Pubblicato nella 'Lavoro spirituale' Categoria

Consigli sulla Kabbalah

Domanda: Che cos’è la forza di attrazione secondo la Kabbalah?

Risposta: Attrazione e repulsione dipendono dal desiderio di un oggetto di avvicinarsi o allontanarsi da un altro in base alle loro qualità.

Domanda: Qual è il significato di “immobilità”?

Risposta: Immobilità significa: non cambiare le mie qualità.

Domanda: Se noi sediamo insieme, ci uniamo e discutiamo un concetto spirituale, possiamo scoprire un luogo spirituale e muoverci verso di esso?

Risposta: Io scopro un altro luogo, un altro spazio nella mia consapevolezza in base alla somiglianza del mio desiderio al desiderio spirituale.

Domanda: Nella Kabbalah distinguiamo molti mondi. Questi mondi come sono in relazione con il nostro mondo?

Risposta: Non lo sono affatto. Il nostro mondo immaginario esiste nella nostra fantasia come una copia molto primitiva del mondo superiore.

Domanda: Quali sono i principi generali della gestione da parte del Creatore? Quali sono le linee guida che segue nel processo di governo di questo mondo?

Risposta: Il Creatore è guidato da un unico principio: quello di portarci ad un piacere infinito.

Domanda: Se il mio io spirituale esiste già in una dimensione eterna, ho semplicemente bisogno di scoprire questo per il mio io attuale?

Risposta: Hai bisogno di scoprire la tua somiglianza con il Creatore. In base al livello in cui consegui questa similitudine, tu e Lui diventate un tutt’uno.

Domanda: Come fa una persona a trovare il proprio insegnante?

Risposta: Esiste una forza ausiliaria chiamata “angelo” che “ti prende per mano” e ti guida verso il tuo insegnante. Non c’è nient’altro.

Domanda: Quando hai acquisito un Masach (schermo)? Adesso controlli i tuoi desideri?

Risposta: Non posso rispondere a questa domanda. Non essere invidioso. Ognuno ha i suoi tempi, luoghi, sforzi e modi, ma il metodo è lo stesso per tutti.

Domanda: Qual è l’immagine del Creatore se Egli non ha immagine?

Risposta: E’ la persona a creare un’immagine del Creatore.

Domanda: Sono sempre uno schiavo che dipende dal Masach, dal desiderio o dal Creatore?

Risposta: Quando una persona inizia a lavorare sui propri desideri, allora viene considerata libera.

[213065]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 19/03/2017

Materiale correlato:
Un attacco di consigli sulla Kabbalah – 12/03/2017
Un attacco di consigli sulla Kabbalah – 27/11/16, Seconda Parte
Un attacco di consigli sulla Kabbalah – 20/11/16, Prima Parte

Che cosa nasce dalla discussione?

Domanda: Come nascono le regole del workshop, quali il parlare a turno, l’annullare se stessi, il non criticare? Dopotutto, com’è noto, la verità nasce dalla discussione.

Risposta: Tutte le regole del workshop si basano sui principi dei kabbalisti, a cominciare da Il Libro dello Zohar quando dieci grandi kabbalisti si riunirono insieme, si rifugiarono in una grotta e scrissero questo libro. Da qui deriva la conoscenza della “decina”, del come unirsi in essa e di cosa dobbiamo fare con essa. Più tardi il mio maestro Rabash descrisse nei minimi dettagli le relazioni nella decina, sottolineando che tutte le basi per l’interazione fra le persone nel cerchio non hanno nulla a che fare con la psicologia pratica.

L’affermazione che la verità nasce dalla discussione è assolutamente sbagliata. Come può nascere dalla discussione se tutti siamo egoisti e ognuno pensa in maniera scorretta; e poiché tutti discutono su dieci verità egoistiche, ne potrebbero pure nascere altre venti, trenta o quaranta simili. Non mi è mai capitato di assistere ad una discussione che abbia portato alla nascita della verità. Per arrivare a questo le persone dovrebbero essere speciali, capire in quale modo, con le capacità limitate che possediamo, poter usare questo principio.

Questo non è accettabile nella Kabbalah. Non ci devono essere discussioni perché la verità ci arriva dal prossimo livello di consapevolezza, non dal livello in cui siamo! Non c’è nulla da vedere dentro di noi. Mi sembra che la storia dell’umanità ce lo abbia già dimostrato: non possiamo tirare fuori nulla di buono da noi stessi. Perciò non c’è bisogno di cercare nulla, neppure la “verità”. Dobbiamo solo metterci insieme in modo tale da portare l’illuminazione superiore su di noi, la Luce superiore. Allora ci riusciremo.

[220875]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’8/10/2017

Materiale correlato:
Kabbalah pratica: come si fa a sentire il mondo superiore? – Nell’unione del cerchio
Il workshop in cerchio e la Kabbalah pratica – 3’ Parte
Il luogo dove siamo uno

Non dimenticare…

La festa di Purim è la più felice, il miglior momento per grandi misericordie. Purim rappresenta tutto il nostro lavoro spirituale.

Tutti i giorni festivi sono legati alla connessione dell’anima frammentata di Adam HaRishon, il primo uomo, però solo Purim rappresenta la fine di questo processo, l’ultima azione, chiamata Gmar Tikkun, la fine della correzione.

Così ricordiamo tutto il nostro desiderio egoistico di ricevere piacere con tutto il suo tremendo peso e comprendiamo che non vi è modo di resistergli. Siamo molto deboli. Anche il giusto Mordechai si siede su una roccia di fronte alla porta del re, un povero anziano che nessuno nota, mentre Amman governa tutto il regno, come la mano destra del re.

Il Creatore, in proposito, incorona l’ego affinché governi, come è scritto: “Ho creato l’inclinazione al male”. Il faraone (l’egoismo) è il re del mondo, in diversi ruoli e personaggi. Solo quando l’uomo sente che l’esistenza è minacciata, si sveglia; chi lo aiuta a risvegliarsi? Amman lo fa dicendo: “Distruggiamo, dalla base, questa radice che potrebbe risvegliare il desiderio di dare o l’intenzione di dare, perché dovremmo lasciarla? Sono il re!”.

Quando raggiungiamo questa altezza del desiderio di ricevere che vuole controllare tutto con l’intenzione di ricevere, scopriamo che il desiderio di ricevere è materia immutabile, ma l’intenzione di ricevere è scorretta e possiamo controllare il desiderio di ricevere con l’intenzione di dare. Anche se l’intenzione di dare è contraria alla natura ed è molto debole, contraria alla nostra coscienza, comprensione e natura stessa ed inoltre il re, ovvero il Creatore, non la appoggia, lei è ancora lì. Come possiamo lottare? L’intenzione di dare è troppo debole, troppo tenue e delicata per confrontarsi con Assuero che appoggia Amman con il potere del male.

Però c’è una parte del desiderio di ricevere che si chiama “giudei” (Yehudi), questa parte possiede la forza potenziale dell’unione. Se una minaccia grave incombe su di essi, si uniranno. A prescindere dal fatto che questa unione venga loro imposta, provocata dal timore della distruzione, in qualche modo attrae la Luce che riforma, la forza superiore. Questa risveglia il re Assuero, che inizialmente appoggiò Amman, ma dopo l’unione degli ebrei, completa ed appoggia felicemente Mordechai.

Tutto dipende dal gruppo, che potenzialmente viene chiamato “giudei” (la parola ebrea per ‘giudeo’ [Yehudi] proviene dalla parola ‘unito’ [Yihudi]. Così quando si uniscono, prima per coercizione e dopo in maniera volontaria, ottengono una grande forza, prima per controllare il re Assuero e dopo per distruggere il potere di Amman, l’inclinazione al male che avrebbe potuto distruggerli facilmente.

Tutto questo fu fatto per la loro unione che aveva attratto quella grande forza che li aiutò ad unirsi anche di più e dopo, agendo con il potere dell’unione, sottomisero il potere della separazione, il potere di Amman.

Lo fanno in ogni grado e stato, perché questa è la correzione ed in Purim viene rappresentata come un miracolo. Purim è un’enorme volontà di ricevere, nelle sue 32 parti, che non è possibile correggere direttamente. Per questo viene considerata un miracolo, perché possiamo correggere gradualmente 288 parti del desiderio di ricevere, nei 125 gradi e, il cuore di pietra, si unisce a tutta la correzione, anche se non vi appare. Solo nell’azione finale, il cuore di pietra nasce ed è corretto dalle 288 parti ed anche le 32 parti entrano nella correzione in un sol colpo. Così arriva la Luce della fine della correzione.

A Purim possiamo vedere tutto questo processo di correzione: l’esilio e la liberazione di tutte le sue forme. Per questo Purim comincia con la lettura del capitolo Ricorda quello che Amalek ti ha fatto. L’intenzione per il proprio beneficio, chiamata inclinazione al male o Amalek, ci accompagna tutto il tempo e precisamente grazie ad Amalek arriviamo al Creatore.

Se non fosse stato per questa inclinazione al male, mai avremmo provocato l’unione, mai avremmo rivelato la nostra separazione dal Creatore e non saremmo riusciti ad essere uguali nella forma con Lui. È impossibile ottenere l’adesione senza l’aiuto di questa forza maligna che lavora nella linea di sinistra.

Per questo dobbiamo ricordare quello che Amalek ci ha fatto. In ogni stato il Creatore ci invia un aiuto al contrario, e questo è un grande aiuto. Abbiamo solo bisogno di sapere come relazionarci correttamente con queste forze della natura.

[222258]

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 27/02/2018, “Gli Scritti di Rabash”, articolo 21

Materiale correlato:
“Cancellerai la memoria di Amalek”
L’indifferenza uccide silenziosamente, come un astuto serpente
La malattia è chiara: è ora di curarla

Vero e falso dal punto di vista della Kabbalah

Domanda: La gente, per prendere decisioni, confida in modelli particolari del mondo che costruisce nella propria mente. Tutti i modelli, fino ad un certo punto, sono falsi perché riflettono solo proprietà limitate della realtà.

Sarebbe interessante scoprire in che forma un modello del mondo è falso ed in che forma potrebbe essere vero; forse assegnando percentuali per ogni aspetto; cosa significa vero o falso rispetto alla natura o anzi, rispetto al modello della natura che costruiamo per rifletterla?

Risposta: La saggezza della Kabbalah esamina due sistemi: quello superiore (spirituale) e quello inferiore (materiale).

Nel sistema superiore siamo integralmente interconnessi e non ci possono essere stati indipendenti. È un livello ideale, chiamato mondo di Ein Sof (dell’eternità), della perfezione, nel quale tutti gli oggetti del nostro mondo esistono a livello spirituale. Tutto sperimenta la sua completa interdipendenza e destino, lo comprende e, pertanto, ogni parte può interagire correttamente con tutte le altre. Questo è un sistema ideale descritto dalla saggezza della Kabbalah, dove tutte le parti sono interconnesse in maniera chiara e pertinente.

La saggezza della Kabbalah spiega che ci avviciniamo a questo sistema ideale nella nostra evoluzione materiale. Questo è esattamente quello che ci aspetta nel futuro. Possiamo scegliere di accelerare il processo della sua rivelazione all’interno della nostra esperienza e comprensione. Oppure possiamo permettere che il processo naturale ci insegni con i colpi del destino, che poi è ciò che vediamo sta accadendo. È così che l’umanità avanza.

Il nostro mondo esiste sotto questo completo e ideale sistema superiore, perché esiste come risultato della degradazione progressiva di quel sistema superiore e della sua discesa lungo i 125 livelli, fino al livello più basso, nel quale viviamo noi oggi.

In questo mondo ci sentiamo completamente disconnessi gli uni dagli altri e se qualcosa ci connette è solo il nostro egoismo. Tutte le nostre capacità sono proiettate verso l’usare tutto e tutti in base ai nostri interessi personali.

Naturalmente ciò che chiamiamo “verità” è solo ciò che esiste nel livello superiore; e quello che esiste nel nostro livello è assolutamente falso, perché la sola cosa che ci stimola oggi, è il nostro egoismo personale; l’egoismo ci acceca, ci allontana gli uni dagli altri e ci guida per usarci il più possibile.

Questo è ciò che viene considerato vero e falso dal punto di vista della saggezza della Kabbalah.

Non c’è la verità nel nostro mondo. Esiste solo in quegli individui che raggiungono la totale interdipendenza reciproca con la natura, in altre parole, il sistema superiore che cercano di scoprire al loro interno. Lì si relazionano con tutto ciò che li circonda, con intenzioni completamente differenti: l’amicizia, l’amore, la cooperazione e l’unione.

Questo principio è originariamente descritto nella Torah, anche se in realtà, e per nostra sfortuna, nessuno lo prende seriamente in considerazione. In questo risiede la differenza tra vero e falso. Vero e falso non sono dichiarazioni soggettive di un individuo che pensa che una cosa sia vera mentre un’altra è falsa.

Quando c’è un sistema totalmente coerente ed unificato in tutte le forme della creazione, il livello inanimato, vegetale, animale ed umano, esistendo in uno stato armonico e interconnesso, vengono intesi come verità; ed uno stato completamente opposto, è la falsità. Tra di essi esiste una moltitudine di livelli possibili, alcuni con un poco più di verità, altri con un poco più di falsità.

[220403]

Dalla trasmissione di Kab tv “Insieme dinnanzi al Superiore”, 08/12/2017

Materiale correlato:
Quando è iniziata la storia della saggezza della Kabbalah?
La storia del mondo alla luce della saggezza della Kabbalah – 1’ Parte
La storia del mondo alla luce della saggezza della Kabbalah – 2’ Parte

Perché la saggezza della Kabbalah si focalizza sull’aspetto sociale

Osservazione: Baal HaSulam scrisse molti libri ed articoli ma per una qualche ragione lei enfatizza solo la sua dottrina sociale, anche se questa rappresenta solo una parte molto piccola dei suoi lavori, una porzione che lui non pianificò nemmeno di pubblicare.

Il mio commento: E’ vero che egli non intendeva pubblicare l’articolo “L’ultima Generazione”. Ma questo perché il giornale HaUma (La Nazione) fu pubblicato quando lui era ancora in vita e provocò delle grandi difficoltà nella sua battaglia contro certi circoli della società di quel tempo.

Osservazione: Nonostante tutto, nel suo lavoro fondamentale, Talmud Eser Sefirot (TES), non c’è nulla riguardo alla società.

Il mio commento: Solo le persone che non comprendono niente della scienza della Kabbalah possono dichiarare che Talmud Eser Sefirot (TES – Lo Studio delle Dieci Sefirot) non dica nulla riguardo a come cambiare le proprie qualità verso l’amore per il prossimo. TES spiega come prendere un gruppo di dieci persone ed incominciare a connetterle l’una con l’altra in modo tale da trasformarle in un sistema chiamato Partzuf, l’anima, dieci parti connesse da un unico obiettivo.

Osservazione: Ma nel suo famoso libro Shamati, per esempio, non c’è nessun riferimento ad un orientamento sociale.

Il mio commento: In Shamati, si parla di come un individuo debba controllare il proprio egoismo. E per quale motivo egli ha bisogno di farlo? Attraverso che cosa egli realizza il proprio egoismo corretto? Nelle relazioni, nella corretta connessione fra tutti. La legge “Ama il prossimo tuo come te stesso” è la legge fondamentale e generale per ognuno di noi. Baal HaSulam spiega questo negli articoli: “Il dono della Torah (Matan Torah)”, “L’ Arvut (La Garanzia Reciproca)”, ed altri. Riguardo all’individuo, la rivelazione del Creatore può solo avvenire nel centro della decina. Capisco che questo respinga molte persone perché noi siamo egoisti e siamo pronti ad impegnarci in qualsiasi cosa a parte l’unione.

Dopo essere arrivato alla Kabbalah, non ho capito a lungo che il conseguimento spirituale dipendeva dalla mia relazione con gli altri, ossia che io dovevo dissolvermi nei miei nove amici e che solo attraverso di loro sarei stato capace di penetrare nel mondo superiore. Non volevo comprenderlo! Il mio egoismo lo ha completamente ignorato.

Ho studiato disegni, grafici e vari diagrammi kabbalistici, la struttura del sistema dei mondi superiori, il controllo del sistema superiore, ecc. perché la mia specializzazione professionale è in medicina biocibernetica, che si basa solo su sistemi di controllo.

Ma quando cominciai a capire che questo è tutto realizzato nella connessione fra me e quelli come me e che io devo avvicinarmi spiritualmente a loro, unirmi e creare un sistema mutuo di connessione chiamato Partzuf e più tardi anima (perché nessuno di noi ha un’anima, ognuno di noi può essere solo un decimo della sua parte), fui preso da un terribile sconforto.

Questa è la ragione per cui ti capisco alla perfezione. Ci sono passato io stesso.

[219760]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’8/10/2017

Materiale correlato:
La Kabbalah è la scienza dell’ amore
La Metodologia di un decollo Spirituale
La Kabbalah è la saggezza della realtà superiore

“E Mirjàm fu chiusa fuori dal campo…”

Dalla Torah, (Numeri 12:15 12:16) “E Mirjàm fu chiusa fuori dal campo per sette giorni, ed il popolo non partì, finché Mirjàm non rientrò nel campo. Indi il popolo si mosse da Hhasseròt, e s’accampò nel deserto di Paràn.”

Domanda: Mirjàm è una figura molto forte nella Torah. Cosa rappresenta?

Risposta: Mosè ed Aronne sono i due lati del movimento verso il Creatore. Mirjàm è la parte più bassa, Malchut che connette Mosè ed Aronne.

Essa rappresenta la successione di profetesse che sono venute dall’antica Babilonia (Sara, Rebecca, Lea e Rachele) e raffigura una loro imagine collettiva. Ora accompagna l’intero campo del popolo di Israele, ovvero l’intero movimento di una persona verso il Creatore. Quando questa qualità non è più necessaria, lei muore.

Se è scritto nella Torah che una persona nell’accampamento è ammalata, significa che sta passando una correzione spirituale e che è necessario aspettare che la correzione sia finita. E’ impossibile avanzare senza questo. Non puoi muoverti in avanti visto che hai le qualità dell’ammalato. Mirjàm rappresenta la qualità comune, il desiderio comune. Naturalmente visto che si è ammalata di lebbra, deve essere corretta. Solo in seguito è possibile avanzare.

Non è mai successo che i malati fossero lasciati nel deserto. Il movimento in avanti è basato sul fatto che riveli continuamente delle qualità egoistiche, le correggi e vai avanti.

Domanda: Perchè Mosè prega per le persone, per Mirjàm, tutto il tempo?

Risposta: Egli compie sempre quello che desidera il Creatore.

Il fatto è che Mosè è il punto più alto nell’anima che attira la persona per completare la correzione, per l’adesione con il Creatore. Mosè, nella sua qualità, sta sempre soddisfacendo il desiderio interiore del Creatore.

Vedi come giocano! Il Creatore minaccia sempre il popolo e Mosè lo protegge visto che Mosè ed il Creatore sono una sola cosa, e tutto il resto sono quelle qualità che vanno corrette.

[217735]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 25/03/2015

Materiale correlato:
Il mistero di Miriam
Purificare i nostri desideri
Le tredici correzioni di Dikna

“…eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile”

Domanda: Se intorno a noi e negli altri riconosciamo le nostre caratteristiche, come è possibile comprendere il detto: “…eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile” (Salmi 138: 6)?

Risposta: Il Creatore è veramente grande rispetto alla caratteristica della dazione, e solo una persona che si comporta umilmente, perché ha scoperto quanto grande è il suo egoismo, sentirà il Creatore.

[218814]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 3/09/2017

Materiale correlato:
Allargare gli orizzonti della dazione
Tra il Creatore e l’umanità
Un volo nello spazio interiore

Sentire i desideri degli altri

Domanda: I kabbalisti dicono che una persona deve sentire i desideri degli altri ed iniziare a soddisfarli, sono questi gli elementi della dazione?

Risposta: Il problema non è sentire i desideri degli altri, perché condividiamo un desiderio comune. Inoltre, questo obbiettivo non si relaziona con i nostri desideri terreni. Abbiamo un obbiettivo spirituale. Capisco la tua aspirazione perché è la stessa che ho io. Dobbiamo combinare le nostre aspirazioni e progredire.

Cerco con tutte le mie forze di essere d’aiuto affinché tutti ci connettiamo nel gruppo, perché attirando una nuova forza di connessione comune, nella nostra connessione, iniziamo a sentire la forza del governo superiore.

Naturalmente, devo salvaguardare materialmente l’amico. Però questo non è il motivo per avere una relazione armoniosa. Pertanto, nel mondo attuale, non abbiamo bisogno di pensare troppo al cibo. Oggi, nessuno muore di fame. La cosa più importante è salvaguardare il prossimo livello.

Domanda: Quando i kabbalisti dicono che devo sentire le necessità del prossimo, vuol dire che devo sentire il suo desiderio, iniziare a soddisfarlo e così anche il mio egoismo sarà soddisfatto? Cosa dovrei sentire negli altri?

Risposta: Niente. Non posso sentire gli altri; continuo ad essere egoista ed egocentrico. Solo se cerco di unirmi agli altri riusciremo insieme a connetterci con la forza superiore, perché riceviamo l’opportunità di connetterci sotto la sua influenza.

Costruiamo un desiderio comune e lo creiamo sopra noi stessi: sono io, sono loro e sopra di noi c’è qualcosa in comune che non ha nulla a che fare con la classica piramide dei desideri.

Ci eleviamo al disopra del nostro egoismo, ci connettiamo con l’aiuto della forza superiore e così iniziamo a sentire la sua azione. Questa è la rivelazione della forza superiore in noi.

Ma non sentiremo mai niente nel nostro egoismo.

[218686]

Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 16/07/2017

Materiale correlato:
Come soddisfare i desideri degli altri
Desideri materiali e desideri spirituali
Dare significa riempire i desideri degli altri

Non esiste nulla tranne Lui

Domanda: Cosa significa “Non esiste nulla tranne Lui”?

Risposta: Questo è esattamente quello che dobbiamo scoprire. In altre parole, esiste una causa per tutto quello che possiamo verosimilmente immaginare e questa causa ha una sola, unica origine.

Essa dispone, decide, realizza ed opera in tutto e si chiama “Non esiste nulla tranne Lui”. Chi è Lui? È la forza della dazione e dell’amore. Queste sono le Sue qualità per quanto riguarda noi. A parte questo, noi non sappiamo nulla di Lui.

Domanda: Come dovrei lavorare con questa forza?

Risposta: Devi rivelarla costantemente in ogni situazione, in ogni azione, in ogni intenzione e in ogni pensiero: in tutto, con la consapevolezza che c’è una sola causa per ogni cosa. Dopotutto, la nostra natura è la materia, il desiderio di ricevere, e ciò che lo mette in moto, in ogni sua forma, è la stessa unica forza, oltre alla quale non esiste nulla.

Perché questa forza anima la materia? Perché vuole spingere il mondo materiale verso l’unione. Perché? Ha progettato per la materia la capacità di arrivare ad essere come la stessa e unica forza che è la causa di tutto, ma la materia deve prima realizzare lo stato di unione.

E allora, questa materia, nella misura in cui si connette nonostante le proprie resistenze, realizza “Non esiste nulla tranne Lui”, l’unica forza, e mentre la realizza, sperimenta se stessa mentre esiste e ne ha il pieno controllo.

In aggiunta, oltre alla propria esperienza dell’esistere, realizza anche cosa significhi esistere ed essere sotto il controllo di tutta la realtà, dato che proprio lo stesso motivo “Non esiste nulla tranne Lui”, conferisce a questa materia, a questa creazione, la capacità di essere al Suo livello, al livello del Creatore.

E allora, il mondo intero, ovvero il desiderio di ricevere che è stato creato, è sotto il controllo del desiderio stesso e non sotto il controllo del Creatore. Questo e ciò che si intende per perfezione.

[218204]

Dalla prima parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 15/12/17, lezione sul tema: “Hanukkah nella Saggezza della Kabbalah

Materiale correlato:
Il Linguaggio segreto del Creatore
La sintesi dei pensieri nello Shamati “Non esiste nulla tranne Lui”
Come vedere il Creatore attraverso questo Mondo

Lo spirito di sapienza di Giosuè

Dalla Torah, (Deuteronomio 34:9): “E Giosuè figlio di Nun era pieno di spirito di sapienza, poiché Mosè aveva posate le sue mani sopra di lui; e i figli d’Israel eseguirono ubbidienti i suoi ordini, come il Signore aveva comandato a Mosè.”

Giosuè è il prossimo passo, inferiore a Mosè. Ma, dato che è inferiore e leggermente immerso nell’egoismo, Giosuè può guidare gli uomini più lontano e più in alto; può conquistare i desideri egoistici e può trasformarli in desideri per la dazione. Questo è il significato di “Il lavoro nella terra d’Israele”.

Mosè non lo può fare. Quindi trasferisce i suoi incarichi a Giosuè.

Dalla Torah, (Deuteronomio 34:10 – 34:12): “Né più surse in Israel un profeta come Mosè, col quale il Signore trattava a faccia a faccia. Nessuno dico, l’uguagliò in quanto a tutt’i segni e miracoli, ch’il Signore lo mandò ad operare nella terra d’Egitto, a Faraone, ed a tutt’i suoi servi, ed a tutt’il suo paese. Ed in quanto a tutti gli atti di potente mano, ed a tutte le cose grandemente terribili, che Mosè fece alla vista di tutt’Israel.”

La qualità di Keter (il Creatore) e la qualità di GAR de Bina (Mosè) sono le stesse proprietà della dazione assoluta. Questo spiega perché è scritto che loro si trovavano “faccia a faccia”.

[216292]

Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 6/02/2017

Materiale correlato:
“Il Signore apparve nella tenda in una colonna di nubi”
“Tu non passerai questo Giordano”
Racconti Brevi: Giacobbe e lo sviluppo del gruppo di Abramo