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La vita sotto anestesia


Domanda: se lo Zohar dice che tutto avviene solo all’interno della persona, allora perché sentiamo le sofferenze nel mondo materiale, nel mondo fisico?

Risposta: ma cosa è il mondo materiale? Divido così: dentro di me, che è la percezione interiore, e ciò che è esteriore, il mondo. Attualmente, mi sembra che in qualche posto al di fuori di me c’è stato un terremoto in Haiti o cade un aereo o avviene un incendio. Si tratta semplicemente della mia mancanza di percezione vera della realtà, perché tutto ciò avviene in me e non lo sento.

È come se qualcosa avvenisse ai miei piedi e non la sento, come se mi avessero fatto un’anestesia.

Imparare dalla Natura

Su di noi agiscono due forze. Dentro di noi cresce il nostro ego e ci allontana l’uno dall’altro, secondo la misura del nostro odio; però, dall’altro lato, c’è una forza esterna che ci avvicina in un cerchio, e non abbiamo scelta! Anche se non ho scelto di trovarmi nella connessione globale con tutto il mondo e non lo desidero, il Creatore ha disposto in questa maniera.

Cioè, da un lato, si sveglia in me una forza negativa rispetto agli altri e dall’altro, tutti gli altri mi circondano in un cerchio così stretto che non ho dove nascondermi. Così cado sotto la pressione di queste due forze. Ciò è fatto in maniera intenzionale, affinché io non abbia via d’uscita.

Ognuno, senza eccezioni, romperebbe con piacere tutte le relazioni tra i paesi e le civiltà; però riveleremmo che dipendiamo anche da alcuni paesi molto piccoli che apparentemente non decidono niente. Nessuno al mondo può vincere alcuni pirati in Somalia, ed esiste ancora una moltitudine di altre simili formazioni terroristiche.

Perché non possiamo distruggerli? La Forza Superiore non lo permette. Tutti noi dipendiamo gli uni dagli altri e non c’è luogo dove nascondersi. Nel mondo ci sono 180 paesi. Vedremo quali problemi si riveleranno quando si rivelerà la nostra dipendenza reciproca.

Immagina cosa accade quando hai una gamba lesionata. Apparentemente è un dettaglio, però la testa comincia a non funzionare, non presti attenzione a nulla. Questo piccolo dolore non ti lascia lavorare normalmente. Non possiamo vincere neanche un paese terrorista, perché non abbiamo unità!

Se tutto il mondo agisse congiuntamente, chiuderebbe loro tutte le banche, smetterebbe di comprare il petrolio e fatto! Cosa potrebbero fare? Il giorno seguente non avrebbero niente. Chiuderebbe loro tutte le frontiere: non entrano, né escono.

Quando un corpo estraneo, come una scheggia, penetra nel nostro organismo, questo la isola immediatamente in un capsula e comincia a tirarla fuori, fino a che si rompe l’ascesso e questo corpo estraneo esce fuori con il pus.

Ci comportiamo forse così in relazione ai terroristi? No, perché non c’è consenso mondiale; ma dobbiamo imparare dalla Natura ciò che va fatto con loro.

Non è richiesto di distruggerli. È richiesto solamente di arrivare ad un consenso universale sul fatto che non si entri in contatto con quella parte dell’organismo generale.

Si correggerebbero molto rapidamente. Non esiste influenza più forte.

Unisciti ed andiamo insieme!

Domanda: durante la lettura dello Zohar, non posso resistere alla materializzazione di tutte queste immagini. Cosa posso fare?

Risposta: nel Libro dello Zohar esiste una forza speciale, la quale sente colui che comincia a comunicare con essa; però, per essere preparati a questo, è necessario attraversare un periodo di preparazione. Per questo, abbiamo cominciato in seguito a studiare Lo Zohar, ma ci siamo preparati per questo per molti anni. Non è stato facile attraversare un cammino così lungo. Ciò permette alla persona di trattare lo Zohar in altro modo e permette allo Zohar di influenzarci in altra maniera.

Le persone che si uniscono allo studio dello Zohar solo adesso, senza passare attraverso questa preparazione, devono includersi in noi in misura maggiore. Essi devono annullare se stessi in misura maggiore ed allora riceveranno la stessa preparazione che abbiamo avuto noi.

Abitualmente, durante la lettura dello Zohar, la persona si trova in confusioni interne più profonde rispetto ai pensieri sul mondo materiale: cibo, sesso, famiglia, denaro, potere, conoscenza. Lo Zohar agisce in maniera molto più forte e profonda; semplicemente all’uomo manca la connessione con noi.

Al che in verità è preparato, gli possono anche apparire determinati ostacoli, ma essi saranno già quei “peccatori” che si scoprono con il proposito della correzione e potrà risolverli rapidamente.

Non c’è essere umano senza il Creatore e non c’è il Creatore senza l’essere umano

Dare meno di quanto è possibile non si chiama dazione. La linea media è costruita così. Essa non può nascere se non osserva la misura esatta: il massimo della dazione.

La linea media non esiste a priori e non conosciamo la sua misura; però la linea media è la tutta la persona dentro di noi, persona che vogliamo rendere simile al Creatore.

Allora, come costruire ed iniziare questa linea media secondo l’immagine del Creatore, che consiste di due forze: la maschile e la femminile, destra e sinistra? Non sappiamo cosa è questa unione e che forma deve avere questa creazione che si chiama essere umano. Quando nascerà si chiamerà “io”. Prima di ciò, io non esisto …

Ciò non è conosciuto in anticipo, poiché non vedo il Creatore! Quando termino questo lavoro, avendo costruito esattamente 10 Sefirot, non 9, neppure 11, allora ciò che si ottiene si chiama Creatore: “Vieni e vedi (Bo-Rè). Lì rivelo me ed il Creatore uniti. Non si può rivelare l’uomo senza il Creatore, così come nemmeno il Creatore senza l’uomo; si rivelano solamente nell’unità.

Non abbiamo né esempio, né immagine della linea media. Dobbiamo cercare e chiedere, ed allora cominciamo a trovare gli esempi, i legami, cominciamo a percepire il gioco che ha il Creatore con noi, svegliando in noi differenti sensazioni e dandoci indizi, affinché troviamo la linea media.

In altro modo non possiamo capirla, se non la cerchiamo e proviamo ad immaginare che ci troviamo nell’oscurità.
In ciò consiste tutta la nostra arte, il lavoro della costruzione del “Tempio”, che è la rappresentazione dell’immagine del Creatore in tutti i livelli del nostro desiderio: inanimato, vegetale, animale ed umano.

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“Il Creatore si trova tra il suo popolo”


Domanda: perché il prossimo congresso si chiama “Lo Zohar per il popolo”? Non è un titolo troppo sfarzoso?

Risposta: lo Zohar è la luce più grande che ci arriva dal sistema di Arich Anpin, la Luce che ci corregge.

“Per il popolo” significa che noi desideriamo unirci, come è scritto: “Mi trovo tra il mio popolo”, cioè, all’interno delle persone che si uniscono in un tutt’uno per rivelare il Creatore in questa unione, che è la Luce, l’amore e la dazione.

Per questo, il congresso si chiama così. Noi cerchiamo di avvicinarci ed unirci come parti divise e la Luce ci influenzerà ed unirà tutti, come un adesivo che entrerà tra noi. Considerando che la Luce dello Zohar influisce sul popolo, il congresso si chiama “Lo Zohar per il popolo”. Non c’è niente di mistico in questo.

Si tratta della correzione dell’uomo, della società, del mondo. Mi sembra poco probabile che qualcuno possa essere contrario … La Kabbalah rivela all’uomo solo le cose buone ed utili.

A quanti anni di studi equivale un congresso?

Domanda: se pensiamo ad una bilancia spirituale, un congresso cabalistico grande, dedicato al libro dello Zohar, come quello che si celebrerà a Febbraio, quanti anni di studi potremmo sostituire con esso?

Risposta: potrò dirlo dopo il congresso, quando potrò valutarlo. Per ora non lo so, perché tutto dipende la lei! Dipende dalla forza della sua unione! Così fortemente desidererà il cambiamento interno, in quella misura ognuno desidererà elevarsi al di sopra del suo egoismo.

Da questo dipenderà la sua correzione. Dall’alto non ci sono limiti, tutti i limiti provengono solo da noi stessi.

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Il libro dei libri


Lo Zohar è il nome della Luce che arriva dalla testa di Arich Anpin, dallo stato della Fine Correzione, attraverso questi dieci grandi cabalisti che rappresentano le dieci Sefirot di base, HaVaYaH completo. È il sistema più originale e superiore che è disceso da un certo livello.

Baal HaSulam ce lo avvicinò ancora di più. Risulta che ci troviamo in una relazione con uno stato più alto. Tutto questo è fatto per noi! Il Talmud delle Dieci Sefirot è un libro speciale; però è scritto in una tale maniera che distrae la nostra mente e non siamo capaci di connettere anche con il sentimento.

Può essere che dopo lo Zohar, possiamo cominciare a leggerlo correttamente. Lo Zohar – che si dirige al sentimento – insieme al Commentario Sulam – che si dirige alla mente – ci muove in queste due direzioni, in maniera tale che non siamo capaci di resistergli.

Lo Zohar è la rivelazione del sistema superiore, nel quale puoi premere i bottoni; e non sai quale premere, ma il sistema li traduce in influenze corrette. Il livello superiore – il cabalista – comprende ciò che desideri. Egli ti da, non ciò che chiedi con il tuo grido, ma ciò che è conforme alla tua necessità interiore, ciò di cui realmente necessiti e funziona in concordanza con questo.

Per questo è scritto che il Libro dello Zohar è il libro più speciale di tutti i libri cabalistici.

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Dove è la mia anima?


Nell’Introduzione al Libro dello Zohar, Baal HaSulam spiega che la scienza della Kabbalah esamina tutto ciò che è relazionato all’anima. La ragione è che noi non siamo in realtà coscienti di niente al di fuori di noi stessi, anzi, riveliamo, percepiamo e valutiamo le cose attraverso i nostri sentimenti.

Per tanto, quando leggiamo i processi che avvengono tra Zeir Anpin, Binà, e Malchut, e la connessione e le azioni tra essi, tutto sta avvenendo dentro di noi nella connessione tra gli altri e me. Impariamo quello che succede nella nostra anima o ciò che la nostra anima sente e ci rivela. Ciò che sente e rivela si trova solamente dentro.

Questa connessione, gli altri ed io, è di fatto la mia anima. Tuttavia, adesso noi sentiamo che esistiamo nel nostro corpo materiale interiore; questo è il nostro mondo perché non percepiamo niente di più.

5 grammi d’oro da 100 kg di minerale

I dieci alunni di Rabbi Shimon che crearono il Libro dello Zohar, sono le dieci Sefirot dell’anima corretta; e per questo essi possono portarci lo splendore superiore (Zohar), la Luce che arriva dalla testa di Arich Anpin. Essa è la Luce della fonte più elevata, che può arrivare fino a noi.

Quando cerco di trovare in me qualche qualità della quale mi parla il Libro dello Zohar, devo capire che, anche nel mio piccolo livello, esistono le dieci Sefirot complete, anche se adesso non le posso distinguere in una goccia del mio desiderio. Per ora, è semplicemente un desiderio senza nessuna direzione; però in questa goccia di seme è incluso tutto ciò che accadrà in seguito: tutte le qualità e tutta la vita. Lì manca soltanto il mio sforzo, che devo aggiungere a questa goccia di seme, ed allora da essa di svilupperà un uomo!

Lo sforzo arriva quando lavoro con l’ambiente, con il gruppo e con il libro. L’ambiente mi da un desiderio più grande nei confronti del proposito spirituale e la cosa più importante, il desiderio corretto. A volte l’uomo ha un desiderio ardente e gli sembra che non gli manchi il gruppo, ma non capisce che il suo desiderio non è contrastato e non può essere diretto verso la meta se non passa attraverso il gruppo.

Questo non sarà mai diretto al Creatore, perché il Creatore si scopre nella connessione tra noi, tra le anime. Per questo, dobbiamo passare attraverso il gruppo qualsiasi nostro desiderio e ricevere da esso la forza per la connessione e la dazione. Se ardi semplicemente di desiderio verso la Kabbalah ed il Creatore, ciò non vale niente al momento. Ancora non desideri la spiritualità. Bisogna sapere che la spiritualità è dazione, amore verso il prossimo; e questo ancora non lo desideri tanto …

Per questo hai bisogno di passare il tuo grande desiderio, con il quale sei arrivato, attraverso il gruppo; ed allora vedrai quanto è veramente diretto verso la spiritualità. È possibile che da 100 kg di desiderio, con il quale stai ardendo, ti restino solo 5 grammi, ma questi 5 grammi sono diretti verso la meta e con essi potrai veramente dirigerti al Creatore.

Con quei 100 kg arderai semplicemente trovandoti nello stesso posto, senza muoverti verso nessuna direzione.

Per tanto, dobbiamo introdurre la nostra goccia di seme spirituale in un ambiente corretto e ricevere le forze di dazione e la direzione all’interno dello stesso, affinché mi modelli come una pasta da mettere al forno per cuocere il pane.

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Chi è il protagonista nel film della vita?


La domanda che ho ricevuto: Ogni film ha un protagonista. Chi è il protagonista nel film della vita?

La mia risposta: Ogni uomo comune che vive in questo film è il protagonista. Nessuno sente di essere un attore, e tutti sono convinti che la vita sia reale!

Ecco perché la vita è come un sogno. Quando facciamo un sogno intenso, viviamo delle emozioni forti come la gioia e la paura, e ci svegliamo impressionati sia nel bene che nel male. Nello stesso modo alla fine ci sveglieremo alla Gmar Tikkun (la fine della correzione) e ci renderemo conto che la vita è stata solo un film.

Possiamo rendercene conto anche oggi, usando la Luce dello Zohar che illumina il nostro stato attuale. Ma fintanto che esistiamo in questo film e continuiamo a sentircene parte, non possiamo scollegarci e perciò ci vediamo dall’esterno.

Quando la Luce compie la più piccola correzione dentro di noi, e uniamo una parte di un desiderio esterno ad uno interiore, cominciamo a vedere questo film per quello che è, e comprendiamo l’illusione in cui siamo vissuti prima di questa scoperta. Oggi siamo delusi non solo dal mondo che ci circonda, ma anche da noi stessi. Abbiamo così tante maschere di falsità che perfino noi stessi non ci conosciamo affatto.

In un sogno possiamo vederci come degli eroi – in sella ad un cavallo, in volo verso la luna – ma è solo un film, e poi ci svegliamo nel nostro letto. Tuttavia, mentre ci uniamo al Kli esteriore e lo rendiamo interiore amando i nostri amici come amiamo noi stessi, riveliamo la Luce Superiore attraverso questa correzione. Il che succede quando ci svegliamo da questo sogno e incominciamo a vivere in un mondo di verità.

Infatti, i desideri possono essere uniti solo se li utilizziamo per la dazione, perché ci uniamo alla parte esteriore, che odiamo. Allora incominciamo a prenderci cura di questi desideri esteriori più di noi stessi e siamo poi disposti a dare ai nostri amici tutto ciò che abbiamo.

Correggiamo questa illusione che è il nostro desiderio egoistico. Il Creatore ci ha dato questa realtà divisa in due solo per darci la possibilità di raggiungerLo. Nella realtà, tutti i nostri Kelim sono nella parte esterna. Ognuno di noi deve solo cambiare il proprio atteggiamento verso se stesso: invece di amarci come facciamo, dobbiamo uscire da noi stessi, e portare dentro di noi ciò che adesso ci sembra essere al di fuori. Questo è il modo in cui correggeremo tutti i nostri Kelim.

All’interno di essi, percepiremo il Creatore, la Forza Superiore che agisce dentro di noi, l’intenzione di donare, attraverso la quale ci uniremo come una cosa sola.