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I misteri della nascita di un livello spirituale

Dalla Torah, (Deuteronomio 23:10 – 23:11): “Quando uscirai e ti accamperai per difenderti dai tuoi nemici, guardati da ogni cosa cattiva. Se si trova qualcuno in mezzo a te che sia immondo a causa d’un accidente notturno, uscirà dall’accampamento e non vi rientrerà più.

Durante la notte l’uomo non può trovarsi in unione spirituale con la Luce, né con lo schermo, né con un desiderio, perché non c’è lo Zivug (l’accoppiamento) della Luce e dello schermo. Nel nostro mondo l’accoppiamento sessuale, solitamente, avviene di notte; ma qui diciamo che deve avvenire quando c’è la luce del giorno.

Domanda: Significa che la persona è impura perché il suo accoppiamento è avvenuto di notte?

Risposta: Non solo per questo, ma anche perché questa espulsione di Luce avviene senza schermo e senza Kelim (vasi) che sono necessari affinché ci siano prima la ricezione e poi la dazione. In altre parole qui non c’è ricezione, la parte femminile e l’espulsione del seme avvengono senza vaso ed il vaso è necessario affinché nasca lo stato successivo, il livello successivo. Questo è considerato impuro.

Domanda: Se come dice lei l’accoppiamento deve aver luogo nella luce, allora perché dice che avviene nell’oscurità?

Risposta: Perché proprio quando tutto è buio, quando c’è assenza di Luce superiore, avviene il contatto fra l’attributo maschile e quello femminile. Questo rappresenta la preparazione all’unione fra lo schermo, il desiderio e la Luce superiore. Per questo avviene solo nella notte e solo in giorni e stati specifici.

Come regola, deve avvenire durante il giorno, più precisamente di sabato. Dopo il pranzo all’ingresso dello Shabat, dal venerdì verso il sabato, quando sta arrivando il sabato, un uomo deve stare con una donna. In seguito, un’altra volta in Mincha, ovvero prima che finisca lo Shabat. Questo corrisponde alla Luce che, in questo momento particolare, brilla nel mondo spirituale.

Naturalmente nel nostro mondo non c’è alcuna Luce. Tutto avviene semplicemente come analogia con le azioni spirituali, come si suol dire: “è una pallida copia”.

La nascita del livello successivo durante il giorno, nel sabato, è il tempo più propizio per correggere il Kli. Questo è il momento in cui tutte le condizioni sono positive per la parte femminile (desiderio) e per la parte maschile (intenzione ed unione con la Luce superiore) per creare un’adeguata azione di dazione.

È un sistema molto completo di forze che successivamente si materializzano nel nostro mondo nella forma di organo maschile e organo femminile, i quali in seguito interagiscono in modo da generare nuova vita. Rispetto a questo ci sono giorni (sette giorni impuri) nei quali è proibito toccare la donna. Poi se ne contano altri sette, 14 in totale. Alla fine, restano solo due settimane appropriate per l’inseminazione.

Tutto questo è stato calcolato al tempo nel quale tutte le donne avevano lo stesso ciclo lunare. Il mese lunare è di 28 giorni e corrisponde esattamente al ciclo della donna. A quel tempo c’era la sensazione di una sola donna, perché si era vicini alla correzione spirituale.

È scritto nel Talmud delle Dieci Sefirot che i primi sette giorni impuri sono il Gevurot (lo schermo) che si deve formare nella donna affinché riceva correttamente il seme dentro di sé, il seme rappresenta la Luce superiore. I secondi sette giorni sono di preparazione, quando la donna formalizza il suo desiderio unito allo schermo.

Dopo, la donna si immerge nella Mikveh; ovvero il desiderio è bagnato in una determinata luce chiamata Mikveh, l’acqua, la luce di Binà. Poi è completamente pronta per agire in dazione, perché è la qualità che Binà le dà. Dentro di lei si forma un desiderio capace di ricevere la Luce superiore, fino al suo punto nel cuore per cominciare a sviluppare un’anima. Così può avvenire la nascita, solo a partire dalla qualità di Binà unita con Malchut.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 19/10/16

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“Ho preso questa donna”

Dalla Torah, (Deuteronomio 22:13-22:14): “Se un uomo sposa una donna e, dopo aver coabitato con lei, la prende in odio, le attribuisce azioni scandalose e diffonde sul suo conto una fama cattiva, dicendo: ‘Ho preso questa donna, ma quando mi sono accostato a lei non l’ho trovata in stato di verginità.’”

Fra coloro che studiano la Kabbalah, ci sono persone che dicono: “Perché siamo venuti qui? Abbiamo studiato per diversi anni e dove sono i risultati?”

Il desiderio con cui uno studente è arrivato qui è la “donna” con la quale ha iniziato a lavorare. Tuttavia, egli lascia tutto perché non vede risultati. Invece di connettersi con il suo sogno e andare avanti, egli comincia a odiarla e fugge.

Questo significa “fare accuse diffamatorie” perché questo metodo non funziona e lui “gli da un brutto nome.”

“Ho preso questa donna, ma quando mi sono accostato a lei non l’ho trovata in stato di verginità” significa, che essa non è mia. Non posso utilizzarla per creare il mio mondo futuro, i cosiddetti figli, insieme a lei. Questo desiderio non appartiene a me ed io non riesco a controllarlo.

Dalla Torah, (Deuteronomio 22:15): “Il padre e la madre della giovane prenderanno i segni della verginità della giovane e li presenteranno agli anziani della città, alla porta.”

Si tratta di una rivelazione del livello superiore, nella qualità dell’Abba ve Ima. Si riferisce a quegli studenti che iniziano ad affrontare i chiarimenti e l’analisi sul cammino spirituale. Non scappano dai problemi emergenti, perché queste difficoltà sono lì per loro.

Una “ragazza vergine” è il desiderio egoistico personale di uno studente, quello che non ha ricevuto da qualcun altro. Questo è ciò che abbiamo bisogno di dimostrare.

“Prenderanno i segni della verginità della giovane e li presenteranno agli anziani della città, alla porta” significa aumentare il desiderio di Abba ve Ima per il livello successivo.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 5/10/16

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Come si consegue l’anima?

Una persona che affronta delle sofferenze cerca il significato della propria vita per molti anni. Tutto questo gradualmente costruisce in lei un sistema, un desiderio, un’aspirazione, una tensione interiore che crea una sensazione che la porta a voler scoprire la propria realtà spirituale.

Quando una persona raggiunge questo stadio nella propria vita, viene condotta sino alla saggezza della Kabbalah, alla saggezza della rivelazione del Creatore all’uomo nel nostro mondo, questa è l’anima.

Una persona comprende all’improvviso che ha trovato un metodo fantastico, una saggezza antica che ha alle spalle 6.000 anni di storia. Studiando questo metodo la persona vede che tutto ciò che la Kabbalah dice è vero. La saggezza ricopre il suo desiderio di rivelare la propria anima, il Creatore.

Quindi la persona impara come fare. Chiarisce le cose gradualmente e scopre che l’anima si riferisce alla costruzione del desiderio di dare ed amare gli altri, gli sconosciuti, incluso il Creatore, in modo del tutto altruistico, senza alcuna apparente ricompensa per sé, prendendo e cedendo ogni cosa, senza sapere a chi, per quale motivo o come, ma senza ricevere alcun piacere da questo.

Domanda: E’ questo quello che lei dice agli studenti principianti?

Risposta: A loro dico la verità. I principianti non hanno alcun luogo dove scappare. Il Creatore li riporterà qui. Il Suo piano è predeterminato.

Nonostante sia detto “Non mettere un ostacolo di fronte ad un cieco” io non considero ciò che dico un ostacolo perché tutti i timori che essi incontreranno lungo il percorso, alla fine verranno dimenticati. Essi desidereranno avanzare così tanto che balzeranno oltre gli ostacoli.

Se una persona affronta le cose con serietà, viene colta da pensieri del tipo: “Non ho comunque nulla in questa vita; non voglio vivere come un animale; non ha davvero importanza se la mia vita termina ora o fra 20 o 30 anni; io voglio donare tutto in modo da trovare tutto”.

Domanda: E’ considerata una rivelazione quando una persona capisce che la sua anima è nell’attributo della dazione, caratteristica che consegue quando non pensa a sé ma agli altri?

Risposta: All’inizio la persona non lo capisce. E’ solo quando inizia ad addentrarsi nel metodo e ad avvicinarsi a questo stato che comprende fino a che punto ciò sia del tutto immaginario ed impossibile da soddisfare. Per la persona il desiderio di dare a qualcuno ed amarlo, semplicemente non esiste. Quando esamina se stessa, la persona vede che è pronta per tutto ma non per questo. Questo è ciò che la convince che amore e dazione sono in effetti la strada giusta.

Ma come arrivare a questo? Qui scopriamo che questo si consegue tramite l’aiuto del gruppo e le azioni speciali all’interno del gruppo, quando gradualmente usciamo da noi stessi. E’ in base al livello dei nostri sforzi che iniziamo a ricevere aiuto dall’alto e pian piano ci rendiamo conto quanto importante e necessario sia tutto questo, quanto questa sia l’unica cosa che può esistere nelle nostre vite, dato che ogni altra cosa è programmata.

Quindi avanziamo gradualmente sperimentando varie restrizioni e pressioni. Ma ci è già chiaro che questa è l’unica strada, e sta a noi seguirla o meno.

Fondamentalmente tutte le nostre azioni per conseguire l’anima consistono nell’evocare e nel richiamare la forza che ci strapperà da noi stessi per metterci nell’ambiente, nel cerchio, nella decina nella quale mi scioglierò. Quindi l’incontro col Creatore avverrà nel centro della decina.

La decina consta di dieci uomini che hanno deciso di uscire totalmente dal proprio ego, di gettarlo oltre il confine del loro cerchio e di aspirare ad essere nel centro del cerchio, nel posto dove attrarranno solo l’aspirazione e l’anelito per il Creatore.

Domanda: E cosa fanno dieci donne?

Risposta: La stessa cosa ma le donne devono trovare dieci uomini dentro di sé. L’aspirazione per il Creatore è chiamata maschile. Questo lo capiremo più avanti. Rispetto al Creatore, comunque, noi siamo tutti donne.

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Dalla trasmissione di KabTV “Parlare dell’anima” 30/03/17

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“Quando sarai entrato nel paese…..”

Dalla Torah, (Deuteronomio 26:1-26:2): “Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio ti darà in eredità e lo possiederai e là ti sarai stabilito, prenderai le primizie di tutti i frutti del suolo da te raccolti nel paese che il Signore tuo Dio ti darà, le metterai in una cesta e andrai al luogo che il Signore tuo Dio avrà scelto per stabilirvi il suo nome.”

Che significa “Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio ti darà in eredità e lo possiederai”? Significa che avrebbe dovuto attraversare il fiume Giordano? Però è un fiume molto poco profondo. La gente lo attraversava molto facilmente con il bestiame. Non c’era niente di speciale in questo.

La terra di Israele la si può possedere solo nel senso spirituale. Poi avrai diritto di stare in essa.

Oggi, il dimorare nella terra di Israele ci viene concesso come un’opportunità, e dobbiamo provare che davvero possiamo esistere in questa terra, altrimenti verremo “cacciati” da essa dopo qualche tempo. Questo ci è successo duemila anni fa e la stessa cosa può avvenire adesso se non ci dimostriamo degni di questa terra.

Vivere nella terra di Israele significa stare in stretta connessione con la gente, in amicizia e fratellanza e così relazionarci al Creatore, esattamente nella stessa maniera, per dargli l’opportunità di dimorare fra noi. Questa è chiamata la terra di Israele, dalla parola “Isra-El” (diretto al Creatore).

A proposito di questo è scritto: “Le metterai in una cesta e andrai al luogo che il Signore tuo Dio avrà scelto per stabilirvi il suo nome”. Il suo nome può stare solo in questo luogo.

La cesta è la tua intenzione mentre il raccolto e tutto il resto sono i tuoi desideri. “Le primizie di tutti i frutti del suolo da te raccolti nel paese che il Signore tuo Dio ti darà”, significa tutti i doni speciali e sono le intenzioni con le quali pretendi di dimostrare perché lo fai.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 9/11/16

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“Ma se non vuole far pace con te…”

Dalla Torah, (Deuteronomio 20:12-20:14): “Ma se non vuole far pace con te e vorrà la guerra, allora [quella città] l’assedierai. Quando il Signore tuo Dio l’avrà data nelle tue mani, ne colpirai a fil di spada tutti i maschi; ma le donne, i bambini, il bestiame e quanto sarà in quella città, tutto il suo bottino, li prenderai come tua preda; mangerai il bottino dei tuoi nemici, che il Signore tuo Dio ti avrà dato.”

Se le intenzioni (le parti maschili) non sono disposte a cambiare, significa che devono essere annientate. Dovete prendere solo i desideri (le parti femminili) e ricoprirli con le vostre intenzioni.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 19/09/16

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“Siate cauti per quanto riguarda la lesione di Tzara’ath”

Dalla Torah, (Deuteronomio 24:8): “In caso di lebbra badate bene di osservare diligentemente e fare quanto i sacerdoti leviti vi insegneranno; avrete cura di fare come io ho loro ordinato”.

La “lesione” e la “lebbra” sono i problemi più esteriori che una persona ha perché la pelle rappresenta lo strato più esterno dell’egoismo.

Il corpo di una persona, sia a livello interiore che esteriore, è così organizzato: il midollo (Mocha), le ossa (Atzamot), i tendini (Gidin), la carne (Basar) e la pelle (Or).

La comparsa di lesioni sulla pelle è la manifestazione dell’ultimo grado di rottura. Tu devi interagire correttamente con questi problemi, cioè, curarti dalla lebbra attraverso il Cohen (il sacerdote) e il Levita che sono in te, attraverso i tuoi più alti e migliori desideri corretti che possono quindi correggere i desideri più bassi non corretti in te. In caso contrario, non è possibile determinare di cosa si tratti ed essere curati.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 26/10/16

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La bellezza agli occhi di un kabbalista

Domanda: Che cos’è la bellezza dal punto di vista di un kabbalista?

Risposta: La bellezza è data da un insieme di elementi che non possono essere messi insieme. In questo caso, di conseguenza, la persona prova una sensazione di grande gioia e felicità.

Io potrei chiamare bello qualcuno se avesse delle enormi contraddizioni con le quali sta lavorando costantemente per portarle in equilibrio e completezza.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 29/01/17

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Una moglie che non trova grazia negli occhi del marito

Dalla Torah, (Deuteronomio 24:1-24:4): “Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, e poi avviene che essa non trovi grazia nei suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, allora scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa. Se essa, uscita dalla casa di lui, va e diventa moglie di un altro marito e anche questi la prende in odio, scriverà per lei un libello di ripudio, glielo consegnerà in mano e la manderà via dalla casa oppure se questo secondo marito, che l’aveva presa per moglie, muore, il primo marito, che l’aveva ripudiata, non potrà riprenderla per moglie, dopo che essa è stata contaminata, perché sarebbe un abominio agli occhi del Signore; tu non renderai colpevole di peccato il paese che il Signore tuo Dio sta per darti in eredità.”

Se consideriamo ciò che abbiamo appena letto dal punto di vista della società umana, allora ognuno è libero di pensarla come più gli aggrada. Ma se invece la storia viene considerata dal punto di vista della correzione dell’anima, allora questo desiderio non può essere corretto, perché il primo marito, che stava cercando di creare la giusta intenzione con questa donna (con questo desiderio), ha capito che non poteva farlo.

Così, egli non sarà in grado di risolvere il problema neanche dopo il suo secondo marito, perché anche il secondo non è riuscito in questa operazione. Dopo tre mariti che le hanno chiesto il divorzio, lei non ha più il diritto di sposarsi, vale a dire, questo desiderio è incorreggibile. Esso deve essere messo da parte fino al successivo livello di correzione.

L’anima non scompare da nessuna parte. Arriverà il livello successivo, e ci sarà un altro stato nell’anima comune, e quest’anima privata, questo desiderio personale, sarà in grado di ricevere la correzione.

Domanda: Ma ci sarebbe stato un ennesimo tentativo di correggerla, se si fosse di nuovo sposata?

Risposta: Certo.

Parlando del nostro mondo, nelle comunità ebraiche una ragazza non dovrebbe rimanere senza marito. Ogni donna è sempre stata chiesta in moglie da qualche parte del mondo! Questo è un grande comandamento. Per ogni ragazza: storta, gobba, zoppa, a prescindere dalle sue condizioni fisiche, doveva essere trovato uno sposo. Una speciale dote veniva assegnata a lei, quindi un uomo era pronto a sposarla.

Sposarsi è sempre stata considerata una grandissima Mitzva: una causa caritatevole. La persona che aveva potuto farlo almeno una volta nella sua vita aveva la sensazione di ricevere qualcosa che arrivava dall’alto.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 26/10/16

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Gli esami nella spiritualità

Domanda: Perché una persona ritorna alle proprie inclinazioni negative in misura maggiore, dopo avere raggiunto un nuovo livello spirituale? Perché non è possibile venire esaminati e passare all’esame successivo come all’università?

Risposta: Una persona non torna indietro. Le viene “concesso” l’esame successivo, un’aggiunta al suo egoismo.

Anche a scuola e all’università studiamo le stesse materie per molti anni.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 29/01/17

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Il lavoro su te stesso

Dalla Torah, (Deuteronomio 25:02 – 25:03): “Se il colpevole avrà meritato di essere fustigato, il giudice lo farà stendere per terra e fustigare in sua presenza, con un numero di colpi proporzionati alla gravità della sua colpa. Gli farà dare non più di quaranta colpi, perché, aggiungendo altre battiture a queste, la punizione non risulti troppo grave e il tuo fratello non resti infamato ai tuoi occhi.”

Domanda: E’ scritto: “Se il colpevole avrà meritato di essere fustigato, il giudice lo farà stendere per terra e fustigare in sua presenza….” Cosa significa “stendere”? Perché queste piccole cose sono descritte con tale dovizia di particolari?

Risposta: Queste non sono piccole cose. Si tratta della discesa dell’uomo ad uno stato tale in cui è necessario umiliare non lui ma il suo egoismo ed umiliarlo in modo tale che egli vedrà l’egoismo in tutta la sua bruttezza e non sarà più capace di usarlo. Considererà l’usarlo come una “bassezza” per “l’uomo che c’è in lui”.

Questo è il lavoro per se stesso. Quindi, tutti i giudici ed i giurati servono solo per aiutare un uomo a capire se stesso. Egli stesso deve selezionare una punizione nella forma dei colpi che arrivano dalla qualità di Bina, il cui valore numerico è pari a quaranta, al livello “quaranta”. Egli deve sentire questi colpi su se stesso e quanto sia opposto alla qualità della dazione.

La sensazione dell’opposizione alle qualità di Bina, il capire quanto egli sia lontano dal raggiungere il suo livello e la realizzazione del maligno in se stesso sono colpi sull’egoismo, non sulla persona.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 2/11/16

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