Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Un dramma di mille anni con un finale felice

Perché è stato necessario tutto questo dramma della vita: che Israele uscisse da Babilonia separandosi dal resto dell’ umanità, ascendesse al livello spirituale, costruisse il Primo ed il Secondo Tempio e dopo si frammentasse e cadesse nelle Klipot (gusci)? È stato fatto con il fine di raccogliere un po’ di Luce Superiore dall’ Alto e portarla in basso, alle anime, in piccole scintille.

Queste scintille sono il risultato della rottura ed è per questo che possono esistere all’ interno dell’ ego in accordo alla legge dell’ equivalenza della forma. Se c’ è una scintilla nell’ ego, può elevare MAN (preghiera) attraverso il gruppo che passerà questa richiesta al Creatore. Il Creatore invierà una risposta sotto forma di Luce che Riforma che compirà una correzione.

Nella scintilla stessa non c’ è niente da correggere, ma la Luce correggerà la sua connessione con le altre anime, affinché anche la volontà di ricevere piacere (desiderio) partecipi ad essa. Gradualmente, una persona si vincola a tutti gli altri e le anime cominciano ad unirsi di nuovo in una sola anima.

Pertanto, tutto questo processo patito dal gruppo chiamato Israele, c’è stato con l’unico fine di correggere tutte le altre anime. Al contrario, Babilonia non sarebbe potuta essere riformata perché non possedeva scintille spirituali.

Così, un po’ di tempo fa, l’ umanità si divise in due gruppi. Uno di essi era nel raggiungimento del mondo spirituale e dopo ritornò, si frammentò e cadde nel mondo materiale; però questo gruppo portò le scintille della rottura con sé e durante i successivi duemila anni, i due gruppi furono “cucinati” insieme e mischiati. Il momento fu prestabilito per questo. Adesso il tempo è finito e cosa faremo in seguito?

Adesso dobbiamo chiarire le condizioni della correzione, tanto sul piano spirituale, quanto su quello materiale. Pertanto, l’ umanità sta entrando in una crisi globale, mentre allo stesso tempo, il metodo per risolverla, la saggezza della Kabbalah, si sta rivelando.

Siamo capaci di sentire tutto questo solo perché le scintille della frammentazione stanno vivendo dentro di noi.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6 Dicembre 2010, lo Zohar, Introduzione, articolo “Chi creò questi”)

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Non aver paura di essere girato alla rovescia

Domanda: Perché c’ è una così grande differenza tra gli oggetti spirituali, nei quali l’ inferiore è sempre molto peggiore del superiore?

Risposta: il Partzuf inferiore non solo è più piccolo del superiore, è assolutamente peggiore in tutto ed opposto ad esso perché nella scala spirituale, tutti i gradi sono opposti tra di loro.

Il grado superiore non è solo un po’ più intelligente, più conoscitore e percettore. È la stessa cosa delle quattro fasi della Luce Diretta. La prima fase (Bechina Alef) è totalmente opposta alla seconda (Bechina Bet), tanto in relazione ai desideri (Kelim, vasi), quanto in relazione alle Luci. Allo stesso modo, la terza fase (Bechina Ghimel) è opposta a Bechina Bet. Nessun grado successivo differisce un poco dal precedente, sono sempre completamente contrari.

Noi non sentiamo questo nel nostro mondo fisico. Il nostro desiderio egoista, semplicemente continua a crescere, diventando sempre più intelligente, qui tutto è chiaro per noi. Tuttavia, nella spiritualità, il grado superiore è così opposto al precedente, che sono incapaci di capirsi. Si riferisce anche ai gradi adiacenti, per non menzionare quelli che sono separati da un intervallo.

Pertanto, quando leggiamo un testo scritto da un kabbalista, possiamo solo chiedere la nostra correzione, elevare il Man (Mayin Nukvin, acque femminili). La mia spiegazione è anche diretta unicamente a centrarsi in essa.

Tutte le cose immaginarie che stiamo studiando ci aiuteranno solo nella formazione di una preghiera al Creatore. Questo perché l’ ascesa da un grado all’ altro, può essere fatta a condizione che la Luce Superiore ci giri “alla rovescia” o “dal basso verso l’ alto”, facendo ogni volta una rivoluzione completa.

È così che avviene l’ ascesa nei gradi spirituali, come un embrione che si gira quando è sul punto di nascere. In questa maniera lui è pronto ad uscire; e mentre sta nascendo (uscendo), si gira di nuovo ed esiste ora nel grado successivo. Comunque, copre la breccia tra i gradi, girandosi al contrario.

È impossibile ricevere il grado successivo senza essersi liberato completamente dal precedente. “Alla rovescia” significa vuotarsi di tutta la Luce di Nefesh, poiché sono opposti l’ uno all’ altro.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2 Dicembre 2010, Talmud Eser Sefirot)

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Una mela nel giardino del Creatore

L’ uomo si sviluppa come una mela che matura in un albero finché raggiunge il livello finale, quello desiderato. L’ uomo attraversa senz’ altro degli stati veramente opposti nel suo percorso. Si sente come una mela dura, aspra e immatura. Può comunque seguire il percorso della Luce invece del percorso delle sofferenze e sentire che si avvicina costantemente al bene?

Quando si segue il percorso della sofferenza, il nostro desiderio di ricevere riceve costantemente mentre cresce senza ottenere appagamento. Tuttavia, quando seguiamo il percorso della Luce, ci fa attraversare gli stessi stati in maniera consapevole, ed invece di vivere nei nostri desideri, viviamo in intenzioni, che ci permettono di rivelare il mondo opposto, il mondo della dazione.

In esso, io ricevo piacere nel donare al Creatore. Il Kli (vaso) egoista è il desiderio, ed il Kli altruista è la Luce Riflessa, l’ intenzione di dazione, Ohr Hochmà (Luce della Saggezza).

Io non accelero solamente il mio sviluppo con l’ aiuto della Luce, ma inoltre sento questo percorso come un piacere perché mi sto dirigendo verso un traguardo desiderato. Sono d’accordo con il Suo piano, ed ogni momento mi porta più vicino a questo.

Tuttavia, più mi avvicino al traguardo e più sento di essere opposto a questo. Questo succede perché costantemente incrementiamo la nostra sensitività verso le differenze tra di noi ed il Creatore, com’ è scritto: “Il Creatore è critico con i giusti per la larghezza di un capello”.

Nel primo livello io sento che la nostra differenza non è cosi grande: Buon affare, io ricevo e Lui dona. Dopo, dal primo livello io passo al secondo, ed anche se io divento più simile a Lui, proprio per questo, io sento che la differenza tra di noi non è più meno 10, ma meno 100, io sono salito, (in altre parole io ho acquisito una correzione), ed ha operato come una lente d’ ingrandimento dove io posso vedere le mie imperfezioni 100 volte più grandi di prima.

Anche se io sono un gradino più vicino al Creatore, sono diventato 100 volte più sensitivo. Prima la distanza di una misura di corda non mi disturbava, mentre adesso sono disturbato da un piccolo capello.

L’ unico elemento che può essere cambiato nei quattro fattori di sviluppo (le fondamenta, i mezzi di sviluppo delle fondamenta, l’ ambiente ed i mezzi di sviluppo dell’ ambiente) che influenzano una mela in crescita oppure un uomo, il suo gene spirituale, è l’ influenza dell’ ambiente. Questo è cosi perché unicamente l’ ambiente determina se la mela ha buone condizioni di crescita: sole a sufficienza e umidità.

La stessa cosa riguarda l’ anima. Quando abbiamo buone condizioni di crescita, non abbiamo bisogno di guerre e sofferenze. Se noi vogliamo far crescere la nostra mela (anima), ha bisogno di essere bilanciata con l’ ambiente.

Per poter fare questo, è necessario stabilire un collegamento con questo ambiente ed ottenere la Forza Superiore attraverso questo, raggiungere il Creatore che diventa questo ambiente, lo corregge in modo che io, l’ ambiente ed il Creatore ci possiamo unire in un insieme.
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.12.2010

Il Libro dello Zohar: Introduzione “Le Lettere di Rabbi Amnon Saba”, Punto 27, Lez. 3
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 3, Lezione 11
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 79, Lez. 38
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Baal HaSulam, Art. “Una serva che è l’erede della sua padrona”, Lezione 6
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Come diventare sicuro e libero

Domanda: Da quando ho incominciato ad occuparmi di Kabbalah, mi sento così piccolo, proprio come un minuscolo embrione, e mi sento sempre meno sicuro.

Da dove mi viene improvvisamente la vera certezza in questa unica forza che controlla tutta la creazione, mi crea tanti problemi e nella quale trovo il mio unico sostegno?

Risposta: Di solito è la religione che da all’ uomo la sicurezza, quando crede in un Creatore che è buono e si occupa di lui, sul quale è possibile fare affidamento. Questa sensazione è molto diffusa e profondamente radicata nell’ uomo e lo sostiene, e perciò i Kabbalisti non prendono posizione contro le religioni.

Arriva però il tempo quando nell’ uomo si risveglia un nuovo desiderio, ed egli non riesce più a tranquillizzarsi con la precedente fede cieca. Egli cresce e si sviluppa allontanandosi da lei; non gli sono più sufficienti le azioni tradizionali. Egli vuole conoscere il Creatore!

Idealmente noi dovremmo sollevarci dalla religione (dat) alla conoscenza (daat) e, come detto, conoscere il Creatore”. Ma in pratica ciò non succede.

Praticamente questo può avvenire solamente tramite un legame con un gruppo di kabbalisti.

Non c’è altro mezzo. Il gruppo dovrà rappresentare per te il luogo dove potrai raggiungere il Creatore, la facoltà del dare, della dazione.

La sensazione d’ insicurezza nasce solo dalla mancanza di questa facoltà. Non appena sarai in grado di dare, ti sentirai completamente sicuro di te e sarai anche libero da te stesso. Dare è Binà.

Allora potrai vivere senza alcun timore, preoccupandoti di una sola cosa: quand’ è che con le mie azioni sarò in grado di emulare le azioni dei “Padri” ? Quando sarò in grado di dare al Creatore? Ossia salire oltre Binà?
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(Dalla lezione sull’ articolo “La serva che ha ereditato dalla padrona” del 13.12.2010)

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Donne, uomini e la garanzia mutua

Domanda: La garanzia mutua riguarda anche le donne?

Risposta: Sia uomini che donne, senza differenze, devono raggiungere la garanzia mutua. Quando diciamo che gli uomini sono stati nel Monte Sinai e le donne gli circondavano, questo riflette le qualità interiori di ognuno di noi.

La “donna” rappresenta il desiderio di ricevere piacere, mentre “l’ uomo” è il simbolo del superamento di questo desiderio. “Uomo “ è “Gever”, in ebraico, che viene dalla parola “Hitgabrut” o superamento. Lui è il desiderio di dazione che scopre la proprietà opposta del Monte Sinai, il “monte dell’ odio” dentro di se.

Ma unità e la garanzia mutua riguardano tutti: le donne devono cercare di collegarsi a tutti interiormente, proprio come gli uomini. Ma gli uomini hanno bisogno di dimostrarlo anche esteriormente, mentre le donne lo sperimentano all’ interno.

Tuttavia, le donne devono “fare pressione” sugli uomini. Questo è cosi, perché proprio per la sua natura l’ uomo tende ad ascoltare la donna, sua moglie. Sua moglie è una madre per lui; è cosi che lui la percepisce.

Il prototipo del uomo è Zeir Anpin , che si trova tra due donne, due Nukva: Malchut e Binà. Sua madre è Binà e sua moglie è Malchut. Lui riceve i desideri da Malchut, e torna da Binà per il loro compimento.

In altre parole, lui è incapace di tornare a Binà senza Malchut, e una volta andato da lei, lui non ha altra scelta se non di passare a Malchut tutto quello che ha avuto da Binà. In questo modo opera l’ uomo. Ed è per questo che la moglie rimpiazza sua madre inconsciamente in molte cose.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 12/11/10, Shamati N.1)

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La piramide del mondo

I desideri di tutte le anime formano una comune struttura, ma non omogenea, e divisa su molti livelli, in ogni possibile forma: secondo le Sefirot: 3 linee e 12 parzufim.

Tutti i desideri raggiungono alla fine la somiglianza con il Creatore, ma ognuno in conformità colla sua fonte, ossia “Aviut“, la grandezza del desiderio.

Tuttavia la grandezza del desiderio si valuta non per la quantità ma per la qualità. Come nei quattro stadi della luce diretta, lo stadio che segue non si distingue per essere 10 volte più grande, ma perché uno desidera ricevere, l’ altro desidera dare, il terzo ricevere per dare, il quarto desidera ricevere per sè, e poi correggersi.

Ossia il grado del desiderio, il suo “aviut“, si valuta non per la quantità del desiderio, ma per la sua capacità di sentire e capire, compresa la sua posizione rispetto alla luce. Più il desiderio si sente opposto alla luce, più è grande il suo aviut. Questa valutazione è puramente qualitativa.

Più grande è la differenza che il desiderio sente colla luce, più presto si risveglia per eliminarla. Esso non è in grado di sopportare questo divario.

Perciò il gradino della riparazione corrisponde a quello della corruzione, il sentimento della propria separazione dalla luce, la “rozzezza” (aviut) del desiderio. Più pesante è il distacco, più grande è il sentimento del legame con l’ alto. Com’ è detto: “Colui che è il compagno più grande, possiede il più grande egoismo”.

Durante il processo di correzione attraversiamo diversi stadi, e una parte di loro dipende dall’aviut del desiderio ed un’ altra parte no. Si sviluppano a volte le une, a volte le altre , come un embrione al quale, a tempi alterni, si sviluppano il cervello, le estremità, gli organi interni.

Tutta la creazione si sviluppa come un enorme embrione, poi c’è lo svezzamento ed infine la maturità. E anche gli uomini nella creazione si sviluppano seguendo le stesse tappe.

Stando al desiderio che noi abbiamo oggigiorno, tutte le anime si suddividono in: Israele (Iashar-el “direttamente al Creatore”), quelle nelle quali si è risvegliato il desiderio (reshimo, il gene dell’ informazione) della riparazione, e “i popoli del mondo”, quelli nei quali questo reshimo non si è ancora risvegliato.

Va da sè che ciò avverrà anche in loro, ma per ora non c’è. Questa divisione è relativa e può cambiare in ogni momento.

La parte interna è la più importante e Israele, ossia quelle anime che si sono già risvegliate per la correzione, si chiama parte interna del mondo, infatti tramite loro la luce si riversa in tutti gli altri desideri.

Secondo la legge della corrispondenza inversa della luce e del desiderio, la luce entra nel sistema tramite i desideri più delicati, G”E superiore. E in seguito da esso si estende verso il basso, e da lì ancora più in basso, fino a riempire poco alla volta tutti i desideri secondo i vari livelli: “ibur – ienika – mokin” (embrione – alimentazione – maturità).
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(Dalla lezione sull’articolo “La serva che ha ereditato dalla padrona”. 12.12.2010)

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Dare significa riempire i desideri degli altri

Domanda: Posso capire come la gente da nel mondo materiale (tu puoi aiutare la gente volontariamente), ma non capisco, come si può dare nel mondo spirituale?

Risposta: Io, al contrario, non capisco come si possa dare nel mondo materiale. Dopotutto, la ragione dietro tutte le tue azioni è che desideri sentirti bene, il che non è considerato dazione.

Nel mondo spirituale, dare significa elevarsi al di sopra di tutti i calcoli egoistici, al di sopra del proprio ego, dei propri desideri. Quando ciò avviene, una persona acquisisce una nuova forza, della quale è carente. Questa forza fa in modo che sia possibile dare senza nessuna risposta del proprio desiderio.

Oggigiorno, tutte le tue azioni di dazione si basano sul calcolo egoista. Abbiamo bisogno di preservare la pace e l’ ecologia, di aiutare i malati, perché ci fa male vedere la sofferenza o perché, Dio non voglia, se domani ti ammali, allora anche tu puoi ottenere aiuto; ma questa non è chiamata dazione, è un calcolo egoistico ordinario.

La natura ci ha fatti a partire dal materiale che necessita di “combustibile”, come un motore. Se voglio dare o fare qualcosa, ho bisogno “di riempirmi” perché al contrario, non posso fare un solo movimento.

Nella nostra vita, queste azioni caratterizzano una persona come un donatore, un uomo buono di buon cuore; però la prova spirituale mostra che siamo tutti egoisti. Tutto quello che sto facendo in questo mondo con il mio desiderio di essere riempito è semplicemente realizzare azioni volte a riempire me stesso. È per questo che sento il mondo e noi dentro di esso, alla stessa maniera in cui lo sentiamo tutti.

Tuttavia, nel mondo spirituale, io rivelo come posso dare agli altri, cioè, cominciare a sentire i desideri degli altri come miei. Io lavoro per riempire i loro desideri e sento che tutto è al di fuori di me. Proprio adesso, qui nel mondo materiale, sto sentendo tutto quello che c’è dentro di me, però nel mondo spirituale, sento tutto quello che è al di là me, nei desideri di altre persone. Questo è possibile solo quando la Luce Superiore crea in me le proprietà della dazione!

Per tanto, la legge “ama il tuo prossimo come te stesso” è una condizione o una ricetta medica per sentire tutto ciò che esiste all’esterno, cioè, per avere sensazioni spirituali. I mondi materiali e spirituali sono solo due modi di percepire la realtà: per assorbimento o uscendo fuori da se stessi alla dazione.
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(Dalla serie di lezioni introduttive, “Hanukkà” del 30 Novembre 2010)

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Costruire il vaso di amore

Domanda: In realtà, non mi piacciono gli amici per niente. Cosa mi può aiutare a riconoscere il Creatore nel gruppo?

Risposta: Non ti piace il Creatore nel grado in cui non ti piacciono gli amici. Al fine di rivelare la luce, hai bisogno di un vaso per l’ amore. Mi connetto con il punto nel cuore del mio amico, che è il suo desiderio spirituale.

Se egli è nel gruppo, è certo che il creatore lo ha portato qui. Il creatore ha dato il punto nel cuore al mio amico, ed è per questo che siamo insieme. Devo connettermi a questo punto interno tutto il resto sono proprietà che vedo nel mio amico e in me stesso.

Queste proprietà devono diventare il supporto, il terreno per la crescita e lo sviluppo di questo punto. Tutti i nostri desideri saranno costruiti in un nuovo Partzuf spirituale intorno ad esso.
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