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La vita su un vulcano ardente

Una domanda che ho ricevuto: Prima c’è stato un terremoto in Cina, poi un incidente aereo, e ora tutti parlano del vulcano in eruzione in Islanda che ha lasciato l’intera Europa coperto di cenere vulcanica. C’è la sensazione che siamo entrati in una striscia di catastrofi globali.

La mia risposta:Tsunami, terremoti ed eruzioni vulcaniche sono fenomeni naturali. Tuttavia, tutto ciò che accade dipende dagli esseri umani o piuttosto, dal nostro allineamento con il Creatore, dal nostro equilibrio con la natura. Dato che stiamo diventando sempre più egoisti, stiamo interrompendo sempre di più l’equilibrio delle forze della natura. Per questo motivo sentiamo in noi e su di noi l’influenza negativa della natura.

Sono sconosciute le conseguenze dello squilibrio delle forze spirituali che noi creiamo. La nostra opposizione alla natura, il Creatore, si rivela in tutti i livelli (inanimato, vegetale, animare e parlante) della natura. L’eruzione può essere ovunque perché stiamo vivendo su un vulcano ardente. Il nostro pianeta è una palla di fuoco coperto da un sottile strato di crosta terrestre, all’interno c’è un vulcano ardente.

Questi eventi sono un lieve accenno al fatto che non ci stiamo prendendo cura della nostra casa, la Terra. L’uomo ha bisogno di riportare in equilibrio le forze della natura. La scienza della Kabbalah ci rivela come farlo.

Tuttavia, al momento attuale, l’umanità non vuole rendersi conto che tutto quello che sta succedendo è una conseguenza delle nostre proprie qualità e che tutto dipende da noi. Se si intensifica il nostro squilibrio con la natura, si verificheranno problemi più gravi.

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Sei preparato per la fuga?

Lavoriamo e ci prepariamo per l’elevazione al gradino spirituale, però possiamo solo realizzare gli sforzi.

L’azione stessa la fa la Luce. Non ho le forze per elevarmi al di sopra di me! Non posso prendermi per i capelli e tirarmi fuori della palude egoista.

Il risultato di tutto il nostro lavoro si chiama “Ha realizzato gli sforzi e ci è riuscito”, poiché avviene un’azione della Luce Superiore.

L’uscita dall’Egitto si realizza grazie al “risveglio dall’alto”, a causa della rivelazione di una Luce molto grande, GAR de Hokhmà.

Questa Luce si chiama l’oscurità egizia, poiché la Luce si rivela però non abbiamo nessun rivestimento di Hassadim per questa Luce, senza il quale non possiamo sentirla.

Per questo si chiama notte e non giorno. Non parliamo di ascesa lungo i gradini spirituali ma di fuga, di salto. Pesach proviene dalla parola “saltare” (Pasach).

Questa elevazione avviene nella persona come un impulso al di fuori del tempo, del movimento, dello spazio e di qualsiasi apprezzamento umano;

Poiché, tutto avviene a causa della forza che influenza dall’alto. Per questo dobbiamo essere preparati per questa uscita.

Questa avviene improvvisamente. Un istante prima che ciò avvenga la persona non è capace di immaginare questo stato. Quando si trova direttamente prima dell’uscita dall’Egitto, allora avviene.

L’uscita avviene in maniera non pianificata … Sul passaggio stesso è detto che quando il Creatore lo fa con noi, ci troviamo come in un sogno …

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 27.04.2010

Preparazione alla lezione, Shamati n. 221 “Le autorità multiple”
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Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “Korah,” articolo 20
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Beit Shaar HaKavanot, articolo 99, lezione 34
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Rav Yehuda Ashlag “Il Dono della Torah”, lezione 2
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Perché lo Zohar è cosi complicato


Ho ricevuto una domanda: Perché Lo Zohar è cosi complicato?

La mia risposta: Ho studiato per due anni anatomia al liceo, dove ho imparato un numero infinito di dettagli e nomi. E questa scienza studia solamente parti individuali dell’organismo umano, e non i legami tra di loro. Ma ci sono dei sistemi all’interno di questo dei quali non siamo nemmeno a conoscenza. Anche se ci proviamo, non possiamo esaminare i sistemi che già conosciamo perché la loro complessità è infinita. Basicamente, questa domanda non è sullo Zohar, ma piuttosto ma su il perché tutto nella natura sia cosi complicato.

Lo Zohar ci presenta tutto sulla realtà. Questo comprende l’uomo, la natura, tutti i mondi (questo sistema al completo) e non soltanto la loro struttura, anatomia, parti di questo sistema, ma anche i collegamenti che ci sono, la loro opera al completo, le loro funzioni, e la loro rivelazione ad ognuno di noi secondo la nostra posizione all’interno di esso.

Il nostro mondo è come un grano d’arena in confronto a tutti i mondi spirituali. La, ogni elemento e un bilione di volte più grande, non di dimensioni ma per la sua complessità in tutti i collegamenti. Più alto è il livello, è più complicato diventa perché contiene in se anche tutti i livelli inferiori.

Da dove viene questa complessità? In realtà è infinita. Ma abbiamo bisogno di una specie di confine, perché in questo modo l’oggetto non fa scappare le nostre sensazioni e traguardi. “La mancanza di limiti” è come l’assenza di tutto; per me, l’infinito è come la mancanza di esistenza.

L’infinita varietà del Mondo Superiore emana dalle qualità opposte di Luce e desiderio (kli). Sono completamente opposti e non c’è un collegamento tra di loro. Se io volessi costruire qualche cosa basandomi sul loro collegamento, avrei un sistema infinito.

Sto parlando dal punto di vista matematico e non in una prospettiva spirituale. Prendi un “1” ed uno “0” tra questi due punti c’è un’infinità. È impossibile collegarli. Quanti numeri ci sono tra lo zero e l’uno? Una quantità infinita.

Per cui, possiamo dire che siamo incapaci di percepire questo con il nostro cervello e ragione nel nostro mondo. Ma quando usciamo dalle nostre limitazioni del desiderio di ricevere, lo innalziamo in un’altra dimensione, il desiderio di dazione, il problema scompare. Tutto si sposta dalla misura quantitativa a quella qualitativa. E possiamo farcela facilmente con le qualità perché le percepiamo attraverso i nostri sentimenti e non con il cervello. E i nostri sentimenti non hanno nessun problema nel sentire cose che mancano di misura precisa.

Acquisire la Forza sull’ Universo intero


Lo Zohar, Capitolo Behaalotcha (Quando si mettono le candele) Item: 118… Dopo aver spiegato i due titoli, che sono la linea di mezzo e la linea destra, adesso spiega il terzo titolo, che è la linea di sinistra, chiamata “faccia di bue” negli animali e “Gabriel” nei quattro angeli. Si sa che dopo che la linea di mezzo decise e unì tra loro la linea di destra con la linea di sinistra, nella linea sinistra rimase soltanto la luce di Malchut, che è l’illuminazione di Hochma dal basso verso l’alto, ossia VAK, mentre scomparve il GAR .

Due linee piene, la destra e la sinistra (Hassadim e Hochma), sono arrivate a noi dall’Alto. La rottura dei vasi è avvenuta perché la creatura decise di unirsi nella sua totalità a Hassadim e Hochma, di ricevere la luce di Hochma, vestita nella luce di Hassadim per il bene della dazione. Ad ogni modo, è stato impossibile farlo per la mancanza di uno schermo di così grandi dimensioni. Per cui, si ruppe l’intenzione di dare (Kli) e scomparve lo schermo.

Adesso abbiamo bisogno di correggere questa rottura. Correggendola, inizieremo a capire anche ciò che succede nella creatura, il motivo per cui fu creata in questa maniera dal Creatore, e quello che Lui desiderava mentre lo faceva. La rottura non è un qualcosa di negativo, è il mezzo per preparare a mettere il nostro mondo in un insieme con intendimento, realizzazione e sensazione. Dopo tutto, se fossimo esistiti in un mondo già pronto per noi, non l’avremmo capito.

Ad ogni modo, dato che il Creatore creò il mondo dell’Infinito e poi lo ruppe, Lui ci ha dato l’opportunità di riunire il Mondo dell’Infinito di nuovo in un insieme, di sintonizzarci nell’Atto della Creazione (Maase Merkava) e l’Atto Primario (Maase Beresheet) in modo di capirLo, di sentirLo e diventare come Lui.

Ovviamente non stiamo costruendo tutto questo all‘improvviso, o dal niente, dato che anche noi siamo stati creati “dal niente”. Comunque, le parti che stiamo raccogliendo per formare un insieme ci danno una comprensione e un sentimento di quello di cui abbiamo bisogno per diventare simili al Creatore, cioè, ci danno l’informazione su tutte le parti, gli elementi e la profondità dell’universo.

È per questo che tutto Il Libro dello Zohar , tutti i commentari e l’intera scienza della Kabbalah, ci dicono come correggere questi desideri rotti (Kelim), come collegarli adeguatamente uno con l’altro e farli diventare di nuovo un unico desiderio (un vaso spirituale o Kli), tutta la Luce che riempiva precedentemente il Mondo dell’Infinito.

Ma la creatura deve compiere questo compiendo uno sforzo. Ottiene poi la comprensione, la sensazione, la percezione e la forza sull’intero universo.

Lezione quotidiana di Kabbalah 26.04.2010

Preparazione alla lezioen, Shamati #78 “La Torah, il Creatore e Israele sono Uno”
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Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “BaHar(Sul Monte Sinai),” articolo 65
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Beit Shaar HaKavanot, articolo 94, lezione 33
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Rav Yehuda Ashlag “Matan Torah (Il Dono della Torah),” lezione 1
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Unitevi e Lui si rivelerà!

Domanda: Cosa significa che dobbiamo avere il desiderio di studiare insieme lo Zohar? Come dobbiamo realizzarlo o sentirlo?

Risposta: La correzione consiste di tutti i desideri uniti insieme. Nella nostra realtà (questo mondo) sentiamo i desideri separati gli uni dagli altri.

Unendo i nostri desideri, sentiremo in essi la realtà chiamata “il mondo spirituale”. Tutto è molto semplice.

Ciò non dipende né dallo spazio né dal tempo. Tutto dipende dall’unione dei desideri o dal loro isolamento.

Adesso percepisci questa realtà, poiché i nostri desideri sono separati ed ognuno esiste per conto suo.

Nel tuo piccolo desiderio che è diretto solo al tuo beneficio, senti ciò che è possibile sentire in esso.

Senti la Luce, però all’interno di questo desiderio ti sembra come la percepisci adesso. Vuoi percepirla in un’altra maniera?

Con questi desideri terreni non puoi fare niente fino alla Fine della Correzione.

Quando il desiderio terreno si rivela in noi, sentiamo di vivere. Dopo, questo si estingue e sentiamo di morire.

Dopo, il desiderio si rivela un’altra volta e muore di nuovo, svegliandosi per l’uso e occultandosi.

Però, oltre al desiderio terreno, esiste un desiderio chiamato “il punto nel cuore” che proviene da un altro livello (spirituale). Possiamo unire questo desiderio con gli altri.

Non possiamo unire i nostri desideri di questo mondo in nessuno dei livelli (inanimato, vegetale ed animale).

I desideri di questo mondo sono vincolati gli uni agli altri solo nella misura in cui li obbliga la loro natura, ma non più di questo;

però, possiamo unire e congiungere i nostri desideri chiamati “il punto nel cuore”. Allora sentiamo in essi il mondo spirituale.

Per questo devo immaginare questo desiderio generale (kli, il vaso).

Se i nostri desideri verso la spiritualità – i nostri punti nel cuore – potessero unirsi e congiungersi in aiuto reciproco ed in intercomunicazione, sentiremmo il mondo spirituale;

però, la sensazione in essi deve essere mutua. La sensazione non può essere separata in ognuno, poiché si rivela a partire dall’unione dei desideri.

Cosa si rivela? La connessione tra loro. La connessione tra loro si chiama riempimento, Creatore, Luce che riempie il desiderio.

Poiché in ognuno di noi, non si rivela la Luce. Riveliamo la nostra impressione della Luce, cioè, dalla proprietà della dazione vestita in noi. In cosa si veste? Nelle nostre relazioni degli uni con gli altri, con l’amore e la dazione.

C’è una certa forza che ci da la possibilità di unirci e stare insieme, di relazionarci gli uni con gli altri nella dazione reciproca.

Per questo, la mia dazione verso un’altra persona si chiama “Luce”. La dazione reciproca che rivelo tra tutti si chiama “Creatore”. Ciò significa “dall’amore verso le creazioni, all’amore per il Creatore”.

La fame spirituale

Per arrivare alla spiritualità non c’è bisogno di sentirsi male nella vita materiale.

Lo vediamo dalla storia della schiavitù egizia, quando gli ebrei avevano tutto il necessario per una buona vita.

In Egitto si eleva un nuovo re e cominciano sette anni di fame; ma è fame spirituale, non materiale!

Hanno costruito “per il faraone” delle belle città: Piton e Ramses; cosa significa per il faraone? Per il suo egoismo! Hanno costruito per lui la bella vita;

ma all’improvviso si è rivelato che tutto questo è vuoto … Diventa necessario scappare da questa vita, a prescindere dal suo benessere.

Sente che la spiritualità è più importante della materialità e la morte è migliore di una vita senza la spiritualità. Non voglio più vivere una tale vita, devo rivelare la spiritualità; e per questo sono disposto a correre verso l’oscurità ed il deserto.

Questo stato si chiama “uscita dall’Egitto”. La persona deve cambiare i suoi valori per gli opposti nella società.

Il mondo però non deve sprofondare nelle sofferenze terrene! Deve soffrire solamente per la carenza spirituale e non per problemi materiali!

Non si può spingere verso la spiritualità con la forza. A causa delle sofferenze terrene la gente entra nella religione, va dagli psicologi, ecc …

All’uomo deve mancare la spiritualità. Ciò dipende da quanto rapidamente gli si riveli il punto nel cuore e da quanto largamente si diffonda la scienza della Kabbalah.

Senza la divulgazione di questa conoscenza, la liberazione spirituale non può avvenire. L’uomo, per conto suo, non è capace di inventare il metodo della scoperta spirituale ma lo deve ricevere in qualche modo.

Per questo Baal HaSulam chiamò la divulgazione della scienza della Kabbalah “il suono dello Shofar del Messia”, giacché senza questo, il mondo non ha nessuna possibilità di cambiare verso il bene.

Contare sull’uscita dall’Egitto è un comandamento


Lo Zohar, capitolo Bo, punto 179: il comandamento che segue tratta della lode dell’esodo dall’Egitto, che è obbligatorio per l’uomo per sempre.

Ogni uomo che racconta la storia dell’esodo dall’Egitto e si diletta con questa storia, si rallegrerà con la Divinità (che è la gioia in tutte le direzioni) nel prossimo mondo.

Questo è un uomo che si diletta con il suo padrone ed il Creatore si diletta con questa sua storia.

Il comandamento è l’ordine del Creatore, una legge della Natura, un obbligo dell’essere umano.

Il Creatore è la Natura. In Natura è stabilito che dopo la nostra uscita dall’egoismo verso la qualità della dazione, dobbiamo “contare” sull’uscita dall’Egitto. Contare significa controllare, conoscere, capire, ricercare, percepire in tutta la sua profondità la Luce che ci influenza, i processi che il nostro desiderio di ricevere piacere ha attraversato e come abbiamo partecipato all’azione della Luce: inconsciamente, automaticamente o indipendentemente.

Senza la comprensione, in tutta la sua profondità, del processo che ci è capitato, non possiamo arrivare alla percezione del Creatore.

È impossibile saltare da uno stato non corretto ad uno corretto. Fino a che non capiremo la creazione, non capiremo il Creatore e non diventeremo simili a Lui.

Da me (correggendo me stesso) Lo percepisco (dentro di me, Borè=Bo-Rè, raggiungo e percepisco nel mio movimento interiore, nel mio cambiamento).

Nel nostro punto nero della creazione, creato “dal niente”, dobbiamo ripetere tutte le azioni della Luce affinché ciò ci riempia, però deve riempirci nella percezione, nella conoscenza, nella sensazione.

Per questo, ci è stato dato questo ordine: percepire in profondità tutto il processo che ha luogo nel desiderio egoista fino a raggiungere la dazione, cioè “contare” sull’uscita dall’Egitto.

Lo Zohar cambia il centro della nostra attenzione


Rabbi Nachman di Breslov disse: “Molte sono le lacrime che una persona versa su Il Libro dello Zohar fino a quando essa diventa degna di comprenderlo.” Quando penso al desiderio corretto, immagino che sia tutta opera mia. Non ci sono altre persone, sono tutti, in realtà, dentro di me. Sono tutti me! Quindi, quando leggo lo Zohar dovrei immaginare che tutto accade dentro di me. Ho letto di montagne, cime, un flusso che esce dal giardino dell’Eden, il superiore o l’inferiore, la corporeità o la spiritualità, il faraone, Mosè, Abramo, uomini e donne che si sposano e danno alla luce bambini, ma tutto questo accade dentro di me , nel mio desiderio. Non c’è niente altro.

In questo modo mi viene detto circa i diversi fenomeni che si svolgono dentro il mio desiderio. Lo Zohar mi dice ciò che accade dentro di me, in questo intero, enorme vaso di desiderio, che è fatto di tutti. Nulla esiste al di fuori di esso; tutta la realtà è in me.

Allora, dove è il Creatore? Egli è anche dentro di me! Se riesco a raggiungere un senso di unione, di dare, e l’amore tra tutte le Sue parti all’interno di questo desiderio, allora vorrà dire che ho rivelato il Creatore. Il Creatore si chiama “Bo-Re” – “Vieni e vedi”. Questo accade nel desiderio, dove si trova la Luce. La luce è percepita solo nel desiderio.

Quanto più si tenta di modificare la visione in questo modo, più facile sarà. Abbiamo semplicemente bisogno di toglierci gli occhiali attraverso cui vediamo il nostro mondo e cominciare a guardare da un diverso punto di vista. Poi improvvisamente si rivela che la realtà è in realtà completamente diversa da quella cui siamo abituati. Abbiamo solo bisogno di rimuovere la regolare immagine del mondo che la blocca.

Lo Zohar è volutamente scritto in un linguaggio che sembra parlare del nostro mondo, come se ci parla di una famiglia, come Abramo, Isacco e Giacobbe, o di una nazione che esce dall’Egitto, e altre cose. E spiega questo a noi di proposito, affinché noi smettiamo di concentrare su questo mondo, la nostra percezione abituale, ad un altro tipo di messa a fuoco che è più interna. Allora vedremo che tutto accade dentro di noi.

La persona è un piccolo mondo. Capire questo è la condizione per la comprensione della spiritualità.