
Il Creatore risiede nella connessione di tutte le anime che chiamiamo l’anima comune di Adam HaRishon. Noi, le parti dell’anima comune, correggiamo e rilanciamo il sistema danneggiato delle anime, quando cominciamo a connetterci gli uni con gli altri. In tal modo, si crea una rete multidimensionale dove ogni elemento è collegato agli altri, proprio come gli organi del corpo umano sono collegati attraverso un numero infinito di connessioni.
La connessione tra le anime, una volta esisteva per il piacere di dare al Creatore. In quello stato, tutte le anime erano connesse “come un solo uomo con un solo cuore” per il bene del Creatore. Questo è il significato del versetto: “Lui e il Suo nome sono una cosa sola”, si riferisce allo stato in cui il Creatore e la creazione sono stati un insieme unico nel mondo dell’ Infinito. Tuttavia, tale connessione è stata rotta perché tutti persero la loro intenzione altruistica. Come risultato, il Creatore scomparve, così come la sensazione di Luce.
Questo stato, in cui le anime persero la loro connessione con gli altri, viene indicato come “rottura” o “l’esilio” (dalla spiritualità). Questo è il nostro stato attuale. Ogni persona all’interno di questo sistema è un individuo separato e percepisce solo il proprio piccolo mondo. Egli non percepisce il mondo spirituale, perché può essere percepito solo nella connessione tra di noi. Quando non c’è alcun legame tra di noi, noi percepiamo solo il mondo materiale.
I concetti fondamentali da portare via da tutto questo sono:Quando le anime sono collegate l’una con l’altra egoisticamente – per se stessi, esse percepiscono questo mondo.
Ci siamo appena riuniti in un grande congresso in Israele, il luogo esatto in cui la rottura si è verificata e il primo luogo che necessita di correzione. Pertanto, il Congresso può essere così immensamente potente da interessare tutti noi e il mondo intero, perché porta la qualità di dare più vicino ai desideri egoistici.
Speriamo di riuscire ad unirci con l’aiuto del Lo Zohar, che stiamo studiando adesso. Si tratta di un mezzo attraverso il quale siamo in grado di attirare la Luce Superiore che ci corregge e ci connette.
Lo Zohar parla solo di una persona, all’interno della quale si trova tutto il mondo e di ognuno di noi.
Nella sezione “Percezione della realtà” studiamo che tutto ciò che ci sembra esistere al di fuori, si trova dentro di noi. All’interno della persona c’è tutto questo enorme mondo, che include i minerali, le piante, gli animali e le persone dell’ambiente. Tutte queste sono le proprietà e le forze dell’anima che sembrano esistere al di fuori, ma in realtà, si trovano all’interno.
Nella misura del suo sviluppo spirituale, tutta l’immagine del mondo che la persona vede all’esterno, le sembra sempre più illusoria, e per questo il nostro mondo si chiama “mondo immaginario” e tutta la nostra realtà si chiama “sogno”.
Supponiamo di leggere adesso il racconto nel quale Giuseppe si trova in Egitto con il Faraone, su come arriva Giacobbe con i suoi dodici figli e Giuseppe lo riceve. Si deve capire che si tratta delle forze della nostra anima, le quali esistono all’interno di ogni persona del mondo, indipendentemente dal genere, dall’età e dalla nazionalità.
In ognuno di noi esistono le stesse forze, poiché il Creatore ha creato un grande desiderio di ricevere. Tutto questo desiderio consiste di dieci Sefirot, ognuna delle quali, a sua volta, include dieci Sefirot particolari e così, fino all’infinito.
Questo desiderio si rompe, si disperde, si divide in un’enorme moltitudine di parti lontane l’una dall’altra. Sono anime separate ed ognuno di noi ha la sua anima particolare. Per questo ogni persona include se stessa a tutti, poiché in lei ci sono dieci Sefirot. Tutte le parti di queste Sefirot sono vincolate con le dieci Sefirot dell’anima generale e con le dieci Sefirot dell’anima di ogni individuo.
Risulta che tutto ciò che è scritto nei libri cabalistici, parla di ognuno di noi, dell’anima di ogni persona. Per questo, leggendo lo Zohar, sugli avvenimenti, come se avvenissero al di fuori di noi – sui fatti storici, le descrizioni della natura, le persone e gli animali – devo provare ad interpretare questo linguaggio a livello interiore, dal momento che tutti questi fatti raccontano ciò che avviene dentro di me, delle forze della mia anima, dei miei desideri e delle qualità che si trovano in lotta o sono vincolati tra loro secondo certe relazioni e calcoli.
Devo entrare e studiare questo sistema interiore dell’anima. Studiandolo e riconoscendolo, comincerò a vedere all’interno delle proprietà del Creatore e delle Sue Forze, attraverso le quali Egli mi influenza. Lo vedrò all’interno, mettendo in moto tutte le mie forze.
Per questo, leggendo lo Zohar, dobbiamo concentrarci dentro di noi, provando a vedere le forze delle nostre anime dietro ogni parola.
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Lo Zohar apre il mondo per noi

Lo Zohar, Capitolo Miketz, Punto 113) “E Giuseppe era l’inviato sulla terra”. Giuseppe è il solo, ZA, poiché Giuseppe è Yesod di ZA, che esercita dominio sulla luna (Nukvà), la illumina e la nutre. Lui è il fornitore di tutta la gente della terra, poiché tutti sono nutriti da questo fiume che fluisce dall’Eden, il quale è Yesod, chiamato “Giuseppe” e da lì le anime nascono per ogni persona. Ed è per questo che tutti si chinano davanti a questo luogo, poiché non c’è niente nel mondo che non dipenda dalla sorte, che è Yesod.
Tutto dipende dalla Luce del Riempimento e la Luce della Correzione che arriva da Yesod a Malchut e alle anime che sono incluse in Malchut. Malchut può ricevere queste Luci quando, insieme a tutte le anime in essa, raggiunge l’equivalenza della forma con Yesod.
Yesod contiene tutte le qualità che sono al di sopra di essa, tutte le Sefirot di ZA. Se le anime in Malchut sono capaci di raggiungere l’unità ed essere come una, come Yesod, allora esse ricevono la Luce chiamata Mazal, (sorte) che le corregge.
Per questo la condizione per ricevere la Torà è di “amare il prossimo come se stesso” ed unirsi “come un uomo con un solo cuore”. Se siamo pronti per questa unione (a prescindere dal non essere capaci che accada, poiché solamente la Luce compie tutte le azioni), allora la Luce realizza questo in risposta al nostro desiderio.
Se desideriamo unirci, allora anche se questa aspirazione è in Lo Lishmà, cioè è puramente esterna ed artificiale, tuttavia, la Luce lo capisce e ci influenza. A causa della differenza tra i nostri livelli, la Luce capisce allo stesso modo in cui noi capiamo i nostri figli. Noi sappiamo ciò che ognuno di loro può fare nel suo livello, in conformità alle sue caratteristiche e qualità.
Se in accordo alle condizioni delle nostre anime, queste sono pronte a connettersi tra loro e ad essere equivalenti a Yesod, allora esiste un punto di contatto tra Malchut e Yesod; e le anime all’interno di Malchut ricevono la Luce che Riforma. Per tanto, è scritto che tutto dipende dalla sorte (Mazal), la Luce che viene da Yesod a Malchut.
Domanda: cos è il “sogno” menzionato dallo Zohar?
Risposta: il nostro organo di percezione (il vaso, il kli) si chiama “desiderio di ricevere”. In esso, sentiamo noi stessi e l’ambiente, il mondo; ma sentiamo soltanto ciò che viene captato dai nostri organi sensoriali, cioè, solo ciò che è determinato da essi come necessario, ciò che si trova in somiglianza con questi.
Non sentiamo niente dello spirituale, della dazione o dell’amore e non sentiamo l’altro mondo, che si basa non sulla ricezione, ma sulla dazione. Anche il nostro stato non è ancora il sogno dello stato spirituale, ma si trova al di sotto di quest’ultimo. È ciò che si chiama “kista de hayuta”, una tenue luce che ci vivifica.
Questa luce – reshimo (il gene informativo) – ci da la sensazione dell’esistenza in una realtà, affinché, a partire da questa, possiamo elevarci allo spirituale.
Questa realtà – che appare adesso innanzi a noi – successivamente scompare. Questa sensazione ci viene data principalmente affinché nel nostro sviluppo spirituale ci sentiamo indipendenti dal Creatore e possiamo svilupparci autonomamente.
Il livello del “sogno” si trova al di sopra della realtà di questo mondo, ma esistono molti tipi di sogni, cattivi e buoni. Lo Zohar ci racconta dei sogni dei ministri del Faraone, dei sogni di Giuseppe.
C’è un sogno nel quale la persona entra in forma intenzionale, scendendo da un livello più alto ad uno inferiore, al livello del sogno. C’è un sogno quando arriva la notte, ossia l’oscurità spirituale, e noi dormiamo. In esso allora, ci viene un sogno su una parte del Mondo Superiore.
Da un lato il sogno arriva dall’unione con un livello più alto. Dall’altro lato, per questo, è necessario perdere il livello inferiore; però in ogni caso, si tratta degli stati del nostro desiderio, che può essere in un livello completamente disconnesso dallo spirituale, in un livello di questo mondo o in uno più alto che è un po’ connesso con lo spirituale ed è chiamato “sogno”.
Il sogno non è il mistico, ma la realtà nella quale si trova l’uomo che si eleva al di sopra dei gradini spirituali; o egli avanza ed entra in forma intenzionale nello stato del sogno, oppure questo stato gli viene dato dall’alto.
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Domanda: che connessione c’è tra il terremoto in Cile e la correzione dell’intenzione?
Risposta: diretta! Tutte le forze della natura, nei livelli inanimato, vegetale, animale ed umano, sono dirette alla correzione dell’uomo. Tutte queste sono incluse nell’uomo.
Baal HaSulam scrive in molti dei suoi articoli, che i livelli inanimato, vegetale, animale ed umano, sono inclusi nell’uomo e dipendendo da lui, ascendono e discendono insieme a lui.
La natura inanimata, vegetale ed animale del nostro mondo è una proiezione dei nostri livelli interiori: inanimato, vegetale ed animale.
Per questo, se non possiamo dominare la nostra natura interiore, se non riusciamo a correggerla, allora vediamo in quale modo questa si manifesta all’esterno.
È detto che prima del peccato di Adam HaRishon, il mondo era perfetto, un paradiso e dopo il peccato, divenne un inferno.
Il cambio di intenzione dell’uomo dalla dazione alla ricezione, trasforma il paradiso in inferno.
Adesso scopriamo questo in noi stessi; ed in avanti ci aspettano enormi disastri se non preveniamo il colpo e non gli diamo rimedio.
Speriamo di poterci riuscire.
Domanda: se lo Zohar parla dei veri stati, come capire correttamente il terremoto che c’è stato in Cile?
Risposta: due forze opposte, delle quali ci parla lo Zohar, discendono nel nostro mondo. Vediamo le loro manifestazioni nelle persone e nei popoli.
Ancora non vediamo il vero ordine di sviluppo, perché ancora non siamo arrivati alla realizzazione della metodologia della Kabbalah, alla linea media.
Solo allora vedremo che tutto ciò che avviene è per il nostro bene, arriva nella combinazione corretta delle forze opposte per la realizzazione corretta e ci porta alla prosperità, alla perfezione, alla salute, alla sicurezza, all’armonia universale e come risultato di ciò, all’unione con il Creatore.
Però fintanto che non cominciamo la correzione, fintanto che la scienza della Kabbalah non si sia diffusa nel mondo e nei popoli non sentiamo il loro destino comune, che è trovare la linea media nella combinazione tra loro, non potremo giustificare e vedere la necessità delle sofferenze che sono cadute sul popolo di Israele nel corso di tutta la sua storia, o adesso sul popolo del Cile e prima ad altri paesi.
Ci è ancora sconosciuto ciò che la Natura ci prepara in futuro, se non ci affrettiamo ad usare la Luce Superiore per avanzare verso il Creatore invece di aspettare che le forze della Natura ci obblighino a farlo attraverso le sofferenze e le disgrazie.
Per questo è necessario divulgare il più possibile la scienza della Kabbalah e vedere in essa l’unico mezzo per avanzare lungo la linea media. La linea media è la salvezza.
Le due forze, la sinistra e la destra, sono molto distruttive; la destra agisce in maniera così poco evidente che non la sentiamo immediatamente, ma può condurci a conseguenze indesiderabili, non meno della linea sinistra.
Per questo dobbiamo aiutarci reciprocamente a divulgare la scienza della Kabbalah nella maniera più ampia possibile, poiché in questa maniera il destino è nelle nostre mani. Allora ci salveremo da tutte le disgrazie.
In altra maniera, ci aspettano colpi a raffica. I profeti hanno scritto riguardo agli avvenimenti orribili che devono accadere nel mondo durante la nostra epoca, se non interveniamo su quello che accade.

Nella spiritualità, il sogno è un modo particolare per percepire la Luce. Si tratta di uno stato del desiderio relativo alla Luce in cui non uso il desiderio perché non ho alcuno schermo. Questa è la ragione per la quale il sogno è chiamato “1/60 della morte”.
Naturalmente non stiamo parlando dei sogni che si fanno di solito, ma di uno stato spirituale in cui utilizzo la parte più piccola di tutti i desideri che sono rivelati in me. Io percepisco la realtà e la mia relazione con il Creatore solo in questa parte.
“Addormentarsi” significa iniziare un nuovo periodo, un nuovo livello, quando cioè un vecchio stato finisce ed io incomincio a lavorare in uno nuovo, sebbene con dei desideri non corretti. Per questa ragione li percepisco come l’oscurità, la notte, uno stato di sonnolenza, in cui tutte le parti del Partzuf spirituale (l’anima) – la sua testa, il dorso e le estremità (Rosh, Toch, Sof) – sono sullo stesso livello, e non c’è alcun rivestimento della Luce Interiore dall’alto verso il basso.
Tutta la Luce se ne è andata, ed è rimasta sono una flebile luminescenza nel Kelim, che le anima. Questo si chiama sogno (Kista de-Chauta). Quando non riesco a percepire o a capire niente, quando vivo la sensazione di un sogno, questo si chiama “1/60 della morte”.
Da questo stato o punto, devo svegliarmi ed innalzarmi fino al mio massimo (GAR). E allora, insieme ai miei nuovi desideri, mi lascerò andare ancora al riposo. E così questi stati si succederanno uno all’altro, ciclo dopo ciclo.
All’inizio mi arrendo alla Luce Superiore, lasciando che si prenda cura di me come un embrione dentro l’utero materno. E più riesco ad annullarmi, e di più questa Luce mi aiuta a crescere.
In seguito incomincio ad annullarmi concretamente, sopprimendo il mio desiderio di godere con tutta la mia forza. E allora il mio Partzuf svuota se stesso della Luce e si mette a sognare, fino a quando incomincia un nuovo giorno, e con esso, un nuovo livello.