Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Sei stato scelto tra miliardi di anime

Solo grazie al libro dello Zohar possiamo uscire dall’esilio verso la liberazione e certamente, adesso siamo in uno stato speciale. Dobbiamo ringraziare il Creatore che ci ha scelti per questa missione. Dall’altro lato, è un’enorme responsabilità.

Dobbiamo credere che il Creatore ci condurrà attraverso tutti gli ostacoli e che questi ci fortificheranno.

Sento timore ed ispirazione ed insieme a questo sono molto emozionato e sento una tensione interiore. Dobbiamo renderci conto della nostra enorme responsabilità.

Tutte le generazioni di cabalisti – persone che hanno concepito il proposito della Creazione ed il desiderio del Creatore – sono nello stesso sistema al quale vogliamo appartenere.

Essi hanno ottenuto la loro correzione in questo sistema frammentato dell’anima comune Adam HaRishon ed hanno preparato questo sistema per noi, affinché possiamo riceverlo come un sistema globale, nel quale si rivelano non solo le anime individuali corrette, come accadde prima del tempo del Rabash.

Egli è stato l’ultimo nella catena dei cabalisti che ci ha trasmesso la Kabbalah, la metodologia della correzione. Queste anime sono state disseminate in tutte le generazioni, come gocce nel mare.

Adesso, per la prima volta nella storia dai tempi dell’ultimo esilio, desideriamo ottenere la liberazione ultima e definitiva. Si tratta del vero esilio in Egitto.

Inoltre, questo esilio ha luogo in un tempo molto speciale, precisamente prima della festa di Purim (che simboleggia la Fine della Correzione). Sono condizioni uniche.

La direzione spirituale del gruppo

Domanda: Quanto tempo ancora lei dirigerà il gruppo?

Risposta: L’alunno deve essere preparato in ogni momento, a restare senza maestro, sapendo che avrà appoggio. Avanza colui che, costantemente, esige di essere indipendente.

Hai il Creatore, il metodo ed il gruppo. Hai già tutto il necessario, quando ti trovi sempre nello stesso livello degli altri.

Ma come salire al successivo gradino senza una guida? Per questo è necessaria la decisione collettiva, perché lo stato successivo è un’unione più forte tra gli amici.

Può essere che non esista un capo riconosciuto, nominato dal maestro precedente o che si distingua in qualche modo. In ogni caso, nessuno può prendere la leadership con la forza, l’intelligenza o l’astuzia.

La cosa più sicura, idonea, è quando il gruppo prosegue il cammino unito, compiendo le decisioni collettive della sua “direzione spirituale”.

In questa direzione non ci sono le menti brillanti né gli specialisti emergenti, ma gente capace di prendere decisioni congiunte, comuni. Qui non c’è posto per gli altri, poiché manca loro la sensibilità verso il processo di sviluppo del gruppo.

Alcuni sono ancora accecati da interessi particolari. Non sono capaci di chinarsi davanti al gruppo. Non sono influenzati sufficientemente dallo spirito del cammino. Si sbagliano, perché ancora non si sono inclusi nella direzione comune.

È possibile che siano influenzati dall’ambiente esterno. Ci sono diverse cause.

Nella direzione spirituale ci deve essere gente che non commetta errori in merito alla decisione collettiva, che non dipenda dalla pressione di qualcuno di loro e ancora di più, di qualcuno dall’esterno.

Non solo hanno il diritto, ma devono cacciare immediatamente chiunque vada ad ostacolare il lavoro o a dichiarare la sua superiorità.

Così sono le leggi spirituali e dobbiamo crescere in accordo ad esse.

La casa della porta delle intenzioni

Domanda: Che libro è il Beit Shaar HaKavanot che abbiamo cominciato a leggere oggi? Quale deve essere la corretta attitudine durante il suo studio?

Risposta: Il titolo di questo libro dice tutto: Beit Shaar HaKavanot (La casa della Porta delle Intenzioni) significa “i principi delle intenzioni”.

L’intenzione durante il suo studio deve essere la stessa che durante lo studio di altri libri cabalistici, cioè, deve essere diretta allo sviluppo dell’anima.

Tutto ciò che leggo influenza in diversa maniera il mio cuore e la mia mente (a livello materiale) e dipende dallo stile dell’esposizione, in tutti i livelli del PARDES (pshat, remez, drush, sod: il semplice commento, l’allusione, la parabola, il mistero). Uno dei libri influenza di più i miei sentimenti ed un altro influenza di più la mia mente. In quanto al terzo, non lo capisco completamente.

Devo cercare di tirar fuori da questo libro solo una cosa: la forza della dazione, la luce che riporta alla fonte!

Insieme a questo, devo cercare di unirmi con questo libro il più forte possibile, cercare di comprenderlo.

Questa ultima cosa devo realizzarla una volta ottenuta l’intenzione corretta per poter ricevere detta forza o la luce della dazione nella massima forma.

Non si può aspirare alla conoscenza invece della correzione. In caso contrario, ciò viene definito “razionalizzare piuttosto che fare”.

Il ciclo perpetuo della vita


Domanda: Quando una persona termina il suo gradino anteriore che scompare e diviene la sua “tomba”, sa che ritornerà alla vita cominciando dallo stesso gradino?

Risposta: Ciò non la preoccupa; non può restare nel suo vecchio desiderio. Questo desiderio diventa ripugnante per lei!

Tutto muore, è impossibile vivere in questo gradino, perché diventa un gradino di ricezione mentre lei vuole vivere con una grande dazione.

Non la preoccupa ciò che la attente in avanti, lei non può restare dove è perché significa la morte per lei.

La sensazione della morte nel suo livello anteriore gli porta la rinascita nel successivo livello. La tomba diventa l’utero e tutto comincia a svilupparsi di nuovo, fino a che l’utero diventa un’altra volta la sua tomba (l’utero, “rechem”= tomba, “kever”). In questa maniera il gradino inferiore diventa il gradino superiore. Così noi avanziamo.

Però non riceviamo niente di preparato dall’alto, lavoriamo con lo stesso desiderio che investighiamo nella sua profondità grazie alla luce che riporta alla fonte e riveliamo che non possiamo restare di più in questo desiderio e che dobbiamo nascere nel nuovo livello, costi quello che costi!

Stiamo correndo al buio! Non vediamo davanti a noi un gradino nuovo che sia illuminato dalla luce! Questo è come l’esilio in Egitto: in oscurità, di fretta, con un desiderio di fuggire.

Poiché il mio stato attuale diventa totalmente intollerabile per me, meglio una morte invece di una tale vita. Dunque allora io nasco …

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La somministrazione per il cammino che ancora resta


Domanda: Può avanzare il gruppo che resta senza maestro?

Risposta: Tutto il necessario si trova nelle decine di migliaia di lezioni che si trovano nel nostro archivio. Quanto più si uniscono, più gradini scopriranno in esse.

Tutto dipende dal Kli, dal vaso e non da chi lo sta riempiendo. Nelle lezioni di dieci anni fa scoprirete cose nuove in altri di dieci (anni). Tutto dipende dal “utente”, dalla sua sensibilità e dalla sua apertura.

Negli stessi materiali scoprirete nuovi livelli. I cambiamenti interiori vi permetteranno di fare scoperte sempre più profonde. Grazie all’unione scoprirete nelle lezioni precedenti tutti gli stati posteriori.

La scomparsa del maestro non è una fine. La vita continua, dall’alto arriva la nuova forma di direzione ed il gruppo avanza. Così deve essere il processo di crescita.

Seguiamo lo stesso principio rispetto alla nostra attitudine verso il bambino, man mano che va crescendo. Con il tempo, lui stesso comincia a sentire la necessità della separazione.

Durante un periodo, all’uomo viene dato un maestro, però dopo gli viene tolto. Il maestro riceve un altro compito ed anche l’alunno. Bisogna trattare questo argomento come una corrente infinita delle connessioni tra i Kelim

Cambiare strada: verso la contemplazione esterna


Domanda: Realizzando i nostri desideri a livello dell’impressione, stiamo obbligando la materia ad essere più benevola?

Risposta: Tutti noi siamo creati del materiale che viene chiamato “il desiderio di dilettarsi”.

Sotto l’influenza della Luce, questo desiderio ha raggiunto il suo peggiore stato: gode solo per ricevere ed ha solo conto di se stesso, è egocentrico e sente solo ciò che avviene dentro di sé. Questo “cortocircuito” crea in lui l’immagine di questo mondo.

Correggendo il nostro desiderio, sentiremo la realtà che è al di fuori di esso. Ciò che sento al di fuori del mio desiderio, in altri desideri, viene chiamato il superiore, il mondo spirituale. Lì viviamo una vita eterna.

Tutta la correzione consiste nel sentire la nostra esistenza non dentro, ma al di fuori; e la difficoltà è solo psicologica.

Perché alla fine desideriamo godere, cercando di fare qualcosa di buono; e raggiungiamo davvero il bene infinito, però solo a condizione di uscire da noi stessi.

Nell’uscire al di fuori, comincio a relazionarmi con la materia della creazione – con il desiderio di dilettarmi – come me stesso, perché tutto questo desiderio è mio. Allora essa diventa benevola.

L’influenza segreta del Libro dello Zohar


Domanda: E’ evidente che ogni libro influenza l’essere umano, anche se questo tratta di cibo salutare e nutriente.

Quando leggiamo gli articoli del Rabash sul gruppo o gli articoli Matan Torah e Arvut (la Garanzia Spirituale) di Baal HaSulam, è chiaro che essi parlano dell’unione.

Leggendo il Libro dello Zohar, crediamo che anche i cabalisti scrivessero sull’unione, ma ciò non è chiaro nel testo in sé. Come un testo di questo tipo influisce sull’uomo?

Risposta: Ci sono libri che influiscono sulla coscienza. Per esempio, stiamo leggendo un libro con ricette di cucina ecologica. Capiamo di cosa si tratta e ciò influenza la nostra mente.

Poi esiste il libro dello Zohar, scritto in maniera tale che non si dirige alla nostra mente terrena, perché non possiamo capire di cosa ci parla. Non siamo creati con la ragione spirituale ma dobbiamo raggiungere questo livello che per il momento non abbiamo.

Per questo non possiamo comprendere di cosa parlano gli autori del libro dello Zohar. Per farlo dobbiamo ascendere al livello della loro comprensione e delle loro sensazioni.

A volte, possiamo già sentire in noi questi cambiamenti, quando percepiamo all’improvviso quello che prima non potevamo captare. All’improvviso vediamo che esiste un altro angolo totalmente diverso, un altro punto di vista, più interno, che non esiste in questo mondo.

Per ora ciò avviene nella nostra intenzionelo lishmà” (per la ricezione). Continuando, quando capiremo cosa significa “lishmà” (per la dazione) scopriremo una ragione ed alcuni sentimenti spirituali, ciò sarà come una nuova creatura di un altro pianeta, che non esiste in questo mondo.

Lo Zohar è scritto nella forma di due strati sovrapposti che ci portano a questo punto. In uno strato è come leggere racconti su questo mondo, scritti in una maniera un po’ inusuale: sul Tabernacolo, gli animali, il deserto del Sinai, ecc …

Il secondo strato è più interno, con la terminologia cabalistica: ZA, Malchut, tre linee, ascese, discese, Aba ve Ima, ecc …

Tu non sei connesso con nessuno di questi strati. In realtà non sono due strati, ma due linguaggi che parlano dello stesso fenomeno.

Posso immaginare uno strato più vicino a me, che parla come se parlasse di questo mondo: il Tabernacolo, un negozio, la gente che fa qualcosa.

Il secondo strato lo posso anche immaginare: la linea destra e la sinistra, la parte superiore e quella inferiore, il passaggio della luce, ascese e discese dei Partzufim.

Bisogna sforzarsi molto per immaginare questi due strati come un tutt’uno, perché tutto questo è dentro di me e si tratta della mia connessione con le forze della dazione. Tutte queste sono le forze della dazione e non c’è niente a parte esse.

Dove è il Tabernacolo, dove è la Tenda dell’Assemblea, dove è ZA, dove è Malchut? Tutto si trova dentro di me. Devo relazionarmi con gli uni e gli altri come miei attributi spirituali interni. Voglio portarli fuori da me e sentirli. Questo viene chiamato “aprire il Libro”, rivelarlo.

Per questo, qui funziona la “Sgulà” (il mezzo miracoloso). Il libro con le ricette culinarie o i consigli per perdere peso “lavano il cervello”. Io percepisco la ragione dell’autore, ed egli influisce su di me e comincio ad interessarmi grazie alla sua opinione.

Il libro dello Zohar non “lava il cervello”, in esso non c’è violenza, non c’è niente. La “Sgulà” funziona in questo libro solo secondo il mio desiderio. Per questo, il mio desiderio deve essere molto forte, affinché lo Zohar influisca davvero su di me e si riveli in me lo spirituale.

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Rimuovere il maleficio della stregoneria dalla nostra vita

Tutta la nostra vita è un incantesimo ed un grande inganno. Il desiderio egoista ci muove sempre e ci obbliga a lavorare per lui.

Noi amiamo questo desiderio sporco e desideriamo essere ingannati da lui.

Su cosa ci mente? Sulla fine del cammino, promettendoci che lì si trovano la gioia e la luce; però nel cammino riceviamo anche un po’ di piacere.

E anche se non ho niente eccetto le promesse, ne traggo beneficio!

Penso a ciò che otterrò e sento già come se lo avessi ottenuto. Ricevo scintille di gioia che mi danno speranza.

Però nelle scintille non c’è nessuna luce! Essa non discende al di là del Parsa, il limite del mondo di Atzilut!

La luce brilla su di me da lì e risveglia queste scintille, però ho la speranza di ricevere la luce, e così tutta la vita …

A prescindere dal fatto che siamo sempre delusi e non vediamo nessuna luce, ma solo alcune scintille, proprio a causa della disillusione cerchiamo di trovarle, per godere di queste e ricevere ancora un po’ più di denaro, fama, potere, conoscenza, cibo e sesso.

È in questo modo che tutto il tempo ci manteniamo nel cammino con la speranza riposta nel futuro! In quell’istante, quando deve arrivare la luce alla scintilla, questa non arriva ed istantaneamente tutto scompare.

Proprio in questo consiste il lavoro del desiderio egoista: attrarci per mezzo delle promesse di piacere, affinché lo aspettiamo e ci troviamo sempre nel cammino pensando che ne beneficiamo.

Non arriviamo mai al piacere stesso ma arriviamo alla disillusione, quando tutto scompare.

Nel mondo materiale l’uomo vive solo con le speranze per il futuro e crede che questa sia la felicità.

Egli crede che più in avanti lo aspettino alcuni piaceri egoistici e cerca di non pensare che in futuro ci sono l’oscurità e la morte.

Oggi però, l’umanità si è sviluppata ad un tale livello che comincia a capire che le promesse egoistiche non hanno nessuna base.

Allora cosa fare? Giacché non posso vivere di speranze! Non credo né al socialismo, né al futuro radioso nel quale tutto sarà buono.

Cominciano le depressioni e le disillusioni totali, però in qualche modo bisogna vivere; e allora, l’uomo comincia ad ingannarsi ancora di più, egli si ubriaca intenzionalmente per obbligarsi a credere.

Per questo scopo, lavorano tutti i mezzi di comunicazione. È un incantesimo completo, che è appoggiato dalla società.

Sarà così fino a quando questo inganno non arriverà a tal punto che sarà impossibile continuare.

Oltre la Risoluzione


Domanda: Yehuda Ashlag ha scritto di aver ricevuto il permesso di svelare la saggezza della Kabbalah. Che cosa significa “oltre la risoluzione?

Risposta:Un kabbalista raggiunge un tale livello di comprensione, che quando apre questa autorizzazione è vincolata da una missione particolare, si sente in dovere, e poi comincia ad agire.

Questo fa parte della missione affidata a tutti i grandi Kabbalisti, da Abramo a tutti gli altri. L’esempio più eclatante è Mosè, il leader spirituale del popolo.

La risoluzione comprende la conoscenza dell’universo, la creazione del metodo di divulgazione, l’educazione e il metodo di insegnamento della correzione nel suo tempo, e in parte anche nel futuro.

Riceve “l’autorizzazione dall’Alto sopra” e diventa un maestro d’orchestra della conoscenza verso il basso, per la sua capacità di abbassare questa conoscenza affinché tutti possano impararla.

La risoluzione include un vasto sistema di coordinamento tra il Creatore e l’umanità. “Dare il permesso” significa che una persona diventa un rappresentante del Creatore, del rapporto tra il Creatore e le sue creature.

Se non avesse ricevuto “l’autorizzazione dall’Alto”, confonderebbe la gente, perché l’importanza dello scopo, l’obiettivo stesso, il mezzo per raggiungerlo e l’importanza dei mezzi non sarebbero presenti in lui in maniera adeguata.

Lo Scopo è la fusione con il Creatore. Il mezzo per ottenere lo scopo è la correzione dei desideri umani, con l’aiuto della Luce di ritorno alla sorgente, che viene richiamata nel corso dello studio, il desiderio di migliorare, che raggiunge il desiderio di connessione (ad “amare il prossimo tuo”) tra i punti nel cuore “del gruppo”.

Se questo sistema è chiaro e comprensibile allora questo vuol dire che ha ricevuto il permesso dall’Alto.

L’insegnante: Una guida nel cammino


Se uno studente vuole salire una scala spirituale (nella sua proprietà di dazione, deve “annullare” se stesso (il suo egoismo) e “aggrapparsi” al maestro (nel tentativo di prendere le qualità del Maestro). Naturalmente, non può farlo da solo, ma facendo degli sforzi, dovrà creare delle condizioni in modo tale che l’insegnante inizi ad elevarlo verso la sua mente e la sua percezione del supremo, verso il suo gradino. Cosi avanzano nella spiritualità.

Ogni volta c’è una specie di adattatore tra i due stati: uno stato intermedio, AHAP superiore, che ci porta su (Vedi la terza parte di Talmud delle Dieci Sefirot. L’insegnante, si abbassa al livello degli studenti e ci appare quasi simile a noi, che possiamo unirci a lui, così come un padre, adulto e intelligente, che gioca con i giochi del suo bambino piccolo. Ma a volte manifestandomi come “sbagliato”,   indica che abbiamo bisogno di aggrapparci a lui per elevarci.

Se il superiore AHAP non scendesse al livello più basso,  non ci sarebbe alcuna possibilità di salire per l’inferiore. Lo studente deve trovare un insegnante, altrimenti vagherà sul suo gradino!

L’insegnante si trova su due livelli: sul livello degli studenti, dove scende di proposito, e sul proprio livello, che è più elevato, grazie al quale può innalzarti.

In ogni scienza è necessario che l’allievo si annulli davanti all’insegnante, altrimenti da lui non otterrà niente.

Dopo essere salito al suo livello, si svela il seguente, più elevato, che diventa il vostro maestro. Così tu annulli te stesso, e ogni volta scopri  che il Maestro si trova sempre al di sopra. Ti collega con il livello più alto, per questo si chiama maestro, e il prossimo gradino – si chiama il Creatore.

L’avvicinamento e la connessione con il Maestro non dipendono dalla vicinanza fisica a lui, studiando di persona a tempo pieno oppure via Internet. Se si ascolta ciò che dice l’insegnante, e lo esegue, ci si annulla con tutta la dedizione, cercando di capire che cosa pensa  l’ insegnante, non importa dove egli si trovi. Lo studente otterrà tutto attraverso il canale spirituale, che si aprirà per loro. L’insegnante non è il corpo fisico, ma una fase intermedia tra lo studente e il Creatore.