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Un kabbalista e i suoi studenti

Domanda: Come kabbalista, tu senti contemporaneamente lo stato attuale e lo stato corretto di ciascuno dei tuoi studenti?

Risposta: No, non entro così profondamente in questa materia, perché in una lezione normale, ci sono circa 500 studenti seduti di fronte a me, e altri 2.000 collegati virtualmente.

Non riesco a sentirli tutti e neppure ciascuno di loro, e non devo farlo perché io ho una missione completamente diversa. Io devo sentire il vaso generale e guidarlo verso il suo scopo, e questa è la missione su cui mi concentro. Nella misura in cui ogni studente si connette al vaso generale, lui si connette a me durante la lezione.

La parola “lezione”, “shiur” in ebraico, significa misura, grandezza. Nella misura in cui gli studenti possono connettersi fra loro, essi possono ricevere quello che inserisco in quel vaso.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 29/01/17

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Le paure nella Kabbalah

Domanda: Che significato hanno le paure nella Kabbalah? Per esempio, io voglio fare una domanda, ma la paura di essere criticato o ridicolizzato mi impedisce di chiedere.

Risposta: Le persone hanno molte paure, oltre 800. Ma cosa hanno a che fare queste paure con la Kabbalah?

Quando tu ti impegni nella saggezza della Kabbalah e sei in contatto con i tuoi amici, inizi a vagliare te stesso, tutte le tue paure interne, le incertezze, tutti i tipi di nozioni e preconcetti, percezioni coscienti subconscie e, dopo aver fatto questo elenco, rimarranno solo quelle necessarie.

Di tutti i sentimenti negativi, è necessario mantenere solo la paura, che ti consente di avanzare, di non fermarti e di non cadere fuori dal contesto in cui ti è possibile muoverti insieme al gruppo. I dubbi restano, e tu puoi essere sicuro di te stesso solo quando avanzi insieme agli altri secondo la metodologia corretta e mantenendo un contatto costante con l’insegnante durante le lezioni.

Allora, tutte le paure, le insicurezze e ogni sorta di stato depressivo, otterranno la forma corretta. Essi formano il tuo avanzamento.

Domanda: Qual è la radice della paura?

Risposta: La radice della paura è molto alta: “Sarò in grado di raggiungere lo stato del Creatore rendendolo soddisfatto di me?”

Nel nostro mondo avviene tutto al contrario; il nostro pensiero si distorce e si trasforma in paura: “Sarò in grado di soddisfare me stesso?” Questo ragionamento deve essere invertito, perché noi ci innalziamo anche attraverso questi cambiamenti.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 15/01/17

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“E lo puniranno con un multa di cento Shekel d’argento”

Dalla Torah, (Deuteronomio 22:19): “E gli devono imporre una multa di cento sicli d’argento e deve darli al padre della ragazza, perché ha fatto prendere un cattivo nome a una vergine d’Israele; ed essa continuerà ad essere sua moglie. Non gli sarà permesso di divorziare da lei per tutti i suoi giorni”.

Un uomo desidera “sposarsi”, sviluppare il suo desiderio, vedere i propri discendenti con tutte le varie soddisfazioni e piaceri. Ed improvvisamente comprende che non può fare nulla. Non può seguire questa via e superare questo desiderio. Non lo possiede e ne è completamente distaccato.

Vuole godersi la vita e questo desiderio lo richiama a qualcos’altro, indica che deve muoversi verso il  Creatore, rinunciare ai suoi piaceri e piani. Non vuole questo desiderio, una simile moglie. Eppure, deve correggere proprio questo desiderio che si manifesta dentro di lui in un modo così egoista. Più tardi dovrà tornarci e correggerlo.

Comunque ore sta salendo ed entra in contatto con il prossimo livello, anche se ha pagato 100 sicli, il che significa che ha ricevuto una punizione davanti a tutti come la vergogna, varie paure e l’odio.

Allora egli si è connesso al prossimo livello più elevato e senza questa rinuncia egli non sarebbe davvero in grado di prendere il suo desiderio e di iniziare a correggerlo. La fuga dalla correzione è una condizione necessaria prima che egli possa occuparsene e correggerlo.

Non c’è nessun posto dove scappare! Quindi vediamo come l’umanità venga lentamente spinta verso situazioni difficili e che noi da parte nostra sviluppiamo il nostro metodo sempre di più, portandolo più vicino all’umanità, con la divulgazione; e sicuramente ci troveremo da qualche parte con la gente. Questa è la legge del nostro sviluppo.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 5/10/16

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L’amore dal punto di vista della Kabbalah

Domanda: Ci sono segnali che indicano un lavoro spirituale di qualità?

Risposta: La qualità del lavoro spirituale dipende dal tipo di Luce che ricevo per la mia equivalenza di forma con il Creatore: Nefesh, Ruach, Neshamà, Chayà, Yechidà.

Devo percorrere i 125 gradini spirituali per riuscire ad assomigliare al Creatore. La similitudine radica nel mio amore per gli altri. Devo riuscire ad uscire dall’amore per me stesso verso l’amore senza risposta, disinteressato ed assolutamente sovrannaturale per gli altri, cioè avere cura degli altri.

Nella Kabbalah, l’amore è uno stato nel quale sento i desideri degli altri e voglio soddisfarli totalmente come se fossero i miei più grandi e più importanti desideri.

Tutta la mia natura, tutta la mia essenza e tutto il mio essere interiore li dedico a servire i desideri degli altri. Questa condizione si chiama schiavitù spirituale.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 18/12/16

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Una donna sposata

Dalla Torah, (Deuteronomio 22:22): “Nel caso che un uomo sia trovato a giacere con una donna sposata, allora entrambi devono morire insieme, l’uomo che giace con la donna e la donna. Così devi togliere ciò che è male da Israele.”

L’uomo rappresenta l’intenzione e la donna il desiderio. Una persona inizia a lavorare con un desiderio che non può correggere. Pertanto, l’intero processo è morto e non vi è alcuna continuità nel futuro.

Domanda: Eppure, “lei è una donna sposata”, vuol dire che è il desiderio di qualcun’altro?

Risposta: Ma una persona non può aver chiaro se questo desiderio è suo o meno. Dopo tutto, l’intera analisi avviene gradualmente, e tutto ciò che è malvagio in un livello, può essere positivo in un altro. In quel luogo è già stata data l’opportunità di riempire, indagare e correggere tutto.

Una donna sposata che è infedele al proprio marito è un desiderio che non può essere corretto con l’aiuto dell’intenzione con cui la persona sta lavorando in questo momento.

Diciamo che ho un certo desiderio e un’intenzione che non corrisponde ad esso. O è maggiore o è minore, o è totalmente differente nel carattere, mentre fra loro ci deve essere una corrispondenza chiara, che è determinata dalla Luce superiore, dal grado che si trova sopra quest’uomo e sopra questa donna. Un tale stato deve essere preceduto da un cosiddetto contratto di matrimonio spirituale.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 5/10/16

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Che cosa significa essere kabbalista?

Domanda: In base alla tua esperienza personale, che cosa significa essere kabbalista?

Risposta: Essere kabbalista significa vivere una doppia vita: da una parte ti trovi ad affrontare situazioni particolari nel rapporto con le persone intorno a te, inclusa la famiglia; poi se sei un insegnante ci sono gli studenti…..e così via, e dall’altra parte, hai un contatto interiore con la forza superiore.

Come regola generale, questo contatto stravolge tutto ciò che una persona sente nel nostro mondo, ma a dispetto di tutto questo, è comunque costretta a vivere in due mondi. Spetta a lei chiarire costantemente con il Creatore i suoi stati interiori, e deve essere contemporaneamente in contatto con chi la circonda. Questa è la doppia vita di un kabbalista.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 29/01/17

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“Nessun ammonita o moabita potrà entrare nella congregazione del Signore tuo Dio”

Dalla Torah, (Deuteronomio 23: 3): “Nessun ammonita o moabita potrà entrare nella congregazione del Signore tuo Dio. Fino alla decima generazione nessuno dei loro potrà entrare nella congregazione del Signore tuo Dio a tempo indefinito.”

Una persona non sarà mai in grado di mettere in pratica una correzione che non sia finalizzata all’integrazione dell’anima comune. Dato che questa correzione è utilizzata per l’anima comune, c’è un unico Masach per tutti i desideri, mentre prima ogni desiderio aveva il proprio Masach: ora devono coincidere di nuovo e riconnettersi esattamente allo stesso modo.

Se appaiono un ammonita o un moabita, che rappresentano un Masach sbagliato per un desiderio sbagliato, allora c’è della discordia in tutto il sistema che porta ad una malattia tumorale, proprio come nel nostro mondo, perché questo desiderio deve essere corretto.

Un “ammonita” o un “moabita” identificano colui che è nato da un uso improprio di Malchut (desiderio) e del Masach perché l’intenzione, cioè l’essere in linea di principio diretti verso la dazione, non è stata adeguatamente selezionata per il suo Malchut. In questo caso, rappresenta solo un dettaglio distorto dell’anima comune.

Questo fenomeno può essere visto non solo a livello umano, ma anche nei livelli animale e vegetale.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 10/10/16

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Correzioni di Pasqua

Dalla Torah, (Deuteronomio 16:3): “Non devi mangiare Chametz, nulla di lievitato, per sette giorni. Devi mangiare Matzot, pane non fermentato, il pane d’afflizione, perché fu in fretta che uscisti dal paese d’Egitto, affinché ti ricordi del giorno della tua uscita dal paese d’Egitto per tutti i giorni della tua vita.”

I figli di Israele mangiano pane senza lievito perché lasciarono l’Egitto così in fretta che l’impasto non ebbe il tempo di lievitare.

In fretta significa che la liberazione dall’egoismo succede istantaneamente. Questa é l’azione della luce superiore che accade in un battito di ciglia e un nuovo mondo si apre davanti alla persona.

Dalla Torah, (Deuteronomio 16:04): “E per sette giorni in tutto il tuo territorio non si deve vedere presso di te pasta acida, né la carne, che avrai sacrificato la sera del primo giorno, deve restare per tutta la notte fino al mattino.”

Il lievito è l’egoismo. “Non si può mangiare pane per sette giorni,” significa che nessun egoismo deve rimanere in voi.

Per lavorare correttamente con questo enorme desiderio egoistico chiamato Egitto, la persona deve allontanarsi completamente e questo richiede esattamente una settimana (sette giorni) dopo dei quali è possibile lavorare per la correzione.

Pertanto, durante l’anno lavoriamo con l’egoismo correggendolo e durante la settimana di Pasqua, non lo usiamo. E’ così ogni anno, perché il rinnovamento succede ogni volta.

Dalla Torah, (Deuteronomio 16:07): “E devi cuocerla e mangiarla nel luogo che il Signore tuo Dio sceglierà, e la mattina ti devi voltare e andare alle tue proprie tende.”

La persona deve arrivare ad un certo stato, ad una certa connessione con gli altri, per portare a termine la correzione dei più grandi desideri, perché la carne è il desiderio animale più pesante.

Dopo di ciò, possiamo ritornare alle nostre correzioni abituali. Questo conclude la festa di Pesach e noi continuiamo le nostre correzioni abituali durante l’anno.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 10/08/16

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La violenza nella spiritualità

Dalla Torah, (Deuteronomio 22:25): “Se l’uomo, comunque, ha trovato la ragazza fidanzata nel campo, e l’uomo l’ha afferrata ed è giaciuto con lei, allora deve morire solo l’uomo che è giaciuto con lei”.

Domanda: Quale è il significato della violenza nella spiritualità?

Risposta: La violenza rappresenta la diversità fra il desiderio ed il Masach (schermo). Non bisognerebbe fare ricorso alla violenza. D’altra parte vi sono desideri che non possono essere corretti in altro modo. Vediamo certi esempi anche nel nostro mondo, tra gli animali e gli umani. Questa è la conseguenza del comportamento spirituale.

Nel nostro mondo vi è un complesso sistema comportamentale tra uomo e donna, che ha ovviamente origine negli stati spirituali del Masach e del desiderio.

Da una parte una donna, consciamente o inconsciamente, provoca un uomo, nel senso che lei lo attrae, anche al punto che egli la potrebbe violentare. Nel nostro mondo la donna può esserne, in parte, psicologicamente inconsapevole, ma nel mondo spirituale è così. Dobbiamo quindi capire che tutto questo è un sistema molto complicato.

Quando iniziamo a svelare i nostri desideri ed a pensare a come correggerli, siamo stupiti che sia proprio perché viviamo nel nostro mondo illusorio che noi riceviamo, attraverso di esso, la capacità di descrivere gli stati spirituali. Dopotutto non vi è linguaggio nel mondo spirituale e non vi sono oggetti separati quali uomo, donna, campagna, città e così via.

Sarebbe molto difficile descrivere tutto questo se i kabbalisti non usassero il linguaggio dei rami.

Quindi, nel nostro mondo, è possibile descrivere così bene ogni cosa e con tali dettagli che vi sono parole per tutto, ad esempio “Un uomo trova una ragazza fidanzata in campagna e quest’uomo le usa violenza”.

Significa che la Torah usa migliaia di parole diverse che descrivono un determinato stato nel dettaglio e se noi descriviamo questo stato con un linguaggio kabbalistico, allora stiamo parlando del modo in cui il Masach interagisce col desiderio, come si approcciano l’uno all’altro, come si incontrano in campagna, cioè al di fuori dell’influenza di tutti gli altri, visto che così nessuno ha la possibilità di influenzarli e limitarli.

Il Masach tenta in ogni modo di operare una correzione, anche su un desiderio che non è adatto a questo. Come principio quest’azione non è corretta ma il desiderio può essere corretto in questo modo.

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 10/10/16

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Perchè la carità non viene considerata vera dazione

Domanda: Perché la carità non viene considerata vera dazione dalla saggezza della Kabbalah?

Risposta: La carità nel nostro mondo è totalmente egoistica. Nessuna persona può compiere un atto di bontà spirituale perché siamo egoisti per natura.

Non importa cosa facciamo, noi non possiamo dare in alcun modo: non ai nostri bimbi, né a noi stessi, ai parenti o a nessun altro. Non possiamo fare azioni di dazione visto che siamo solo desiderio di ricevere.

Solo quando iniziamo ad unirci secondo un certo criterio allora possiamo avvicinarci e creare l’attributo della dazione. Ma tutti i nostri tentativi di avvicinamento senza unione non ci portano a nulla e sono solamente degli sforzi inutili.

Quando siamo assieme, sia che si tratti di due e dieci persone, e facciamo un grande sforzo ed allo stesso tempo studiamo dalle fonti kabbalistiche, evochiamo la Luce Superiore Circostante su di noi e questa corregge il nostro egoismo.

Domanda: Ed allora possiamo agire nella dazione?

Risposta: Si, ma per far questo dobbiamo accuratamente seguire tutte le istruzioni dei kabbalisti. Dobbiamo invocare e richiamare l’impatto del mondo superiore su di noi, dell’attributo superiore, visto che siamo del tutto egoisti per natura.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 27/11/16

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