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Lezione quotidiana di kabbalah – 12.02.10

Preparazione alla Lezione
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Shamati #23: “Tu che ami il Signore, odia il Male”
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Il Libro dlelo Zohar – Selezioni, Capitolo “Quando una Donna Partorisce” Articolo 62
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Il Cammino Che Costruiamo

laitman_2008-08-21_0594_wp1Domanda: come diffondere nella maniera più rapida ed efficace la Kabbalah nel mondo?

Risposta: è richiesto un insieme di misure, poiché ci eleviamo lunghi i gradini lungo i quali nessuno è passato. Fino ad ora i cabalisti avanzavano lungo un cammino personale e così insegnavano ai loro alunni. È una catena che si estende da Adamo.

Abramo fondò il metodo ed il gruppo, che successivamente diventò il popolo di Israele.

Più tardi, questo gruppo cadde da un gradino spirituale. Nel corso degli ultimi millenni, i cabalisti hanno trasmesso nuovamente le conoscenze da una persona all’altra. Tuttavia, viviamo in una nuova epoca nella quale migliaia, milioni di persone in tutto il mondo si risvegliano verso l’elevazione spirituale e vanno insieme a noi. L’insegnamento da una persona all’altra appartiene al passato. Oggi ritorniamo alla situazione di Abramo, il quale voleva offrire la correzione a tutti i babilonesi. Come realizzare la divulgazione in queste nuove condizioni? Posso dire solo ciò che penso e sento. Fino a che non riuniremo l’esperienza, non sapremo. Anche il Rabbi Shimon non poteva consigliare niente in questa situazione, perché i nuovi stati dello sviluppo non sono conosciuti.

Nel suo tempo, Baal HaSulam sperava che la situazione cambiasse attraverso un giornale, però lo chiusero immediatamente. Egli pubblicava libri ed i suoi alunni pensavano che questo avrebbe causato una rivoluzione spirituale, che le persone avrebbero visto alla fine, che si trovavano nell’oscurità; però il mondo continuava a vivere nella stessa maniera. Per questo, proviamo differenti metodi e riveliamo i più efficaci tra loro, però è chiaro che la divulgazione deve essere più ampia possibile, in tutte le lingue, per tutto il mondo, per ogni persona.

Abramo voleva comprendere l’antica Babilonia. Oggi tutto il mondo è diventato Babilonia.

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Gli Stati Spirituali Non Scompaiono Mai

laitman_2009-05-28_8354_wUno stato spirituale non scompare mai; dobbiamo solo cercare dove sta succedendo! Per esempio, nell’identificarci con un testo, possiamo ascendere e sperimentare, in una certa misura, uno stato denominato “la rottura”.

Tutti i livelli spirituali sono permanenti, come le immagini plasmate su un rullo fotografico non srotolato che contiene tutte le immagini dal principio alla fine. Se vogliamo portare avanti questo rullo fino ad uno stato chiamato “la rottura” e sentire ciò che significa essere lì, allora nel momento in cui lo desideriamo, questo stato ci influenza.

La cosa importante è non dimenticare che durante la lettura, siamo influenzati dalla Forza Superiore, indipendentemente dal fatto che ci accorgiamo di questo o lo sentiamo, o meglio se la nostra percezione è corretta o no. La cosa importante è sperare che la Forza Superiore arrivi e ci cambi!

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Lezione quotidiana di kabbalah – 11.02.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “Quando una Donna Partorisce” Articolo 26
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 161, Lezione 65
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Introduzione al Libro dello Zohar,” Articolo 38, Lezione 17
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Il desiderio del Creatore è che ci uniamo tra di noi e con Lui

laitman_200906_1300_w_thumbIl mezzo migliore per avanzare nella spiritualità è divulgando la conoscenza della Kabbalah. In questo modo, siamo sicuri di realizzare il desiderio del Creatore.

Il Creatore vuole che tutte le sue creature si uniscano come una cosa sola per raggiungere l’adesione con Lui. Il desiderio comune, che stato diviso, rotto, frantumato e spezzettato in miliardi di parti deve riunirsi al di sopra di questa separazione, e divenire ancora una volta una sola entità, per unirsi così al Creatore. Questo rappresenta lo scopo della creazione ed il desiderio del Creatore.

Se le nostre azioni sono orientate in questa direzione per raggiungere una connessione, e se divulghiamo la scienza della Kabbalah come il solo strumento che possa condurci verso questo obbiettivo, allora richiamiamo su di noi la Luce che ci Circonda. Questa Luce che riceviamo quando ci muoviamo verso la connessione è molto più potente di quella che potremmo ricevere stando da soli.

In base a questa meravigliosa opportunità, facciamo appello alle persone perché partecipino alla divulgazione. Se ogni persona partecipa in questa azione, la forza della Luce che richiamiamo sarà moltiplicata di molte volte e ci farà del bene a tutti quanti

Lezione quotidiana di kabbalah – 10.02.10

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “Quando prendi,” Articolo 101
Come gli altri libri kabbalistici, lo Zohar è un mistero che aspetta solo di essere scoperto da noi.
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Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “Quando una donna partorisce,” Articolo 1
Gli sforzi per superare i disturbi durante lo studio sono ciò che ci porta la ricompensa.
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” Articolo 155, Lezione 64
La nostra preghiera per la correzione, un piccolo impulso dal basso, provoca la diffusione della Luce in tutto il mondo.
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“Introduzione al Libro dello Zohar,” Articolo 34, Lezione 16
Solo premendo sul gas, si può abbreviare il percorso di sviluppo. Questa strada non ha alcun limite di velocità.
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Raggiungiamo il mondo spirituale in modo naturale, come un bambino che scopre il mondo


La domanda che ho ricevuto: Quando leggiamo lo Zohar dobbiamo seguire il testo come se stessimo facendo un viaggio attraverso noi stessi. Ma non dobbiamo anche sforzarci per chiedere la nostra correzione?

La mia risposta: Lo Zohar stesso ti guida verso la correzione e i pensieri che ti servono. Ti dirà ciò che è bene e ciò che è male in base al tuo specifico stato e ti dirà su cosa tu in particolare devi fare chiarezza.

Il libro stesso di offrirà questo approccio. Da parte nostra, dobbiamo semplicemente essere in grado di aderire ad esso e alla sua corrente, per “navigarci” dentro diligentemente e per andare dove essa ci vuole portare. Dobbiamo lasciare che la nostra mente e il nostro cuore vengano trasportati dolcemente dalla corrente.

Tutto è pre-assegnato, incluso il mio desiderio, il Reshimot in esso, e la Luce che realizza il Reshimot. Comunque ogni cosa dipende dal mio sforzo e dalla mia di volontà di acconsentire che Luce abbia accesso al Reshimot.

Io permetto alla Luce di agire soltanto, ma a parte questo tutto accade senza che io me ne abbia alcuna conoscenza. Io sono solo il testimone di ciò che accade dentro di me. Il mio sforzo si chiama “Avodat HaShem” – il lavoro del Creatore; io sono solo uno che ne prende parte. Il Creatore ha detto a Mosé: “Andiamo dal Faraone ed Io farò tutto e tu vedrai come agisco contro di lui.” Ciò significa che il mio punto nel cuore, il primo Reshimot spirituale, mi porta all’ingresso di un nuovo mondo, di cui io non so nulla. Ed ora, attraverso questo punto nel cuore, sento la spiegazione di questo mondo nuovo. Nella misura in cui apprendo di questo mondo e mi connetto ad esso, nella stessa misura potrò viverci dentro.

Baal HaSulam scrive che proprio come è impossibile per i nostri corpi vivere in questo mondo se non si conoscono le sue leggi, così è impossibile per l’anima vivere nel mondo spirituale senza averne prima ricevuto la necessaria conoscenza. Dunque, adesso stiamo cercando di ricevere questa conoscenza che ci serve. Quando la riceveremo, sentiremo che già esistiamo nel mondo spirituale, perché nella spiritualità, la conoscenza e la percezione sono la stessa cosa.

In questo preciso momento io percepisco solo il mio corpo animato – una realtà illusoria; ma ho anche un punto nel cuore che può potenzialmente percepire il Mondo Superiore. Questo punto che mi è stato dato è una meravigliosa opportunità; ma è la sola cosa che mi è stata data. Io deve sviluppare tutto il resto da solo, questa è la ragione per cui mi è stato dato Il Libro dello Zohar, che mi offre la spiegazione necessaria.
Imparo il Mondo Superiore come un bambino impara a conoscere questo mondo senza sapere nulla. Un bambino non può comprendere il mondo con la sua mente, facendo delle analisi e delle sintesi. Ed io sono nella stessa posizione per ciò che riguarda il mondo spirituale. Imparo a conoscerlo solo aderendo al testo del libro e richiamando la Luce Circostante. Questo genere di studio è il più naturale.

Scopriamo un nuovo mondo nello stesso modo in cui abbiamo scoperto questo mondo quando eravamo dei bambini.

Il Livello Superiore non potrà mai essere raggiunto con la mente, poiché non Lo percepiamo, vediamo e comprendiamo. Quindi, dobbiamo cominciare a percepirlo.

Lo schermo non è solo una parte, ma è l’intero sistema


Ogni uomo è un piccolo mondo, il che significa che tutto il mondo è dentro di me. Io sto davanti alla Luce Superiore e al Creatore con tutte le mie proprietà e le mie caratteristiche. Non sono in grado di immaginare nulla al di là di me stesso.

Abbiamo già raggiunto una sufficiente preparazione che ci permette di evitare di associare ciò che è scritto nello Zohar con le immagini di questo mondo, con la storia o la geografia. Adesso possiamo vedere il testo come qualcosa che parla di noi stessi, del Creatore e dello schermo che c’è tra noi e Lui. Adesso dobbiamo provare a vedere il sistema e la struttura della relazione che dobbiamo costruire tra noi e Lui.

Lo schermo non è solo una divisione tra il Creatore e me, ma è l’intero sistema.

Infatti, io sono solo un punto di desiderio creato “dal niente” e anche il Creatore è solo un punto, una scintilla di Luce che ha creato me, che sono un punto di desiderio.
Lo schermo si riferisce ad un immenso sistema che esiste tra i due punti:io ( il punto nero) e il Creatore ( il punto di Luce Bianca). Lo schermo non è posizionato al di sopra del desiderio di godere, ma è incluso in questo desiderio. Con l’aiuto dello schermo posso calcolare in che misura posso allineare il mio desiderio perché sia uguale alla Luce; questa è la ragione per cui lo schermo dovrebbe abbracciare completamente il mio desiderio.

Rosh ( la testa) di Partzuf è il luogo dove decido quale parte del mio desiderio dovrebbe unirsi alla Luce. La parte del mio desiderio che sono in grado di allineare alla Luce si chiama Toch (la parte interiore) di Partzuf. La parte che non sono ancora in grado di allineare alla Luce si chiama Sof (la fine) di Partzuf.

Lo schermo opera all’interno di queste parti, essendo un sistema che mi connette al Creatore. Il sistema è diviso in tre parti:

1.Rosh, la testa di Partzuf, che esegue una valutazione ed un calcolo
2.Toch, la parte interiore di Partzuf, che riceve la Luce e raggiunge la somiglianza con Essa nelle azioni
3.Sof, la fine di Partzuf, nella quale viene compiuto una valutazione separata a proposito della mia incapacità ad essere uguale alla Luce
Non basta che io decida semplicemente quale parte del mio desiderio posso rendere uguale al Creatore per poi gettare via tutto il resto. Devo anche controllare quali parti non sono in grado di allineare con il Creatore e perché. La fine di Partzuf deve essere chiara come la sua parte interiore.

Il Padrone di casa mi chiede di ogni piccolo dettaglio: “Perché non vuoi accettare la Luce che proviene da Me nel tuo desiderio?” Io devo allora controllare quei dettagli e spiegare a me stesso perché non posso ricevere la Luce. Perciò, lo schermo è il sistema completo della connessione tra me ed il Creatore; non è soltanto una particolarità che disegniamo nelle nostre illustrazioni.

Quando si studia Lo Zohar, impariamo questo sistema – la connessione tra noi ed il Creatore. Io mi trovo al di sotto ed il Creatore è al di sopra, e tra noi c’è un sistema intero che chiamiamo “lo schermo”, che è composto da tre parti principali. Questo sistema racchiude tutti i mondi.

Il Linguaggio della Santità


Lo Zohar , capitolo “I Segreti della Torah”: I fondatori della città e della torre (di Babele) parlavano il linguaggio della santità, che conoscono gli angeli, e non parlavano nessun’ altra lingua.
“Il linguaggio della santità” rappresenta il metro che misura la santità nella scala dei linguaggi – la combinazione corretta e bilanciata della linea di destra e di quella di sinistra. La linea di destra è la dazione, la forza che arriva dall’Alto, e la linea di sinistra è la ricezione, la nostra materia, il desiderio di ricevere piacere.

C’era una sola lingua il tutto il mondo. “Una sola lingua” significa il linguaggio della santità, e poiché essi parlavano la lingua della santità, essi ricevettero l’aiuto degli Angeli per completare la loro costruzione.

Per questo nulla era loro impossibile ed avevano la capacità di compiere ogni cosa volevano fare. Tuttavia, se non avessero parlato il linguaggio della santità, non avrebbero ricevuto l’aiuto degli angeli, e i loro semi (le loro azioni) sarebbero stati impuri – cioè sarebbero durati un istante per annullarsi immediatamente.

Quando troviamo il giusto equilibrio tra queste due linee, raggiungiamo il linguaggio della santità. Quando succede, il nostro linguaggio mostra che tutti i nostri desideri sono per il bene della dazione, e che la linea di destra e quella di sinistra sono in equilibrio. Possiamo allora usare la materia del desiderio di ricevere piacere per costruire la nostra anima, perché adesso possiamo darle la giusta struttura – per il bene della dazione.

Questo è il significato di “costruire la città” – si ha quando la Forza Superiore, gli angeli, sono d’accordo con le nostre azioni e le comprendono. Detta in modo diverso, significa che abbiamo costruito la giusta connessione con il Creatore, la forza della dazione.

In ogni singolo passaggio, usiamo la parte di desiderio che siamo in grado di utilizzare, usando “il linguaggio della santità”- la via di mezzo. Questo è il modo in cui continuiamo ad unirci con il Creatore e raggiungiamo una sempre maggiore somiglianza con Lui.

Siamo noi a creare ogni “mattone” ed “il cemento” che serve per la costruzione, e li usiamo per costruire la via di mezzo, utilizzando il linguaggio della santità. In altre parole, si innalza sempre la costruzione dal basso verso l’alto, per il bene della dazione. Quest’azione si chiama costruire “con l’aiuto degli Angeli Superiori”, le forze della dazione.

Lezione quotidiana di kabbalah – 08.02.10

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