Pubblicato nella 'Lavoro spirituale' Categoria

La natura inizia ad insegnarci

Domanda: Ci viene data l’opportunità di pregare consapevolmente per tutti attraverso la nostra connessione?

Risposta: La gente pensa che se ci rivolgiamo al Bore, come se fosse una persona, tutto andrà bene. Ma, non è così.

Ci rivolgiamo al sistema della natura; vogliamo partecipare al micro sistema di ognuno e di tutti insieme. Nell’incorporarci e nello sforzarci di stare in equilibrio, generiamo un impatto positivo. Questa relazione positiva porta l’intero sistema al suo equilibrio.

Di fatto è una preghiera, è il nostro impatto nel sistema. Così, abbiamo bisogno di chiedere a ognuno e a tutti, perché nel mondo odierno, a causa della trasgressione dell’immenso equilibrio generale, dipendiamo l’uno dall’altro.

Le persone che in un modo o nell’altro subiscono l’influenza del morbo chiamato Coronavirus, dovrebbero aiutarsi reciprocamente.

Il disturbo è comune a tutti. Il sistema è comune a tutti. Siamo tutti in esso. Quindi, prendiamo coscienza che ci influenziamo e siamo reciprocamente dipendenti. Questo sistema inizia seriamente ad insegnarci, che siamo un piccolo organismo, in un piccolo pianeta chiamato terra e che dobbiamo pensare a questo e dargli importanza.

[263220]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 15/03/2020

Materiale correlato:
La Kabbalah è un sistema di leggi della Natura
Le persone stanno cambiando
Il percorso virale

I due poli della paura

Domanda: La paura è generata dall’odio o da un determinato programma, come misura di autoconservazione. Questo avviene poiché riconosciamo il male come la manifestazione della conoscenza di noi stessi? Quanto è necessaria la paura?

Risposta: Dipende dal tipo di paura perché ci sono molti tipi di paura.
In linea di principio, per comprendere i nostri limiti è necessaria la paura negativa.
La paura positiva è invece necessaria affinché noi, grazie a lei, ci metteremo sotto l’ala del Bore.
[259223]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 29/12/2019

Materiale correlato:
Qual è la differenza fra timore e paura?
La differenza tra paura fisica e paura spirituale
“Dopo l’umiltà arriva il timore del Signore”

Scoprire il campo del Creatore

Domanda: La parola “Creatore” mi confonde molto. È un uomo anziano o qualcos’altro?

Risposta: Perché dovrebbe essere anziano? Forse è giovane e bello…

Seriamente, però, concordiamo sul fatto che c’è una forza superiore nell’universo, che include assolutamente tutta la natura e tutto ciò che accade all’interno di essa. Questa forza superiore si chiama il Creatore.

Non ha nulla a che fare con il nostro mondo, con i nostri corpi e con la nostra immagine. È solo una forza. Immagina una forza elettrica o magnetica o un campo. La stessa cosa succede qui.

Un campo che include assolutamente ogni cosa al suo interno è chiamato il Creatore perché crea, opera e agisce. Dobbiamo aprire questo campo. Ci siamo dentro, ma non sentiamo il suo effetto su di noi. Pertanto, devo in qualche modo cambiare me stesso in modo da poterlo sentire.

Cosa bisogna fare? Si dice che se crei un gruppo in cui ti avvicini ai tuoi amici, allora in questa azione di dazione inizierai a sentirti più vicino a questo campo o più lontano da esso. Questo è molto simile all’interazione delle cariche elettriche in un campo magnetico. Questo è il principio del suo dipanarsi.

Conclusione: Abbiamo bisogno di un gruppo così ché, con il suo aiuto, possiamo scoprire il campo del Creatore.

[262296]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 16/02/2020

Materiale correlato:
Come dobbiamo percepire il Creatore?
A che cosa assomiglia il Creatore?
Scoprire il Creatore

Cosa fare durante un’ascesa spirituale?

Domanda: Chaim Vitali scrisse che, per ascendere ai mondi superiori, dove sentiremo l’influenza e la realtà del Creatore, dobbiamo rimuovere completamente tutti i pensieri e le immaginazioni che riceviamo dalla nostra natura animalesca. Come possiamo condurre workshop in maniera appropriata durante l’ascesa spirituale?

Risposta: Non è necessario condurre workshop durante un’ascesa spirituale e neppure durante una discesa spirituale. Devi essere connesso alla tua decina il più possibile in entrambi gli stati. E non c’è altro da fare. Resta immerso nella tua decina al massimo, e tu avrai successo.

Il nostro metodo è molto semplice: devi identificarti nella tua connessione con il resto della decina. Lì troverai l’ambiente giusto fra te e i tuoi amici. Questo si trasformerà in una comprensione del mondo superiore, e lì arriverà la percezione del Creatore. E tutto avrà fine: tu, il gruppo (l’ambiente) e il Creatore.
[262071]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 1/03/2020

Materiale correlato:
Lo scopo della creazione e lo sviluppo del desiderio
Il centro della decina è il vaso spirituale
La soluzione si trova nell’ambiente corretto

Uomini e donne: responsabilità e possibilità

Domanda: Ci sono differenze tra uomini e donne per quanto riguarda i materiali kabbalistici, le fonti? Cosa possono e dovrebbero leggere le donne e cosa dovrebbero leggere gli uomini?

Risposta: Entrambi possono e devono leggere assolutamente tutto. Tuttavia, per gli uomini, questo è un dovere quotidiano e per le donne dipende dal loro tempo libero.

Per quanto riguarda il percorso spirituale e la realizzazione del Creatore, per gli uomini è di nuovo un dovere mentre per le donne è in base al loro desiderio e secondo le loro possibilità.

Domanda: Ci sono delle limitazioni riguardo alle fonti?
Risposta: No.

Domanda: Significa che a tutti è permesso di leggere Il libro dello Zohar e Il Talmud Eser Sefirot (Lo studio delle dieci sefirot)?

Risposta: Certo. Assolutamente a tutti.

Domanda: Il lavoro nella decina è richiesto sia per le donne che per gli uomini?

Risposta: Sì. Tuttavia, una donna è libera da queste regole, che vengono seguite in base al proprio tempo; cioè, non deve correre alla lezione alle tre del mattino. Se ne ha bisogno e se il suo carico di lavoro al lavoro e a casa lo consente, può ascoltarla in qualsiasi momento. Tuttavia, per gli uomini è un dovere.

Domanda: Che dire della divulgazione della saggezza della Kabbalah?

Risposta: E’ dovere sia degli uomini che delle donne divulgare, e le donne dovrebbero farlo non meno degli uomini perché la divulgazione è collegata alla sua funzione di dare alla luce; attraverso di lei, la correzione arriva al mondo. Pertanto, la donna è legata alla divulgazione anche più di un uomo.

Domanda: Uomini e donne devono fare analisi interiore, lavoro interiore, tutti i tipi di scrutini?

Risposta: Tutto ciò è necessario per entrambi. Tuttavia, una donna lo fa ogni volta che è possibile, in un momento in cui è libera, e un uomo lo fa come dovere, in determinati momenti, in determinate circostanze. C’è un chiaro lasso di tempo per gli uomini, ma non per le donne. Ci sono anche istruzioni chiare sulla quantità e qualità del lavoro per gli uomini, ma non per le donne.
[255161]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 31/12/2018

Materiale correlato:
Il Ruolo della Donna in Questo Mondo e Nel Mondo Spirituale
L’Uomo E La Donna Nel Lavoro Spirituale
Il ruolo delle donne nella correzione della natura

 

La connessione è basata sulle concessioni

Domanda: Che cos’è la connessione basata sulle concessioni?

Risposta: E’ quando sono pronto a lasciare il posto ai miei amici in tutto, per unirmi a loro perché senza di questo non avrei alcuna possibilità di influenzare il mio destino, di influenzare il Creatore, che è il padrone del mio destino.
[253696]

Dal Congresso in Moldavia “Primo giorno” 06/06/2019, “Perdersi negli amici”, Lezione 1

Materiale correlato:
Imparare ad amare
Un parto doloroso
Non abbiamo altra scelta

Di cosa ha bisogno il punto nel cuore?

Domanda: Come cresce l’anima umana?

Risposta: La prima manifestazione dell’anima arriva quando l’uomo comincia a sentire di avere il desiderio di imparare il significato della vita, ovvero si pone le domande: perché mi accade tutto questo? Per quale motivo? Come? Queste domande non ci danno riposo e le sentiamo pressanti su di noi, ognuno in base alla forza della propria anima. Sebbene all’inizio l’uomo pensi che sia qualcosa di molto piccolo e insignificante, di fatto non lo è.

Domanda: Noi parliamo sempre di “anima”. Come dobbiamo definire questo concetto?

Risposta: Sfortunatamente l’uomo non comprende cos’è. Egli non comprende cos’è il significato della vita.

La questione del significato della vita, in linea di principio, suggerisce che nella vita non ci sia un significato. Dopo tutto, se ci fosse, potresti vederlo nell’aspirazione della gente di diventare qualcuno: uno vuole diventare un disegnatore, l’altro un poeta, il terzo qualcos’altro. Non lottano per questo allo scopo di guadagnare solo un pezzo di pane, ma allo scopo di trovare se stessi almeno in qualcosa.

E quando l’uomo sente di non riuscire a trovare se stesso in alcuna cosa, realizza che tutto è vuoto, comincia a comprendere che il significato non si trova in questo mondo, ma al di fuori di esso, al di sopra di esso. Se esso lo attrae realmente, allora egli comincia una ricerca seria.

Ai nostri tempi questo è possibile. Anche io ho cominciato così. Mi ci sono voluti molti anni, finché ho trovato il dove e il come: una dozzina di anni prima di partire per Israele e poi pochi anni dopo il mio arrivo in Israele. Tutto sommato ci vuole del tempo.

Ogni persona ha un punto nel cuore. In un modo o nell’altro esso comunque si risveglierà. La domanda è quando. Oggigiorno, si sta manifestando chiaramente, velocemente e in molte persone. Nel passato si è manifestato nelle persone speciali ogni decina di anni o anche centinaia di anni.

Domanda: In passato non ci sono stati gruppi grandi come Bnei Baruch?

Risposta: Certo che no. Guarda com’è grande il nostro gruppo e come si è diffuso nel mondo. Questo è un movimento molto serio, mai esistito prima ed è apparso solo adesso. Io non me l’aspettavo.

Quando ho cominciato a studiare la Kabbalah, nessuno la studiava seriamente. C’erano molti anziani, giusto due o tre persone, tutto qui. Ho frequentato le loro lezioni, ma mi accorsi che da loro non avrei ricevuto nulla. Essi leggevano solo le fonti, mentre io avevo bisogno di spiegazioni serie con risposte alle domande che sorgevano dentro di me.

Dopo tutto, il punto nel cuore richiede sviluppo e, tuttavia, ad ogni dato momento, dobbiamo sentire cosa richiede e se possiamo rispondere alle sue richieste. La cosa principale è dirigerlo correttamente perché si trova in un ambiente egoistico, come dentro una bolla fatta di amor proprio. Ma dentro, questo punto, è totalmente altruistico.

La questione è come, attraverso l’egoismo, orientare un’influenza altruistica su di esso in modo che possa dargli nutrimento e possa cominciare a germogliare.

Domanda: Come un frutto in una buccia?

Risposta: Io lo paragonerei piuttosto al grano nel letame. Ed è così. L’uomo deve curiosare in questo letame allo scopo di estrarre il grano e quindi crescere egli stesso. È abbastanza complicato.

Ma ai nostri tempi ogni cosa è già rivelata. Abbiamo preparato un vasto archivio con materiale di vario genere, quindi abbiamo bisogno di continuare a divulgare.

Sono molto felice di contribuire con lezioni e conferenze per i nostri giovani amici. Abbiamo bisogno di essere certi che essi prendano possesso del nostro archivio e ci dicano come migliorarlo affinché sia comodo, comprensibile e facile per chiunque voglia arrivare a noi.

[260660]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 09/02/2020

Materiale correlato:
Elevati col fine di giustificare tutto
Fissare lo sguardo verso la meta
Un Pianeta Monolocale

In che modo l’anima insegna all’uomo?

Domanda: In che modo il detto: “L’anima di ognuno lo formerà” si manifesta in una persona?

Risposta: E’ detto che l’anima insegna all’uomo. La luce che sviluppiamo interiormente e che penetra un’anima come qualità di dazione, amore e comunicazione, infatti, agisce in noi su questo punto. Cominciamo a capire meglio come il mondo corre velocemente in avanti ed esattamente verso quale stato.

Il fatto è che questo non lo vediamo nel mondo fisico a causa delle nostre caratteristiche, che sono completamente disconnesse dallo sconfinato, integrale e unificato sistema della natura. Noi non lo sentiamo. Quando studiamo la Kabbalah iniziamo a sentire questa integralità e come essa funziona.

Gradualmente, dopo molti anni e specialmente di recente, la natura ci sta rivelando integrità, dipendenza reciproca, perfezione e capacità di influenzarci, sostenerci, ecc.

Quando una persona è impegnata nella Kabbalah lo sente. Questa immagine eccezionale è sostenuta dalla natura. La persona intuisce di essere in uno stato eterno, perfetto, ma ancora non lo comprende. Lo avverte appena, come un bambino che è già nel nostro mondo ma non ne è ancora consapevole.

[261680]

Dalla trasmissione di Kab TV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 09/02/2020

Materiale correlato:
Nove passi verso la scoperta della Spiritualità
Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 2
La spiritualità ha la propria Matematica

Il nutrimento per il punto nel cuore

Domanda: Lei ha paragonato il punto nel cuore con i semi nel concime. Il seme è il punto nel cuore e il concime il cuore?

Risposta: Si. Il cuore è l’egoismo, cioè il concime, il fertilizzante, grazie al quale cresciamo.
E il punto nel cuore è la parte superiore divina. Deve crescere da questo mondo, da questo ostacolo—l’egoismo. Non si tratta di una espressione frivola.

Il Creatore ha creato intenzionalmente due sistemi opposti (egoistico e altruistico) così che noi possiamo ricevere e prendere tutto dal nostro egoismo nella misura in cui sentiamo l’importanza del nostro sviluppo altruistico. Questo significa che cresceremo nella misura in cui vogliamo questo sviluppo e spostiamo le nostre forze dal nostro egoismo dentro al sistema. Si tratta di un lavoro lungo e serio, ma in realtà è così che noi possiamo crescere.

Perciò, il nostro lavoro è basato sulle contraddizioni: egoismo e altruismo, la destra, la sinistra e la linea di mezzo. Tutto dipende da quanto noi possiamo assorbire sostanze nutrienti dal fertilizzante, dall’ego, in modo da ascendere e sviluppare il punto nel cuore.
[260861]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 9/02/2020

Materiale correlato:
Come sviluppare il punto nel cuore
Abbiamo Tutti Il Punto Nel Cuore?
Dal punto nel cuore fino a Malchut dell’infinito

Librarsi al di sopra del dolore

Osservazione: Il grande poeta sufista del 13° secolo, Rumi, equiparava emozioni quali gioia, depressione e solitudine, ad ospiti non invitati, e raccomandava di ridergli in faccia. Ma di solito noi ci comportiamo diversamente e ci sforziamo di ignorarli.

Tuttavia, studi psicologici mostrano che l’accettazione delle emozioni negative è la via migliore per ristabilire e mantenere l’equilibrio spirituale.

La mia risposta: Una persona è fatta in modo da poter equilibrare le proprie emozioni negative con quelle positive. Se non lo fa, non ha nessuno stimolo per vivere.

Domanda: Supponiamo che io incontri un problema…come dovrei reagire?

Risposta: Allo stesso modo, devi trovare il suo aspetto positivo. I problemi mi affliggono, ma io riesco a respirare tra un colpo e l’altro.

Domanda: Questo le potrà sembrare paradossale, di certo, ma vorrei farle delle domande su eventi anche peggiori…come le catastrofi, per esempio.

Risposta: Si. Sopravviverai anche a quelle.

Domanda: Quindi, questo è chiamato “accettazione della afflizioni che incontriamo”?

Risposta: I problemi arrivano, e tu non ci puoi fare nulla. Tuttavia, l’istinto di auto-conservazione ti obbliga a cercare qualcosa di positivo in ogni circostanza in cui potresti trovarti. Altrimenti, non avrai nessuna motivazione per vivere, e la motivazione per vivere è la cosa più importante.

Domanda: Che dire delle persone che si suicidano?

Risposta: Le persone che mettono fine alle loro vite con il suicidio, in linea di principio avevano tutto. Ci sono persone che, paragonate con quelle che commettono un suicidio, sono davvero povere, terribilmente ammalate, e non hanno nulla, ma sono ancora felici. Questo è un paradosso.

Domanda: Questo è effettivamente un paradosso. Le persone si suicidano in Europa, ma in Africa quasi nessuno lo fa.

Che consiglio si sentirebbe di dare? Quando si presenta un problema, una situazione negativa, come dovrebbe comportarsi una persona?

Risposta: Dovrebbe abbassare la sua testa, le sue richieste e connettersi alle persone come lei. Allora essa sentirà che è nella connessione con gli altri che troverà il riempimento e la tranquillità e persino il significato e lo scopo nella vita.

Improvvisamente inizia a capire da dove proviene questa afflizione (attenzione—lei è convinta che si tratti di sfortuna), e inizia a vedere che in questa afflizione, nello stato più basso, quando è letteralmente al tappeto e non può rialzare la sua testa, comincia a capire lo scopo della sua vita, che è così che viene guidata.

La persona capisce che le è stata data l’opportunità di strisciare nella terra come un lombrico, sino a uno stato differente, uno stato più elevato, che è più distaccato dalla corporalità, dalla materialità e che si tratta di uno stato spirituale più sublime.

Domanda: Lei ha detto che questo è lo stato nel quale si comincia a cercare la connessione con le altre persone?

Risposta: Certo. Attraverso di loro. O magari si trova all’interno di lei. Questo già dipende dalla radice dell’anima. La persona ha bisogno di raggiungere questo stato attraverso la connessione con le altre persone o anche individualmente.

Domanda: Cos’è che la persona comincia a capire? Da dove proviene l’angoscia e perché?

Risposta: Lei inizia a comprendere la divina provvidenza. E questo apre sempre a un completo e diverso atteggiamento nei confronti della vita, alla connessione interiore, alla connessione con gli altri. Comincia a scoprire stati che sono fuori dal suo corpo.

Domanda: Quindi, sta dicendo che solo attraverso il dolore una persona può aggrapparsi a qualcosa che è più elevato di lei, il Creatore?

Risposta: Questa è l’unica strada. Tutto dipende da come tu percepisci e comprendi questo dolore. Questo dolore può sia essere piacevole che appagante perché io so che mi distacca, mi strappa via da questo mondo, così come strappi via un pezzo di nastro adesivo, per esempio. E’ così che mi porta via, ed io resto in un mondo completamente diverso.

[260372]

Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 16/12/2019

Materiale correlato:
Cosa è più vicino al mondo spirituale: il cuore o la mente?
Tra cuore e mente
Uno, nel quale si uniscono mente e cuore