Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Conferenza da Arava – 30.12.2010

Conferenza da Arava, Lezione 1
Video / Audio

Attraverso la baraccopoli delle belle città

Domanda: Cosa devo fare quando mi trovo in uno stato dove non ho la forza, non sento niente che mi interessa, e non so cosa fare?

Risposta: Questo è descritto nel capitolo settimanale della Torah: “E i figli di Israele patiranno a causa della schiavitù.” Dopo che una persona si rende conto che non ha alcun potere, tutto ciò che può fare è chiedere l’ elemosina.

Prima, pensava a se stesso come un grande, uno intelligente, in grado di capire. Pensava di poter avanzare da solo continuamente, guadagnando la conoscenza attraverso lo sforzo e l’ azione. Tuttavia, se fino a questo punto lui ha eseguito un numero sufficiente di azioni, è arrivato a vedere che nulla è stato raggiunto con esse.

Perché, allora, una persona ha bisogno di svolgere tutte queste azioni? Al fine di rendersi conto che egli non otterrà nulla. Per raggiungere lo stato di vuoto, una persona deve esercitare un enorme quantità di sforzo.

Io lavoro e penso che, così facendo, sto costruendo le bellissime “città-magazzino di Pitom e Ramses”, acquisendo conoscenza, e che presto svelerò, vedrò e sentirò tutto. Io pratico uno sforzo sempre maggiore, immergendomi negli studi più profondi, per poi accorgersi improvvisamente: “Quanto ci ho messo dentro, e cosa ho ottenuto? Non ho nulla. Che cosa devo fare ancora? Cosa sarà di me?” Non lo so, ma io sono disposto a cadere in un sonno mortale. Dammi solo un sonnifero così che io possa dormire e mai più alzarmi.

Questo è come una persona si sente in quel momento, esausto e impotente. In realtà, egli comincia a capire che non realizzerà nulla di tutto questo. In un primo momento, egli non ne ha neppure conoscenza e sente solo che non ha voglia di niente. Poi, si sveglia e continua ad andare avanti. Tuttavia, ad un certo punto, comincerà a capire che, da solo, non otterrà nulla, e ha bisogno della Forza Superiore: “Se il Creatore non arriva e mi aiuta, io, da solo, non posso fare nulla”

Egli comincia a pensare in questo modo solo dopo 15 o 20 volte, o forse anche dalle 30 alle 40 volte che ha cercato di avanzare per suo conto, per affrontare la delusione e la caduta nella disperazione. Questo è chiamato gli anni dell’ esilio Egiziano, fino a quando non si ha l‘ “affanno a causa della schiavitù.” Per il mio ego, ho composto la “città-magazzino, Pitom e Ramses”, ma per l’ uomo che in me vuole raggiungere la spiritualità, queste città sono povere e miserabili, vuote, e non mi possono dare nulla.

Comincio a dividere me stesso in due. Che importa se ho la conoscenza, l’ intelletto, posso discutere la saggezza della Kabbalah benissimo, e addirittura mi sembra di capire tutto? Non serve a niente. In verità, non ho la spiritualità. Io posso parlare per tutto il giorno e tutta la notte, ma la sto raggiungendo o semplicemente ne sto parlando? Sto solo parlando.

Poi, una persona capisce che a questo punto, ha bisogno solo dell’ aiuto dall’ Alto, di una rivelazione superiore, la Forza Superiore, qualcosa di diverso che non è in lui. Egli comprende che con quello che ha, è impossibile raggiungere la spiritualità. Infine, egli veramente grida, come è scritto: “E i figli di Israele patirono a causa della schiavitù.”

E’ un percorso impegnativo. Una persona deve sottoporsi a tali stati molte volte. Solo l’ ambiente lo può aiutare in questo e nient’ altro. L’ ambiente può sostenerlo e proteggerlo, oltre a promuovere il suo sviluppo.

Altrimenti, chissà quando si sveglierà di nuovo? Se non con l’ aiuto dell’ ambiente, sarà per mezzo di un cambiamento, Reshimo (il record di informazioni spirituali), che sarà concesso misericordiosamente dall’Alto e dandogli un nuovo stato. Tuttavia, nessuno sa quando ciò avverrà.

Pertanto, quando una persona rimane in uno stato buono, quando è illuminata dalla Luce e ha il potere, deve legarsi con l’ ambiente, quanto più possibile, al fine di ricevere la forza dentro di esso quando diventa di nuovo debole. Poi, sperimenterà una discesa come per inerzia e risalirà di nuovo fino a quando accelererà la velocità prima di cadere.
[30876]

Materiale correlato:

Laitman blog: L’ esilio è un grado spirituale
Laitman blog: Che cosa mi ispira?

Dove vai quando finiscono i binari?

Domanda: Perché ci sono tanti disastri naturali negli ultimi tempi, come il terribile incendio forestale sul Monte Carmel ad Haifa?

Risposta: La tendenza generale della natura è tale che i disastri naturali stanno diventando un fenomeno comune in tutto il mondo. È una sfortuna, ma se continuiamo ad avanzare, ne sentiremo parlare sempre di più.

La saggezza della Kabbalah offre una spiegazione semplice. Dal principio della creazione fino alla fine, il Creatore ci spinge sempre in una direzione, in linea retta, e Lui non farà marcia indietro. In altre parole, c’ è una formula molto semplice per mezzo della quale la natura sta intensificando la sua influenza su di noi, obbligandoci a crescere.

Nella fase precedente dello sviluppo, crescemmo sotto l’ influenza della Luce, la Forza Superiore, la natura, il Creatore, affinché il nostro desiderio egoista fosse sempre in aumento. Questo fu chiamato lo sviluppo della civiltà umana, che è durato decine di migliaia di anni.

Lo sviluppo si è adattato ad una formula semplice: l’ ego doveva crescere di generazione in generazione e durante il periodo della nostra vita, lo abbiamo fatto crescere noi direttamente, acquisendo tutto quello che esso voleva e sviluppando tutti i mezzi possibili per questo fine. Pertanto, non c’ era alcun problema. Fu semplicemente necessario utilizzare correttamente tutto ciò che ci circondava, cioè la società umana e le risorse naturali, al fine di riempirci.

Tuttavia, la fine del ventesimo secolo, alla quale fanno riferimento i kabbalisti da molto tempo, non è stata solo la fine del millennio, ma anche la fine di tutto il paradigma del passato, l’ inizio di tutto lo sviluppo nel quale incrementiamo il nostro ego, con l’ unico obbiettivo di mantenere il suo riempimento. È arrivato il momento di fare un bilancio e di renderci conto del fatto che non possiamo continuare così perché non ci stiamo più sviluppando e riempiendo. Questa è diventata una corsa di topi alla ricerca di un premio artificiale e non vogliamo più parteciparvi.

Questo cammino di sviluppo è finito, posto che tutto lo sviluppo avviene lungo quattro fasi: 1-2-3-4 (Alef-Bet-Gimel-Dalet) e siamo arrivati adesso alla quarta fase, dopo aver completato il primo periodo di sviluppo. I kabbalisti lo hanno calcolato da molto tempo e ci hanno dato una data nella quale questo sarebbe successo: l’ anno 1995.

Adesso, poco a poco, sperimentiamo la crisi in tutti gli ambiti: la famiglia, l’ educazione, la cultura, l’industria, le relazioni internazionali e cosa più importante, il clima. A causa dello squilibrio che creiamo con le nostre relazioni scorrette, non cambiando l’ approccio del nostro sviluppo, violiamo in gran misura l’ equilibrio generale della natura. Introduciamo in tutta la natura lo squilibrio delle relazioni interne umane.
[28618]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 03.12.2010, Discorso speciale sulla tragedia del nord di Israele e sull’ equilibrio nella natura)

Materiale correlato:

Laitman blog: La legge universale della natura
Laitman blog: Un mondo senza frontiere

Lezione quotidiana di Kabbalah – 29.12.2010

Scritti di Rabash: Articolo 4
Video / Audio

Dal Libro dello Zohar: Art. “Tu partecipi con me”, Lezione 3
Video / Audio

Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 39, Lez. 22
Video / Audio

Scritti di Baal HaSulam, Art: “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia”, Lez.3
Video / Audio

Non tormentarti invano

Domanda: Io non ho ancora realizzato tutti i miei desideri materiali, ma sono già venuto alla Kabbalah. Che cosa significa?

Risposta: Non è un problema, continuate [con i vostri studi]. Come afferma la Torah, e come Baal HaSulam spiega nella “Introduzione al TES“, una persona non deve astenersi. Il nostro cammino non è quello della privazione, si avanza solo grazie alla Luce che riforma. Lavorando in gruppo e organizzando l’ intenzione correttamente nel corso degli studi, abbiamo attirato la luce, e lei ci riforma.

Il nostro corpo non ha nulla a che fare con essa, non c’è bisogno di tormento e privazione, o sottomettere la vita a severe limitazioni. La saggezza della Kabbalah non richiede tutto da una persona, ma di studiare con l’ intenzione. Tutto si risolverà, nonostante il nostro male, le inclinazioni, la lussuria, e i pensieri irrilevanti. Lasciate che sia la Luce a venirne fuori e fate del vostro meglio per non arrestare il suo percorso.

Quando ci si sente “intelligenti”, tendiamo ad agire in modo indipendente, inventando restrizioni artificiali, come se sapessimo che cosa sia bene o male per la realizzazione spirituale. Si tratta di un approccio completamente errato. Se diamo alla mente il potere assoluto, nulla sarà raggiunto. In verità, la vostra mente deriva sempre dall’ egoismo, dal desiderio corrotto. Come può determinare unilateralmente il prossimo gradino della sua correzione?

Quindi, dobbiamo solo predisporre le giuste condizioni affinchè la Luce lavori su di noi. Questo è tutto ciò che il metodo chiede. Non serve altro. Non interferite con la Luce, al contrario, contribuite al meglio delle vostre capacità per farvi influenzare.

Usate tutto ciò che evoca l’ influenza della Luce: il gruppo, l’ unificazione, i ritrovi degli amici, la diffusione, gli studi, eventi e incontri. Dopo tutto, la Luce si riversa solo sull’ unità delle anime, da dove partì durante la rottura e dove ritorna se le anime faranno uno sforzo per riunirsi.

In primo luogo, si dovrebbe fare un lavoro interiore sulla base delle azioni esterne, con tutte le fibre della propria anima, e continuare a provare ad unirsi con gli amici, anticipando la Luce che verrà sicuramente ad unificarci. Questa è la fonte di correzione.

Nel nostro mondo, non ci sono altri mezzi, né dentro né fuori di una persona. Solo questo ci permetterà di riformare noi stessi e il mondo intero che sta sprofondando in una crisi globale.

Oggi, tutto ciò che abbiamo realizzato in migliaia di anni comincia cadere a pezzi, dimostrando a noi che il Kli (vaso) è un desiderio vuoto e che dobbiamo fare qualcosa. Oggi, il vuoto è diventato il destino comune.

Pertanto, abbiamo bisogno di rivelare il metodo corretto, che è basato sull’ unità. Abbiamo bisogno di trovare il luogo della rottura e disegnare la Luce che riforma, cioè, che ci unifica e ci porta indietro all’ anima collettiva. Solo la Luce Superiore che appare nella nostra unione potrà fornirci la sensazione di una vita autentica.
[30710]

Materiale correlato:

Laitman blog: Le azioni fisiche che compiamo non possono correggere nulla in questo mondo
Laitman blog: Il Creatore, la creazione e i nostri desideri

Ricordare la luce

Domanda: Cosa sono le Reshimot?

Risposta: Una Reshimo (registro di informazione) è un’ impressione che si mantiene nel Kli (desiderio) dopo che è partita la Luce che lo ha riempito. Pertanto, le Reshimot, sono Luci contenute nei Kelim (desideri).

Cosa vuol dire che la “Luce parte dal Kli”? Significa che non illumina il Kli come soleva fare, perché non c’è lo schermo, non c’ è contatto tra il Kli e la Luce. Pertanto, la Luce brilla da lontano e per questo si dice che il Kli contiene un poco di Luce.

Le Reshimot sono simili alle reminiscenze del passato. La Luce riempie il mio desiderio di ricevere quando io, con l’ aiuto dello schermo, acquisisco la connessione con la Luce e ci fondiamo, perché lo schermo unisce i due opposti tra loro; ma se non esiste lo schermo, la Luce non è connessa al Kli. Resta nel Kli e non parte da lì, comunque il Kli non può sentirla o fare in modo che brilli. La Luce contenuta viene percepita vagamente e la chiamiamo “Reshimo”.

Si può esprimere semplicemente dicendo che la Luce se ne è andata ed ha lasciato la Reshimo al posto suo. Tuttavia, in realtà, questo non è il caso. La Luce è restata al posto suo e non si è allontanata, ma siccome non la sentiamo, la Luce ed il Kli sono apparentemente disconnessi.
[29627]

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13 Dicembre 2010, Talmud Eser Sefirot)

La piramide capovolta

E sono particolarmente le anime più basse, le più esteriori, quelle “cattive” che possiedono il maggiore desiderio. Una volta che si svegliano e aspirano alla santità, l’ intera piramide si capovolgerà.

Possono compiere semplici azioni, azioni di supporto, ma se queste azioni sono compiute altruisticamente e con tutto il cuore, allora non saranno più azioni meccaniche. Può darsi che una persona cosi non capisca quello che deve esser fatto, ma vuole aderirsi a te. Il minuto che lui fa, lui inizia a ricevere quello che tu hai e cresce! Improvvisamente, all’ interno di questo piccolo desiderio gli immensi desideri spirituali, le anime vengono rivelati.

Nel mondo spirituale, la cellula più piccola, collegandosi al corpo, riceve tutto quello che ha il corpo; acquisisce tutti i suoi desideri ed è attenta a tutto quello che accade li.
[29538]

Materiale correlato:

Laitman blog: La piramide del mondo
Laitman blog: Questa vita è un sogno

Come soddisfare i desideri degli altri

Domanda: Come può una persona con il desiderio “Israele” soddisfare i desideri degli altri?

Risposta: Tutto succede nel desiderio. Mentre una persona si corregge, inizia a sentire i desideri degli altri, a collegare l’ intero desiderio dell’ anima collettiva a se stesso. Allora lui lo sente. Chiaramente lui non gira tra le persone chiedendo loro quello di cui hanno bisogno.

In modo similare, entrare in un gruppo significa sentire il desiderio del gruppo nella connessione tra di noi, che esiste all’ interno del gruppo, anche se noi non lo percepiamo. Tuttavia, io voglio partecipare in questa connessione coscienziosamente, la voglio sentire pienamente, apertamente!

Io vedo che siamo separati, ma i Kabbalisti dicono che c’ è un collegamento tra di noi. Ed io voglio rivelarlo chiaramente, connettermi a esso con tutta la mia mente e cuore.

Quando io mi collego al gruppo, quando inizio a lavorare in questo modo e questo livello (di realtà) mi viene rivelato, io scopro all’ improvviso che il mondo funziona nella stessa maniera. Tutt’ un tratto io scopro che tutte le persone sono lavoratori del Creatore, ed io entro in Shechina. Io devo solamente aiutare gli altri a realizzarlo da se. Dopo tutto, il Creatore desidera che questo sia rivelato a tutti!
[29545]

Materiale correlato:

Laitman blog: Dare significa riempire i desideri degli altri
Laitman blog: Il principio di base dell’avanzamento spirituale

Sposta la bilancia del mondo verso il bene

L’ Altissimo sta solamente aspettando una reazione da parte nostra. Porzioni di Luce vengono dall’ Altissimo verso il più basso (ognuno di noi) chiedendo in risposta una giusta reazione da parte nostra. L’ Altissimo sa esattamente quello che sta succedendo al più basso ed in quale stato si trova perché Lui forma quello stato per il più basso.

E certamente l’ Altissimo sa quello che il più basso sta per fare. Lui ha organizzato le condizioni sia esterne che interne per il più basso in modo da assicurargli la libera scelta, lasciando al più basso solamente una cosa poco chiara e sconosciuta a lui – il terzo centrale di Tifferet (Klipat Noga). Precisamente in questo stato il basso deve formare la linea centrale da se.

In risposta all’ influenza dall’ Altissimo, il basso costruisce correttamente la linea centrale, cioè diventa meritevole. Allora lui sposta se stesso e tutto il mondo (tutto l’ ambiente che l’ Altissimo ha creato per lui fino a questo momento) verso il bene.

Per cui, la sola cosa che si richiede al più basso quando si trova in una mancanza (Hissaron) è di voltarsi verso l’ Altissimo in modo di ricevere il componente mancante per poter spostare se stesso e tutto il mondo verso il bene. Il più basso manca di saggezza, sensazione e più tardi di abilità nel prendere una decisione. Lui deve ricevere tutto questo dall’ Altissimo.

L’ Altissimo lascia il più basso Klipat Noga in modo che lui desideri di andare verso Lui e ricevere quello che gli manca. Il più basso è pronto per ricevere questo supplemento per Klipat Noga, e allora lo riceve. Questa è la forza addizionale di dazione che lui acquisisce nello stato attuale, che gli permette di innalzarsi al livello seguente.

Materiale correlato:

Laitman blog: Tutti viviamo per il bene degli altri
Laitman blog: Desidero che abbiate un buon ruolo nel Libro della Vita

Lezione quotidiana di Kabbalah – 28.12.2010

Scritti di Rabash: Articolo 3
Video / Audio

Il Libro dello Zohar: Art. “Tu partecipi con me”, Lezione 2
Video / Audio

Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 35, Lez. 21
Video / Audio

Scritti di Baal HaSulam, Art: “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia”, Lez.2
Video / Audio