Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 08.02.2011

Scritti di Rabash, Shlavey ha Sulam, Pagina 938
Video / Audio

Il Libro dello Zohar: Punto 180, Art. “Torah e Preghiera”, Lezione 2
Video / Audio

Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 75, Lez. 41
Video / Audio

Scritti di Baal HaSulam, Art: “L’ essenza della Saggezza della Kabbalah”, Lez. 7
Video / Audio

Il Libro dello Zohar: Punto 189, Articolo: “Mitzvot Torah”, Lezione 1
Video / Audio

La lezione quotidiana per tutto il giorno

Dobbiamo capire che il nostro studio quotidiano non è per acquisire conoscenza, ma è per il nostro sviluppo. Ogni lezione alla quale assistiamo, che sia quella di oggi, di ieri o dell’ altro ieri, sono fasi del nostro sviluppo.

Questo non è uno studio di un articolo in particolare o di una parte del Talmud Eser Sefirot. Studiando questo materiale, tu individui quali livelli dovresti sviluppare. Pertanto, più tardi, nel corso della giornata, è molto importante restare all’ interno di quello che hai studiato nella lezione.

Tu devi investire tutto il tuo giorno girando intorno alle ore nelle quali ci siamo trovati a lezione. È necessario lavorarla ed elaborarla, cercando di non perderla e leggere il mio blog. Tu devi elaborare questo materiale il più possibile. Facendo questo, ci uniamo già nei nostri pensieri e troviamo noi stessi nella nostra fase specifica e comune di sviluppo. Questo è molto importante, visto che attraverso questo, produciamo già un pensiero comune.

Io ho visto che anche il Rabash faceva lo stesso lavoro; nel corso della giornata ritornava al materiale che avevamo studiato la mattina. Lui parlava di questo, usando anche le stesse parole, ricordando l’ articolo che abbiamo letto. Questo è un bene, perché significa che una persona lo vive, lo trasferisce dalla sua testa al suo cuore.

Ogni giorno Rabash ed io facevamo una passeggiata, e se io arrivavo un po’ prima lo trovavo seduto a leggere o a scrivere qualcosa che aveva a che fare con la lezione del mattino. Dopo, quando andavamo in macchina, parlavamo solo dell’ articolo o della parte del Talmud Eser Sefirot che avevamo studiato durante la lezione.

Se dovevamo andare ad un appuntamento con il dottore, lui prendeva con sé degli articoli o un volume del Talmud Eser Sefirot e mentre eravamo seduti nella sala d’ attesa, parlavamo di questo e lo studiavamo. Era di solito lo stesso materiale che avevamo studiato la mattina.

(Dalla lezione sul Talmud Eser Sefirot del 7.01.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: La preparazione è la chiave del successo nello studio
Laitman blog: Dai tre ai cinque anni

Lezione quotidiana di Kabbalah – 07.02.2011

Scritti di Rabash: Articolo 43
Video / Audio

Il Libro dello Zohar: Punto 180, Art. “Torah e Preghiera”, Lezione 1
Video / Audio

Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 68, Lez. 40
Video / Audio

Scritti di Baal HaSulam, Art: “L’ essenza della Saggezza della Kabbalah”, Lez. 6
Video / Audio

Lezione quotidiana di Kabbalah – 06.02.2011

Scritti di Rabash, Articolo 19
Video / Audio

Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 66, Lezione 39
Video / Audio

Articolo: “L’ Essenza della Saggezza della Kabbalah”, Lezione 5
Video / Audio

Il Libro dello Zohar, Punti 174-179, Art: “ Rallegrandosi nelle festività e non dando ai poveri”
Video / Audio

Come riconoscere un vero Kabbalista

Baal HaSulam, “La saggezza della Kabbalah e la filosofia”: e come il Re Salomone non ha potuto evitare che Asmodeo si sedesse sul suo trono, pretendendo di essere lui non appena arrivò a Gerusalemme, i saggi della Kabbalah osservano la teologia filosofica e si lamentano che ha rubato il guscio superiore della loro saggezza, che Platone ed i suoi predecessori greci hanno acquisito studiando con i discepoli dei profeti di Israele. Essi hanno rubato gli elementi di base della saggezza di Israele ed hanno vestito un mantello che non era di loro proprietà. Fino ad oggi, la teologia filosofica si è seduta sul trono della Kabbalah, essendo l’ereditiera della sua padrona.

I filosofi greci studiarono dai profeti, visto che la Kabbalah era aperta a tutti dall’epoca di Abramo. Tuttavia, non potettero ascendere fino all’altura della realizzazione spirituale, perché questo esige enormi sforzi. È per questo che i filosofi presero solo la parte esterna di questa saggezza, il loro obbiettivo non era correggere la natura umana, ma solo acquisire conoscenza.

Il primo segno mediante il quale si può distinguere un kabbalista è vedere di chi è studente. È impossibile, ottenere la spiritualità, senza essere un devoto studente vicino ad un vero kabbalista. Anche se essere uno studente di un vero kabbalista, non garantisce ancora il successo spirituale, per lo meno è la prima condizione necessaria per arrivare a questo.

Il secondo segno di un kabbalista è che il metodo che sta offrendo deve essere diretto solo alla correzione dell’ egoismo dell’ uomo. Questo è precisamente quello che colloca la Kabbalah a parte dagli antichi filosofi greci (religioni, credenze, metodi spirituali, ecc). Essi rubarono la coperta esterna della Kabbalah (il discorso dei mondi superiori, il mondo a venire, ricompensa e castigo e così via) e cominciarono ad usarlo ed a svilupparlo egoisticamente, con il fine di manipolare piuttosto che di correggere la natura umana.

Questi sono i due segni principali che differenziano un kabbalista da un non kabbalista. Per di più, non solo la filosofia ma tutti i metodi in generale, incluso quelli scientifici, impiegati dall’ uomo con la speranza di correggere il mondo ed ottenere una vita migliore, corretta, e più o meno sopportabile, dimostrano eventualmente la loro falsità.

Può non manifestarsi nelle conclusioni scientifiche in sé, ma nell’affermazione che in questo modo è possibile correggere il mondo e portare la felicità all’ umanità. Fino a che non sia chiaro come il giorno, le persone regolari nelle quali non si è ancora risvegliata un’urgenza speciale verso la spiritualità (il punto nel cuore), non tratteranno seriamente la Kabbalah.

Così, solo chi ha studiato da un riconosciuto kabbalista può essere lui stesso un kabbalista. Un autentico kabbalista offre inoltre un metodo di correzione dell’ egoismo, non tutta una serie di “miracoli” od azioni fisiche con l’ aiuto delle quali si suppone che si riceva una ricompensa o un castigo dall’ Alto.

In altre parole, questa non è né una religione, né un sistema di credenze, né filosofia, né teologia, e neppure le scienze naturali del nostro mondo, ma un metodo per correggere il nostro egoismo con il proposito di ottenere l’ unità e l’ amore. Questo metodo può essere rivelato alle masse solo dopo che l’ umanità si sia convinta che tutti gli altri metodi non possono portarla alla salvezza.
[32536]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 11.01.2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”).

Materiale correlato:

Laitman blog: Il Lavoro Interno di un Kabbalista: “L’Amore Degli Amici” – 24.05.10
Laitman blog: Come trovare un vero kabbalista?

Non aspettare un segno decisivo

Avvicinarsi agli altri significa portare i loro desideri ed i pensieri più vicini a te, in maniera che tu possa sentirli come i desideri dei tuoi stessi figli. Allo stesso modo, tutto il mondo deve passare ad essere importante per me come se fosse tutta la mia famiglia.

Allora sentirò questa connessione “familiare” sempre di più, fino a che comincerò a sentire che sono una parte mia e molto di più, che di fatto loro sono me! Questo è un problema chiaramente psicologico.

Nella misura in cui mi avvicino di più agli altri, sento la forza che riempie lo spazio tra di noi. È lì che il Creatore si rivela. Quanto più sono interessato ad ogni persona del mondo, tanto più mi avvicino al Creatore ed ho più possibilità di rivelarlo.

Tuttavia, se respingo gli altri e l’ opportunità di avvicinarli a me, circondandomi dei miei interessi egoistici, per mezzo dei quali separo me stesso e gli altri dal Creatore, dall’ abbondanza e dalla bontà, evoco tutta la malvagità e la sofferenza del mondo.

Se le persone non cominciano ad utilizzare la scienza della Kabbalah, allora cominceranno a separarsi le une dalle altre e questo include tanto la separazione tra gli individui quanto tra le intere nazioni. Allora l’ oscurità entrerà nelle persone, essendo molto più potente di quanto lo sia ora. Il Creatore si allontanerà da noi sempre di più, fino a che Egli raggiunga il segno decisivo, cioè quando comincerà una guerra mondiale. Tutto dipende solo da quanto vicina o lontana si trovi questa forza superiore. Il suo allontanamento porterà tutte le esplosioni, le catastrofi, le epidemie e le guerre, incluso una guerra mondiale.

Per ora siamo semplicemente in “esilio” (la perdita della sensazione del Creatore). Egli ci è molto vicino e si sta avvicinando deliberatamente sempre di più per rivelarci la connessione globale del mondo. Non è ancora troppo tardi; dobbiamo capire che siamo responsabili di portare questa conoscenza a tutto il mondo ed in questo senso, tutto dipende dal nostro desiderio.
[32729]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.01.2011, “La qualità della saggezza nascosta, in generale”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Preparandoci per la Lezione ancora una volta
Laitman blog: La vita nel flusso della luce infinita

Fantasia infantile, fede e realtà

Domanda: Come aiutare un bambino a non cadere su infondate filosofie, ma ad esaminare e verificare tutto in maniera pratica?

Risposta: Questo è esattamente il tipo di approccio di vita che dobbiamo insegnare metodicamente ad un bambino, fornendo esempi di questo. Un bambino tende ad aver fiducia in quello che un adulto gli dice, ma dobbiamo insegnare a lui o a lei a verificare tutto.

Tu devi spiegare ai giovani: “Se io ti ho detto qualcosa, come puoi essere sicuro di aver sentito bene? Per lo stesso motivo, come puoi essere sicuro che so di cosa sto parlando e ti dico quello che realmente è? Dopotutto, anche gli adulti sbagliano, chiunque può commettere un errore! È tuo compito verificare ciò che ti è stato detto, il che è l’ unica base del tuo progresso”.

Puoi chiedere: “Come crescerà dopo, se non crede a quello che il maestro gli dice?”. Dovrebbe crederci solo in base all’ esercizio che gli stiamo dando; ma il suo lavoro è imparare da questo esercizio ciò che è corretto e ciò che è sbagliato. Lui deve solo credere che valga la pena fare questo esercizio per ricavare poi le sue conclusioni.

In altre parole, dobbiamo insegnare al bambino a cercare risposte per conto suo, basandosi solo sulla sua stessa esperienza di vita. Viceversa, imparerà a fidarsi di tutto quello che diciamo e pensiamo e che tutto quello che è scritto è assolutamente vero.

Leggiamo il giornale e inconsciamente riceviamo tutto quello che dice come se fossero fatti, dato che questo è quello che ci hanno insegnato fin dall’infanzia, ovvero a rispettare la parola scritta. Tuttavia, se approfondiamo, vedremo che tutto è dettato dalla mera ingordigia e tagliato su misura. Noi, tuttavia, lo valorizziamo dal suo aspetto ed otteniamo informazioni da questa fonte. Non abbiamo bisogno di insegnare questo ad un bambino, vero?

Dobbiamo insegnargli ad utilizzare i pensieri critici quando si tratta di quello che gli rovina la vita, affinché non prenda mai le parole di qualcuno per quello che sono. Deve prima verificare tutto! Deve accettare l’ opinione di un altro “esperto” ma solo per fare dopo un passo indipendente in avanti.

In quanto al resto, bisogna stabilire una regola: emettere giudizi esclusivamente sulla base di fatti evidenti, perché è scritto “Un giudice ha solo quello che i suoi occhi possono vedere”. I bambini tendono a gravitare verso la fantasia, ma tutto deve essere canalizzato alla verifica. Ogni fantasia deve essere comprovata. È geniale che un bambino abbia immaginazione, ma deve basarsi sull’ evidenza.

L’ unica eccezione è quella che c’ è nel regno dell’ ispirazione, l’ arte: il canto, la pittura e la cultura. La cultura non ha relazione con la scienza e non ha una restrizione così forte, pertanto, può lavorare solamente con l’immaginazione. Tuttavia, non è in modo alcuno relazionata ai principi della vita. La cultura è al di sopra della conoscenza e della ragione, poiché deriva dalla ricerca del Superiore, il Creatore. Pertanto, l’ arte dovrebbe essere separata dal desiderio egoista.
[32320]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.01.2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Come possiamo influenzare i nostri bambini?
Laitman blog: La miglior forma di educazione è quella che aiuta lo studente a diventare un umano

Lezione quotidiana di Kabbalah – 04.02.2011

Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 348
Video / Audio

Il Libro dello Zohar, Porzione Settimanale “Trumah”, Brani selezionati
Video / Audio

Introduzione alla Saggezza della Kabbalah, Spiegazione dell’ articolo, Lezione 12
Video / Audio

Lo studio della Saggezza della Kabbalah
Video / Audio

Non dare il bambino ai lupi

Prima di tutto devo essere grato e “benedire” il fatto che ho una connessione, che non sono diviso dal governo superiore, non importa come mi sembri adesso, se buono o cattivo. La cosa più importante è che ho un punto di unità: so dell’ esistenza della Forza Superiore, la Natura. È Buono e Benefattore, ha una mente e sensazioni come noi le intendiamo. Ci crea e desidera che ci sviluppiamo. Di tutta l’ umanità, proprio adesso ha evocato un desiderio dentro di me per dirigermi ad essa e devo essere grato per questa aspirazione, anche se mi porta disagio.

Tratto la mia nuova aspirazione allo stesso modo di tutti gli altri miei desideri: voglio riempirla non appena possibile per il bene della ricezione. Tuttavia, questo vuoto sarà riempito solo se opero nel modo della dazione. Questo è un tipo differente di desiderio: prova piacere solo quando l’abbondanza esce da lui, quando fa il bene a qualcun altro.

Devo trattare il desiderio spirituale che si è svegliato in me come una nuova creazione. È impossibile continuare una vita regolare con questo; semplicemente, non ne sarei capace. Per questo vengo portato al gruppo, al maestro ed agli studi; mi viene presentato il metodo kabbalistico affinché possa capire che è arrivato il momento di lavorare su una nuova creazione.

Questa nuova Reshimo o nuova inclinazione in me non ha ancora un vettore ed una forma. Adesso devo immergermi nell’ ambiente come un seme nella terra con il fine di ricevere le sostanze nutrienti dal gruppo. Solo allora l’ embrione del mio desiderio spirituale comincerà a svilupparsi.

Inoltre, si svilupperà in una direzione completamente differente perché questo desiderio appartiene ad una dimensione completamente nuova per me. Ciò significa che devo trattarlo in maniera differente dall’ inizio e non esigere la stessa cosa che sono abituato ad esigere dai miei desideri abituali.

Anche se vivo nei miei desideri precedenti nella maniera in cui ero solito vivere, adesso però dedico tutta la mia attenzione e l’ energia a sviluppare questo nuovo germoglio. Studio la scienza della Kabbalah per trovare l’ opportunità di realizzare questo desiderio, di esprimerlo e rivelare un riempimento dentro di esso. Questa è la chiave di tutta la saggezza.

Non agisco istintivamente, come facevo fino ad ora. Il nuovo desiderio esige da me un nuovo “stile di lavoro”. Per questo, prima devo imparare un nuovo metodo e sviluppare un nuovo approccio.

Tuttavia, se non voglio studiare e continuo ad agire alla vecchia maniera, senza elevarmi dal livello animato al livello umano, allora ricevo dei colpi. Questo perché la mia nuova aspirazione non è assolutamente destinata o adattata alla mia ricezione egoistica. È possibile educare un bambino con le leggi della giungla e tra le bestie selvagge? Non crescerà come una persona e non si eleverà dal livello animato.

Allo stesso modo, devo studiare per alimentare appropriatamente questo seme e creargli l’ ambiente corretto. Devo fornirgli l’ umidità, i minerali, il calore e la luce, tutte cose necessarie per il suo sviluppo.

Questo è il significato di studiare la scienza della Kabbalah: studio come correggere e sviluppare in modo ottimale il mio desiderio spirituale.

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.01.2011, Scritti di Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Psicologia materialistica dell’ amore
Laitman blog: Cadere nel buco nero dell’egoismo per l’ ultima volta

Lezione quotidiana di Kabbalah – 03.02.2011

Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 14
Video / Audio

Scritti di Rabash, Art: “Il bisogno dell’ Amore degli Amici”
Video / Audio