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Lezione quotidiana di Kabbalah – 23.11.2010

Il Libro dello Zohar: Hakdama, Laila de Kale, Introduzione Art. “La notte della Sposa”, Art. 142, Lez. 8
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Tzav” (Comando), Punto 84, Lez. 7
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 49, Lez. 23
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “Corpo e Anima”, Lez. 1
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È così cattiva Sodoma per il desiderio di ricevere?

Domanda: Perché il termine “Sodoma” è associato a cattive relazioni tra le persone?

Risposta: Se osserviamo questa qualità di per sé, apparentemente significa proteggere la società, stabilendo un ordine rigido in essa: ognuno ha cura di se stesso e della sua famiglia, senza allontanarsi dalle regole accettabili. C’è qualcosa di abbastanza razionale in questo e non è facile ottenere questo stato.

Le regole della vita a Sodoma sono molto semplici: “Quello che è mio è mio, quello che è tuo è tuo”, “Non toccarmi e non ti disturbo”. È proibito fare prestiti e non è permesso prendere in prestito. Tutti vivono in accordo allo sforzo che compiono; quello che hai guadagnato è tutto tuo.

Uccideremo i ladri, distruggeremo i bugiardi; chiunque aiuta un altro lo rovina, giacché la carità porta alla pigrizia e alle menzogne, una persona adesso vuole ricevere e smettere di lavorare. In questo senso, il nostro mondo è peggiore di Sodoma!

La proprietà di Sodoma significa che non invidio nessuno, io ho quello che mi è stato assegnato e tu hai quello che meriti. Questa filosofia di vita è unica e complessa! Usiamo questa parola per offendere, ma noi non ci siamo neppure avvicinati a questo.

L’attributo di Sodoma non è negativo in sé ma in relazione alla Terra di Israele, il desiderio di raggiungere l’amore per gli altri, la qualità di Abramo. In questo cammino, Sodoma trattiene la persona, ma di per sé, questa attitudine è abbastanza utile per il desiderio di ricevere.

Se non passiamo al desiderio di dare, allora il livello di Sodoma rappresenta la relazione più favorevole nella società: non dare niente a nessuno e non ricevere niente da loro! Questa è un’attitudine sana per il desiderio di ricevere; se ti viene assegnato di fare qualcosa, vivi, altrimenti muori. Dopotutto, qualunque cosa che si riceva oltre il bisogno, danneggia il nostro desiderio di ricevere, giacché attraverso i lussi, ci si abitua ad usare gli altri, il che danneggia.

Gli abitanti di Sodoma capirono che non dovevano cedere davanti al desiderio di ricevere. Ricevi in conformità allo sforzo applicato, come è detto: “Lo sforzo determina la misura della ricompensa”. Allora, cosa c’è di male in questo?

Per questo è difficile per Abramo separarsi da Lot e la sua relazione dura per molto tempo. Solo quando Abramo vede la necessità di avanzare per trasformare Sodoma (la terra di Canaan) nella terra di Israele in futuro, egli rivoluziona ed inverte le posizioni dal desiderio di ricevere al desiderio di dare, nei termini della loro importanza. Questo è descritto come un terremoto a Sodoma.

È una decisione molto seria di una persona che sente la necessità di cambiare la sua attitudine nei confronti dell’egoismo. Avendo preso questa decisione, una persona diventa davvero libera.
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(Dalla lezione settimanale della Porzione della Torà del 15 Ottobre 2010)

Istruzioni per governare l’egoismo

Il Libro dello Zohar, Introduzione, capitolo “BeLaila DeKala (la notte della sposa)”: … il Sitra Achra ha solo una luce sottile dell’illuminazione di Malchut. Questo è considerato come Shoresh [radice], ed è sufficiente per la persistenza del Klipot… Questo Shoresh è chiamato anche “un filo sottile”, cioè una radice sottile per i peccati. È scritto su di esso, “In un primo momento, è simile alla tela di ragno, e poi diventa come un carro di corde”.

La Klipa è il Kelim che non siamo in grado di correggere ancora per l’intenzione della dazione. Stiamo parlando riguardo ai molto potenti e importanti desideri in cui le più grandi Luci saranno rivelate in seguito alla correzione finale. Principalmente non abbiamo la possibilità di fare qualsiasi cosa con il desiderio di piacere. Noi possiamo solo risolvere le sue parti e decidere quale di esse siamo ora in grado di lavorare in diverse condizioni.

Per quanto riguarda il resto dei desideri, dobbiamo averli e costantemente mantenere la guardia su di essi in modo che non scoppino e possano attaccarci. Tutti i nemici di Israele, cioè quelli che odiano l’aspirazione alla “diretto al Creatore“, sono esattamente i grandi desideri egoistici che non possiamo ancora correggere. La Torah li chiama le nazioni che non lasciano che ci sia Israele.

Naturalmente, siamo consapevoli che le loro guerre sono il risveglio dell’egoismo, che è a beneficio di una persona. Esse gli consentono di discernere i suoi desideri non corretti e “ucciderli”, nel senso di trovare sempre nuove parti in essi che possono essere corrette e legate a lui per poter essere utilizzate per il bene della dazione.

Pertanto, abbiamo bisogno di preoccuparci della parte egoistica dei desideri che non sono ancora soggetti a correzione. Dobbiamo sostenere la loro esistenza e svolgere un lavoro particolare per il loro bene spirituale.

Dopo tutto, io li sento dentro di me. Non è sufficiente semplicemente tagliarli e non utilizzarli. Nella fase attuale li ho corretti, dando loro una piccola illuminazione, designato dalla lettera Kuf (ק), la cui parte inferiore scende sotto la linea, portando un bagliore sottile al mondo di BYA e le Klipot dove essi sono.

E’ come quando una persona malata è collegata a una macchina di supporto vitale al pronto soccorso. Non è che faccio finta che questi desideri non esistono in me, ma al contrario, ammetto che essi esistono e che io governo su di loro. Scopro che dipendono da me, perché sono favorevole a una piccola scintilla di vita in loro.

Abbiamo bisogno della Klipa perché è come una buccia che protegge il frutto durante il periodo della sua maturazione. Senza queste azioni non siamo in grado di iniziare a correggere Malchut.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 18/11/10, Lo Zohar)

Staccati dall’estraneo

La nostra riunione deve svolgersi ad un nuovo livello di qualità. Dobbiamo riunirci in modo che ognuno internamente si unisca agli altri e lasci fuori il proprio desiderio egoistico.

Con sè deve solamente portare la sua aspirazione allo spirito, che si chiama “scintilla di luce“. Si deve letteralmente tuffare nel gruppo, staccando il suo contatto coll’estraneo.

A questo punto le scintille di tutti si riuniranno in una unica. Grazie a questo distacco, io mi ritrovo col desiderio comune di ricevere piacere, che non si trova nel mio ego, ma in esso trovo il sentimento del Mondo Superiore e del Creatore.
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(Dalla lezione su Rabash 05.11.2010)

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L’ intelletto può essere solamente comune

Domanda: Perchè ci è necessario un intelletto proveniente dall’esterno, se tutta la percezione della realtà avviene dentro di noi ?

Risposta: La vera percezione della realtà si forma veramente all’esterno, nell’intelletto che ci circonda, ossia su in alto, nel Creatore, e non nel mio intelletto attuale.

Progredendo nello spirito, mi inserisco in questa nuova dimensione come nella Malchut dell’ Infinito, dell’ Eterno, là dove si trovano le proprie radici, là dove è nata la mia anima, scesa poi in questo mondo dopo un lungo viaggio attraverso tutti gli altri mondi.

In questo mondo io sono scisso dalle mie radici, in me è rimasta solamente una scintilla di Lui – “un punto nel cuore”. Grazie a ciò che mi circonda e che ora mi presenta il sistema del mondo dell’ Infinito, insieme con esso io ritorno nuovamente in quella dimensione infinita. Quando ciò che mi circonda, il “gruppo”, poco alla volta si riunisce su questa via con tutta l’umanità, noi scopriamo che tutti arrivano in un mondo Infinito.

Perciò sempre più chiaramente mi risulta che la mia appartenenza all’ambiente, che oggi mi appare talmente artificiale, indesiderata, non necessaria ed irreale, diviene in realtà il ricongiungimento con le mie proprie radici. Io ritorno proprio in quel punto dal quale, chissà quando, sono partito per arrivare in questo mondo.

Scopro allora che, col proprio gruppo, mi ritrovo nel sistema d’un mondo Infinito, Eterno, ripieno della luce di Chochmà.

Già lungo il percorso io ricevo gradualmente questa luce, che si chiama “luce della ragione” (Chochmà) significa saggezza. Ed io mi servo di questa saggezza (Chochmà ) insieme con tutti gli altri!

Questo è il nostro comune intelletto, uno per tutti. Questa comune saggezza, tutto questo sublime pensare, luce, si chiama “Creatore” (Bo-re) ossia vieni e vedi.

(Dalla lezione riguardante l’articolo sul “Libero Arbitrio” del 19.11.2010).

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Chiedi aiuto al “Conduttore dei Sommari”

Tutto dipende dall’appoggio dell’ambiente, senza di esso è impossibile progredire spiritualmente. Dopo, riceverai l’ambiente spirituale, tutti i grandi kabbalisti che hanno scoperto il mondo spirituale durante la loro vita in questo mondo, diventeranno il tuo gruppo, tutte le loro anime. Entrerai nella “riunione superiore” di Rabbi Shimon (esiste un simile gradino spirituale).

Potrai unirti alle fonti superiori, ma solo nella misura del bisogno! Adesso, semplicemente, non necessiti di questo aiuto. Se hai bisogno del gruppo nel quale si trova Baal HaSulam, Rabash, Ari, Rashbi e altri grandi kabbalisti del passato, da Abramo fino ai giorni nostri, lo riceverai;

Ma adesso, non ne hai bisogno, non appena ne avrai bisogno ti si rivelerà il gruppo spirituale, come complemento di quello materiale. È possibile che allora non avrai bisogno assolutamente del gruppo materiale e sarà sufficiente solo un gruppo spirituale.

Queste anime cominceranno ad aiutarti direttamente: quello che si chiama “il conduttore degli asini”. Il Creatore manda un’anima molto elevata che si chiama “il conduttore degli asini”, affinché questa aiuti sempre la persona; però, questo aiuto, arriva come risposta alla tua richiesta del bisogno di elevazione spirituale.

È simile all’esempio del Libro dello Zohar, nel quale si racconta di come Rabbi Aba e Rabbi Yosi aprano la Torà e scoprano che non possono farlo da soli ed hanno bisogno della rivelazione di una forza aggiuntiva che li aiuti ad elevarsi.
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(Dalla lezione sull’articolo, L’Essenza della religione ed il suo Scopo, del 15 Ottobre 2010).

Lezione quotidiana di Kabbalah – 22.11.2010

Il Libro dello Zohar: Hakdama, Laila de Kale, Introduzione Art. “La notte della Sposa”, Art. 138, Lez. 7
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Tzav” (Comando), Punto 62, Lez. 6
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 48, Lez. 22
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “L’essenza della Religione e il suo scopo”, Lez. 7
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Tu lo hai ottenuto, adesso passalo!

Domanda: Come possiamo diventare uguali al Creatore, la cui proprietà è la dazione, mentre siamo stati creati con il desiderio di ricevere e siamo rimasti per sempre con questo desiderio?

Risposta: Se cominci a dare agli altri attraverso il tuo desiderio di ricevere, incrementerai solo la tua dazione.

Esistono due nature:

1. La Luce = La Fonte della Luce = Il Creatore = Colui che da

2. Il Desiderio = Il Ricettore = La Creatura.

La Creatura non da mai, riceve solamente. Quando leggiamo che la creatura diventa come il Creatore, si riferisce alla “ricezione per la dazione”, ciò che significa, ricevere e passarlo!

Però non posso passare la Luce come una cosa che può essere passata nel nostro mondo da una persona all’altra. Allora, come funziona? Come posso darti qualcosa? Io ricevo dal Creatore e non può essere diversamente, perché io sono il desiderio di ricevere piacere.

Il desiderio di ricevere non può dare, questo non esiste in natura. La Nostra natura funziona solo per consumare ed assorbire. Questa è una legge della natura che non può essere violata. Allora, come do a te, un estraneo? Qui si produce un’azione molto speciale.

La Luce Circostante proviene dal Creatore stesso e questa Luce corregge. Questa Luce esegue una correzione e ci connette tutti. Allora non ti sto dando, io ricevo, ma ricevo nei tuoi desideri. Questo è quello che significa per me dare a te.

Io mi connetto a tutto il “corpo” dell’anima collettiva in me, tutto questo diventa qualcosa di mio, ed allora ricevo da questo, però si riferisce come alla mia dazione a questo “corpo”. Questo è il trucco meraviglioso che succede qui. Quando percepisco un’altra persona come parte di me, ricevo per questa persona, ed è come se stessi dando. Puoi obbiettare e dire: che genere di dazione è questa? È la stessa ricezione!

Diciamo che esista una persona alla quale non ho voluto dar nulla e all’improvviso, mi rendo conto che è mio figlio. Allora, sono pronto per dargli tutto, perché lo percepisco come parte di me. Tuttavia, possiamo chiamare questa dazione? Per esempio, se già gli avevo dato prima di sapere qualcosa di lui, allora sicuramente la possiamo chiamare dazione; ma adesso, che genere di dazione è questa quando è il mio stesso figlio? È lo stesso che dare a te stesso.

Tutto questo sarebbe verità se io scoprissi che altre persone sono assolutamente una parte di me; però, il problema è che l’odio rimane tra noi. Questo è un grande beneficio e dobbiamo amarlo. Un’altra persona continua ad essere un’estranea per me, però la Luce Circostante viene e crea un’attitudine amorosa al di sopra del mio odio. Amore e odio restano come due linee: la destra e la sinistra, con me in mezzo ad esse. Questa è la ragione per la quale ci si continua a riferire a questa come “dazione”.

Nella linea di destra, percepisco l’altro come qualcuno vicino a me, come parte di me, come qualcuno per il quale sono disposto a sacrificare tutto, perché questa persona può anche essere me stesso. Nella linea di sinistra, la odio e sono disposto a distruggere ogni piccola parte di lei. Queste due linee esistono unite e simultaneamente nella linea di mezzo.

Questo continua fino alla fine della correzione, il Gmar Tikun; e nessuno sa cosa viene dopo.
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(Estratto dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20 Ottobre 2010- La Libertà.)

Perché mi alzo per la lezione?

Domanda: Tre o quattro volte a settimana mi alzo per la lezione e non capisco davvero perché. Cosa succede qui? Perché lo faccio?

Risposta: Tu ricevi un esempio dall’alto: il Creatore ti forza ad uscire dal tuo sonno, e vieni alla lezione. Ciò è destinato a mostrarti che sei capace di alzarti e di venire alla lezione, ma solo tre volte a settimana, quando il Creatore ti sveglia. Il resto lo lascia alla tua decisione. Adesso vediamo cosa fai quando non ti da questo impulso. Se non capisci perché sei qui, devi analizzare la situazione. All’apparenza vieni qui perché se non lo fai, ti senti male. In conclusione, vieni per sfuggire al male.

Domanda (continuazione): Allora cosa devo fare per cominciare a venire tutti i giorni e per mia scelta?

Risposta: Per questo hai bisogno di un altro tipo di combustibile. Hai bisogno di venire qui non per sfuggire al male, ma per prendere coscienza dell’importanza dello scopo. Hai bisogno di alzarti non perché diversamente succederanno cose spiacevoli, ma perché ti sta aspettando uno scopo elevato.

Domanda (continuazione): Come elevo lo scopo ai miei occhi?

Risposta: Sei incapace di farlo da solo. Lo scopo non può essere ottenuto individualmente. Qui hai bisogno di vedere il tuo vero stato. C’è un solo sistema di anime, simile al Creatore, dentro il quale la Luce interna della vita (NRaNJaY) è rivelata. Questo è il Creatore. Siamo separati da questo stato da 125 “filtri” che indeboliscono la Luce. Voglio ricevere la forza per ritornare a questo stato.

Osservando il sistema delle anime, vedo che unisce tutti in un tutt’uno, e grazie a questo, la Luce le riempie e da loro vita. Di conseguenza, per ascendere, devo stabilire una connessione più forte con gli amici.

Il Creatore non si relaziona con nessun individuo solo. Qualsiasi passo verso la correzione deve essere considerato come un livello più grande di unione nel gruppo.

Si conclude che se ci unissimo in anticipo con gli amici, riceveremmo da loro l’aspirazione ed il combustibile per venire alla lezione quotidiana. Mentre adesso sei isolato da loro, anche a livello corporeo, la fiamma che brucia dentro di loro non ti si attacca.
[24913]

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26 ottobre 2010 – Tutto Israele ha una parte nel mondo a venire.)

Misticismo o forza della vita?

Domanda: Le persone nuove che studiano la kabbalah sono sconcertate dalla parola “Luce” e la associano a qualcosa di misterioso.

Risposta: La Luce Superiore è una forza vitale che ci anima come la luce del sole, dalla quale dipendono le nostre vite e la nostra salute. Questa è la ragione per la quale la Forza Superiore è anche denominata “Luce”. Come la luce del sole “anima” la nostra vita materiale, allo stesso modo la Luce Superiore ci trasporta alla spiritualità.

Tutto il sistema che opera in questo mondo (la terra il sole e la luna) corrisponde al lavoro del Mondo di Atzilut dove si originano tutte le influenze e dove la Luce di Chockma (Saggezza) si veste con la Luce di Binà e discende alle nostre anime. Questa è la ragione per la quale agli oggetti spirituali vengono assegnati questi nomi, in accordo al “linguaggio dei rami”.

La Luce Superiore, come la luce del sole, ci offre la vita; però in questo mondo, non siamo circondati dalla vera Luce. Al contrario, siamo avvolti solo dalla luce che anima la nostra “materia proteica”, che mantiene il nostro metabolismo ed in questo modo, ci permette di restare vivi per circa 70 anni.

Ci sforziamo per ricevere la vera Luce della vita che illumina le nostre anime ed è capace di garantirci una vita pienamente perfetta ed eterna. La saggezza della Kabbalah è un metodo per le persone di attrarre e ricevere questa Luce. Quando una persona riceve la Luce significa che ha ottenuto la saggezza della Kabbalah, la quale fa restare “vivi” coloro che la posseggono.

La nostra vita deriva dalla Luce di Chockma. La Luce di Hassadim (misericordia) rappresenta la correzione, ma tutte le persone in questo mondo desiderano essere riempiti dalla Luce di Chockma. Questa è la ragione per la quale la scienza della Kabbalah porta il nome della “saggezza della ricezione”, visto che ci insegna a ricevere la Luce di Chockma.

È proibito ricevere la Luce di Chockma direttamente, possiamo riceverla solo dentro la Luce di Hassadim. Questa è la ragione per la quale studiamo come mettere la Luce di Chockma dentro la Luce di Hassadim ed eventualmente ottenere tutta la Luce.
[25377]

(Estratto dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18 Ottobre 2010-L’insegnamento della saggezza della Kabbalah e la sua Essenza).