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Lezione quotidiana di Kabbalah – 28.02.2011

Scritti di Rabash, Shlavei HaSulam, Articolo 12
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Il Libro dello Zohar, Spiegazione generale dei “Quattordici Comandamenti e come si dividono nei sette giorni della Creazione”
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 92, Lez. 54
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Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot, Lezione 10
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Scegliere il sentiero corto e piacevole

Oggigiorno le persone hanno raggiunto una cosi estrema crescita dell’ egoismo che non possiamo nemmeno immaginaci  persone buone e altruiste.

Tempo addietro potevamo ancora sperare nella nostra capacità di educare e coltivare questo tipo di persone. Il ventesimo secolo ha posto fine a questo tipo di sogni. Adesso capiamo che l’essere umano è incapace di essere altruista. Questa è una grande presa di coscienza poiché si tratta già del riconoscimento del nostro male.

Tuttavia, stiamo affrontando la seguente domanda: Potranno continuare ad esistere le persone in questo mondo se non diventiamo altruisti? Adesso stiamo comprendendo che ci troviamo in un sistema globale, comune, un villaggio “globale” dove tutti sono interconnessi.

È chiaro che non potremo vivere in questo modo a lungo. Ci stiamo allontanando. Perché possa sopravvivere quest’umanità, dobbiamo donare uno all’altro e diventare come un uomo con un solo cuore. Tuttavia, come abbiamo già visto nella storia, siamo completamente incapaci di farcela con le nostre forze; è semplicemente impossibile.

Ma possiamo rivelare che esiste una terza forza – il Creatore che può fare questo. Possiamo arrivare al punto di fare questa rivelazione e chiarimento attraverso orribili sofferenze, guerre, epidemie che ci forzeranno a rivelare l’ aiuto del Creatore che “stabilirà la pace tra di noi”. Tuttavia, questo percorso naturale è molto lungo e difficile.

Esiste un’ alternativa. Se studiamo la scienza della Kabbalah, se comprendiamo gli stati che dobbiamo attraversare e la decisione che dobbiamo rivelare, se diffondiamo questa sapienza in tutto il mondo e attiriamo la Luce Superiore, allora la Luce ci correggerà. Ci darà la qualità di dazione, che siamo incapaci di ottenere da noi attraverso la nostra natura. Quest’alternativa ci permette di raggiungere la correzione attraverso un sentiero corto e piacevole “accelerando i tempi”.

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Rivelare la realtà che descrive lo Zohar

Lo Zohar, Capitolo “Va Yera (E il Signore apparve)”, punto 126…All’ inizio Rabbi Aha pensò che ci fosse Dever in città, per cui una preghiera è richiesta per portare indietro Nukva alla qualità di Rachamim. Ed è per questo che disse loro di pregare. Ma quando senti che c’erano molteplici morti, e quando gli fu detto che questo e quello erano morti, e questo e quello stavano per morire, lui vide che si trattava di una piaga, e la preghiera non aiuta con una piaga. Questo è cosi poiché questo non richiede la mitigazione nella qualità di Rachamim. Piuttosto, si richiede l’ incenso, per rivelare la linea centrale in questo ed incorporare le linee una nell’ altra.

Le sensazioni interne di una persona che riconosce le proprie innumerevoli proprietà e che impara fino che punto si trova dallo stato di correzione si chiamano “infezioni”, “epidemie”, “avvenimenti di molteplici morti” o “condizioni vicino alla morte”.

La piaga (Dever) viene contrapposta da un “saggio” che vive all’ interno di ognuno di noi; questa qualità unica è chiamata “Rabbi Aha”. Gli autori dello Zohar sono, infatti, la fonte di qualità superiori, le quali sono presenti in ogni anima, anche tu le possiedi!

Ed è cosi perché noi dimoriamo in un sistema olografico nel quale ognuno di noi è incluso in tutte le sue parti. Perciò, Rabbi Aha è presente anche nella mia anima, lui lotta contro la piaga e guarisce molte “persone malate”, che alcune volte muoiono e altre volte riescono a sopravvivere.

Il mio compito è quello d’ immaginare e di sentire esattamente dove si trovano dentro di me. Dove si trovano tutte queste qualità? Io lotto per sentirle. Se io sono un “piccolo mondo”, allora devo localizzare queste qualità dentro di me. Io anelo rivelarle.

Dal momento in cui io rivelo la qualità descritta nello Zohar, io inizio a viverci. Io voglio identificarmi con gli uomini giusti e perfino con i peccatori. Voglio unirmi a tutti. Qualsiasi e ogni cosa in questo mondo è mia e manifesta se stessa nella mia anima, che è nascosta da me. Finché non riuscirò a rivelare perlomeno una piccola parte di esso, io non potrò sentire quello che è descritto nel Libro dello Zohar.

Perfino una rivelazione parziale fa sì che io possa “leggere” e sentire meglio me stesso; la mia consapevolezza su di me emerge ed io riesco a spiegare chi sono io. Ma, al momento, Lo Zohar ci è completamente occulto. Stiamo aspettando che la Luce agisca su di noi e inizi il processo di rivelazione di una nuova realtà all’ interno di ognuno di noi.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 27.02.2011

Scritti di Rabash: Articolo 34
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Il Libro dello Zohar: Punto 250, Art. “Il Quattordicesimo Comandamento”
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 92, Lez. 53
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Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot, Lezione 9
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Questo mondo è un dizionario di termini Kabbalistici

Da dove vengono le parole di questo mondo? Per quale motivo un contadino che tempo addietro viveva nelle vicinanze di Gerusalemme vide il Monte degli Ulivi e lo chiamò cosi? È cosi perché pensò che andasse bene il nome per quel posto. Il desiderio arrivò a lui dalla natura e la natura viene dall’ Alto.

Cioè, non c’è niente di accidentale nelle parole di questo mondo; vengono tutte dall’ Alto. È per questo che i Kabbalisti possono usarle per descrivere le radici spirituali, che è chiamato “il linguaggio dei rami”. E quando prendiamo i nomi di questo mondo e spieghiamo quello che si nasconde dietro essi in base alle loro radici spirituali, noi vediamo le differenze tra i mondi. È cosi che scopriamo quello che si trova tra di noi e il mondo spirituale.

Una pietra di questo mondo e una pietra del mondo spirituale, un albero di questo mondo e un albero del mondo spirituale, un uomo, una donna, un bambino, il fuoco, l’ acqua, è cosi come io studio la differenza tra i mondi e la forma alla quale io devo arrivare.

Tuttavia, il linguaggio dei rami non è inteso per tutte le persone, ma per quelle che sentono il mondo spirituale. Solo loro possono comprendere quello che succede tra il ramo e la radice. E loro si passano la conoscenza usando questo linguaggio.

Quando un Kabbalista descrive una determinata connessione con le radici e desidera trasmettere questa conoscenza a un altro, lui lo fa con il linguaggio dei rami.

Attualmente non usiamo questo linguaggio ma adoperiamo un linguaggio parlato. Quando sentirai la spiritualità, ascoltando le parole del tuo maestro che ti parla del mondo spirituale, comprenderai quello che dice. Oppure, lui t’ insegnerà come s’ insegnano le parole nuove a un bambino piccolo.

Immagina di essere nello stesso livello spirituale con il tuo insegnate e lui ti segnala un determinato fenomeno e ti dice come viene chiamato. Vedendo il fenomeno e sentendo il suo nome, puoi collegarli, mettere insieme la parola di questo mondo all’ oggetto spirituale. Questo significa imparare il linguaggio dei rami. Un neonato nel mondo spirituale impara il linguaggio dei rami nella stessa maniera nella quale un neonato in questo mondo impara il linguaggio terreno.

Più tardi avrai la possibilità di parlare con il tuo insegnante; avrete un vocabolario attivo.
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Una motivazione per nascere al più presto

Domanda: Baal HaSulam scrive che prima di iniziare a studiare Kabbalah è necessario capire che cosa sia. Come possiamo capire il suo linguaggio, che è cosi difficile?

Risposta: Per capire cosa sia la Kabbalah significa acquisire uno schermo per mezzo del quale innalzarsi al di sopra del proprio egoismo e vedere le azioni spirituali. Allora, sarai capace di comprendere un maestro Kabbalista e imparare da lui cosa fare a continuazione. Tu comprenderai e sarai capace di verificare tutto quello che lui ti dice in pratica, qui e adesso, come viene fatto dagli studenti in tutto il mondo.

Ma prima che tu nasca spiritualmente, come faccio a spiegartelo? Sarebbe come se io parlassi di questo mondo a un bambino che ancora non sia nato e si trovi nel grembo materno. I Kabbalisti ci parlano di un altro mondo. Non viviamo in questo mondo, all’ interno della sua sfera, come in una bolla, mentre ci viene detto quello che si trova al suo esterno.

Perciò, i testi Kabbalistici agiscono su di noi come un “rimedio miracoloso” (Segulà). Gli articoli sono scritti per i principianti, ma Lo studio delle dieci Sefirot è scritto per quelli che sono nati spiritualmente, che sono già “neonati spirituali” ai quali si può parlare del mondo spirituale. Grazie a questo loro avanzeranno e potranno esplorare il nuovo mondo nel quale sono nati.

Come per quelli che si trovano nel ventre materno, è solamente uno stimolo, un motivo per nascere al più presto.
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Stai aspettando la redenzione?

Lo Zohar, Capitolo “Shemot (Esodo) ”, punto 247 Sessanta è Malchut, i potenti sopra, dal lato di Gevura, che si aggrappa agli intagli, il che significa l’ esteriorità della santa Haya d’ Israele, che è Malchut. Per questo vengono chiamate dietro di lei sessanta regine (Malchut). Quelli sono angeli designati sulle nazioni. Ottanta domestici sono angeli designati dagli intagli di Malchut sotto le sessanta regine. Per questo vengono chiamate domestiche e non regine..E non c’è un numero sulle domestiche…

Tutto quello che leggiamo nello Zohar traspira nel desiderio. Non esiste nient’ altro oltre il desiderio. Stiamo leggendo sui suoi fenomeni interiori, cambiamenti e svariate relazioni tra le sue parti. È un ottimo mezzo, collettivamente chiamato Malchut, che ha bisogno dei cambiamenti, ogni volta portandosi a una maggiore equivalenza con la Luce. Perciò, tutti i nomi e termini scritti nello Zohar esistono all’interno di Malchut, nei nostri desideri, nelle varie interrelazioni.

Perciò, noi dobbiamo soltanto pensare a come tirare la Luce verso il desiderio com’è scritto nello Zohar. Anche se non comprendiamo specificamente quali qualità o cambiamenti sono descritti, o qualsiasi cosa stia succedendo li, tuttavia attendiamo la redenzione: che la Luce influenzi questo desiderio, che noi possiamo comprendere e sentire il desiderio e la Luce che lo riempie, e sentirli insieme.

Infatti, è impossibile sentire uno senza l’ altro,ma soltanto se c’è  contatto tra di loro, perfino nella prima minima misura.

Questo è quello che stiamo aspettando. E tutti i mondi e le lettere che leggiamo nel Libro esistono soltanto nel desiderio – nella nostra anima.

La Kabbalah: la rivelazione dell’ intera realtà dentro di noi

Domanda: Che cos’ è la saggezza della Kabbalah?

Risposta: Un certa influenza discende su di noi dalla radice superiore (il pensiero della creazione) dall’ Alto verso il basso attraverso tutti i mondi e alla fine raggiunge il punto finale, questo mondo. Include le parti esteriori e quelle interiori: i cinque mondi superiori e gli esseri creati.

L’ intero universo è composto da mondi e anime che esistono dentro i mondi. La saggezza della Kabbalah esamina ogni cosa tranne la radice precisa: il modo in cui si diffonde dall’Alto verso il basso poi ritorna dal basso in alto, il che succede relativamente alla persona che realizza questi conseguimenti.

Dentro a questo sistema c’è qualcuno a cui si riferisce come ad un “uomo” (finora, non sappiamo chi egli sia). Tutto ciò che viene rivelato rispetto a lui è chiamato la saggezza della Kabbalah.

In questo momento, io esisto nella realtà di questo mondo, e percepisco ogni cosa attraverso i cinque sensi: vista, udito, gusto, olfatto e tatto. I cinque sensi mi aiutano a rivelare e percepire tutto quello che succede al di fuori di me, ma io non so effettivamente cosa sta succedendo lì fuori.

I fisici dicono che noi siamo sotto l’ influenza di onde e che non esistono altro che queste onde. I chimici dicono che queste sono reazioni tra certe sostanze e molecole. Ad ogni modo, ciò che conta è che io percepisco certe influenze e a queste influenze reagisco. Questa è la mia percezione interiore, mentre altri potrebbero reagire in un modo diverso.

Noi siamo tutti uomini, e funzioniamo tutti nello stesso modo. Per questa ragione, siamo portati a percepire le stesse cose. Un altro essere percepirebbe una diversa realtà. Ogni essere percepisce il mondo in base alle sue proprietà, al suo carattere, e alle sue informazioni genetiche. Gli uomini, gli animali, gli insetti, le piante, e perfino le rocce si percepiscono e percepiscono l’ambiente circostante in modi diversi..

Tuttavia, la Kabbalah parla solamente del modo in cui gli esseri umani percepiscono il mondo. Sebbene ci siano delle differenze anche qui, noi continuiamo ad avere delle percezioni comuni. Noi continuiamo piuttosto a comprenderci allo stesso modo. Le nostre impressioni coincidono così tanto con i livelli inanimato, vegetativo ed animato che ci sentiamo completamente una cosa sola con tutti questi livelli.

Le difficoltà nella percezione incominciano solo al livello umano dove la psicologia, le caratteristiche individuali, le percezioni, e le sensazioni incominciano. Se esaminiamo solamente l’influenza sui cinque sensi che non sono stati ancora deformati dai fattori della percezione psicologica, allora ci riferiamo ad ogni cosa che percepiamo in essi come ad una percezione di questo mondo, fino a qui senza che i nostri nervi e i nostri pensieri si siano stratificati su di essa.

Quando conseguiremo tutti i cinque mondi spirituali in questo modo, conseguiremo ciò che si chiama la saggezza della Kabbalah: l’ intera discesa dall’ Alto verso il basso, dal principio alla fine e indietro dalla fine al principio, tutti gli oggetti e i sistemi, le cause e le conseguenze, ogni cosa fino proprio all’ultimo dettaglio. Dunque, la Kabbalah spiega chi è l’uomo, il suo scopo, le ragioni della necessità di discendere dall’ Alto verso il basso, e cosa ci aspetta alla fine dell’ ascesa.

Questa saggezza comprende tutto. Comprende la fisica, la chimica e la vita dell’ uomo in questo mondo. Tutto è compreso in essa. La Kabbakah è la rivelazione dell’ intera realtà dentro l’ uomo che la consegue.

L’ uomo sale attraverso i mondi spirituali e consegue la realtà in una delle sue fasi: il primo, il secondo, il terzo livello, e così avanti. Quando l’ uomo sale al livello successivo, risulta chiaro che tutti i precedenti livelli sono compresi in questo nuovo livello.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.01.2011 “L’ essenza della saggezza della Kabbalah”)

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La nostra radice

Domanda: Ci sono radici originate dalla frammentazione?

Risposta: Certamente. In seguito alla frammentazione nacquero elementi aggiuntivi relazionati alla rivelazione del sistema egoista, che si espande anche dall’ alto verso il basso. Tutti abbiamo la nostra origine nella frammentazione. Così, non raggiungiamo mai lo stato precedente ad essa, la nostra radice.

Domanda: Qual è la trasformazione che avviene nelle radici dopo la frammentazione?

Risposta: In seguito alla frammentazione viene rivelato il vero desiderio, essendo stato occultato dalla creazione in anticipo. Quando il desiderio si rivelò, si manifestò nella sua vera forma, in esso non c’ è lo schermo e noi dobbiamo ottenerlo. Prima della frammentazione, lo schermo discese a Malchut dalla prima delle nove Sefirot. Durante la frammentazione la stessa Malchut si manifestò, ma senza la copertura delle prime nove Sefirot. Adesso, insieme alle nove prime Sefirot, dobbiamo trovare la giusta copertura per Malchut. In questo risiede tutto ciò che è relazionato alla correzione.

Domanda: Perché la frammentazione ha moltiplicato il numero degli elementi?

Risposta: Le prime nove Sefirot si mescolano con Malchut in maniera tale da darci l’ opportunità di vedere come le bilanciamo. Senza il bilanciamento degli elementi sarebbe impossibile farlo, perché è necessario connettere ogni particella con quella che le corrisponde. Per farlo, è necessario controllare con quale intenzione, quale desiderio ed in che ordine devo costruire il mondo corretto con l’ aiuto di vari dettagli che sono a mia disposizione nella forma di un gioco lego.

Questa è la ragione per la quale devo controllare la combinazione di ogni dettaglio con ciascuno degli altri, il che è possibile solo come risultato della frammentazione e dell’ interconnessione.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7.02.2011, “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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Cerca sempre il futuro

Domanda: Qualsiasi ricerca scientifica include 3 tappe: 1) un’ ipotesi che deve essere provata, 2) i materiali con i quali sperimentare e 3) il procedimento in sé, il processo grazie al quale si prova l’ipotesi. Come può questo essere applicato nella Kabbalah?

Risposta: E’ anche un esperimento scientifico. Inizia con una domanda sullo scopo della vita. I kabbalisti ti danno un suggerimento: “Assapora e vedi per conto tuo quanto è buono il Creatore”. Realizza questa azione ed otterrai il risultato.

Noi esistiamo in un sistema molto semplice. Affianco a me c’è il mio grado spirituale più grande, considerato come “il gruppo”. Ho bisogno di incorporarmi in esso e se mi connetto al gruppo, comincio a sentire la Luce dentro di me. Non c’è niente di irreale o fittizio in questo.

Per ascendere al grado del gruppo, devo realizzare il mio gene informativo, una Reshimò 0/1 (Shoresh de Aviut e Alef de Hitlabshut). Io stesso sono questa Reshimò “0/1” che desidera inserirsi nel gruppo, nel cui caso la Luce mi influenza dal mio stato più avanzato e corretto, elevandomi verso di esso.

Tutti questi miei stati sono già presenti fino all’ ultimo ed io mi sforzo verso il mio futuro. In questo futuro, sono unito con tutti quelli che sono nel gruppo in un solo cuore, per la garanzia mutua. Se voglio raggiungere questo stato, la Luce mi impressiona da lì, dato che sono già presente lì. La Luce altera le mie proprietà e mi tira dentro, come con una corda, per la qual cosa mi connetto esattamente nel mio luogo, nel quale la Luce proviene da me.

Quando partecipo al gruppo nel mio grado superiore, vedo improvvisamente che il gruppo è lì con me. Questo sono tutto io, ma sono quello nuovo “il secondo io”. In quanto al gruppo, è in alto, nel grado successivo, ed è lì che esiste il mio prossimo stato.

In altre parole, mi viene mostrata una differenza ancora maggiore, una forza più grande del desiderio, un odio più grande tra noi ed io devo lavorare allo stesso modo un’altra volta, per inserirmi completamente nel gruppo. Tutte le dieci Sefirot dell’inferiore devono entrare nella Machut del Partzuf superiore, perché non c’è niente oltre le dieci Sefirot.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.02.2011, “L’ Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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