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Una grande sorpresa

Domanda: Se ci uniamo e sentiamo il rifiuto reciproco, ma continuiamo a superare il rifiuto, il sentimento del Creatore al di sopra dell’odio appare all’improvviso come una grande sorpresa o accade gradualmente?

Risposta: Questa sensazione viene preparata internamente in più fasi e poi viene rivelata. Inoltre, così come accade all’improvviso, può anche scomparire improvvisamente o svanire gradualmente. Queste rivelazioni differiscono da un individuo all’altro.

Domanda: Ognuno ha la propria rivelazione?

Risposta: Esistono diversi modi tipici di rivelare il Creatore per la prima volta, e quindi una persona Lo invoca già tramite le azioni che compie.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 12/01/2020

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Due tipi di sofferenza

Domanda: La sofferenza è una manifestazione dell’egoismo?

Risposta: Naturalmente. Cosa significa sofferenza? Che voglio qualcosa che non ho. Quindi l’egoismo non soddisfatto provoca sofferenza.

Esiste un altro tipo di sofferenza: soffrire per amore, quando voglio qualcosa di buono per un altro e soffro se non riesco a realizzarlo. Non ha importanza se l’altro mi ama e mi ricambia, perché voglio darglielo incondizionatamente.

Quindi, c’è la sofferenza egoistica e quella altruistica. Ed entrambe hanno bisogno di essere sistemate, perché noi passiamo continuamente da una sofferenza all’altra: dalla sofferenza per noi stessi alla sofferenza per gli altri.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 26/01/2020

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Verso la bontà e il calore

Domanda: Secondo le fonti, dopo la realizzazione, il kabbalista si trova sotto l’influenza della luce. Io penso di aver avuto questo tipo di realizzazione iniziale nella mia vita. Ma ho ricevuto un tale colpo di energia che non riuscivo a ricordare neppure chi fossi. E’ stato fisicamente molto doloroso. Questo genere di stati arriva per risvegliarmi?

Risposta: No, questo non ha nulla a che fare con la spiritualità. Le realizzazioni spirituali sono assolutamente positive e piene di colore. La luce che ci riempie è morbida e calda. Non è quello che tu stai descrivendo. Ma i tuoi successi ti portano comunque verso la bontà e il calore. Quindi continua!
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 12/01/202020

Che cosa ci dona la varietà degli opposti?

Domanda: Per quanto io comprendo, lo scopo della natura è sviluppare tutte le sue parti allo stato delle polarità opposte e poi unirle. Cosa guadagniamo da una tale opposizione?

Risposta: Esistendo tra due forze, negativa e positiva, noi dobbiamo portarle all’equilibrio. Non esiste il bene e non esiste il male. C’è soltanto il corretto equilibrio tra parti opposte che arrivano poi alla loro corretta combinazione.

Domanda: Come in un’insalata: più ingredienti ci sono più gusto c’è?

Risposta: E’ tutto dimostrato dalla natura sin dall’inizio. Mentre l’umanità evolve, naturalmente, il numero degli ingredienti aumenta.

Noi vediamo come la gente si sviluppa, nessuno è come l’altro. Comunque, più diversi noi siamo mentre interagiamo correttamente fra noi, più ricchi saranno la società e il nostro sviluppo.

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Il kabbalista teme la morte?

Domanda: Qual è l’atteggiamento corretto nei confronti della morte?

Risposta: Penso che l’atteggiamento migliore sia quello di non pensare alla morte, ma piuttosto di credere che esistiamo all’infinito, in eterno. Dobbiamo assicurarci di raggiungere l’eternità e l’infinito, almeno parzialmente, in questa vita, nel nostro stato corporeo.
Dopotutto, durante la nostra vita esistiamo per rivelare la dazione e l’amore come mezzo per raggiungere l’eternità, la perfezione e il Creatore, la forza superiore che controlla tutto ciò. Il nostro progresso dovrebbe consistere in questo.
Nel pensare alla vita corporea e alla morte, metti alla prova te stesso, ti importa davvero di questo? Se lo fai, allora non stai ancora aspirando seriamente a qualità spirituali. Quando sei impegnato nella spiritualità, non ti interessa assolutamente nulla di ciò che accade al tuo corpo, sia esso vivo o no. Tu esisti e vuoi esistere nella qualità della dazione e dell’amore.

Domanda: Un kabbalista si preoccupa del suo corpo proteico? Attraverso esso, ci si mette in contatto con altre persone che non sono ancora nella spiritualità. Se egli non avesse avuto questo corpo, non sarebbe stato in grado di comunicare con i propri studenti.

Risposta: Sì, si prende cura del corpo ma in un senso minimo, che si chiama condizione “necessaria e sufficiente”.

Domanda: Un kabbalista pensa a cosa accadrà ai suoi studenti e alla sua famiglia dopo la sua morte?

Risposta: La famiglia è una normale preoccupazione corporea. Gli studenti, tuttavia, sono una cosa completamente diversa. Egli li deve preparare in modo che essi rimarranno con una buona riserva di conoscenze e di metodologie. È necessario organizzare un ambiente simile a un laboratorio in modo che possano mettersi alla prova e avanzare.
Domanda: Significa che un kabbalista ha paura della morte ma non in senso egoistico?

Risposta: Non è la paura della morte, ma il desiderio di lasciarsi alle spalle un mondo che è diretto al massimo verso l’obiettivo della creazione, e in nessun altro modo.

Cos’altro puoi lasciare? Non c’è nient’altro. Ci stiamo avvicinando allo stato in cui una persona inizia a capire che l’unico modo per lasciare qualcosa è sotto forma di buone azioni. Queste buone azioni sono registrate sul suo “conto” e rappresentano il principale guadagno della sua vita.

Domanda: Per quanto ho capito, le buone azioni sono di portare le altre persone alla rivelazione del Creatore. Ci sono altre buone azioni che puoi fare nei confronti di un’altra persona?

Risposta: Non c’è nient’altro: solo avvicinare gli altri al Creatore.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 14/01/2019

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Espandi la tua coscienza

Domanda: Riguardo al principio della restrizione di un livello dell’essenza del nostro mondo: ogni individuo è limitato a modo suo o dipende dal grado di coscienza? La restrizione è la misura della coscienza che può essere limitata dalla capacità del grado di una certa coscienza?

Risposta: Prima di tutto, leggi Baal HaSulam e vedrai quanto è semplice.

Tu fai una restrizione su te stesso. Siamo nel mondo dell’infinito anche adesso. Siamo circondati dall’infinito. Ma tu lo limiti al magro volume del nostro mondo. Lo fai con la tua coscienza. Quindi espandi la tua coscienza e vai avanti.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”,  5/01/2020

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La luce potrebbe danneggiarti oppure guarirti

Domanda: L’effetto della luce su di noi fa male?

Risposta: Se sei pronto per questo, allora è molto piacevole, ma se non lo sei, potrebbe essere molto doloroso. La luce può colpirti e bruciarti come un raggio di sole o ti può guarire.

Domanda: Cosa significa essere disponibili a ricevere la luce?

Risposta: La prontezza a ricevere la luce è solo la volontà di unire.

Secondo quanto siamo vicini gli uni agli altri, nella stessa misura diventiamo pronti a ricevere la luce e ad equilibrarci ad essa. Se noi, nelle condizioni date, non facciamo nessuno sforzo per avvicinarci, la luce ci influenza ancora, ma ci fa sentire male.

Tutta la sofferenza nella vita proviene dall’abbondanza di luce che ci spinge in avanti quando non siamo preparati per questo.

Dobbiamo capire che solo la vicinanza tra noi ci posizionerà correttamente verso la luce, e quindi saremo in grado di progredire in modo positivo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 9/02/2020

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Un segno di crescita spirituale

Domanda: E’ vero che più ci sono qualità negative, più ci sono anche qualità positive o viceversa? Esiste qui qualche correlazione?

Risposta: Sì. Più qualità vengono rivelate, più opportunità avrai di conoscere qualità positive. Questo è ciò che dobbiamo capire.

Ogni mossa dovrebbe avere lo scopo di farti ascendere in un atteggiamento positivo verso gli altri, al di sopra di quello negativo. Allora potrai davvero dire che stai crescendo.

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Dalla trasmissione di KabTV “ Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 15/12/2019

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Dov’è la salvezza dal Coronavirus?

Come usciamo dal nostro egoismo? Tiriamo fuori il nostro desiderio di godere e voler essere in connessione l’uno con l’altro.
Quindi, nessuno presta più attenzione a se stesso ma solo a cosa c’è tra noi. E tra noi c’è lo spazio spirituale. Che è fuori di me.

Io sono il mio egoismo, fuori da questo c’è la forza di amore e dazione, il Creatore, un posto chiamato il mondo superiore. C’è lo scopo delle nostre vite, l’obiettivo della creazione che dobbiamo raggiungere.

Ogni volta, nella misura in cui saliamo al di sopra del nostro egoismo, il nostro “io”, e facciamo un passo verso un amico, iniziamo a sentire il mondo spirituale, la forza superiore, una realtà fuori da noi, fuori dal nostro ego. Così, abbiamo l’opportunità di allontanarci dal Coronavirus. Il virus ci spinge fuori dal nostro egoismo, ci forza a uscire dal nostro “Io”.

Questo è il rimedio più efficace e appropriato. Uscire dall’egoismo è la soluzione a tutti i problemi; il virus ci è stato mandato per curare l’egoismo. Ci mostra la necessità di salire al di sopra del nostro egoismo, al di sopra del nostro “io” e connetterci con gli altri. Questo è il modo in cui scopriamo il giusto rimedio e correggiamo appropriatamente il nostro stato.

Io devo fuggire da me stesso, dall’egoista che c’è in me, verso lo spazio fra di noi, dove è il mondo spirituale, il Creatore. Ancora io non capisco cosa ci sia “tra di noi”. Questo è uno spazio di cui non sento l’esistenza, ancora. Ma noi dobbiamo sforzarci per la connessione, poi sentiremo che su questo ponte tra il mio egoismo e il tuo c’è il mondo superiore, un’altra dimensione, che è un livello al di sopra del nostro.

Qui troviamo la terra di Israele (“terra” significa desiderio e “Israele” significa dritto al Creatore, Yashar-Kel), qui possiamo anelare al Creatore ed essere capaci di sentirLo, perché è qui che Lui esiste. Qui c’è il mondo futuro, la nostra vita spirituale eterna – tutto è solo lì, nella connessione fra noi.

Pertanto, amare gli amici come te stesso è la legge principale di tutte le correzioni tra le quali risiede il Creatore.

La connessione con gli amici diventa più importante per me di quanto non lo sia io stesso. Più è importante il mio amico, più grande è il mio avanzamento e sono ulteriormente rimosso da questo mondo fino a che il mondo spirituale diventa più importante per me, cioè, amore e dazione agli amici, la nostra connessione diventa più importante di me stesso.

Significa che rompo le barriere fra l’Egitto e Israele, attraverso il Mar Rosso (l’ultimo mare), il confine finale dal quale non c’è ritorno. Dopotutto, prima di questo, c’è sempre il rischio di tornare in Egitto.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 01/04/2020, Lezione sul tema “Pesach (Pasqua)”

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La gioia è luce

Domanda: La gioia che ci arriva dal servire gli altri, è la luce della quale lei ci parla?

Risposta: Si, quella è la luce. Tuttavia, non è quello che sentiamo ora. Solo quando acquisiamo la capacità di servire gli altri, di rivelare noi stessi a loro, di dare, di influenzarli, allora la luce passerà agli altri attraverso di noi.

Quello che stiamo sperimentando ora, non è una sensazione di gioia e supporto; è molto più elevata, è la rivelazione del Creatore che influenza gli altri attraverso di noi.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 01/03/2020