Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.06.2010

Dagli Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 15 , Lezione 2
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Vayetze”(E Giacobbe uscì), Punto 143, Lezione 10
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Rav Yehuda Ashlag: Prefazione al Commentario del Sulam, Punto 76 , Lezione 24
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Introduzione al libro: L’ Albero della Vita, Punto 3, Lezione 2
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Vuoi predire il futuro o cambiarlo

Ho ricevuto una domanda: Perché la Kabbalah parla dei “segni dello zodiaco” (Mazalot) , facendo sembrare che ci sia un collegamento con l’astrologia?

La mia risposta: Bene, da dove si suppone che l’astrologia abbia preso le sue nozioni, se non dalla Kabbalah? L’uso di questa terminologia risale fino ad Abramo. Dopo tutto, il nostro intero sistema in tutti i livelli (inanimato, vegetativo, animato e parlante) e è parallelo al sistema dei Mondi Superiori, da dove scendono le forze che s’imprimono nel nostro mondo in tutti i livelli. È per questo che vediamo le stesse correlazioni nelle costellazioni celesti, dato che sono state create dalle stesse leggi d’accordo con il collegamento tra rami e radici.

L’unico problema è il nostro approccio. Il testo Midrash Raba (Il grande Commentario) dice che Abramo usava uscire di notte a guardare le stelle. Forse si chiedeva “Sono io ad essere sotto il controllo delle stello o esiste un’altra Forza Superiore che al di sopra di tutte quante? Se io sono sotto il potere delle stelle, allora devo adorarle, ma se esiste una Forza Superiore sopra di loro, allora le stelle sono soltanto dei segnali. Sicuramente sono dei segnali corretti che se vengono letti da coloro che sanno farlo per raccontare quello che sta succedendo nel sistema sopra di loro.

Tuttavia, per caso tutti gli esperti in astrologia capiscono questo? Se sono come Haman, che viene descritto in “Mergilat Ester” come un esperto astrologo, allora sarebbe interessante per noi sentire quello che questo grande astrologo ha da dire. Dopo tutto, lui aveva raggiunto il Creatore.

Una persona che desidera arrivare alla verità aspira più in alto delle stelle e dei segni dello zodiaco. È per questo che vediamo i segni celesti solamente come simboli che ci mostrano forze superiori. Il nostro vero scopo è raggiungere la Forza che governa questi simboli, aderire a lui, ed innalzarci al suo livello.

I simboli celesti sono strutturati nella stessa maniera in cui lo sono i segni di Zeir Anpin “in cielo”, che è Bina. Tutte le stelle in cielo sono il collegamento di Bina con Zeir Anpin, e noi siamo influenzati da loro quando raggiungiamo Sefira Yesod. Una persona che sa come leggere questo “libro celestiale” può capire questi simboli.

Ma a cosa ci serve capire questi simboli? Il nostro punto focale e la nostra attenzione devono stare più in alto delle stelle e dei segni zodiacali. Dobbiamo cercare la forza che gli controlla. Per cui è proibito occuparsi di astrologia perché ci impedisce di raggiungere la meta della creazione. Non ci porta verso il traguardo, ma piuttosto distoglie la nostra attenzione su di esso.

Se una persona sale e raggiunge il Sistema Superiore, allora capisce tutti i simboli e come sono riflessi in basso. Tuttavia, non è interessato in questo perché il suo lavoro è concentrato nelle Forze Superiori, che influenzano la sua anima direttamente. Non è interessato in segnali meccanici nel nostro mondo, che sono semplicemente una dimostrazione di livello inferiore di quello che è già successo in alto. Perfino gli eventi che accadranno in futuro sono già scesi e si sono materializzati; semplicemente non gli sentiamo ancora.

Perciò, non ha senso cercare di scoprire il futuro, perché cosi facendo non saremmo in grado si cambiare il nostro destino. Se vuoi cambiare il tuo destino, devi salire al livello del destino. Questo è il livello della fortuna (Mazal) – il livello della Luce.

Lezione quotidiana di Kabbalah del 25.06.2010

Dal libro di Shamati: Art. 99, “ Egli non disse maligno o giusto”
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah: Pag.596, Punto 61, Lez.27
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Vayetze”(E Giacobbe uscì), Punto 132, Lez.9
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I filtri “appannati” che oscurano la nostra visione della realtà

Esistiamo in un sistema che si chiama creazione unica, Anima o Adamo. Questo sistema è stato creato dal Creatore. Siamo connessi al suo interno attraverso legami permanenti come gli organi di un corpo. La nostra connessione mutua è piena della vita di questo sistema: la Luce. Questo sistema si chiama il Mondo dell’Infinito, poiché tutto in esso è illimitato e perfetto.

Nel Mondo dell’Infinito, tutte le sue parti sono unite dall’amore e piene di Luce Infinita; però, il Creatore, copre questo mondo infinito con dei filtri restrittivi, uno dietro l’altro, appannandolo tutto. È come realizzare una magnifica pittura e dopo ricoprirla con una pellicola di plastica che appanna la visione del quadro. Dopo, sotto i 125 strati di plastica addizionali e successivi, la pittura originale si vede ancora più appannata. Questi sono i 125 livelli che riducono gli attributi della dazione e dell’amore che ci connettono nel sistema del Mondo dell’Infinito.

Ci troviamo nel livello esterno e non percepiamo assolutamente gli altri livelli. Per questo, all’interno del nostro livello, il sistema della connessione è completamente distrutto. Invece di sentire l’amore che ci unisce nel Mondo dell’Infinito, ci odiamo, non percepiamo la nostra connessione reciproca e siamo separati, divisi e frammentati. Da questo stato così basso, il Creatore desidera farci ritornare al primo livello, che è illuminato e pieno di benessere, affinché, attraverso questi livelli, filtri e mondi (“mondo” in ebraico è “Olam” che significa occultamento) ritorneremo all’Infinito.

Per tanto, il Creatore ci chiama e ci risveglia. Precedentemente, Egli ci sviluppava attraverso il nostro egoismo, affinché potessimo capire e sentire di più e condurre meglio le nostre vite; però, arrivando ad una certa maturità, il Creatore comincia a farci progredire qualitativamente. Non è più sufficiente evolverci aumentando il nostro egoismo. Adesso, dobbiamo diventare equivalenti al Creatore nei nostri attributi, per ricevere un tipo equivalente di forma e desiderio e non solo coltivarlo come abbiamo fatto nel corso della storia. È per questo che il nostro stato attuale di sviluppo è così particolare.

Nel realizzare uno sforzo per allinearci con il livello più interno, connettendoci fortemente tra noi, attraiamo la Luce del Creatore che ci illumina a distanza, come la Luce Circondante (Ohr Makif). Ci correggiamo affinché l’amore e la dazione regnino tra noi.

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Come funziona il meccanismo della correzione

Domanda: Come posso passare il mio punto nel cuore attraverso il gruppo, il quale funziona come un amplificatore spirituale?

Risposta: Usiamo mezzi esterni: i libri, il gruppo,il maestro, il nostro sistema di educazione e le connessioni che abbiamo in tutto il mondo. I kabbalisti determinarono queste condizioni per noi.

Se utilizziamo questi mezzi, costruendo per noi delle tracce esterne, ed includiamo il nostro desiderio verso la spiritualità in questo sistema, allora il desiderio comincia a crescere.

All’inizio ho solo il mio punto nel cuore. Questo punto lo do ai miei amici, ricevendo da loro tutti i loro punti! Però, di fatto, il sistema di connessione tra noi, tra le nostre anime, già esiste!

Tutto è stato preparato in anticipo durante la discesa dai mondi dall’alto verso il basso. Questa struttura è stata disposta per la nostra ascesa dal nostro mondo al Mondo dell’Infinito.

Ho bisogno solo di capire come incorporarmi in questo sistema: annullare me stesso, vedere gli altri come già corretti e desiderare, attraverso loro, di ricevere la Luce della Correzione.

Allora, riceverò dagli altri i loro desideri per la dazione, che aumenteranno a loro volta il mio desiderio. Dal principio io avevo un piccolo punto nel cuore, però non sapevo dove era diretto;

però io mi sforzavo nel gruppo e volevo entrare in esso, con questo io facevo già un’azione di dazione! Come risposta, ho ricevuto dagli altri una vera forza, un vero desiderio di dare!

All’improvviso vedi che realmente desideri ed apprezzi questo. Allora, ti arriva la seguente paura: “raggiungerò la dazione al Creatore, o finirò col non poterlo fare in questa vita?”

Per ora sono pensieri egoisti, però vertono su come si può ottenere la dazione! Questo si chiama “Lo Lishmà”: (a) cercare di dare e (b) pensare al beneficio.

Risulta che attraverso il gruppo, ricevi una direzione più interna, una direzione verso il Creatore.

Quando aspiri a Lui, allora ti avvicini alla fede, cominci ad attrarre su di te altra Luce Circondante.

Non è che la Luce cambi, tu sei cambiato! Per questo, la Luce ti influenza in un’altra maniera. Adesso la Luce può darti la qualità della dazione.

Quando ottieni la qualità della dazione, allora cominci ad ascendere al di sopra del tuo egoismo …

Questo è quanto volevi ottenere dal principio, però la Luce ha organizzato tutto in maniera tale che adesso puoi farlo non attraverso la forza, ma secondo il tuo desiderio.

All’improvviso, senti in che maniera ti riempie la qualità della fede, cioè la qualità della dazione; perché la fede è la dazione, Binà.

Essa ti libera dal tuo ego! Non è che ti separi dall’egoismo, ma ti da la forza per ascenderne al di sopra.

Questo è già al di sopra del Machsom.

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.06.2010

Rav Baruch Ashlag: Dagli scritti di Rabash, Art. 15
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Vayetze”(E Giacobbe uscì), Punto 118, Lezione 8
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Rav Yehuda Ashlag: Prefazione al Commentario del Sulam, Punto 73, Lezione 23
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Quali parole non possono trasmettere

La cosa più importante quando si studia la Kabbalah sono i nostri sentimenti. Non è possibile per noi rivelare una impressione spirituale nei nostri sensi esteriori terrestri. Può essere sentita soltanto all’interno dei nostri vasi dell’anima (Kelim).

I libri Kabbalistici usano il linguaggio dei rami dove ogni parola punta ed è collegata alla sua Superiore Radice Spirituale. Ogni radice spirituale ha il suo ramo corrispondente nel nostro mondo; comunque, la parola in se non ha l’abilità di trasmettere un sentimento. Questo succede perché per far si che ciò accada, noi dobbiamo essere nel sentimento stesso.

Una parola rappresenta un vaso con il suo appagamento. Questo è lo scheletro del Kli, cioè uno schermo e la Luce Riflessa, ed uno stato interiore che è il nome a quattro lettere del Creatore HaVaYaH.

Noi formiamo le parole e frasi da “pezzi” chiamati “Taamin” (sapori), “Nekudot” (i punti sotto le lettere), “Tagin” (piccole corone sopra le lettere) ed “Otiot” (lettere). Questo ci consente in qualche maniera di descrivere stati spirituali, collegamenti, relazioni e l’intero processo di transizione tra gli stati.

Comunque sia, non possiamo trasmettere gli stati in se perché ognuno ha un proprio vaso di comprensione. L’unica cosa che possiamo trasmettere uno all’altro è l’informazione esteriore sulla preparazione del vaso spirituale ed il livello di collegamento tra le forze. Tuttavia siamo incapaci di trasmettere i sentimenti. Per cui ognuno di noi deve “visualizzare” interiormente (sentire nel proprio cuore) le azioni che sono descritte per mezzo delle parole.

Giustificare il Creatore

Domanda: Cosa significa giustificare il Creatore? Come si manifesta questo processo all’interno di una persona?

Risposta: Una persona giustifica il Creatore, tutta la creazione, tutto il processo di sviluppo ed il governo Superiore una volta che attraversa i 125 gradini, dietro i quali si occulta il Creatore stesso. Quando una persona assume l’occultamento su se stessa, annulla l’occultamento del Creatore e si accorge che l’occultamento si trovava lì per il suo bene, affinché potesse costruire il suo schermo.

Grazie al suo lavoro al di sopra dell’occultamento, la persona acquisisce la rivelazione, la comprensione, la sensazione e la conoscenza. Di conseguenza, si eleva dal livello animale a quello umano. La persona occulta se stessa, affinché il Creatore non abbia la necessità di occultarsi. È scritto “In virtù del fatto che Mosè occultò il suo volto, fu meritevole della rivelazione del Volto del Creatore”.

Il Creatore può essere visto solo nella Luce Riflessa. Quando occulti il tuo desiderio di ricevere piacere, stai compiendo una restrizione dello stesso e di conseguenza, crei la Luce Riflessa. Allora, nella Luce Riflessa, riveli la Luce Diretta.

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Il cambiamento psicologico che trasforma il mondo completamente

Domanda: Perché Baal HaSulam scrive che il passo verso la natura della dazione non è più che un problema psicologico? Allora, che difficoltà c’è in questo?

Risposta: Il problema psicologico consiste nel cominciare a trattare ciò che mi succede come un’influenza esterna che agisce su di me. Dopo già si uniranno tutti i mondi, però per adesso, per noi, questa è una questione psicologica.

Dobbiamo provare a separarci da noi stessi, ed osservarci e valorizzarci come fosse da fuori (gli ubriachi a volte hanno questa sensazione di sdoppiamento).

La cosa importante è analizzare se stessi e dire che tutto ciò che mi succede, nel cuore, nella mente e nella mia vita in generale è dovuto al fatto che il Creatore mi riempie, mi dirige e gioca con me. Io non sono io, ma il suo gioco ed io stesso lo osservo.

Cosa posso fare? Sono completamente sotto il potere del riempimento interno che Lui mi fornisce; però in più mi ha dato un punto di “Archimede” per osservarmi e dire: “Tutto ciò che penso e tutto ciò che sento, tutto proviene da Lui”.

Domanda: Come ascendere al di sopra di questo stato?

Risposta: Bisogna esigere da lui che cambi la mia natura. In ogni occasione, Lui mi offre delle condizioni esterne speciali ed io devo chiedergli di cambiare le condizioni dentro di me (le mie qualità) e che le porti all’equivalenza con le condizioni esterne (le qualità del Creatore).

Per esempio, se entrassimo in un luogo con delle condizioni esterne che non siamo capaci di sopportare, normalmente desidereremmo cambiare l’ambiente a nostro piacimento.

“Il cambiamento psicologico” risiede nel capire che bisogna cambiare non le condizioni esterne, ma noi stessi. Dobbiamo adattarci alle condizioni esterne perché è impossibile cambiarle.

Possiamo trasformarci nell’equivalenza al nuovo ambiente ed allora ci sentiremo bene in esso! Questo è un cambiamento psicologico, una nuova maniera di trattare i cambiamenti che oggi avvengono nell’umanità; ma noi, come sempre, desideriamo cambiare la natura circostante e costruire il mondo secondo il nostro giudizio.

Tuttavia, già siamo entrati in un nuovo programma e questo mondo (ossia il Creatore, che lo dirige interamente) esige da noi che cominciamo adesso a cambiare andandogli incontro.

Intorno a me appaiono nuove condizioni: l’oscurità arriva nel mondo, tutto si avvolge, si contrae, diventa confuso e terrificante. Innanzi a ciò, non devo chiedere il cambiamento del mondo che mi circonda, ma di me stesso.

Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.06.2010

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