Pubblicato nella 'Lavoro spirituale' Categoria

La bellezza agli occhi di un kabbalista

Domanda: Che cos’è la bellezza dal punto di vista di un kabbalista?

Risposta: La bellezza è data da un insieme di elementi che non possono essere messi insieme. In questo caso, di conseguenza, la persona prova una sensazione di grande gioia e felicità.

Io potrei chiamare bello qualcuno se avesse delle enormi contraddizioni con le quali sta lavorando costantemente per portarle in equilibrio e completezza.

[208312]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 29/01/17

Materiale correlato:
I contorni della bellezza interiore
Ingannevole è la grazie e vana la bellezza
La lettera “Nun” una bellezza senza potere

Una moglie che non trova grazia negli occhi del marito

Dalla Torah, (Deuteronomio 24:1-24:4): “Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, e poi avviene che essa non trovi grazia nei suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, allora scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa. Se essa, uscita dalla casa di lui, va e diventa moglie di un altro marito e anche questi la prende in odio, scriverà per lei un libello di ripudio, glielo consegnerà in mano e la manderà via dalla casa oppure se questo secondo marito, che l’aveva presa per moglie, muore, il primo marito, che l’aveva ripudiata, non potrà riprenderla per moglie, dopo che essa è stata contaminata, perché sarebbe un abominio agli occhi del Signore; tu non renderai colpevole di peccato il paese che il Signore tuo Dio sta per darti in eredità.”

Se consideriamo ciò che abbiamo appena letto dal punto di vista della società umana, allora ognuno è libero di pensarla come più gli aggrada. Ma se invece la storia viene considerata dal punto di vista della correzione dell’anima, allora questo desiderio non può essere corretto, perché il primo marito, che stava cercando di creare la giusta intenzione con questa donna (con questo desiderio), ha capito che non poteva farlo.

Così, egli non sarà in grado di risolvere il problema neanche dopo il suo secondo marito, perché anche il secondo non è riuscito in questa operazione. Dopo tre mariti che le hanno chiesto il divorzio, lei non ha più il diritto di sposarsi, vale a dire, questo desiderio è incorreggibile. Esso deve essere messo da parte fino al successivo livello di correzione.

L’anima non scompare da nessuna parte. Arriverà il livello successivo, e ci sarà un altro stato nell’anima comune, e quest’anima privata, questo desiderio personale, sarà in grado di ricevere la correzione.

Domanda: Ma ci sarebbe stato un ennesimo tentativo di correggerla, se si fosse di nuovo sposata?

Risposta: Certo.

Parlando del nostro mondo, nelle comunità ebraiche una ragazza non dovrebbe rimanere senza marito. Ogni donna è sempre stata chiesta in moglie da qualche parte del mondo! Questo è un grande comandamento. Per ogni ragazza: storta, gobba, zoppa, a prescindere dalle sue condizioni fisiche, doveva essere trovato uno sposo. Una speciale dote veniva assegnata a lei, quindi un uomo era pronto a sposarla.

Sposarsi è sempre stata considerata una grandissima Mitzva: una causa caritatevole. La persona che aveva potuto farlo almeno una volta nella sua vita aveva la sensazione di ricevere qualcosa che arrivava dall’alto.

[206421]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 26/10/16

Materiale correlato:
Impossibile ma necessario
Una donna sposata
Il mondo delle nostre intenzioni

Gli esami nella spiritualità

Domanda: Perché una persona ritorna alle proprie inclinazioni negative in misura maggiore, dopo avere raggiunto un nuovo livello spirituale? Perché non è possibile venire esaminati e passare all’esame successivo come all’università?

Risposta: Una persona non torna indietro. Le viene “concesso” l’esame successivo, un’aggiunta al suo egoismo.

Anche a scuola e all’università studiamo le stesse materie per molti anni.

[208186]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 29/01/17

Materiale correlato:

Scalare i livelli dei mondi spirituali
“E lo puniranno con un multa di cento Shekel d’argento”
Il ciclo della nascita spirituale

Il lavoro su te stesso

Dalla Torah, (Deuteronomio 25:02 – 25:03): “Se il colpevole avrà meritato di essere fustigato, il giudice lo farà stendere per terra e fustigare in sua presenza, con un numero di colpi proporzionati alla gravità della sua colpa. Gli farà dare non più di quaranta colpi, perché, aggiungendo altre battiture a queste, la punizione non risulti troppo grave e il tuo fratello non resti infamato ai tuoi occhi.”

Domanda: E’ scritto: “Se il colpevole avrà meritato di essere fustigato, il giudice lo farà stendere per terra e fustigare in sua presenza….” Cosa significa “stendere”? Perché queste piccole cose sono descritte con tale dovizia di particolari?

Risposta: Queste non sono piccole cose. Si tratta della discesa dell’uomo ad uno stato tale in cui è necessario umiliare non lui ma il suo egoismo ed umiliarlo in modo tale che egli vedrà l’egoismo in tutta la sua bruttezza e non sarà più capace di usarlo. Considererà l’usarlo come una “bassezza” per “l’uomo che c’è in lui”.

Questo è il lavoro per se stesso. Quindi, tutti i giudici ed i giurati servono solo per aiutare un uomo a capire se stesso. Egli stesso deve selezionare una punizione nella forma dei colpi che arrivano dalla qualità di Bina, il cui valore numerico è pari a quaranta, al livello “quaranta”. Egli deve sentire questi colpi su se stesso e quanto sia opposto alla qualità della dazione.

La sensazione dell’opposizione alle qualità di Bina, il capire quanto egli sia lontano dal raggiungere il suo livello e la realizzazione del maligno in se stesso sono colpi sull’egoismo, non sulla persona.

[207285]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 2/11/16

Materiale correlato:

Malchut e Bina, l’acqua salata e l’acqua dolce
Esau e Giacobbe: Una battaglia per il comando
Avanzare attraverso i colpi

“Non avrai nel tuo sacco due pesi diversi”

Dalla Torah, (Deuteronomio 25:13): “Non avrai nel tuo sacco due pesi diversi, uno grande e uno piccolo.”

Una persona deve avere un comportamento onesto e sforzarsi sempre di rimanere sulla linea di mezzo. Tutte le leggi della Torah sono state progettate per questo scopo.

Una donna fra due uomini, uno dei quali è morto e l’altro è vivo, o entrambi sono vivi, ma uno è il marito e l’altro non lo è, o due pesi, uno grande e uno piccolo, e così via, tutto questo rappresenta la costruzione della linea di mezzo in tutte le sue forme.

La Torah dà i principi di base nei livelli inanimato, vegetale, animato ed umano su come mantenere la linea di mezzo e su come portarla avanti. La conquista della terra di Israele significa controllare il desiderio nella linea mediana.

Pertanto è scritto: “Non avrai nel tuo sacco due pesi diversi, uno grande e uno piccolo.” Dopo tutto, devi portare avanti tutti i tuoi cambiamenti secondo un solo principio: la linea di mezzo.

[207482]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 2/11/16

Materiale correlato:

L’unione pacifica delle forze opposte nella linea di mezzo
L’inizio della correzione nelle tre linee
L’arte di lavorare con la linea di mezzo

Meglio starsene da soli o andare al congresso?

Domanda: Io sono un lupo solitario per natura ed evito di stare in mezzo alla gente. Credo che determinate caratteristiche si possano raggiungere solo singolarmente. C’è una spiegazione logica sul vantaggio di partecipare ad un congresso invece di studiare le lezioni e i tuoi libri in solitudine?

Risposta: La solitudine non è una cattiva cosa. Anche a me piace stare da solo. Tutti sanno che mi siedo nel mio studio e rimango lì a porte chiuse e non è facile raggiungermi, ma il punto è che il piano della creazione si compie nella connessione fra le persone.

Anche se non si tratta della connessione fisica ma di quella interiore, dobbiamo comunque stabilire connessioni fisiche per raggiungerla. Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno di partecipare ai congressi, agli incontri, ai pasti e alle lezioni insieme, sono tutti momenti essenziali.

Non fa differenza chi sei per natura: un lupo solitario o una persona socievole che ha sempre il sorriso sulle labbra, è comunque necessario stabilire una connessione interna e reciproca con le altre persone.

Questo è più difficile per te che per gli altri, quindi per te sarà maggiore la ricompensa che riceverai per gli sforzi che farai per raggiungere la rivelazione del Creatore.

Ma startene seduto da solo con i libri, mentre è in atto un congresso, è come la morte spirituale.

[207784]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 19/02/17

Materiale correlato:
La forza unica dei Congressi di Kabbalah
Cerco i miei fratelli…
Perché non studiamo la Kabbalah da soli?

“Nessuno prenderà in pegno né le due pietre della macina domestica né la pietra superiore della macina”

 Dalla Torah, (Deuteronomio 24:6): “Nessuno prenderà in pegno né le due pietre della macina domestica né la pietra superiore della macina, perché sarebbe come prendere in pegno la vita.”

Non puoi dare qualcosa in pegno ad una persona e richiedere in cambio i suoi strumenti di difesa o gli attrezzi che le serviranno per la produzione di cibo o di altri oggetti senza i quali non sopravviverebbe.

Tutto ciò che riguarda la sopravvivenza delle persone non può essere toccato. L’intero Talmud parla delle interazioni fra le persone sui diversi livelli della loro comunicazione.

Tutto in esso è spiegato molto chiaramente e dimostra ancora una volta che non è una persona che cambia, ma una connessione, perché una persona si manifesta nella connessione con gli altri.

[206508]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 26/10/16

Materiale correlato:

Il Talmud offre il più dettagliato piano di correzione
Di cosa parla lo Studio delle dieci Sefirot
La connessione che cambia il mondo

Far chiarezza da soli

Domanda: Esistono dei criteri nella saggezza della Kabbalah, secondo i quali è possibile distinguere fra sensazioni kabbalistiche e distorsioni cognitive a cui ognuno di noi è esposto?

Risposta: Le sensazioni kabbalistiche non possono essere trasmesse ad altri. Ad un certo punto capisci semplicemente che si tratta esattamente di quello che volevi sentire, a differenza di tutti i tipi di filosofie, teorie o scienze che hai finora desiderato conoscere, capire e scoprire.

Quando studi per il bene della tua anima, lo senti. È necessario chiarire con se stessi e capire con precisione che si sta imparando qualcosa a proposito della propria vita. Se non hai una sensazione come questa, la devi cercare.

[207964]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 29/01/17

Materiale correlato:

Cosa Vuole La Mia Anima?
Non credete a me, scopritelo voi stessi
Condurre il desiderio alla Luce

Avanzare come l’anima ci suggerisce

Domanda: Come può una persona capire che ha iniziato il cammino del proprio sviluppo spirituale?

Risposta: Istintivamente. Ai miei tempi, sono passato attraverso molte mani e ho incontrato diversi insegnanti. Ma nessuno di loro mi aveva soddisfatto. Avevo incontrato altri kabbalisti, ma o erano piccoli o troppo specifici.

Anche se ci sono stati anche grandi kabbalisti fra loro, non insegnavano nello stile che io ero pronto a cogliere. Ho continuato in questo modo fino a quando ho trovato il mio insegnante.

Quindi, spetta alla persona fare la propria ricerca. Se io non ti piaccio, allora potrebbe essere che ci sono altri insegnanti più consoni a te. Ti consiglio di verificare per capire se un insegnante è giusto o sbagliato per te. E allora potrai capire se devi tornare a studiare con me o continuare con qualcun altro. Questo perché la cosa più importante è avanzare nel modo in cui la tua anima ti dice di farlo.

[207795]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 29/01/17

Materiale correlato:

L’Unico Insegnante
Lunico modo di studiare
Ricevere la Luce attraverso il maestro

Dovremmo aver paura dei nostri desideri?

Domanda: Dovrei aver paura dei miei desideri? Cosa accadrà se avrò desideri tali da non poter essere controllati?

Risposta: Molte persone hanno paura di perdere il controllo dei propri desideri e di cominciare ad agire in maniera del tutto incontrollata.

Il fatto è che tutto dipende dall’ambiente. Se siamo nel giusto ambiente, allora una persona non deve preoccuparsi dell’autocontrollo.

[206964]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 15/01/17

Materiale correlato:

Pensieri e desideri
In che modo i pensieri di un kabbalista influenzano il mondo?
L’ambiente può tutto