Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Discendere per dei nuovi desideri

Domanda: Se tutto il tempo attraversiamo diverse forme, come possiamo mantenere la stessa aspirazione all’unità con il gruppo e il Creatore?

Risposta: Una discesa tra due livelli adiacenti mi dà una nuova forza di aspirazione. Per esempio, ieri ho mangiato, ma oggi sono di nuovo affamato. Devo aspirare all’unità allo stesso naturale modo.

Mentre sto nel mio livello attuale, sogno quello successivo. Questo è il mio ideale. In questo modo cresco per salire al mio ideale. Quindi come posso ora mantenermi in questo movimento? Ho bisogno di un desiderio che corrisponda alla mia nuova salita, un desiderio che sia due volte più grande di quello precedente. In altre parole, al fine di salire ad un livello superiore, devo perdere due volte tanto.

Mi trasformo continuamente facendo due passi indietro e un grande passo in avanti, ecco perché per me non è abbastanza tornare con il desiderio al livello precedente; ma ho bisogno di sentire una doppia discesa, una doppia perdita. Io posso acquisire questa nuova necessità solo dall’ambiente, e solo allora sarò in grado di crescere fino al livello successivo.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011)

Sfumature sulla teoria della dualità

Baal HaSulam, “La Pace”: Trovarono difficile accettare il presupposto della supervisione della natura. Di conseguenza arrivarono a un secondo presupposto, che qui ci sono due supervisori: Uno crea e sostenta il bene, e un altro crea e sostenta il male. E durante il loro percorso hanno elaborato molto questo metodo con evidenza e prove.

La teoria della dualità è uno stato naturale dello sviluppo. La natura ci influenza in diverse maniere e noi vi sentiamo sia cose positive che negative. Ci sentiamo bene e male, e naturalmente dividiamo la realtà in due parti. Dopo tutto non abbiamo altro sensore oltre al desiderio di ricevere.

I cinque sensi sono una sorta di sensori meccanici le cui letture non hanno un significato in se. Il desiderio di gioire si trova dietro la vista, l’udito, il gusto, l’olfatto e il tatto. Mostra le caratteristiche positive (+) e negative (-) dei dati che io percepisco. Questa è l’unica cosa importante per me, e l’unica cosa che il mio desiderio riconosce in quello che è bene o male per me.

Di conseguenza divido la realtà in due parti: positiva e negativa. Questo si manifesta in maniera marcata nei bambini piccoli che evitano alcuni posti e cose e ne preferiscono altri. Anche l’uomo ha questo grado di sviluppo nel quale distribuisce tutto tra queste due forze. La natura stessa ci porta a questo poiché viviamo attraverso sensazioni.

La teoria è molto semplice, ma è molto importante a questo punto comprendere che non è limitata da sensazioni individuali buone e cattive, ma le trasferisce alla natura. Gli attribuisce le corrispondenti intenzioni da parte nostra. In questa maniera attribuiamo alla natura un certo potere, attitudine e intenzione sia per aiutarci sia per danneggiarci. Senza di questo, nessuno potrebbe pensare che la natura abbia un’intenzione, un disegno o un piano, ma è visto come qualcosa d’inanimato, non più di quello.

Tuttavia, quando la natura ha potere, non è più senza personalità. Non è più un gruppo di leggi ferme e impersonali determinate dall’interazione di particole elementari. No. Il potere della natura è qualcos’altro, può essere singola o doppia.

In generale la dualità è una teoria molto logica, poiché tutto nel mondo si basa su due opposti, il più e il meno, iniziando dagli elettroni e protoni nella struttura atomica. A prima vista, i due poteri sono realmente in opposizione uno con l’altro e dipende tutto dall’equilibrio delle forze tra loro.

Questo portò l’uomo a creare la mitologia. Abbiamo dotato la natura di un desiderio, un programma e uno scopo, e questo è diventato una pietra miliare nel cammino.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 02.12.2011 “La Pace”)

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Stare insieme su una cima appuntita

Domanda: Come dovremmo lavorare prima del congresso di dicembre per consegnare il nostro messaggio alle masse? Dovremmo intensificare la divulgazione su Internet oppure focalizzarci di più sul lavoro interno di unione?

Risposta: Certamente dovremmo lavorare su Internet in modo tale che più persone possibile in tutto il mondo sappiano del congresso.

D’altro canto, quando arriveremo al congresso, dovremo preoccuparci del mondo in un modo differente: attraverso la rete della nostra interconnessione interna. Al congresso dovrei dimenticarmi dell’Internet e di tutto quello che mi sono lasciato dietro. Tutta la mia attenzione è focalizzata sugli amici che sono connessi a noi fisicamente o attraverso dei canali virtuali. Dovremmo manifestare la connessione che vi si trova nella nostra rete, rivelare l’immagine dell’uomo simile al Creatore, il vaso di Adam. Poi ci sarà rivelata la forza superiore.

Questo vaso è chiamato Arvut (la garanzia mutua), poiché il suo attributo è la reciprocità, il rafforzamento reciproco, l’interconnessione e la cura reciproca in modo tale che nessuno cada dal cerchio comune.

Immaginate di essere su una cima appuntita, cadremo tutti se non ci teniamo per mano e non manteniamo l’equilibrio generale. Siamo come petali che circondano lo stelo di un fiore, è sufficiente che uno di noi perda il suo equilibrio e lasci la mano di qualcuno e tutti i petali “cadranno”. Questa è la sensazione della garanzia mutua.

Domanda: Cos’è questa “cima appuntita”?

Risposta: E’ la forza di supporto del Creatore che si manifesta se noi siamo connessi, poiché nella connessione tra noi troviamo l’Uno.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.11.2011 “L’Arvut (La Garanzia Mutua)”

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.12.2011

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Entrare al Congresso nel modo giusto

Domanda: Posso portare il mio corpo al congresso, anche se non ho né il desiderio né l’intenzione…?

Risposta: Per lo meno ho la mancanza del desiderio, ho l’intenzione negativa. Venire senza alcuna intenzione non è buono. Almeno dovresti sentire: “Non lo voglio, ma lo farò”. Poi, dovresti fare tutto quello che è richiesto. E’ uno stato meraviglioso quando non puoi annullarti con i tuoi amici e fare anche quello che deve essere fatto.

In un modo o nell’altro, devi stare attento a quello che attraverserai durante il congresso: io incorporo me stesso negli altri con tutti i miei pensieri e desideri, e metto tutto il resto da parte. Al congresso entra solo il mio punto nel cuore, e oltre a quello non ho altro con me.

Domanda: Ma non ne ho alcun controllo.

Risposta: Questo è il motivo per il quale abbiamo bisogno della preparazione che ti permetterà di liberarti del peso innecessario. Vieni per poter espandere il tuo punto nel cuore, cioè, per connetterlo con tutti gli altri punti. Nessuno ha bisogno dei “carichi” extra che hai. Nella hall del congresso devono brillare solo le nostre scintille che si collegano in una sola, lì non porto lì il peso di tutti i miei problemi.

Domanda: Come puoi perderti negli amici, annullarti in loro?

Risposta: Devi fare tutto quello che loro fanno, tutto quello che loro vogliono che tu faccia, e cercare di aggiungere il tuo desiderio a quelle azioni. In altre parole cerchi di “vestirti” nel gruppo.

Domanda: Come fanno queste azioni fisiche a influenzare i miei pensieri?

Risposta: Per forza, i cuori seguono le azioni.
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(Dalla quarta 4° della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.11.2011 “L’essenza della religione e il suo scopo”)

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Avevo un borsellino e adesso non c’è più

Domanda: Sto cercando d’immaginare 72 ore al congresso: come fa questo processo a portarmi a essere Uno, Unico e Unificato?

Risposta: Io entro nella hall del congresso come se fosse una vasca sacra (Mikveh), un posto che mi purificherà e mi correggerà. Questo è un posto pieno di acqua santa, la qualità di Binà, l’utero materno nel quale io sono incluso e nel quale crescerò. Non ho bisogno di fare altro che stabilirmi lì come una goccia di seme all’interno dell’utero. Devo solo aderirvi, e tutto il resto sarà fatto da altri. Devo solo diventare parte di quello che sta accadendo.

È scritto: “Il Creatore dimora dentro la Sua nazione”, dove “dentro la sua nazione” significa il posto in cui tutti si riuniscono e ogni persona annulla il proprio egoismo al massimo possibile per unirsi agli altri. E allora riveliamo che lì, all’interno di quest’unità, è presente il superiore, Malchut, la Shechinà, e al suo interno il Shochen, il Creatore.

Non abbiamo bisogno di altro! Semplicemente vieni lì e non essere un intelligente sapientone. Perdi il tuo “io”. Vieni lì e annullati. Se qualcuno ti chiede di fare qualche cosa, falla semplicemente. Entra in connessione, senza alcun chiarimento. La cosa più importante è muoversi nel flusso comune.

È per questo motivo che i congressi sono adatti a tutti quanti. Se una persona viene, si alzerà una forza molto potente che ci solleverà e ci farà roteare come in una centrifuga, come un insieme, e non avremo bisogno di altro. Non abbiamo bisogno di una mente speciale né di studi lunghi, ma soltanto di quella forza, con la quale avrete già un’impressione del superiore, del livello superiore, quindi venite!

Siete venuti e cantate, ballate, mangiate, preparate da mangiare e annullatevi  il più possibile davanti a quello che sta accadendo. Questo vi porterà al livello superiore, perché è lì, all’interno, nella connessione tra le persone.

E’ stata stabilita dai Kabbalisti la tradizione di tenere pranzi comuni, cantare canzoni e ballare, perché questo conduce all’unità, ed è impossibile senza. Un giorno Abramo invitò degli ospiti alla sua tenda, e prima di tutto gli fece accomodare per un pranzo comunitario, mentre spiegava come questo fosse necessario per unire e amare il prossimo.

Senza l’unità non otteniamo niente. Io comprendo che il nostro egoismo, la nostra natura vi sia contraria. Anch’io tempo fa ero opposto all’unità, molto più di voi, ma non mi spaventa: per qualsiasi forma di egoismo esiste una forza capace di sconfiggerlo. La cosa più importante: cercate di essere il più determinati possibile e mettetevi in testa di venire e di perdervi.

Perdetevi in un posto sconosciuto, come un borsellino che avevate e che non c’è più. Non potete farci niente: c’era, e non c’è più! Provate!
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.11.11 sul Talmud Esser Sefirot)

Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.12.2011

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Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pag.29, Articolo “E la Terra era Caos”, Punto 23, Lezione 12°
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Gli Scritti di Rabash, Articolo “Riguardo l’ Amore degli Amici”
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KFS, Rav Yehuda Ashlag “La Libertà”, Pagina 375
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