l’aiuto della Luce, questi Reshimot costruiscono dalla materia una certa struttura, una parte dell’anima. Ne consegue che ogni persona ha la propria costruzione della propria anima.

Lezione quotidiana di kabbalah – 05.02.10

Preparazione alla Lezione
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Shamati #10: “Fai In Fretta Mio Amato”
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Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “In Fine,” Articolo 209
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Lezione quotidiana di kabbalah – 02.02.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “In Fine,” Articolo 79

Questo mondo significa che Malchut resta con le sue qualità. Il mondo che arriva significa che Malchut ottiene la qualità di Bina.
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 134, Lezione 58
Durante il processo di correzione dobbiamo costruire il Mondo di Atzilut dentro di noi.
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“Introduzione a Il Libro dello Zohar,” Articolo 20, Lezione 10

Nello stato di Infinito, la sola cosa che ricevo è la capacità di amare, che mi da’ un piacere illimitato.
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Trovare Aaron e suo figlio dentro di noi

Lo Zohar: I filgi di Aaron si sono ubriacati di vino. Chi li ha lasciati bere? Davvero hanno potuto essere così sfrontati da ubriacarsi con il vino?

Naturalmente, essi si ubriacarono di vino come descritto dal verso, “Essi portarono al Creatore un fuoco straniero.” Significa che essi non furono in grado di sopportare la Luce che avrebbero dovuto accettare per il bene della dazione.

Invece un altro verso dice, “Successe per nascondersi dalla moglie di un altro.” Si tratta comunque della stessa cosa.

Dobbiamo ricordare che ogni cosa accade dentro una persona. Aaron è la qualità di Chesed (misericordia) che si sviluppa superando il desiderio egoistico che non è ancora corretto. Tuttavia, questo desiderio si risveglia solo nell’uomo che studia la Kabbalah.

Quando questo desiderio viene corretto, noi innalziamo tutti i nostri desideri e perciò raggiungiamo una maggiore somiglianza con il Creatore. I figli di Aaron rappresentano il conseguente sviluppo di questa qualità, che dipende anche dalla sconfitta del proprio egoismo.

Il vino rappresenta la Luce di Hochma. Bere il vino ed ubriacarsi significa attirare la Luce di Hochma dall’alto verso il basso (egoisticamente), invece di accettarLa dal basso verso l’alto, nella via di mezzo, nella Luce di Hassadim.

Dobbiamo “tradurre” tutto ciò che viene descritto nel linguaggio delle nostre qualità interiori. Come possiamo correggerci ed ottenere la qualità della dazione al di là del desiderio egoistico che cresce continuamente? Come ci innalziamo verso la dazione, verso il Creatore?

Come abbiamo letto, dobbiamo provare a trovare questi accadimenti e queste qualità nel nostro piccolo mondo interiore che viene descritto da ogni parola che leggiamo. Infatti, ogni uomo è un piccolo mondo.

La spiritualità si raggiunge mediante lo sforzo

michael-laitman_15Leggendo il Libro dello Zohar, immediatamente dobbiamo tradurre tutte le parole ed i nomi in due nozioni (qualità, forze, categorie) che contengono tutto; queste due nozioni sono la Luce ed il desiderio. Ogni persona deve dire a se stessa: “tutte queste parole sono differenti desideri e qualità che esistono dentro di me”. Devo riconoscerle dentro di me ed utilizzarle come un esempio, perché attraverso esse, il Creatore mi mostra la struttura della mia anima, il mio mondo, la mia struttura interna e tutto ciò che esiste, che Lui ha creato. Lui mi rivela lo stato esterno che c’è in me.

È così che dobbiamo cercare di vedere di cosa ci parla lo Zohar; e non dobbiamo disperare, perché acquisiamo tutto attraverso i nostri sforzi. Non appena ognuno di noi realizzerà la somma necessaria di sforzi, rivelerà il suo Mondo Superiore.

Non importa quanto siamo confusi durante la lezione, quanto “intorpidito” sia il nostro stato, quanto incapaci ci sentiamo nella mente e nel cuore (nella comprensione e nella sensazione), nessuno di questi sforzi dipende da noi. Dobbiamo ringraziare il Creatore per averci dato l’opportunità di stare davanti a questo libro.

I Kabbalisti chiamano il Libro dello Zohar, semplicemente “Il Libro”, enfatizzando così che non esistono altri libri, a parte questo. È perché il libro si riferisce ad una struttura, un sistema, un metodo che rivela il Creatore alla creazione.

Non dipende da quanto preparata sia la persona per la lettura del libro; dipende dalla sua anima. Tuttavia, si trova adesso nel migliore stato possibile per lei ed è seduta davanti al libro e comincia ad ascoltare la lezione sullo Zohar. Ciò significa che è capace di rivelarlo.

Lezione quotidiana di kabbalah – 01.02.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “In Fine,” Articolo 27

Tutte le connessioni attraversano la linea di mezzo. È come un filo conduttore che fornisce tutti i cambiamenti e gli accenti
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 132, Lezione 57

Un’analisi viene sempre costruita paragonando due sistemi. Altrimenti ad un certo punto diventerò infelice nel mio mondo, ma senza una ragione o una soluzione.
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“Introduzione a Il Libro dello Zohar,” Articolo 19, Lezione 9

Il progresso umano è un tentativo di recintare l’influenza di forze esterne ed interne. Invece di correggere il male dentro di noi, lo mascheriamo.
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Cosa c’è di così speciale nello studio del Libro dello Zohar?


Lo studio del Libro dello Zohar richiede degli sforzi generali da esercitare nel desiderio e nel pensiero ( il cuore e l’anima) per unire tutto ciò che abbiamo studiato in precedenza nella scienza della Kabbalah sulla creazione, sul gruppo e sul mondo, sul Creatore, sulla percezione della realtà, sulla diretta ed indiretta influenza e sul dominio che provengono dall’Alto, sulla singolarità della forza che governa e sul suo scopo e su molti altri argomenti.

Ovviamente, quando un uomo comincia a studiare questo libro, egli non può unire tutte queste cose in un solo concetto nel modo giusto. Tuttavia deve provarci. Le descrizioni del Libro dello Zohar ci facilitano questo lavoro e ci spingono a farlo. Concentrando tutte le possibili descrizioni delle uniche forze che ci sono in natura – il desiderio e la Luce – è come se passassimo attraverso la cruna di un ago, attraverso il nostro punto nel cuore, il punto dei nostri sforzi, e dopo aver attraversato questa pressione entriamo nel mondo del Creatore che è senza limiti e colmo di Luce.

Perciò, è impossibili incominciare a leggere subito il Libro dello Zohar. E’ necessaria una preparazione perché il cuore e l’anima di un uomo possano assorbire tutto ciò di cui parla la scienza della Kabbalah, tutto ciò che richiede, i punti di vista, le visioni della vita e del mondo. Tutto questo deve formare il cuore dell’uomo e unirsi nello specifico sentimento che la Kabbalah ha verso il mondo. Allora l’uomo sarà in grado di percepire correttamente tutto ciò che Lo Zohar gli dice.