Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 16.03.2014

Preparazione alla Lezione
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Workshop
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Zohar per tutti, Introduzione
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, Parte 15, Histaklut Pnimit, Punto 200
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Scritti di Baal HaSulam, Dargot HaSulam, Articolo 913
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.03.2014

Preparazione alla Lezione
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Zohar per tutti, Introduzione
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Scritti di Baal HaSulam “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”
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Scritti di Baal HaSulam “Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot”
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 37 “Un articolo per Purim”
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, Parte 15, Histaklut Pnimit, Punto 200
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Come pesci in un mare di Luce

Abbiamo bisogno di sentire che siamo totalmente all’interno della luce, come un corpo che è immerso in acqua. Da tutti i lati, il mio corpo è circondato dall’acqua che è strettamente collegata con tutti i miei movimenti.

In questo stato, ho bisogno di sentire che sono all’interno della Luce superiore affinché attraverso ciascuno dei miei movimenti minuscoli, nel pensiero o nel desiderio, in ogni tendenza del mio cuore e cervello, invito immediatamente la Luce a venire da me. Questo accade immediatamente senza alcuna transizione. Ho bisogno di raggiungere questa sensazione nella mia vita.

Tutti noi anneghiamo in queste acque e riceviamo ossigeno solo nell’ istante in cui ci muoviamo verso l’altro. Se i nostri cuori sono attratti ad unirsi tra loro, allora abbiamo qualcosa da cui respirare. Se il cuore non si vuole unire, noi non possiamo respirare senza aria. Abbiamo bisogno di sentire questo stato nel nostro lavoro spirituale: noi siamo sommersi in un mare di luce, come l’acqua, e l’ossigeno dipende solo dalla connessione tra di noi. Così abbiamo bisogno di forzare in qualche modo i nostri cuori a tendere verso l’unità.

La presenza di ossigeno dipende dalla nostra vicinanza l’uno all’altro. E poi iniziamo a collegarci, non per ricevere ossigeno, ma per dare gioia al Creatore! Come possiamo sollevare il desiderio di ricevere ossigeno al desiderio di dare gioia al Creatore, anche se sto soffocando senza aria?

Alla fine, si raggiunge lo stato in cui improvvisamente smettiamo di avere bisogno di ossigeno e ci sentiamo come pesci nell’acqua! Non dobbiamo nemmeno pensare a questo, ma solo su come possiamo portargli gioia.
[128561]

(Dalla 1 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.02.2014, Workshop)

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Scritti di Baal HaSulam “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”
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Workshop
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Scritti di Baal HaSulam “Introduzione al Libro l’ Albero della Vita”
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Una base stabile per il Gruppo

Domanda: Come deve essere il lavoro di gruppo sulla sua connessione al fine di aderire al maestro e non consentire ai virus esterni di tirare l’intera società da qualche altra parte?

Risposta: Il gruppo deve imparare il metodo di correzione sul sentiero spirituale dall’insegnante, ma realizzarla in sé. Il collegamento tra gli amici deve fornire tutti di un tale potere, di una tale base, in modo che saranno pronti a stare al loro posto, senza l’insegnante. Hanno bisogno l’insegnante solo per essere in grado di avanzare costantemente nella giusta direzione.

Ma al livello che è già stato raggiunto, il gruppo deve essere già essere in tale connessione reciproca da creare una base stabile così da non aver bisogno di nessuno. Nel collegamento tra loro scoprono il Creatore e in questo modo avanzano.
[128636]

(Dalla 1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.02.2014, Tema della Lezione: “L’insegnante”)

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La legge di bilancio del bene e il male

È arrivato finalmente per noi il momento di capire dentro di noi che “Nella misura in cui esiste il male, allora esiste il bene, e nella misura in cui esiste il bene, allora esiste il male”. Dobbiamo rispettare e apprezzare entrambi, accettarli con gratitudine e baciare il bastone che ci colpisce e coloro che ci odiano. Abbiamo solo bisogno di sapere come bilanciare i nostri stati e desiderare sempre una direzione di maggiore equilibrio, per la connessione con il Creatore.

Colui che non capisce questo principio si trova in una linea. Questi sono coloro che vivono nel nostro mondo dove ognuno è attratto dal bene e fugge e si nasconde dal male. Nella vita dei Kabbalisti bisogna accettare il male come bene, come una componente obbligatoria, e relazionarsi ad entrambi come provenienti dal Creatore. Abbiamo solo bisogno di bilanciarli in modo che per noi sia il bene che il male siano completamente equivalenti.

La persona è obbligata a essere grata e a benedire il male come il bene perché capisce che entrambi arrivano solo per elevarla ad un livello spirituale superiore. E non esiste altra ragione per l’esistenza del male, ma solo di rendere possibile alla creatura di esistere. Infatti, se ci fosse solo il bene, non potremmo discernere che il bene è il Creatore. Per sentire Lui, devo prima essere composto da una natura opposta, della forza che è opposta a Lui, cioè, il male.

E poi, tra il mio male e il Suo bene, assemblo un punto che si chiama punto di adesione. Ed è così che noi raggiungiamo lo stato di equilibrio. E l’equilibrio viene raggiunto proprio nella connessione tra di noi.
[124810]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.12.2014,  Shamati 72 “La fiduccia è il rivestimento della Luce”)

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Scritti di Baal HaSulam “Introduzione al Libro dello Zohar”
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Il risveglio del mattino

“Introduzione al Libro dello Zohar Articolo “La Torà e la preghiera,  Punto 183 : E la mattina, quando si alza dal letto, si dovrebbe benedire al suo Signore, camminare  in casa sua e inchinarsi davanti nel suo santuario con grande timore. Ed allora dovrebbe pregare la sua preghiera …

E ‘chiaro che non sta parlando del risveglio di questo corpo fisico dal sonno. La mattina è uno stato in cui la persona riceve una nuova ispirazione a causa della sua  integrazione in un gruppo, dallo studio, workshop e nella connessione con gli altri. Egli non ha altro modo di ricevere la  forza spirituale se non attraverso l’ambiente. Se lui cerca di andare più in profondità nel gruppo ed essere integrati con degli amici, si può trarre le forze da lì.

E questo gruppo può essere piccolo fin dall’inizio. Cioè, non hanno bisogno di rivelare alcuna forza spirituale, ma questo non è importante. Se una persona sa come entrare ed integrarsi con loro, riceverà il potere per l’avanzamento, come nel noto esempio di Rabbi Yosi ben Kisma.
[126104]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.01.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Il disaccordo interiore con l’insegnante porta alla distanza esteriore

Domanda: Attraverso il servizio al suo Rav (Insegnante), uno studente si collega al Rav, all’Elyon (superiore), e riceve da lui. Cosa succede se uno studente compie qualcosa contro il desiderio del suo Rav per un qualsivoglia motivo? Questo come influenza il legame tra di loro e il progresso dello studente?

Risposta: Questo indica uno scollegamento totale. Se è chiaro allo studente che sta agendo contro il desiderio del suo Rav, allora come può egli comportarsi in questo modo? La legge spirituale principale è la legge dell’equivalenza della forma. Quindi, per le necessità di Dvekut (adesione), è almeno necessario non opporsi, ma essere in una qualche forma di adesione. Anche se non sei pronto a fare qualcosa, non puoi agire in senso opposto.

Se lo studente agisce in contrasto al desiderio del Rav, allora non ha possibilità di ricevere qualcosa da lui. Abbiamo anche bisogno di capire che l’equivalenza o la mancanza di equivalenza spirituale è molto più intensa dell’equivalenza fisica, e quindi influenza il mondo materiale. In altre parole, porterà ad una grande distanza dello studente dal Rav. Egli non ha chance di rimanere vicino a lui.

Certamente, per uno studente c’è la possibilità di avvicinarsi alla coesione, infatti il Rav lo vede come un bambino piccolo intento a fare qualche stupidaggine. Il Rav può essere arrabbiato verso lo studente come verso un bambino, ma nonostante tutto questo, egli lo pensa come fosse suo figlio, e così lo perdona. Comunque, egli non può essere d’accordo e lasciare che il bimbo agisca contro il suo sviluppo spirituale.

Nel mondo fisico, alcune volte non abbiamo scelta se non guardare con perdono le birichinate dei bambini. Comunque, nella spiritualità, non si possono tollerare. Questo per via del fatto che questo genere di comportamento porta alla mancanza di equivalenza della forma e questa è la principale legge della realtà.
[128437]

(Dalla Prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 27.02.2014, Argomento della lezione: “L’insegnante”)

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