Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 26.03.2014

Preparazione alla Lezione
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Zohar per tutti, Introduzione
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, Parte 15
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot”
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 25.03.2014

Preparazione alla Lezione
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Zohar per tutti, Parashat “Bereshit-1”
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, Parte 15
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot”
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Un Duetto: Il Creatore e il Creato su un violino

Domanda: Oggi, tanti dei nostri amici escono per incontrare il pubblico che ascolterà per la prima volta parlare sulla saggezza della Kabbalah. Come possiamo acquisire la fede tramite il pubblico?

Risposta: La fede proviene dal Creatore e la mancanza per esso proviene dal pubblico. Noi, d’altra parte, dobbiamo essere nel mezzo come i coordinatori, come un collegamento. Raggiungiamo il pubblico con le nostre intenzioni di dare piacere al Creatore poiché loro sono i vasi generali della nostra anima che è davanti a noi, e vogliamo farli unire in modo che il Creatore possa essere rivelato in essi affinché noi possiamo dare piacere a Lui.

Uscendo per andare al pubblico, dobbiamo sentire che siamo i rappresentanti del Creatore, che abbiamo ricevuto un’opportunità meravigliosa per dare piacere a Lui. Dimostriamo al pubblico che abbiamo una tale buona volontà e un cuore aperto, senza alcun auto-beneficio o domanda, ma soltanto con l’inclinazione per far loro del bene.

Se raggiungiamo il pubblico con questa intenzione, avremo successo. Siamo nello stato di Hafetz Hesed per quanto riguarda il pubblico e per quanto riguarda il Creatore, significa che riceviamo le dieci Sefirot di Hassadim, il livello dei sacerdoti (Cohanim). La cosa principale è di prepararsi nel modo giusto, proprio come i musicisti che sintonizzano i loro strumenti. Questo è effettivamente il modo in cui dovremmo calibrarci, come avvicinare l’arco sulle corde di uno violino avanti e indietro, così controllando le inclinazioni interiori con le quali usciamo al pubblico e l’inclinazione interiore con la quale ci rivolgiamo al Creatore. Questa via, quest’abbondanza, la Luce, fluirà attraverso di noi al pubblico senza alcuna interruzione da parte nostra. Le mancanze del pubblico salgono dal basso e la Luce scende dall’ Alto, i desideri dal basso e la Luce dall’ Alto.

Provate a sintonizzare voi stessi in questo modo, e all’improvviso sentirete che venite gestiti totalmente su un lato dal pubblico e sull’altro dal Creatore.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5.03.2014, Scritti di Baal Ha Sulam)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 21.03.2014

Preparazione alla Lezione
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Zohar per tutti, Parashat “Bereshit-1“, Articolo 163 “Facciamo l’uomo”, Punto 163
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Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot“, Punto 11
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 20.03.2014

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Il Libro dello Zohar, “Bereshit” (Genesi), Pagina 1
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Scritti di Baal HaSulam “Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot”
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 18.03.2014

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Scritti di Baal HaSulam “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”
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La fiducia che ci collega con l’ambiente

Domanda: Qual è la connessione tra la fiducia e la gioia?

Risposta: La fiducia ci porta gioia. La sensazione di fiducia è il risultato dell’ illuminazione speciale che proviene dall’ Alto e sostiene una persona come su un cuscino d’aria, riempiendolo quindi con gioia.

Ci sono due tipi di fiducia: fiducia a causa di ciò che ho nella mia tasca, fino a che punto io sono più forte dell’ambiente, o la fiducia nell’ambiente, di quanto è forte l’ambiente e dal fatto che io sono incorporato in esso, il che significa che la mia fiducia dipende dall’ambiente. È uno dei due.

La fiducia è la connessione con l’ambiente quando sono sia più forte dell’ambiente o quando l’ambiente è più forte di me, ma io sono collegato ad esso. Il miglior sentimento di fiducia è quando io sono soddisfatto di uno stato di piccolezza. Poi, io sono sicuramente tra le braccia dell’ ambiente, fiducioso come un bambino nelle braccia di sua madre.

Quando un bambino cresce, non sente lo stesso senso di fiducia che sentiva prima. Ha già dubbi e ha paura di tutto, mentre un bambino in braccio a sua madre non si preoccupa di nulla, e questo è il momento migliore.

(Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5.03.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 17.03.2014

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Scritti di Baal HaSulam “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”
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Scritti di Baal HaSulam “Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot
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Riassunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
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Mutazione innaturale nel livello animato

Domanda: Perché il desiderio di un animale non cresce con il tempo mentre invece solo il desiderio dell’uomo cresce?

Risposta: L’essere umano è quel animale in cui il desiderio di ricevere è cresciuto. Un essere umano è una sorta di mutazione innaturale dal livello animato, ed in verità, egli è chiamato Adam (uomo) solo dopo che egli raggiunge il Creatore, prima di questo egli appartiene ancora al livello animato.

L’uomo è la forma di dazione che acquisiamo dalla somiglianza al Creatore. Prima di questo noi chiamiamo noi stessi “esseri umani”, con un occhio verso il futuro, perché c’è un potenziale potere in noi che possiamo sviluppare per trasformarci in veri uomini spirituali.

Guardate il disordine e la rivolta che sta accadendo nel mondo moderno. E’ degno di chiamarli Adam (uomo)? E’ più da animali che sono diventati pazzi. Secondo il loro comportamento si può dire che l’uomo non è cambiato affatto dai tempi antichi e lui non è migliore in alcun modo rispetto all’uomo selvaggio primordiale, anzi è peggiorato. Siccome da allora il desiderio di ricevere è cresciuto, ci ha portato ancora più danni. Nessuno del nostro sviluppo è andato nella giusta direzione e quello che viene chiamato Adam è solo quella parte di noi che è simile al Creatore.
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Il punto d’ingresso alla spiritualità
Tra il Creatore e l’umanità

Sempre ad un crocevia

Baal HaSulam, Shamati #53, “Il Problema del limite”:… Questo è il significato di, “Servi il Signore con gioia”. E’ così perché durante il Gadlut, non ha importanza sostenere che Egli conferisce il lavoro per essere nella gioia, visto che durante il Gadlut la gioia viene da sola. Invece, lavorare nella gioia gli viene dato per il tempo di Katnut, così che essi abbiamo la gioia anche se provano il Katnut. E questo è un grande lavoro.

Questo è chiamato la parte principale del grado, che è un discernimento di Katnut. Questo discernimento deve essere permanente, e il Gadlut è solo un aggiunta. Anche, si dovrebbe bramare per la parte principale e non per quelle aggiuntive.

Nel nostro lavoro noi raggiungiamo un intersezione, un bivio lungo la via, dopo il quale dobbiamo già misurare i nostri stadi lungo la via spirituale, o all’interno del nostro desiderio di ricevere o fuori da esso. Ogni cosa dipende da dove misuriamo il nostro stato, il nostro successo, il nostro continuo progresso.

Se noi misuriamo dentro il desiderio, allora siamo felici riguardo alla grandezza: l’altezza ed il riempimento. E’ la linea di sinistra che ci tira verso il lato dell’ego, secondo il quale aspiriamo a vedere ed a misurare ognicosa. Sulla linea di destra misuriamo tutto in relazione al gruppo ed al Creatore.

Nella linea di destra non siamo consapevoli dello stato in cui siamo e accettiamo tutti gli stati come lo stato perfetto. Questo significa che non consideriamo i nostri propri sentimenti, non importa quel che ci manda il Creatore. Misuriamo sempre tutto secondo la dazione, che significa fuori da noi stessi.

Sulla linea di sinistra è l’opposto: non ho altri pensieri che quelli per me stesso e riguardo a quello che mi capita, e questo è tutto quello di cui mi preoccupo per tutto il giorno.

Di conseguenza, il lavoro lungo le due line è diverso e dipende da quell che richiedo ad ogni stato. Se è della linea destra, richiedo di rimanere sulla via e sono preoccupato solo di perdere la direzione della dazione al Creatore attraverso l’ambiente e tutta la creazione.

In questo contesto lavoro sulla mia piccolezza, per rendere me stesso il più piccolo possibile. Voglio solo dare al Creatore il più possibile e non sento che sto dando o che Egli gode della mia dazione. Questo significa che diminuisco il ritorno in tutti i modi possibili, taglio tutti i fili e le vie per cui potrei ottenere un ritorno dalla mia azione di dazione, che cerco di accrescere il più possibile.

Questo tipo di lavoro è la massima dazione senza alcuna ricompensa. Il mio livello spirituale è dato dalla misura in cui posso fare dei ragionamenti puliti per la dazione assoluta senza alcuna ricompensa (come Rosh-Toh-Sof). E quindi mi sto già stabilizzando ed inizio a lavorare assieme al Creatore, mentre il Creatore apre sempre più opportunità per me.

Quando sono fermo sul livello precedente, chiedo sempre più potere per accrescere la mia dazione. Ovviamente, devo superare il mio ego sempre di più per poter ottere questo per non ricevere con lo scopo di dare. E posso convertire tutto quello che ricevo dal Creatore in dazione, e questo è un lavoro aggiuntivo a questo lavoro. Questo è il modo secondo il quale avanziamo.

Il problema giunge quando siamo arrivati proprio al bivio, dove è creata una separazione. Questo lavoro si ripete su tutti i livelli. Mano a mano che ascendiamo al prossimo grado spirituale, le Reshimot (le reminescenze) frammentate si rivelano. Devo sostare presso questo bivio per poter essere sicuro di dove è la linea di sinistra e dove è quella di destra. Non posso semplicemente girare a destra e non guardare del tutto la sinistra.

Questo è impossibile perchè una linea si fonda sull’altra linea. Se seguo la linea di destra correttamente e raggiungo un certo punto, anche la linea di sinistra cresce proporzionalmente, ma separo una linea dall’altra in modo da creare il mio “tronco” (Toch) e la “fine” (Sof) del Partzuf spirituale. Il posto dove faccio i miei calcoli è detto “testa” (Rosh). E così inizio a costruire il mio Partzuf spirituale. Questo è lavoro spirituale pratico. Questo è del tutto basato sulla figura del mondo che il Creatore rappresenta per me come conseguenza del mio atteggiamento verso la realtà.

Domanda: Dov’è il punto della nostra indipendenza nel disegno?

Risposta: Siamo indipendenti solo ai crocevia ma questi esistono continuamente. Dobbiamo sempre sentire di essere ad un bivio, come è detto “Devono sembrarti nuovi ogni giorno”. Tutto il tempo dobbiamo decidere e sempre scegliere la via di destra, e non cancellare la via di sinistra ma innalzarci al di sopra di questa.
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(Dalla Preparazione della Lezione quotidiana di Kabbalah 3.02.2014)

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