Pubblicato nella 'Lavoro spirituale' Categoria

Scusami, non volevo svegliarti!

Quanto più ci risveglia il Creatore, più si aspetta da noi la stessa risposta.

Se Egli ha risvegliato alcuni milioni di persone che adesso studiano lo Zohar, allora Egli aspetta da loro una reazione corretta, cioè che vogliano risvegliarsi, come risposta al precedente risveglio che hanno ricevuto da parte del Creatore.

Il “risveglio dal basso” (Itaruta de Letata) deve uguagliarsi al “risveglio dall’alto” (Itaruta de Leila). Allora, il Creatore potrà riempirci con la Sua Luce.

Per prima cosa, Egli ci invia il risveglio dall’alto e grazie all’ispirazione che ci produce, apriamo il libro e cominciamo a leggere e studiare. Dopo, ci sentiamo male, ma perché?

Perché il Creatore ci invia questa sensazione. Adesso Egli deve cessare il suo stimolo dall’alto e darci una possibilità di risvegliarci dal basso, per conto nostro.

Per questo Egli ci invia una sofferenza, ma in una quantità simile a quella usata quando ci risvegliò al principio.

È come se ci dicesse: “Aspetta, aspetta, non ho bisogno di te, non ti ho chiamato! Lascia stare, tutto questo non è per te, resta tranquillo.”

Lo fa di proposito dopo averti risvegliato, come se fosse stato un semplice errore ed avesse cambiato di opinione: “No, no, resta addormentato, non ti risvegliare.”

Con questa frenata, Egli desidera che cambi il fatto che Egli ti risvegli a favore del tuo proprio risveglio.

In altro modo, tutto sarà per conto Suo e non per conto tuo. Che beneficio c’è in questo? In questo modo, non prepari il tuo vaso spirituale per il riempimento con la Luce Superiore!

Per questo ti sembra adesso di non desiderare la spiritualità; però, sei stato forse tu per primo ad averla desiderata prima? Ciò che avviene è che ti danno queste condizioni dall’alto.

Adesso, ti persuadono che tu non vuoi (questo sei proprio tu) il tuo desiderio di ricevere piacere, al quale puoi aggiungere lo stesso risveglio che avevi al principio.

Risulta che hai ricevuto il risveglio dal Creatore, lo hai cambiato a favore del tuo, lo hai portato agli altri ed insieme a loro, vuoi attrarre la Luce Superiore.

Li usi come un moltiplicatore: la tua preghiera è aumentata tanto quanto le occasioni che hai avuto di trasmetterla ad altre persone, lavorando contro il tuo egoismo.

Come risposta, riceverai una rivelazione “620 volte” più forte e con questa stessa forza, avanzerai verso il futuro gradino.

Quanto più difficile è durante gli studi, tanto meglio sarà!

I nostri pensieri e desideri sono connessi tra loro. Se uno diventa pigro durante la lettura dello Zohar, debilita gli altri. Egli sarà castigato per questo; per lui sarà più difficile studiare.

Siamo sulla stessa barca. O pratico un buco in essa, oppure applico la mia intenzione ed il mio sforzo come posso, per far avanzare la barca.

Quante meno forze ho e più difficile questo è per me, maggiore è la quantità di sforzo che dedico allo sforzo comune per attrarre la Luce quando supero detti ostacoli.

Influenzo gli altri con questa Luce e questa ritorna a me da parte loro. Per tanto, ne guadagno!

Per questo, quanto più è difficile durante gli studi, tanto meglio sarà! Devo sentire la mia responsabilità perché è come se avessimo firmato un contratto di gruppo sulla garanzia mutua e ciò deve obbligarmi ad agire.

È impossibile leggere il libro dello Zohar da soli, ho bisogno dell’ambiente. Questo è rappresentato dalle persone di tutto il mondo che aspettano i risultati dello studio!

Il Creatore ha risvegliato alcuni milioni di persone in differenti parti del mondo, le quali leggono il libro dello Zohar insieme a noi.

Ognuna di loro – davanti al suo schermo – deve capire che se adesso sente pigrizia, pregiudica gli altri!

Questo delitto tornerà a lei e la escluderà dal raggiungimento della meta, nella misura in cui ha danneggiato tutti noi.

Per questo, lo studio non è semplicemente il mio lavoro personale. Adesso, insieme, aspiriamo ad attrarre la Luce Circostante e con il suo aiuto, a far avanzare la nostra barca verso la meta.

È scritto che bisogna conseguire un amore per il prossimo tale che sarai disposto a dargli il tuo unico cuscino se egli lo vuole.

Immagina questa situazione: il tuo amico vuole avanzare verso la meta spirituale ed andate insieme nella stessa direzione, ma all’improvviso lo abbandoni! Che castigo merita un simile traditore?

Sei preparato per la fuga?

Lavoriamo e ci prepariamo per l’elevazione al gradino spirituale, però possiamo solo realizzare gli sforzi.

L’azione stessa la fa la Luce. Non ho le forze per elevarmi al di sopra di me! Non posso prendermi per i capelli e tirarmi fuori della palude egoista.

Il risultato di tutto il nostro lavoro si chiama “Ha realizzato gli sforzi e ci è riuscito”, poiché avviene un’azione della Luce Superiore.

L’uscita dall’Egitto si realizza grazie al “risveglio dall’alto”, a causa della rivelazione di una Luce molto grande, GAR de Hokhmà.

Questa Luce si chiama l’oscurità egizia, poiché la Luce si rivela però non abbiamo nessun rivestimento di Hassadim per questa Luce, senza il quale non possiamo sentirla.

Per questo si chiama notte e non giorno. Non parliamo di ascesa lungo i gradini spirituali ma di fuga, di salto. Pesach proviene dalla parola “saltare” (Pasach).

Questa elevazione avviene nella persona come un impulso al di fuori del tempo, del movimento, dello spazio e di qualsiasi apprezzamento umano;

Poiché, tutto avviene a causa della forza che influenza dall’alto. Per questo dobbiamo essere preparati per questa uscita.

Questa avviene improvvisamente. Un istante prima che ciò avvenga la persona non è capace di immaginare questo stato. Quando si trova direttamente prima dell’uscita dall’Egitto, allora avviene.

L’uscita avviene in maniera non pianificata … Sul passaggio stesso è detto che quando il Creatore lo fa con noi, ci troviamo come in un sogno …

Materiale correlato:

Laitman blog:Nuovo desiderio, nuovo gradino
Laitman blog: Come gestire gli stati emotivi
Laitman blog: Non c’è bisogno di convertirsi per correggere se stessi

Unitevi e Lui si rivelerà!

Domanda: Cosa significa che dobbiamo avere il desiderio di studiare insieme lo Zohar? Come dobbiamo realizzarlo o sentirlo?

Risposta: La correzione consiste di tutti i desideri uniti insieme. Nella nostra realtà (questo mondo) sentiamo i desideri separati gli uni dagli altri.

Unendo i nostri desideri, sentiremo in essi la realtà chiamata “il mondo spirituale”. Tutto è molto semplice.

Ciò non dipende né dallo spazio né dal tempo. Tutto dipende dall’unione dei desideri o dal loro isolamento.

Adesso percepisci questa realtà, poiché i nostri desideri sono separati ed ognuno esiste per conto suo.

Nel tuo piccolo desiderio che è diretto solo al tuo beneficio, senti ciò che è possibile sentire in esso.

Senti la Luce, però all’interno di questo desiderio ti sembra come la percepisci adesso. Vuoi percepirla in un’altra maniera?

Con questi desideri terreni non puoi fare niente fino alla Fine della Correzione.

Quando il desiderio terreno si rivela in noi, sentiamo di vivere. Dopo, questo si estingue e sentiamo di morire.

Dopo, il desiderio si rivela un’altra volta e muore di nuovo, svegliandosi per l’uso e occultandosi.

Però, oltre al desiderio terreno, esiste un desiderio chiamato “il punto nel cuore” che proviene da un altro livello (spirituale). Possiamo unire questo desiderio con gli altri.

Non possiamo unire i nostri desideri di questo mondo in nessuno dei livelli (inanimato, vegetale ed animale).

I desideri di questo mondo sono vincolati gli uni agli altri solo nella misura in cui li obbliga la loro natura, ma non più di questo;

però, possiamo unire e congiungere i nostri desideri chiamati “il punto nel cuore”. Allora sentiamo in essi il mondo spirituale.

Per questo devo immaginare questo desiderio generale (kli, il vaso).

Se i nostri desideri verso la spiritualità – i nostri punti nel cuore – potessero unirsi e congiungersi in aiuto reciproco ed in intercomunicazione, sentiremmo il mondo spirituale;

però, la sensazione in essi deve essere mutua. La sensazione non può essere separata in ognuno, poiché si rivela a partire dall’unione dei desideri.

Cosa si rivela? La connessione tra loro. La connessione tra loro si chiama riempimento, Creatore, Luce che riempie il desiderio.

Poiché in ognuno di noi, non si rivela la Luce. Riveliamo la nostra impressione della Luce, cioè, dalla proprietà della dazione vestita in noi. In cosa si veste? Nelle nostre relazioni degli uni con gli altri, con l’amore e la dazione.

C’è una certa forza che ci da la possibilità di unirci e stare insieme, di relazionarci gli uni con gli altri nella dazione reciproca.

Per questo, la mia dazione verso un’altra persona si chiama “Luce”. La dazione reciproca che rivelo tra tutti si chiama “Creatore”. Ciò significa “dall’amore verso le creazioni, all’amore per il Creatore”.

La fame spirituale

Per arrivare alla spiritualità non c’è bisogno di sentirsi male nella vita materiale.

Lo vediamo dalla storia della schiavitù egizia, quando gli ebrei avevano tutto il necessario per una buona vita.

In Egitto si eleva un nuovo re e cominciano sette anni di fame; ma è fame spirituale, non materiale!

Hanno costruito “per il faraone” delle belle città: Piton e Ramses; cosa significa per il faraone? Per il suo egoismo! Hanno costruito per lui la bella vita;

ma all’improvviso si è rivelato che tutto questo è vuoto … Diventa necessario scappare da questa vita, a prescindere dal suo benessere.

Sente che la spiritualità è più importante della materialità e la morte è migliore di una vita senza la spiritualità. Non voglio più vivere una tale vita, devo rivelare la spiritualità; e per questo sono disposto a correre verso l’oscurità ed il deserto.

Questo stato si chiama “uscita dall’Egitto”. La persona deve cambiare i suoi valori per gli opposti nella società.

Il mondo però non deve sprofondare nelle sofferenze terrene! Deve soffrire solamente per la carenza spirituale e non per problemi materiali!

Non si può spingere verso la spiritualità con la forza. A causa delle sofferenze terrene la gente entra nella religione, va dagli psicologi, ecc …

All’uomo deve mancare la spiritualità. Ciò dipende da quanto rapidamente gli si riveli il punto nel cuore e da quanto largamente si diffonda la scienza della Kabbalah.

Senza la divulgazione di questa conoscenza, la liberazione spirituale non può avvenire. L’uomo, per conto suo, non è capace di inventare il metodo della scoperta spirituale ma lo deve ricevere in qualche modo.

Per questo Baal HaSulam chiamò la divulgazione della scienza della Kabbalah “il suono dello Shofar del Messia”, giacché senza questo, il mondo non ha nessuna possibilità di cambiare verso il bene.

Figlio significa “comprensione”


Isacco è la forza che cresce davanti ad Abramo e serve come “aiuto contro di lui”.

Allora, la persona comincia a rivelare che lo spirituale non è semplicemente una sola forza. Prima la persona non capiva come potessero esistere due opinioni opposte ed ambedue essere nella ragione.

Non capiva che la verità si chiarisce proprio nello scontro e nel confronto perché pensava che tutto fosse chiaramente determinato ed univoco.

Adesso, lavorando con la sua qualità di Isacco e correggendola, la persona comincia a capire che tutto non è così univoco come pensava nel suo egoismo, quando vedeva solo il suo desiderio di gioire ed il piacere contro di lui.

Adesso la persona vede che la linea sinistra e la linea destra possono avere ragione, essere ugualmente sacre ed ambedue aiutare nell’avanzamento.

Ambedue possono essere opposte, ma nella creazione c’è posto per entrambe ed entrambe sono connesse al Creatore.

L’uomo include entrambe le qualità in se stesso. Grazie alla sua qualità di ricezione, egli resta come il creato che esiste separatamente dal Creatore. Al di sopra della qualità di ricezione, c’è la qualità della dazione che l’uomo ha adottato dal Creatore.

Per questo, egli avrà sempre il confronto interno tra queste due forze.

Solo creando Isacco, Abramo comincia a capire la sua vera posizione in relazione al Creatore. Per qualcosa figlio (Ben) significa “comprensione” (Lehavin), Binà, cioè un nuovo gradino.

Contare sull’uscita dall’Egitto è un comandamento


Lo Zohar, capitolo Bo, punto 179: il comandamento che segue tratta della lode dell’esodo dall’Egitto, che è obbligatorio per l’uomo per sempre.

Ogni uomo che racconta la storia dell’esodo dall’Egitto e si diletta con questa storia, si rallegrerà con la Divinità (che è la gioia in tutte le direzioni) nel prossimo mondo.

Questo è un uomo che si diletta con il suo padrone ed il Creatore si diletta con questa sua storia.

Il comandamento è l’ordine del Creatore, una legge della Natura, un obbligo dell’essere umano.

Il Creatore è la Natura. In Natura è stabilito che dopo la nostra uscita dall’egoismo verso la qualità della dazione, dobbiamo “contare” sull’uscita dall’Egitto. Contare significa controllare, conoscere, capire, ricercare, percepire in tutta la sua profondità la Luce che ci influenza, i processi che il nostro desiderio di ricevere piacere ha attraversato e come abbiamo partecipato all’azione della Luce: inconsciamente, automaticamente o indipendentemente.

Senza la comprensione, in tutta la sua profondità, del processo che ci è capitato, non possiamo arrivare alla percezione del Creatore.

È impossibile saltare da uno stato non corretto ad uno corretto. Fino a che non capiremo la creazione, non capiremo il Creatore e non diventeremo simili a Lui.

Da me (correggendo me stesso) Lo percepisco (dentro di me, Borè=Bo-Rè, raggiungo e percepisco nel mio movimento interiore, nel mio cambiamento).

Nel nostro punto nero della creazione, creato “dal niente”, dobbiamo ripetere tutte le azioni della Luce affinché ciò ci riempia, però deve riempirci nella percezione, nella conoscenza, nella sensazione.

Per questo, ci è stato dato questo ordine: percepire in profondità tutto il processo che ha luogo nel desiderio egoista fino a raggiungere la dazione, cioè “contare” sull’uscita dall’Egitto.

Chi sono Abramo ed Isacco dentro di me?

Abramo è la prima qualità spirituale che una persona rivela in sé.

È la qualità principale della dazione, “Chafetz Chesed” (colui che desidera la pietà) sulla quale si basa tutto;

però quando Abramo “arriva alla vecchiaia”, cioè, quando questo gradino si realizza totalmente in una persona, dentro di lei si rivela un nuovo stato, un nuovo gradino, come se fosse opposto in base al gradino anteriore.

Nello stato anteriore (Abramo) la persona saliva tutto il tempo al di sopra del suo desiderio anteriore, usciva dalla sua Babilonia e si allontanava da tutte le forze ed i desideri dei suoi abitanti, i quali idolatravano altri dei;

però, alla fine quando una persona esce da lì, all’improvviso si rivela un nuovo gradino.
Allora, la persona rivela in sé un desiderio come se riportasse se stessa in quello stato dal quale era già uscita!

Ma è solo la sua percezione perché si tratta di un gradino totalmente nuovo al di sopra del quale dovrà crescere .

Si rivela un desiderio dal lato opposto di Abramo, dal lato “sinistro”. Tuttavia, è suo “figlio”, cioè la conseguenza di Abramo.

In questa maniera nasce Isacco, la linea sinistra, Binà, Gevurà (il superamento), la fonte di tutte le forze impure del lato sinistro (Klipot).

Il miracolo dell’esilio dall’Egitto

Lo Zohar, capitolo Bo, punto 121: è scritto, “che ti ha portato fuori dal paese d’Egitto”. “Ricordati di questo giorno nel quale sei uscito dall’Egitto”.

“Ti ha portato fuori dall’Egitto, con la Sua presenza e con la Sua grande forza”. “Il Signore ti ha portato fuori da questo”. Cinquanta volte si menziona l’esodo dall’Egitto nella Torà.

Cinquanta è un gradino completo, 10 Sefirot di Malchut e 40 Sefirot di Binà, tutte unite. Tutta Malchut deve ascendere da sé in tutto il gradino completo.

L’uomo deve sentire queste due forze dentro di sé, una davanti all’altra.

Per questo, la liberazione non verrà prima di finire l’esilio, raggiungendo un’orribile sensazione di non avere forze per uscire dal nostro egoismo; ed unito a questo, dobbiamo semplicemente fare questo!

Quando sentiremo questa opposizione, con tutta la sua forza, si apriranno le acque del Mare Finale e lo attraverseremo.

L’uomo non sa come si rivela. Questo viene chiamato miracolo. Lo provoca lo stesso uomo, quando si trova in un vicolo cieco.

Da un lato, l’uomo non capisce come può uscire: egli non ha nessun potere e nessuna forza.

Non capisce neppure che possa esistere una Forza Superiore che potrebbe cambiare la sua natura. Dall’altro lato, si rivela questa forza che si trova al di sopra della natura.

Ciò accade solo come un miracolo, cioè, al di sopra di questo stato, di questa natura che si chiama “Egitto” e che forma tutta l’essenza umana.

Materiale correlato:

Laitman blog: Tutta l’umanità sta uscendo dall’Egitto
Laitman blog: Riveliamo il Creatore nel Nostro Egoismo – IL FARAONE

Il filtro per i desideri

Se non usiamo le anime corrette dei cabalisti ed i veri libri cabalistici scritti da loro, non potremo creare un contatto con la Luce.

I cabalisti del passato sono i padroni del sistema che ci da la Luce.

Come posso stabilire questo contatto? Poiché è la cosa principale! Il gruppo cabalistico ed i libri creano il mio contatto.

I libri mi uniscono a questo sistema delle anime corrette. Attraverso il gruppo posso annullarmi, chiedere la Luce della correzione e prendere la direzione corretta verso la meta spirituale.

Il gruppo mi serve come un filtro. Se posso passare il mio desiderio attraverso questo filtro, significa che la mia richiesta è corretta!

In questo caso, essa corrisponde al sistema superiore delle anime corrette e così merita la risposta dall’Alto.