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Una lezione sulla fisiologia dell’anima


Dobbiamo immergerci dentro di noi e provare a sentire i processi che vengono descritti nel Libro dello Zohar , dal profondo delle nostre anime. Dove si trovano tutti questi desideri e qualità? Non lo so. Desidero soltanto sentire tutto ciò che mi dice il Libro dello Zohar, sui processi che avvengono dentro di me in questo momento.

Non ha importanza se non capisco di che tipo di processi si tratti, o che tutto avvenga nei gradi spirituali che mi sono nascosti. Desidero rivelarli, perché tutto sta succedendo dentro di me, qui e ora. Voglio sentire dove sono localizzate queste qualità, nelle quali si stanno sviluppando questi processi e come tutte queste parti lavorano dentro di me.

La lezione sul Libro dello Zohar è veramente una lezione sulla fisiologia dell’anima.

Come eviti di utilizzare i tuoi desideri?

Domanda: cosa significa “evitare di utilizzare un desiderio”?

Risposta: evitare di utilizzare un desiderio significa che non voglio usarlo, che è il contrario di restringermi soltanto o “chiudere la bocca”. Per esempio, supponiamo che il dottore mi proibisca di mangiare i dolci, allora devo restringermi, a causa del fatto che mi piacciono davvero.

“Evitare di utilizzare un desiderio” nella spiritualità, significa che trovo dentro di me la forza per prevalere su questo desiderio, concentrandomi su un’altra cosa che ha più importanza per me. Scelgo di non usare questo desiderio, altrimenti questa decisione non avrebbe valore.

Ciò significa che anche se il dottore all’improvviso mi permettesse di mangiare i dolci, non me ne approfitto. Non vuol dire che non voglia mangiare i dolci, semplicemente che non sto utilizzando questo desiderio.

È difficile spiegarlo, perché non abbiamo questi tipi di calcoli nel mondo materiale, nel quale realizziamo questi calcoli su un solo piano: scegliere quale piacere è il più importante; ma nel mondo spirituale, i calcoli vengono realizzati su due piani, il Creatore ed io, e decidere qual è il più importante. Devo acquisire l’importanza del Creatore al di sopra di qualsiasi desiderio che non voglio utilizzare e questa è la ragione per la quale non voglio usare il desiderio.

Come faccio? Chiedo la rivelazione del Creatore; gli chiedo la forza per evitare di utilizzare il desiderio. Allora potrò mantenermi al di sopra del desiderio e nella Luce del Creatore che mi è stata rivelata. Il desiderio resta, ma io mi elevo al di sopra e non voglio utilizzarlo. Tuttavia, se la Luce smettesse di fluire, allora immediatamente cadrei nel desiderio ancora una volta, vorrei utilizzarlo e non avrei niente che potrebbe fermarmi.

Quando la Luce che Riforma viene da me, allora, come una calamita, mi mantiene sospeso nell’aria. Io resto nella spiritualità unicamente a causa della Luce che Riforma. Brilla e mi attrae, permettendomi di vincere il mio desiderio di ricevere piacere ed elevarmi al di sopra di esso. Questo è ciò che significa “evitare di utilizzare il desiderio”. Il desiderio è lì, ma non lo uso.

Nel nostro mondo, facciamo calcoli in accordo alla convenienza. Se ho bisogno di perdere peso, allora non mangio o mi restringo e non utilizzo un certo desiderio perché temo il castigo. Nella spiritualità, esiste una sola ragione per la quale non utilizzo un desiderio: la grandezza del Creatore. Per questo cambio il mio desiderio di ricevere a favore della dazione.

Nuovo desiderio, nuovo gradino

Domanda: come sapere, nello stato di occultamento, che avanziamo e riceviamo un nuovo Kli?

Risposta: la presenza di un nuovo Kli si manifesta attraverso una sensazione di pesantezza nella mia attitudine verso il Creatore, lo studio, il lavoro di divulgazione e l’unione con il gruppo. In generale una persona trova che ha difficoltà a pensare a questo. Posso lavorare solo meccanicamente, però i miei sentimenti ed il cuore sono congelati.

Ciò significa che si è ricevuto un desiderio nuovo ed aggiuntivo non corretto, sul quale non si era mai lavorato prima. Una pesantezza aggiuntiva all’improvviso cade sulle spalle e non si sa cosa fare a riguardo.

Adesso devi continuare a lavorare con la pesantezza, la mancanza di sensazioni e l’incapacità riguardo al futuro. Per farlo, hai bisogno di aumentare l’importanza dello scopo spirituale. Devi immediatamente ritornare ai libri ed al gruppo per ottenere aiuto. Se non corri verso di loro, non impieghi con profitto la “notte”, l’oscurità che è caduta su di te.

C’è bisogno di imparare a riconoscere in anticipo gli stati, attraverso i quali all’improvviso, ci arriva il peso nel cuore e la nebbia, quando la fatica e la disillusione prevalgono come attraverso una nube che discende fino a noi. Questo ci fa essere distratti e senza porre attenzione, tutto sembra avere lo stesso livello di importanza, le cose corporee potrebbero persino essere più importanti di quelle spirituali.

C’è bisogno di riconoscere quando questo stato si approssima senza aspettare che si intensifichi.

Non c’è comandamento che ci dica che c’è bisogno di sprofondare nell’abisso ed essere infelice. Al contrario, dobbiamo uscire dalle discese immediatamente, ascoltando per esempio la musica del Baal HaSulam, guardando le lezioni o i video, ballando o cantando le nostre canzoni o sintonizzandosi sul canale televisivo. La persona ha bisogno di cercare attraverso tutti i mezzi possibili, come colui che sente che gli sta salendo la febbre e comincia a cercare il rimedio per non ammalarsi.

Il linguaggio dei rami

Si deve guardare l’immagine di questo mondo nel corso di tutto il processo dell’ascesa spirituale fino allo stesso Mondo dell’Infinito. La nostra correzione è possibile solo a condizione di percepire la realtà di questo grado inferiore, il nostro mondo.

Devo raggiungere continuamente le radici che si trovano al di sopra dell’immagine del nostro mondo che adesso percepiamo. Questa immagine non cambia: solo le sue radici vanno ad essere più elevate o profonde, cioè, raggiungere il Creatore (la radice dei nostri desideri), percepire in grado maggiore il Creatore, la radice dei miei desideri.

L’immagine che ora vediamo è solo il Suo ramo disegnato dai miei desideri sullo sfondo dei desideri del Creatore. Il mondo è l’immagine della disuguaglianza tra i nostri desideri o attributi ed il Creatore.

Nel processo dell’acquisizione, il mio linguaggio non cambia perché non cambia nemmeno l’immagine del mondo inferiore. Impiego le stesse parole, non importa se mi trovo nel primo livello, nel mezzo o alla fine del cammino. I Kabbalisti non hanno altra possibilità di comunicare tra loro oltre “al linguaggio dei rami”.

Lo stato più basso è lo stesso per tutti e la connessione dei rami con la radice si estende dal Mondo dell’Infinito attraverso la stessa linea che noi uniamo da un mondo all’altro, lungo i 125 gradini ed in tutti i 613 desideri.

Per questo, posso nominare qualunque desiderio dei 125 gradini, prendendo il nome corrispondente del ramo di questo mondo. Per questo i Kabbalisti hanno scelto “il linguaggio dei rami” poiché resta invariabile lungo tutto il cammino dell’avanzamento spirituale.

Questo linguaggio è perfetto e se solo conoscessimo la connessione tra la radice ed il ramo, avremmo la capacità di comprenderlo.

“Lasciare che ogni giorno cominci di nuovo”


Zohar, Capitolo Shmini, Punto 46: “E disse ad Aronne: prendi un vitello”, per espiare attraverso il vitello per colui che aveva peccato, come è scritto “ … e fece un vitello fuso”.

Una delle qualità all’interno di una persona, chiamata Mosè, sale al monte, mentre un’altra, una qualità molto elevata, chiamata Aronne, commette il gran peccato: adorare il vitello d’oro. In questo modo questi due punti estremi lavorano all’interno di una persona.

Un toro-vitello e non un toro-vacca. Il bestiame allude ad un bue, Gevurà di ZA e una vacca allude a Malchut; e Malchut ha tre facce: la faccia di un leone, la faccia di un bue e la faccia di un’aquila. Un toro-vitello allude al bue che si trova in Malchut.

Non dobbiamo cercare di ricordare le parole di questo testo, non importa se tutto parte dalla nostra memoria nei secondi successivi. Non deve preoccuparci. La nostra unica preoccupazione deve essere di provare a sentire le parole che leggiamo nella misura in cui le leggiamo e questo è tutto.

Non dobbiamo cercare di ricordare niente. Quando ascoltiamo una storia del nostro mondo comune, non dobbiamo ricordare cosa significano “una vacca” o “un vitello” o “un uomo”. Sentiamo semplicemente queste nozioni. La stessa cosa si applica alle nozioni spirituali: abbiamo soltanto bisogno che tutte ci si rivelino, invece di ricordarle meccanicamente.

Al contrario, se ricordassimo qualcosa, cadremmo nel pericolo di presumere che già abbiamo raggiunto qualcosa, ma questa sarebbe una menzogna. Ci sentiremmo soddisfatti con cose sbagliate.

Di conseguenza, la cosa migliore è non ricordare niente in assoluto e lasciare che “ogni giorno cominci di nuovo”. Dobbiamo terminare la lezione senza ricordare niente, come se non avessimo letto niente in assoluto. La cosa importante è che ci siamo applicati e abbiamo sperato una rivelazione.

Come entrare nel mondo spirituale?

In uno dei suoi articoli Baal HaSulam spiega che “l’abitudine diventa una seconda natura”. Allora, quale abitudine dobbiamo acquisire leggendo il Libro dello Zohar? Ci siamo abituati ad utilizzare lo Zohar come uno strumento, attraverso il quale, immaginiamo costantemente noi stessi all’interno di uno spazio spirituale, nel quale agiscono le Luci ed i desideri, invece di contemplare questa falsa realtà “esteriore”.

Ci forziamo di approfondire queste qualità interiori, il regno delle forze ed i vettori che creano l’immagine nello “schermo del computer”. Non ci chiudiamo nell’immagine superficiale, ma penetriamo più all’interno, nei desideri e nelle qualità che la creano.

Per questo, il nostro lavoro consiste nello sviluppare l’abitudine di sentirci nel regno delle forze, delle qualità e dei desideri e vedere la realtà solamente attraverso questi. Allora staremo veramente leggendo il Libro dello Zohar.

Un viaggio nella Gerusalemme interiore

Leggendo Il Libro dello Zohar, dobbiamo vedere la connessione tra le forze che si menzionano nelle storie e cercare di classificarle dentro di noi, poiché tutto si trova dentro di noi. Lo Zohar ci da l’immagine di un’altra realtà spirituale non corporea. Dobbiamo cercare di trovarla ed identificarla in noi.

Per mezzo degli sforzi, dobbiamo raggiungere uno stato, nel quale tutto ciò che è descritto nel Libro dello Zohar, comincerà a stabilirsi nei nostri sentimenti e nel cuore. Cominceremo a riconoscere i personaggi e gli oggetti nella forma di qualità e tutte le azione che vengono descritte, nella forma di azioni di dazione o di ricezione. Per esempio, ascoltando le parole: “Yesod”, “Gerusalemme”, “Giacobbe”, “il pozzo”, non visualizzeremo le loro immagini corporee, ma sentiremo immediatamente le loro qualità interiori.

All’improvviso ti accorgerai che: “Tutto il mondo si trova dentro di me!” Questa scoperta sarà una grande sorpresa. Per esempio sentiremo, “Adesso sto scendendo lungo una scala e dopo entrerò in Gerusalemme”; e sarà chiaro che stiamo realizzando tutto questo nell’interiore.

Ciò avverrà gradualmente, come risultato del Libro dello Zohar. Non abbiamo altro mezzo per farlo, come spiega Baal HaSulam nel punto 155 dell’Introduzione al Talmud Eser Sefirot. Per tanto, dobbiamo sempre cercare di riconoscere ed “aggiustare tutto nell’interiore”.

Siamo nati ed esistiti per decadi in questo mondo, essendo passati attraverso una moltitudine di reincarnazioni. Abbiamo Reshimot di tutte le reincarnazioni precedenti e tutto il tempo, siamo in una situazione confusa ed in una percezione falsa di questo mondo; ma possiamo renderci conto che è una menzogna.

Questa presa di coscienza arriverà poco a poco, quando permettiamo alla Luce di lavorare in noi. Non può succedere tutto in un colpo, poiché i cambiamenti che la Luce deve fare in noi sono estremi. La Luce non vuole solo cambiarti, ma deve portarti a questa percezione cosciente. Deve aiutarti a capire e consentire i cambiamenti, ad essere più perspicace e a far si che tutto sia veramente proprio.

Per questo dobbiamo sforzarci e facendolo, partecipare al processo ed essere pronti ad una maggiore pressione ed influenza della Luce.

I nostri sforzi radicano nel connetterci con il gruppo per ricevere da esso l’importanza dello scopo e la percezione corretta. Ciò avviene durante la lettura del Libro dello Zohar, sempre e quando ci sforziamo nello studio come ci spetta, come scrive Baal HaSulam nella Prefazione al Libro dello Zohar.

Scegli l’ascesa, non te ne pentirai!

Nella vita materiale non abbiamo nessuna libertà, però nello sviluppo spirituale possiamo scegliere l’ambiente, il desiderio che l’ambiente ci trasmette e la nostra attitudine verso la società.

Anche se agisco all’interno dei limiti che mi determina questo sistema, in ogni modo posso scegliere in che maniera avanzerò tra i due punti del cammino spirituale, il punto iniziale e quello finale. Non posso cambiare questi punti, perché la meta finale si trova nella radice della mia anima, da dove una volta sono disceso e dove devo ritornare adesso. Per questo è chiaro che non posso scegliere un altro cammino, però posso scegliere come avanzare, come cercare i mezzi per farlo e la possibilità dello sviluppo. In questo modo percepisco la mente del Creatore, divento simile a Lui: ricevo una certa libertà in relazione al mio stato attuale e anche al futuro.

Oggi, dentro di me, c’è una parte dello stato futuro che si chiama AHAP del Superiore. Questo è il mio prossimo gradino, Io+1. Questo gradino già esiste nello spirituale e la sua parte inferiore, AHAP si trova ora dentro di me. Posso rivelare questo stato, desiderare questo stato futuro, cioè sono libero di realizzare questo stato oppure no. Adesso ho la scelta tra “oggi” e “domani”.

Se vivo solo in funzione degli interessi di questo mondo, allora non so niente del “domani”, cioè del prossimo momento; ma cosa posso scegliere? Devo scegliere il futuro.

Quattro stati della percezione

Prendiamo l’esempio dei bambini che instancabilmente, desiderano conoscere questo mondo. Non si stancano di fare 100 volte lo stesso gioco, non gli importa niente, salvo che fare qualcosa tutto il tempo e senza pensare! È così perché la ragione arriva dopo i sentimenti.

Se entri con questa attitudine nella spiritualità, capirai tutto; però se la ragione precede il sentimento, non capirai niente. La conoscenza è l’ultimo gradino dopo tutte le percezioni sentimentali.

Stato 0 (behina shoresh) – Prima sento semplicemente.
Stato 1 (behina alef) – Dopo comincio a capire un poco.
Stato 2 (behina beit) – Dopo mi rendo conto del fatto che tutto proviene dal Creatore.
Stato 3 (behina ghimel) – Divento simile a Lui e capisco le relazioni che esistono tra noi.
Stato 4 (behina dalet) – Conosco, capisco e sento tutte le cause ed effetti, la loro ragione.

Questo sviluppo si produce in questi quattro stati, però solo dopo aver sentito qualcosa per la prima volta; ma prima di sentire qualcosa, la ragione mi disturba soltanto, perché è la ragione di questo mondo!

Lo specchio dei nostri desideri


Domanda: quando mi guardo allo specchio vedo la mia immagine e assumo che non posso contattare e cominciare a lavorare con essa. Allo stesso modo, quando guardiamo la nostra realtà, vediamo noi stessi, cioè, le immagini del nostro desiderio.

Risposta: per questo, Baal HaSulam dice che il mio desiderio è diviso in due parti: una che sento dentro di me, ed una all’esterno. All’interno di una delle due parti sento me stesso, e all’interno dell’altra sento il mondo. Ciò è fatto così di proposito, in questa maniera complicata e contraria alla mia percezione, affinché possa trasformare la parte che si trova al di fuori di me, nella mia sensazione interna: tutto l’esterno, incluso me stesso, devo sentirlo dentro di me, poiché non c’è niente eccetto l’unico desiderio … il mondo.

Non correggiamo la nostra realtà terrena, la sensazione della divisione tra “me” ed il mondo nel nostro livello basso, ma uniamo ambedue le parti del desiderio, ascendendo lungo i gradini della scala spirituale. La nostra realtà è l’ultima, la più bassa; non cambia in base all’ascesa spirituale. Cambierà solamente e scomparirà alla fine della correzione. In quel momento il mondo entrerà nella correzione generale, nella sensazione unica, unita nel desiderio unico: nel Mondo dell’Infinito. L’immagine del nostro mondo non cambia.

La Luce non influenza questa Malchut, questo desiderio, per unire le sue due parti, l’esterna e l’interna. La Luce influisce sul resto dei desideri: sui nostri desideri spirituali, nei quali abbiamo il libero arbitrio. Su essi lavoriamo e sono proprio questi che dobbiamo correggere, perché nel nostro mondo non dobbiamo correggere niente; dobbiamo correggere la connessione tra le anime, dove i nostri desideri di uniscono in un tutto, all’interno del quale riveliamo il Creatore.

Però questo velo di desiderio, nel quale sento me stesso ed il mondo che mi circonda, resta tale fino alla fine della correzione. Il cabalista più grande che è salito fino all’ultimo gradino, il 125°, fino al raggiungimento della correzione generale, sente anche questo mondo, come te! Egli va dal medico per curarsi, cioè, va ad usare tutto questo mondo ed a vedere la realtà divisa nella parte esterna e quella interna; e anche se sa che realmente, tutto esiste in un’altra maniera, userà i suoi cinque organi sensoriali per vederla proprio così! Perché questo livello della realtà non cambia fino alla stessa fine della correzione.

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