Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Questa vita è un sogno

Domanda: Come possiamo raggiungere la rivelazione in modo da vedere il mondo spirituale nel modo più realistico così come vediamo ora la nostra realtà?

Risposta: Non so se le cose che sto vedendo ora sono realtà o meno. Cosa succede se sto sognando e non posso svegliarmi?

Mi sembra che ora sono all’interno di una certa realtà, ma come faccio a sapere veramente se questa realtà è solo un sogno rispetto alla realtà vicina? Forse c’è un tale livello di vigilanza che mi sta aspettando che tutto ciò che ho sentito in passato, mi sembrerà un sogno?

Dentro la mia realtà attuale ci sono anche periodi in cui mi sintonizzo al di fuori da esso per andare a dormire. Allora, come faccio a sapere? Forse sto dormendo anche adesso?

In altre parole, devo capire in che modo passare da uno stato all’altro per acquisire una nuova coscienza. Ed è per questo che i Kabbalisti ci hanno dato un mezzo.

Fino a quando non si acquista quella nuova coscienza, si rimarrà dentro un sogno e non si saprà nemmeno che è possibile svegliarsi e cominciare a vivere! Noi tutti comprendiamo cosa significa sognare. Stavo dormendo, mi sono svegliato, e adesso sono considerato sveglio. E questo è esattamente come noi esistiamo in rapporto con il mondo spirituale, il mondo a venire.

Ci sono molti stati di questo tipo, uno sopra l’altro. La Kabbalah ci dà i mezzi per mantenere l’ordine crescente da uno stato all’altro. Se è corretto utilizzare i mezzi dati a voi nel vostro stato attuale, allora si sarà in grado di ascendere ad uno stato che si chiama “vita” in relazione al proprio stato attuale e quello che si sente oggi sarà definito un “sogno”. È scritto: “Eravamo come dei sognatori”.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25/11/10, “Corpo e Anima“)

Cos’è la Luce?

Domanda: Cos’è esattamente la Luce di cui parlano i Kabbalisti?

Risposta: Esiste una forza speciale nella nostra realtà chiamata “Luce”. Questa forza è nascosta, per cui non la puoi sentire. Comunque, se tu studi la saggezza della Kabbalah, tu sarai capace di risvegliare questa Luce, ed essa inizierà ad agire in te.

Cosa significa “studiare la saggezza della Kabbalah”? Ci sono delle persone che hanno già raggiunto il Creatore, equivalenza di proprietà con Lui, e descritto diversi stati di esistenza, che loro hanno scoperto nella relazione con la Forza Superiore del Mondo Superiore.

Ovviamente, mentre si leggono i loro libri tu sei incapace di capire quello che è scritto li perché tu non sei nello stesso mondo e non sai niente su di esso. Tu senti solamente quello che ti puoi immaginare nel tuo mondo anche se il testo parla del mondo spirituale che è totalmente diverso da questo mondo.

Se, mentre leggi dei testi Kabbalsitici, tu desideri essere nel Mondo Superiore con tutto quello che hai in te, allora attraverso la tua aspirazione tu evochi una forza speciale dal Mondo Superiore. Questa forza è considerata “la Luce”.

Tu la puoi risvegliare perché hai una scintilla del Mondo Superiore, che ti è stata impiantata al momento della tua nascita. Allora la Luce che viene dal Mondo Superiore splende su di te.

Perciò, se tu desideri risvegliare questa Luce e far si che agisca su di te, allora leggi testi Kabbalistici e concentrati su questo. Non hai bisogno di altro. Non hai bisogno di capire quello che c’è scritto nel libro, avere una mente brillante o essere particolarmente fortunato. Devi essere soltanto una persona comune con il desiderio del mondo che i Kabbalisti ti descrivono per lavorare costantemente sulla tua scintilla. Allora, la scintilla crescerà gradualmente finché inizierai a sentire quello di cui parlano.

Quello è esattamente quello di cui abbiamo bisogno mentre leggiamo Il Libro dello Zohar. Ma la forza di questa Luce viene solamente a una persona se questa lotta per essere nel Mondo Superiore, cioè, aspira ad essere in dazione.

Ma come faccio a sapere quello che significa essere in dazione? I Kabbalisti dicono: se leggi Il Libro dello Zohar in un gruppo e visualizzi di essere collegato agli altri come un organismo, senza alcuna differenza con te, e se tu possiedi un desiderio, una intenzione, un’aspirazione verso la Luce che t’illumina, allora questa forza singolare, non divisa, agirà sul vostro desiderio unificato, e tu difatti rivelerai questa Forza Superiore che sta lavorando su di te e facendoti progredire. Questo è quello che viene considerato la rivelazione del Creatore agli esseri creati.

Perciò, noi stiamo leggendo il Libro dello Zohar nel gruppo, con l’intenzione di unirci nei nostri desideri di rivelare l Luce in modo che essa agisca su di noi, ci corregga, e si manifesti su di noi.
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 29.11.2010

Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Tzav” (Comando), Punto 144, Lez. 12
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 58, Lez. 27
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “Corpo e Anima”, Lez. 5
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Manuale: Come riportare la gioia

Domanda: La Spiritualità richiede completezza e gioia, ma nel gruppo a volte, lo riteniamo, come allegria. Come ci si accede?

Risposta: Ci si abbassa al gruppo dopo la propria banalità, la “vita” civile. Ecco, vorresti provare piacere nel cibo, nel sesso, nella famiglia, nella ricchezza, nel rispetto, nel potere e nella conoscenza. Qui, tuttavia, ci si pone un obiettivo che non si ottiene e la gente non ha scelta.

Nel mondo esterno, bisogna decidere individualmente con chi lavorare e trascorrere il tempo libero, ma qui si vedono i volti degli amici. Guarda, vorresti invitarli nel tuo ambiente? Non hai scelta. Inoltre, non vi è alcun beneficio. Non potete trovare un motivo, né luogo, né il modo di sentire la gioia che hai utilizzato dentro l’esperienza nel mondo esterno.

Ora, è necessario sostituire tutte le vostre idee. Per cosa sono qui? Perché ho bisogno di tutte queste persone? Come faccio a trovare compimento? Qual è l’obiettivo? Quanto è importante? Dopo aver raccolto e fissato queste domande e le risposte correttamente, è necessario semplicemente esplodere dalla gioia, e salire al settimo cielo perché siete così felici.

Dopo tutto, siete solo nel posto giusto, in compagnia delle persone giuste che anelano allo stesso esaltante obiettivo, che non può essere raggiunto da soli. Guarda, sono venuti tutti insieme per te. Essi esistono solo per te nel raggiungimento della perfezione.

Poi, guardando gli amici, si inizia ad amarli. Diventano importanti, vicino, a te cari, e l’obiettivo non è più cos’ lontano. Se siamo tutti uniti, noi lo troveremo tra di noi. Non è in qualche galassia lontana, ma proprio qui dietro le partizioni che ci separano, che ci devono schiacciare.

L’obiettivo è quello di rivelare la Luce in noi, ma non può affluire fino a quando non vi sarà una smagliatura nella rete. A causa dei fili strappati, la corrente spirituale non passa per nessuno di noi. Così, lascia che splenda; chiudi il circuito. Tutto è pronto per noi, e, se vedi gli eventi correttamente, li riempirai sicuramente di gioia.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 5/11/10, Rabash “Riguardo alla Shechina”).

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 28.11.2010

Il Libro dello Zohar: Art. “Tra tutti i Saggi delle nazioni del mondo, nessuno è come te”, Lez. 3
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Il Libro dello Zohar: Art. “ La rosa (Shoshana)”, Lezione 1
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Tzav” (Comando), Punto 136, Lez. 11
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 58, Lez. 26
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “Corpo e Anima”, Lez. 4
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Vuoi decidere da te ?

La prima e più importante delle domande è : – Abbiamo noi qualcosa di simile al libero arbitrio? Oppure ci muoviamo come giocattoli caricati con una chiavetta nella schiena, oppure delle marionette appese ai fili?

In realtà, noi siamo assolutamente condizionati dagli istinti naturali ed agiamo conformemente ad un programma prestabilito.

Anche se ci sembra di prendere le decisioni da noi stessi e di scegliere il nostro cammino – tutto ciò è solo apparenza, e fin dall’ inizio è già tutto prevedibile, in base ad una combinazione di certi dati interni ed esterni (“reshimot“, educazione, abitudini ed altre circostanze).

Ossia, non c’è un attimo nella vita che l’uomo riesca a prendere una decisione da se stesso – e su quale base prenderebbe poi questa decisione?

Se in lui sono già posti tutti i dati, egli agisce in base a loro, come una macchina. C’è forse qualche fattore sconosciuto, che ci potrebbe dare la possibilità di scelta?

Sconosciuto solo a noi però, e perciò ci sembra di poter scegliere liberamente. Ma in realtà è tutto predeterminato, come in natura.

La scienza della Kabbalah dice: “Non c’è nessuno al di fuori di Lui”. Tu vuoi prendere una decisione da te? Allora sollevati al livello del “Creatore” e decidi assieme a Lui.

L’unica libertà consiste nell’ essere d’accordo con Lui e addirittura di poterlo precedere – sollevandoti al Suo livello e assimilando le Sue facoltà, ti permette di decidere per Lui (come Lui). E allora sarà come nel detto: “Il Giusto decide e il Creatore attua”.

Prima di tutto ciò, è inutile parlare di qualsiasi libertà.
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(Dalla lezione sul capitolo “Libero Arbitrio”, 26.11.2010)

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Fede e realizzazione

Domanda: Quando la fede si trasforma in realizzazione?

Risposta: Se si tratta di fede sopra la ragione, allora diventa un vaso o un Kli per la realizzazione. Dopo tutto, la fede è un nome per la luce di Hassadim.

La Fede sopra la ragione è la qualità della dazione che governa il desiderio di godere. Il desiderio di godere con l’intenzione di dare diventa un vaso o un Kli per la luce di Hochma.

Poi la luce di Hochma, rivestita in Luce di Hassadim, inizia dominare dentro il desiderio di godere, e questa è la realizzazione.

L’appagamento della luce di Hassadim dalla luce di Hochma viene chiamato “fede totale o completa” (Emuna Shlema).
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Preparandoci per la Lezione ancora una volta

La Luce costruisce la nostra connessione e ci rivela il Creatore solo dentro di essa. Dobbiamo aspirare a questo non per il nostro bene, ma solo per dare piacere a Lui. Una volta che raggiungiamo l’amore per il Creatore, ci rivelerà il suo amore per noi. Tutto il nostro studio ha lo scopo di rivelare o risvegliare il nostro amore per il Creatore.

Ovviamente, in questo momento non sentiamo la minima necessità per questo. Ci ricordiamo dell’esistenza della Forza Superiore solo quando ci sentiamo male. E’ la nostra natura che ci fa agire solo quando ci manca qualcosa, desiderosi di completare e riempire noi stessi.

Noi non sentiamo alcun bisogno del Creatore e tanto più d’amarlo. Ma se proviamo aartificialmente ad aspirare al Creatore per mezzo del lavoro nel gruppo, progressivamente avremmo provocato l’influenza della luce su di noi che ci porta qualità speciali, quelle dell’amore e della dazione.

La qualità può essere diretta solo verso il Creatore poiché Egli è il solo ad esistere attraverso noi. Tuttavia, al fine di arrivare a Lui siamo stati posti in uno stato speciale chiamato “questo mondo”. Qui, con l’aiuto dei nostri familiari e amici, possiamo fare sforzi e pratica per acquisire l’amore per l’ambiente adeguato. Poi andremo dall’amore per le creature al grado di amore per il Creatore.

E’ così che usciremo dall’egoismo, passando dall’amore di sé all’amore per il prossimo, e tramite la nostra famiglia e gli amici, acquistiamo l’amore per il Creatore.

Poi si rivelerà la vera natura degli “strumenti” che abbiamo usato. Si scopre che il Creatore stesso divide la nostra realtà in questo modo, così d’avere la possibilità di venire a Lui per mezzo di questi “esercizi”. In realtà non c’è nulla oltre a me, che include tutta la realtà e il Creatore, che è al di sopra di essa.

Cerchiamo quindi di costruire l’intenzione di ricevere la Luce che Riforma dallo studio reciproco, al fine di rivelare l’amore tra noi e il nostro amore al Creatore.

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 24/11/10, Lo Zohar).

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Come diventare un Superuomo spirituale

Domanda: Invece di ricevere le forze del mondo superiore, mi sento, giorno dopo giorno, sempre più debole. Come diventare un “superuomo spirituale” che riesce a sollevarsi da questa situazione ?

Risposta: Prima di tutto bisogna partire dai fatti. E considerando i fatti non c’è di che spaventarsi, perché tutto questo ci viene offerto dal Creatore – secondo un procedimento tramite il quale dovremmo riuscire in qualche modo ad imparare qualcosa.

La luce superiore, agendo sulle nostre “reshimot“, crea in loro dei quadri che ci si presentano dinnanzi. Essa prende dei dati informativi (reshimot) e ce li proietta sul nostro schermo interiore, e noi ci veniamo a sentire in un certo stato d’animo.

Tutti questi stati d’animo dobbiamo necessariamente provarli durante il nostro cammino. E allora, dov’ è il problema? Il fatto che alle volte mi sento male, alle volte bene, e che non riesco ad essere completamente padrone di me stesso? Innanzitutto su di me domina la luce.

Adesso mi stanno spiegando come la luce agisce su di me. Ma chi sono io? Io sto solamente assistendo a questo lavoro. E perciò si chiama lavoro del Creatore. E noi lo stiamo osservando in disparte. Impara da esso cosa sta succedendo.

Forse non è troppo simpatico ch’ Egli lavori su di me ? Se io volgessi lo sguardo sul mio compagno che a volte piange, a volte è contento, a volte dorme, a volte si tormenta, – questo sarebbe normale, infatti io osserverei l’azione della luce su di un’altra persona. Ma non sono contento di vedere tutto questo accadere a me.

Da un lato ciò è vero. Dall’altro lato, se tu incominci ad identificarti con queste attività, col Creatore, se desideri approvarLo, allora non è così importante quello che ti succede. Tu ti identifichi con Chi lavora su di te, e consideri te stesso come materiale per il Suo lavoro.

Riesci a staccarti da questo materiale ? “Questo non sono per niente io. Se mi muovo, faccio questo o quello, penso e desidero, – tutto questo non sono io. Io identifico me stesso col Creatore, che fa di questo materiale ciò che desidera”. Allora già vedo me stesso in disparte.

Adesso sorge la domanda: Potrei io chiedere al Creatore di fare delle azioni per un altro scopo, secondo un’altra direzione, forse succederà, su, proviamo.

Ma quali azioni? A quale scopo? Mi ascolterà? Cosa vorrà fare? Non è che io abbia intenzione di chiedere qualcosa inutilmente. Se io già mi trovo in una tale situazione che, insieme a Lui, agisco contro il mio corpo, come Mosè col Creatore contro il Faraone, allora è meglio che gli chieda qualcosa che valga la pena. Allora incomincia già per l’uomo tutto questo processo.
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(Da una lezione sul Libro dello Zohar. Introduzione,25.11.2010).

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